San Giuda Taddeo e i miracoli impossibili: storia, devozione e preghiere

San Giuda Taddeo è venerato dalla tradizione cristiana come patrono delle cause disperate, delle situazioni senza speranza e dei casi impossibili, insieme a Santa Rita da Cascia e ad altri santi invocati nei momenti di particolare difficoltà. I fedeli si rivolgono a lui chiedendo la sua intercessione presso Dio quando un problema sembra insormontabile, una malattia appare gravissima o una situazione umana sembra non avere più soluzione.

San Giuda Taddeo fu uno dei dodici apostoli di Gesù, predicò il Vangelo con passione e devozione e, secondo la tradizione, subì il martirio in Persia dopo aver evangelizzato insieme a San Simone lo Zelota. Il suo nome significa “uomo dal grande cuore”, espressione associata alla sua generosità, al suo coraggio e alla sua particolare vicinanza a chi attraversa prove difficili.

Perché San Giuda Taddeo è il patrono delle cause impossibili

Non è confermato per quale motivo questo santo venga associato ai casi senza speranza. Quello che si sa è che il suo potere di intercessione nel tempo è stato così potente da essere soprannominato il Santo delle Cause impossibili.

San Giuda Taddeo viene invocato per antichissima tradizione come patrocinatore dei casi disperati e grande taumaturgo, oltreché come patrono della purezza. Migliaia di sofferenti invocano quotidianamente il suo miracoloso intervento ed è specialmente nei casi difficili e critici che il suo mirabile aiuto viene sperimentato.

La sua fama è legata anche alla storia di Santa Brigida di Svezia. Durante una visione, Gesù le disse di chiedere l’intercessione proprio di San Giuda Taddeo, perché questi era particolarmente potente contro il demonio e prodigo di grazie anche nelle situazioni più disperate.

Santa Brigida fece come le era stato consigliato dal Signore e ottenne sollievo grazie alla intercessione di San Giuda, rendendo a sua volta più conosciuta la sua funzione di speciale patrono dei casi così disperati da sembrare quasi impossibili.

Chi era San Giuda Taddeo

San Giuda Taddeo fu uno dei dodici apostoli di Gesù, cugino del Messia e fratello di san Giacomo Minore. Il suo nome significa “uomo dal grande cuore” e la sua festa si celebra il 28 ottobre.

Spesso l’omonimia può essere un problema serio, soprattutto se si condivide lo stesso nome di un noto traditore. Lo sa bene San Giuda, apostolo e forse cugino di Gesù, che per secoli ha rischiato di essere confuso con il più noto Giuda Iscariota, il "figlio della perdizione", apostolo anche lui, che come ben sappiamo consegnò il Maestro alle guardie con un bacio nell’orto del Getsemani.

Quello che festeggiamo oggi, mercoledì 28 ottobre, è San Giuda detto Taddeo, cioè "dal petto largo", che vuol dire poi "magnanimo", "generoso", ma, secondo altre versioni, anche Lebbeo, che significa invece "coraggioso".

Il nome Giuda, prima che l'infelice traditore lo rendesse odioso, era uno dei più belli e diffusi tra il popolo ebraico. Era stato portato da Giuda Maccabeo, il grande eroe della rivolta giudaica contro Antioco IV Epifane, ma soprattutto da uno dei figli di Giacobbe, l'unico degli undici che si oppose all'uccisione di Giuseppe, e proprio da quel Giuda sarebbe discesa una delle dodici Tribù di Israele, dalla quale sarebbe poi fiorito, a Betlemme, terra di Giuda, il virgulto del Messia.

San Giuda Taddeo nei Vangeli

San Giuda appare quasi solo di sfuggita nei quattro Vangeli. Più ricche, invece, le fonti apocrife: sarebbe stato, secondo una certa tradizione riferita da Eusebio di Cesarea, lo sposo delle nozze di Cana, testimone oculare quindi del primo miracolo pubblico di Gesù in cui trasformò l’acqua in vino quando quest’ultima venne a finire nel banchetto nuziale.

Negli elenchi degli apostoli dei Vangeli sinottici Giuda viene chiamato Taddeo (Matteo 10,2-4 e Marco 3,16-19), mentre viene detto Giuda di Giacomo nel Vangelo di Luca (6,14-16) e negli Atti degli Apostoli (1,13).

Un'antica tradizione ha visto Giuda Taddeo come fratello di Giacomo il minore, ritenendo entrambi figli di Alfeo, a sua volta fratello di San Giuseppe e di Maria di Cleofa, una delle "tre Marie" che i Vangeli descrivono come presenti sotto la croce.

