La Chiesa del Santissimo Redentore si trova sull’isola della Giudecca, direttamente affacciata sul Canale della Giudecca, di fronte al centro storico di Venezia. Per raggiungerla è necessario viaggiare via acqua, utilizzando il vaporetto verso una delle fermate della Giudecca e proseguendo poi a piedi lungo la fondamenta fino alla chiesa.
L’indirizzo indicato per la chiesa è Campo del Santissimo Redentore 195, Giudecca, Venezia; viene indicata anche come Fondamenta delle Zattere ai Gesuati, lato Dorsoduro, fronte Giudecca. A piedi dal resto della città non è normalmente raggiungibile: l’unico collegamento pedonale diretto è il ponte votivo di barche allestito durante la Festa del Redentore, nella terza domenica di luglio.
Come arrivare alla Chiesa del Redentore in vaporetto
Se si utilizza il trasporto pubblico è possibile prendere la linea 2 o la linea 5.1 del vaporetto. Da Piazzale Roma o dalla Stazione Santa Lucia si possono utilizzare le linee ACTV che servono il Canale della Giudecca, comprese quelle che fermano a Redentore o a Giudecca Palanca, poi proseguire a piedi lungo la fondamenta fino alla chiesa.
Queste richiederanno circa una mezzora di percorrenza se si parte dalla stazione di Santa Lucia o circa 5 minuti se si parte dai pressi di piazza San Marco. Ovviamente, oltre questa possibilità, si aggiungono i numerosi servizi di trasporto privato all’interno della laguna.
| Punto di partenza | Collegamento | Indicazione generale |
|---|---|---|
| Stazione Santa Lucia | Vaporetto ACTV | Circa una mezzora di percorrenza |
| Piazzale Roma | Vaporetto ACTV | Linee che servono il Canale della Giudecca |
| San Marco | Vaporetto verso la Giudecca | Circa 5 minuti dai pressi di piazza San Marco |
| Zattere | Vaporetto oppure ponte votivo a luglio | Il ponte votivo è disponibile durante la Festa del Redentore |
Da Piazzale Roma e dalla Stazione Santa Lucia
Da Piazzale Roma o dalla Stazione Santa Lucia occorre utilizzare le linee ACTV che collegano il centro storico alla Giudecca e al Canale della Giudecca. È consigliabile scegliere una corsa che fermi a Redentore oppure a Giudecca Palanca, in base all’itinerario e alla fermata indicata dal servizio di navigazione.
Dalla fermata si prosegue a piedi lungo la fondamenta fino alla Chiesa del Santissimo Redentore. La Giudecca è un’isola lunga e stretta, quindi la passeggiata consente di raggiungere la chiesa attraversando un’area più tranquilla rispetto alle zone centrali di Venezia.
Da San Marco e dalle Zattere
Da San Marco - Zattere è possibile prendere il vaporetto per la Giudecca durante il resto dell’anno. Durante la Festa del Redentore, invece, si può attraversare il ponte votivo che collega le Zattere, nel sestiere di Dorsoduro, con la Giudecca.
Il ponte votivo è una passerella di barche montata sul Canale della Giudecca per consentire il pellegrinaggio verso il santuario. Il suo attraversamento permette di raggiungere la chiesa a piedi e rappresenta uno dei momenti più caratteristici della festa veneziana.
È possibile arrivare a piedi?
La chiesa non è raggiungibile a piedi dal resto della città se non durante i giorni del ponte votivo. La Giudecca, infatti, è separata dal centro storico dall’ampio Canale della Giudecca e non è collegata via terra agli altri sestieri di Venezia.
Per arrivare alla Giudecca è necessario per forza di cose muoversi via mare. La Giudecca è ben visibile da vari punti della città, ma il collegamento diretto con l’isola avviene tramite vaporetti o servizi di trasporto privato nella laguna.

Come orientarsi una volta arrivati alla Giudecca
La Chiesa del Santissimo Redentore è direttamente affacciata sul Canale della Giudecca e la sua facciata bianca domina il panorama della laguna. Dalla fermata del vaporetto si prosegue lungo la fondamenta seguendo il canale fino al complesso della chiesa e del convento dei Frati Cappuccini.
La Giudecca è l’isola dalla forma allungata che sorge a sud di tutto il centro storico e che si sviluppa davanti al sestiere di Dorsoduro, di cui fa parte amministrativamente parlando. Il canale che la divide dal centro prende proprio il nome di canale della Giudecca.
