È fuori della comunione dei santi chi è fuori della Chiesa, ossia i dannati, gl’infedeli, gli ebrei, gli eretici, gli apostati, gli scismatici e gli scomunicati.
La comunione dei santi indica l’unione di tutti i membri della Chiesa, che formano un solo corpo in Gesù Cristo e partecipano ai beni spirituali della Chiesa universale, purché non ne siano impediti dall’affetto al peccato.
Il significato della comunione dei santi
Il nono articolo del Credo insegna che Gesù Cristo ha fondato sulla terra una società visibile che si chiama Chiesa cattolica e che tutte le persone che fanno parte di questa Chiesa sono in comunione tra loro.
La parola Chiesa vuol dire convocazione o adunanza di molte persone. Noi siamo stati chiamati alla Chiesa di Gesù Cristo da una grazia particolare di Dio, affinché col lume della fede e l’osservanza della divina legge gli rendiamo il debito culto e perveniamo alla vita eterna.
La comunione dei santi significa che tutti i fedeli, formando un solo corpo in Gesù Cristo, profittano di tutto il bene che è e si fa nel corpo stesso, ossia nella Chiesa universale, purché non ne siano impediti dall’affetto al peccato.
La comunione dei santi indica in primo luogo la comunione delle «cose sante», cioè la comunione dei Sacramenti e di tutto ciò che, essendo praticato da ciascuno con devozione e santità, appartiene a tutti e viene a favore di tutti, in virtù della carità, che non cerca il proprio vantaggio.
La Chiesa come unico corpo di Cristo
I membri della Chiesa si trovano parte in cielo, e formano la Chiesa trionfante; parte nel purgatorio, e formano la Chiesa purgante; parte sulla terra e formano la Chiesa militante.
Queste diverse parti della Chiesa costituiscono una sola Chiesa ed un solo corpo, perché hanno il medesimo capo che è Gesù Cristo, il medesimo spirito che le anima e le unisce, e il medesimo fine che è la felicità eterna, la quale si gode già dagli uni e si aspetta dagli altri.
Questo nono articolo del Credo si riferisce principalmente alla Chiesa militante, che è la Chiesa nella quale noi siamo attualmente.
La Chiesa di Gesù Cristo è costituita come una vera e perfetta società; ed in essa, come in una persona morale possiamo distinguere l’anima e il corpo.
L’anima della Chiesa consiste in ciò che essa ha d’interno e spirituale, cioè la fede, la speranza, la carità, i doni della grazia e dello Spirito Santo e tutti i celesti tesori che le sono derivati pei meriti di Cristo Redentore e dei Santi.
Il corpo della Chiesa consiste in ciò che essa ha di visibile e di esterno, sia nella associazione dei congregati, sia nel culto e nel ministero d’insegnamento, sia nel suo esterno ordine e governo.
Chi appartiene alla Chiesa
La Chiesa cattolica è la società o congregazione di tutti i battezzati che, vivendo sulla terra, professano la stessa fede e legge di Cristo, partecipano agli stessi sacramenti, e obbediscono ai legittimi Pastori, principalmente al Romano Pontefice.
Per esser membro della Chiesa è necessario esser battezzato, credere e professare la dottrina di Gesù Cristo, partecipare ai medesimi sacramenti, riconoscere il Papa e gli altri legittimi Pastori della Chiesa.
I legittimi Pastori della Chiesa sono il Romano Pontefice, cioè il Papa, che è il Pastore universale, ed i Vescovi. Inoltre, sotto la dipendenza dei Vescovi e del Papa, hanno parte nell’officio di pastori gli altri sacerdoti e specialmente i parrochi.
La vera Chiesa si dice Una, perché i suoi figli, di qualunque tempo e luogo, sono uniti fra loro nella medesima fede, nel medesimo culto, nella medesima legge e nella partecipazione dei medesimi sacramenti, sotto un medesimo capo visibile, il Romano Pontefice.
La vera Chiesa si dice Santa, perché santo è il suo capo invisibile, che è Gesù Cristo, santi sono molti suoi membri, santi sono la sua fede, la sua legge, i suoi sacramenti, e fuori di essa non vi è né vi può essere vera santità.
La vera Chiesa si chiama Cattolica, che vuol dire universale, perché abbraccia i fedeli di tutti i tempi, di tutti i luoghi, di ogni età e condizione, e tutti gli uomini del mondo sono chiamati a farne parte.
La vera Chiesa si chiama inoltre Apostolica, perché rimonta senza interruzione fino agli Apostoli; perché crede ed insegna tutto ciò che hanno creduto e insegnato gli Apostoli; e perché è guidata e governata dai loro legittimi successori.
La vera Chiesa si chiama anche Romana, perché i quattro caratteri dell’unità, santità, cattolicità e apostolicità si riscontrano solo nella Chiesa che riconosce per capo il Vescovo di Roma, successore di san Pietro.
La comunione dei santi e la condizione dei fedeli
Nella Chiesa militante, che è quella parte di Chiesa non ancora salita alla beatitudine eterna ma in lotta sulla terra contro il mondo, la carne e il demonio, vi sono due specie di uomini: i buoni e i cattivi.