San Giuda Taddeo fu anche l’apostolo che durante l’Ultima Cena chiese a Gesù perché non si fosse manifestato a tutto il mondo e non soltanto agli apostoli. L’evangelista Giovanni lo chiama semplicemente Giuda "non l’Iscariota", ma lo descrive come ascoltatore attento e partecipe alle parole del Maestro in un frangente particolarmente delicato.

Durante l’Ultima Cena, infatti, alcuni apostoli (Simon Pietro, Tommaso, Filippo) rivolgono delle domande a Gesù, il quale, preannunciando loro la sua ormai prossima Passione, si esprime talvolta in modo un po’ sibillino.

A questo punto, secondo Giovanni, anche Giuda "non l'Iscariota" si fa coraggio e domanda a sua volta al Maestro: «Signore, che cosa è avvenuto, che tu debba manifestarti a noi e non al mondo?».

E Gesù gli risponde: «Se uno mi ama, osserverà la mia parola, e il Padre mio l'amerà e verremo a lui, e faremo una cosa sola».

Questa domanda è l'unica sua frase tramandataci dai Vangeli, ma da essa da traspare il grande amore che Giuda nutriva per la Parola del Signore, tanto che vorrebbe fosse conosciuta in tutto il mondo.

L'amore di Dio unisce infatti tutti gli uomini, mentre l'amore di sé stessi, quello che sperimenta in quelle stesse ore l'altro Giuda, l'Iscariota, divide e allontana l'uomo dalla salvezza.

Il rapporto con Gesù e la missione apostolica

San Giuda, vicino più che mai in precedenza, si convertì in questo periodo in amico di Gesù. San Marco ci dice che Gesù convocò i dodici apostoli "perché lo accompagnassero" (Mc. 3,14).

C'era un profondo vincolo di comunicazione tra Gesù e questi uomini e donne che condividevano il suo lavoro e le sue fatiche e che ansiosamente aspettavano con fede e speranza il Regno della grazia divina.

San Marco ci dice che una volta Gesù affermò che la sua vera famiglia era composta di individui come questi, che cercavano la volontà di Dio; chi sapeva che il Padre ha operato la nostra salvezza (Mc. 3,34-35).

San Giuda passò dall'essere un familiare di Gesù secondo la parentela carnale, ad essere suo fratello nello Spirito.

Il ministero della grazia di Dio

Un giorno Gesù convocò i dodici apostoli e li invio per i sentieri di Dio perché annunciassero l'avvento del suo Regno e perché, visibilmente manifestassero questo Regno curando gli ammalati (Mc. 6,7; Mt. 10,6-8).

Questi si misero in cammino due a due. Non si sa chi fosse stato il compagno di San Giuda durante questo primo invio.

Nei villaggi e città proclamavano l'offerta misericordiosa della redenzione di Dio e invitavano alla conversione a quelli che ascoltavano. Curavano gli ammalati e accettavano di essere ospitati da coloro che li accoglievano, pur non ammettendo nessuna remunerazione per il loro ministero.

Si rivolgevano soprattutto alle pecore smarrite della casa d'Israele e, certamente, parlavano di Gesù.

La loro esperienza dovette essere molto simile a quella dei 70 discepoli del quale l'unico che ce la descrive è San Luca (Lc. 10,17-20).

Ritornavano dalla loro missione stanchi però con gioia perché avevano visto che persino gli stessi demoni gli si sottomettevano e che gli ammalati recuperavano la salute quando loro pregavano nel nome di Gesù.

La paura durante la Passione

Tuttavia, giunse il giorno in cui Gesù, con decisione, si mise in cammino verso Gerusalemme. I discepoli cominciarono a preoccuparsi perché avevano intuito qualcosa di sinistro nelle parole di Gesù, fino al punto che uno di loro, Pietro, cercava di persuaderlo di non andare lì.

Ciononostante, alla fine, san Giuda, come del resto gli altri, lo segui. In Gerusalemme furono testimoni dell'entrata di Gesù nella città santa ed al tempio.

Prepararono la cena pasquale e per l'ultima volta si sedettero a mensa con il Signore. Con questa cena, il desiderio di Gesù era di simboleggiare la grazia del banchetto nel regno di Dio, vincolando alla cena stessa, il suo proprio essere con i suoi discepoli alla presenza del Padre.

Questo pane che sto condividendo è il mio corpo; prendete e mangiate.

