Neon Genesis Evangelion: chi sono gli Apostoli e perché in italiano sono stati chiamati Angeli

Gli Apostoli sono gli esseri che minacciano l’umanità in Neon Genesis Evangelion: forme di vita organiche gigantesche, dotate di un nucleo e dell’A.T. Field, capaci di attaccare individualmente Neo Tokyo-3 e quasi immuni alle armi convenzionali. Il termine giapponese usato nella serie è 使徒, letto shito, che significa “apostoli”, mentre nella terminologia internazionale dell’opera compare spesso la parola inglese Angel, cioè “angelo”.

La distinzione è al centro della controversia sull’edizione italiana distribuita da Netflix: la precedente versione chiamava questi esseri “angeli”, in continuità con l’uso internazionale, mentre il nuovo adattamento diretto da Gualtiero Cannarsi adottò “apostoli”, seguendo il significato letterale del termine giapponese. La questione, tuttavia, non riguarda soltanto una parola, perché coinvolge la traduzione, la simbologia religiosa e la coerenza interna dell’universo di Evangelion.

Che cos’è Neon Genesis Evangelion

La produzione della serie comincia nel 1993 presso lo studio Gainax, affidata alla direzione di Hideaki Anno, uno dei fondatori dello studio. Anno in precedenza aveva lavorato con Miyazaki, e proprio da una bozza di Laputa: castello nel cielo, che Miyazaki originariamente voleva far curare ad Anno, aveva realizzato la serie Nadia Il mistero della pietra azzurra. Terminata questa serie era caduto in depressione, ed è in questa fase che gli viene affidata la nuova serie.

Neon Genesis Evangelion è apparentemente una serie di “robottoni”, ma in realtà è un’opera complessa, ricca di tematiche che vanno dalla religione alla filosofia alla psicologia. Diventa sempre più complessa, fino a un finale pressoché incomprensibile che lascia gli appassionati incerti e storditi.

Gli angeli sono al tempo stesso protagonisti e grande mistero di Neon Genesis Evangelion, tanto che la loro natura ed i loro obiettivi rimangono per molto tempo a noi sconosciuti durante la visione della serie.

Neon Genesis Evangelion Apostoli e Neo Tokyo-3

Che cosa sono gli Apostoli

Sappiamo sin dalle prime puntate che gli angeli sono enormi esseri di natura organica, forme di vita a tutti gli effetti: addirittura essi hanno in comune con l’uomo il 99,89% del loro patrimonio genetico (anche se gli elementi di base sono differenti); tuttavia si differenziano particolarmente dall’uomo per il fatto che i loro corpi, di forma svariata, combinano sia proprietà corpuscolari sia proprietà ondulatorie, esattamente come la luce.

La loro forza risiede principalmente nella capacità di sviluppare l’A.T. Field, un’incredibile energia interiore che essi posseggono, e che possiedono anche gli Evangelion, che può essere utilizzata sia come difesa, per esempio una barriera energetica, o come attacco, attraverso raggi energetici.

Ciò li rende del tutto immuni alle armi convenzionali, e capaci di attaccare individualmente la città fortezza di Neo Tokyo-3, creata apposta per fronteggiarli, che da subito si presenta come loro obbiettivo fisso.

Gli angeli posseggono all’interno del loro corpo, di solito sotto la forma di una sfera rossa, il cosiddetto “nucleo”, che una volta distrutto porta l’Angelo inevitabilmente alla morte.

L’A.T. Field e il nucleo

L’A.T. Field costituisce una delle caratteristiche più importanti degli Apostoli e degli Evangelion. La sua capacità difensiva permette agli Apostoli di resistere agli attacchi convenzionali, mentre la distruzione del nucleo rappresenta generalmente il punto decisivo dello scontro.

Il nucleo è spesso visibile come una sfera rossa collocata in una parte precisa del corpo, ma non tutti gli Apostoli lo mostrano all’esterno. In alcuni casi la sua posizione deve essere individuata durante il combattimento.

Adam, Lilith e l’origine delle forme di vita

Gli angeli sono stati, come si scopre ad un certo punto della serie, creati da Adam. Mentre gli angeli possiedono l’elemento S², che corrisponde al frutto dell’albero della vita, gli umani, generati da Lilith, possiedono il frutto dell’albero della conoscenza del Bene e del Male, biblicamente acquisito da Adamo ed Eva quando hanno trasgredito a Dio nell’Eden.

Per questo gli angeli agiscono, a differenza dell’uomo, istintivamente: poiché non sono in possesso della conoscenza, e quindi dell’intelletto. Gli angeli, discendenti di Adam, vengono definiti nel corso della serie come gli abitanti della perduta “luna bianca”. Gli uomini, discendenti di Lilith, vengono per converso identificati come gli abitanti della “luna nera”.

