La reliquia della Madonna di Filetta è un piccolo cammeo con l’immagine della Vergine, storicamente conservato nella chiesa di Sant’Agostino ad Amatrice. Dopo il terremoto del 2016, i Vigili del Fuoco la recuperarono tra le macerie e fu portata nella chiesa di Santa Maria Liberatrice, nella frazione di Pinaco, dove venne accompagnata in processione dal vescovo di Rieti Domenico Pompili.
Il Santuario della Madonna di Filetta, invece, si trova a Rocchetta, frazione di Amatrice, in provincia di Rieti, immerso in un maestoso querceto. È il luogo in cui, secondo la tradizione, nel 1472 la pastorella Chiarina Valente trovò il cammeo luminoso dal quale ebbe origine la devozione alla patrona di Amatrice.

La posizione del santuario
Il Santuario di Santa Maria della Filetta si trova a Rocchetta, frazione di Amatrice, immerso in un maestoso querceto. Il santuario rurale della Madonna della Filetta si trova in prossimità della frazione di Rocchetta, una piccola località distante dal centro di Amatrice, al centro di una radura sulle pendici di un querceto.
La chiesa si trova a circa 5 km da Amatrice, nel territorio della parrocchia di Villa San Lorenzo a Flaviano. Il complesso del santuario si compone di due corpi edilizi distinti ma adiacenti: la chiesa e il rifugio.
| Elemento | Informazione |
|---|---|
| Regione | Lazio |
| Provincia | Rieti |
| Località | Rocchetta, frazione di Amatrice |
| Distanza da Amatrice | Circa 5 km |
| Ambiente | Radura sulle pendici di un querceto |
| Partenza dell’escursione descritta | Cornillo Vecchio |
| Durata dell’escursione | 2-3 ore |
| Difficoltà | T (facile) |
| Dislivello | +/- 300 mt |
| Quota massima | 860 m |
Dove si trova oggi la reliquia
L’effigie della Madonna era da tempo conservata all’interno del borgo di Amatrice e il suo ritrovamento tra le macerie della chiesa di Sant'Agostino, a pochi giorni dal sisma del 24 agosto, è stato colto dagli abitanti, profondamente legati alla tradizione del pellegrinaggio alla Filetta, come un segno di grazia e speranza di rinascita.
I vigili del fuoco hanno recuperato nella chiesa di Sant’Agostino la reliquia della Madonna di Filetta, un piccolo cammeo particolarmente importante per la gente di Amatrice in quanto la Madonna di Filetta è la patrona del Paese. La reliquia si è salvata dai crolli nella chiesa che la custodiva, Sant’Agostino, e a recuperarla sono stati i Vigili del Fuoco.
C’è stata questa mattina una processione, fino al Santuario di Santa Maria Liberatrice nella frazione di Pinaco ad Amatrice, con la reliquia della Madonna di Filetta. A guidare la processione di stamattina, il vescovo di Rieti Domenico Pompili, seguito da numerosi fedeli emozionati per un momento particolarmente simbolico.
La reliquia della Madonna di Filetta è un piccolo cammeo particolarmente importante per la gente di Amatrice: la Madonna di Filetta è la patrona del Paese e l’oggetto sacro era presente anche ai funerali delle vittime del sisma.
La storia del cammeo miracoloso
La storia della Madonna di Filetta risale al 1472 quando una pastorella, durante un violento temporale nel giorno dell’Ascensione, pregò la Vergine Maria di salvarla. In quel momento la donna fu attratta da una luce proveniente da un piccolo cammeo in terra nel quale, si dice, la giovane vide l’immagine di Maria.
La Chiesa di Santa Maria dell’Ascensione o Filetta è un santuario che si trova nei pressi di Amatrice nel territorio della parrocchia di Villa San Lorenzo a Flaviano. Fu costruita nel 1472 sul luogo in cui la pastorella Chiarina Valente vide cadere dal cielo un cammeo luminoso, nel quale riconobbe l’immagine della Madonna.
Il Santuario di Santa Maria della Filetta si trova a Rocchetta, frazione di Amatrice, immerso in un maestoso querceto. È dedicato alla patrona di Amatrice e la sua storia rimonta al giorno dell’Ascensione del 1472, quando la giovane pastorella Chiarina Valente, colta di sorpresa da un violento temporale, si rifugiò sotto una quercia dove trovò un antico cammeo con una figura femminile risplendente di luce.
L’effigie, riconosciuta come un’antica immagine della Vergine, divenne subito oggetto della venerazione popolare e nel luogo del miracoloso ritrovamento fu eretto il santuario dedicato a Santa Maria.
