Miss Italia diventata suora: la trasformazione di Francesca Chillemi in suor Azzurra

Francesca Chillemi, eletta Miss Italia nel 2003, è diventata una delle protagoniste più riconoscibili della fiction italiana interpretando suor Azzurra nella serie Che Dio ci aiuti!. Il personaggio, inizialmente superficiale e viziato, è cresciuto fino a diventare una donna consapevole, una religiosa dal grande cuore e una figura centrale della storia.

La trasformazione da reginetta di bellezza ad attrice e poi a suora televisiva non è avvenuta nella vita reale, ma rappresenta il percorso artistico di Francesca Chillemi, che in tivù torna a vestire l’abito da suora con disinvoltura. La vediamo di nuovo su Rai Uno nei panni di suor Azzurra, la protagonista della serie Che Dio ci aiuti!, arrivata all’ottava stagione.

Da Miss Italia alla carriera di attrice

Francesca Chillemi, siciliana, 37 anni, ha raggiunto la notorietà nel 2003, quando ha partecipato al concorso di Miss Italia, che vince. All’epoca era appena maggiorenne ma questa esperienza è riuscita ad aprirle le porte del mondo dello spettacolo. Dopo aver inforcato la corona, Chillemi, originaria di Barcellona Pozzo di Gotto in provincia di Messina, è tornata nella sua Sicilia per terminare gli studi, avviando una carriera di modella che ancora oggi accompagna a quella principale di attrice.

«Un cambiamento enorme. Un vero salto nel vuoto. Avevo 18 anni, venivo da un piccolo paese e di colpo mi sono ritrovata in un mondo completamente nuovo, fatto di luci, set fotografici, telecamere. All’inizio è stato travolgente, ma ho sempre cercato di restare con i piedi per terra, di non farmi schiacciare da un ambiente che può essere molto difficile».

«Sognavo qualcosa di grande, anche se non sapevo esattamente cosa. Non avevo un piano preciso, ma sapevo che volevo mettermi alla prova, e vedere cosa potevo fare. Più che voler andare via dalla Sicilia, sentivo il bisogno di scoprire cosa ci fosse oltre, sentivo l’esigenza di mettermi alla prova».

Poi è partita per non fermarsi più: guardando alla sua carriera dagli esordi fino a oggi, possiamo ben dire che Francesca Chillemi è uno dei volti storici e più amati della fiction all’italiana e del cinema nostrano. In principio fu Un medico in famiglia, poi sono arrivati Carabinieri, Gente di mare e poi ancora Squadra Antimafia - Palermo oggi, Braccialetti Rossi, L’Isola di Pietro.

Ruoli diversi - con una predilezione per la divisa - che le hanno permesso di diversificare non poco il suo curriculum artistico. Le incursioni al cinema sono altrettanto variegate: a Natale l’abbiamo vista accanto a Leonardo Pieraccioni e Alessandro Siani nella commedia Io e te dobbiamo parlare nel ruolo di una poliziotta esperta di cybercrimine che fa il doppiogioco, quasi la villain, con i due buffi protagonisti.

Il superamento dell’etichetta di Miss Italia

In un monologo alle “Iene” ha confessato di aver pensato di essere solo bella. La bellezza può diventare una prigione? E come ne è uscita? «Sì, la bellezza certamente aiuta tanto, ma può essere un limite, perché rischia di definirti agli occhi degli altri. Ti appiccicano un’etichetta e pensano che tu sia solo quello. Vedevano solo Miss Italia, ero solo bella e pensavano non fossi in grado di fare altro.

Ne sono uscita lavorando su me stessa, studiando, accettando ruoli che mi permettessero di dimostrare che sono molto di più. Ma è un processo lungo, perché il pregiudizio sulla bellezza esiste ancora. La bellezza passa, resta quello che costruisci».

Al Corriere della sera, in una lunga intervista rilasciata alla fine del 2024 ha detto di essere rimasta fedele a se stessa, di non essersi mai ritoccata, di rifuggire, oggi, quelle diete estreme che le imponevano dall’altro quando era una giovane modella. «Negli anni mi hanno fatto credere che potevo essere solo bella. Quella ero. Molti hanno visto soltanto l’etichetta Miss Italia. Dopo il concorso, mi volevano solo per l’aspetto estetico. Ho iniziato a sentirmi stretta in quella situazione.

Poi ho capito che la cosa più giusta da fare era lavorare sulla considerazione che avevo di me. Ora i giudizi non mi feriscono più».

