Le reliquie di san Girolamo Emiliani sono custodite principalmente nella Basilica del Santuario di San Girolamo a Somasca, frazione di Vercurago, alle porte di Lecco. Il santuario conserva le reliquie del santo nel luogo legato alla sua attività, alla sua morte e alla devozione sviluppatasi intorno alla sua memoria.
Un’altra importante testimonianza si trova a Betlemme, nella grotta adiacente a quella della Natività, dove san Girolamo visse per oltre trent’anni e dove fu sepolto dopo la morte. Le sue spoglie furono successivamente traslate a Roma, nella basilica di Santa Maria Maggiore, mentre nel 2018 due frammenti ossei furono ritrovati e riportati a Betlemme.
Le reliquie di san Girolamo Emiliani a Somasca
A Somasca, una frazione del comune di Vercurago alle porte di Lecco si trova il Santuario di San Girolamo Emiliani; salendo lungo la via San Girolamo si giunge ai parcheggi dove lasciare la macchina per poter proseguire. Il percorso inizia proprio con la Basilica, dove sono custodite le reliquie di San Girolamo.
Proseguendo lungo il percorso si incontra poi una piccola chiesetta dedicata alla Madre degli Orfani, dove Girolamo morì nel 1537. Sulla via, in mezzo alle case, si giunge a uno spiazzo dove si trova l’arco che segna l’inizio del viale delle cappelle, che raccontano la vita del Santo.

Il percorso del santuario e i luoghi legati al santo
Al metà del viale si trova la Scala Santa. Al termine del percorso si arriva alla località detta “Valletta” dove è presente un’altra chiesetta e la fonte del miracolo.
La Scala Santa, or Holy Staircase, is a significant historical feature approximately halfway along the "Way of the Chapels." This staircase is carved directly into the rock and leads to the hermitage where Saint Girolamo Emiliani would retreat for prayer.
It represents a path of spiritual devotion and offers a tangible connection to the saint’s personal journey and ascetic practices. La “Via delle Cappelle” è un percorso settecentesco pensato per i pellegrini e presenta undici cappelle che illustrano momenti significativi della vita di san Girolamo.
Volendo si può proseguire fino alla “Rocca dell’Innominato” di manzoniana memoria, dal quale si possono ammirare stupendi panorami sul bacino del lago e sulla Valle di San Martino.
La fonte del miracolo
Can I drink the water from the 'Sala della Fonte' (Source's Room)? Yes, according to tradition, the water from the Sala della Fonte is considered miraculous and safe to drink. Pilgrims have been drinking from this source for centuries, and some even collect the water for the sick.
The source is said to have miraculously sprung forth when Saint Girolamo touched the rock to provide water for orphans during a dry period, making it a site of both historical and spiritual importance.
Escursioni che partono dal Santuario di San Girolamo
What are the best hiking trails starting directly from Santuario di San Girolamo? The Santuario di San Girolamo serves as an excellent starting point for various hikes, particularly into the scenic Mount Magnodeno area.
While the intro mentions general routes, a popular and historically significant walk is the "Way of the Chapels" (Via delle Cappelle). It's a relatively gentle walk, offering both spiritual reflection and beautiful views.
For more challenging options, trails extend further up Mount Magnodeno, offering panoramic vistas of Lake Como, Lake Garlate, and the Adda river.
La difficoltà dei sentieri intorno al Santuario di San Girolamo varia. La “Via delle Cappelle” è considerata una passeggiata agevole, adatta alla maggior parte dei visitatori, comprese le famiglie.
However, routes extending into the Mount Magnodeno area can range from moderate to more challenging, depending on the specific path chosen and elevation gain. Hikers should be prepared for some uphill sections and uneven terrain if venturing beyond the immediate sanctuary grounds.
Durata della visita e passeggiate per famiglie
How much time should I allocate for exploring the Santuario di San Girolamo and its immediate surroundings? To fully experience the Santuario di San Girolamo, including the basilica, the Chapel of Mary Mother of Orphans, the Sala della Fonte, and the entire "Way of the Chapels", visitors should plan for at least 2 to 3 hours.
If you intend to embark on longer hikes into the Mount Magnodeno area, you'll need to allocate additional time, potentially a half-day or full day, depending on the chosen route.