Gli angeli e gli esseri umani rappresentano quindi due forme di vita alternative. L’opposizione iniziale tra angeli e umani viene progressivamente complicata dalla scoperta della loro comune origine biologica e dal fatto che, nel finale cinematografico, Misato definisce gli umani come “diciottesimo angelo”.

Il primo Angelo: Adam

Il primo Angelo Adam è il primo angelo, nonché uno dei due angeli capostipiti assieme a Lilith. Il suo nome deriva ovviamente da quello di Adamo, colui che viene descritto nella Bibbia come il primo uomo. Ma a dispetto di ciò, in Neon Genesis Evangelion non è il progenitore degli esseri umani, ma degli angeli: infatti tutti gli angeli che nel corso della serie attaccano il genere umano non sono altro che esseri da lui direttamente generati.

È pur vero che Gendo Ikari, una volta entrato in possesso del suo embrione, lo chiama “primo uomo”. La frase, apparentemente una forzatura alla luce degli sviluppi futuri della storia, non è nient’altro che una semplice citazione da Nadia - Il mistero della pietra azzurra, anime realizzato dagli stessi autori di Evangelion.

Nel corso della storia Adam ci viene presentato in due forme distinte. Fu rinvenuto per la prima volta nel Polo Sud, all’interno di una cavità sotterranea analoga al Geo-Front di Neo Tokyo-3. Gli scienziati operarono su di lui vari studi, nel tentativo di carpirne i segreti.

Durante di essi qualcosa apparentemente andò storto: Adam si destò, e generò il Second Impact, che sconvolse l’ambiente antartico. In questa occasione si presenta ai nostri occhi come un gigante di luce.

In seguito ricompare sotto forma embrionale: la sua riduzione ad embrione fu in realtà un atto voluto dalla Seele, e la catastrofe del Second Impact un preannunciato effetto collaterale.

L’embrione, inizialmente custodito in Germania, viene poi trafugato da Kaji per conto del comandante Ikari, che successivamente lo trapianterà nel palmo della sua mano in vista dei suoi scopi.

L’embrione risulta però privo di anima: essa è stata posta nel corpo umano di colui che diventerà Kaworu Nagisa, e che per questo sarà anch’esso catalogabile come angelo.

Il secondo Angelo: Lilith

In tutto il corso della storia di Evangelion, il secondo angelo non viene mai effettivamente preso in considerazione. Inizialmente si poteva pensare, come faceva Misato, che il secondo angelo fosse stato quell’angelo che, venuto in contatto con Adam, causò il Second Impact.

Tuttavia ad un certo punto della storia scopriamo che non è andata effettivamente così, e che questo ipotetico secondo angelo non è mai esistito. L’unico essere capace di ricoprire il ruolo di secondo angelo è il gigante bianco crocefisso custodito nei livelli più profondi della base della Nerv, Lilith.

Lilith compare per la prima volta nell’episodio 15, quando Kaji lo presenta a Misato come “Adam”. Lo spettatore a quel punto poteva effettivamente pensare che la Nerv avesse fatto sviluppare l’embrione di Adam fino ad ottenere un tale essere, ma alla fine scopriamo che non è così.

Nell’episodio 24 infatti Kaworu riconosce nel gigante inchiodato alla croce rossa non Adam, come pensava di trovare, bensì un nuovo essere sino a quel momento sconosciuto, Lilith.

E sempre nell’episodio 24, ma solo nella versione “director’s cut” dotata di scena aggiuntive, scopriamo che in realtà l’embrione di Adam è stato direttamente trapiantato nel corpo del comandante della Nerv, Gendo Ikari.

In seguito, scopriremo che Lilith non è altro che l’essere che ha generato la razza umana: non a caso il suo corpo presenta delle escrescenze del tutto simili a gambe umane. Inoltre, il liquido che sgorga dal suo corpo non è altro che il ben noto LCL.

Lilith ha subito una sorte simile a quella di Adam: la sua anima è stata prelevata e posta all’interno di un corpo umano, quello di Rei Ayanami. Nel corso della serie viene inoltre trafitta con la Lancia di Longinus, forse per inibire la rigenerazione della parte inferiore del suo corpo.

La figura religiosa di Lilith

Dal punto di vista religioso, la figura di Lilith è rintracciabile in varie fonti apocrife, sebbene in maniera non univoca. Compare addirittura già nella mitologia mesopotamica, nelle vesti di un demone femminile.

Nella tradizione ebraica Lilith fu la prima donna ad essere creata da Dio. Tuttavia ella si ribellò, rifiutandosi di essere sottomessa ad Adamo, e fu quindi cacciata dall’Eden.

In seguito Dio inviò tre angeli per convincerla a ritornare sui propri passi, ma essi non ebbero successo. Alcuni individuano Lilith nel serpente che tentò Adamo ed Eva.

