La Chiesa riconosce che la cura della salute è un aspetto fondamentale del benessere umano. Pertanto, la medicina alternativa dovrebbe essere valutata in base al suo effettivo e reale potenziale per promuovere il benessere fisico, psicologico e spirituale delle persone.
Dovrebbe essere finalizzata al miglioramento della salute e del benessere, tenendo conto delle necessità individuali e delle circostanze specifiche. La Chiesa incoraggia l’uso della ragione, della scienza e dell’etica nel valutare la medicina alternativa.
La posizione della Chiesa cattolica sulla medicina alternativa
Questo implica un approccio prudente e critico, basato su prove scientifiche solide e sottoposte a revisione, per determinare l’efficacia, la sicurezza e la coerenza con i principi etici. Occorre una collaborazione medico scientifica basata sul rispetto reciproco, sull’informazione trasparente e sulla volontà di garantire il benessere e la cura, nel rispetto dei principi etici fondamentali.
La Chiesa sottolinea con forza che la medicina alternativa non dovrebbe mai sostituire le cure mediche necessarie ed efficaci. È importante che le persone abbiano accesso a cure mediche adeguate e basate su prove scientifiche certe, e che la medicina alternativa venga utilizzata in modo complementare, quando appropriato, in accordo con i professionisti della salute.
Questi principi etici fondamentali guidano l’approccio della Chiesa cattolica nei confronti della medicina alternativa, promuovendo un equilibrio tra la cura della salute, la dignità umana e la responsabilità etica. La Chiesa incoraggia un approccio basato sulla prudenza, sulla scienza e sull’etica cristiana per valutare le pratiche mediche alternative.
Medicina complementare, alternativa e integrativa: differenze
La medicina e la salute integrative (integrative medicine and health, IMH) e la medicina alternativa e complementare (complementary and alternative medicine, CAM) comprende una notevole varietà di metodi di cura e terapie storicamente non incluse nella medicina occidentale convenzionale. Molti aspetti della CAM risalgono ad antichi sistemi di cura, come quelli cinesi, indiani, tibetani, africani e delle Americhe.
Medicina integrativa, complementare e alternativa sono termini spesso utilizzati in modo intercambiabile, ma il loro significato è diverso. Con medicina complementare si intendono pratiche non convenzionali utilizzate assieme alla medicina convenzionale (tradizionale).
Il termine medicina alternativa si riferisce a pratiche non convenzionali utilizzate in luogo della medicina convenzionale. Con medicina integrativa si intende un’assistenza sanitaria che utilizza tutti gli approcci terapeutici adeguati (convenzionali e non) nell’ambito di un contesto che si concentra su salute, relazione terapeutica e soggetto nel suo insieme.
| Termine | Significato |
|---|---|
| Medicina complementare | Pratiche non convenzionali utilizzate assieme alla medicina convenzionale. |
| Medicina alternativa | Pratiche non convenzionali utilizzate in luogo della medicina convenzionale. |
| Medicina integrativa | Assistenza sanitaria che utilizza tutti gli approcci terapeutici adeguati, convenzionali e non. |
Sebbene la distinzione tra medicina convenzionale e CAM non sia sempre facile da determinare, esiste una differenza filosofica di fondo. La medicina convenzionale tende a basare le proprie pratiche sulle migliori evidenze scientifiche disponibili.
La CAM, per contro, tende a basare le proprie prassi su pratiche “informate” dall’evidenza, evidenza che non necessariamente soddisfa i criteri più rigorosi di sicurezza ed efficacia. (Tuttavia, alcune pratiche CAM, come l’uso di alcuni integratori alimentari, sono state ratificate dai tradizionali criteri scientifici altamente rigorosi).
Salute, persona e visione integrale
La medicina convenzionale definisce lo stato di salute, in genere, come l’assenza di malattia o disfunzioni. Le principali cause di malattia o disfunzione sono solitamente considerate fattori identificabili, come infezioni (causate da batteri, virus, miceti o parassiti), squilibri biochimici e invecchiamento; il trattamento spesso prevede farmaci o interventi chirurgici.