Is Santuario di San Girolamo suitable for family-friendly walks? Yes, the Santuario di San Girolamo is very suitable for family-friendly walks. The "Way of the Chapels" is a gentle and engaging path that can be enjoyed by children and adults alike, offering historical and spiritual interest without being overly strenuous.
The site's beautiful setting and panoramic views also provide a pleasant environment for families to explore together.
Sentieri ad anello, panorami e ambiente naturale
Are there any circular walks available starting from Santuario di San Girolamo? Yes, several circular walks can be planned starting from Santuario di San Girolamo. The "Way of the Chapels" itself forms a loop that brings you back towards the main basilica.
Additionally, many of the hiking routes into Mount Magnodeno can be combined to create circular itineraries of varying lengths and difficulties, allowing hikers to return to the sanctuary's parking area without retracing their steps.
What are the best viewpoints in the Santuario di San Girolamo area? The entire area around Santuario di San Girolamo is renowned for its stunning panoramic views.
From various points along the "Way of the Chapels" and especially from higher up on Mount Magnodeno, visitors can enjoy breathtaking vistas of the Adda river, Lake Como, and Lake Garlate, as well as the surrounding mountains. The sanctuary itself, situated at 334 meters elevation, offers expansive views from its grounds.

What kind of wildlife or flora can be observed on the trails near Santuario di San Girolamo? The trails around Santuario di San Girolamo, particularly those extending into the Mount Magnodeno area, are part of a rich natural environment.
Hikers might encounter typical Mediterranean flora, including various trees, shrubs, and wildflowers, especially in spring. As for wildlife, it's possible to spot common forest birds, small mammals, and insects. The area's biodiversity contributes to the serene and natural atmosphere of the hikes.
Quando visitare il santuario
What is the best time of year to hike around Santuario di San Girolamo? While the sanctuary can be enjoyed year-round, the best time for hiking around Santuario di San Girolamo is typically during the spring (April to June) and autumn (September to October).
During these seasons, the weather is generally mild and pleasant, and the natural scenery is particularly vibrant with blooming flowers or rich autumn colors. Summer can be warm, but early mornings are still suitable for hiking.
Winter offers a different, often quieter, experience, but some trails might be slippery or require appropriate gear.
Accesso con cani e servizi nelle vicinanze
Are dogs allowed on the trails near Santuario di San Girolamo? Generally, dogs are welcome on most outdoor trails in the Mount Magnodeno area around Santuario di San Girolamo, provided they are kept on a leash and owners clean up after them.
However, access for dogs inside the basilica or other specific religious buildings may be restricted. It's always advisable to check local signage or inquire locally for any specific rules regarding pets in certain areas.
Are there any cafes or pubs near Santuario di San Girolamo for after a hike? Yes, being located in Somasca, a district of Vercurago, there are typically local establishments such as cafes, trattorias, or small pubs in the vicinity where hikers can refresh themselves after exploring the sanctuary and its trails.
These places often offer traditional Italian fare and beverages. It's recommended to check local listings or ask residents for current recommendations upon arrival.
Le reliquie di san Girolamo a Betlemme
Il 30 settembre di 1.600 anni fa moriva a Betlemme san Girolamo, dottore della Chiesa e traduttore del testo biblico dal greco e dall'ebraico in latino (Vulgata).
«Questo sarà il luogo del mio riposo per sempre: qui risiederò perché l’ho voluto». Sulle pareti rocciose di una grotta adiacente a quella in cui nacque Gesù, si leggono ancora oggi queste parole.
A inciderle fu san Girolamo, che segnò così il luogo, nelle viscere della attuale basilica della Natività a Betlemme, dove furono poste le sue spoglie dopo la morte avvenuta il 30 settembre del 420.
Proprio lì per oltre trent’anni il Padre e dottore della Chiesa visse come un eremita, dedicandosi a una vita di studio e lavoro intenso. Ancora oggi è possibile visitare questo luogo, collegato alla grotta della Natività attraverso una porta a ovest, aperta una volta al giorno per la processione quotidiana dei frati francescani che custodiscono il santuario e pregano in esso.
Anche attraverso una ripida scalinata che scende dalla navata destra della chiesa di Santa Caterina si arriva alle grotte adiacenti a quella della Natività.

