Seme di studi biblici: la semina nella Bibbia e la crescita della fede

Nella Bibbia la semina riguarda il lavoro nei campi che comprende l’aratura che prepara il terreno, la mietitura e il raccolto. È simbolo di speranza perché indica l’attesa di qualcosa di nuovo che dovrà germogliare dal seme nascosto nella terra che darà inizio a una vita.

La semina è simbolo della vita retta che produce frutti buoni come pure della Parola che Dio manda sulla terra e come la pioggia feconda la terra per un frutto abbondante (Is 55, 10). Nei Vangeli Gesù è il seminatore generoso che semina il buon seme che è la Parola in abbondanza, senza paura di sprecarlo, attendendo con pazienza i frutti sperati (cfr. Mt 13, 24.37; 4, 14).

Il significato biblico della semina

La prima ricorrenza di semina come segno di benedizione divina ricorda Isacco che in terra straniera «fece una semina in quella terra e raccolse quell'anno il centuplo. Il Signore infatti lo aveva benedetto» (Gen 26, 12). Giuseppe fa mettere da parte il grano per la semina per salvare il popolo egiziano dalla carestia (Gen 47,24).

Nell’anno giubilare la semina è proibita per fare riposare la terra (Lev 25,11). La semina è connessa anche al frutto delle azioni che, come una semina, producono ciò che vi è nel cuore: «Chi semina nelle lacrime mieterà nella gioia» (Sal 126,5) e «per quanto io ho visto, chi ara iniquità e semina affanni, li raccoglie» (Gb 4,8; Prv 11,18; 22,8; Sir 28,9; Ger 50,16).

Dall’oracolo «e poiché hanno seminato vento, raccoglieranno tempesta» (Os 8,7) proviene il proverbio «chi semina vento raccoglie tempesta». Il saggio averte che bisogna essere decisi nel seminare se si vogliono ottenere i frutti: «chi bada al vento non semina mai e chi osserva le nuvole non miete» (Sir 11,4,6).

La semina come ricerca della sapienza

La semina è simbolo della persona saggia che cerca la Sapienza, restando in attesa dei suoi frutti: «Accostati ad essa (la Sapienza) come uno che ara e che semina, e resta in attesa dei suoi buoni frutti; faticherai un po' per coltivarla, ma presto mangerai dei suoi prodotti» (Sir 6,19).

Questa immagine unisce il lavoro, la pazienza e l’attesa. Il seme non offre immediatamente il suo frutto, ma richiede preparazione del terreno, cura e perseveranza.

Schema del ciclo biblico semina crescita raccolto

Gesù, il seminatore della Parola

Gesù, poi, interpreta la sua morte come una semina, e il chicco di grano sotterrato che sembra morire, di fatto, dona la vita a una nuova spiga ricca di numerosi chicchi: «In verità, in verità io vi dico: se il chicco di grano, caduto in terra, non muore, rimane solo; se invece muore, produce molto frutto» (Gv 12,24).

Alla luce della Pasqua di Gesù, paragona, inoltre, la morte come la semina di un corpo corruttibile destinato a risorgere incorruttibile (cfr. 1 Cor 15,42-44). L’apostolo Paolo esorta a essere generosi nel donare così come bisogna essere generosi nel seminare se si vogliono raccolti abbondanti (cfr. 2 Cor 9,6.10).

Poiché la semina può riguardare la diffusione di elementi negativi di cui è simbolo la zizzania (Mt 13,36-43), l’apostolo raccomanda di non seminare egoismo perché conduce alla morte ma di lasciarsi determinare dallo Spirito il cui frutto è la vita eterna (cfr. Gal 6,8).

Dal giudizio alla speranza del Regno

Giovanni Battista, che segna il passaggio dall’Antico al Nuovo Testamento, parla della venuta del Messia nell’ottica dei profeti (cfr. Gio 4,13-15), che annunciano il “giorno del Signore” come l’attesa di un giudizio, e usa il simbolo della mietitura: «Tiene in mano la pala e pulirà la sua aia e raccoglierà il suo frumento nel granaio, ma brucerà la paglia con un fuoco inestinguibile» (Mt 3,12).

Gesù, invece, che annuncia la novità del Regno di Dio, già in mezzo a noi e in fase di compimento, usa il simbolo della semina che apre a un nuovo inizio e comprende un movimento di crescita (Mt 13,3).

La parte finale della parabola è escatologica, parla della fine della nostra era, del giudizio che vi sarà al ritorno di Gesù. E' questo il senso vero del lavoro della semina: la certezza che vi sarà un raccolto.