Nella tradizione cristiana non è contemplata, anche se viene brevemente citata in un unico passo della Bibbia. In Evangelion gli esseri umani, figli di Lilith, vengono definiti “Lilim”, riprendendo il nome dei demoni del Mar Rosso con i quali Lilith si sarebbe accoppiata dopo la sua cacciata dall’Eden.

Gli Apostoli principali della serie

Il terzo Angelo: Sachiel

Il terzo Angelo Sachiel, l’angelo dell’acqua, è il primo angelo che attacca Neo Tokyo-3. Dalle sembianze antropomorfe, è dotato di varie capacità che lo rendono abile in battaglia sia nel combattimento ravvicinato che in quello dalla media distanza.

Tra le sue principali abilità ricordiamo le lance protrattili che scorrono all’interno dei suoi avambracci, e che una volta attivate si illuminano di una luce rosa; la possibilità di aumentare la massa muscolare delle proprie braccia; la capacità di generare potentissime esplosioni cruciformi.

Inoltre, come tutti gli altri angeli, ha la capacità di rigenerare velocemente il proprio corpo se ferito. Da notare il fatto che sotto la prima “faccia”, danneggiata da una mina N², ne spunti subito una sottostante.

Il suo nucleo è ben visibile al centro della sua zona pettorale. Presenta anche una coppia di strani organi che ricordano delle branchie, anche se il loro funzionamento non è chiaro, e alcune protuberanze che fungono da esoscheletro.

Inoltre può nuotare, compiere grandi balzi e modificare il proprio corpo fluidificandolo. Nella tradizione religiosa Sachiel è un cherubino, ovvero uno degli angeli destinati a custodire il giardino dell’Eden armati di una spada fiammeggiante.

Il suo nome significa letteralmente “Rivestimento di Dio”. Questo angelo è presente anche nel manga e nel primo nuovo film del Rebuild, dove è però identificato come “quarto angelo”.

Il quarto Angelo: Shamshel

Prerogativa di Shamshel, l’angelo del giorno, sono le sue fruste, che estende a partire da quelli che appaiono come i suoi arti superiori. Tali fruste sono percorse da una qualche forma di energia che le rendono molto pericolose.

Grazie ad esse questo angelo può letteralmente fare a fettine qualunque cosa, nonché perforare con apparente facilità il resistente corpo degli Eva. Solo toccandole, le mani dell’Eva-01 ne risulteranno come letteralmente corrose.

Oltre ad esso questo angelo non possiede altri strumenti d’attacco. Il suo nucleo è ben visibile al centro del corpo, che può assumere una diversa postura a seconda delle necessità.

Nella parte superiore presenta due elementi circolari che assomigliano a due occhi, ma che in realtà ne sono solo una imitazione. Inoltre, si sposta volando radente al suolo.

Nella tradizione religiosa Shamshel è al pari di Sachiel un cherubino. Il suo nome significa letteralmente “Il solitario conquistatore di Dio”.

Questo angelo è presente anche nel manga, e nel primo nuovo film del Rebuild. In quest’ultimo viene presentato come “quinto angelo”, ed il suo design è stato leggermente aggiornato, aggiungendo una piccola faccia simile a quella di Sachiel, una serie di piccole zampette scheletriche sotto il nucleo, ed un paio di piccole protuberanze ossee.

Il quinto Angelo: Ramiel

Il quinto Angelo Ramiel, l’angelo del tuono, ha la forma di un ottaedro regolare, poliedro le cui otto facce sono costituite da triangoli equilateri.

È una vera e propria fortezza volante, in quanto ogni attacco ravvicinato è praticamente impossibile: il suo A.T. Field potentissimo rende la sua difesa molto efficace, e grazie al suo devastante raggio distrugge puntualmente ogni possibile minaccia che lo avvicini.

È inoltre dotato di uno shield, una vera e propria trivella posta sul suo vertice inferiore. Si sposta volando, ed il suo nucleo non è visibile.

Nella tradizione religiosa, principalmente giudaica piuttosto che biblica, Ramiel è un arcangelo. È indifferentemente noto anche con il nome di Uriel. Il suo nome significa letteralmente “Tuono di Dio”.

Questo angelo è presente anche nel manga e nel primo film del Rebuild. In quest’ultimo viene presentato come “sesto angelo”, e la sua figura è stata in parte modificata: quando emette il suo raggio, il suo nucleo diventa visibile, mentre il suo corpo assume svariate forme geometriche a seconda delle circostanze, come la potenza del raggio o la creazione di una barriera con l’A.T. Field.

Il sesto Angelo: Gaghiel

Il sesto Angelo Gaghiel, l’angelo dei pesci, è a tutti gli effetti un enorme angelo marino, che ricorda alcuni antichi esseri preistorici.

Se escludiamo la sua gigantesca bocca, dotata di denti acuminati, non è dotato di particolari capacità offensive, e si limita a sfruttare le proprie sviluppate capacità natatorie per effettuare un attacco a sorpresa.