Sebbene non sia collegato via terra agli altri sestieri di Venezia, la città non si può dire completa se non si considera anche la Giudecca. Raggiungibile solo via mare e non particolarmente ricca di attrazioni iconiche, questa è una delle zone meno invase dai turisti e può quindi essere visitata con calma.
Durante la passeggiata sulla lunga isola della Giudecca mi è capitato di imbattermi in diverse scene di vita quotidiana, tra cui alcuni pescatori intenti a riparare le loro reti sotto il sole della mattina. Le calli qui non sono conservate bene quanto nel centro storico, ma danno un’altra visuale di questa bellissima città che, se si ha tempo, vale la pena esplorare.
Perché visitare il Redentore alla Giudecca
La Chiesa del Santissimo Redentore, conosciuta semplicemente come il Redentore, è uno dei luoghi più simbolici di Venezia. La sua facciata bianca affacciata sul Canale della Giudecca domina il panorama della laguna e racconta una storia di fede, rinascita e gratitudine.
Fu costruita come chiesa votiva per ringraziare il Redentore alla fine della terribile peste del 1575-1577, che colpì la città e ne decimò la popolazione. Progettata da Andrea Palladio, maestro dell’architettura rinascimentale, la chiesa unisce eleganza classica e spiritualità.
Oggi è al centro non solo della vita religiosa della Giudecca, ma anche di una delle feste più amate dai veneziani: la Festa del Redentore, celebrata ogni anno la terza domenica di luglio, tra pellegrinaggi sul ponte votivo e spettacolari fuochi d’artificio sul Bacino di San Marco.
La storia della chiesa votiva contro la peste
Nell’estate del 1576 Venezia fu colpita da una violenta epidemia di peste che, in due anni, causò la morte di quasi un terzo degli abitanti. Di fronte a una tragedia che sembrava inarrestabile, il Senato veneziano fece un voto solenne: se la pestilenza fosse cessata, sarebbe stata costruita una grande chiesa dedicata al Redentore, e ogni anno il popolo avrebbe compiuto un pellegrinaggio per ricordare la Grazia ricevuta.
Il Senato veneto, il 4 settembre 1576, deliberò che il Doge Alvise I Mocenigo dovesse pronunciare per tutti il voto di erigere una chiesa dedicata al Signore Gesù Cristo invocato con il titolo di Santissimo Redentore, affinché liberasse la città dalla pestilenza.
Ogni anno, secondo tale promessa, la Città avrebbe reso onore a Cristo nella basilica votiva che si sarebbe costruita, nell’anniversario del giorno in cui fosse stata dichiarata libera dal contagio. Il 13 luglio 1577 la pestilenza fu dichiarata definitivamente debellata e si decise di festeggiare la liberazione dalla peste la terza domenica del mese di luglio, con una celebrazione religiosa e una festa popolare.
A tal scopo fu fatta edificare, su progetto di Andrea Palladio, il tempio votivo che ora sorge alla Giudecca. La costruzione iniziò nel 1577 e la chiesa venne consacrata nel 1592.
Architettura di Andrea Palladio
La chiesa del Redentore è considerata una delle massime espressioni della maturità di Palladio. La facciata, candida e maestosa, è ispirata ai templi classici: un grande frontone triangolare sovrasta un frontone più basso e largo, creando un movimento scenografico che si riflette nel canale.
La facciata, che a distanza emana il fascino di un bassorilievo, ha il tipico impianto palladiano con i timpani spezzati dalle semicolonne e l’elemento orizzontale che la contiene e la geometrizza. Le profondità sono rese attraverso un sapiente gioco di lesene e lunette dotate di statue.
L’edificio è leggermente rialzato rispetto al livello dell’acqua e si raggiunge salendo una scalinata di quindici gradini, che rende ancora più solenne l’ingresso in chiesa e ricorda l’ascesa verso il Tempio di Gerusalemme.
Anche il portale di ingresso è sormontato da un timpano sostenuto da due colonne che si affiancano a un’altra doppia coppia di colonne laterali. Tra queste ultime trovano posto due nicchie che ospitano le statue di San Marco e di San Francesco d’Assisi.
Gli spazi interni
L’interno è luminoso, lineare e armonioso: una navata unica con tre cappelle laterali per lato e un profondo presbiterio coperto da una grande cupola. Bianco, luce e proporzioni equilibrate creano un’atmosfera di raccoglimento sobrio e raffinato, tipicamente palladiana.
La pianta, impropriamente detta a croce latina, si sviluppa piuttosto genialmente in una serie di spazi funzionalmente destinati ad usi diversi, l’aula, il presbiterio, il coro, e concatenati tra loro come se predisposti allo svolgersi della cerimonia processionale.