La parabola del seme che cresce

(Gesù) Diceva ancora: "così è il regno di Dio: come quando un uomo getta un seme in terra. Egli dorme di notte, si alza di giorno, senza sapere come accade che il seme germogli e cresca, perché è la terra da sé che porta frutto: prima compare l'erba, poi la spiga ed, infine, nella spiga, il grano. Quando il frutto è maturo, l'uomo prende la falce, perché è giunto il momento della mietitura". Marco 4:26-29

Quello che mi ha colpito infatti è che l'uomo esce e semina, anzi getta il seme in terra. Il seme, ci dice il vangelo di Marco nello stesso capitolo al v.14 è la Parola, ovviamente la Parola di Dio.

L'uomo che semina la Parola parla di Gesù che ha predicato la Parola di Dio durante il suo ministero, annunciando appunto il regno di Dio. Ma parla anche di noi che proseguiamo quello che ha cominciato lui.

Che cosa significa seminare la Parola

E cosa accade? Seminiamo. Seminiamo la Parola quando diciamo della nostra fede ad un amico o ad un conoscente. Quando regaliamo una Bibbia. Quando scriviamo delle cose di Dio. Quando cantiamo un canto al Signore.

L'uomo della parabola si addormenta la sera, si sveglia il mattino e non sa nemmeno cosa sta succedendo ai semi che ha buttato sulla terra. Io non so cosa accade quando scrivo delle cose di Dio.

E credo lo stesso sia per chi predica la Parola, per chi manda in onda un programma in radio dove si parla delle meraviglie del Signore. Non sono solo a seminare senza sapere cosa accade al seme gettato.

So, però, per certo che il Signore ci chiama a seminare, non a capire come il seme diverrà frutto: "senza sapere come accade che il seme germogli e cresca, perché è la terra da sé che porta frutto."

La pazienza del seminatore

Non ci dobbiamo quindi stancare e non dobbiamo nemmeno pensare troppo all'utilità immediata di quello che facciamo. Regaliamo una Bibbia, parliamo delle cose che Dio ha fatto per noi, invitiamo le persone in chiesa, parliamo di Dio, lasciamo una pagina di un calendario cristiano sul tavolino di una sala d'aspetto, ecc.

Non vediamo cosa accade al seme, ma importa poco, il nostro compito è seminare. A questo Dio ci ha chiamato, questo dobbiamo fare. Penserà lui al resto.

La Bibbia è la Parola di Dio? Brani della Scrittura come questo mi tolgono ogni dubbio.

Seminare e fare discepoli

“Io piantai, Apollo innaffiò, ma Dio faceva crescere”. (1 Cor. 3:6) Qui l’apostolo Paolo identificò tre fasi fondamentali del processo di fare discepoli di Cristo. Le prime due fasi, il piantare e l’innaffiare, implicano un privilegio e una responsabilità per i servitori di Dio dedicati e battezzati.

Per assolvere tale responsabilità bisogna predicare pubblicamente e di casa in casa, in maniera informale e in altri modi. Bisogna anche insegnare alle persone in maniera progressiva ad osservare tutte le cose che Gesù comandò. (Matt. 28:19, 20)

Quest’ultimo passo si può compiere solo facendo visite ulteriori a quelli che mostrano interesse, intavolando con loro conversazioni bibliche e tenendo con loro uno studio biblico.

Il bisogno di coltivare l’interesse biblico

Distribuire letteratura è una parte integrante della nostra opera, e corrisponde al piantare. I semi di verità piantati in questo modo hanno un enorme potenziale per quanto riguarda il produrre nuovi discepoli; ma noi, quali collaboratori di Dio, ci sentiamo spinti a tornare da queste persone per coltivare il loro interesse per gli argomenti biblici?

Il motivo che ci spinge a voler tenere studi biblici dovrebbe essere l’amore per coloro che accettano il messaggio del Regno che predichiamo. Dobbiamo avere anche noi, sinceramente, lo stesso amorevole interesse che Geova ha per le persone, e renderci conto che la loro salvezza dipende dalla crescita spirituale.

Come le piante letterali hanno bisogno di acqua per crescere, così coloro che all’inizio mostrano interesse per il messaggio del Regno di solito non cominceranno a frequentare le adunanze a meno che non siano regolarmente indirizzati all’organizzazione di Dio mediante uno studio biblico a domicilio.