Gli scavi condotti dall’archeologo padre Bellarmino Bagatti attestano che quelle grotte venivano già usate dal VI secolo a.C. e vennero adibite poi a tombe per i cristiani a partire dal I sec. d.C.
Era usanza per i primi cristiani, infatti, farsi seppellire nei Luoghi Santi. Come a Roma ci si faceva tumulare nelle catacombe accanto ai martiri, così in Terra Santa ci si faceva deporre accanto ai luoghi legati alla vita di Gesù.
Importanti iscrizioni attestano queste sepolture nella grotta di san Girolamo, restaurata tra il 1962 e il 1964 dal frate francescano siciliano Alberto Farina, insieme alle altre grotte attigue alla Natività, dedicate a san Giuseppe e ai santi Innocenti.
Le sepolture nella grotta
Nella grotta di san Girolamo si trovano 72 sepolcreti di diverse epoche, ora conservati tutti all’interno di un unico sepolcro.
Ad essere seppellite lì anche la nobile romana Paola (morta nel 404) e sua figlia Eustochio (morta nel 419). Le due donne furono seguaci di san Girolamo e, dopo un pellegrinaggio in Terra Santa, decisero di stabilirsi a Betlemme e fondarono un monastero femminile.
«Vedi questa piccola tomba scavata nella roccia? Ospita Paola, che ora vive nel regno dei cieli - scrisse san Girolamo sul luogo della sua sepoltura -. Ha lasciato il fratello, i parenti, Roma e la patria, e anche le ricchezze e i figli: adesso riposa nella grotta di Betlemme.
Qui alla tua mangiatoia, Cristo Signore, i Magi hanno portato mistici doni per farne omaggio all’Uomo-Dio».
Oltre alla nobildonna romana, in un angolo della stessa grotta si trova anche la tomba di Eusebio da Cremona, sempre discepolo di Girolamo, morto nel 421 o 422.
Poco prima di lui, nel 420 (qualche fonte attesta il 419), fu san Girolamo a tornare al Padre. C’è chi dice che la sua tomba si trovasse proprio all’ingresso della grotta della Natività.
Effettivamente, se si considera dove si trovava anticamente la porta della grotta della Natività, questa era proprio nei pressi della tomba del santo.
La traslazione a Roma e il ritorno di frammenti a Betlemme
Le sue spoglie furono poi traslate a Roma, nella basilica di Santa Maria Maggiore, per volere dei crociati.
Da lì è iniziato il viaggio di fra Ananiasz Jaskólski, sacrestano della basilica della Natività a Betlemme, a cui va il merito del ritorno delle reliquie di san Girolamo nella città.
«Nel 2018 ho deciso di andare a cercare il luogo dove era stato sepolto san Girolamo a Roma - racconta fra Ananiasz -. Così sono andato nella basilica di Santa Maria Maggiore e mi sono messo alla ricerca…».
Grazie all’aiuto di monsignor Luigi Falcone, della Segreteria di Stato vaticana, due frammenti di ossa di san Girolamo sono stati ritrovati e trasportati a Betlemme.
La fraternità di Betlemme per il XVI centenario dalla morte di san Girolamo, il 30 settembre 2020 ha deciso di organizzare un’altra celebrazione solenne, presieduta dal padre Custode di Terra Santa, Francesco Patton, anche se la pandemia di Covid-19 ha creato non poche difficoltà organizzative.
«Vogliamo coprire la tomba di san Girolamo con una lastra di marmo, sopra la quale posare un reliquiario - spiega fra Ananiasz -. Ho chiesto a un artista polacco di realizzare il reliquiario che sarà pronto a settembre.
Speriamo che possa trasportare la sua opera in aereo, in tempo per la ricorrenza».
L’idea è di lasciare una reliquia sulla tomba di san Girolamo e poter dare l’altra reliquia ai gruppi di pellegrini che la richiedono per le celebrazioni.
Intanto, nel chiostro crociato cui si accede dalla grotta, restaurato dall’architetto Antonio Barluzzi nel 1947, si eleva la statua del santo che dopo milleseicento anni sembra ergersi «a guardia» del luogo da lui tanto amato, dove il Redentore venne dato al mondo.
Il reliquiario fiorentino con la mascella e il braccio
Le reliquie della mascella e del braccio di San Girolamo facevano parte della raccolta di reliquie donata alla cattedrale di Santa Maria del Fiore nel 1439 da Federigo di Chiaromonte in occasione del concilio tra chiesa orientale e occidentale, con il consenso di Eugenio IV.
