Via Col di Lana a Bibbiano: centro di raccolta rifiuti, orari e informazioni utili

Il Centro di Raccolta Rifiuti di Bibbiano è situato in Via Col di Lana ed è gestito da Iren Ambiente. Negli orari di apertura, l’accesso è libero. Il centro si trova a Bibbiano, in provincia di Reggio Emilia, con CAP 42021.

Il Centro di Raccolta Rifiuti di Bibbiano consente di conferire i materiali ammessi secondo le modalità previste dal servizio ambientale. Le informazioni disponibili comprendono orari, giorni di apertura, materiali conferibili e modalità di accesso.

Indirizzo del centro di raccolta

Centro di Raccolta Rifiuti di Bibbiano Via Col di Lana - Bibbiano 42021 - Italia. Via Col di Lana è indicata anche per la località Ghiardo, frazione di Bibbiano.

Il Centro di Raccolta Rifiuti di Bibbiano è situato in Via Col di Lana ed è gestito da Iren Ambiente. Isole ecologiche di conferimento rifiuti.

Centro raccolta rifiuti Via Col di Lana Bibbiano

Orari di apertura

Gli orari del Centro di Raccolta Rifiuti di Bibbiano cambiano in base al periodo dell’anno. L’orario estivo prevede aperture pomeridiane nei giorni feriali e aperture sia mattutine sia pomeridiane il sabato.

PeriodoGiorni ferialiSabato
Orario estivoDal lunedì al venerdì dalle 15.00 alle 18.00Dalle 9.00 alle 12.00 e dalle 15.00 alle 18.00
Orario invernaleDal lunedì al venerdì dalle 14.00 alle 17.00Dalle 9.00 alle 12.00 e dalle 14.00 alle 17.00

Orario estivo

ORARIO DI APERTURA ESTIVO: dal lunedì al venerdì dalle 15.00 alle 18.00 sabato dalle 9.00 alle 12.00 e dalle 15.00 alle 18.00.

Orario invernale

ORARIO DI APERTURA INVERNALE: dal lunedì al venerdì dalle 14.00 alle 17.00 sabato dalle 9.00 alle 12.00 e dalle 14.00 alle 17.00.

Negli orari di apertura, l’accesso è libero. Prima di recarsi al centro è opportuno verificare il periodo stagionale applicato e le modalità di conferimento dei materiali.

Materiali e modalità di conferimento

A questo link è possibile consultare tutte le informazioni disponibili (orari, giorni di apertura, materiali conferibili e modalità di accesso): . Infrastruttura e impianto » Centro di raccolta.

La consultazione delle informazioni sul servizio permette di verificare i materiali conferibili e le modalità di accesso. E' attivo il nuovo servizio che permette di conferire piccole quantità di materiale inerte.

Contatti per i Servizi Ambientali

Per le informazioni relative ai Servizi Ambientali è disponibile il numero 800 212607. Il servizio è attivo dal lunedì al venerdì dalle 8.00 alle 17.00 e il sabato dalle 8.00 alle 13.00.

ServizioNumeroOrari
Servizi Ambientali800 212607Lun-Ven: 8.00-17.00 e Sab: 8.00-13.00

Centro di raccolta di Barco

Il Centro di Raccolta Rifiuti di Barco è situato in Via Armando Grisendi ed è gestito da Iren Ambiente. Centro di Raccolta Rifiuti di Barco Via Armando Grisendi 4 - Bibbiano 42021 - Italia.

Anche il centro di Barco è un’isola ecologica di conferimento rifiuti. Negli orari di apertura, l’accesso è libero.

Orari estivi del centro di Barco

ORARIO DI APERTURA ESTIVO: dal lunedì al venerdì dalle 9.00 alle 12.00 sabato dalle 9.00 alle 12.00 e dalle 15.00 alle 18.00.

Orari invernali del centro di Barco

ORARIO DI APERTURA INVERNALE: dal lunedì al venerdì dalle 9.00 alle 12.00 sabato dalle 9.00 alle 12.00 e dalle 14.00 alle 17.00.

E' attivo il nuovo servizio che permette di conferire piccole quantità di materiale inerte. A questo link è possibile consultare tutte le informazioni disponibili (orari, giorni di apertura, materiali conferibili e modalità di accesso): .

