Santo Castiglione è stato un esponente della politica catanese, consigliere e assessore al Comune e alla Provincia, presidente dell’Autorità portuale di Catania e presidente del consiglio di amministrazione dell’Azienda siciliana trasporti. San Giovanni li Cuti è invece uno dei luoghi più autentici e suggestivi della città di Catania, un antico borgo marinaro dove il rapporto con il mare, la pesca e le tradizioni locali è ancora visibile nella vita quotidiana.
Il legame tra il nome di Santo Castiglione e San Giovanni li Cuti appartiene dunque alla storia più ampia di Catania: da una parte la memoria di un amministratore profondamente impegnato nella vita pubblica della città, dall’altra un quartiere costiero che conserva l’identità marinara, le rocce laviche nere, il piccolo porticciolo e le storie delle famiglie che lo hanno abitato.
Chi era Santo Castiglione
È morto, per un infarto al miocardio, l’ex presidente del Consiglio di amministrazione dell’Azienda siciliana trasporti Santo Castiglione. Aveva 64 anni. Volto politico noto a Catania per essere stato consigliere e assessore al Comune e alla Provincia, Santo Castiglione è stato poi presidente dell’Autorità portuale nel capoluogo etneo.
È morto nel pomeriggio di ieri Santo Castiglione. Già presidente del consiglio di amministrazione dell’Ast e anche, in passato presidente dell’autorità portuale di Catania. Cresciuto nel Movimento sociale italiano, Castiglione - che era pure il padre del deputato regionale dell’Mpa Giuseppe Castiglione - negli ultimi anni ha militato nel movimento fondato da Raffaele Lombardo.
Aveva iniziato la sua attività nel Msi e poi in Alleanza nazionale, ma negli ultimi anni era approdato al Movimento per l’autonomia, partito con cui il figlio Giuseppe Castiglione è stato eletto alle ultime regionali all’Ars. Nato e cresciuto nel Movimento sociale italiano, Castiglione si è avvicinato negli ultimi dieci anni alla colomba bianca autonomista.
Gli incarichi nella vita pubblica catanese
| Ambito | Ruolo ricordato |
|---|---|
| Comune di Catania | Consigliere e assessore comunale |
| Provincia | Consigliere provinciale, eletto due volte, e capogruppo |
| Autorità portuale | Presidente dell’Autorità portuale di Catania |
| Azienda siciliana trasporti | Presidente del consiglio di amministrazione dell’Ast |
| Movimento per l’autonomia | Esponente del movimento fondato da Raffaele Lombardo |
Durante la seduta del Consiglio comunale di Catania di ieri sera, il presidente Sebastiano Anastasi ha promosso un minuto di silenzio. La notizia della scomparsa di Castiglione si è appresa in Comune, dove il Consiglio ad apertura di riunione gli ha dedicato un minuto di silenzio per ricordarlo.
Una camera ardente è stata allestita a palazzo Minoriti, sede del consiglio Provinciale, dove Castiglione è stato eletto due volte. Da stamattina la camera ardente è stata allestita a palazzo Minoriti, la sede del consiglio provinciale, consesso in cui Castiglione è stato eletto due volte ricoprendo anche l’incarico di capogruppo.
Il rapporto con Catania e il territorio etneo
“Apprendiamo sgomenti l’improvvisa scomparsa di Santo Castiglione, un uomo leale e generoso che ha amato visceralmente Catania e servito con abnegazione, anche nei ruoli di consigliere provinciale, assessore comunale e presidente dell’Autorità Portuale e da ultimo da presidente del Cda dell’Ast. La passione politica ha contraddistinto la sua vita fin dalla gioventù, un sentimento che ha trasmesso al figlio Giuseppe diventato deputato regionale e prima ancora presidente del consiglio comunale.