Il suo nucleo è posto all’interno del corpo, esattamente in fondo alla sua bocca. Sul dorso presenta una “faccia” del tutto simile a quella di Sachiel.

Nella tradizione religiosa, Gaghiel rivestiva un ruolo poco importante: prima di divenire un angelo decaduto, veniva marginalmente citato solo come guardiano del Sesto Cielo. Il suo nome significa letteralmente “Ruggente bestia di Dio”.

Il settimo Angelo: Israfel

Il settimo Angelo Israfel, l’angelo della musica, è un angelo antropomorfo capace di dividersi in due metà che agiscono in modo sincronizzato.

Questa tattica lo rende comunque pericoloso nel combattimento corpo a corpo, sebbene non sia uno degli angeli più potenti e resistenti: una mina N² riesce ad incenerire ben il 33% del suo corpo.

Le sue mani sono a tutti gli effetti delle lame affilate, e come molti altri angeli può generare dei raggi esplosivi, anche se non particolarmente potenti.

Al momento della divisione nelle sue due parti, una grigia e l’altra arancione, anche il nucleo si scinde in due nuclei distinti.

Nella tradizione religiosa islamica e nella Cabala ebraica, Israfel è l’angelo deputato a suonare la tromba nel Giorno del Giudizio. La scelta di organizzare contro di lui un attacco sincronizzato armonizzato su di una melodia non è quindi del tutto casuale.

Il suo nome significa letteralmente “colui che brucia”.

L’ottavo Angelo: Sandalphon

L’ottavo Angelo Sandalphon, l’angelo degli embrioni, è l’angelo ritrovato in un vulcano attivo ancora allo stato embrionale.

Tuttavia, si trasformerà ben presto nella sua forma definitiva, quella di un essere acquatico. La sua particolarità è quella di poter vivere tranquillamente in un ambiente dalla temperatura e pressione elevatissima come quello delle profondità magmatiche del sottosuolo.

Per attaccare utilizza le sue braccia e la sua bocca. Non presenta un nucleo esternamente visibile.

La sua figura ricorda quella dell’Anomalocaris, un animale simile agli artropodi vissuto tra 530 e 505 milioni di anni fa.

La scelta di farlo apparire inizialmente come un embrione non è casuale: infatti secondo la Cabala ebraica Sandalphon è l’angelo responsabile della differenziazione sessuale negli embrioni umani.

Questo angelo non è presente nel manga.

Il nono Angelo: Matarael

Il nono Angelo Matarael, l’angelo della pioggia, è l’angelo che ricorda vagamente un ragno.

La sua abilità peculiare è quella di secernere dai suoi “occhi” un potente liquido corrosivo.

Sicuramente è uno degli angeli con l’A.T. Field meno potente in assoluto, il Pallet Gun è sufficiente a metterlo fuori gioco, tuttavia si rivelerà comunque un avversario ostico a causa delle particolari circostanze nelle quali attaccherà Neo Tokyo-3.

Non presenta un nucleo esternamente visibile.

“Apostoli” o “Angeli”: il significato di shito

Il termine originale giapponese di angeli non è Tenshi, ma Shito, ovvero “apostolo”: Shito è proprio il termine utilizzato in giapponese per indicare gli apostoli di Gesù.

Tuttavia nella serie compare a video, come nella sigla iniziale, anche il termine inglese “angels”, da cui l’italiano “angeli”. Se vogliamo, questa la possiamo considerare quindi come una piccola incongruenza dell’opera.

Una singola parola giapponese dal significato univoco e semplice. Qualunque dizionario di giapponese, monolingua o interlinguistico, sarebbe infatti più che sufficiente per dirimere la questione in modo diretto e definitivo: 使徒 significa “apostoli”.

La questione può essere organizzata lungo due direttrici d’indagine parallele: che cosa significhi 使徒, letto shito, nella lingua giapponese in sé, e che cosa significhi 使徒 nell’opera animata ShinSeiki Evangelion.

Poiché l’opera animata ShinSeiki Evangelion è stata creata ed espressa in lingua giapponese, è evidente che la seconda istanza muove sempre e comunque dalla prima, per poi andare a connotarsi e specificarsi in modo peculiare.

Da tutto ciò va poi ancora a discendere qualsiasi logica di resa, ovvero di traduzione e adattamento, del termine originale 使徒 in ogni altra lingua straniera di localizzazione dell’opera, come nel nostro caso l’italiano.

La distinzione tra shito e tenshi

Benché sia una parola comune formata da ideogrammi comuni, a livello di uso e di numero di occorrenze il termine 使徒, shito, “apostolo”, derivante dalla traduzione cinese della Bibbia, non è molto presente nella lingua giapponese poiché non ci sono effettive occasioni di usarlo al di là del contesto specifico della sola religione cristiana.