Suor Azzurra, una religiosa fuori dagli schemi

La regina delle fiction è entrata nell’immaginario collettivo nei panni dell’egoista e scatenata Azzurra della serie “Che Dio ci aiuti” su Rai1: dopo averne passate di tutti i colori è diventata una suora, colma d’amore e senso di responsabilità ma che qualche volta combina disastri.

Deposta la corona di più bella d’Italia, Francesca Chillemi ha cominciato una lunga carriera che prosegue a vele spiegate con il ruolo di Azzurra, che in Che Dio ci aiuti 6 sappiamo diventare appunto una novizia. Quello di Azzurra è un personaggio dalla forte personalità in cui Francesca ha messo del suo e che lei stessa ha scoperto strada facendo, svelando che ai tempi dei provini iniziali avvenuti per assegnare i personaggi, il ruolo che doveva interpretare era un altro, ma Azzurra ha scelto lei, e viceversa.

«È una parte importante della mia vita. Ho iniziato a girare quando avevo 24 anni, oggi ne ho 40! È stato il progetto che mi ha fatto crescere, sia professionalmente che umanamente. È una serie che porto nel cuore. Azzurra, poi, è un personaggio che amo tantissimo, è cresciuta con me.

Il pubblico si è affezionato molto alla serie e a suor Azzurra, e io con lei ho vissuto un viaggio incredibile perché è stato il primo ruolo comico che ho fatto, toccando corde che non sapevo nemmeno di avere».

«Azzurra è cambiata tantissimo. È partita come una ragazza superficiale e viziata, ma è diventata una donna e una suora consapevole e con un grande cuore. Ha trovato una sua missione e nella nuova stagione la vediamo in un ruolo completamente diverso, con nuove responsabilità… ma non posso svelare troppo!».

La vediamo di nuovo su Rai Uno nei panni di suor Azzurra, la protagonista della serie Che Dio ci aiuti!, arrivata all’ottava stagione. Gli spettatori quasi non credevano ai loro occhi quando suor Azzurra, il personaggio che Francesca Chillemi interpreta dal 2012 nella fiction Rai Che Dio ci aiuti appena tornata in onda con l’ottava stagione, si è spogliata del velo.

Certo si tratta solo di un cambiamento metaforico, Azzurra non ha nessuna intenzione di lasciare i voti: nella nuova stagione la vediamo evolvere, crescere, trovare dei compromessi. Togliere il velo da suora, anche, per eliminare una barriera visiva forse troppo respingente per le ragazze della casa famiglia che è chiamata ad aiutare in questo nuovo capitolo.

Francesca Chillemi nei panni di suor Azzurra

Il rapporto con le religiose e l’abito da suora

«Nella mia vita ce n’è stata una importante. Andavo all’asilo, lei si chiamava Zelia ed era una figura sempre positiva».

«Sì. Ne abbiamo due di riferimento, suor Benedetta e suor Luce. Ci confrontiamo spesso e sono di grande aiuto. Gli incontri con loro sono molto interessanti».

«No, anzi. Per certi versi la tonaca è una soluzione comoda che evita i continui cambi d’abito. Il velo, invece, è più fastidioso, anche perché per motivi estetici sul set lo portiamo strettissimo. Quindi, sentiamo tutto “ovattato”: E a fine giornata abbiamo le orecchie doloranti».

Le borse firmate e il passato di Azzurra

Azzurra è una suora particolare. Per esempio, le piacciono le borse firmate. «È una passione che si porta dal passato. Ama tutto quello che è bello. E anche se non la segue più, dà consigli di moda alle ragazze.

L’abbiamo conosciuta viziata, perché era cresciuta in una famiglia ricca. Ma anaffettiva, perciò riempiva il suo vuoto d’amore con oggetti materiali. Era un modo per sostituire gli abbracci».

Il cambiamento di Azzurra non cancella il suo carattere, ma lo rilegge alla luce delle esperienze vissute. La sua sensibilità rimane legata alla cura degli altri, mentre la maturità le permette di trasformare fragilità e bisogno di affetto in responsabilità.

La casa-famiglia e il tema della violenza domestica

Quest’anno dovrà lasciare il suo amato convento degli Angeli Custodi per occuparsi di una casa-famiglia. Quindi, si tocca il tema della violenza domestica. Può essere di aiuto parlarne? «Certo, è sempre una denuncia. La serie affronta argomenti anche complicati, con un approccio semplice.