Siamo tutti vicini a Giuseppe, alla moglie Graziella, dipendente comunale, a tutti i familiari che in questi momenti piangono la perdita di un uomo conosciuto e apprezzato in tutta la città per il suo altruismo“. E’ il cordoglio espresso dal sindaco di Catania Enrico Trantino.
«Apprendiamo sgomenti l’improvvisa scomparsa di Santo Castiglione - si legge in una nota arrivata dall’ufficio stampa del Comune di Catania - un uomo leale e generoso che ha amato visceralmente Catania e servito con abnegazione, anche nei ruoli di consigliere provinciale, assessore comunale e presidente dell’autorità portuale e da ultimo da presidente del Cda dell’Ast.
La passione politica ha contraddistinto la sua vita fin dalla gioventù, un sentimento che ha trasmesso al figlio Giuseppe diventato deputato regionale e prima ancora presidente del Consiglio comunale. Siamo tutti vicini a Giuseppe - prosegue il comunicato in cui a esprimere il proprio cordoglio è pure il sindaco Enrico Trantino a nome di tutta l’amministrazione comunale e della giunta - alla moglie Graziella, dipendente comunale, a tutti i familiari che in questi momenti piangono la perdita di un uomo conosciuto e apprezzato in tutta la città per il suo altruismo».
Il ricordo di Raffaele Lombardo
“Un dolore immenso. Non esistono altre parole per definire il sentimento di profonda tristezza dopo la scomparsa improvvisa di Santo Castiglione a cui mi lega una profonda amicizia e una lunghissima collaborazione politica. Assessore insieme a me nella giunta presieduta da Umberto Scapagnini. Da allora un sodalizio fortissimo.
La sua esperienza efficiente ed onestissima da Presidente dell’autorità portuale e dell’azienda siciliana trasporti. La sua generosità, la sua umanità lasciano un vuoto incolmabile. Ci stringiamo in questo terribile momento in particolare alla moglie signora Graziella e al figlio Giuseppe nostro deputato regionale“. Così il fondatore del Mpa Raffaele Lombardo ha commentato la notizia.
«Un dolore immenso - ha commentato Raffaele Lombardo, il fondatore dell’Mpa - Non esistono altre parole per definire il sentimento di profonda tristezza dopo la scomparsa improvvisa di Santo Castiglione a cui mi lega una profonda amicizia e una lunghissima collaborazione politica.
Assessore insieme a me nella giunta presieduta da Umberto Scapagnini - aggiunge - Da allora un sodalizio fortissimo. La sua esperienza efficiente e onestissima da presidente dell’autorità portuale e dell’azienda siciliana trasporti. La sua generosità, la sua umanità lasciano un vuoto incolmabile. Ci stringiamo in questo terribile momento in particolare alla moglie Graziella e al figlio Giuseppe, nostro deputato regionale».
Raffaele Lombardo ci tiene però a chiarire che dietro l’intesa politica non c’è stato alcun cambio di paradigma culturale. “Ho lette delle ricostruzioni e non c’è niente di vero, perché in verità è sempre rimasto fedele alla sua causa e alla sua idea”.
Il cordoglio del mondo politico
Tantissimi i messaggi di cordoglio nel mondo della politica siciliana. Così l’assessore regionale Marco Falcone: "Con profondo dolore abbiamo appreso dell’improvvisa scomparsa di Santo Castiglione, protagonista della politica catanese e regionale per tanti anni, amico leale e perbene, persona di grande cuore.
Infaticabile, generoso, Castiglione ha dato prova di capacità amministrative e dedizione tutte le volte in cui era stato chiamato a responsabilità pubbliche. Mancherà moltissimo a tutti noi. Al figlio Giuseppe, valido collega in Ars, alla famiglia e a tutti coloro che gli volevano bene, sentite e commosse condoglianze".