Per esempio, nella religione buddhista si usa un termine diverso per intendere gli apostoli di Gautama Buddha, ovvero 比丘, biku, e più in generale se si vuole indicare un apostolo, ovvero colui che comunica un messaggio acquisito da un maestro prima di lui, anche in senso metaforico o ironico, non si usa comunque il termine shito, troppo tecnico.

Al contrario il termine 天使, tenshi, “angelo”, è molto più diffuso e utilizzato in giapponese sia per un uso popolare sia per l’uso tecnico, perché non si riferisce solo alla religione cristiana, ma a ogni caso reale, metaforico o ironico di messaggero celeste, dunque misterioso, dunque di origine sconosciuta.

Neon Genesis Evangelion è una serie fatta apposta per destabilizzare lo spettatore giapponese perché mette insieme un setting bellico molto realistico, per quanto fantascientifico, con un immaginario para-religioso occidentale per lo più ignoto ed esotico per i giapponesi.

La scelta di shito può dunque rientrare in questo contesto di “esotismo”. Il discorso ovviamente cambia per il pubblico occidentale, della cui cultura il cristianesimo costituisce un elemento fondante.

In Occidente tutti sanno che gli apostoli sono i discepoli scelti da Gesù diventati santi ma comunque di natura umana, e che invece gli angeli sono creati da Dio, messaggeri celesti di natura spirituale. L’essenza degli angeli è aliena, in quanto altra e non umana.

Perché la serie usa il termine Angel

La polemica degli appassionati si è concentrata in particolare su una parola, il nome con cui vengono chiamati i misteriosi mostri che attaccano la Terra, che nell’adattamento precedente erano chiamati “angeli”, secondo la versione internazionale dell’anime, mentre nella nuova versione Cannarsi ha ribattezzato “apostoli”.

“Apostolo” teoricamente è corretta come traduzione. Probabilmente all’inizio Anno e gli altri membri della Gainax hanno trovato che fosse accattivante come termine e idea da usare.

Indicativo è il fatto che uno degli “angeli/apostoli” abbia un forte riferimento a Gesù sulla croce: il legame è più che evidente; inoltre, consideriamo che il vocabolo 使徒 in giapponese è stato proprio creato per riferirsi agli apostoli di Gesù e i grandi dizionari giapponesi avallano questa definizione.

Ma perché allora nella versione internazionale della serie si usa la parola “angeli”?

In fondo, in quel periodo la Gainax aveva problemi finanziari ed è difficile pensare si preoccupasse in fase di definizione del progetto di come rendere i termini in una lingua straniera, ma si concentrasse nel proporre un anime accattivante e che potesse avere successo al pubblico giapponese.

Quando sono giunti, in una seconda fase, a pensare come tradurlo in inglese, probabile che si siano accorti che usare il termine discepolo all’estero potesse creare dei problemi con il Vaticano e il mercato americano, notoriamente puritano.

Questo è una paura che gli autori giapponesi hanno sempre un po’ avuto quando presentano loro lavori connessi alla religione cattolica all’estero. Tradurlo con angeli quindi creava molti meno problemi.

In conclusione, però dato che la Gainax stessa ha deciso di renderlo come “Angeli”, allora sarebbe quella la traduzione da seguire.

Gli elementi interni che sostengono “Angeli”

Le scritte nei monitor

All’interno del franchise di Evangelion compaiono in molteplici occasioni monitor con informazioni riportate in alfabeto latino.

Per tutta la serie e i film cinematografici quando vengono visualizzati dati sui “nemici” viene sempre riportata la dicitura “Angel” in caratteri latini.

Anche nella tetralogia cinematografica di Evangelion attualmente in corso i dati sui nemici appaiono scritti in alfabeto latino e con la dicitura “Angel”.

La sigla di apertura

Il titolo della sigla di apertura è 残酷な天使のテーゼ, Zankoku na Tenshi no These, letteralmente “La Tesi dell’Angelo Crudele”, in quanto 天使, tenshi, significa per l’appunto “Angelo”.

Anche nel testo del brano ricorre più volte la parola tenshi. Nelle primissime immagini della sigla di apertura appare un essere con dodici ali costellate di occhi e dal volto molto simile a quello di Sachiel, ormai diventato il simbolo per antonomasia degli “shito” di Evangelion.

Pur non apparendo nella serie, tale immagine è molto famosa e conosciuta tra gli appassionati di Eva. Nella pubblicazione ufficiale Eva Tomo no Kai, allegata ai laserdisc giapponesi di Evangelion, tale essere è indicato come uno dei cherubini, la schiera angelica seconda per importanza secondo la tradizione cattolica.

Questa figura potrebbe anche rappresentare l’angelo caduto Samael, che secondo la tradizione aveva dodici ali. Nella sigla di apertura appare anche il seguente fotogramma riportante la scritta in caratteri latini, “Angels”.

I nomi degli Apostoli

Nell’episodio 14 vengono riepilogate le vicende che hanno avuto luogo fino a quel punto della serie e appaiono vari fotogrammi che rivelano i nomi degli “shito”.