Purtroppo, la violenza sulle donne è ancora di attualità e se guardare le vicende di Che Dio ci aiuti! aiuta a far riflettere, ben venga».

Il rapporto con la figlia Rania

Oltre alla carriera di attrice però c’è di più: Francesca Chillemi nella vita privata è una mamma attenta alla privacy di sua figlia Rania, nata nel 2016 dall’unione con Stefano Rosso. «In realtà, è abituata. Frequenta il set di Che Dio ci aiuti! da quando aveva 50 giorni. E il mio lavoro le piace».

Incalzata dalla Fialdini, l’attrice ha spiegato che insieme al suo compagno, lontano dal mondo dello spettacolo, preferisce che sia sua figlia un giorno a scegliere autonomamente se comparire o meno sui social, senza comunque biasimare chi, a differenza sua, sceglie di mostrare i figli anche molto piccoli sui propri profili pubblici.

«Siamo molto complici. Rania è una bambina matura e rispettosa delle regole. Abbiamo un bel rapporto di condivisione. Adora stare con le sue amiche e spesso organizzo dei pigiama-party con alcune di loro, che poi restano per la notte. Lei, invece, preferisce dormire sempre a casa sua».

«Ieri mi ha detto “Sei la mamma migliore del mondo” e mi ha fatto piacere. Forse ha qualcosa da chiedermi in regalo (ride). La cosa certa è che con mia figlia sono davvero la versione migliore di me. Mi ha dato un grande senso di responsabilità. E per lei provo un amore puro, incondizionato».

I valori trasmessi alla figlia

«Innanzitutto, l’amore per se stessa. Deve imparare a rispettarsi e a volersi bene, senza mai farsi influenzare».

«Le ho dato delle regole, ma poi sono anche una mamma iper-indulgente. Però tengo assolutamente alla buona educazione e su Internet le ho dato dei limiti. Può utilizzarlo, ma poco, 30 minuti al giorno.

D’altra parte è molto impegnata, fino alle 16 è a scuola, poi ha le attività sportive. In mezz’ora online, secondo me, può ascoltare le sue canzoni preferite e vedere i video che la fanno ballare. È giusto che abbia anche una certa familiarità con il mondo che sarà il suo futuro».

«Guardare i film alla sera, anche più volte lo stesso com’è successo con la saga di Harry Potter. Poi, visitare qualche mostra nel fine settimana, magari con altre mamme. E quando è possibile, viaggiare».

Il successo di Che Dio ci aiuti!

Il 12 gennaio si”riaprono” le porte del convento degli Angeli di Assisi. Parte “Che Dio ci aiuti 7”, serie prodotta da Lux Vide, in collaborazione con Rai Fiction. Nelle nuove puntate Azzurra, cioè Francesca Chillemi, avrà un ruolo sempre più importante a causa della graduale uscita di scena di Elena Sofia Ricci, suor Angela.

Il pubblico adora il rapporto tra lei ed Elena Sofia Ricci, una “sorellanza” che c’è anche nella vita? «Assolutamente sì. Elena è una donna straordinaria, un punto di riferimento. È stata una guida, un’amica, una presenza importante. Con lei ho riso tanto e ho imparato tanto. Abbiamo costruito un rapporto vero, di grande stima e affetto».

Se le avventure di suor Azzurra colpiscono ancora - e dopo quasi 15 anni sullo schermo - l’immaginario collettivo e gli spettatori, il merito è soprattutto di Francesca Chillemi: arrivata sul set quando di anni ne aveva 26, oggi, che si appresta a compierne 40 (a luglio), l’attrice siciliana sembra trovarsi nel pieno di un’ondata di nuove consapevolezze.

Gli altri progetti tra televisione, cinema e teatro

Ha avuto successo anche in “Viola come il mare”, dove è una giornalista ex Miss Italia. Quando girerete la terza stagione? «Siamo molto felici del successo della serie. Ancora non so molto sulle riprese della nuova stagione, ci sono dettagli da mettere a punto, ma anche in questo caso non posso dire molto».

Certo il ruolo della cattiva le si addice poco: Chillemi si è specializzata negli anni in ruoli drammatici (Viola come il mare) oppure brillantissimi (suor Azzurra di Che Dio ci aiuti), indugiando poco, almeno in tv e al cinema, sui lati oscuri dell’animo umano.

