Testo di adorazione eucaristica per la XXV domenica del Tempo Ordinario – Anno C

Nella XXV Domenica del Tempo Ordinario dell’anno C Gesù ci interpella sulla misura e sulla qualità della nostra fedeltà. Ci chiede una fedeltà autentica e trasparente, senza ambiguità.

Il Vangelo secondo Luca ci invita a scegliere con decisione l’unico Signore della nostra vita: «Nessun servitore può servire due padroni»; «Non potete servire Dio e la ricchezza». L’elogio che Gesù rivolge all’amministratore disonesto non è un plauso alla disonestà e al guadagno illecito, ma è, al contrario, richiamo per noi a non riporre la speranza sull’incertezza delle ricchezze.

Traccia per l’adorazione eucaristica

La preghiera diventa allora quel luogo privilegiato in cui lasciarsi raggiungere da Dio, in cui aprirsi e accogliere la sua presenza, in cui lodare e intercedere. È il dinamismo dell’amore fiducioso e fedele che ci fa abitare lo spazio della preghiera come tempo fecondo in cui nulla resta come prima, come spazio privilegiato in cui Dio si fa incontro vitale, proposta audace, amore trasformante, fedeltà tenace.

Le tracce di adorazione arrivano tra le nostre mani come un itinerario che, lungo l’anno liturgico, può aiutarci a entrare, sempre più progressivamente, nel mistero dell’amore di Dio che, in Gesù Cristo si è fatto storia. A ognuno è chiesto di entrare, per crescere nella consapevolezza di essere figli amati, scelti da sempre e, per sempre, accolti nell’immenso e immeritato abbraccio della misericordia e della tenerezza di Dio.

Esposizione del Santissimo Sacramento

Davanti a te. Signore Gesù, siamo qui davanti a te. Siamo qui, quanti siamo, per la nostra città. Molti, in essa, non sanno chi tu sia, come a Gerusalemme molti non sapevano chi tu fossi. Tu, però, li amavi, come ami la nostra città.

Il tuo cuore, o Crocifisso glorificato che ci doni la vita, ci vede tutti, presenti e assenti: non c’è volto che possa velarti il suo mistero, o cuore che possa nasconderti il suo dolore. La nostra mancanza di fede Non ferma il tuo amore, come non lo scoraggia il nostro peccato. Tu bussi sempre alla nostra porta E, se uno ti apre, tu entri Anche se è notte fonda …

Signore Gesù, siamo qui davanti a te. Noi crediamo alla tua presenza reale nel mistero eucaristico; noi ti adoriamo nel silenzio umile e nella gratitudine più profonda.

Crediamo che in te, divina Eucaristia, noi tocchiamo il Verbo della Vita, ce ne nutriamo e, nei nostri sì, lo rendiamo dono. Crediamo che in noi, figli amati, il tuo mistero di salvezza continua a donarsi in questa povera e fragile porzione di storia. Amen.

Invocazione allo Spirito Santo

Crediamo in te, Dio, Padre del cielo e della terra, di ogni uomo e di tutte le creature. Crediamo in te, Figlio del Padre, Parola pronunciata sull’universo, Parola fatta carne per la nostra salvezza; Parola in cui tutta la creazione viene rinnovata in nome dell’amore.

Crediamo in te, Spirito santo, amore che vieni a noi dal Padre e dal Figlio, amore che tutto puoi, amore divino che ci innalzi da servi a figli, dito potente della mano di Dio che rendi possibile l’umano impossibile. Crediamo in te, Trinità santissima, presente e operante oggi e qui, nel nostro cuore, nella nostra vita, nelle nostre scelte, nella storia che viviamo.

Ascolto della Parola

Dal Vangelo secondo Luca - Lc 16,1-13

In quel tempo, Gesù diceva ai discepoli: «Un uomo ricco aveva un amministratore, e questi fu accusato dinanzi a lui di sperperare i suoi averi. Lo chiamò e gli disse: “Che cosa sento dire di te? Rendi conto della tua amministrazione, perché non potrai più amministrare”.

L’amministratore disse tra sé: “Che cosa farò, ora che il mio padrone mi toglie l’amministrazione? Zappare, non ne ho la forza; mendicare, mi vergogno. So io che cosa farò perché, quando sarò stato allontanato dall’amministrazione, ci sia qualcuno che mi accolga in casa sua”.