San Giovanni scrive che è San Giuda fu colui che chiese a Gesù quella stessa domanda che si ripetono i cristiani attraverso i secoli: "Signore, come mai tu voglia manifestarti a noi e non al mondo?" (Gv. 14,22).

Gesù gli rispose parlandogli dell'amore del Padre verso tutti quelli che amano il Figlio (Gv. 14,23). Senza dubbio, in quel momento né San Giuda, né gl’altri compresero il significato profondo di queste parole e di questo gesto di carità.

Più avanti, dopo l'ascensione di Gesù e ricevuto lo Spirito, avrebbero compreso. Alcune ore più tardi portarono via Gesù, e San Giuda, suo cugino, ebbe paura per la propria vita e scappò in cerca di un rifugio.

Tuttavia, la madre di San Giuda e le altre donne che rimasero insieme a Maria Santissima assistettero alla tragedia della croce. Le donne sarebbero inoltre coloro che per primo portarono il messaggio della Resurrezione agli uomini (questi infatti fuggirono per cercare rifugio).

La predicazione dopo la Pentecoste

Quando dopo l'Ascensione e la Pentecoste gli apostoli lasciarono Gerusalemme per annunciare il Regno di Dio in altre terre, anche Giuda Taddeo, invaso dallo Spirito Santo, partì a predicare dapprima nella Galilea e nella Samaria, per spingersi poi nel corso degli anni verso la Siria, l’Armenia e l’antica Persia.

Evangelizzò la Giudea e la Mesopotamia, poi si diresse in Persia, dove incontrò Simone il Cananeo. Lì, entrambi, il 28 ottobre dell’anno 70, trovarono la morte.

San Giuda è considerato oggi il primo patriarca degli Armeni; è il protettore delle cause perse e dei casi senza speranza. A lui si rivolgono le persone in gravi difficoltà, coinvolte in situazioni difficilissime.

Qui, secondo una popolare leggenda riferita da San Fortunato di Poitiers, sembra che Giuda abbia incontrato un altro apostolo, Simone lo Zelota, insieme al quale iniziò ad evangelizzare quel grande paese.

Nonostante la continua ostilità dei sacerdoti pagani, nel giro di quindici mesi i due apostoli battezzarono in Babilonia circa 60.000 uomini, senza contare le donne e i fanciulli, e in tredici anni percorsero tutte le dodici province della Persia.

Il martirio di San Giuda Taddeo e San Simone

Giunti nella città di Suanir, nella Colchide, essi presero alloggio presso un loro discepolo, chiamato Semme.

La mattina seguente al loro arrivo, i sacerdoti idolatri di quella città, seguiti da una grande moltitudine di popolo aizzato da due maghi, certi Zaroes e Arfaxat, circondarono la casa di Semme reclamando a gran voce la consegna dei due apostoli: «Consegnaci, o Semme, all'istante i nemici dei nostri dèi, altrimenti ti bruceremo la casa!».

All'udire queste parole minacciose che non ammettevano replica, San Giuda e il suo compagno si consegnarono liberamente nelle mani di quei forsennati che li obbligarono inutilmente ad adorare le loro false divinità.

Quando venne ordinato loro di sacrificare nel Tempio del Sole alla dea Diana, al sole e alla luna, i due apostoli risposero che i due astri erano solamente creature del Dio che essi annunziavano e cacciarono dagli idoli i demoni che vi soggiornavano.

Fra ululati e orrende bestemmie, se ne scapparono due figure nere e terrificanti; allora i sacerdoti e il popolo in tumulto si precipitarono su di loro per ucciderli a furia di sassate e colpi di mazza.

Per questo l'arte sacra mette spesso in mano all'apostolo Giuda una pesante mazza o una lancia insieme alla palma, attributi del suo martirio.

Prima di morire, San Giuda ebbe ancora la forza di dire, rivolto al compagno di martirio: «Fratello, io vedo il Signore Nostro Gesù Cristo che ci chiama a sé».

Mentre le anime dei due martiri godevano ormai della gioia della Patria eterna per la quale non avevano esitato a sacrificare la propria vita, il cielo della città veniva squarciato da terribili folgori, il tempio raso al suolo ed i due sacerdoti Zaroes ed Arfaxat, autori dello scempio, fulminati dalla giustizia divina.

Le leggende sulla Persia e sui miracoli

Un’altro scritto riguardante San Giuda ci racconta del tempo in cui lui e San Simone - la cui festa si celebra insieme a quella di San Giuda il 28 ottobre - stettero In Persia.