Di contro, le pratiche della medicina integrativa e alternativa definiscono spesso lo stato di salute come l’equilibrio tra i vari sistemi che compongono l’organismo (fisico, emotivo e spirituale), considerando l’individuo nel suo insieme. Si ritiene che sia proprio la mancanza di armonia tra questi sistemi a contribuire alla malattia.
Il trattamento è volto a potenziare le naturali difese dell’organismo e a ristabilire questo equilibrio. La cura della salute, in questa prospettiva, coinvolge quindi non soltanto la malattia, ma anche la relazione terapeutica e la persona nel suo insieme.
Accettazione e diffusione delle pratiche CAM
La medicina integrativa mira a combinare la CAM con la medicina convenzionale quando appropriato. Alcune terapie CAM vengono ora offerte dagli ospedali e dai sistemi sanitari di molti Paesi e sono a volte rimborsate dalle compagnie assicurative.
Ne sono esempi l’agopuntura e alcuni trattamenti di manipolazione manuale (per esempio, la manipolazione chiropratica o osteopatica). Poiché l’interesse per la CAM e il suo uso sono in aumento, sempre più piani di studio delle facoltà di medicina includono informazioni sui trattamenti CAM, come l’agopuntura, la medicina erboristica, i trattamenti di manipolazione manuale e l’omeopatia.
L’uso delle terapie CAM da parte dei pazienti varia ampiamente tra popolazioni e Paesi. Negli Stati Uniti, un’indagine del National Health Interview (2012) indica che le terapie CAM comunemente utilizzate includono:
- Terapie mente-corpo (12,3%)
- Manipolazione chiropratica o osteopatica (9,1%)
- Massaggi (8,8%)
- Terapia del movimento (6,5%)
L’uso di altre terapie e approcci CAM rimane variabile e difficile da quantificare. Aumenta sempre di più il numero di persone che ricorrono alla medicina complementare e alternativa (CAM) per curare disturbi che ritengono non possano essere trattati con le terapie convenzionali.
In Europa soltanto il numero di questi pazienti raggiunge i 100 milioni. La medicina complementare e la medicina alternativa comprendono le terapie che hanno una base culturale o storica, tra cui l’erbalismo, la meditazione, lo yoga, l’ipnosi, il biofeedback, agopuntura e la medicina cinese tradizionale.
Il criterio dell’efficacia scientifica
L’efficacia e la sicurezza delle terapie alternative sono considerazioni importanti. Negli Stati Uniti, il National Center for Complementary and Integrative Health (NCCIH) mantiene un elenco dei risultati della ricerca in questo campo.
L’efficacia dei trattamenti di medicina alternativa è una considerazione molto importante. Molte terapie CAM sono state studiate e sono risultate inefficaci, non coerenti o persino potenzialmente dannose.
È stato dimostrato che alcune terapie sono efficaci per patologie specifiche. Tuttavia, spesso queste terapie vengono utilizzate anche per trattare altre malattie e sintomi, nonostante manchino evidenze scientifiche a supporto di tali impieghi.
Alcune terapie CAM non sono state testate in studi rigorosi e ben progettati. Tuttavia, il fatto che manchino evidenze derivanti da studi ben progettati non significa che una terapia non sia efficace.
Si dice che numerose terapie CAM vengano praticate da centinaia o migliaia d’anni, tra cui l’agopuntura, la meditazione, lo yoga, le diete terapeutiche, la massoterapia e la medicina erboristica (integratori alimentari).
Il fatto che siano utilizzate da moltissimo tempo viene a volte usato come argomento per confermare che le terapie CAM sono efficaci. Questo ragionamento, però, presenta dei limiti: il fatto che siano utilizzate da molto tempo non equivale a dire che abbiano un effetto scientificamente provato.
Alcune terapie successivamente risultate inefficaci o nocive sono state precedentemente utilizzate per molti anni. Può essere difficile stabilire da quanto tempo venga utilizzata una terapia.
