Museo del Bigallo e altare di Antonio Noferi: storia, opere e restauro

Il Museo del Bigallo conserva opere d’arte legate alla storia della Compagnia del Bigallo e della Compagnia della Misericordia, riunite nel cuore di Firenze, accanto al Battistero e alla Cattedrale. Tra i manufatti più importanti del museo figura l’altare ligneo di Antonio Noferi, commissionato nel 1515 per accogliere il gruppo marmoreo della Madonna con il Bambino e due angeli reggicandelabro scolpito da Alberto Arnoldi nel 1351.

L’altare di Antonio Noferi è decorato anche con una predella di Ridolfo Ghirlandaio, nella quale sono rappresentate tre scene collegate alle attività assistenziali della Misericordia e del Bigallo: La morte di San Pietro Martire, La Madonna della Misericordia con la Natività e la Fuga in Egitto e Tobia e Tobiolo che sotterrano un morto davanti al Bigallo.

Altare ligneo di Antonio Noferi nel Museo del Bigallo

Dove si trova il Museo del Bigallo

La Loggia del Bigallo si affaccia su piazza del Duomo, a Firenze, e fu costruita alla metà del Trecento per la Compagnia della Misericordia, insieme all’oratorio adiacente. L’edificio si trova in piazza di San Giovanni, all’angolo con via dei Calzaiuoli, nel quartiere San Giovanni.

DenominazioneLoggia del Bigallo
UbicazionePiazza di San Giovanni
IndirizzoPiazza S.Giovanni 1, Firenze (FI), Toscana
Altre denominazioniOratorio della Misericordia Vecchia, loggia della Misericordia, oratorio di Santa Maria del Bigallo, ufizio del Bigallo
Affaccivia dei Calzaiuoli
ProprietàCompagnia del Bigallo, Compagnia di Santa Maria della Misericordia, Opera Pia del Bigallo
Coordinate43.7727928N, 11.2552306E
Elevazione55 m

Nel 1425 divenne anche sede della Compagnia del Bigallo, dal nome dell’ospedale che gestiva a Santa Maria a Fonteviva, detto il Bigallo. Oggi l’edificio, ancora proprietà dell’Opera Pia del Bigallo, ospita al proprio interno, oltre a un infopoint turistico, un piccolo ma prezioso museo, con notevoli opere per lo più trecentesche legate alla storia e all’attività della Compagnia.

Origini della Loggia del Bigallo

La Loggia del Bigallo è un edificio storico che fa parte di un complesso monumentale comprendente anche un oratorio. Fu realizzata tra il 1351 e il 1358, quando la Cattedrale era ancora in costruzione, nel luogo dove già insisteva una casa e una torre degli Adimari, per la Compagnia di Santa Maria della Misericordia.

Per quanto l’attribuzione non sia documentata, l’edificio è solitamente riferito all’opera di Alberto Arnoldi, allora scultore e architetto capomastro di Santa Maria del Fiore. Nell’Ottocento erano stati fatti insistentemente i nomi di Nicola Pisano e di Arnolfo di Cambio.

Nel 1425 ospitò, per l’avvenuta fusione, anche l’antica Compagnia del Bigallo, dedita all’assistenza dei fanciulli e dei malati. Questa unione comportò l’afflusso di nuove opere d’arte, in particolare dopo il 1442, quando un incendio distrusse il piano superiore della loggia e rese necessarie la ricostruzione e il rinnovamento dell’edificio, con bifore e superfici affrescate intorno al 1444.

La funzione assistenziale del Bigallo

Il museo riunisce le opere d’arte, disperse nel tempo, già appartenute alla Compagnia del Bigallo, ente attivo fin dal Medioevo nelle opere di beneficenza e assistenza. Nel 1425 il Bigallo si unì alla Compagnia della Misericordia, rafforzando il legame tra la sede, la cura dei malati e l’assistenza ai bambini.