Il reliquiario proveniva dalla Cappella della Croce della Cattedrale, ma è conservato dal 1954 presso il Museo dell’Opera di Santa Maria del Fiore.
Il reliquiario è stato oggetto di ipotesi attributive più volte concordanti sull’autore, Antonio di Salvi, fino a quando, nel 1992, finalmente fu identificato il punzone della bottega del maestro, ubicato sul cappello cardinalizio e su una cuspide del piede.
Il reliquiario si è svelato come un vero e proprio capolavoro, soprattutto dal punto di vista dell’altissimo livello della lavorazione, messa in luce soprattutto in seguito al metodico intervento di pulitura.
Come si avrà modo di osservare dal confronto delle immagini dei dettagli prima e dopo l’intervento, la delicatezza della lavorazione a filigrana con granulazione, che scandisce ampiamente la superficie argentea e il ritmo modulare cromatico, ottenuto alternando la doratura alle zone argentee, incorniciano ed illuminano i preziosi inserti in smalto traslucido.
Struttura e materiali del reliquiario
Il reliquiario appare come una complessa struttura architettonica e custodisce, entro due teche a giorno, le reliquie di san Girolamo.
È composto da un ampio piede polilobato a profilo mistilineo su uno zoccolo a cornici digradanti, di cui quella centrale ottenuta a traforo. La superficie è completamente ricoperta da tralci vegetali con rosette e da foglie di acanto, realizzati a sbalzo e cesello, intervallati da una serie di smalti traslucidi su bassorilievo.
Quelli sul gradino inferiore sono a bottone mentre gli altri posti sul gradino superiore hanno una forma polilobata. Le placchette smaltate descrivono alcuni episodi della vita del santo, dagli anni della sua vocazione fino all’eremitaggio nel deserto e all’attività di predicatore.
Entro la base si trova la base in legno, di cui è visibile l’ampio gradino decorato a pastiglia, dipinto e dorato a foglia.
Il bel nodo esagonale e appiattito, sulla cui fascia centrale corre un’iscrizione eseguita con la tecnica del niello, sostiene il fusto, sul quale si aprono bifore con arco a tutto sesto, ornate da placchette in smalto traslucido blu.
Ai suoi lati si dipartono, con due volute, i due bracci laterali, coperti da una fitta decorazione in filigrana, al centro delle quali sono posti gli smalti champlevé e traslucidi, recanti le insegne dell’Arte della Lana e della famiglia del committente, il canonico Jacopo Mannelli.
I bracci laterali sostengono due figure di angeli in argento, realizzate a tutto tondo per fusione, poi rinettate con ceselli.
Subito sopra il nodo, tra le due figure, alloggia l’architettonico tempietto esagonale, custodia della mascella del Santo, eseguito con colonne tortili, fra le quali si aprono sei monofore con i fianchi a strombo, poggianti su un basamento ornato da smalti che terminano la storia del Santo e, in alto, sull’architrave del tempietto, trova posto un’altra iscrizione, in niello.
La teca esagonale è chiusa da una cupola divisa in spicchi, apertura del prezioso ricettacolo della reliquia della mascella, attraverso sei occhielli con perni, situati sotto i terminali a vaso.
Essa sostiene l’elegante e slanciata teca circolare in cristallo di rocca, con montatura a due ordini, intervallati da una trabeazione, con lesene arricchite da filigrana e colonne tortili nell’ordine superiore.
All’interno è racchiusa la reliquia dell’osso del braccio, e prima della piccola cupola troviamo l’ultima fascia iscritta a niello. A conclusione si innalza, lavorata a tutto tondo, come le due figure degli angeli, la statuetta del santo.
Dati identificativi del reliquiario
| Voce | Informazione |
|---|---|
| Oggetto | reliquiario architettonico |
| Materia e tecnica | argento/ doratura/ incisione/ sbalzo/ cesellatura; legno; smalto; vetro |
| Misure | Diametro: 51 cm; Altezza: 114 cm |
| Attribuzione | Antonio Di Salvi (1450/1527) |
| Altre attribuzioni | Giovanni Di Francesco |
| Localizzazione | Firenze (FI) |
| Data di compilazione | 1987 |
| Data di aggiornamento | 2006 |
Storia, attribuzione e committenza
La prima notizia relativa all'esecuzione del reliquiario la troviamo nel diario fiorentino del Landucci. Il 30 settembre 1487 "si trasse le reliquie di San Girolamo dall'altare della chiesa di Santa Maria del Fiore e furono legate in ariento e oro molto riccamente e con grande spesa".