La contesa tra le comunità
Tra gli abitanti dei paesi limitrofi, quello dei Santi Lorenzo e Flaviano e Amatrice, si contesero la proprietà del cammeo con veri e propri scontri armati; il vescovo decise per l’assegnazione ad Amatrice, il cui Comune poté erigere il santuario per custodirlo.
In questa chiesa era l’Altare del cammeo, che fu poi trasferito nella chiesa di San Francesco ad Amatrice. L’effigie della Madonna era da tempo conservata all’interno del borgo di Amatrice.
La chiesa e gli affreschi
Oltre all’importanza affettiva che questo luogo riveste per i cittadini, il Santuario è rilevante a livello artistico: eretto in poco tempo nell’anno 1472, è un edificio in pietra con un’unica navata conclusa da un’ampia abside semicircolare, decorata da un prezioso ciclo di affreschi del pittore Pierpalma da Fermo, attivo soprattutto nelle Marche nella seconda metà del Quattrocento.
La chiesa rurale ad aula è composta da un unico vano rettangolare che termina nella zona presbiteriale con un abside semicircolare coperto da volta a catino in muratura di pietra. Il rifugio è un corpo a pianta rettangolare sviluppato su tre livelli ciascuno dei quali è suddiviso internamente in tre vani.
Nell'abside sono gli affreschi di Pier Paolo da Fermo che rappresentano Ascensione, Annunciazione, Profeti, i Santi Pietro e Paolo, Chiarina adorante l'immagine, nonché la Costruzione della chiesa e la prima processione verso Amatrice di Chiarina con il cammeo.
Il ciclo, dedicato al ritrovamento del cammeo, raffigura la storia del miracolo e della nascita del santuario: sotto il Cristo benedicente dell’abside troviamo a destra la giovane Chiara inginocchiata e gli uomini al lavoro per la costruzione della pieve, mentre a sinistra è rappresentata la processione che da Amatrice ogni anno si reca al Santuario.
Fanno da sfondo i Monti della Laga e la città di Amatrice. Lo stile del pittore, influenzato dal rinascimento umbro-toscano, si distingue per l’attenta descrizione della vita quotidiana, che spicca nel corteo della società quattrocentesca amatriciana visibile ai piedi del ciclo affrescato: i notabili col mantello nero ed il copricapo, i gruppi delle confraternite con i mantelli bianchi, il gruppo di donne.

La processione raffigurata nell’affresco
La processione si snoda verso una città turrita (Amatrice) ed è così composta: davanti è il clero con i ceri accesi; seguono quattro giovani che sorreggono un baldacchino sotto cui è la pastorella Chiarina con veste bianca: sorregge il reliquiario contenente l'immagine miracolosa della Filetta.
Dietro seguono un gruppo di uomini e uno di donne separate dai membri di una confraternita (dei Bianchi?). Sulla strada della processione in un paesaggio montano è raffigurato un gruppo di persone (ciechi, storpi, un'indemoniata, un condannato) in attesa di un auspicato miracolo.
Attribuzione e caratteristiche dell’opera
È uno dei due episodi della leggenda della Madonna della Filetta, raccontati attraverso immagini ingenue ma piene di carattere da Pier Paolo da Fermo (che ha firmato l'intero affresco dell'abside).
Il verani vi scorge una matrice culturale fiorentina (vedi il contorno della pastorella Chiarina) mediata attraverso pittori marchigiani o comunque locali. In particolare sono evidenti ancora certi stilemi di gusto tardogotico (cfr. i vestiti e le figure di certi personaggi femminili) riconducibili alla scuola umbra e a Benozzo Gozzoli; d'altra parte è un attento osservatore di quanto era stato sperimentato dai gendi maestri del Rinascimento (toscani, veneti ed in particolare marchigiani), benchè non riesca ad assorbire sino in fondo le idee rivoluzionarie del suo secolo.
| Caratteristica | Dato |
|---|---|
| Oggetto | Dipinto |
| Materia e tecnica | Intonaco/pittura a tempera |
| Attribuzione | Pier Paolo Da Fermo |
| Periodo dell’autore | Notizie fine sec. XV |
| Proprietà | Ente religioso cattolico |
| Codice di catalogo nazionale | 1200703284-7 |
La festa e il pellegrinaggio annuale
Ogni anno, nel mese di maggio, viene festeggiata la Madonna di Filetta patrona di Amatrice. La processione, che da Amatrice "riporta" per poche ore la Sacra Immagine sul luogo dove venne ritrovata, rappresenta l'occasione per una breve escursione con visita agli affreschi di Pier Paolo da Fermo e Dionisio Cappelli, custoditi all'interno della chiesetta quattrocentesca.
Ancora oggi il Santuario, molto caro agli amatriciani, è meta di un pellegrinaggio annuale che vede la partecipazione di moltissimi fedeli. Da allora ogni anno nel giorno dell’Ascensione si svolge una processione fino al santuario della Madonna di Filetta.