Eppure l’attrice non smette di sperimentare, a teatro soprattutto. Insieme a Francesco Iaia, Chillemi è infatti la protagonista della pièce teatrale oggi in cartellone in diversi teatri italiani Il giocattolaio, in cui interpreta una psicologa criminale che si mette a caccia di un serial killer che trasforma le sue prede in bambole, giocattoli a cui fare di tutto senza pietà.

Nello spettacolo Francesca si spoglia di ogni sua vulnerabilità, mettendo a nudo i lati di un personaggio che oscilla tra la sete di giustizia e il fascino del male. Un ruolo potente, che ha convinto la critica e il pubblico, grazie al quale l’attrice è riuscita ad aggiungere un nuovo tassello alla sua sfaccettata carriera artistica.

Ha debuttato in teatro con “Il giocattolaio”, come è nata questa scelta? «È una sfida nuova, un modo diverso di vivere la recitazione. Sentivo il bisogno di provare qualcosa di differente, di mettermi alla prova in una dimensione più a contatto con il pubblico».

«Una grandissima e bellissima emozione. Sono felice di questo salto. Il teatro è pura magia. La grande differenza tra teatro e televisione è che nel primo non c’è spazio per gli errori. Una volta in scena, ogni rappresentazione è unica e porta con sé emozioni sempre diverse, perché il pubblico è diverso ogni sera».

«Mi piacerebbe esplorare di più il cinema, magari con personaggi molto lontani da me. Amo trasformarmi, spero di avere l’occasione di farlo sempre di più».

Il legame con la Sicilia

«Un rapporto fortissimo. La Sicilia è casa, radici, famiglia».

«Madre, senza dubbio. Anche se a volte sa essere dura, resta sempre casa».

«Vorrei che offrisse più opportunità ai giovani, che i ragazzi fossero meno costretti a emigrare. È una terra piena di talenti, di risorse incredibili, ma spesso le persone devono andare via per realizzarsi. Servono più opportunità, più attenzione ai giovani».

«La forza, la determinazione e quel senso di appartenenza che non ti lascia mai. La Sicilia è un posto che ti entra dentro e diventa parte di te, nel modo di affrontare la vita, nelle scelte, nei valori che porti avanti ogni giorno. Mi ha insegnato a essere resiliente, a credere nei sogni senza perdere mai di vista le radici. E poi c’è quella luce, quel calore umano che solo chi è cresciuto in un posto così sa riconoscere ovunque vada».

«Amo la generosità, il senso dell’ospitalità che in Sicilia è ancora fortissimo, il calore umano. A volte, però, siamo un po’ fatalisti, ci rassegniamo troppo facilmente. Pensiamo che non si possa cambiare nulla, ma non è così. Io sono ottimista».

«Quando sei lontano, capisci ancora di più quanto la Sicilia sia unica. Ti mancano i colori, i profumi, il mare, quel calore umano che solo lì trovi davvero. E anche certi sapori che, diciamocelo, non trovi da nessun’altra parte. Certi piatti hanno un gusto speciale solo in Sicilia. Come la pasta alla norma, i cannoli e la nostra granita».

«Torno ogni volta che posso, perché lì ci sono le mie radici, la mia famiglia, i ricordi più belli della mia infanzia, dell’adolescenza. È sempre un ritorno alle mie origini. Rappresenta un rifugio e un punto fermo nella mia vita».

«Ce ne sono tanti. Barcellona, ovviamente, è sempre presente, ma se devo proprio sceglierne uno direi il mare. Il mare siciliano è unico, con i suoi colori, la sua energia. E’ il posto migliore dove riesco a ricaricarmi. Ha qualcosa di speciale e per me è casa».

La quotidianità lontana dai riflettori

Fuori dal set, per lei è un gran dono godersi la quotidianità, organizzare pigiama-party per la figlia e passare un po’ di tempo con gli amici. «Non mi faccio molti regali, non ne ho bisogno. Il più bel dono è godermi la mia quotidianità e poter passare un po’ di tempo con gli amici».

Non c’è spazio, in questo quadro, per il gossip. Anzi, non c’è mai stato. Chillemi ha spesso rifuggito le indiscrezioni circa la sua vita privata e soprattutto tiene alla larga la stampa dalla sua bambina Ranya, otto anni, avuta dall’ex marito Stefano Rosso, di cui preserva con le unghie e con i denti la privacy.

Francesca Chillemi tra televisione e teatro

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