“Per la politica, con la P maiuscola, una grave perdita. La morte di Santo Castiglione, lascia un vuoto incolmabile. Va via un uomo perbene, dalla grande umanità, profondamente innamorato del territorio etneo, per il quale ha dato tanto. Con profonda tristezza a lui rivolgo il mio pensiero e un grazie per tutto ciò che ha rappresentato“.
Sono le parole di commiato del deputato nazionale di Fratelli d’Italia, Francesco Ciancitto. “Anche se facevamo parte di schieramenti opposti, e spesso tra loro in aperta contrapposizione, la stima e il rispetto nei sui confronti non sono mai mancati.
Santo Castiglione nello svolgimento dei vari incarichi amministrativi si è fatto sempre apprezzare per l’impegno e la competenza professionale. Il mio pensiero in questo momento va al figlio Giuseppe, mio collega prima come consigliere comunale a Palazzo degli Elefanti e ora come deputato regionale, ed a tutta la sua famiglia” queste le parole della deputata all’Ars del Partito Democratico Ersilia Saverino.
“La Democrazia Cristiana è profondamente addolorata per la prematura scomparsa di Santo Castiglione. Uomo innamorato della politica e della Sicilia, un amministratore generoso. In questi anni ha dato prova di grande capacità amministrativa e senso del dovere. Alla famiglia, al figlio Giuseppe, collega all’Ars, vanno le nostre più sentite condoglianze”.
Lo dichiara il capogruppo della DC all’Ars, Carmelo Pace. Annalisa Tardino “Siamo vicini alla famiglia Castiglione per l’improvvisa scomparsa di Santo. Uomo appassionato di politica, e che ha rivestito nella sua vita ruoli di grande rilevanza.
Ha dato tanto al territorio etneo e a Catania, da semplice militante e da amministratore. Al figlio Giuseppe, alla moglie Graziella, alla famiglia e a tutti gli esponenti e amici dell’MPA porgiamo le più sentite condoglianze in questo momento di dolore”. Così in una nota, Annalisa Tardino, europarlamentare e commissaria regionale della Lega Salvini Premier, insieme a tutta la deputazione del partito.
Il ricordo di Salvo Pogliese
Così lo ha ricordato l'ex sindaco di Catania, Salvo Pogliese: "Anche Santo. Anche lui ha deciso di andarsene, all’improvviso, fra una risata fragorosa e quel vocione rauco che annunciava una battuta, un rimprovero affettuoso, o l’ennesima lezione sulla politica cittadina.
Santo Castiglione - continua - è stato un innamorato della politica e della nostra Catania, un militante generoso, un amministratore appassionato, un amico vero e sincero, anche quando le strade si sono divise e abbiamo fatto scelte differenti. Ogni incontro era un sorriso e una pacca affettuosa sulle spalle, prima che uno sguardo severo annunciasse che si passava alle discussioni 'serie'. Ci mancherai Santo".
I funerali nella Cattedrale di Catania
Saranno celebrati domani, alle 11, nella Cattedrale di Catania i funerali. CATANIA - Una folla commossa per dire addio a Santo Castiglione, l’ex presidente dell’autorità portuale di Catania e dell’Azienda siciliana trasporti.
Nei primi banchi della basilica cattedrale, stamani, c’erano i vertici politici etnei, a partire dal sindaco Enrico Trantino, e i leader del Movimento per l’Autonomia, con in testa il leader Raffaele Lombardo e l’assessore regionale all’Energia, Roberto Di Mauro.
In prima fila anche il vice governatore, Luca Sammartino, e l’amico di sempre Angelo Sicali, presidente dello Iacp di Catania. “Una figura di grande importanza per la città, per il suo senso di abnegazione per le fasce della popolazione più umili” ha detto il parroco della cattedrale, monsignor Barbaro Scionti, che ha concelebrato assieme a don Alfio Spampinato.
