Agenda del Conclave: orari, riti, votazioni e annuncio del nuovo Papa

Il Conclave prenderà il via il 7 maggio alle ore 16.30, dopo la Messa “Pro Eligendo Romano Pontifice” delle ore 10 nella basilica di San Pietro, la processione verso la Cappella Sistina, il giuramento dei cardinali elettori e la formula «extra omnes».

Parteciperanno 133 cardinali elettori, tutti sotto gli 80 anni, chiamati a eleggere il 267° successore di Pietro con una maggioranza dei due terzi dei voti dei cardinali elettori presenti.

Calendario delle fasi del Conclave

Quanti sono i cardinali elettori

I 133 cardinali elettori provengono da 70 diversi Paesi dei cinque continenti: 52 cardinali europei, 37 americani, 23 asiatici, 17 africani e 4 oceaniani.

L’Italia, da cui provengono 17 elettori, resta sempre il Paese più rappresentato. Più nel dettaglio, gli altri continenti saranno rappresentati da 23 cardinali elettori asiatici, 17 africani, 17 sudamericani, 16 nordamericani, 4 centroamericani e 4 dell’Oceania.

Area geograficaCardinali elettori
Europa52
Asia23
Africa17
Sud America17
Nord America16
America Centrale4
Oceania4

Due cardinali elettori non prenderanno parte al Conclave per motivi di salute. Il numero degli elettori scende così a 133.

Il calendario del 7 maggio

Le ore 10: la Messa “Pro Eligendo Romano Pontifice”

La giornata che apre il Conclave avrà il suo inizio nella Basilica di San Pietro. I 133 Cardinali elettori si ritroveranno alle 10 per la celebrazione della Messa 'Pro Eligendo Romano Pontifice' che sarà presieduta dal cardinale decano Giovanni Battista Re.

Domani mattina, alle ore 10, il cardinale Giovanni Battista Re, decano del Collegio cardinalizio, presiederà nella basilica di San Pietro la Messa “pro eligendo Pontifice”, l’ultimo atto pubblico prima dell’ingresso dei cardinali elettori (sotto gli 80 anni) nella Cappella Sistina.

Una celebrazione in cui il decano pregherà con queste parole: “Tutta la Chiesa, unita a noi nella preghiera, invoca costantemente la grazia dello Spirito Santo, perché sia eletto da noi un degno Pastore di tutto il gregge di Cristo”.

La processione verso la Cappella Sistina

Nel pomeriggio, prima di entrare in Conclave, tutti i cardinali elettori si riuniscono nella Cappella Paolina per pregare. Da qui parte la processione verso la Cappella Sistina.

I Cardinali di rito latino - spiega l'ufficio delle celebrazioni liturgiche - indosseranno la veste rossa con la fascia, il rocchetto, la mozzetta, la croce pettorale con cordone rosso e oro, l'anello, lo zucchetto e la berretta, mentre i cardinali delle Chiese orientali indosseranno l'abito corale loro proprio.

Da lì, quindi, la suggestiva processione in abito corale verso la Cappella michelangiolesca, all’interno della quale i porporati intoneranno l’inno Veni, creator Spiritus e presteranno giuramento.

Il “Veni Creator Spiritus” e il giuramento

Una volta entrati all'interno della Cappella Sistina i cardinali cantano il Veni Creator Spiritus, un inno affinché lo Spirito Santo interceda nell'elezione del nuovo papa.

Finito il canto, i cardinali pronunciano il giuramento prescritto. I cardinali presteranno giuramento ponendo la mano sul Vangelo.

La Sistina sarà allestita con i banchi per gli scrutini e la stufa dove saranno bruciate le schede delle votazioni.

Le ore 16.30: l’ingresso in Conclave

Si comincerà alle 16.30, e a controllare che tutto sia svolto nel rispetto delle regole sarà il Camerlengo, il cardinale Kevin Farrell, con l’ausilio di tre cardinali assistenti pro tempore.

Il maestro delle celebrazioni liturgiche pontificie, l’arcivescovo Diego Ravelli, pronuncerà l’«extra omnes», il “fuori tutti” che sancisce l’inizio vero e proprio del Conclave.

Terminato il suo intervento il cardinale Cantalamessa (che non è tra gli elettori) lascerà la Sistina e i cardinali dopo aver giurato sulla Bibbia ascolteranno dal maestro delle celebrazioni, monsignor Diego Ravelli, l’Extra omnes, tutti fuori, e da quel momento inizierà il Conclave.

Sarà allora il momento della seconda meditazione, affidata pure a un cardinale, ma impossibilitato - per limiti di età - a partecipare alle operazioni di voto: padre Raniero Cantalamessa.

Dopo usciranno dalla Sistina lo stesso Cantalamessa e il maestro delle celebrazioni liturgiche pontificie.