Distanze indicate per i servizi vicini

Il Centro di Raccolta Rifiuti di Barco, in Via Grisendi s.n.c., 42021 Barco (RE), è indicato a una distanza di 2,23 km. Il Centro di Raccolta Rifiuti di Bibbiano, in Via Col di Lana s.n.c., 42021 Bibbiano (RE), è indicato a una distanza di 0,00 km.

StrutturaIndirizzoDistanza indicata
Centro di Raccolta Rifiuti di BibbianoVia Col di Lana s.n.c., 42021 Bibbiano (RE)0,00 km
Centro di Raccolta Rifiuti di BarcoVia Grisendi s.n.c., 42021 Barco (RE)2,23 km
Castello e Raccolta ArcheologicaPiazza Mazzini 1, 43022 Montechiarugolo4,14 km
Comune di San Polo d'Enza (ufficio Tari-Rifiuti)P.zza IV Novembre 1, 42020 San Polo d'Enza (Re)7,19 km
Centro raccolta differenziata rifiutiVia Bellini snc, 42023 Cadelbosco di Sopra (RE)13,55 km

Via Col di Lana nel territorio di Bibbiano

Ghiardo frazione di Bibbiano (RE) Via Col di Lana. Il territorio di Bibbiano si snoda principalmente lungo un’unica strada che lo attraversa da nord a sud la quale cambia denominazione attraversando le diverse frazioni.

La direttrice nord-sud collega diverse località e permette di incontrare edifici religiosi, corti rurali, testimonianze storiche e strutture pubbliche. Percorrendo la via principale di Bibbiano si giunge in Piazza della Repubblica, centro del paese, sulla quale si affaccia il Palazzo del Municipio.

Barco e le testimonianze storiche lungo il percorso

Partendo da Barco dalla provinciale n.28 Reggio Emilia - Montecchio Emilia e percorrendo via XXIV Maggio si incontra subito la Chiesa Parrocchiale di San Pietro affacciata sul piazzale recentemente ristrutturato e dedicato a Madre Teresa di Calcutta.

La chiesa di San Pietro, un tempo situata nella Diocesi di Parma, nel secolo XIII è affiliata alla Chiesa di Montecchio. Secondo alcuni vecchi documenti, questo complesso religioso viene più volte citato nei libri religiosi già nel 1299. Fin dal 1302 è soggetta al Capitolo della Cattedrale di Parma.

Nel 1822, dopo l’aggregazione alla diocesi di Reggio Emilia, è unita al vicariato di Bibbiano. L’antica chiesa è ricostruita nel 1645 sotto la direzione dell’ingegnere Francesco Malli. La costruzione della Canonica risale al 1845.

Nel sagrato realizzato nel 1893 si utilizzano vecchi marmi del Duomo di Reggio Emilia che qui trovano nuova dimora. La torre campanaria, edificata nel 1708 sotto la direzione di maestro Giacomo Calligari, subisce lesioni importanti dal terremoto del 1818 ed è per questo ricostruita nel 1821.

Nel 2018 terminano i lavori di ristrutturazione del campanile finanziati con le donazioni di parrocchiani, enti e associazioni del territorio. La torre campanaria misura nel complesso 47 metri. Anche le campane hanno una storia antichissima: vennero fatte collocare da don Barchi nel 1775.

La chiesa presenta una facciata a capanna con frontone orientata verso levante; l’interno è a navata unica con abside semicircolare. L’accesso è limitato da due pilastrate in cui sono disposte le sculture di due leoni accovacciati mentre una scalinata sale al sagrato.

Il prospetto, tripartito, è scandito da lesene binate con capitelli ionici che ne accentuano la verticalità. Un raccordo a volute collega superiormente il corpo principale con quelli minori delle cappelle laterali concluse ai vertici esterni da due acroteri piramidali con palla.

Ad alcuni metri dalla chiesa, a nord e leggermente arretrato rispetto alla facciata, si trova lo slanciato campanile barocco su cui si imposta la cella a finestre archivoltate e coronamento a padiglione. Sul lato meridionale della chiesa spicca il voltone di collegamento con la canonica.

Obelisco di Barco e Corte Bebbi

Proseguendo lungo la via principale (via XXIV Maggio) si attraversa l’abitato di Barco. In corrispondenza dell’intersezione con via Spallanzani troviamo l’Obelisco di Barco.