Nel 1525, dopo che nel 1489 la Compagnia della Misericordia aveva cambiato sede, la Compagnia del Bigallo rimase unica proprietaria della fabbrica e del vicino palazzo. Nella loggetta venivano esposti i fanciulli smarriti o abbandonati, così che fosse possibile riconoscerli prima che la compagnia ne assumesse la tutela.

La raccolta conserva quindi opere che uniscono valori di devozione e di storia e testimoniano la vita della confraternita attraverso i secoli, dal XIV al XVII. Qui sono state riunite nel 1904 alcune opere appartenute alla Compagnia, per commissione diretta o per donazione, poi disperse a seguito di varie vicissitudini.

Architettura e decorazione della Loggia

La Loggia del Bigallo è caratterizzata da ampie arcate, alcune delle quali furono murate o decorate con marmi policromi e sculture. Oggi la fabbrica presenta ampie arcate divise tra loro da pilastri di pietra, che proseguono anche nella parte superiore della facciata fino allo sporto di gronda, di notevole aggetto e sorretto da mensoloni lignei intagliati.

Delle arcate, due sono prive di decorazioni e risultano murate. La terza, che comunica con un’altra aperta su via dei Calzaiuoli formando un angolo retto, è interamente rivestita di marmi policromi minutamente lavorati e ornati con figure di Profeti, Angeli, Virtù, Gesù Benedicente, Ecce Homo e Annunciazione.

La decorazione marmorea è probabilmente opera di Ambrogio di Renzo e risale al periodo compreso tra il 1353 e il 1358. La loggia era inoltre chiusa da elaborate graticole, opera di Francesco Petrucci del 1358, sostituite nel 1860; dello stesso periodo sono i cancelletti in ferro battuto, opera di G. Masini.

La parte superiore della facciata è segnata da tre finestre bifore, alle quali se ne aggiunge un’altra sul fronte di via dei Calzaiuoli. Nell’arcata centrale murata si trova una porticina sormontata da una lunetta contenente una Madonna con il Bambino di Alberto Arnoldi, datata 1361.

Le sculture della Loggia

In prossimità dell’angolo, all’altezza della terza arcata, si trovano tre tabernacoli ad edicola trasferiti nel 1425 dall’antica residenza della Compagnia del Bigallo presso Orsanmichele. I tabernacoli contengono statue marmoree della Madonna con il Bambino, di San Pietro Martire e di Santa Lucia.

Le sculture furono già attribuite a Filippo di Cristofano, ma sono più prudentemente indicate come opere di un seguace di Nino Pisano e datate al 1395. L’insieme della Loggia mostra come scultura, pittura e lavori in ferro concorrano con uguale dignità a determinare un’opera dal carattere unitario.

Alberto Arnoldi è considerato l’autore di numerose opere scultoree della Loggia, oltre che delle nicchie e delle sculture che ne caratterizzano la facciata. La sua attività collega direttamente l’architettura dell’edificio alle opere conservate nel museo, compreso il gruppo marmoreo della Madonna con il Bambino e dei due angeli reggicandelabro.

L’altare di Antonio Noferi

L’altare di Antonio Noferi è un grande altare ligneo situato all’interno del museo. Fu commissionato allo scultore nel 1515 con la funzione di ospitare il gruppo scultoreo in marmo della Madonna con il Bambino, affiancata da due angeli reggicandelabro scolpiti da Alberto Arnoldi nel 1351.

La struttura dell’altare riunisce quindi una commissione del primo Cinquecento e un gruppo scultoreo di origine trecentesca. L’opera testimonia la continuità della devozione e della committenza artistica legata al Bigallo, nel quale manufatti di epoche diverse furono conservati e integrati in un percorso dedicato alla storia della confraternita.

L’altare venne decorato anche con la predella di Ridolfo Ghirlandaio. Le tre scene rappresentate richiamano le attività della Compagnia della Misericordia e del Bigallo, unite nel 1425, e mettono in relazione la devozione religiosa con le opere di assistenza e di sepoltura praticate dalle confraternite.