L’uso di una terapia nel passato potrebbe differire dal suo uso attuale, e potrebbe differire anche la terapia stessa. Pertanto, le prove scientifiche ottenute attraverso studi accurati sono ancora preferibili per determinare l’efficacia di una terapia.
Come si valuta un trattamento medico
Nella medicina scientifica ogni sostanza, prima di essere utilizzata come farmaco, viene sottoposta a vari test in vitro e in vivo (su animali) per vedere se funziona e se non provoca effetti nocivi. Quando tutte queste prove danno risultati positivi, inizia la sperimentazione sull’uomo (volontari) prima per identificare la dose, poi per verificare la sua efficacia, infine per valutare la possibile tossicità anche minima.
Si conducono quindi studi di fase 0, fase 1, fase 2 e fase 3 che coinvolgono molte migliaia o decine di migliaia di persone, quasi sempre in doppio cieco: una metà delle persone assume il farmaco e una metà, a caso, assume un finto farmaco innocuo (acqua, zucchero…) chiamato placebo.
Gli sperimentatori non sanno chi sta assumendo il farmaco e chi il placebo. Un esaminatore indipendente che, come il paziente e gli sperimentatori, non conosce chi ha assunto il farmaco vero e chi il placebo, raccoglie le informazioni e le analizza.
A questo punto vengono aperti i codici che permettono di stabilire chi ha assunto il farmaco e chi il placebo. Solo se vi è una grossa differenza (significativa) tra farmaco e finto farmaco si può concludere che il farmaco è efficace.
Lo stesso vale per gli effetti collaterali, che sono sempre attentamente valutati nei 2 gruppi. Affinché le terapie di CAM possano essere considerate efficaci, dovrebbe essere dimostrato che sono più efficaci se confrontate con un placebo o un controllo.
Le difficoltà della ricerca sulle medicine alternative
Può essere difficile condurre studi ben progettati delle terapie CAM. Gli ostacoli alla conduzione della ricerca sulle terapie CAM sono i seguenti:
- Mancanza di supporto e di risorse finanziarie per la CAM tra le risorse che finanziano i ricercatori medici
- Formazione e competenze limitate per eseguire ricerca scientifica tra i sostenitori della CAM
- Normative più lasche che richiedono evidenze del fatto che i prodotti o le terapie CAM sono efficaci prima di immetterli sul mercato, rispetto ai regolamenti che disciplinano i trattamenti di medicina convenzionale
- Generalmente, inferiori ritorni economici per le società che studiano la CAM rispetto a quelle che conducono ricerche su farmaci o dispositivi
Applicare metodi di ricerca convenzionali allo studio delle CAM può essere difficile per numerosi altri motivi, tra cui il fatto che la progettazione della migliore ricerca convenzionale contempla il confronto fra il trattamento attivo (come un farmaco o trattamento) con un placebo o con nessun nuovo intervento (un gruppo di controllo).
Per alcune terapie di CAM, come l’omeopatia o la medicina erboristica, realizzare un placebo è relativamente facile. Progettare un placebo per trattamenti fisici come l’agopuntura o il trattamento con manipolazione manuale è più difficile.
Progettare un placebo per la meditazione o un intero sistema di alimentazione sana è ancora più difficile. Distinguere gli effetti del principio attivo di una terapia di CAM da quelli del placebo è difficile.
Per esempio, generalmente chi pratica le terapie di CAM interagisce con il soggetto in modo positivo e cerca di sostenerlo, il che notoriamente fa sentire meglio il paziente a prescindere da quali altre terapie vengano impiegate. Questo aspetto delle CAM può essere considerato un effetto placebo.
La progettazione della ricerca convenzionale utilizza il metodo del doppio cieco, il che significa che né i soggetti della ricerca né i medici sanno a chi sia stato assegnato un determinato trattamento. I soggetti e i medici generalmente si aspettano che il trattamento attivo abbia migliori risultati rispetto al placebo.
