Il Santuario Madonna della Consolazione sorge a pochi passi dalle acque del torrente Puceglia, nel territorio di Oliveto Citra. La sua storia è legata al ritrovamento miracoloso di una lastra con l’immagine della Vergine e alla devozione popolare sviluppatasi attorno a questo evento.
Con Decreto Arcivescovile, dal 1 Gennaio 2013, la Chiesa Madonna della Consolazione è diventata Santuario Cittadino. La struttura risale alla fine del 18esimo secolo: i lavori iniziarono nel 1775 e la chiesa venne officiata nel 1783.

La posizione del Santuario
A pochi passi dalle acque del torrente Puceglia, si erige la chiesa di S. Maria della Consolazione. Il Santuario si trova in un contesto legato ai corsi d’acqua e alla viabilità rurale dell’area, in un punto nel quale la tradizione colloca il ritrovamento dell’immagine della Madonna.
La suggestiva epigrafe campeggia sulla facciata della Chiesa della Puceglia e riassume la vicenda che determinò la sua edificazione. Essa, è il caso di dire, è stata veramente “voluta dal cielo”.
Il ritrovamento dell’immagine della Madonna
La sua esistenza, infatti, è stata propiziata da ben due eventi miracolosi. Esiste una doppia, ma similare versione dell’aneddoto circa il ritrovamento di cui parla l’epigrafe.
La tradizione popolar-religiosa vuole che il Vescovo di Conza, Mons Giuseppe Nicolai, nel 1740, trovandosi ad Oliveto per una visita pastorale, fu costretto a fermarsi in un luogo prossimo al torrente, a causa della ruota della sua carrozza che si era incastrata nell’incavo calcareo di una grossa pietra e non consentiva al cavallo di continuare.
Nel cercare di liberare la ruota il cocchiere si accorse che non si trattava di una comune pietra, bensì di una lastra riproducente, con la tecnica del bassorilievo, la figura della Madonna.
L’altra versione, leggermente diversa ma con lo stesso epilogo, narra che, non il Vescovo, ma un comune popolano, a cavallo di una mula bianca, giunto nel punto in cui il torrente Lavandaia si incrocia con la Puceglia, fu costretto a fermarsi a causa dell’animale che non voleva saperne di continuare per vederlo, poi, con sua somma meraviglia, inginocchiarsi.
Controllando il terreno attorno alla bestia per scoprire la causa di quel fatto strano, notò che tra le altre pietre vi era una lastra più grande con l’immagine scolpita della Vergine.
Questo bassorilievo pare appartenesse ad una cappellina rurale ubicata alla contrada Canaloni in quel di Senerchia e che una forte alluvione l’abbia divelta dal suo sito e trascinata a valle verso Oliveto, dove fu poi ritrovata.
Le due versioni della tradizione
| Versione | Protagonista | Luogo e circostanza del ritrovamento |
|---|---|---|
| Prima versione | Mons Giuseppe Nicolai, Vescovo di Conza | La ruota della carrozza si incastra nell’incavo calcareo di una grossa pietra. |
| Seconda versione | Un comune popolano a cavallo di una mula bianca | L’animale si ferma e si inginocchia presso il punto in cui il torrente Lavandaia si incrocia con la Puceglia. |
In entrambe le narrazioni, il ritrovamento riguarda una lastra con un’immagine della Vergine realizzata a bassorilievo. La tradizione collega inoltre la lastra a una cappellina rurale della contrada Canaloni, nel territorio di Senerchia, dalla quale sarebbe stata trascinata a valle da una forte alluvione.
La costruzione della chiesa
La struttura risale alla fine del 18esimo secolo (1775 inizio dei lavori) e venne officiata nel 1783. La pianta è a croce latina, suddivisa su tre navate longitudinali.
La Cupola poggia su tre grandi colonne, ove sono rappresentati i Quattro Evangelisti, degno di nota è il “fastigium”. Attualmente, la Chiesa ospita, ben dieci altari policromi in marmo, datati tra la fine dell’800 e gli inizi del ‘900.