In quell'epoca, il comandante dell'esercito babilonese, generale Varardach, si disponeva a combattere contro il potente invasore procedente dall'India.

Come era solito, per intervento dei Maghi di corte, Zaroes ed Arfaxat, il generale ricorse agli déi pagani chiedendogli informazioni circa l'esito dell'imminente conflitto militare, però non riceverete nessuna risposta.

Dal momento che credevano che gli dèi tacessero perché San Simone San Giuda si trovavano in quella zona, i maghi chiesero a Varardach che portasse i due apostoli davanti alla corte.

- Quale missione vi porta qui? - Chiese il generale babilonese.

- Voi possedete un gran potere, dal momento che fate tacere i nostri déi - disse Varardach - così che vi chiedo di dirmi quale sarà il risultato della battaglia.

Gli apostoli si negarono di rispondere però dettero il permesso ai loro idoli perché rispondessero ai loro maghi.

Il responso dei falsi déi fu che ci sarebbe stata una guerra lunga e penosa con molta sofferenza e morte da parte di entrambi gli schieramenti.

Impaurito, il generale tornò a rivolgersi agli apostoli che lo tranquillizzarono, - "I tuoi idoli mentono. Domani infatti, a questa stessa ora, si presenteranno emissari del tuo avversario chiedendo la pace alle tue condizioni".

Non sapendo a chi ricorrere con queste versioni contraddittorie, Varardach comandò che si detenessero tanto gl’apostoli quanto i maghi fino al giorno dopo e vedere se San Simone e San Giuda avessero detto la verità.

Così come avevano predetto gli apostoli, a quella stessa ora vennero Ambasciatori di pace da parte del fronte nemico, sollecitando un trattato di pace alle condizioni del generale.

“Free these men,” Varardach commanded, indicating Simon and Jude, and he added, “Put Zaroes and Arfaxat to death.”

- Mettano in libertà questi uomini - ordinò Varardach, riferendosi a San Simone a San Giuda. E aggiunse, - Mettete a morte a Zaroes e a Arfaxat-.

- No! Perdonagli la vita! - insistettero gli apostoli.

- Siamo venuti per dare vita e non a distruggerla -.

Sorpreso del modo di fare di San Simone è San Giuda, ed impressionato per il fatto che rifiutassero qualsiasi ricompensa per il loro servizio, Varardach li introdusse nella corte del re di Babilonia.

Nuovamente, gli apostoli si dovettero misurare con l'opposizione e la magia demoniaca di Zaroes e Arfaxat, i quali, nonostante il fatto che San Simone è San Giuda gli avessero salvato la vita, detestavano i due discepoli di Gesù Cristo perché avevano trionfato sopra i loro déi pagani.

Ciononostante, in presenza dell'intera Corte persa, i due santi seppero vincere il potere degli stregoni e rimasero molti mesi in Persia, convertendo il re e a migliaia dei suoi cortigiani, e nel frattempo curavano molti malati ed aiutavano tante persone nel nome di Cristo.

La leggenda del re Abagaro e l’immagine di Edessa

Una tra le più famose fa riferimento alla guarigione del lebbroso Abagaro, re di Edessa, in Mesopotamia.

Ci vien detto che giunse a conoscenza del re la fama per le guarigioni operate da Gesù. Abagaro inviò ad un certo Anania perché invitasse a Gesù a visitarlo.

Gesù, secondo il relato storico, sollecitò ad Abagaro a che avesse fede, promettendogli che più avanti uno dei suoi discepoli avrebbe visitato il re.

Abagaro, incoraggiato per la risposta, inviò ad un pittore perché facesse un ritratto di Gesù, però lo sfortunato artista era incapace di dipingere.

Gesù, mosso a compassione, tocco con un manto il suo volto e su questo manto si stampò il suo ritratto.

Sono ben evidenti i punti di connessione con la tradizione della Veronica.

Questa tradizione popolare non rivela chi portò il ritratto di Gesù ad Abagaro, anche se afferma che lo stesso San Giuda era a Edessa.

La sua predicazione e le numerose guarigioni ebbero come risultato finale molte conversioni al vangelo.

Questa tradizione già verso l'anno 325 A. C., ci giunge per mano di uno dei primi storiografi della chiesa, Eusebio, vescovo di Cesarea.

Eusebio afferma che l'aveva tradotta dal Siriano al Greco (Historia Ecclesiastica I, cap. 13; II, cap. 1).