Al monumento a forma di faro decorato da bassorilievi in bronzo dedicato ai caduti del 1915-18 ed inaugurato il 2 agosto 1925, nell’immediato dopoguerra sono state fissate alcune targhe in marmo con i nomi dei caduti del 1940-45.

Voltando in via Spallanzani, sulla destra si incontra la Corte Bebbi, che oggi ospita un agriturismo, ma con una storia molto antica. Nell’antica Roma era consuetudine assegnare territori conquistati ai legionari più fedeli e valorosi per tramandare e radicare la civiltà ed i costumi romani.

Il nome antico “Ager baebianus” indicava la proprietà della famiglia romana dei Bebii. Quella dei Bebbi, divenne, nel tempo, una delle famiglie dominanti di Reggio: ottenne il titolo comitale, si mise a capo della fazione guelfa della città, spostò il centro dei suoi interessi verso la montagna e diventò feudataria del castello di Bebbio, dando il nome anche a quel paese.

Sistemò il feudo di Barco dandogli quella particolare forma di corte chiusa lombarda che tuttora sussiste e che fa di “Corte Bebbi” un unicum nella zona reggiana. La famiglia dei conti Bebbi donò al Monte la proprietà di Barco (sui pilastri delle due corti appare ancora, scolpito nel marmo, lo stemma del Monte di Pietà) che lo conservò fino a quando questo ente venne assorbito dalla Cassa di Risparmio di Reggio Emilia che ne incorporò i beni.

Col passare del tempo l’Ente perse interesse verso i propri fondi agricoli e decise di mettere in vendita i due Poderi da sempre denominati “Bebbi grande” e “Bebbi piccolo”. L’attuale proprietario conte Morini Mazzoli, legato ai conti Bebbi da discendenza familiare, decise di riacquistarli nel 1996.

I necessari lavori di restauro sono stati attenti ed accurati, rispettosi della tipologia rurale ma pregiata della corte. Dopo 6 anni il risultato è stato il recupero completo degli immobili agricoli e dell’abitazione del “Podere Bebbi piccolo” che oggi fanno parte di “Corte Bebbi”.

Fossa e i complessi rurali

Proseguendo direzione sud troviamo la piazza principale 25 Aprile sulla quale si affaccia il fabbricato delle ex Scuole Elementari. Edificio costruito come quelli di Fossa e Corniano ad inizio del 900 prima dell’avvento del fascismo fu dedicato al dottor Pietro del Rio.

L’edificio è stato recentemente ristrutturato e riaperto al pubblico nel 2011. Oggi è sede dell’Unione dei Comuni della “Val d’Enza”. Percorrendo la direttrice nord-sud si giunge in località Fossa.

Nucleo di particolare interesse è quello di San Filippo situato ad ovest della linea ferroviaria. Qui è da ricordare la Chiesa dei SS. Giacomo e Filippo la quale è nominata già nel 1153 in una Bolla di Papa Anastasio IV diretta al Monastero di Brescello cui quella chiesa risulta soggetta.

Nella visita pastorale del Vescovo Cervini del 1543 l’edificio figura in cattivo stato. Fu poi ricostruito nel XVII secolo, comunque prima del 1663. Dopo l’Unità d’Italia passò in proprietà del Demanio. Lasciato in abbandono rovinò completamente dopo la seconda guerra mondiale.

Il nucleo rurale comprende due grandi complessi articolati in vari corpi separati, costruiti in diverse e successive fasi, sviluppando una struttura a corte. Sull’arco a sesto ribassato della porta morta di un primo edificio si nota la data “1895” mentre quella del “1911” è riportata nell’arco della porta a doppia luce di collegamento ad un secondo edificio.

Da diversi anni i rustici sono inutilizzati, ristrutturati ed in parte modificati per usi civili. In località Fossa troviamo la settecentesca Corte di Sant’Antonio, particolarmente distinta dalla presenza dell’omonimo oratorio, ora sconsacrato.

L’oratorio prospicente alla strada mostra una semplice facciata a capanna con portale centrale affiancato da due finestre archivoltate; superiormente è un riquadro con la raffigurazione della Immacolata Concezione. L’interno è ad aula con volta a botte.

L’oratorio esisteva già nel 1650 come ricordato da una lapide posta nel locale ad uso sagrestia. Nel 1807 apparteneva al Sig. Orazio Toschi ed ora è in proprietà della famiglia Faietti.