Chiamò uno per uno i debitori del suo padrone e disse al primo: “Tu quanto devi al mio padrone?”. Quello rispose: “Cento barili d’olio”. Gli disse: “Prendi la tua ricevuta, siediti subito e scrivi cinquanta”.

Poi disse a un altro: “Tu quanto devi?”. Rispose: “Cento misure di grano”. Gli disse: “Prendi la tua ricevuta e scrivi ottanta”. Il padrone lodò quell’amministratore disonesto, perché aveva agito con scaltrezza.

I figli di questo mondo, infatti, verso i loro pari sono più scaltri dei figli della luce. Ebbene, io vi dico: fatevi degli amici con la ricchezza disonesta, perché, quando questa verrà a mancare, essi vi accolgano nelle dimore eterne.

Chi è fedele in cose di poco conto, è fedele anche in cose importanti; e chi è disonesto in cose di poco conto, è disonesto anche in cose importanti. Se dunque non siete stati fedeli nella ricchezza disonesta, chi vi affiderà quella vera?

E se non siete stati fedeli nella ricchezza altrui, chi vi darà la vostra? Nessun servitore può servire due padroni, perché o odierà l’uno e amerà l’altro, oppure si affezionerà all’uno e disprezzerà l’altro. Non potete servire Dio e la ricchezza».

Forma breve - Lc 16,10-13

In quel tempo, Gesù diceva ai discepoli: «Chi è fedele in cose di poco conto, è fedele anche in cose importanti; e chi è disonesto in cose di poco conto, è disonesto anche in cose importanti.

Se dunque non siete stati fedeli nella ricchezza disonesta, chi vi affiderà quella vera? E se non siete stati fedeli nella ricchezza altrui, chi vi darà la vostra?

Nessun servitore può servire due padroni, perché o odierà l’uno e amerà l’altro, oppure si affezionerà all’uno e disprezzerà l’altro. Non potete servire Dio e la ricchezza».

Silenzio adorante e meditazione

«Rendi conto della tua amministrazione»

Guardiamo alla nostra vita, ai vari “padroni” che possiamo incontrare sul nostro cammino. E guardiamo a Gesù, che ci invita ancora una volta ad essere pienamente “figli del Padre”.

In questa liturgia domenicale siamo invitati a fuggire l’idolatria del denaro che è «causa di molti mali» (1Tm 6,10) e a riporre solo in Dio la nostra fiducia: «Nulla - infatti - abbiamo portato in questo mondo e nulla possiamo portarne via» (1Tm 6, 7).

L’elogio che Gesù rivolge all’amministratore disonesto, non è un plauso alla disonestà e al guadagno illecito, ma è, al contrario, richiamo per noi a non riporre la speranza sull’incertezza delle ricchezze: se i seguaci del mondo - che vivono per accumulare beni per sé e per curare i propri interessi - sono scaltri e solleciti, i «figli della luce» - quelli che credono in Dio - sono più fiacchi e svogliati nel curare i loro interessi spirituali.

Perciò, forti nella speranza e nella fede, arricchiamoci piuttosto di opere buone, cerchiamo di essere pronti a dare e ad essere generosi, «mettendoci così da parte un buon capitale per il futuro, per acquistarci la vita vera» (1Tm 6,18-19).

«Chi è fedele in cose di poco conto»

Nella XXV Domenica del Tempo Ordinario dell’ anno C Egli ci interpella sulla misura e sulla qualità della nostra fedeltà. Ci chiede una fedeltà autentica e trasparente, senza ambiguità. Una fedeltà assoluta a Lui, messa a dura prova dalle ambiguità del mondo.

La riflessione evangelica conduce a riconoscere che ogni bene ricevuto è affidato alla nostra responsabilità. La ricchezza, il tempo, le capacità, le relazioni e ogni possibilità concreta di bene non possono diventare un idolo, perché appartengono a una storia più grande di noi.

Il Signore, ci invita a renderci disponibili nel costruire una uguaglianza sempre più ampia e più concreta per tutti. Da cristiani siamo invitati a riflettere, sull’uso che facciamo del denaro e sull’atteggiamento che abbiamo di fronte alle ricchezze terrene.

La prima lettura richiama con forza la giustizia dovuta ai poveri: «Ascoltate questo, voi che calpestate il povero e sterminate gli umili del paese». Il Salmo proclama: «Benedetto il Signore che rialza il povero».