A partire da questa narrazione leggendaria ne deriva la rappresentazione tradizionale di San Giuda con impressa sopra il cuore il volto di Gesù.

Risulta pertanto adeguato che, al dimenticato Santo, che nei sui primi anni di vita ebbe senza dubbio molti contatti personali con Gesù, lo si rappresenti attraverso i secoli con una immagine di suo cugino e maestro, vicino il cuore.

Gli attributi nell’iconografia

San Giuda viene comunemente raffigurato impugnando l'ascia o la lancia, simbolo del suo martirio.

Per questo l'arte sacra mette spesso in mano all'apostolo Giuda una pesante mazza o una lancia insieme alla palma, attributi del suo martirio.

Tuttavia, è nota anche l'iconografia che lo vede rappresentato con una fiamma attorno alla testa. La fiamma simboleggia la presenza di San Giuda nella Pentecoste, quando ha ricevuto lo Spirito Santo con gli altri apostoli.

Ed ancora un altra simbologia comune è quella di San Giuda con un'immagine di Gesù Cristo, conosciuta come l'immagine di Edessa.

A partire da questa narrazione leggendaria ne deriva la rappresentazione tradizionale di San Giuda con impressa sopra il cuore il volto di Gesù.

Iconografia di San Giuda Taddeo

Le reliquie e i luoghi di venerazione

Narra ancora la leggenda che i corpi dei due santi vennero custoditi in Babilonia in un sontuoso tempio fatto costruire, in tre anni di lavoro, da un re di quelle terre; quel sepolcro divenne ben presto famoso per il gran numero di miracoli che vi avvenivano.

Da Babilonia le reliquie vennero successivamente trasportate a Roma e deposte nella basilica Vaticana ai piedi di un altare dedicato ai due santi martiri, al centro dell'abside del transetto sinistro, dove sono conservate ancora oggi.

Al pari di altri apostoli, come Filippo e Giacomo il Minore, Pietro e Paolo, da tempo antichissimo la Chiesa cattolica celebra la festa di Giuda Taddeo e Simone nel medesimo giorno, il 28 ottobre, accomunati per sempre dal cruento martirio nella venerazione popolare.

Di San Giuda Taddeo il Santuario di San Salvatore in Lauro custodisce da secoli un sacro cimelio del suo corpo santo, che viene venerato in occasione della sua ricorrenza (28 ottobre), solitamente preceduta da un triduo di celebrazioni e preghiere in suo onore.

Sulla riva del Tevere di fronte a Castel Sant’Angelo sin dal tempo dell’antica Roma esisteva un bosco di Lauri che dava il nome alla zona.

Dopo la pace costantiniana la città si riempì di chiese e basiliche. Una di queste, nel IX secolo fu quella di San Salvatore sulle rovine del tempio alla Dea Europa, presso il bosco dei lauri- in latino laurus , Si chiamò infatti Sancti Salvatoris de Lauro.

Nel 1450, il cardinale Latino Orsini la fece restaurare a proprie spese, facendovi costruire un convento annesso, che ospitò i canonici di San Giorgio in Alga di Venezia.

Una cappella di palazzo Orsini fu dedicata a San Giuda Taddeo, detta comunemente di San Taddeo.

Tale chiesa, posta a metà su via dei Coronari, difronte a San Salvatore in lauro, dal 1200 al 1825 fu la sede della Parrocchia del quartiere.

Intorno al 1830 a causa della fatiscenza della chiesetta di San Taddeo, e delle sue evidente decadenza fu venduta e trasformata.

Il parroco di San Salvatore in lauro dell’epoca, monsignor Sirolli, divenuto poi vescovo, curò il trasferimento degli oggetti sacri in parrocchia.

Nell’abbattere l’altare della chiesetta si trovò una Insigne reliquia del glorioso Apostolo e taumaturgo San Giuda Taddeo, con molta probabilità donata ai principi Orsini dal Papa dell’epoca quando il corpo dell’Apostolo fu sistemato nella rinnovata basilica di San Pietro.

La preziosa reliquia fu posta in un semplice reliquiario a forma di braccio benedicente in legno.

Oggi tale reliquia è esposta nella Chiesa di San Salvatore in lauro ed è meta di continui e numerosi pellegrinaggi di devoti, espandendo su tutti le benedizioni della Grazia Divina.

La devozione nella storia della Chiesa

Anche se durante il Medioevo fu scarsamente venerato perché confuso, a torto, col traditore, San Giuda viene invocato per antichissima tradizione come patrocinatore dei casi disperati e grande taumaturgo, oltreché come patrono della purezza.