Gesù come modello di insegnante

Qui entra in gioco anche la nostra ubbidienza. Gesù disse che chi è dalla parte della verità ascolta la sua voce. (Giov. 18:37) Egli comandò ai suoi discepoli di predicare e insegnare, e li preparò per assolvere tale incarico.

Gesù fu uno straordinario insegnante e si interessò profondamente delle persone, stabilendo così il modello che dobbiamo seguire nell’aiutare altri. (Luca 6:40; Giov. 13:13; 14:12) I nostri sforzi possono contribuire alla salvezza sia nostra che di quelli a cui insegniamo. - 1 Tim. 4:16.

Come iniziare uno studio biblico

Per iniziare uno studio biblico non occorre seguire qualche procedura complicata. Alcuni forse accetteranno la vostra offerta diretta di studiare la Bibbia con loro a casa loro. Tuttavia, molti proclamatori preferiscono non parlare di studio, limitandosi a pilotare la conversazione biblica in tale direzione.

È necessario nutrire amore per le persone e sincero desiderio di aiutarle. È necessario anche prepararsi bene. Questo dovrebbe includere il ripassare gli appunti che probabilmente avete preso su ciò di cui avete già parlato con l’individuo e il decidere come proseguire la conversazione biblica.

Abbiate in mente l’obiettivo generale dei vostri commenti. Sceglierete qualche altro versetto sull’argomento trattato in precedenza? O forse potrete aprire il volantino o il libro che la persona ha, e trattare con lei i primi paragrafi? Potreste scegliere un argomento per cui ha dimostrato interesse.

All’inizio, rimanete solo 10-15 minuti. Questo intervallo di tempo si può aumentare gradualmente, a seconda dell’interesse che riscontrate. Il buon senso vi dovrebbe aiutare a capire come andare avanti e quanto a lungo rimanere.

Preparazione, accompagnamento e preghiera

Nel corso degli anni sono stati dati moltissimi suggerimenti utili per aiutarvi a fare passi progressivi verso la meta di fare discepoli. Una rapida ricerca nell’Indice, alla voce “Studi biblici”, vi permetterà di trovare ulteriori informazioni utili.

Quale modello di come condurre uno studio, osservate ciò che si fa allo studio di libro di congregazione. Naturalmente, a uno studio biblico a domicilio non avete una quantità predeterminata di materiale da trattare.

Pertanto, dovreste decidere quanto materiale trattare a seconda delle capacità e delle necessità dello studente. Oltre a ciò, il sorvegliante del servizio e altri proclamatori e pionieri esperti saranno più che felici di accompagnarvi e darvi suggerimenti pratici su come condurre studi biblici efficaci.

Riconoscendo che Geova ha il ruolo principale in relazione ai nostri sforzi di aiutare le persone, dovremmo pregare non solo per trovare qualcuno con cui studiare, ma anche per il progresso degli interessati che abbiamo trovato.

La responsabilità verso chi mostra interesse

Forse vi sarà utile consultare la vostra cartolina di “Registrazione del proclamatore di congregazione” e prendere nota di quanti libri, opuscoli (compresi quelli formato rivista) e riviste avete distribuito negli ultimi dodici mesi. Distribuire tali pubblicazioni è stato fine a se stesso?

Oppure siete andati oltre e non vi siete limitati a piantare? Quanti di quelli che si erano dimostrati abbastanza interessati da accettare qualche pubblicazione avete subito rivisitato? Siete tornati a vedere se il seme che avevate seminato aveva germogliato? Avete coltivato tale seme innaffiandolo e quindi avete pregato perché Geova lo facesse crescere?

Ritornare a parlare di argomenti biblici con chi mostra interesse per il messaggio del Regno ci costa qualcosa in termini di tempo e di energie. Ma dovremmo capire che se siamo nella verità è grazie all’amore e all’immeritata benignità di Geova, che ci sono stati espressi mediante qualcuno che ha dedicato molte ore a insegnarci con pazienza la verità.

Allo stesso modo, l’amore ci dovrebbe indurre a riscattare il tempo necessario per dedicarlo a quest’opera più importante, il fare discepoli. - 2 Cor. 5:14, 15; Efes. 5:15, 16.

La crescita spirituale richiede continuità

Forse non state facendo visite ulteriori o non tenete uno studio biblico perché non vi sentite capaci. Probabilmente, questo dipende più dal vostro atteggiamento che da un’effettiva incapacità.