Chi dirige le operazioni del Conclave

Il compito di verificare la riservatezza e la correttezza di quanto avverrà spetta al camerlengo, il cardinale Kevin Joseph Farrell, e ai tre cardinali assistenti pro tempore.

A presiedere il conclave sarà il cardinale Pietro Parolin, in assenza del decano, il cardinale Re che ha 91 anni.

Sarà dunque Parolin a chiedere a tutti i cardinali se si possa procedere subito con la prima votazione o se occorra ancora chiarire dubbi circa le norme e le modalità stabilite.

La lingua ufficiale al Conclave sarà l’italiano ma per le Congregazioni dei cardinali «ci saranno gli interpreti».

Le regole per eleggere il Papa

Le regole per l’elezione sono stabilite nella costituzione “Universi Domini Gregis”, emanata da Giovanni Paolo II nel 1996 e rimaneggiata da Benedetto XVI, che intervenne sul tema con la Lettera apostolica De aliquibus mutationibus in normis de electione Romani Pontificis, dell’11 giugno 2007.

La tempistica per l’inizio del Conclave è stabilita dalle norme della costituzione apostolica di Giovanni Paolo II, Universi Dominici Gregis, aggiornata da Benedetto XVI con il Motu Proprio dell’11 giugno 2007, e con quello più recente del 22 febbraio 2013.

Secondo la Costituzione, il Conclave - dal latino cum clave cioè chiuso a chiave - inizia tra il quindicesimo e il ventesimo giorno dalla morte del Papa, dopo i Novendiali, i nove giorni di celebrazioni in suffragio del Pontefice defunto.

Più nel dettaglio, dal momento in cui la Sede Apostolica è legittimamente vacante, i cardinali elettori presenti devono attendere per quindici giorni interi gli assenti, fino a un massimo di venti giorni, se ci sono motivi gravi.

Con il Motu Proprio Normas nonnullas si lascia, peraltro, al Collegio dei Cardinali la facoltà di anticipare l’inizio del Conclave se consta della presenza di tutti gli elettori.

Oggi, dunque, per eleggere il 267° successore di Pietro, è richiesta la maggioranza dei due terzi di voti dei Cardinali elettori presenti.

Sono 133 gli ammessi al voto, per raggiungere il quorum dei due terzi sarà necessario che almeno 89 voti esprimano la preferenza sullo stesso nome.

Come si svolge una votazione

Al momento del primo scrutinio, i cardinali scrivono il nome del loro candidato su una scheda, la piegano e la depositano in un calice.

Ogni cardinale scrive il nome del candidato prescelto su una scheda su cui c’è scritto "Eligo in Summum Pontificem".

Le schede vengono poi scrutinate e i risultati vengono annunciati.

Se a giudizio della maggioranza degli elettori nulla impedisce che si proceda alle operazioni si passerà allora al primo scrutinio.

Le votazioni del primo e dei giorni successivi

Il primo giorno

Una sola votazione il primo giorno, fumata intorno alle 19.

Se nessuno ottiene la maggioranza richiesta (due terzi dei voti), le schede vengono bruciate, producendo una fumata nera che segnala al mondo che l’elezione non è ancora avvenuta, e si passa dunque ad una nuova votazione.

Dal secondo giorno

Ogni giorno, a partire dall'8 maggio, i cardinali celebreranno la Messa e poi si recheranno nella Cappella Sistina, dove alle 9 reciteranno le Lodi e, dopo il secondo turno di votazioni nel pomeriggio, reciteranno i Vespri.

Dunque, i cardinali voteranno due volte al mattino (subito dopo le Lodi) e due volte nel pomeriggio (alle 16).

Sono previsti quattro scrutini al giorno, due al mattino e due al pomeriggio.

Le fumate sono però due: una attorno a mezzogiorno che riassume l’esito degli scrutini mattutini, una attorno alle 17.30 per i due del pomeriggio.

MomentoAttività
7 maggio, ore 10Messa “Pro Eligendo Romano Pontifice”
7 maggio, ore 16.30Ingresso nella Cappella Sistina
Primo giornoUna votazione
Dall’8 maggio, mattinaDue votazioni dopo le Lodi
Dall’8 maggio, pomeriggioDue votazioni alle 16
MezzogiornoFumata degli scrutini mattutini
Ore 17.30Fumata degli scrutini pomeridiani

Il significato della fumata nera

Che succede in caso di fumata nera.

I votanti restano in Vaticano finché il nuovo Pontefice non viene eletto.

Se nessuno riesce a ottenere la maggioranza richiesta (maggioranza qualificata, ovvero due terzi dei voti), le schede vengono bruciate, producendo una fumata nera che segnala al mondo che l’elezione non è ancora avvenuta.