Gli spazi chiari degli interni della chiesa del Redentore sono organizzati su di un’unica navata sulla quale si affacciano grandi cappelle laterali. Molto suggestiva è la luce naturale che illumina questi spazi a cui viene lasciato il compito di sottolineare le decorazioni e i grandi volumi della chiesa.
Le opere d’arte da non perdere
Il Redentore non è solo un capolavoro architettonico: al suo interno custodisce un importante patrimonio artistico, con opere di alcuni tra i maggiori pittori veneti del Rinascimento e del tardo Rinascimento. Le opere presenti accompagnano il visitatore in un percorso di contemplazione e testimoniano la straordinaria ricchezza artistica della Venezia rinascimentale.
- Paolo Veronese - con capolavori legati alla vita di Cristo, tra cui il celebre Battesimo di Cristo, realizzato con l’aiuto dei figli, oggi conservato nella sacrestia.
- Francesco Bassano - autore di scene fondamentali come la Nascita di Cristo e la Resurrezione, che accompagnano il fedele in un ideale percorso attraverso il Vangelo.
- Tintoretto e la sua bottega - con opere attribuite al suo atelier che raffigurano episodi come la Flagellazione di Cristo e l’Ascensione, caratterizzate da forte dinamismo e intensa drammaticità.
- Palma il Giovane, Alvise Vivarini e altri maestri veneti - presenti con pale d’altare, tele devozionali e opere legate alla storia del convento cappuccino annesso alla chiesa.
La grande aula e il presbiterio conservano opere notevoli di Paolo Veronese e aiuti, di Jacopo Tintoretto, di Francesco Bassano, di Paolo Piazza e di Jacopo Palma il Giovane. Nella controfacciata si trova un bel lunettone di Pietro Vecchia raffigurante La Vergine presenta a Gesù il Beato Felice da Cantalice.
La sacrestia, oltre alla nota pala con il Battesimo di Cristo del 1560 di Paolo Veronese, conserva preziosi reliquiari e opere devozionali legate alla storia della chiesa, fra le quali una tavola di Alvise Vivarini, una Madonna che adora il Bambino dormiente del 1480 di Antonio Vivarini, con due angeli che suonano piccoli liuti, e opere di Jacopo Palma il Giovane, di Jacopo Bassano e di Francesco Bissolo.
Da notare anche la ricca sacrestia, che conserva reliquiari, dipinti e oggetti liturgici, testimonianza della devozione secolare legata al Redentore.
Il convento dei Frati Cappuccini
Accanto alla chiesa si sviluppa il Convento del Santissimo Redentore, affidato fin dalle origini ai Frati Minori Cappuccini. La presenza dei frati alla Giudecca accompagna da oltre quattro secoli la vita della comunità, attraverso la preghiera, l’accoglienza, la predicazione e il servizio ai più poveri.
Ancora oggi il convento è una presenza viva e continua a custodire il significato spirituale del voto che diede origine alla chiesa dopo la peste del 1575-1577. La semplicità della vita cappuccina si riflette negli ambienti del convento, pensati come luoghi di preghiera, fraternità e lavoro.
Nel corso dei secoli i frati hanno svolto un importante servizio verso la popolazione della Giudecca, assistendo i malati e sostenendo le persone più bisognose. La loro presenza è rimasta un punto di riferimento per l’isola fino ai giorni nostri.
L’antica farmacia dei Cappuccini
Pochi sanno che il convento ospitava un’antica farmacia conventuale, istituita per fornire medicinali gratuitamente ai poveri della Giudecca. Di questa attività si conserva ancora un prezioso patrimonio di vasi, albarelli e strumenti che testimoniano l’impegno dei frati nella cura delle persone più fragili.
L’Orto Giardino del Redentore
Alle spalle della chiesa si estende l’antico orto-giardino del convento dei Frati Cappuccini, uno spazio di straordinaria bellezza che per secoli è rimasto riservato alla vita della comunità religiosa. Recentemente restaurato e valorizzato dalla Venice Gardens Foundation, il giardino è oggi aperto ai visitatori e offre un percorso immerso nella natura, nella spiritualità e nella tradizione degli orti conventuali.
Tra alberi da frutto, ulivi, erbe aromatiche, pergolati, aiuole fiorite e antiche strutture restaurate, il visitatore può scoprire un luogo di silenzio e contemplazione che si estende dalla chiesa fino alla laguna.