Tali nomi sono stati scelti dalla Gainax tra quelli degli angeli della religione e tradizione ebraica, come Sachiel, Ramiel, Israfel, Bardiel, Zeruel, nomi teoforici portatori di deità con suffisso in -el.

Giusto per fare un esempio tra molti, ecco un fotogramma dell’episodio 14 con il nome di uno “shito”, che riporta la scritta “L’attacco di Ramiel”.

L’iconografia religiosa

Evangelion attinge a piene mani dalla religione ebraica, dalla cabala e dal cristianesimo per quanto riguarda atmosfere e simbologie.

In alcuni casi gli “shito” di Evangelion volano, arrivano dal cielo e sono dotati di ali, tutte prerogative degli angeli della tradizione ebraica e cristiana.

La simbologia è voluta in modo così forte che nell’episodio 24 l’ultimo “shito”, Kaworu Nagisa, ha sembianze umane e fa la sua prima apparizione nei pressi di alcune rovine: sembra che questo ragazzo abbia le ali e il collegamento mentale “Kaworu/uomo alato/Angelo” è una precisa scelta di sceneggiatura e di regia.

Il glossario ufficiale e la doppia terminologia

A partire dal 15 marzo 1997, in occasione dell’uscita del primo film cinematografico, Evangelion: Death & Rebirth, è stato venduto il program book del film.

Nell’edizione speciale di questo program book, a pagina 32, è presente la voce “Angel” scritta proprio in caratteri latini. Nella relativa voce è possibile leggere chiaramente in alfabeto latino le parole “Apostle” e “Angel”.

Il testo specifica che gli esseri che minacciano l’umanità sono gli shito, ma che il loro nome inglese non è “Apostle”, bensì “Angel”. Il testo collega inoltre i nomi degli Apostoli, con l’eccezione del primo Apostolo Adam, ai nomi degli angeli.

Ne consegue una distinzione precisa: il termine giapponese 使徒, shito, significa “apostoli”, mentre la denominazione inglese interna all’opera è “Angel”.

Vi è, in altre parole, un inteso dualismo terminologico interlinguistico sul modo in cui vengono denominati “i nemici” presenti nell’originale giapponese.

In lingua prima si chiamano 使徒, “Apostoli”, ma quando il loro nome compare a video scritto in caratteri latini, allora è codificato con l’anglicismo ANGEL.

Il titolo giapponese del primo episodio è comunque “使徒、襲来”, ovvero “Apostoli, l’assalto”. Tra l’altro, nel “titolo inglese di metà episodio” diventa un’altra cosa, poiché tutti gli episodi di ShinSeiki Evangelion sono intesi e presentati con due diversi titoli, uno giapponese e uno inglese, che sono solo raramente corrispondenti fra loro quanto a significato.

La posizione contraria: perché “Apostoli” sarebbe la scelta più rigorosa

La traduzione letterale del termine giapponese è soltanto il punto di partenza. Una traduzione è una reinterpretazione e riscrittura. Dev’essere fruibile da chi la ascolta e che parla un’altra lingua.

Una lingua non è naturalmente solo un elenco di parole; è anche modi di dire, formule di cortesia, e quando si parla di culture lontane dalla nostra anche il modo di rapportarsi tra le persone cambia.

Un traduttore dall’inglese non tradurrebbe mai it rains cats and dogs “piovono gatti e cani”, e neanche “cani e gatti”, visto che in italiano i cani vengono prima. Tradurrebbe “piove a dirotto”, altrimenti il giorno dopo dovrebbe trovarsi un altro lavoro.

Secondo questa prospettiva, il fatto che shito significhi letteralmente “apostoli” non stabilisce automaticamente che “apostoli” sia la resa più adatta in italiano per gli esseri della serie.

Se il modo di tradurre di Cannarsi genera un effetto “arcaico” che forse nelle opere post-apocalittiche o medievaleggianti di Miyazaki può anche starci, ma già in Ponyo stride, tremendo è l’effetto in una serie come Neon Genesis Evangelion, che è ambientata in un futuro ultratecnologico.

La controversia sull’adattamento italiano

La prima edizione italiana

La prima versione italiana di Neon Genesis Evangelion è stata curata da Fabio Mazzotta per i primi sei episodi e poi da Paolo Cortese per i restanti venti.

Già allora però, attenzione, tra i curatori, col ruolo di “direttore artistico”, c’era il nome di Gualtiero Cannarsi.

La nuova versione distribuita da Netflix è stata interamente ritradotta, questa volta sotto la direzione di Cannarsi, che ha così imposto il suo modo tutto personale di interpretare il lavoro di traduttore.

Il metodo di Cannarsi

Cannarsi opera come dialoghista e adattatore nel campo dell’animazione giapponese da oltre 25 anni.

Neon Genesis Evangelion è stata una delle prime cose di cui si è occupato, anche se soltanto in veste di una sorta di consulente.