Parole che il figlio, nonché deputato Ars per gli Autonomisti, Giuseppe Castiglione, ha accolto tra le lacrime. Una morte inaspettata, benché soffrisse da tempo di cuore. “Quando ho avuto gli stessi problemi - ha ricordato Giuseppe Lombardo, deputo Ars dell’Mpa - mi aveva consigliato di smettere di fumare, lui invece non ci è riuscito”.
Il rapporto con il borgo di San Giovanni li Cuti
San Giovanni li Cuti è uno dei luoghi più autentici e suggestivi della città di Catania. Questo piccolo borgo marinaro, incastonato tra la modernità del lungomare e il fascino antico delle coste laviche, rappresenta un angolo senza tempo dove il ritmo della vita è ancora scandito dal mare e dalle tradizioni locali.
Il nome “Li Cuti” deriva proprio dalle rocce laviche levigate - le “cuti lisce” - che caratterizzano la costa: nere, lucide, modellate dai millenni di erosione marina, offrono uno spettacolo naturale unico nel suo genere. Qui il paesaggio vulcanico si fonde con la cultura marinara in un equilibrio perfetto.

Le piccole barche in legno, ancora usate dai pescatori del posto, punteggiano il porticciolo, mentre il profumo di pesce fresco invade le stradine e le piazzette. Passeggiando lungo la promenade, si incontrano ristoranti, chioschi, gelaterie e lidi attrezzati, perfetti per godersi il tramonto sull’Etna o una cena vista mare.
San Giovanni li Cuti è anche un punto di osservazione privilegiato per chi ama la fotografia, il mare d’inverno e le atmosfere intime: lontano dal caos cittadino ma a breve distanza dal centro storico di Catania, è servito dai mezzi pubblici e ben collegato alle principali attrazioni della città, pur mantenendo quell’identità tranquilla e vissuta che lo rende così speciale.
Tra spiagge di sabbia nera, scogliere laviche e sapori tipici, questo quartiere racconta una Catania più silenziosa e poetica, fatta di salsedine, memoria e vita quotidiana. Un luogo ideale per chi cerca autenticità, mare a pochi passi e un’immersione nella vera anima siciliana.
La storia marinara del borgo
La storia del catanese Carmelo Ardizzone, alpino che combatté durante la guerra dei Balcani a Pyrgos, e della moglie Sofia Daì, coniusciuta in Grecia. Dopo la guerra, i coniugi partirono per la Sicilia, dove Carmelo riprese l’attività di pescatore e Sofia imparò ad integrarsi in una terra straniera.
«Dopo una notte in mare non resta che sale, sudore e tanta voglia di vivere». Sembra la dichiarazione di un immigrato appena giunto sulle nostre coste. Da anni, ormai, frasi come questa affollano i notiziari. Invece questo è l’incipit di una storia che ha sì a che fare con l’immigrazione nel nostro Paese, ma le lancette dell’orologio vanno spostate di ben 76 anni indietro.
Tutto inizia in Grecia, a Pyrgos, dove nel 1941 giunge Carmelo Ardizzone, un giovane alpino catanese che presta servizio nel contesto della Campagna dei Balcani. La Storia ci ha dimostrato che questa iniziativa bellica non fu proprio un successo: la Germania prende il controllo della situazione in poco tempo e anche per il giovane Ardizzone le cose si mettono male.
La sorte, tuttavia, gli riserva un dono inaspettato. A prendersi cura di questo soldato e proteggerlo dai rastrellamenti nazisti è Sofia Daì, figlia di un imprenditore agricolo della zona. Tra i due nasce qualcosa di speciale, ed in poco tempo convolano a nozze proprio in territorio greco.
Il viaggio dalla Grecia alla Sicilia
Nel 1945 la guerra volge ormai al termine e per la famiglia Ardizzone, che nel frattempo è stata arricchita dalla nascita della primogenita Filia, è tempo di riprendere in mano la vita. In Grecia restano solo cumuli di macerie e le proprietà agricole che erano lo splendore del Paese si sono tramutate in campi di battaglia.
