La preghiera per scoprire un tradimento non dovrebbe essere un rituale per controllare la volontà di un’altra persona, ma un’invocazione per ricevere luce, verità, forza e pace. Nella nostra vita amorosa, siamo spesso presi tra due tentazioni: lasciare che il destino agisca (non fare nulla) e, al contrario, voler controllare tutto. La preghiera si trova a metà strada tra questi due estremi: si tratta di agire, accettando la volontà di Dio.
Possiamo pregare per l'amore, pregare per salvare la nostra relazione e pregare quando la persona amata ci ha lasciato, ma non si tratta di pregare per riavere un ex o di un rituale magico per riportare indietro un marito o una moglie infedeli. Durante una separazione indesiderata, la preghiera può aiutarci ad aprire i nostri cuori al perdono e ad accogliere ciò che deve essere: la riconciliazione o l'accettazione di una rottura.
Una preghiera per chiedere verità e discernimento
Quando il sospetto di un tradimento provoca ansia, la preghiera può aiutare a non reagire soltanto sotto l’impulso della paura. Essa può diventare uno spazio interiore nel quale chiedere di vedere con chiarezza, distinguere i fatti dalle supposizioni e trovare il coraggio di affrontare la realtà senza ricorrere alla manipolazione.
Signore Gesù, tu conosci il dolore che porto nel cuore e sai quanto mi pesa il dubbio. Donami luce per comprendere la verità senza lasciarmi dominare dalla paura, dalla gelosia o dalla rabbia. Aiutami a non accusare senza motivo e a non chiudere gli occhi davanti a ciò che è realmente accaduto. Guidami nelle parole, nelle decisioni e negli incontri che dovrò affrontare.
Se c’è una verità nascosta, aiutami ad accoglierla con forza e dignità. Se il mio timore nasce dall’insicurezza, guariscimi e rendimi capace di distinguere la realtà dalle mie paure. Proteggi il mio cuore dall’odio e dalla vendetta, ma dammi anche il coraggio di porre condizioni giuste e di difendere la mia dignità. Amen.
Perché il tradimento ferisce così profondamente
Ricevere un tradimento è una delle cose più dolorose che possano capitare all’interno di una coppia e perdonare è davvero difficile. L’infedeltà coniugale è come una bomba che manda in frantumi la casa dell’amore. Non c’è niente di peggio.
Tutto questo è sopportabile ma il tradimento no. Hai ragione: il tradimento non appartiene alla fatica del vivere, non è un elemento della nostra fragile umanità, è piuttosto un gesto di disumana violenza, paragonabile ad uno stupro. Ti senti ferita, delusa, arrabbiata… le parole non bastano per descrivere quello che stai provando.
È una sofferenza accompagnata dalle stesse sensazioni di un evento traumatico: shock, vergogna, senso di colpa, smarrimento, flashback, incubi, disturbi psicosomatici, depressione, perdita dell’autostima. La sicurezza, la fiducia, l’autostima…tutto in frantumi!
Pregare senza trasformare la fede in magia
La preghiera cristiana non è uno strumento per costringere una persona a tornare, confessare o amare contro la propria volontà. Non è possibile sostituire la verità, il dialogo e la responsabilità con formule destinate a dominare i sentimenti altrui.
Riportiamo un intervento nel nostro vecchio forum che molte delle nostre lettrici hanno apprezzato: quello in cui una nostra lettrice aveva proposto questa preghiera a San Cipriano che, secondo la tradizione, farebbe ritornare da noi l’amore perduto. Ci crediamo? Beh, tentar non nuoce!
Questa Orazione va recitata con estrema fede e convinzione, senza tentennare, per 3 giorni di seguito. Negli spazi liberi, ovviamente, va detto il nome della persona amata. Va recitata una volta al giorno e al terzo giorno, dopo averla recitata per l’ultima volta, bisogna divulgarla in 3 posti diversi come siti, forum, blog, volantini etc.
Nel momento in cui si recita questa orazione non bisogna mettersi in contatto con la persona che volete che ritorni, ma dovete avere pazienza e aspettare che san Cipriano faccia tutto Lui per voi. Se gli dimostrerete fede, esaudirà i vostri desideri…
Il testo contiene però richieste di possesso e di controllo dell’altra persona: chiede che qualcuno “non possa vivere né stare tranquillo senza di me”, che abbia sempre l’immagine dell’altra persona nella mente e che i suoi sentimenti appartengano “solo a me”. Per questo non rappresenta una preghiera orientata alla libertà, alla verità e al rispetto reciproco.