Negli anni successivi si è occupato di gran parte dei film di Hayao Miyazaki, imponendo la sua particolare filosofia riguardo allo stile di traduzione che ha acceso aspre controversie.

L’idea di Cannarsi in sostanza è quella di mantenere una traduzione il più possibile letterale e aderente all’originale.

Questo genera l’effetto, nei dialoghi italiani, di un modo di parlare arcaico, artefatto, poco spontaneo, perché ricalca il giapponese che è molto più formale di quanto non sia la nostra lingua.

Le critiche alla resa dei dialoghi

Se Soumaré in una certa misura condona la scelta della parola più contestata, è molto meno tollerante riguardo alla filosofia della traduzione letterale seguita da Cannarsi.

Una traduzione è una reinterpretazione e riscrittura. Dev’essere fruibile da chi la ascolta e che parla un’altra lingua. E il lavoro fatto su Evangelion non è questo.

Lì si scrivono le frasi in italiano mantenendo la struttura sintattica del giapponese.

Queste polemiche sulle traduzioni di Cannarsi non sono nuove e in sostanza si ripetono ogni volta che compare un suo lavoro.

Perché la parola “apostoli” ha suscitato tante reazioni

La parola “apostoli” è teoricamente corretta come traduzione diretta di shito, ma produce nel pubblico occidentale un’associazione diversa da quella generata dalla parola “angeli”.

In Occidente gli apostoli sono generalmente concepiti come discepoli umani scelti da Gesù, mentre gli angeli sono messaggeri celesti di natura spirituale. Gli Apostoli di Evangelion sono invece creature aliene, gigantesche e multiformi, spesso prive di sembianze umane.

La scelta di “angeli” enfatizza quindi la loro natura celeste, misteriosa e non umana, oltre a mantenere la continuità con le scritte presenti nella serie, nella sigla, nei film e nei materiali internazionali.

La scelta di “apostoli” mette invece in primo piano il significato letterale del termine giapponese e il rapporto diretto con la terminologia cristiana.

La coerenza con le altre edizioni

Al di fuori del Giappone i “nemici” in Evangelion vengono chiamati “Angeli” praticamente in tutto il mondo.

In Italia nella serie, nei film, nei fumetti e in ogni altra pubblicazione al riguardo sono sempre stati chiamati “Angeli”.

Anche nella nuova tetralogia tuttora in corso, Evangelion Nuova Edizione Cinematografica o Rebuild of Evangelion, viene utilizzato il termine “Angeli”.

Adattare il termine in qualsiasi altro modo, a meno che non sia stato esplicitamente richiesto da Netflix o dallo Studio Khara, sarebbe un’insensata eccezione in termini di mercato globale, un capriccio soggettivo contro la realtà oggettiva dei fatti, nonché un’ingiustificata discontinuità sia con il passato di Evangelion, sia con il presente e il futuro di Evangelion.

Il confronto con Berserk

Il termine 使徒, shito, è utilizzato anche nel manga Berserk di Kentaro Miura e in italiano è stato tradotto come “apostolo”.

In questo caso tale traduzione è corretta, perché gli “shito” di Berserk sono esseri umani scelti, dal caso e da una divinità maligna, per diventare demoni immortali tramite il sacrificio di ciò che per loro è più caro, in una versione distorta, negativa e maligna degli apostoli del cristianesimo.

In generale Berserk ha un’ambientazione fantasy simil-germanica in un medioevo alternativo, la cui religione ufficiale ha molti punti di contatto con quella cristiana.

Al contrario di Evangelion, gli shito di Berserk non presentano alcuna ambiguità concettuale né convivono con una nomenclatura alternativa e parallela, pertanto la traduzione del termine in “apostoli” non può essere messa in discussione.

Il doppio binario tra lingua originale e nome internazionale

Il titolo giapponese di Full Metal Alchemist, 鋼の錬金術師, significa letteralmente “L’alchimista d’acciaio” o “L’alchimista dell’acciaio”, ma l’autrice Hiromu Arakawa ha scelto di sua volontà un titolo diverso per l’estero, che gli adattatori stranieri hanno dovuto rispettare.

Il titolo ufficiale internazionale, protetto da diritto d’autore e da tutti i copyright internazionali possibili e immaginabili, di となりのトトロ, Tonari no Totoro, fuori dal Giappone è My Neighbour Totoro ed è questo a fare testo, non Tonari no Totoro.

Il film your name. in originale non si chiama affatto “il tuo nome.”, bensì “il tuo nome è.”, o meglio “qual è il tuo nome.”, 君の名は。, usando il punto finale invece del punto interrogativo proprio perché i personaggi il nome altrui lo sanno e non lo sanno.