Il doppio cieco riduce la probabilità che tale aspettativa possa influenzare i risultati a favore del trattamento. Tuttavia, mettere in cieco i terapisti di CAM può essere difficile.
Per esempio, un terapista di reiki sa perfettamente se viene somministrato un vero trattamento energetico. In tal caso, l’efficacia del trattamento andrebbe valutata da un altro sperimentatore che non sa quale trattamento sia stato usato.
Le terapie e le diagnosi di CAM possono non essere standardizzate. Per esempio, terapisti diversi usano sistemi di agopuntura differenti e i contenuti e gli effetti dei preparati naturali variano considerevolmente.
Tuttavia, nonostante queste difficoltà, sono stati eseguiti numerosi studi ben progettati delle terapie di CAM (ad esempio di agopuntura e omeopatia). Per esempio, uno studio sull’agopuntura ha utilizzato un placebo ben progettato, rendendo possibile il doppio cieco, posizionando una guaina opaca sulla cute del soggetto sui punti di agopuntura.
Alcune guaine contenevano un ago che penetrava nella cute (trattamento attivo), altre invece no (placebo). La mancanza di finanziamenti per gli studi della CAM ben progettati viene spesso citata come un motivo per cui tali studi non vengono eseguiti.
I prodotti della CAM, però, hanno un giro d’affari di miliardi di dollari, il che sta a indicare che la mancanza di redditività non dovrebbe essere il motivo per cui non vengono studiati dalle ditte. Tuttavia, la redditività in generale è molto maggiore per lo sviluppo farmaceutico convenzionale rispetto ai prodotti CAM.
Sicurezza, rischi e responsabilità
La sicurezza rappresenta un altro fattore importante. Il maggior rischio per la salute della CAM è probabilmente l’uso di una terapia con efficacia non comprovata piuttosto che di una terapia convenzionale comprovata per trattare una malattia potenzialmente letale.
Per quanto riguarda il rischio delle terapie CAM stesse, alcune sono chiaramente sicure e perfino più sicure delle pratiche mediche convenzionali. Un esempio chiave è l’impiego di meditazione, agopuntura e manipolazione manuale per la gestione del dolore prima o al posto degli oppioidi.
Altri esempi di pratiche sicure includono l’agopuntura per trattare la nausea, lo yoga per migliorare l’equilibrio o il tè allo zenzero per favorire la digestione. Altre possono essere teoricamente dannose.
Per esempio, dato che le piante medicinali e altri integratori alimentari (che sono utilizzati in numerose terapie alternative) non sono regolamentati come farmaci dall’Ente statunitense preposto alla tutela di alimenti e medicinali (Food and Drug Administration, FDA), la loro sicurezza è meno certa rispetto ai farmaci attentamente regolamentati (vedere Sicurezza ed efficacia).
Fra i rischi generali si annoverano:
- Alcune sostanze contenute nei preparati CAM possono interagire pericolosamente tra loro o con farmaci su prescrizione.
- Gli integratori alimentari altamente purificati sono facilmente reperibili negli Stati Uniti e in molti Paesi europei, ma i prodotti fabbricati in altri Paesi possono contenere contaminanti pericolosi, sostanze tossiche o altri farmaci.
- Inoltre, le terapie CAM possono provocare danni quando prevedono manipolazioni del corpo o altri interventi non farmacologici (per esempio la manipolazione che danneggia alcune parti vulnerabili del corpo, temporaneamente o nel lungo periodo).
In molti casi, non sono stati accertati né esclusi effetti dannosi della CAM ma, in alcuni altri, sono stati dimostrati danni potenziali. A volte il potenziale di danno è poco segnalato e sottostimato da coloro che sostengono l’impiego di prodotti o terapie di medicina alternativa.
Probabilmente, il maggior rischio della medicina complementare e alternativa (CAM) è che un soggetto con una malattia potenzialmente letale venga trattato con una terapia di CAM di efficacia non comprovata anziché una terapia di medicina convenzionale notoriamente efficace.