Già prima del Mille l'apostolo ebbe un grande devoto nell’imperatore Carlo Magno, che ottenne dal papa di trasportare temporaneamente le spoglie del Santo a Tolosa, in Francia, nella chiesa di San Saturnino, celebre per lo stile architettonico e l’antichità.

Particolarmente devoti a San Giuda Taddeo furono anche San Bernardo, che sempre viaggiava con una reliquia di San Giuda Taddeo, ed anche Santa Gertrude, che contribuì a rendere nota la sua vita e le sue azioni.

San Bernardo di Chiaravalle, per esempio, portava sempre con sé una reliquia di San Giuda quando viaggiava e volle essere sepolto con essa sul cuore, Santa Geltrude lo onorava ogni giorno con particolari preghiere e ne diffondeva la devozione, come fece anche Santa Brigida di Svezia.

La festa e la novena

La festa di San Giuda Taddeo viene celebrata il 28 ottobre ed è di solito preceduta dalla cosiddetta "Novena a San Giuda Taddeo", in cui per nove giorni si recita una preghiera a lui dedicata.

Si dice che chiunque la reciti con fede riceverà grandi grazie per situazioni che sembrano essere senza speranza.

Il Santuario di San Salvatore in Lauro celebra la ricorrenza del 28 ottobre, solitamente preceduta da un triduo di celebrazioni e preghiere in suo onore.

La novena può essere vissuta come un tempo di preghiera, affidamento e perseveranza, nel quale il fedele presenta a Dio, attraverso l’intercessione dell’apostolo, una difficoltà concreta e chiede anche la forza di affrontarla con fede.

Preghiera a San Giuda Taddeo per i casi difficili

O San Giuda Taddeo, parente di Nostro Signore Gesù Cristo, Apostolo e Martire, magnifico per virtù e miracoli, intercessore fedele per quanti ti onorano e patrono speciale nei casi disperati, io a te mi rivolgo pieno di fiducia.

Poiché tu possiedi il privilegio di soccorrere palesemente coloro che hanno quasi perduta ogni speranza, soccorri anche me in questa mia necessità… Dalla quale non è in poter mio di liberarmi.

Ti prometto San Giuda Taddeo di non dimenticare per tutta la vita i tuoi benefici, di onorarti ognora come mio particolare patrono, e di far noto a tutti che tu sei veramente potente e pronto aiuto nelle nostre necessità.

Cosi sia. Pater, Ave, Gloria.

Preghiera breve della novena

"Quando ci troviamo a non avere più speranza, quando prendono il sopravvento le difficoltà della vita, quando ci sembra impossibile una salvezza dal dolore, dalla prova, dal peccato, e ci sentiamo lontani da Te.

Per la preghiera confidente, pura e potente del tuo Apostolo Giuda Taddeo, “uomo dal grande cuore”, ci affidiamo a Te, Signore, vero uomo e vero Dio.

Custodisci la nostra vita, la nostra vocazione cristiana, la nostra capacità di sperare, di credere e di amare. Amen".

Novena a San Giuda Taddeo: primo giorno

Nel nome del Padre, e del Figlio, e dello Spirito Santo. Amen. O Dio, vieni a salvarmi. Signore vieni presto in mio aiuto. Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo, come era nel principio, e ora e sempre nei secoli dei secoli. Amen.

(menziona la richiesta qui…) Amabile apostolo di Gesù Cristo, San Giuda Taddeo, poiché Dio mostra di compiacersi che sia invocato il tuo potentissimo nome per consolazione di noi miseri figli di Adamo e di Eva, io Ti venero con tutto il cuore e Ti supplico di non sdegnare d’accogliere come tuo servo un povero peccatore che Ti offre questo breve esercizio di pietà.

Degnati, o amabile Santo, di gradire la mia offerta. Intanto ringrazio Dio di tutti i doni che Ti ha concesso e Ti prometto di amarti sempre, scegliendoti come mio speciale patrono e avvocato presso l’Altissimo, ben sapendo quanto sia efficace il tuo patrocinio.

Fa’, o mio grande protettore, che il mio cuore afflittissimo sia presto consolato. Ottienimi, Ti prego, una profonda conoscenza dei miei peccati per detestarli e fa’ che mi siano perdonati, affinché non siano di impedimento alla grazia particolare che con viva fede ora Ti chiedo… Amen.

Padre Nostro, che sei nei cieli, sia santificato il tuo nome, venga il tuo regno, sia fatta la tua volontà come in cielo così in terra. Dacci oggi il nostro pane quotidiano, e rimetti a noi i nostri debiti come noi li rimettiamo ai nostri debitori. Amen.