Nella corte si sviluppa la struttura del complesso rurale attribuibile al XVII secolo. La tipologia è ad elementi giustapposti in linea con la parte civile posta a nord. Il fabbricato della stalla, con portico a tre luci archivoltate, è stato completamente distrutto anni fa da un incendio e quindi ricostruito conservando inalterato il rapporto volumetrico primitivo.

Il prospetto principale dell’edificio è caratterizzato da una loggia a due luci integrata al portico centrale di collegamento tra la stalla e l’abitazione. Nella loggia rimane un bell’affresco seicentesco raffigurante la Madonna della Ghiara.

Sopra il tetto è collocata una torretta con campanile a vela in vertice. A fronte della corte si trova un altro interessante complesso a corpi separati di cui si segnala il rustico con porticato a sei luci ed archi a sesto ribassati.

Infine, in angolo con la via Monte Grappa, si riscontra una corte sempre con elementi a corpi separati evidenziando il rustico con portico a luci architravate. Sul prospetto verso la via S. Antonio, nella parte civile, è visibile una maestà in nicchia dedicata alla Madonna.

Il centro di Bibbiano

Percorrendo la via principale di Bibbiano si giunge in Piazza della Repubblica, centro del paese, sulla quale si affaccia il Palazzo del Municipio, sorto come villa di campagna dei Conti Palazzi-Trivelli negli ultimi decenni dell’Ottocento.

Nel 1920 venne acquistato dal Comune di Bibbiano che nel 1922, dopo lavori di riadattamento, vi trasferì il Municipio. Fino al 1936 l’area antistante l’edificio era contornata da una recinzione che venne rimossa e venduta come rottame di ferro per sostenere la produzione bellica.

L’edificio presenta un organismo compatto a pianta quadrata. Nel prospetto principale lo scalone monumentale conduce all’ingresso del piano rialzato, sul pianerottolo due colonne sorreggono la balconata superiore. Nell’interno sono notabili elementi decorativi in stile liberty.

Sul fronte del Palazzo del Municipio, in Piazza Damiano Chiesa è posizionato il Monumento ai Caduti. Inaugurato il 19 aprile 1965, su committenza dell’Amministrazione comunale di Bibbiano, il monumento è opera dello scultore Walter Ferretti.

Esso è costituito a sinistra, da una stele con bassorilievi in bronzo posizionata su di una base in marmo su cui compare l’epigrafe (Pietro Calamandrei), a destra da una statua in bronzo a tutto tondo.

Galleria d’Arte L’Ottagono e Cinema Teatro Metropolis

Al piano terra del Palazzo del Municipio, con ingresso laterale su via Gramsci troviamo la Galleria d’Arte “l’Ottagono”. La Galleria L’Ottagono apre i battenti nel 1997, a seguito di un intervento di restauro negli archivi del Comune voluto dall’ex sindaco Orio Vergalli e dall’Assessore alla Cultura Giovanni Cossu, amministratori interessati all’arte contemporanea e volenterosi di dare a Bibbiano una sala espositiva permanente, originale, e di facile accesso ai cittadini.

“L’Ottagono“, nome che deriva ovviamente dalla forma ottagonale della sala, presenta al suo interno pareti che sembrano nicchie e un soffitto che grazie alle svariate decorazioni in rilievo assume un aspetto arabeggiante.

Nei primi mesi di apertura furono ospitate mostre fotografiche e pittoriche di artisti bibbianesi, alternate a collezioni e monografie di artisti reggiani. Dall’apertura a oggi è sede di numerose mostre personali di artisti di livello internazionale.

Di fronte alla Galleria d’Arte, su via Gramsci troviamo il Cinema Teatro Metropolis. La storia del Cinema Teatro risale alla metà degli anni ’20 del Novecento quando viene presa la decisione di costruire uno stabile ampio e idoneo per le rappresentazioni.

Nasce così la Società del Teatro di Bibbiano, costituita dall’amministrazione comunale e da un gruppo di azionisti. Il Teatro Sociale viene inaugurato il 12 agosto 1923 con la rappresentazione del Barbiere di Siviglia.

Da allora si sviluppa l’allestimento di spettacoli teatrali e feste da ballo, soprattutto in occasione di particolari festività come la fiera. L’interno del teatro, oltre alla platea, ospita una galleria con due ordini di palchi.