I cattivi partecipano dei medesimi sacramenti e professano la stessa fede dei buoni, ma ne differiscono per la vita e il comportamento.
I buoni sono quelli i quali sono congiunti e stretti tra loro non solo dalla professione della fede e dalla comunione dei sacramenti, ma anche dal soffio della grazia e dal vincolo della carità.
Alla Chiesa appartengono i buoni e i cattivi, ma è ben diversa la condizione di entrambi. I cattivi sono compresi nella Chiesa come la pula sta insieme col frumento sull’aia, o come le membra guaste restano congiunte al corpo vivo.
La Chiesa viene infatti prefigurata in Genesi nell’arca di Noè, dov’erano chiusi non solo gli animali mondi, ma anche gli immondi; Gesù la paragona alla rete che si getta nel mare, o al campo in cui viene seminato il loglio; o all’aia in cui si ammucchiano frumento e pula; o alle dieci vergini, metà stolte e metà sagge.
Mentre coloro che vivono una vita cristiana nella carità, come membra vive del corpo di Cristo, godono appieno di questi doni e benefici, le membra morte, e cioè gli uomini peccatori e lontani dalla grazia di Dio, restano pur sempre parte del corpo della Chiesa, ma non percepiscono, perché morti, quel frutto spirituale, di cui godono gli uomini giusti; a meno che, aiutati da coloro che vivono secondo lo spirito, non si ravvedano e ricevano nuovamente la grazia e la vita perduta.
Membri vivi e membri morti della Chiesa
Non basta per salvarsi l’essere comunque membro della Chiesa cattolica, ma bisogna esserne membro vivo.
I membri vivi della Chiesa sono tutti e solamente i giusti, quelli cioè, che sono attualmente in grazia di Dio.
Membri morti della Chiesa sono i fedeli che trovansi in peccato mortale.
Il peccato è sempre un impedimento. Dato che è «aversio a Deo», non può che escludere dalla comunione dei santi, che è invece l’unione completa di tutta la Chiesa.
I peccatori sono invece ancora dentro la Chiesa. Essi rimangono comunque in qualche modo legati alla Chiesa: vengono infatti chiamati «membri morti» per la mancanza della linfa, cioè della grazia, che non li raggiunge, finché restano in quella condizione.
Per la salute di un adulto si richiede non solo il battesimo e la fede, ma le opere altresì conformi alla fede.
Il peccato e la perdita della comunione
San Pio X sintetizzò così questo concetto: «Comunione dei santi significa che tutti i fedeli, formando un solo corpo in Gesù Cristo, profittano di tutto il bene che è e si fa nel corpo stesso, ossia nella Chiesa universale, purché non ne siano impediti dall’affetto al peccato».
La differenza sta nel fatto che i dannati sono definitivamente fuori dalla comunione dei santi, dato che la loro è una condizione immutabile, eterna.
I peccatori, invece, possono ancora ritornare allo stato di grazia, tornando «membri vivi» della Chiesa, grazie al sacramento della Confessione.
La Confessione lascia sempre aperta la porta del ritorno allo stato di grazia.
Chi è fuori della comunione dei santi
È fuori della comunione dei santi chi è fuori della Chiesa, ossia i dannati, gl’infedeli, gli ebrei, gli eretici, gli apostati, gli scismatici e gli scomunicati.
| Condizione | Rapporto con la comunione dei santi |
|---|---|
| Dannati | Sono definitivamente fuori dalla comunione dei santi. |
| Infedeli | Sono fuori della Chiesa. |
| Ebrei | Sono indicati tra coloro che sono fuori della Chiesa. |
| Eretici | Sono separati dalla fede della Chiesa. |
| Apostati | Sono separati dalla fede che avevano professato. |
| Scismatici | Sono separati dall’unità e dalla comunione della Chiesa. |
| Scomunicati | Sono separati dalla comunione ecclesiale mediante una pena canonica. |
I dannati sono fuori della comunione dei santi
San Pio X divide la spiegazione particolare di questo numero generale nei numeri successivi; la questione dei dannati riguarda coloro che sono staccati dalla Chiesa e privi per sempre della grazia divina e della carità, che è il legame che unisce le membra tra loro e col Capo.
È sentenza certa, infatti, che per essere membri della Chiesa si debba essere battezzati e che non si debba essere separati dall’unità di fede e di comunione con la Chiesa.
Tra i membri della Chiesa bisogna annoverare esclusivamente quelli che ricevettero il lavacro della rigenerazione e, professando la vera fede, né da se stessi disgraziatamente si separarono dalla compagine di questo Corpo, né per gravissime colpe commesse ne furono separati dalla legittima autorità.
I dannati non sono nella comunione dei santi perché sono staccati dalla Chiesa e privi per sempre della grazia divina e della carità, che è il legame che unisce le membra tra loro e col Capo.
La differenza tra i dannati e i peccatori che vivono ancora sulla terra sta nella definitività della loro condizione. I dannati sono definitivamente fuori dalla comunione dei santi, dato che la loro è una condizione immutabile, eterna.