Il ruolo dell’informazione e della farmacovigilanza
Con la diffusione delle CAM cresce anche la cosiddetta infodemia: l’eccesso di informazioni, spesso inattendibili, che si trasforma in disinformazione sanitaria e apre la strada alla vendita speculativa di interventi non comprovati.
La stessa OMS raccomanda di utilizzare «X, Facebook, YouTube e Instagram», ritenuti «fondamentali per la diffusione rapida e capillare delle informazioni». Ma tra gli effetti negativi della disinformazione sui social media, l’Organizzazione include anche «un aumento dell’erronea interpretazione delle conoscenze scientifiche, la polarizzazione delle opinioni, l’escalation della paura e del panico o la riduzione dell’accesso all’assistenza sanitaria».
Per queste ultime, sostengono gli autori, si dovrebbe comunque prevedere «l’efficacia e la farmacovigilanza, inclusa la segnalazione degli eventi avversi».
Le evidenze sui danni degli integratori e dei rimedi tradizionali
Negli Stati Uniti, i rimedi erboristici sono ormai tra le cause più comuni di insufficienza epatica, e procurano più trapianti di fegato o decessi rispetto ai farmaci da prescrizione. Tra il 2004 e il 2013, i danni al fegato legati ai preparati a base di erbe sono saliti dal 7 al 20%, un dato che aiuta a spiegare perché le richieste di trapianto legate all’assunzione di integratori a base di erbe siano aumentate di otto volte tra il 1995 e il 2020.
In India, oltre un terzo dei 386 prodotti tradizionali testati conteneva sostanze botaniche tossiche, e il 28% risultavano adulterati. Anche la promozione di terapie complementari e alternative non validate per Covid-19 hanno causato danni al fegato.
In Cina, infine, le medicine tradizionali sono responsabili di oltre il 20% dei danni epatici indotti da farmaci. Questi dati mostrano perché la valutazione di sicurezza, la qualità dei prodotti e la segnalazione degli eventi avversi siano elementi essenziali.
Omeopatia e agopuntura nel dibattito scientifico
Periodicamente si accende il dibattito sulle cosiddette medicine alternative o non convenzionali, chiamate nel mondo anglosassone Cam. Eppure quasi il 20 per cento degli italiani vi ricorre.
Quota aumentata negli ultimi anni di fronte alle difficoltà di rapporto medico-paziente. I medici non convenzionali dedicano molto più tempo al dialogo sviluppando un’empatia a volte terapeutica di per se.
Ma non è questo che pone sotto accusa le Cam. È la loro scientificità di nuovo sotto accusa.
Omeopatia e agopuntura (le più note) non possono essere pienamente accreditate, questo il rilievo mosso dalla medicina ufficiale, perché non ci sono prove della loro efficacia. E, laddove mostrano effetti, non ci sarebbe prova scientificamente misurabili.
Dall’altra parte si controreplica: è da sempre che sosteniamo che le Cam non si possono valutare con gli stessi metodi della medicina ufficiale. Due lavori scientifici riaprono il dibattito su omeopatia e agopuntura.
Il primo, in primavera, una ricerca australiana del National Health and Medical Research, per il quale l’omeopatia non è più efficace di un placebo (si calcola sia del 20-25%) e le persone che la scelgono mettono a rischio la propria salute.
La drastica conclusione del documento recita: «Nessuno studio di buona qualità e ben costruito, con sufficienti partecipanti e risultati significativi, indica che l’omeopatia abbia prodotto miglioramenti di salute rispetto a una sostanza che non ha affetto sulle condizioni di salute (placebo), o che l’omeopatia abbia prodotto miglioramenti di salute pari a quelli di un altro trattamento».
Il secondo, in luglio, svolto da ricercatori italiani e pubblicato dall’European Journal of Internal Medicine. Sotto accusa i metodi di valutazione statistica sui quali è stata finora costruita la credibilità delle Cam.