La tradizione dell’orazione a San Cipriano
Chi è San Cipriano?
Spesso erroneamente confuso con il suo omonimo Santo e vescovo della città di Cartagine, San Cipriano fu vescovo e successivamente martire di Antiochia; ma, prima di divenire il Santo che molte di noi conoscono, fu uno dei maghi più acclamati al mondo.
Nato proprio in Antiochia, conosciuta come una delle più grandi metropoli turche del mondo antico, San Cipriano esercitò fin dalla giovinezza le arti magiche, probabilmente aiutato dalla grande ricchezza del padre. Mago illustre, scrisse diversi libri di magia che furono successivamente lodati da molti.
Data la sua enorme potenza esoterica, si pensava che riuscisse perfino a comunicare con il Demonio e ammansire gli spiriti infernali, tanto da poterli comandare a sua piacimento. Continuò il suo percorso pagano fino al trentesimo anno d’età, quando decise di convertirsi al cristianesimo.
La storia di Cipriano e Giustina
Ma com’è nata la famosa orazione che porta il suo nome? La vicenda è più complessa di quanto si pensi e riguarda la giovane e bella vergine Giustina.
Nata da padre benestante che coltivava la religione pagana, la ragazza viveva in Antiochia e seguiva anch’essa il mondo esoterico. Un giorno, però, sentendo l’orazione cristiana di un diacono rimase ammaliata dalle sue parole tanto da rinnegare la vecchia dottrina e convertirsi a quella cristiana.
Purtroppo, però, poco dopo aver preso i voti, un giovane uomo di nome Aglaide si innamorò perdutamente di lei e, pervaso dal folle amore, la chiese in sposa. Ovviamente la ragazza rifiutò l’offerta, dicendo di aver immolato se stessa a Cristo.
Aglaide però chiese aiuto al potente mago Cipriano, chiedendogli di fare un sortilegio d’amore alla ragazza affinché si innamorasse di lui così da poter coronare il suo sogno d’amore. Nulli furono tutti i tentativi di Cipriano di lanciare un maleficio sulla ragazza, poiché ella era protetta dalla grazia divina, risultando così intoccabile ad ogni possibile incantesimo.
Dopo l’ennesimo fallimento e carico d’odio, Cipriano invocò Lucifero domandandogli perché ogni sua fattura risultasse nulla sulla giovane vergine. Lì, il Diavolo gli spiegò che essendo protetta da Dio, e avendo incisa sul palmo della mano la croce di San Bernardo (lo stesso simbolo cristiano portato dai pagani), era impossibile indurla in tentazione.
Dopo aver ascoltato attentamente le parole del Demonio, San Cipriano (probabilmente già colpito dalla potenza divina) decise di abbandonare l’esoterismo per convertirsi al cristianesimo.
Le altre pratiche attribuite alla tradizione
Dopo aver passato l’intera vita a combattere il male, San Cipriano morì per decapitazione nella seconda metà del 300 d.c., divenendo martire e successivamente anche Santo. Nel corso della sua vita, oltre ad aver ideato l’orazione per far tornare sui propri passi l’amore perduto, ideò anche l’orazione per eliminare il malocchio.
Secondo la tradizione, si dice che per far sì che la preghiera funzioni sia necessario recitarla in completa solitudine per sette giorni consecutivi in un orario ben preciso, dalle 19 alle 20. Inoltre pare che si debba ripeterla in una stanza totalmente buia, illuminata soltanto dalla flebile luce di una candela e ricordandosi di fare il segno della croce ben 3 volte prima di cominciare, bagnandosi con dell’acqua santa.
La tradizione dice anche che durante l’intera settimana bisognerebbe rimanere puri, evitando quindi di ingerire carne e alcolici e astenendosi da qualunque attività sessuale. La preghiera, benché chiamata “di San Cipriano“, non viene rivolta a lui, come abbiamo visto per quella dell’amore perduto, ma direttamente a Dio.