È un gioco di parole molto raffinato e molto difficile da rendere in una lingua diversa dal giapponese: il punto è che se l’adattatore italiano avesse scelto di intitolare il film “il tuo nome è.”, in perfetta fedeltà con il titolo originale, avrebbe sbagliato perché Makoto Shinkai stesso ha deciso che il titolo fuori dal Giappone è your name. e solo quello fa testo.

Lo stesso principio permette di distinguere il significato letterale di una parola dalla denominazione ufficiale stabilita per un’opera destinata a un pubblico internazionale.

Perché la traduzione non si esaurisce nel dizionario

Il caso di Evangelion mostra che una traduzione può essere formalmente corretta e al tempo stesso discutibile sul piano dell’adattamento.

Il termine shito significa “apostoli”, ma l’opera utilizza anche “Angel” come denominazione internazionale, inserita nelle schermate, nella sigla, nei materiali ufficiali e nella continuità del franchise.

La traduzione di “apostoli” conserva dunque il significato lessicale giapponese, mentre “angeli” conserva la terminologia internazionale e la rete di riferimenti iconografici costruita dall’opera.

Il problema non è quindi stabilire soltanto quale parola compaia nel dizionario, ma decidere quale livello dell’opera debba avere la precedenza: il significato giapponese di 使徒, il nome inglese scritto nell’originale, la simbologia religiosa, la continuità delle edizioni precedenti o la naturalezza dell’italiano parlato.

La reazione di Netflix

A dicembre 2018, poco dopo la notizia dell’uscita di Neon Genesis Evangelion sulla piattaforma di streaming Netflix nella primavera 2019 e della relativa commissione di nuovi doppiaggi, abbiamo avanzato alcune nostre ipotesi su un eventuale riadattamento dell’opera in lingua italiana.

Qualora l’ipotesi in questione si rivelasse vera, cosa che scopriremo al più tardi il 21 giugno 2019, ci aspetterebbero molte variazioni rispetto a ciò cui siamo abituati, con un florilegio di adattamenti discutibili la cui punta dell’iceberg, ovvero la cosa più eclatante ma non la più grave, sarebbe molto probabilmente costituita dall’abbandono del termine “Angeli” in favore di “apostoli”.

Nonostante le supposte motivazioni di fedeltà al giapponese, l’uso del termine “apostoli” pone in realtà numerosi dubbi di correttezza sia a livello linguistico sia per il contesto in cui è inserito.

Ormai l’approdo di Neon Genesis Evangelion su Netflix è imminente e pensiamo sia giusto che il pubblico, vecchio e nuovo, sappia cosa potrebbe attenderlo.

Le critiche degli appassionati sono arrivate a Netflix. Che però non sembra averla presa molto seriamente.

Perché le scelte di Cannarsi fanno discutere

Ma allora perché le case italiane continuano ad affidargli opere così importanti?

La spiegazione che si dà Soumaré è amara ma realistica: ci sono tanti bravi traduttori che potrebbero farlo, ma sinceramente, nel caso se ne occupassero e facessero un ottimo lavoro, al pubblico interesserebbe davvero?

A parte Cannarsi, davvero qualcuno si ricorda di chi abbia fatto gli adattamenti o le traduzioni di un qualche altro film o serie d’animazione giapponese?

Sia per i libri che per i fumetti, o per le animazioni, molto raramente si parla di chi si occupa delle traduzioni o degli adattamenti. E questo non è positivo.

Invece gli adattamenti di Cannarsi, per quanto molto discutibili, fanno parlare. Ogni volta che lavora a qualcosa, ci sono sempre parecchie discussioni.

Pensate a quante persone sono andate a vedersi le puntate di Evangelion su Netflix o i film della Ghibli per poter criticare il suo lavoro.

La questione in una tabella

ElementoForma o significatoFunzione nella discussione
使徒shito, “apostoli”Termine giapponese usato nella serie
天使tenshi, “angeli”Termine giapponese corrispondente ad “angelo”
AngelDenominazione ingleseParola presente nella sigla, nei monitor e nei materiali internazionali
AngeliAdattamento italiano precedente e internazionaleTermine coerente con la continuità del franchise
ApostoliAdattamento italiano NetflixResa letterale di 使徒
AdamPrimo AngeloCapostipite degli angeli
LilithSecondo AngeloEssere che ha generato la razza umana

La controversia nasce dunque dall’incontro tra due criteri entrambi riconoscibili: da una parte la fedeltà lessicale a 使徒, dall’altra la fedeltà al sistema internazionale di denominazione e alla simbologia di Evangelion.

GLI ANGELI SPIEGATI - ERANO ESSERI UMANI? - LA STORIA DI NEON GENESIS EVANGELION SPIEGATA #3

Gli Apostoli di Neon Genesis Evangelion sono quindi creature legate ad Adam, dotate di A.T. Field e nucleo, profondamente connesse alla simbologia ebraica e cristiana, ma il loro nome presenta una doppia codifica: “shito” nell’originale giapponese e “Angel” nella terminologia internazionale dell’opera.

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