Calcoli «inattendibili» secondo Maurizio Pandolfi, ex docente all’università di Lund, in Svezia, e Giulia Carreras, dell’Istituto per lo studio e la prevenzione oncologica (Ispo) di Firenze. Il loro studio arriva a queste conclusioni: «Le prove cliniche effettuate finora non sarebbero valide dal punto di vista dei calcoli statistici adottati».
Le pratiche CAM negli ospedali
Eppure, a parte l’Oms, alcune di queste pratiche sono impiegate in ospedali pubblici e insegnate in facoltà mediche. Anche in Italia.
A Pavia qualche anno fa l’agopuntura è stata praticata con successo nel parto indolore. Poi però la pratica non è stata portata avanti.
I ricercatori italiani sostengono, tra l’altro: «L’omeopatia infrange le leggi della chimica e l’agopuntura presuppone un’improbabile energia».
Pier Mannuccio Mannucci, direttore scientifico della Fondazione Ca’ Granda Policlinico di Milano, commenta: «Mancano evidenze concrete, non possono e non dovrebbero essere proposte come cure complementari».
Silvio Garattini afferma: «La medicina alternativa, al contrario di quella ufficiale, è completamente senza prove. L’agopuntura è tutta in discussione anche per le molteplici modalità con cui può essere eseguita; i prodotti omeopatici, in gran maggioranza, non contengono nulla, i prodotti fitoterapici non si sa bene che cosa contengano e possono variare da preparazione a preparazione».
Non vi è nessun controllo, sono stati messi in commercio solo con una notifica e non sono obbligati a presentare alcuna documentazione che ne garantisca l’efficacia.
Aldo Liguori, docente di Agopuntura alla Sapienza di Roma, sostiene invece: «La medicina cinese ha già provato la sua efficacia nelle terapie del dolore. L’agopuntura non ha controindicazioni a differenza dei rimedi farmacologici».
Flavia Valtorta, capo dell’Unità di Neuropsicofarmacologia del San Raffaele di Milano, è più cauta nel giudizio. «Lo studio italiano non boccia le complementari ma afferma che non è facile dimostrarne l’efficacia. Ma questo non significa di per sé che non lo siano».
«Ci sono situazioni in cui l’efficacia è difficile da dimostrare: prendiamo le psicoterapie psicodinamiche, che sono altamente individualizzate e per le quali è difficile realizzare uno studio scientifico; nel senso che ogni paziente viene trattato in maniera diversa, non c’è un trattamento standard».
«Oppure le terapie manuali, come i massaggi: dipendono molto dalle abilità del terapeuta, quindi anche in quel caso è difficile fare uno studio su vasta scala perché ogni caso è differente».
In sostanza, conclude, «per disturbi di piccola entità l’utilizzo di farmaci complementari può essere ammesso: se un paziente ha un mal di schiena legato all’artrosi e sta meglio tenendo in mano delle pietre, poco male».
«Ma se un paziente ha una malattia seria come un tumore, il rischio è enorme e non va corso».
La medicina alternativa in Italia
In Italia, la medicina alternativa può essere praticata solo da medici (agopuntura, omeopatia, fitoterapia) o da professionisti sanitari (chiropratica).
Forse il Parlamento si è deciso a risolvere il problema delle medicine alternative. E ha scelto la via del compromesso storico tra cinque disegni di legge su omeopatia, medicina tradizionale cinese, agopuntura, tradizionale e secondo la metodica ryodoraku e secondo la medicina olistica.
Con la norma attuale servono anni per riconoscere la validità di una terapia, perché occorrono prima trial e discussioni in ambito scientifico, poi dibattiti in ambito istituzionale.
Ora si vorrebbe che le cose fossero completamente diverse. Attualmente in Italia è l’Agenzia del farmaco a gestire farmaci e omeopatia, grazie a persone che dovrebbero decidere il tutto con scienza e sapienza, ma ora di queste procedure non si parla più.
Il disegno di legge parla, invece, di una Commissione permanente per le terapie complementari e integrative da istituire presso il Ministero della Salute con l’onere, tra l’altro, di divulgazione di queste pratiche, promozione della ricerca anche allo scopo di nuove discipline.