Ogni anno, la domenica dell’Ascensione, è lì che si rinnova la festa della Madonna di Filetta, patrona di Amatrice, con la processione che parte dal capoluogo e attraversa il bosco di querce fino al santuario.
Come arrivare a piedi da Cornillo Vecchio
L’escursione potrebbe iniziare dal paese di Amatrice ma noi decidiamo di arrivare con la macchina fino a Cornillo Vecchio, una volta parcheggiata la macchina cominciamo la nostra escursione addentrandoci nel piccolo paese, ed un passante ci indica la giusta direzione da prendere fino ad incontrare il primo cartello con indicazioni verso il Santuario.
Iniziamo a camminare nel sentiero e da subito abbiamo una bella sensazione, il bosco non sembra essere preso d’assalto da turisti in vacanza, che lieta sorpresa. La gita continua piacevolmente tra l’abbraccio degli alberi che ci fanno ombra, anche se la vicinanza della strada non permette di godere della pace che la natura è capace di regalare, ma noi continuamo la passeggiata.
| Voce | Indicazione |
|---|---|
| Località di partenza | Cornillo Vecchio |
| Località di arrivo | Cornillo Vecchio |
| Tempo di percorrenza | 2-3 ore |
| Grado di difficoltà | T (facile) |
| Segnaletica | Presente |
| Dislivello | +/- 300 mt |
| Quota massima | 860 m |
L'ultimo sforzo e siamo quasi arrivati. Anche se è chiusa e non possiamo curiosare all'interno, siamo contenti della passeggiata e ci consoliamo con uno spuntino nell'area adibita che si trova di fronte, con tanto di tavoli, panche e fontanella e la gradita sorpresa, anche se sembra brutto a dirlo, che non c'è nessun'altro a parte noi, e la natura!!
Mangiati e riposati, e dopo aver raccolto tutti i nostri rifiuti, ci rimettiamo in marcia verso casa sullo stesso sentiero dell’andata.
Il santuario dopo il terremoto
La struttura, seppur non crollata, è stata pesantemente danneggiata dai terremoti del 24 agosto 2016 e dal 30 ottobre 2016. Il Santuario, proprio perché così importante e poiché compromesso sia nella struttura dell’edificio che nella decorazione - che per il suo rilievo era stata oggetto di un restauro effettuato tra il 2008 e il 2012 ad opera della Soprintendenza per i Beni Storici, Artistici ed Etnoantropologici del Lazio - è ora un luogo del cuore.
La conferenza permanente ha dato il via libera all’intervento di riparazione, restauro e ripristino del santuario Madonna della Filetta in località Rocchetta ad Amatrice. Sono previsti il rinforzo delle murature tramite iniezione di malta, intervento di riparazione tramite tecnica “scuci e cuci”; realizzazione nuovo architrave, cuciture a secco mediante barre elicoidali in acciaio inox; intervento di chiusura nicchie con mattoni pieni; rinforzo murario tramite ristilatura armata dei giunti di malta.
Sono inoltre previsti la realizzazione di nuove ammorsature alle angolate e ai martelli murari, intervento di consolidamento della volta, smontaggio e rimontaggio vela campanaria in muratura con rinforzo metallico e la realizzazione di nuovo cordolo, previo smontaggio controllato di una porzione di muratura, in muratura armata in copertura in mattoni.
Il costo dell’intervento è di 1.950.000,00 euro. L’approvazione dell’intervento sul Santuario della Madonna della Filetta rappresenta un risultato importante per Amatrice e per un territorio che ha nella propria storia e nelle proprie tradizioni un patrimonio di straordinario valore.
È anche per questo che il suo recupero pesa così tanto. Restituire il Santuario alla comunità significa tutelare un luogo simbolo della storia e dell’identità di Amatrice.
La Madonna di Filetta: Il Miracolo di Chiara Valenti e l'Identità di Amatrice
Il significato della reliquia per Amatrice
La Madonna di Filetta è la patrona di Amatrice e il piccolo cammeo rappresenta uno degli oggetti sacri più importanti per la comunità. Il suo recupero dalle macerie della chiesa di Sant’Agostino è stato vissuto dagli abitanti come un gesto di grande valore religioso e simbolico.
La ricostruzione dei luoghi di culto assume un significato che va oltre il recupero del patrimonio edilizio, perché consente di preservare quelle radici culturali e spirituali che contribuiscono a mantenere vive le comunità e a rafforzarne il senso di appartenenza.
Restituire alla comunità un luogo di culto così profondamente legato alla storia, alla devozione e all’identità locale significa ricostruire non soltanto un edificio, ma anche un punto di riferimento spirituale e sociale.