Il complesso comprende anche gli antichi spazi di lavoro dei frati, l’apiario, la serra e alcune cappelle dedicate alla meditazione. L’intervento di recupero è stato guidato dal desiderio di conservare lo spirito originario del luogo, ispirato ai valori della sostenibilità, della cura del creato e dell’armonia tra uomo e natura.
La visita all’Orto Giardino è soggetta a biglietto e segue specifici giorni e orari di apertura. Per informazioni aggiornate e prenotazioni si consiglia di consultare il sito della Fondazione.

La Festa del Redentore e il ponte votivo
La chiesa del Redentore è il cuore della Festa del Redentore, una delle ricorrenze più sentite dai veneziani. Ogni anno, il sabato che precede la terza domenica di luglio, viene allestito il celebre ponte votivo di barche che collega le Zattere, nel sestiere di Dorsoduro, con la Giudecca.
La festa unisce sacro e profano: nella serata di sabato si tengono cene in barca, tavolate lungo le rive e, soprattutto, lo spettacolo dei fuochi d’artificio sul Bacino di San Marco, che illuminano la facciata del Redentore e l’intera laguna.
Domenica, le celebrazioni proseguono con la messa solenne e le regate di imbarcazioni tradizionali lungo il Canale della Giudecca. Visitare Venezia in occasione della Festa del Redentore significa vivere una delle sue esperienze più emozionanti: una notte di luci, riflessi sull’acqua e devozione popolare che si rinnova da oltre quattro secoli.
Questa grande festa, religiosa e civile insieme, è preceduta da una notte di veglia detta “La notte famosissima” ed è stata istituita per voto solenne del Senato e del popolo di Venezia a seguito della pestilenza che flagellò la Serenissima tra il 1575 e il 1577.
La Festa del Redentore nel 2026
Venerdì 17 luglio 2026, alle ore 19, presso la Riva delle Zattere allo Spirito Santo il Patriarca Francesco Moraglia interverrà all’inaugurazione del Ponte Votivo galleggiante per la Festa del Santissimo Redentore con le autorità civili e militari.
Il Patriarca, come ogni anno, benedirà il Ponte disteso sul canale della Giudecca e poi lo attraverserà con le altre autorità cittadine. Domenica 19 luglio 2026, alle ore 19, il Patriarca presiederà la Santa Messa solenne per la tradizionale festa del Santissimo Redentore al termine della quale vi sarà un momento di adorazione del Santissimo Sacramento e la benedizione eucaristica alla città dalla scalinata del sagrato.
La celebrazione eucaristica, alla quale parteciperanno le autorità cittadine, il Capitolo Metropolitano, le IX Congregazioni del Clero veneziano, le Scuole Grandi, gli Ordini e le comunità religiose veneziane, sarà trasmessa in diretta televisiva su Antenna 3 e sulla pagina Facebook del settimanale diocesano “Gente Veneta”.
Informazioni utili per la visita
La Basilica del Redentore fa parte del circuito delle chiese d’arte di Venezia e l’accesso può prevedere un biglietto d’ingresso o un contributo, salvo la partecipazione alle celebrazioni liturgiche.
Per orari aggiornati, eventuali chiusure straordinarie e tariffe, è sempre consigliabile verificare le informazioni più recenti prima della visita, soprattutto nei giorni della Festa del Redentore o in occasione di restauri.
All’interno è richiesto un abbigliamento consono a un luogo di culto e un comportamento rispettoso. Non sempre è consentito fotografare con flash durante le funzioni religiose.
Cosa vedere nei dintorni del Redentore
La visita alla Chiesa del Redentore può essere inserita in un itinerario dedicato alla Giudecca e alle sue viste mozzafiato su Venezia. Lontana dai flussi più turistici, la Giudecca è perfetta per una passeggiata lenta tra fondamenta, cortili e calli silenziose.
- Passeggiata lungo la fondamenta della Giudecca - con viste uniche su San Marco, la Salute, la Punta della Dogana e il Bacino di San Marco.
- Chiesa delle Zitelle - altro importante complesso religioso affacciato sulla laguna.
- Antichi mulini e complessi industriali riconvertiti - testimonianza del passato produttivo dell’isola.
- Giardini e cortili nascosti - perfetti per una pausa tranquilla, lontano dal via vai del centro storico.
Oltre al Redentore, qui si trovano altre chiese e complessi importanti, come la Chiesa delle Zitelle e la Chiesa del Santissimo Crocifisso, oltre a giardini nascosti e antichi complessi industriali riconvertiti a hotel, spazi culturali e residenze.