Il tradimento nella prospettiva del Vangelo
Nel cuore del Vangelo di Matteo 26,14-25 si nasconde una delle pagine più toccanti della Passione di Cristo: il tradimento di Giuda. Da questo brano nasce una profonda preghiera contro il tradimento del cuore, rivolta a Gesù, per chiedere di restare fedeli anche nei momenti più bui.
È una supplica per non cadere nell’ipocrisia, per restare amici sinceri del Signore, capaci di amarlo con verità. Signore Gesù, Tu che hai conosciuto il peso del tradimento da uno dei tuoi amici più vicini, guarda dentro il mio cuore e purificalo.
Togli da me ogni ipocrisia, ogni parola falsa, ogni gesto che ti ferisce. Fa’ che io non ti venda mai per paura, per interesse, o per compiacere il mondo. Donami un cuore integro, capace di amare anche quando costa, capace di restare fedele anche nel tempo della prova.
Quando ti cerco nel pane spezzato, ricordami che la tua presenza è vera, e che il mio “Sì” a Te non sia solo sulle labbra, ma nel profondo. Salvami, Signore, dal tradimento del mio cuore. Rendimi discepolo sincero, presente alla tua mensa non come Giuda, ma come un amico che non fugge. Amen.
Il brano di Matteo 26,14-25 racconta il momento drammatico in cui Giuda Iscariota decide di tradire Gesù per trenta denari. È un testo che mette in luce la fragilità del cuore umano e il mistero della libertà: anche davanti all’amore più puro, si può scegliere di voltargli le spalle.
Questa preghiera è una preghiera di domanda, in cui si chiede a Gesù di essere liberati dal pericolo di un cuore infedele, ipocrita, che lo tradisce con azioni o omissioni. È un invito alla sincerità, alla fedeltà, e a una vera amicizia con il Signore, specialmente nei momenti di prova.
Il tradimento di Pietro e lo sguardo che accoglie
Una di queste pagine è il racconto del tradimento di Pietro. Lui, uomo forte e coraggioso, strapieno di grandi progetti e di parole decise, tradisce Gesù. E lo fa nel peggiore dei modi.
Gesù guarda Pietro. Uno sguardo dolce: un profondo abbraccio accogliente. Non l’aveva mai sperimentato come questa notte. Gesù gli butta le braccia al collo. a lui, a Pietro, il traditore per paura.
Gli sguardi s’incrociano rapidissimi. Non c’è tempo neppure per una parola. Non riesce a gridare neppure «Gesù». I soldati lo trascinano via, a strattoni e a spinte.
La storia l’ha trasformato. Gli ritorna il sorriso sul volto. Non ha più paura. L’abbraccio di Gesù ha distrutto il suo peccato. È tornato quello di prima, con un’esperienza in più, che l’ha cambiato dentro e gli ha fatto toccare con mano l’amore accogliente di Dio.
Scopre Dio nell’abbraccio accogliente e perdonante di Gesù. Si trova, all’improvviso, sprofondato nel mistero di un Dio che è più grande del nostro cuore, proprio quando il nostro cuore ci inquieta.
Una preghiera per superare il tradimento e chiedere la grazia del perdono
Ecco una preghiera che ci può aiutare a superare il tradimento e per chiedere la Grazia di perdonare. Ricevere un tradimento è una delle cose più dolorose che possano capitare all’interno di una coppia e perdonare è davvero difficile.
Gesù, tu sei il medico dell’anima e del corpo, noi crediamo che tu guarisci. Tu chiedevi la fede: “La tua fede ti ha salvato!”. Rafforza, o Signore, la fede di ciascuno di noi perché essa sia ferma, forte e sia un credere che a te tutto è possibile.
L’Angelo Gabriele ha chiesto questo a Maria quando le ha detto: “Credi, Maria: a Dio nulla è impossibile!”. Per questo io ora ti prego, o Signore: rafforza la mia fede, rafforza la mia fiducia in te! Credo in te, o Gesù, credo in te! Tutto è possibile a te!
Ferite ed offese causano in noi inquietudine: non c’è pace se non perdoniamo. Perciò ti prego, o Gesù: dammi la grazia del perdono! Perdona, o Gesù, le offese che ho fatto io, quando io ho ferito e offeso gli altri, ho augurato loro del male. Perdonami, Gesù!
Così come ti prego di perdonare me, io ora perdono gli altri, perdono coloro che mi hanno offeso in qualunque momento ed in qualunque modo: con parole, con azioni, o con ingiustizie: li perdono!