«Non potete servire Dio e la ricchezza»

O Padre, che ci chiami ad amarti e servirti come unico Signore, abbi pietà della nostra condizione umana; salvaci dalla cupidigia delle ricchezze, e fa’ che alzando al cielo mani libere e pure, ti rendiamo gloria con tutta la nostra vita. Per il nostro Signore Gesù Cristo, tuo Figlio, che è Dio, e vive e regna con te, nell’unità dello Spirito Santo, per tutti i secoli dei secoli. Amen.

Sia fatta, o Padre, la tua volontà, come in cielo così in terra: perché ti ami con tutto il cuore, pensando sempre a te; ti ami con tutto me stesso, desiderandoti sempre; ti ami con tutta la mia mente, dirigendo a te le mie riflessioni e cercando in tutte le cose il tuo onore; ti ami con tutte le forze, impegnando tutto me stesso in ossequio al tuo amore manifestato nella croce del tuo Figlio Gesù.

Affinché io ami il prossimo come me stesso e lo guidi all’incontro col tuo amore, goda dei tuoi beni e abbia compassione dei mali altrui.

Preghiere di adorazione

Un cuore capace di vedere

Signore, donaci un cuore nuovo, capace di vedere sul tuo volto di Crocifisso la gloria del Figlio di Dio e sul volto di ogni uomo il riflesso del tuo, o fratello di tutti.

Tu, realmente presente in mezzo a noi, compagno di ogni ora, per aprire ogni cosa a speranza; Figlio di Dio glorificato accanto al Padre che ci doni il tuo Spirito, per annunziare con la nostra stessa vita, che c’è salvezza per tutti, abbi pietà di noi.

A gloria di Dio Padre. Amen.

Per il dolore dell’uomo

Gesù, noi ti preghiamo per coloro che soffrono nel corpo, nel cuore, nello spirito: sii loro vicino, fa’ loro sentire la consolazione della tua tenerezza, o Dio che ti sei preso un corpo per diventare figlio dell’uomo.

Ti preghiamo per gli anziani soli, per gli ammalati che non hanno speranza, per le famiglie divise o cariche di pesi insopportabili, per i giovani che hanno imboccato strade sbagliate …

Buon samaritano di ogni dolore dell’uomo, portali sulle spalle della tua totale solidarietà. Per che cosa vuoi che ti preghiamo, o Crocifisso, se non per il dolore dell’uomo, per coloro che portano impresse sul loro volto e nel loro corpo le tue stimmate, dei quali hai detto: “Ciò che avrete fatto a loro, l’avrete fatto a me”?

Per una fede autentica

Signore Gesù, fratello di ogni nostra debolezza, fonte di amore e solidarietà, unico nostro Salvatore: ritorna in mezzo a noi! Sì, vieni, vieni, o Signore, non tardare. Amen.

Accogli, Signore, l’intera mia libertà. Tutto ciò che io sono, ho e possiedo, tu me lo hai dato: tutto io ti restituisco, e mi consegno pienamente alla tua volontà. Dammi solo il tuo amore, con la tua grazia, e io mi sento ricco abbastanza, e non ti domando altro.

Davanti al mistero eucaristico

Adoriamo, o Cristo, il tuo Corpo glorioso, nato dalla Vergine Maria; per noi hai voluto soffrire, per noi ti sei offerto vittima sulla croce e dal tuo fianco squarciato hai versato l’acqua e il sangue del nostro riscatto.

Tu, altissimo e vicinissimo Signore, vuoi stabilire in noi la tua dimora, vuoi essere il Cuore del nostro cuore per renderci santi come tu sei Santo.

Signore Gesù, se tu ci stessi davanti Come un roveto ardente ci toglieremmo i calzari… Ma tu sulla mensa sei frammento di pane e ti metti nelle nostre mani per essere mangiato.

Troppo piccolo ti sei fatto, Signore, troppo umile, troppo consueto … Ti preghiamo: insieme alla confidenza donaci lo Spirito di gratitudine, di lode; di fede e di adorazione per lasciarci consumare dal fuoco della tua carità immensa e farla divampare in mezzo a noi e negli uomini di tutto il mondo. Amen.

Intercessioni

Guida: Rivolgiamo al Padre le nostre suppliche, chiedendo un cuore libero dalla cupidigia, fedele nel poco e generoso nel condividere.

