Don Angelo Isaia svolge il proprio ministero sacerdotale a Nizza di Sicilia, dove guida le parrocchie Santa Maria Assunta e San Giuseppe, e a Fiumedinisi, nella comunità Maria Santissima Annunziata. Il suo servizio pastorale è legato alla vita della comunità diocesana di Messina, Lipari e Santa Lucia del Mela.
Don Angelo Isaia è stato ordinato presbitero il 25 ottobre 2007 nella Cattedrale “S. Maria Assunta” di Messina per l’imposizione delle mani e la preghiera d’Ordinazione di S.E. Mons. Giovanni Marra. Nel 2022 ha celebrato il venticinquesimo anniversario dell’Ordinazione Sacerdotale insieme a S.E. il Vescovo Ausiliare Mons. Cesare Di Pietro, Don Pino Gentile e Don Felipe Benavente.
Il venticinquesimo anniversario dell’ordinazione
Quest’oggi l’intera comunità diocesana è in festa per il XXV anniversario di Ordinazione Sacerdotale di S.E. il Vescovo Ausiliare Mons. Cesare Di Pietro, Don Angelo Isaja, Don Pino Gentile e Don Felipe Benavente. I quattro sono stati ordinati presbiteri il 25 ottobre 2007 nella Cattedrale “S. Maria Assunta” di Messina per l’imposizione delle mani e la preghiera d’Ordinazione di S.E. Mons. Giovanni Marra.
L’Arcivescovo S.E. Mons. Giovanni Accolla ha presieduto questa mattina in Cattedrale la Santa Messa concelebrata da Mons. Di Pietro, Don Isaia e Don Gentile, mentre non era presente Don Benavente, oramai residente fuori Diocesi. Insieme a loro si sono riuniti diversi sacerdoti, religiosi e religiose, seminaristi e fedeli laici, insieme ai parenti dei festeggiati.
Nell’omelia S.E. l’Arcivescovo, commentando il brano del Vangelo di Luca proclamato nella liturgia odierna ha voluto ringraziare il Signore per il dono del Sacramento dell’Ordine, per mezzo del quale ogni sacerdote diviene collaboratore e servo fedele del Regno di Dio. Sulla stessa linea d’onda Mons. Di Pietro, il quale ha rivolto ai presenti, a nome dei suoi confratelli, alcune parole cariche di emozione mista a gioia.
Nel pomeriggio, sia Don Angelo che Don Pino hanno celebrato la Santa Messa nelle parrocchie nelle quali svolgono il loro ministero sacerdotale, rispettivamente a Nizza di Sicilia e a Curcuraci, mentre Mons. Cesare ha presieduto la Celebrazione Eucaristica nella parrocchia di Paradiso, sua comunità parrocchiale di origine.
Tutta la Comunità diocesana si stringe, dunque, attorno ai quattro che festeggiano il loro giubileo sacerdotale, assicurando la loro preghiera per un ministero sempre più fecondo di grazie divine, per l’intercessione Beata Vergine Maria della Lettera, patrona della nostra Arcidiocesi.
Le parrocchie affidate a Don Angelo Isaia
Nuovi avvicendamenti fra i parroci e i direttori degli uffici dell’arcidiocesi di Messina Lipari Santa Lucia del Mela, resi noti da mons. Giovanni Accolla.
Padre Anthony Maria Chidi Iyegbu è stato chiamato ad affiancare don Angelo Isaia nella guida delle parrocchie Santa Maria Assunta e San Giuseppe a Nizza di Sicilia e Maria Santissima Annunziata a Fiumedinisi.
L’avvicendamento affianca dunque a Don Angelo Isaia un nuovo sacerdote nella guida pastorale delle comunità di Nizza di Sicilia e Fiumedinisi. Le parrocchie Santa Maria Assunta e San Giuseppe si trovano a Nizza di Sicilia, mentre Maria Santissima Annunziata appartiene alla comunità di Fiumedinisi.
Il ministero sacerdotale nella vita delle comunità
Il ministero di Don Angelo Isaia si inserisce nella rete delle parrocchie dell’Arcidiocesi di Messina, Lipari e Santa Lucia del Mela, dove i sacerdoti sono chiamati a sostenere la vita liturgica, pastorale e comunitaria dei fedeli.
Nel pomeriggio, sia Don Angelo che Don Pino hanno celebrato la Santa Messa nelle parrocchie nelle quali svolgono il loro ministero sacerdotale, rispettivamente a Nizza di Sicilia e a Curcuraci, mentre Mons. Cesare ha presieduto la Celebrazione Eucaristica nella parrocchia di Paradiso, sua comunità parrocchiale di origine.
La celebrazione del giubileo sacerdotale ha evidenziato il legame tra il sacerdote e le comunità nelle quali esercita il proprio ministero. La presenza di sacerdoti, religiosi e religiose, seminaristi, fedeli laici e parenti dei festeggiati ha accompagnato il ricordo dei venticinque anni trascorsi dall’ordinazione.