Dammi l’amore verso quelle persone come ci insegna tua Madre: “Pregate per avere amore verso la persona che vi offende, finché non vedrete in lei delle buone qualità”. O Gesù, dammi l’amore verso la persona che mi ha offeso, che non mi piace, che è pesante per me, che è per me una croce!
Ora dico dentro di me alla persona che mi ha offeso: “Ti amo, ti perdono! Ti amo perché Gesù ti ama, ti perdono perché Gesù ti perdona!”.
Pregare per la guarigione del cuore
Una schiavitù interiore, una catena interiore nell’anima può causare inquietudine: quando in me c’è odio, gelosia, invidia, o rabbia. Oppure quando il mio cuore non è libero a causa della schiavitù e della dipendenza dalle cose materiali, dalle persone ed in me c’è inquietudine.
Gesù, liberami da tutte queste catene e da tutte queste negatività che mi rendono schiavo e causano inquietudine dentro di me ed attorno a me! Liberami, o Gesù!
A volte l’inquietudine è causata dalla paura: temo per me stesso, per la mia famiglia, per il futuro, mi chiedo se avrò mezzi sufficienti per vivere. Ho paura che capiti qualcosa ai miei cari e questa paura infonde inquietudine nel mio cuore.
Liberami dalla paura, o Gesù, perché tu dici: “Non temere, non preoccupatevi in modo angoscioso!”. Liberami, o Gesù!
Quando è possibile pensare alla riconciliazione
Dare una seconda possibilità alla propria coppia è possibile solo a due condizioni: il perdono di entrambi i coniugi (perché ognuno porta ferite) e la conversione dei cuori, che significa accettare di cambiare il nostro sguardo ed il nostro modo di amare.
Sono due cose molto difficili ed è per questo che non possiamo affidarci solo alle nostre forze: sono grazie che dobbiamo richiedere al Signore. Il perdono non cancella automaticamente le conseguenze del tradimento e non obbliga la persona ferita a ristabilire la relazione alle stesse condizioni.
Hai il diritto e il dovere di porre alcune condizioni e chiedergli di rettificare le sue scelte per camminare nella verità, ma non dimenticare che resta il marito che Dio ti ha dato e che tu hai liberamente scelto.
Questo non significa che devi sopportare ogni cosa e chiudere gli occhi dinanzi al male. Il Vangelo chiede di vivere ogni evento della vita a partire da Dio: la tua vita non dipende da tuo marito né dagli eventi, dipende solo da Dio.
Preghiera di riconciliazione
Signore, tu che hai diffuso il tuo amore paterno su tutti i tuoi figli. Oggi vengo a prostrarmi davanti a te, perché tu mi dia forza e mi aiuti in questa intensa angoscia che mi affligge. Ti prego di non abbandonarmi, perché ho bisogno della tua manifestazione e del tuo sostegno nella mia vita sentimentale.
Con umiltà, grido in questa preghiera per chiederti l’unione di due persone che si amano (nomi). Tu conosci il mio desiderio e le circostanze che ho vissuto meglio di chiunque altro. Permettimi, Signore, di riconciliarmi con la persona che amo, affinché possiamo finalmente stare insieme.
Il mio desiderio è di poter perdonare tutti i nostri peccati e di poter essere una coppia felice come lo eravamo all’inizio. Togliere le infedeltà ed allontanarci dalle persone che, con le loro azioni malvagie, ci hanno separato.
Che nessuno ostacoli il nostro amore. Non abbandonarmi, ti prego, non abbandonarmi, concedimi ciò che desidero e di cui ho tanto bisogno. Ti prego di riconciliarci con la gioia di perdonare i nostri errori e di dare il meglio del nostro cuore. Confido in te e, in nome del nostro amore, liberaci da ogni male. Amen!
Riconciliazione, dialogo e responsabilità
Il tradimento inizia proprio con il “perdersi”. È una cosa che succede pian piano: non come quando giochiamo a nascondino dove, da un momento all’altro tutti spariscono intorno a te. No! In amore è tutto molto più interiore, misterioso, non evidente; ma succede!
Quasi sempre, però, le infedeltà nascono da problemi non risolti, da qualcosa che non funziona e da un equivoco di fondo sintetizzabile in una illusione fiabesca: “e vissero felici e contenti”.