ElementoInformazioni
Autore dell’altareAntonio Noferi
Data della commissione1515
MaterialeLegno
Gruppo ospitatoMadonna con il Bambino e due angeli reggicandelabro
Autore del gruppo marmoreoAlberto Arnoldi
Data del gruppo marmoreo1351
PredellaRidolfo Ghirlandaio

Le scene della predella

La prima scena della predella è La morte di San Pietro Martire. La seconda è La Madonna della Misericordia con la Natività e la Fuga in Egitto. La terza è Tobia e Tobiolo che sotterrano un morto davanti al Bigallo.

Le immagini della predella sono indicative delle attività della Compagnia della Misericordia e del Bigallo. Il riferimento a Tobia e Tobiolo che sotterrano un morto davanti al Bigallo richiama in modo diretto la pratica della sepoltura e l’assistenza ai bisognosi, mentre la Madonna della Misericordia esprime la protezione spirituale e comunitaria esercitata dalla confraternita.

La Madonna della Misericordia e la più antica veduta di Firenze

Si fa particolarmente ammirare il grande affresco della Madonna della Misericordia, opera trecentesca attribuita alla cerchia di Bernardo Daddi. La Madonna si erge a protezione della città di Firenze e nell’affresco compare la più antica rappresentazione della città.

Nella veduta si riconoscono il Battistero e la facciata incompleta del Duomo. Per questo l’opera possiede un valore non soltanto religioso e artistico, ma anche documentario, poiché conserva un’immagine di Firenze in una fase ancora caratterizzata dalla costruzione della Cattedrale.

Tra le opere del museo si trova anche il Crocifisso del Maestro del Bigallo, insieme a opere di Bernardo Daddi e di Niccolò di Pietro Gerini. Sono esposti inoltre affreschi staccati che un tempo decoravano la loggia stessa.

Affresco Madonna della Misericordia con veduta di Firenze

Gli affreschi esterni e le decorazioni del Quattrocento

All’altezza dei tabernacoli, nelle specchiature, si conservano avanzi di un affresco realizzato intorno al 1444 con storie di San Pietro Martire. Le pitture sono state restaurate e ridipinte nell’Ottocento da Gaetano Bianchi, durante i lavori di Giuseppe Castellazzi.

Una iscrizione al di sotto dei tabernacoli ricorda l’intervento. L’affresco fu oggetto di stacco e quindi di restauro nel 2000, secondo una prassi che ha consentito di conservare le superfici pittoriche anche dopo le trasformazioni dell’edificio.

La raccolta museale e la sua organizzazione

Le opere appartenute alla Compagnia furono riunite nel 1904 da vari luoghi di pertinenza dell’Opera grazie a Giovanni Poggi. La raccolta venne poi ordinata nel 1976 per le cure di Hanna Kiel.

Il museo fu riaperto nel giugno 1998, al termine dei lavori di messa a norma. Dal luglio 2007 il percorso museale fu ampliato con l’apertura al secondo piano dell’esposizione permanente Leonardo a Firenze.

Al secondo piano erano esposte riproduzioni scientifiche o interattive di macchine e disegni del grande maestro, insieme a opere originali come l’incisione del nodo vinciano di Dürer. La raccolta principale rimane tuttavia legata alla storia delle confraternite e comprende soprattutto opere trecentesche, affreschi, sculture e manufatti collegati alle attività assistenziali.

Interventi di restauro e trasformazioni storiche

Nel corso del tempo la struttura subì numerose modifiche, tra cui il tamponamento della loggia nel 1698. Le arcate furono riaperte nel 1865 su progetto dell’architetto Mariano Falcini.

Tra il 1880 e il 1882 fu realizzato un ulteriore intervento dovuto a Giuseppe Castellazzi, già allora aspramente criticato per i disinvolti rifacimenti e gli interventi d’invenzione. Nel 1925 si svolse un restauro diretto dall’architetto Enrico Dante Fantappiè.