Geova non ha inviato i suoi servitori a compiere un’opera senza prepararli e qualificarli adeguatamente. Mediante la sua sacra Parola e la sua organizzazione, egli ci prepara per “ogni opera buona”. (2 Tim. 3:16, 17; 2 Cor. 3:5, 6)

Mediante lo spirito santo, la carta stampata, l’istruzione orale e le dimostrazioni dal podio, per non menzionare gli esempi viventi di servitori abili e devoti pronti ad aiutarci, Egli ci dà ciò di cui abbiamo bisogno.

Non abbiamo bisogno dell’istruzione superiore del mondo per tenere uno studio biblico. Ciò che dobbiamo fare è agire in conformità con la superiore istruzione spirituale provveduta mediante l’organizzazione di Geova. - Confronta Atti 4:13.

Lo studio biblico come cammino di formazione

È necessario applicare individualmente ciò che viene detto nel Ministero del Regno, alla Scuola di Ministero Teocratico, alle adunanze di servizio e mentre veniamo istruiti in altri modi.

L’apostolo Paolo disse chiaramente ai cristiani ebrei: “Poiché, in realtà, mentre dovreste essere maestri a causa del tempo, avete ancora bisogno che qualcuno vi insegni dal principio le cose elementari dei sacri oracoli di Dio”. (Ebr. 5:12)

Ci si aspetta che chi esercita un mestiere da diversi anni abbia acquistato una certa abilità nell’usare i suoi attrezzi. Se mostriamo sincero interesse e ci sforziamo diligentemente, il nostro progresso nel tenere conversazioni bibliche sarà evidente. - Prov. 12:24; 22:29.

Il lavoro paziente del seminatore

La semina è simbolo di speranza perché indica l’attesa di qualcosa di nuovo che dovrà germogliare dal seme nascosto nella terra che darà inizio a una vita. Questa immagine aiuta a comprendere che il lavoro biblico non si esaurisce nell’atto iniziale di trasmettere un messaggio.

Le prime due fasi, il piantare e l’innaffiare, implicano un privilegio e una responsabilità. La crescita, invece, non è prodotta dal seminatore, ma appartiene al mistero della vita e all’azione di Dio.

Tenendo studi biblici possiamo “rendere completa testimonianza alla buona notizia dell’immeritata benignità di Dio”. (Atti 20:24) Chissà quante persone possono ancora essere aiutate a volgersi dalle tenebre alla luce e dall’autorità di Satana a Dio! (Atti 26:18)

Voi, singoli servitori di Geova dedicati e battezzati, dovete fare la vostra parte piantando semi di verità e poi continuando a innaffiarli com’è necessario mediante conversazioni bibliche e regolari studi biblici a domicilio.

Vangelo secondo Marco (G5) - La parabola del seme che cresce da solo

Un percorso di studi biblici

Il percorso degli studi biblici comprende l’ermeneutica biblica e l’esegesi di libri o testi delle Scritture, oltre a ricerche filologiche e letterarie, come anche di storiografia e storia dei tempi biblici e protocristiani.

Particolare attenzione viene prestata alla letteratura cosiddetta intertestamentaria, dagli pseudoepigrafi e apocrifi di Antico e Nuovo Testamento agli scritti del giudaismo palestinese (Qumran) ed ellenistico di lingua greca.

La semina della Parola può quindi essere accompagnata da un esame rigoroso dei testi, attento alla dimensione storica, letteraria, estetica e teologica della Bibbia.

Ambito di studioContenuto
Ermeneutica biblicaInterpretazione dei testi delle Scritture
EsegesiEsame di libri o testi biblici
Ricerche filologiche e letterarieStudio della lingua, della forma e della composizione dei testi
Storiografia e storiaStudio dei tempi biblici e protocristiani
Letteratura intertestamentariaPseudoepigrafi, apocrifi e scritti del giudaismo palestinese ed ellenistico

La collana presenta una nuova traduzione condotta sui testi originali dagli autori e dalle autrici.

La semina come immagine della vita

La semina è connessa anche al frutto delle azioni che, come una semina, producono ciò che vi è nel cuore. La Scrittura presenta così una responsabilità personale: ciò che viene seminato nella vita può portare frutti di gioia, oppure conseguenze dolorose.

La semina è simbolo della vita retta che produce frutti buoni. L’apostolo raccomanda di non seminare egoismo perché conduce alla morte ma di lasciarsi determinare dallo Spirito il cui frutto è la vita eterna.

Gesù interpreta la sua morte come una semina. Il chicco di grano caduto in terra sembra morire, ma produce molto frutto e dona la vita a una nuova spiga ricca di numerosi chicchi.

In questo modo la semina diventa un’immagine capace di collegare creazione, responsabilità, discepolato, morte, risurrezione e speranza.

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