Ave, o Maria, piena di grazia, il Signore è con te. Tu sei benedetta fra le donne e benedetto è il frutto del tuo seno, Gesù. Santa Maria, Madre di Dio, prega per noi peccatori, adesso e nell’ora della nostra morte. Amen.

Prega per noi, San Giuda Taddeo Apostolo. Affinché siamo fatti degni delle promesse di Cristo.

Preghiamo: O Dio, la cui bontà e misericordia non hanno limiti, ascolta benigno le preghiere dei tuoi figli e concedi che tutti coloro che Ti onorano devotamente nel tuo Apostolo Giuda Taddeo, per l’efficacia dei suoi meriti ottengano che sia esaudita la loro preghiera. Per Cristo nostro Signore. Amen.

O astro fulgidissimo del Cielo, glorioso San Giuda Taddeo, adoro e ringrazio profondamente la Santissima Trinità che Ti ha arricchito di tanti e così meravigliosi doni e Ti ha prescelto fra gli altri per avvocato e protettore nelle avversità e nelle miserie più gravi, e ha voluto che per tuo mezzo ci siano concesse quelle grazie e quegli aiuti che consolano gli afflitti, sollevano gli oppressi e rincuorano gli abbandonati.

O mio pietosissimo protettore, ottienimi dalla divina Bontà la grazia che ti domando… Amen.

Novena: invocazioni dal secondo al quinto giorno

O ammirabile apostolo del Redentore, San Giuda Taddeo, che per i tuoi meriti eccelsi fosti scelto tra la moltitudine di coloro che seguivano il Salvatore ed elevato alla dignità di apostolo, adoro e ringrazio il divino Maestro Gesù del dono che Ti fece.

Ottienimi, Ti prego, che tra i mezzi idonei alla mia salvezza scelga quelli più opportuni, affinché possa conseguire il fine per cui sono stato creato da Dio, e ottienimi anche, o glorioso Santo, la grazia che per i tuoi meriti e la tua intercessione io chiedo ora a Dio…. Amen.

Gloriosissimo apostolo San Giuda Taddeo, che con mirabili virtù e molti prodigi diffondesti la parola del Vangelo in mezzo ai popoli barbari e ne convertisti un gran numero alla fede in Gesù Cristo, con animo devoto Ti venero come mio specialissimo Patrono.

Ti prego di avere cura di me e delle cose dell’anima mia davanti al tribunale dell’Altissimo, affinché non ricada nel grande male del peccato che ho tante volte commesso e di cui sempre mi dolgo.

Ottienimi da Dio aumento di fede, speranza e carità, la dolcezza e la pace del cuore, la grazia divina in tutti i momenti della mia vita e soprattutto nell’ora della mia morte. Ottienimi anche la grazia particolare per la quale ora Ti prego…. Amen.

Vero seguace del Redentore, grande apostolo San Giuda Taddeo, che per diffondere la buona novella del Vangelo non risparmiasti fatiche e sudori spingendoti in terre sconosciute per compiere il dovere del tuo apostolato, io adoro e ringrazio il Figlio di Dio fatto uomo per il grande zelo delle anime che Ti diede.

Ottienimi, Ti prego, il vero zelo dell’anima mia affinché corrisponda alle ispirazioni del cielo con amore filiale e tema sempre Dio e mai più l’offenda. Ti raccomando, o caro Santo, la grazia che Ti chiedo e spero di ottenere per i tuoi meriti eccelsi. Amen.

O grande luminare della Santa Chiesa, glorioso apostolo San Giuda Taddeo, che per mezzo della predicazione evangelica illuminasti le menti di una moltitudine di pagani e, superando i pericoli e vincendo gli ostacoli facesti spuntare innumerevoli germogli di fede, io adoro e ringrazio il divino Maestro della fortezza a Te donata.

Ottienimi, Ti supplico, lo stesso dono affinché, resistendo a tutte le tentazioni dell’inferno, possa perseverare nell’amore di Dio fino all’ultimo istante della mia vita. Ottienimi anche la grazia che per i tuoi meriti ora Ti chiedo. Amen.

Per ciascun giorno della novena si possono recitare anche il Padre Nostro, l’Ave Maria e il Gloria al Padre, concludendo con l’invocazione «Prega per noi, San Giuda Taddeo Apostolo» e con la preghiera comune alla sua intercessione.