Nel 1930 il teatro da Sociale diventa Comunale, gestito dall’Opera Nazionale Dopolavoro. Negli anni ’50 il teatro liberty, con i palchetti a semicerchio e il soffitto affrescato a medaglioni, viene ristrutturato con criteri di razionalità geometrica.

Cambiano la destinazione d’uso, si ospitano solo spettacoli cinematografici e non più rappresentazioni filodrammatiche e la denominazione, da Teatro Comunale a Cinema Teatro Comunale.

L’inaugurazione del nuovo teatro avviene il 23 marzo 1957 con il recital del tenore Ferruccio Tagliavini e della soprano Pia Tassinari. L’attuale Cinema Teatro Metropolis è il risultato di un’ulteriore ristrutturazione avvenuta negli anni ’90 per volontà dell’amministrazione comunale ed è stato inaugurato nel settembre 2004 in occasione della fiera Bibbiano Produce.

La struttura oltre alla sala dedicata a cinema e teatro è dotata al piano terra di una sala polivalente per conferenze, mostre e incontri intitolata al prof. Renzo Barazzoni.

Le case storiche di Bibbiano

Proseguendo su via Venturi direzione possiamo ammirare la parte più antica del paese con diverse abitazioni rimaste a testimoniare il passato medioevale e rurale della zona.

Una di queste è l’antica casa a torre della famiglia Bertolini. L’edificio è stato eretto tra il secolo XVII ed il Secolo XVIII su strutture preesistenti a cui forse riferire l’impianto della torretta.

Nel 1792 vi nacque l’Arch. Giuseppe Bertolini. La struttura è compatta a pianta regolare sviluppata su due piani con la torre in posizione centrale.

All’interno sono visibili diversi stemmi nobiliari affrescati ed una raffigurazione della Madonna con il Bambino, del secolo XVII; nella stanza d’angolo verso la strada si trova una portella di guardia al portale d’ingresso.

Il Torrazzo e il Mulino della Fila

Del passato resta l’edificio del Torrazzo in via Chierici. Situato a breve distanza dalla stazione ferroviaria di Bibbiano sorge questa interessante casa-torre ora di proprietà privata.

È una costruzione tardo-medievale, sviluppatasi in periodi successivi, forse sulle basi di un più antico edificio. La tradizione locale identifica nel “Torrazzo” ciò che resta di quel “Castello di Bibbiano” ricordato nel XI secolo e distrutto dai parmigiani nel 1296.

Non rimangono tuttavia elementi tali da potere confermare tale supposizione. La casa-torre ha subito rimaneggiamenti in varie epoche che non ne hanno tuttavia alterato la struttura.

Si possono notare due fasi costruttive distinte. La prima caratterizzata da una muratura a pietra rasa ad opera incerta con utilizzo di blocchi squadrati in arenaria, quindi sulla diroccatura dei primitivi resti si è sviluppata l’edificazione successiva con impegno del laterizio.

Tra gli elementi compositivi rimane un cordolo a diversi motivi, con mattonatura a dente di sega, i posatoi per i colombi a mensola su due filari sovrapposti, due feritoie a doppia strombatura e sguancio attribuibili al XV-XVI secolo, finestre ad arco ribassato e le tracce di un portale ad arco tamponato.

Poco distante, sempre in via Chierici troviamo il Mulino della Fila. Il mulino di Bibbiano, detto anche della Fila, è stato costruito dai Canossa all’epoca dello scavo del canale di Bibbiano nel XIV secolo.

Originariamente esso era gestito direttamente dalla stessa casa marchionale con propri dipendenti. Dalla seconda metà del Seicento il mulino passò ad essere condotto in affitto.

Il mulino coincide probabilmente con quello citato nella Carta Idrografica d’Italia del 1888 denominato mulino “Belvedere”. La carta indica in particolare l’esistenza di due impianti posti a brevissima distanza distinti in mulino “Belvedere Superiore”, dotato anche di un torchio ed il mulino “Belvedere Inferiore”.

L’opificio era dotato di ruote idrauliche verticali di cui ne rimaneva un esemplare fino ad alcuni anni fa. Il fabbricato, recentemente ristrutturato dalla famiglia proprietaria, conserva l’impianto planivolumetrico caratterizzato da un ampio avamportico a luci architravate, sorretto da pilastri quadrangolari in laterizio.

Nel sottoportico è visibile un interessante affresco votivo. Sono ancora notabili i sistemi di canalizzazione delle acque.

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