Con una legge dove la prima norma dice: «Viene disciplinato l’esercizio della medicina omeopatica […] nell’ottica del riconoscimento del pluralismo nella scienza e della ricerca scientifica».
Il ruolo della Chiesa nella valutazione etica
Alcuni criteri generali che possono essere considerati suggeriscono l’uso delle pratiche mediche alternative solo se supportate da prove scientifiche solide. Ciò implica che le affermazioni fatte sulla sicurezza e sull’efficacia di una determinata pratica siano basate su studi scientifici rigorosi, condotti in modo indipendente e pubblicati in riviste scientifiche affidabili.
Le prove dovrebbero essere riproducibili e sottoposte a revisione da parte della comunità scientifica. È importante considerare il consenso scientifico generale sulla pratica medica alternativa in questione.
Se la maggior parte degli esperti nel campo medico e scientifico non riconoscesse una determinata pratica come efficace o sicura, potrebbe essere necessario avere una valutazione critica e prudenziale.
La valutazione della medicina alternativa può richiedere un approccio multidisciplinare che coinvolga professionisti della salute provenienti da diverse discipline. Questo può includere medici, ricercatori, esperti in medicina complementare e integrativa, nonché bioeticisti.
La collaborazione tra diverse figure professionali può fornire una prospettiva più completa e informata sulla sicurezza e sull’efficacia delle pratiche mediche alternative.
Le pratiche mediche alternative dovrebbero essere valutate anche in base alla loro coerenza con i principi etici fondamentali, come il rispetto per la dignità umana, la visone biblica della persona, la cura del bene integrale della persona e l’attenzione alla non sostituzione delle cure mediche necessarie.
Le pratiche che violano tali principi potrebbero sollevare preoccupazioni etiche. La Chiesa sottolinea l’importanza di un adeguato monitoraggio e regolamentazione delle pratiche mediche alternative.
Questo deve includere l’adeguata formazione e certificazione degli operatori di medicina alternativa, la supervisione delle pratiche da parte di autorità competenti e l’implementazione di standard di sicurezza e qualità per il bene delle persone.
Medicina alternativa e libertà di cura
La libertà di cura non elimina la necessità di proteggere il paziente da trattamenti inefficaci o pericolosi. La Chiesa sottolinea con forza che la medicina alternativa non dovrebbe mai sostituire le cure mediche necessarie ed efficaci.
È importante che le persone abbiano accesso a cure mediche adeguate e basate su prove scientifiche certe, e che la medicina alternativa venga utilizzata in modo complementare, quando appropriato, in accordo con i professionisti della salute.
Il maggior rischio consiste nell’abbandono di una terapia convenzionale efficace a favore di un trattamento privo di prove sufficienti. Questo rischio è particolarmente grave quando la malattia è potenzialmente letale o richiede una diagnosi e un intervento tempestivi.
Il confronto internazionale e il ruolo dell’OMS
Nel 2017 l’OMS ha iniziato a sostenere il settore della medicina integrativa, introducendo i concetti di medicina tradizionale, complementare e integrativa, racchiusi nella sigla CIM. Tre approcci già diffusi, di cui l’OMS propone ora una sintesi unica.
La bozza di strategia del 2025, in fase di elaborazione, propone una visione integrata dei tre approcci, con l’obiettivo di rispondere alle aspettative di salute delle persone.
La medicina tradizionale è utilizzata da miliardi di persone in tutto il mondo ed è riconosciuta come una componente essenziale di sistemi sanitari resilienti, incentrati sulla persona e sostenibili.
Le alternative sembrerebbero anticipare il futuro perché, prosegue il documento, «ciò è particolarmente vero nel contesto dell’assistenza sanitaria primaria, delle malattie non trasmissibili, dell’invecchiamento della popolazione e della salute planetaria».