Testimonianze di grazie attribuite all’intercessione

Molti fedeli si rivolgono a san Giuda Taddeo con fiducia e speranza, chiedendogli di intercedere per loro presso Dio.

Le testimonianze tramandate nella devozione popolare parlano di guarigione, salvezza, riconciliazione, protezione della famiglia, aiuto nel lavoro e sostegno durante prove personali particolarmente dolorose.

Guarito da gravi complicazioni

Il 26 ottobre venni ricoverato d’urgenza, dopo un accurato consulto medico, presso l’ospedale San Camillo di Roma. La diagnosi: scompenso cardiaco, edemi in tutte le parti del corpo, complicazioni delle vie urinarie, nonché bronchite.

Mio fratello sacerdote, venuto per l’occasione a trovarmi, insieme al mio parroco, vista la gravità del mio stato, volle amministrarmi i santi sacramenti che ricevetti con devozione e gioia.

Il mio stato era gravissimo, ma la mia fede in san Giuda Taddeo, a cui mi rivolsi per ottenere da Dio la guarigione, fu talmente grande, che i medici, ispirati dal Santo, dopo 47 giorni di degenza mi hanno dato la gioia di ritornare a casa guarito.

Guarita da emorragia

Mia sorella Elena, versando in gravi condizioni a causa di una persistente emorragia, fu ricoverata d’urgenza all’ospedale, dove dai medici venne dichiarata in pericolo di vita.

Ci rivolgemmo con suppliche e preghiere al grande Santo ed egli ci ottenne ciò che umanamente non era più possibile, il miglioramento e la guarigione di mia sorella.

Guarita da cancro

Nel mese di luglio, mi fu diagnosticato il cancro al collo dell’utero. Nonostante due cicli di cure, il male progrediva.

Io pregavo con fervore san Giuda Taddeo, fiduciosa che lui potesse ottenermi la grazia della completa guarigione.

Intanto arrivammo al 15 ottobre dell’anno seguente, giorno in cui ebbi una nuova visita per fare un terzo ciclo di radiazioni.

Quale non fu la sorpresa del professore, lo stesso dell’anno precedente, quando constatò che il male era completamente scomparso. Mi fu consegnato il cartellino e fui dimessa dal Policlinico, perché guarita completamente.

Riconoscente rendo grazie al mio celeste Protettore.

Altre testimonianze di devozione

Desideravo testimoniare che il 19 giugno di quest'anno abbiamo litigato con un carissimo amico dopo 6 anni di preziosa amicizia. Gli ho chiesto perdono in tutti i modi, ho interessato un'amica in comune, ma niente.

Dopo la Novena a San Giuda (19/28.10) il 6.11 tutto si è prodigiosamente risolto.

Ho ricevuto da San Giuda l'enorme grazia del diploma di mio figlio Andrea, volevo ringraziarlo pubblicamente e testimoniare la mia devozione.

Grazie, grazie e ancora grazie per l'intercessione, ho chiesto aiuto per un cambio di lavoro che mi stava dando molti problemi anche di salute.

Fa parte di un progetto più ampio e ieri in maniera spontanea sono stata spostata in una nuova attività. Ho parlato con S. Giuda gli ho aperto il cuore. So che mi ha ascoltato.

Mi sono rivolta a San Giuda Taddeo per chiedere la sua intercessione per un problema di salute di mia madre. Grazie San Giuda Taddeo per aver ascoltato prontamente la mia preghiera. Ora, mia madre sta decisamente meglio.

San Giuda Taddeo nei casi disperati

Qualunque sia la malattia, la povertà e la miseria, l'angustia del cuore e dell'anima, perfino la disperazione, si può ricorrere a questo grande Santo e chiedere la sua potente intercessione.

Dio ha concesso a San Giuda poteri straordinari ed è specialmente in casi difficili che il suo mirabile aiuto viene esperimentato. Migliaia di persone invocano quotidianamente il suo intervento e molte loro preghiere sono state esaudite in modo miracoloso, anche quando la domanda sembrava senza speranza.

La devozione a San Giuda Taddeo non si limita alla richiesta di un risultato preciso: le preghiere della novena chiedono anche fede, speranza, carità, pace del cuore, perseveranza e la forza di rimanere vicini a Dio durante la prova.

San Giuda Taddeo viene così considerato un intercessore per chi cerca conforto, protezione e aiuto spirituale nelle situazioni più difficili, ricordando che la sua funzione è quella di intercedere presso Dio.

La preghiera a San Giuda Taddeo per le cause disperate.

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