Chiesa delle Zitelle
Alla Giudecca si trova anche la chiesa di Santa Maria della Presentazione, nota più semplicemente come Chiesa delle Zitelle. Il suo ingresso è direttamente affacciato sul canale e dietro di sé nasconde un’imponente cupola che si può vedere solo dall’altra sponda del canale o dai vaporetti.
Il nome di Chiesa delle Zitelle va ricondotto alle sue origini, quando inglobò un vecchio ospizio che ospitava giovani donne senza alcuna dote. La chiesa delle Zitelle nacque proprio con la missione di assistere le ragazze povere che, nonostante fossero in età di matrimonio, non avendo alcuna dote finivano spesso con il prostituirsi.
Qui invece venivano svolti laboratori e lezioni in cui queste potevano imparare l’arte del cucito e del merletto. Tra i vari dipinti che si possono ammirare dentro la chiesa delle Zitelle si trovano le opere di Jacopo Palma il Giovane, di Antonio Vassillachi e di Francesco Bassano con il dipinto Presentazione della Vergine al Tempio.
Casa dei Tre Oci
Tra le facciate dei palazzi più particolari che si possono vedere sul Canale della Giudecca, non si può non nominare la Casa dei Tre Oci, conosciuta anche come Casa di Maria. Più o meno situata davanti alla fondamenta delle Zitelle, dove si può arrivare in vaporetto, è un edificio del XX secolo che ha visto tra i suoi ospiti importanti personalità.
La Casa dei Tre Oci deve il suo nome alle tre grandi finestre poste al primo piano, che il pittore Mario de Maria volle far inserire nella facciata del palazzo, quando lo concepì come sua dimora tra il 1912 e il 1913. Oggi è uno spazio destinato ad eventi e mostre legate all’arte del secolo scorso, principalmente in ambito fotografico.
Basilica di San Giorgio Maggiore
La Giudecca comprende anche l’isola più orientale, che ospita la chiesa di San Giorgio Maggiore, ben visibile anche da piazza San Marco. La basilica di San Giorgio Maggiore appartiene alla Giudecca di Venezia e, più precisamente, si trova su di un piccolo isolotto separato dal resto della Giudecca e si affaccia proprio sul bacino che divide la Giudecca da piazza San Marco.
Questa grande basilica rappresenta la chiesa del monastero di San Giorgio Maggiore, a cui è integrata e venne progettata da Andrea Palladio. Chi volesse visitare la basilica di San Giorgio Maggiore deve sapere che è possibile raggiungerla esclusivamente via mare, con barche private oppure con il servizio di vaporetti che la collega alla vicina piazza San Marco e al resto della Giudecca.
Villa Heriot
Posta sull’altra sponda della stretta isola della Giudecca si trova Villa Heriot, conosciuta anche come Villa Herriot. Da qui si possono vedere le isole degli Armeni, San Servolo, Le Grazie e anche il Lido di Venezia.
La particolarità di questo edificio, di cui è visitabile solo il giardino di ben duemila metri quadri, è data dalle strutture della villa ampiamente decorate con formelle, patere e colonnine oltre che con decori che richiamano l’epoca bizantina.
Chiesa di Sant’Eufemia
Procedendo verso ovest sempre sulla sponda che si affaccia verso Dorsoduro, raggiungiamo un’altra chiesa, la chiesa di Sant’Eufemia. Questa è una delle chiese più antiche della Giudecca, risale infatti al IX secolo e venne eretta in stile veneto-bizantino.
Al suo interno sono presenti alcune opere antiche, come l’immagine di Santo Vescovo e la lunetta con la Crocifissione e donatori del XIV secolo.
Un luogo di preghiera e musica
Ancora oggi il Redentore è una chiesa viva, luogo di celebrazione, silenzio e accoglienza. Qui residenti, pellegrini e visitatori possono sostare per la preghiera, ammirare la bellezza dell’arte sacra e lasciarsi guidare da un’atmosfera di pace che da oltre quattro secoli accompagna la vita della Giudecca.
Il 21 luglio 1577 per la fondazione della chiesa fu cantata una messa scritta per l’occasione da Giosefo Zarlino e il mottetto a otto voci di Andrea Gabrieli O Crux Splendidior. Il 20 luglio 1620 Claudio Monteverdi diresse musiche per la festa del Redentore.
La chiesa conserva inoltre un organo Ruffatti del 1955 a due tastiere e quattordici registri.
Il ponte del Redentore a Venezia.
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