Il Complesso ospedaliero San Giovanni Addolorata è il secondo più antico ospedale di Roma dopo S. Spirito in Sassia: nato nella prima metà del Trecento come struttura civica, non religiosa, da allora ininterrottamente in funzione è custode di un consistente patrimonio culturale, storico, archeologico, architettonico ed artistico.
Il Presidio Ospedaliero San Giovanni e l'antistante Presidio Santa Maria, con i loro edifici storici, infatti, perpetuano il nucleo dell'antico ospedale, formatosi sulle strutture romane e paleocristiane, che si è andato ampliando con successivi corpi di fabbrica, a partire dal XII sino al XVII secolo, ad opera della Arciconfraternita del SS. Salvatore.

Un palinsesto storico nel cuore di Roma
Tuttavia l'intera area, che oggi compone il Complesso Ospedaliero San Giovanni Addolorata, è un palinsesto storico artistico, che senza soluzione di continuità conserva stratificazioni architettoniche dall'età della Roma Repubblicana fino al tardo Barocco.
L’intera area, che oggi compone il Complesso ospedaliero “San Giovanni Addolorata”, compresa tra piazza San Giovanni in Laterano e le vie Merulana, Santo Stefano Rotondo, Navicella e Amba Aradam, dunque anche i Presidi ospedalieri della “Addolorata” e del “Britannico”, è un palinsesto storico artistico, che senza soluzione di continuità conserva stratificazioni architettoniche dall’età della Roma Repubblicana, sino agli ultimi interventi di recupero degli edifici storici, realizzati per il Giubileo del 2000.
A riprova della riconosciuta identità culturale dell’intero complesso ospedaliero, spiccano ben tre decreti legislativi emanati dal ministero della Cultura (già ministero dei Beni artistici culturali e del paesaggio) che sottopongono al vincolo di tutela i presidi dell’Azienda ed il loro patrimonio mobile ed immobile.
Visitare, virtualmente o di persona, tale territorio e queste strutture, equivale ad intraprendere un viaggio, che inizia con l’ospitalità nelle ville delle famiglie aristocratiche romane degli Annii, dei Valeri o di Licinio Sura, dedite all’Otium et Negotium, dunque alle attività ricreative dello spirito, insieme alle attività pratiche della politica e degli affari.
Dalle ville romane all’istituzione ospedaliera
In questa zona vivevano anche i parenti più prossimi di Marco Aurelio, tant’è che la sua enorme statua - posta all’ingresso della basilica di San Giovanni in Laterano - è una delle poche ad essersi salvata dallo scempio compiuto sul patrimonio archeologico a caccia di materiali da riutilizzare, perché scambiata per una di Costantino.
Qui sono stati ritrovati i pezzi tra i più pregiati dell’arte romana oggi ospitata nel Campidoglio, tra cui l’enorme testa e il gigantesco piede.
Al tanto di “romano imperiale” che è conservato in ogni angolo dell’area si sommano le testimonianze dell’accoglienza degli Hospiti medioevali e rinascimentali, di Sant’Antonio, Santa Prassede, Santa Melania, Sant’Erasmo e San Marcellino e Pietro, dove si assistevano cristianamente l’anima ed il corpo dei pellegrini e dei bisognosi.
Altra documentazione riguarda la moderna affermazione dell’istituzione ospedaliera, intrapresa nel XVII secolo con l’edificazione degli delle grandi sale barocche realizzate da Giovanni Battista Mola, Carlo Rainaldi e Giovanni Antonio dé Rossi, dove il nosocomio si è rivolto alla cura di tutti, quale opera di misericordia e pubblica professione di civiltà.
Insomma, San Giovanni si conferma uno dei quartieri storicamente più importanti della nostra città, uno scrigno di preziose testimonianze che non finisce mai di sorprendere.
Il Presidio San Giovanni e il Presidio Santa Maria
Il Presidio ospedaliero “San Giovanni” e l’antistante Presidio “Santa Maria”, con i loro edifici storici, infatti, perpetuano il nucleo dell’antico ospedale, formatosi sulle strutture romane e paleocristiane, che si è andato ampliando con successivi corpi di fabbrica, a partire dal XII sino al XVII secolo, ad opera dell’Arciconfraternita del Santissimo Salvatore.
L’Azienda Ospedaliera “Complesso Ospedaliero San Giovanni Addolorata” è l’erede diretto dell’Hospitio di Sant’Antonio e di Santa Preassede e dello Xenodochio di Santa Melania Valerii cui ha fatto seguito l’istituzione dell’Ospedale dell’Angelo da parte della Confraternita del SS. Salvatore.
Il complesso ospedaliero di San Giovanni Addolorata è il secondo più antico ospedale di Roma dopo S. Spirito in Sassia: nato nella prima metà del Trecento come struttura civica, non religiosa, da allora ininterrottamente in funzione è custode di un consistente patrimonio culturale, storico, archeologico, architettonico ed artistico.
La Prima giornata nazionale degli ospedali storici italiani
Grazie all’Associazione culturale ospedali storici italiani (Acosi), che riunisce dieci enti ospedalieri di tutta Italia (Alessandria, Brescia, Lodi, Milano, Venezia, Ravenna, Firenze, Roma e Napoli), l’Azienda ospedaliera “San Giovanni Addolorata” il 9 ottobre 2022 ha aperto le porte del suo patrimonio archeologico e culturale in occasione della Prima giornata nazionale degli ospedali storici italiani, promossa dalla benemerita associazione.
Numerosi esperti hanno effettuato visite guidate gratuite sia di mattina sia di pomeriggio, con grande partecipazione di pubblico.
Un’opportunità davvero unica per scoprire uno straordinario angolo di Roma che comprende, tra l’altro, il sorprendente peristilio della Domus degli Annii del II secolo d.C., l’antico ospedale dell’Angelo del XIII secolo, l’antico atrio del XIV secolo e la farmacia del XV secolo, rimaneggiata nel periodo fascista ma che conserva in particolare antichi affreschi e un Cristo in legno intagliato.