  • Per la Chiesa: perché annunci con chiarezza che Dio è l’unico Signore e insegni a usare i beni della terra al servizio della comunione e della fraternità. Preghiamo.
  • Per i responsabili dei popoli: perché promuovano la giustizia, difendano gli indigenti e non permettano che la ricchezza diventi strumento di esclusione. Preghiamo.
  • Per i poveri e gli oppressi: perché trovino sostegno, dignità e persone capaci di condividere concretamente la loro vita. Preghiamo.
  • Per le famiglie: perché sappiano educare alla sobrietà, alla solidarietà e alla riconoscenza per ogni dono ricevuto. Preghiamo.
  • Per i giovani: perché non si lascino dominare dal possesso, dal successo o dall’apparenza, ma riconoscano in Gesù la vera ricchezza. Preghiamo.
  • Per la nostra comunità: perché sia fedele nelle piccole responsabilità quotidiane e pronta a mettere i propri beni al servizio del Vangelo. Preghiamo.
  • Per coloro che soffrono: perché il Signore sia loro vicino e susciti intorno a loro una concreta solidarietà. Preghiamo.

Preghiera conclusiva: Padre santo, tu vuoi che tutti gli uomini siano salvati e giungano alla conoscenza della verità. Donaci mani libere e pure, un cuore fedele e uno sguardo capace di riconoscere il povero, il fratello e il dono della tua presenza. Per Cristo nostro Signore. Amen.

Preghiera per la libertà del cuore

Tu sei santo, o Signore, unico Dio, che compi opere meravigliose. Tu sei forte, tu sei grande, tu sei l’altissimo onnipotente, tu, Padre santo, Re del cielo e della terra, tu, unico Dio in tre persone, Signore Iddio degli dei.

Tu il bene, ogni bene, il sommo bene, Signore, Dio vivo e vero. Tu sei amore, carità, tu sei sapienza, tu sei umiltà, tu sei pazienza, tu sei bellezza, tu sei riposo, tu sei sicurezza, tu sei gioia e letizia, tu sei la nostra speranza, tu sei giustizia, tu sei comprensione, tu ogni nostra sovrabbondante ricchezza.

Tu sei splendore, tu sei mansuetudine, tu sei protettore, custode e difensore, tu sei fortezza, tu sei sollievo, tu sei la nostra speranza, tu sei la nostra fede, tu sei la nostra carità, tu sei la nostra dolcezza, tu sei la nostra eterna vita, Dio onnipotente, misericordioso, Salvatore.

Affidamento e impegno

La preghiera ci insegna a credere, perché la Parola nel silenzio può parlare e, parlando, rivela al nostro cuore l’infinito mistero di Dio Padre che, per noi e per la nostra salvezza, si è fatto carne, volto, nome, storia.

Gesù: i suoi gesti e le sue parole, la sua vita e la sua morte, la sua risurrezione diventano tappe da vivere, vie da percorrere, mistero d’amore da penetrare, logiche paradossali da assumere, stile di vita e di dono da imparare.

È lui la nostra possibilità di incontrare Dio, è lui la visibilità di quel Dio che i cieli dei cieli non possono contenere. Gesù di Nazareth ha permesso all’umanità di ogni tempo di riscoprire se stessa, e permette, oggi come ieri, all’uomo e alla donna di ogni lingua e di ogni cultura di penetrare il mistero della vita e di scoprirne il senso.

Signore Gesù, aiutaci a vivere questa Parola nella concretezza delle nostre giornate. Fa’ che la fedeltà nelle piccole cose diventi trasparenza del nostro amore per te. Liberaci dall’idolatria del denaro e da ogni ricchezza che pretende di prendere il posto di Dio.

Rendici capaci di condividere, di servire, di accogliere e di costruire un’uguaglianza sempre più ampia e più concreta per tutti. Donaci la grazia di essere amministratori responsabili dei beni ricevuti e testimoni della tua misericordia.

Benedizione eucaristica

Guida e sostieni, Signore, con il tuo continuo aiuto il popolo che hai nutrito con i tuoi sacramenti, perché la redenzione operata da questi misteri trasformi tutta la nostra vita. Per Cristo nostro Signore.

«Io sono il buon pastore, conosco le mie pecore, e le mie pecore conoscono me», dice il Signore. «Non potete servire a Dio e a mammona», dice il Signore.

noimgs

tags: #testo #di #adorazione #eucaristica #domenica #xxv