Architettura e spazi interni
La pianta a croce latina e la suddivisione in tre navate longitudinali caratterizzano l’impianto architettonico del Santuario. La cupola, sostenuta da tre grandi colonne, presenta raffigurazioni dei Quattro Evangelisti.
All’interno sono presenti dieci altari policromi in marmo, datati tra la fine dell’Ottocento e gli inizi del Novecento. Tra gli elementi architettonici ricordati nella descrizione della chiesa figura anche il “fastigium”.
Le opere d’arte
Il Santuario ospita però molte altre opere, anche se meno note, come una tela di Erberto Antonio Gaifi raffigurante la Madonna del Rosario, databile tra il 1700 e il 1770.
Le altre opere sono le statue di scuola napoletana dei Santi Giuseppe, Macario, Lucia e Antonio, tutte risalenti al 18esimo secolo.
| Opera | Attribuzione o scuola | Datazione |
|---|---|---|
| Madonna del Rosario | Erberto Antonio Gaifi | Tra il 1700 e il 1770 |
| Statua di San Giuseppe | Scuola napoletana | 18esimo secolo |
| Statua di San Macario | Scuola napoletana | 18esimo secolo |
| Statua di Santa Lucia | Scuola napoletana | 18esimo secolo |
| Statua di Sant’Antonio | Scuola napoletana | 18esimo secolo |
L’Archivio Parrocchiale
Merita una menzione speciale l’Archivio Parrocchiale, che ospita e custodisce numerosi manoscritti risalenti alla metà del 16esimo secolo.
La presenza di manoscritti risalenti alla metà del Cinquecento aggiunge al Santuario un’importante dimensione documentaria, oltre a quella religiosa, architettonica e artistica.

Il riconoscimento come Santuario Cittadino
Con Decreto Arcivescovile, dal 1 Gennaio 2013, la Chiesa Madonna della Consolazione è diventata Santuario Cittadino.
Il riconoscimento ha definito il ruolo dell’edificio all’interno della comunità di Oliveto Citra, consolidando una devozione già legata alla tradizione del ritrovamento miracoloso e alla frequentazione dei fedeli.
L’Anno Giubilare
Il Santuario è stato associato anche a un Anno Giubilare indicato con le date 1 maggio 2014 - 25 aprile 2015.
Questa ricorrenza si inserisce nella storia delle celebrazioni e delle iniziative religiose legate alla Madonna della Consolazione.
Da non confondere con altri santuari omonimi
Il Santuario Madonna della Consolazione di Oliveto Citra non va confuso con il Santuario di Santa Maria della Consolazione di Rotonda, descritto in alcune schede con informazioni storiche e architettoniche differenti.
Incastonato tra il verde dei monti a 1 chilometro circa dal paese, sorge il Santuario di Santa Maria della Consolazione cui si arriva da un magnifico viale lastricato in pietra. Iniziata nel 1558, la costruzione del Santuario fu terminata nel 1574, data riportata sul portale.
I rotondesi parteciparono numerosi all’edificazione, per ringraziare la Madonna della Consolazione di aver salvato il paese da un lungo periodo di epidemie. La notizia è riportata sul primo documento ufficiale riguardante la chiesa: la Bolla di Papa Sisto V, datata 25 giugno 1585, dalla quale si evince anche che l’edificio, eretto con il titolo di “ospitale di Santa Maria Extra Moenia”, fu dall’epoca della sua edificazione, un ospizio e ricovero per pellegrini e malati.
Quando fu amministrato dai Padri Passionisti, dal 1872 al 1891 per volere del Vescovo Mons. Alessandro Basile, fu sede del Seminario Diocesano. La data riportata dalla statua della Madonna (1512), fa supporre la preesistenza di un altro edificio di culto.
L’antica cappella apparteneva a un signore calabrese di Cassano Ionio, dove era diffusa la vita ascetica in tempo bizantino. La statuina della Madonna della Consolazione, realizzata in pietra locale, venne asportata da ignoti ladri nel 1976 e poi ritrovata.
Il santuario è un edificio con tetto a capanna con facciata principale realizzata in pietrame calcareo. Alte lesene ne decorano la parete.
Il portale in pietra è rettangolare, affiancato da due colonne tuscaniche che sorreggono una trabeazione dorica decorata con cerchi, margherite, trifogli e una testa bovina al centro, finemente scolpiti.
Di fronte all'edificio sacro è stata posta una stele in pietra sulla quale è stata incisa un'epigrafe in latino che ricorda un miracolo compiuto dalla Madonna, la quale, nel 1837, salvò la popolazione di Rotonda da una terribile epidemia di colera che la stava decimando.
Attualmente, le due ali laterali al Santuario sono state destinate ad ospitare la sede amministrativa dell’Ente Parco Nazionale del Pollino.
tags: #santuario #madonna #della #consolazione #oliveto #citra