La verità è che quel “e vissero felici e contenti” va conquistato e la conquista richiede impegno e dedizione (tutto il contrario dell’istintività). Mese dopo mese, bisogna imparare a “re-incontrarsi ogni giorno” per proteggere quel sogno d’amore, perché se incontrarsi è una magia, non perdersi è la vera favola!
Infatti come si esce da questo circuito di autodifesa personale e di autodistruzione della coppia? Dialogando, ascoltando, perdonando: tre caratteristiche della maturità affettiva (alla fine aggiungerò anche PREGANDO).
Le coppie che riescono ad attraversare il deserto del dolore, guardando i propri cuori vicendevolmente, si ritrovano più forti di prima: ma che fatica arrivare insieme a bere l’acqua dell’oasi verdeggiante!
Il “traditore” deve ammettere (prima di tutto con se stesso) che la sua infedeltà è, di fondo, un atto egoistico. Mica facile! Chi ha tradito, di solito accampa delle giustificazioni del tipo: “Mi hai sempre trascurato“… “Non mi hai mai dimostrato l’affetto di cui avevo bisogno”… “Non hai mai saputo cos’è la passione”… “Non hai mai capito le mie necessità”, e così via.
Chi è stato tradito, molto spesso sfoga la sua frustrazione e la sua rabbia accusando l’altro con epiteti di vario genere, dipingendolo come una persona egoista, carnale e malvagia: ammettere che anche certe sue mancanze possano aver portato il compagno all’adulterio, non è facile per niente!
Ma crescere e maturare è possibile! Difficile e doloroso, ma possibile. In questi ultimi venti anni sono nati tantissimi centri di aiuto alle coppie in crisi, perché “dialogare, ascoltare, perdonare” è meraviglioso quanto difficile.
Una preghiera per accettare una separazione
La riconciliazione non è sempre possibile e non ogni relazione può o deve essere ricostruita. In alcuni casi la preghiera aiuta ad accettare una separazione, proteggere i figli dal conflitto e affrontare con responsabilità una nuova fase della vita.
Signore Gesù, non era questo il progetto di vita con cui siamo partiti e la nostra, insieme a quella dei nostri figli, è stata una vita spezzata in cui molto di quello in cui si era creduto è crollato miseramente attorno: non possiamo più credere in una vita di condivisione con il nostro partner fino alla fine dei nostri giorni, abbiamo perso la serenità e abbiamo dovuto fare una brusca virata che ci conduce fuori dalla via del progetto iniziale.
Per di più, viviamo nel "carpe diem" poiché facciamo una gran fatica a vedere nel nostro futuro. Inoltre i nostri figli hanno sofferto e continuano a soffrire per questo profondo strappo che si è verificato nelle loro giovani vite e possiamo solo sperare che siano in grado di instaurare un rapporto maturo con il loro futuro partner senza riproporre i tragici schemi vissuti.
Signore aiutaci perchè riusciamo ad accettare questa nuova strada così difficile e faticosa e, ti prego, apri quella nebbia che avvolge i nostri giorni futuri ed illumina la nostra strada. Rendi i nostri giorni più leggeri e fa che i nostri figli affrontino con matura serenità e gioia la loro vita. Amen.
Quando il dolore richiede anche aiuto concreto
La preghiera può sostenere il discernimento, ma non sostituisce una conversazione sincera, l’aiuto di una persona competente o le misure necessarie per proteggere se stessi e i figli. Se nella relazione sono presenti minacce, controllo, violenza o paura, la priorità è la sicurezza.
Resta nelle mani di Dio, sei al sicuro. Se invece dai spazio ai tuoi sentimenti, la tua vita diventa come una barca in mezzo al mare, in balia delle onde. Basta poco per affondare.
È da Lui che devi partire, Lui ti farà comprendere cosa fare, come agire, come restare nella verità di un matrimonio ferito, come accompagnare tuo marito perché possa guarire e ritrovare quella pace interiore che, evidentemente, non ha ancora conosciuto.
Dio ha il potere di sanare il tuo cuore e di darti la pace. Se Gesù riempie la tua vita, allora avrai tanta pace da poter accogliere nuovamente tuo marito nonostante i suoi errori; e tanta pace per accogliere i figli, ciascuno con le sue esigenze.

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