Fumata nera dalla Cappella Sistina

Il significato della fumata bianca

Quando la fumata sarà invece bianca, significa che l’elezione del nuovo Papa è avvenuta.

Se il Papa verrà eletto nella prima votazione del mattino o nella prima del pomeriggio, la fumata bianca sarà anticipata.

I maxi schermi allestiti per i funerali di Bergoglio sia in piazza sia nelle zone limitrofe restano funzionanti.

Da sapere: tra la fumata bianca e l’Habemus Papam, con l’annuncio dalla Loggia della Basilica e la presentazione del nuovo Pontefice che si affaccerà e saluterà la folla, trascorrono almeno 45-60 minuti.

Che cosa accade dopo la 33ª o la 34ª votazione

Nel caso le votazioni dovessero prolungarsi, dopo la 33esima o 34esima votazione si passa direttamente, e obbligatoriamente, al ballottaggio fra i due cardinali che avranno ricevuto il maggior numero di voti nell'ultimo scrutinio.

Anche in questo caso, però, sarà sempre necessaria una maggioranza dei due terzi.

I due cardinali rimasti in lizza, inoltre, non potranno partecipare attivamente al voto.

Se per un candidato i voti raggiungono i due terzi dei votanti, l'elezione del Pontefice è canonicamente valida.

L’accettazione dell’elezione e la scelta del nome

Una volta eletto il Papa gli verrà chiesto: Acceptasne electionem de te canonice factam in Summum Pontificem? (Accetti la tua elezione canonica a Sommo Pontefice?) e a risposta affermativa, soggiunge: Quo nomine vis vocari? (Come vuoi essere chiamato?), domanda a cui risponderà con il nome pontificale.

A quel punto l’ultimo dell'ordine dei Cardinali diaconi richiama il maestro delle Celebrazioni Liturgiche e il segretario del Collegio Cardinalizio.

Dopo l'accettazione si bruciano le schede, facendo in modo che da piazza San Pietro possa vedersi la classica fumata bianca.

La “Stanza delle lacrime”

Al termine del Conclave il nuovo Pontefice si ritira nella “Stanza delle lacrime”, ovvero nella sacrestia della Cappella Sistina, indosserà per la prima volta i paramenti papali - preparati in tre taglie - con i quali si presenterà alla folla di fedeli richiamati in Piazza San Pietro dalla fumata bianca.

Dopo la preghiera per il nuovo Pontefice, e l’ossequio dei cardinali, viene intonato il Te Deum che segna la fine del Conclave.

L’“Habemus Papam” dalla loggia di San Pietro

L’annuncio dell’elezione, l’Habemus papam, sarà fatto dal francese Dominique Mamberti, diventato cardinale protodiacono nel 2024.

Il 73 enne porporato francese, nato in Marocco, che da “protodiacono” avrà l’importante ruolo di annunciare al mondo l’elezione e il nome del nuovo Papa dalla loggia della basilica di San Pietro.

Come detto, sarà il protodiacono Mamberti ad annunciarlo al mondo, pronunciando l’atteso “Habemus Papam”.

Seguirà l’apparizione del Papa, preceduto dalla croce astile, il quale impartirà la solenne benedizione Urbi et Orbi.

Nei giorni successivi ci sarà la Messa di Inaugurazione del Pontificato.

La conclusione dei riti pubblici

Se già eletto, domenica 12 maggio il Papa, che sarà il 267^ della storia della Chiesa, farà la prima apparizione pubblica per l’Angelus.

La mattina di mercoledì 7 maggio concelebreranno tutti la solenne Messa “pro eligendo Pontifice”, la celebrazione eucaristica presieduta dal decano del Collegio cardinalizio il quale inviterà i confratelli a procedere nel pomeriggio verso la Sistina con queste parole: “Tutta la Chiesa, unita a noi nella preghiera, invoca costantemente la grazia dello Spirito Santo, perché sia eletto da noi un degno Pastore di tutto il gregge di Cristo”.

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Il precedente Conclave del 2013

Il Conclave del 2013 fu convocato dopo le dimissioni di Papa Benedetto XVI, annunciate l'11 febbraio e avvenute ufficialmente il 28 febbraio seguente.

Il Conclave si svolse nella Cappella Sistina tra il 12 e il 13 marzo, alla presenza di 115 Cardinali elettori (non parteciparono all'elezione l'arcivescovo emerito di Giacarta, Julius Riyadi Darmaatmadja, e l'arcivescovo emerito di Saint Andrews ed Edimburgo, Keith Michael Patrick O'Brien).

Furono necessari cinque scrutini per eleggere il successore di Joseph Ratzinger che divenne l'argentino Jorge Mario Bergoglio (arcivescovo di Buenos Aires) e prese il nome di Francesco.

L'elezione fu annunciata dal cardinale protodiacono Jean-Louis Tauran.

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