Ulteriori opere di conservazione e restauro dei prospetti esterni sono documentate nel 1953 e ancora negli anni 1967-1968, a seguito dei danni provocati dall’alluvione del 1966. Gli interventi sugli spazi interni proseguirono almeno fino al 1970 e furono seguiti da lavori più recenti nel 2000.

Nel 2013-2014 furono realizzati l’importante restauro dell’affresco della Madonna della Misericordia e quello dell’affresco staccato dei Capitani che consegnano i bambini alle madri. L’interno del museo è da tempo oggetto di una riqualificazione e di una rivisitazione degli spazi, con l’obiettivo di renderlo nuovamente e modernamente fruibile al pubblico.

Il progetto di restauro del Museo e della Loggia

Il Museo e la Loggia del Bigallo saranno ristrutturati grazie all’azienda fiorentina Real Media, sponsor tecnico dell’operazione. L’agenzia di pubblicità, che si occupa di maxi affissioni, si è aggiudicata la procedura ad evidenza pubblica per il restauro dell’immobile di proprietà dell’Asp Firenze Montedomini e sosterrà interamente i costi, pari a poco più di 1 milione di euro.

Il finanziamento sarà sostenuto attraverso l’uso esclusivo degli spazi pubblicitari presenti sui cantieri, sui ponteggi e sulle recinzioni allestiti per l’esecuzione degli interventi. I lavori saranno effettuati da maestranze qualificate nominate da Real Media.

Il restauro, per il quale sono previsti 30 mesi di lavori, interesserà tutte le facciate, le coperture e le finestre con vetrate decorate originali del palazzetto del Bigallo. L’intervento riguarderà anche l’altare di Antonio Noferi, uno dei manufatti più significativi conservati all’interno del museo.

Parte interessataIntervento previsto
FacciateRestauro dei prospetti dell’edificio
CopertureInterventi di conservazione e restauro
FinestreRestauro delle vetrate decorate originali
Altare di Antonio NoferiRestauro del grande altare ligneo conservato nel museo
Durata prevista30 mesi di lavori

Visite al cantiere

Durante il restauro della Loggia del Bigallo saranno previste visite al cantiere per cittadini e studiosi. I visitatori potranno salire in sicurezza sui ponteggi e seguire da vicino le operazioni di restauro alla presenza della Direzione dei lavori e dei restauratori.

Le visite saranno organizzate due giorni al mese, in gruppi di circa 15 persone, e avranno una durata di 20 minuti. Sarà possibile partecipare prenotandosi.

Le modalità di prenotazione saranno comunicate in seguito, poiché le visite saranno possibili tra circa un anno, con l’avvio della seconda fase dei lavori.

La Loggia del Bigallo nella storia della tutela

L’edificio è considerato uno dei più singolari e importanti della città, sia per la storia che documenta sia per la sua struttura e decorazione. La compresenza di scultura, pittura e lavori in ferro contribuisce a determinare un’opera dal carattere unitario.

Il monumento compare nell’elenco redatto nel 1901 dalla Direzione Generale delle Antichità e Belle Arti come edificio monumentale da considerare patrimonio artistico nazionale. La sua storia comprende interventi di ricostruzione, restauri, danni provocati dall’alluvione e campagne di conservazione delle superfici dipinte e decorate.

La Loggia del Bigallo conserva così la memoria di istituzioni religiose e assistenziali attive a Firenze dal Medioevo, ma anche una stratificazione di interventi architettonici e artistici che va dal Trecento agli interventi contemporanei. Il Museo del Bigallo, con l’altare di Antonio Noferi, la predella di Ridolfo Ghirlandaio, le sculture di Alberto Arnoldi e l’affresco della Madonna della Misericordia, rende leggibile questo rapporto tra arte, devozione e assistenza.

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