L’antica farmacia e la produzione interna
La farmacia, le cui ceramiche sono state trasferite “temporaneamente” a Santo Spirito in Sassia negli anni Settanta, ci ricorda che a San Giovanni operava una vera e propria fabbrica di oggettistica non solo per l’utilizzo nella spezieria, ma anche per posate e stoviglie in uso nello stesso ospedale per i pazienti.
Una sorta di “autarchia” che invita a qualche riflessione in tempi di dipendenza energetica.
La stratificazione tra più epoche
Sorprende apprendere che l’antico ospedale “San Giovanni”, che ha origini nel XII secolo (mentre quello nuovo è stato realizzato alla fine degli anni Cinquanta in occasione delle Olimpiadi romane del 1960), un tempo fosse proprietario addirittura di due terzi del Colosseo, utilizzato come cava di materiali da riutilizzare, nonché di altri monumenti della zona.
E che fosse economicamente ricchissimo, grazie soprattutto ai lasciti dei pazienti e alle donazioni delle famiglie benestanti della zona.
Oggi l’Azienda ospedaliera è quindi proprietaria, e nel contempo custode, di un patrimonio culturale, storico, archeologico, architettonico ed artistico di ragguardevole valore, già catalogato una prima volta negli anni Ottanta, ad opera della Sovrintendenza del Comune di Roma, con un selettivo censimento di beni artistici, tra oggetti di varia natura e dipinti, per circa 500 opere, cui va aggiunta la catalogazione dei beni prettamente archeologici, condotta in passato dagli studiosi della odierna Soprintendenza Speciale Archeologia Belle Arti e Paesaggio di Roma.
Le aree archeologiche
L’itinerario archeologico attraversa leThermae Anniorum, gli ambienti termali della villa del senatore Marco Annio Vero, nonno dell’Imperatore Marco Aurelio (Ipogeo appartenente al complesso residenziale, datato alla prima metà del II sec. d.C.) e l’area degli Horti di Domitia Lucilla, il podere della nobile Domizia Lucilla, madre dell’imperatore Marco Aurelio (Area esterna appartenete prima alla villa privata poi al sito agricolo/industriale, databile dal II al IV secolo d.C.).
Le Thermae Anniorum costituiscono una testimonianza dell’originaria presenza delle residenze aristocratiche romane e delle loro strutture termali.
Gli Horti di Domitia Lucilla documentano invece la trasformazione dell’area da villa privata a sito agricolo e industriale tra il II e il IV secolo d.C.
Gli spazi ospedalieri storici
Per quanto riguarda la struttura ospedaliera, si possono attraversare le corsie di degenza risalenti al Cinquecento e restaurate in epoca Barocca, come la Sala Mazzoni, che conserva affreschi seicenteschi realizzati dalla scuola del Domenichino.
Tra le testimonianze della sede primaria del nosocomio, l’antico Ospedale dell’Angelo, l’ambiente della Spezieria, caratterizzato da decorazioni e strutture architettoniche databili dal Rinascimento alla prima metà del Novecento.
Un’area museale dove sono conservati anche gli affreschi distaccati dall’Oratorio paleocristiano.
Sala Mazzoni: affresco seicentesco (scuola pittorica del Domenichino).

Il Complesso San Giovanni Santa Maria come itinerario storico-artistico
Un itinerario che ben esemplifica la complessa stratificazione della città di Roma: un vero e proprio palinsesto monumentale che dall’epoca repubblicana arriva fino al tardo Barocco.
La stratificazione architettonica comprende strutture romane e paleocristiane, edifici ospedalieri medievali, corsie rinascimentali, ambienti seicenteschi e interventi di recupero realizzati in epoche più recenti.
Il valore del complesso deriva dalla compresenza di archeologia, architettura, opere mobili, decorazioni pittoriche e spazi ancora legati alla funzione sanitaria.
Conservazione e tutela del patrimonio
Il Complesso ospedaliero San Giovanni Addolorata conserva stratificazioni architettoniche dall’età della Roma Repubblicana fino agli ultimi interventi di recupero degli edifici storici, realizzati per il Giubileo del 2000.
A riprova della riconosciuta identità culturale dell’intero complesso ospedaliero, spiccano ben tre decreti legislativi emanati dal ministero della Cultura (già ministero dei Beni artistici culturali e del paesaggio) che sottopongono al vincolo di tutela i presidi dell’Azienda ed il loro patrimonio mobile ed immobile.
Il patrimonio comprende circa 500 opere censite, oltre ai beni archeologici e alle strutture architettoniche appartenenti alle diverse fasi di sviluppo dell’area.
La posizione del complesso
Il complesso è compreso tra piazza San Giovanni in Laterano e le vie Merulana, Santo Stefano Rotondo, Navicella e Amba Aradam.
La sua collocazione consente di leggere in un’unica area la continuità tra la Roma antica, la Roma paleocristiana, l’assistenza medievale e rinascimentale e la moderna istituzione ospedaliera.
Via dell’Amba Aradam, 8 00184 Roma RM