La strategia consente anche agli Stati membri di finanziare e integrare le medicine complementari e alternative (CAM) prima che siano disponibili dati standard sull’efficacia e sulla sicurezza pubblica.
Un sondaggio dell’OMS ha rilevato che il 95% degli Stati indica proprio la mancanza di dati come l’ostacolo principale all’integrazione delle CAM, anche se a mancare, prima di tutto, sono le prove a sostegno delle CAM stesse.
«Dopo millenni di utilizzo della medicina tradizionale cinese», si legge nell’editoriale, «permangono importanti lacune nelle prove di efficacia e sicurezza, e i pazienti sperimentano effetti imprevedibili».
Ricerca europea e progetto CAMBRELLA
La sfida maggiore affrontata dai praticanti della CAM è comunque la mancanza di finanziamenti e cooperazione scientifica, che impedisce a questo campo della medicina di espandersi.
Il progetto CAMBRELLA, finanziato dall’UE, cercherà di risolvere questo problema. Il progetto è stato avviato 1° gennaio 2010 con una sovvenzione di 1,5 milioni di euro nell’ambito del tema “Salute” del Settimo programma quadro (7° PQ).
CAMBRELLA (“CAMBRELLA: a pan-European research network for complementary and alternative medicine (CAM)”) favorirà il benessere dei cittadini europei attraverso la creazione di una tabella di marcia che contiene le condizioni per la ricerca futura nel campo della medicina complementare e alternativa in Europa.
Fino al 2012 i partner del progetto lavoreranno alla creazione di una rete di istituti di ricerca europei impegnati nella medicina complementare. Questo obiettivo risulterà in una più stretta cooperazione a livello globale.
“Gli otto gruppi di lavoro di CAMBRELLA si concentreranno sulla terminologia, la legislazione, i bisogni dei pazienti, il ruolo dei trattamenti CAM nei sistemi sanitari e la metodologia di ricerca”, ha spiegato il dottor Wolfgang Weidenhammer del Centro di ricerca di medicina complementare presso il Politecnico di Monaco, in Germania.
“Svilupperemo una comprensione complessiva dello stato attuale della CAM in Europa, che farà da punto di partenza per le future attività di ricerca”, ha aggiunto Weidenhammer, che è anche coordinatore del progetto.
Gli obiettivi specifici del progetto includono lo sviluppo della terminologia basata sul consenso largamente accettata in Europa per descrivere gli inerterventi CAM, la creazione di una base di conoscenze che faciliti la nostra comprensione delle necessità dei pazienti e la loro prevalenza, e l’esplorazione delle necessità, delle convinzioni e del comportamento dei cittadini europei rispetto alla CAM.
Il consorzio CAMBRELLA è un partenariato di 16 organizzazioni scientifiche di 12 paesi europei, tra cui Austria, Francia, Germania, Italia, Norvegia, Regno Unito, Romania, Ungheria e Svezia.
Il progetto è appoggiato da un consiglio consultivo composto da importanti gruppi di parti interessate, tra cui fornitori, medici praticanti, pazienti e consumatori.
Il principio della non sostituzione delle cure efficaci
La risposta etica non è l’approvazione acritica delle CAM, ma serve piuttosto dare spazio soltanto agli interventi che hanno superato le prove standard della scienza.
La medicina alternativa dovrebbe essere valutata in base al suo effettivo e reale potenziale per promuovere il benessere fisico, psicologico e spirituale delle persone. Dovrebbe essere finalizzata al miglioramento della salute e del benessere, tenendo conto delle necessità individuali e delle circostanze specifiche.
La Chiesa incoraggia l’uso della ragione, della scienza e dell’etica nel valutare la medicina alternativa. Questo implica un approccio prudente e critico, basato su prove scientifiche solide e sottoposte a revisione, per determinare l’efficacia, la sicurezza e la coerenza con i principi etici.
Occorre una collaborazione medico scientifica basata sul rispetto reciproco, sull’informazione trasparente e sulla volontà di garantire il benessere e la cura, nel rispetto dei principi etici fondamentali.

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