Il Cocchi è il primo studioso che si occupa della vicenda del reliquario. Innanzi tutto cita un documento, estratto dall'archivio dell'Opera del Duomo, in cui si dice che l'11 luglio 1693 l'oggetto veniva consegnato a Bernardo Holzmann perchè lo restaurasse.
Il Bunt (1926) avvicina il reliquario a quello di Sant' Antonio abate, eseguito per Santa Maria del Fiore (ora Museo dell'Opera del Duomo) e propone Antonio di Salvi come unico artista per entrambi gli oggetti.
Tale paternità non è invece accettata da Filippo Rossi. Nel suo fondamentale saggio Steingräber (1955) attribuisce nuovamente sulla base di fondati confronti stilistici il reliquiario di San Girolamo ad Antonio di Salvi.
Una prova determinante è per lo studioso il confronto della statuetta ad altorilievo della "Salomè danzante" della formella del dossale d'argento (Museo Opera del Duomo) dello stesso artista con gli angeli collocati sui supporti.
La struttura del reliquiario presenta inoltre la commistione di forme gotiche e rinascimentali. Accanto al piede polilobato, legato alla tradizione gotica, il tempietto esagonale dove è collocata la mascella presenta precisi riferimenti alla lanterna bruneschelliana e al tempietto presente nella croce del Pollaiolo (Museo dell'Opera del Duomo).
Il Rossi (1964) riferisce l'opera, a distanza di anni, ad Antonio di Salvi. La Becherucci, considerando ormai l'oggetto nel corpus delle opere dell'orafo fiorentino, ipotizza che il reliquario sia stato eseguito su disegni e modelli di Antonio del Pollaiolo.
Analizzando puntualmente le opere attribuite ad Antonio di Salvi Dora Liscia (1984) mette in luce il rapporto molto stretto che questo artista aveva avuto il suo collaboratore e socio Francesco di Giovanni.
Riguardo al reliquiario la studiosa rileva una certa incongruenza tra la struttura dell'opera e l'esecuzione delle placchette smaltate dove non si nota il "pollaiolismo tradotto e valorizzato" tipico di Antonio di Salvi, ma una condizione "bloccata" delle figure.
Tali discrepanze stilistiche fanno pensare che Antonio di Salvi avrebbe pensato all'ideazione e alla esecuzione delle parti architettoniche e scultoree dell'opera mentre Francesco di Giovanni alle placchette smaltate.
L'iconografia e la committenza del reliquario di San Girolamo meritano una speciale attenzione.
Innanzi tutto si tratta di una committenza privata, insolita per le opere destinate al Battistero allogate, in gran parte, dalle Arti della Lana e di Calimala; in secondo luogo si deve pensaread una devozione particolare del Mannelli, importante canonico fiorentino, per San Girolamo.
E' difficile stabilire con certezza le cause di questa devozione; è probabile che essa vada inserita nel generale rinnovamento di interesse per San Girolamo nella Firenze del Quattrocento.
Anche l'iconografia del reliquario, imperniata sulla vita del santo, e' interessante: in altri cicli sulla vita di San Girolamo non si trovano indicazioni così precise come nelle placchette smaltate del reliquario.
E' comunque evidente la presenza della mano di un unico artista (Antonio di Salvi), fortemente segnato dall'esperienza pollaiolesca.
La morte di san Girolamo e la memoria del santo
Dal Vaticano anche papa Francesco, la mattina del 30 settembre, durante l’udienza generale nel cortile di San Damaso, ha voluto ricordare san Girolamo con queste parole: «Oggi ho firmato la Lettera apostolica Scripturae Sacrae affectus, nel 16.mo centenario della morte di san Girolamo.
L’esempio di questo grande dottore e padre della Chiesa, che ha messo la Bibbia al centro della sua vita, susciti in tutti un rinnovato amore alla Sacra Scrittura e il desiderio di vivere in dialogo personale con la Parola di Dio».