La vicinanza alla comunità di Nizza di Sicilia
Il rapporto tra Don Angelo Isaia e la comunità di Nizza di Sicilia emerge anche nei momenti di dolore vissuti dalla popolazione. "Non c'è amore più grande di chi dà la vita per i propri amici". Don Angelo Isaia cita un passo del Vangelo durante l'omelia dei funerali di Cosima Pellizzeri e Sara Manoti, le sorelle di 96 e 89 anni morte all'alba di mercoledì scorso nell'incendio della loro abitazione sul lungomare di Nizza di Sicilia, in vico Marina 1.
In quei momenti terribili Sara e la terza sorella, l'87enne Giovanna, hanno provato a spegnere le fiamme gettando dell'acqua, e mentre Giovanna è andata a chiedere aiuto, Sara è rientrata in casa per cercare di salvare Cosima, non vedente e costretta a letto. Ma ha trovato anche lei la morte.
Le parole pronunciate durante l’omelia hanno collegato la tragedia familiare al messaggio evangelico dell’amore e del dono di sé. La celebrazione esequiale ha rappresentato per la comunità un momento di preghiera e di partecipazione al dolore dei familiari.
Il contesto ecclesiale dell’Arcidiocesi
La guida delle parrocchie affidate a Don Angelo Isaia si colloca nel quadro di una più ampia riorganizzazione degli incarichi pastorali e degli uffici dell’Arcidiocesi.
La Cattedrale ha un nuovo delegato arcivescovile, si tratta di padre Roberto Romeo, che subentra dopo undici anni a mons. Giuseppe La Speme, chiamato a guidare la comunità Santa Maria della Lettera a Torre Faro, al posto di mons. Mario Ajello.
Padre Romeo, nato nel 1973 a Nizza di Sicilia e ordinato sacerdote nel 2002, ha conseguito il dottorato in Scienze ecclesiastiche orientali al Pontificio istituto Orientale di Roma e la licenza in Teologia ecumenico-patristica greco-bizantina alla Facoltà teologica di Bari.
Docente di storia delle religioni al San Tommaso e di Ecumenismo e Teologia orientale alla Pontificia Facoltà Teologica di Palermo, è stato vicario parrocchiale a Camaro S. Paolo e parroco delle comunità S. Eustochia a contrada Catanese, Allume e S. Teresa di Riva (Porto Salvo), rettore del santuario di S. Antonio a Roccalumera e direttore della Scuola diocesana per la formazione teologica di base “S. Luca Archimandrita”.
Oltre a far parte della prima e della seconda commissione storica della causa di beatificazione e canonizzazione di mons. Francesco Fasola, è referente diocesano per il Sinodo, coordinatore della Visita pastorale dell’arcivescovo Giovanni Accolla attualmente in corso e direttore dell’ufficio diocesano per l’ecumenismo e il dialogo interreligioso.
E’autore di numerose pubblicazioni fra le quali “Alle fonti del diritto liturgico orientale. Il tupikòn dell’archimandritato del SS. Salvatore a Messina”, con la traduzione italiana delle “Regole generali” del libro monastico contenuto nel celebre manoscritto messinese 115 e “Il corpus studiorum di Filippo Matranga”.
A raccogliere il suo testimone dopo quasi cinque anni nella parrocchia Santa Maria di Gesù a Ritiro è don Antonino Gugliandolo, direttore della pastorale universitaria, negli ultimi due anni alla guida delle comunità San Pietro Apostolo e San Giuseppe a Mili San Pietro e Tipoldo; al suo posto arriva padre Nunzio Triglia.
Cambio del testimone anche nella parrocchia Sacro Cuore di Gesù e San Pietro Apostolo a Spartà e Acqualadrone fra padre Giuseppe Bellavia - nominato vicario parrocchiale della comunità Sacra Famiglia al Cep - e don Santi Ammendolia, che è anche moderatore di Curia.
Don Gianmarco Restuccia guiderà la parrocchia Santa Maria dei Bianchi a Curcuraci al posto del confratello Giuseppe Gentile che, oltre ad affiancare mons. Francesco La Camera come vicario parrocchiale di Santa Maria Incoronata a Camaro superiore, è stato nominato cappellano delle religiose domenicane del Sacro Cuore, prima affidate alla cura di don Ammendolia.
Anche l’ufficio Beni culturali ecclesiastici e edilizia di culto e l'archivio storico diocesano hanno un nuovo direttore: è mons. Letterio Maiorana, parroco dallo scorso settembre delle comunità “S. Maria Annunziata e Assunta” di Forza d’Agro e “S. Maria delle Grazie” di Sant’Alessio Siculo e rettore delle chiese ex-conventuali “SS. Trinità” e “S. Francesco d’Assisi” a Forza d’Agrò, che subentra a padre Giovanni Scimone.