Sono, infatti, come insegna la parabola di Gesù sul ricco epulone, dopo il giudizio particolare non c’è più possibilità di cambiare il proprio stato.
La Chiesa e la possibilità della salvezza
Fuori della Chiesa Cattolica, Apostolica, Romana nessuno può salvarsi, come niuno poté salvarsi dal diluvio fuori dell’Arca di Noè, che era figura di questa Chiesa.
Tutti i giusti dell’antico Testamento si sono salvati in virtù della fede che avevano in Cristo venturo, per mezzo della quale essi già appartenevano spiritualmente a questa Chiesa.
Chi, trovandosi senza sua colpa, ossia in buona fede, fuori della Chiesa, avesse ricevuto il Battesimo, o ne avesse il desiderio almeno implicito; cercasse inoltre sinceramente la verità e compisse la volontà di Dio come meglio può; benché separato dal corpo della Chiesa, sarebbe unito all’anima di lei e quindi in via di salute.
Chi, essendo pur membro della Chiesa cattolica, non mettesse in pratica gli insegnamenti di essa, ne sarebbe membro morto e perciò non si salverebbe, perché per la salute di un adulto si richiede non solo il battesimo e la fede, ma le opere altresì conformi alla fede.
La Chiesa cattolica è infallibile, e perciò quelli che rifiutano le sue definizioni perdono la fede e diventano eretici.
Il ritorno alla vita della grazia
Non ogni delitto commesso, per quanto grave, come lo Scisma, l’Eresia e l’Apostasia, è tale che di sua natura separi l’uomo dal Corpo della Chiesa.
Né si estingue ogni vita in quelli che, pur avendo perduta col peccato la carità e la grazia divina, sì da non essere più capaci del premio soprannaturale, conservano tuttavia la fede e la speranza cristiana, e, illuminati da luce celeste, da interni consigli e impulsi dello Spirito Santo sono spinti a concepire un salutare timore e vengono eccitati a pregare e a pentirsi dei propri peccati.
È sempre possibile ritornare allo stato di grazia attraverso il pentimento sincero e il sacramento della Confessione.
Quanto appena ricordato è confermato dalla sentenza comune della mancanza di efficacia dei suffragi per i dannati nell’Inferno, proprio a motivo che non appartengono più al Corpo mistico di Nostro Signore Gesù Cristo.
Quando si parla di suffragi per i dannati, non si vuol intendere che c’è chi prega volutamente per un dannato, perché significherebbe non credere nell’eternità della sua condizione.
Si intende invece che, non potendo conoscere la condizione eterna di un proprio caro, è sempre dovere pregare per lui nella speranza di poterlo aiutare, ma, se questi purtroppo è tra le fiamme dell’Inferno, i nostri suffragi non potranno giovargli in alcun modo.
La dottrina del Catechismo di San Pio X
Il Catechismo Maggiore di San Pio X insegna che la Chiesa cattolica è la società o congregazione di tutti i battezzati che, vivendo sulla terra, professano la stessa fede e legge di Cristo, partecipano agli stessi sacramenti, e obbediscono ai legittimi Pastori, principalmente al Romano Pontefice.
La vera Chiesa si distingue per quattro contrassegni: è Una, Santa, Cattolica e Apostolica.
La Chiesa è Una perché i suoi figli sono uniti nella medesima fede, nel medesimo culto, nella medesima legge e nella partecipazione dei medesimi sacramenti, sotto un medesimo capo visibile, il Romano Pontefice.
La Chiesa è Santa perché santo è il suo capo invisibile, Gesù Cristo, e santi sono la sua fede, la sua legge e i suoi sacramenti.
La Chiesa è Cattolica perché abbraccia i fedeli di tutti i tempi, di tutti i luoghi, di ogni età e condizione, e tutti gli uomini del mondo sono chiamati a farne parte.
La Chiesa è Apostolica perché rimonta senza interruzione fino agli Apostoli, insegna ciò che essi hanno creduto e insegnato ed è governata dai loro legittimi successori.
La vita cristiana nella comunione della Chiesa
Per vivere secondo Dio, dobbiamo credere le verità rivelate da Lui e osservare i suoi comandamenti, con l’aiuto della sua grazia, che si ottiene mediante i sacramenti e l’orazione.
Le tre virtù teologali sono la fede, la speranza e la carità.
Le quattro virtù cardinali sono la prudenza, la giustizia, la fortezza e la temperanza.
Le sette opere di misericordia spirituale sono consigliare i dubbiosi; insegnare agli ignoranti; ammonire i peccatori; consolare gli afflitti; perdonare le offese; sopportare pazientemente le persone moleste; pregare Dio per i vivi e per i morti.
La comunione dei santi non elimina la responsabilità personale, non rende indifferente il peccato e non sostituisce la conversione del singolo. La partecipazione ai beni spirituali della Chiesa è piena per coloro che vivono nella grazia e nella carità.
Si tragga dunque da questi insegnamenti bimillenari della Chiesa l’esortazione e la spinta a mantenerci sempre lontani dal peccato, per restare sempre nel Corpo mistico di Cristo e per godere dei vantaggi della comunione dei santi.