Carmelo decide di ritornare in Patria e di riprendere il mestiere di pescatore che in precedenza aveva dovuto abbandonare. Per Sofia inizia un viaggio che muterà per sempre il suo destino. Lei è e resta una donna greca, fiera delle sue origini e delle tradizioni della sua terra.
Dopo giorni di navigazione madre e figlia raggiungono le coste catanesi scortate da alcuni amici. Carmelo, invece, è rimasto a Taranto poiché, nel frattempo, ha contratto la malaria e le raggiungerà in poco tempo.
L’arrivo a San Giovanni li Cuti
San Giovanni li Cuti era in quegli anni un piccolo villaggio di pescatori e non aveva ancora assunto le caratteristiche di borgata a vocazione turistica che conosciamo oggi. Sofia e Filia sbarcano nel piccolo porticciolo che dal Santo prende il nome: nessuno tra gli abitanti del villaggio era preparato al loro arrivo.
Il padre di Carmelo, Francesco Ardizzone, intento a risistemare quanto aveva pescato, viene destato dalle urla degli altri pescatori: «A greca, A greca!! Arrivau a greca!». Lui sa che il proprio figlio si era sposato e aveva avuto una figlia, ma non poteva immaginare che in poco tempo li avrebbe visti.
Accorrono tutti ad assistere a tale evento: la spiaggetta attigua al porticciolo si riempie di curiosi. «Chissà che faccia hanno questi greci, e come parlano» avranno certamente pensato gli astanti.
L’accoglienza è comunque delle più calorose: se non altro, a commuovere i cuori dei pescatori e dei loro familiari, è l’innocente gesto della piccola Filia che si lancia tra le braccia del nonno pur non avendolo mai visto. «Il richiamo del sangue» urlano gli abitanti del luogo.
Per Filia sarà stato sicuramente questo, ma Sofia sa che non avendo alcun legame con questo nuovo mondo, per lei la vita non sarà facile. Inizia a quel punto una vera e propria “processione” che solennemente accompagna le nuove arrivate presso la casa del patriarca.
Tradizione, lingua e integrazione
La giovane signora Ardizzone, che per quanto ben accolta pur nella diffidenza iniziale dei pescatori resta un’immigrata, si rende conto ben presto della presenza di abitudini e tradizioni alle quali doversi adattare per non soccombere. Un grande ostacolo è la lingua.
Sofia, munita di un libro di grammatica inizia a cimentarsi nell’apprendimento dell’italiano. Ma gli sforzi giovano a poco perché è il siciliano a fare da padrone.
Per di più, vittima della “liscia” catanese, è spesso soggetta allo scherno dei familiari e degli altri abitanti del villaggio per un utilizzo indotto di parole poco eleganti. A condire queste simpatiche scenette vi è poi l’abitudine di attribuire ad ogni conterraneo un epiteto identificativo della propria condizione, “u peccuru”, come si suol dire in termini popolari.
“A greca”, questo il suo nuovo appellativo, ignara di questa usanza si scontra con nomignoli come “a lavannara”, “a sciancata” che scambia per dei veri e propri cognomi scatenando l’ilarità e forse anche l’ira degli astanti.
Tutti, però, iniziano a volerle bene. Iniziano ad apprezzare la sua cucina, le sue “ricette orientali”. Perché si sa, un catanese a tavola dimentica anche i più atroci torti ricevuti. Da “apprendista”, Sofia diventa maestra di una nuova tradizione.
San Giovanni li Cuti tra memoria e vita quotidiana
La giovane storia di Sofia Daì mostra come San Giovanni li Cuti sia stato non soltanto un luogo di pesca, ma anche uno spazio di incontro tra persone, lingue e tradizioni. Il piccolo porticciolo, le famiglie dei pescatori e la vita della borgata hanno fatto da sfondo a una vicenda di integrazione maturata nella quotidianità.