La dimensione spirituale del ministero
Nell’omelia S.E. l’Arcivescovo, commentando il brano del Vangelo di Luca proclamato nella liturgia odierna ha voluto ringraziare il Signore per il dono del Sacramento dell’Ordine, per mezzo del quale ogni sacerdote diviene collaboratore e servo fedele del Regno di Dio. Sulla stessa linea d’onda Mons. Di Pietro, il quale ha rivolto ai presenti, a nome dei suoi confratelli, alcune parole cariche di emozione mista a gioia.
Il significato del sacerdozio è stato richiamato anche dalla preghiera della comunità diocesana per un ministero sempre più fecondo di grazie divine. La celebrazione ha posto al centro il Sacramento dell’Ordine, il servizio al Regno di Dio e la comunione tra sacerdoti e fedeli.
La presenza di Don Angelo Isaia a Nizza di Sicilia, insieme a quella di padre Anthony Maria Chidi Iyegbu, si inserisce in questo percorso di servizio pastorale e di accompagnamento delle comunità parrocchiali. A Fiumedinisi, la guida della parrocchia Maria Santissima Annunziata completa l’incarico pastorale affidato ai due sacerdoti.
Riferimenti artistici e biblici al nome Isaia
Marc Chagall, Il Profeta Isaia, Nizza, 1968, Musée National Marc Chagall Fonte Avvenire Antifona Rallegriamoci tutti nel Signore: il nostro Salvatore è nato nel mondo. Oggi la pace vera è scesa per noi dal cielo.
«Ecco ciò che il Signore fa sentire all’estremità della terra: “Dite alla figlia di Sion: Ecco, arriva il tuo salvatore; ecco, egli ha con sé il premio e la sua ricompensa lo precede. Li chiameranno Popolo santo, Redenti del Signore. E tu sarai chiamata Ricercata, Città non abbandonata”» (Isaia 62,11-12).
Il brano, che fa parte della profezia di Isaia sul futuro splendore di Gerusalemme, si inizia con due versetti carichi di consolazione per gli ebrei sfiniti che stanno lasciando l’esilio in Babilonia per rientrare nella propria terra, proclamati con la luce gioiosa della Messa dell’aurora del Natale.
Il messaggio destinato ad ogni persona per profetizzare la fine della deportazione del popolo di Israele, è rivolto agli abitanti della città di Gerusalemme («figlia di Sion»), con questo annunzio: «Ecco, arriva il tuo Salvatore; ecco, egli ha con sé il premio e la sua ricompensa lo precede».
Gli israeliti sono descritti attraverso quattro nomi simbolici: «popolo santo» perché partecipe della santità di Dio, «Redenti del Signore» perché da schiavi sono stati riscattati e ora sono liberi, la città «chiamata Ricercata» perché oggetto del desiderio geloso di Dio, «Città non abbandonata» perché mai sarà lasciata dal Signore. Tutto questo ha un valore esemplare per l’umanità intera.

Guardiamo con attenzione, l’opera «Il profeta Isaia» creata (1968) da Marc Chagall, ora al Musée National Marc Chagall di Nizza. Al centro della scena sta il profeta, contemplativo, dipinto in un corpo robusto, nell’atto di mettersi in ginocchio perché si riconosce indegno di stare di fronte a Dio, mentre si percuote sul cuore con la destra e con l’altra regge il rotolo delle profezie, annunciate nel nome del Signore.
Il pittore evidenza il volto e la mano sinistra con il colore verde, utilizzato di solito nelle sue opere per esprimere lo stupore. Un cherubino con sei ali di fuoco sta per abbracciare Isaia, colto da meraviglia, per purificargli le labbra con un carbone ardente, prelevato dall’altare celeste così che possa il profeta stare alla presenza di Dio.
A destra, Chagall ha collocato, in basso, la profezia di un bimbo che nascerà e, in alto, la scena dove bambini, agnelli e bestie feroci giocano insieme mentre sulla sinistra, in alto, compare il Crocifisso, attorniato da alcune persone e, in basso, il popolo in fuga da un paese, collocato sullo sfondo.
La speranza cristiana
Dalla conclusione della poesia di Donata Doni «C’è un bimbo», condividiamo l’augurio natalizio: «Un’altra parola avresti dovuto pronunciare in quest’alba romana, prima di prendere l’ascensione. Non c’è morte, non c’è, e le lingue dei poeti, e le finzioni dei pittori, perfino le parole dei santi, non sono che analogie. C’è solo l’amore. C’è un Bimbo, che cinge per sempre l’amarezza di una creatura malata di solitudine».
don Tarcisio Tironi direttore M.A.C.S.
Il riferimento al profeta Isaia, alla nascita del Salvatore e alla speranza cristiana accompagna il significato più ampio del servizio sacerdotale: annunciare la Parola, celebrare i sacramenti e rimanere accanto alle persone nelle diverse circostanze della vita.
I Profeti IL PROFETA ISAIA, Carlo Maria Martini Cardinale
Per Don Angelo Isaia, questo servizio si svolge soprattutto nelle comunità di Nizza di Sicilia e Fiumedinisi, dove la celebrazione eucaristica, la preghiera e la vicinanza pastorale costituiscono il centro della vita parrocchiale.