La storia di questa donna greca ci deve far riflettere: è possibile, ancora oggi, imparare qualcosa dallo “straniero” venuto da lontano, o le migliaia di persone che giungono sulle nostre coste sono da tenere alla larga?
Certamente Sofia, recentemente scomparsa all’età di 93 anni, ha cambiato profondamente, pur nel suo piccolo, San Giovanni li Cuti. Moglie e madre esemplare, amica di tutti, sempre viva nel ricordo di chi l’ha conosciuta, è riuscita a dimostrare che le differenze, a volte, sono solo mentali.
Cosa vedere nei dintorni
La posizione di San Giovanni li Cuti consente di raggiungere diversi luoghi di interesse di Catania. Tra le mete indicate nei dintorni figurano il Centro Fieristico Culturale Le Ciminiere, la stazione di Catania, Villa Bellini, il Teatro Massimo Vincenzo Bellini, l’Anfiteatro Romano, Villa Cerami, il Palazzo Centrale dell'Università, il Porto di Catania, l’Ospedale Cannizzaro Catania, l’Odeon Romano, il Monastero dei Benedettini, il Castello Ursino, l’Ospedale Vittorio Emanuele, lo Stadio Angelo Massimino di Catania e il Policlinico - Cittadella Universitaria Catania.
| Luogo | Distanza indicata |
|---|---|
| Centro Fieristico Culturale Le Ciminiere | 1 km |
| Stazione Catania | 2 km |
| Villa Bellini | 2 km |
| Teatro Massimo Vincenzo Bellini | 2 km |
| Anfiteatro Romano | 2 km |
| Villa Cerami | 3 km |
| Palazzo Centrale dell'Università | 3 km |
| Porto di Catania | 3 km |
| Castello Ursino | 3 km |
| Monastero dei Benedettini | 3 km |
| Policlinico - Cittadella Universitaria Catania | 4 km |
Un soggiorno nel borgo marinaro
Nel cuore dell’antico borgo marinaro di San Giovanni li Cuti, a pochi passi dalla spiaggia di sabbia vulcanica e dalle caratteristiche rocce nere lisce che danno il nome alla zona, sorge Black Stones Li Cuti.
Questa piccola casa indipendente, inserita all’interno di un palazzo del Settecento, conserva intatto il fascino del passato pur offrendo ambienti rinnovati con eleganza e attenzione ai dettagli. L’ingresso indipendente conduce in un soggiorno ampio e luminoso, dove un comodo divano e un letto matrimoniale a scomparsa creano un’atmosfera accogliente e funzionale.
La cucina moderna è completamente attrezzata, mentre il bagno principale, con doccia, è situato al piano terra. Una scala interna conduce al soppalco finestrato, che ospita una cameretta con letto singolo e secondo bagno, rendendo l’alloggio adatto a coppie, famiglie con un bambino o a piccoli gruppi.
Su richiesta sono disponibili culla e seggiolone. Il comfort è garantito da un sistema di climatizzazione caldo/freddo di ultima generazione, lavatrice, TV, Wi-Fi, macchina del caffè, bollitore e biancheria da letto e da bagno, con possibilità di cambio extra.
A completare l’esperienza, un terrazzino interno regala uno spazio intimo per la colazione o per momenti di relax all’aria aperta. La posizione è ideale per immergersi nella vita autentica del borgo, dove ancora si possono ammirare le imbarcazioni in legno dei pescatori locali.
Intorno alla casa si trovano ristoranti sul mare, pizzerie gourmet, gelaterie, lidi attrezzati e fermate degli autobus. Nonostante l’area sia zona a traffico limitato, sono disponibili parcheggi gratuiti o a pagamento nelle immediate vicinanze.
La struttura dispone di accesso disabili, Wi-Fi gratuito, angolo cottura, televisione, phon in camera, servizi per famiglie, ambienti ideali per affari e business, climatizzazione e riscaldamento.
