Masturbarsi è peccato secondo la Bibbia?

La Bibbia non menziona mai esplicitamente la masturbazione e non contiene un versetto che la chiami direttamente con questo nome. Tuttavia, presenta principi sulla purezza, sull’autocontrollo, sull’immoralità sessuale e sul modo di onorare Dio con il proprio corpo, principi che diverse tradizioni cristiane applicano anche alla masturbazione.

Perciò, alla domanda «Dove sta scritto nella Bibbia che la masturbazione è peccato mortale?», la risposta più precisa è questa: non esiste un testo biblico che nomini direttamente la masturbazione come peccato mortale. Le conclusioni sulla sua gravità derivano dall’interpretazione di passi biblici riguardanti la concupiscenza, l’impurità, l’immoralità sessuale, il dominio di sé e la santità del corpo.

La Bibbia parla esplicitamente della masturbazione?

È interessante notare che la Bibbia non parla esplicitamente di masturbazione. Tuttavia, fornisce dei principi sulla purezza, l'autocontrollo e l'onorare Dio con il nostro corpo che possono aiutarci a gestire questo problema.

La masturbazione non è affatto menzionata nella Bibbia. Nei tempi biblici questa pratica era comune nel mondo di lingua greca, e si usavano varie parole greche per descriverla. Ma nessuna di queste parole ricorre nella Bibbia.

Questo dato è importante perché impedisce di attribuire alla Scrittura una frase che essa non contiene. La Bibbia non dice testualmente: «Non masturbarti», né usa l’espressione «peccato di masturbazione».

La Bibbia non menziona mai specificamente la masturbazione né afferma se essa sia un peccato.

La differenza tra testo biblico e interpretazione

La domanda riguarda anche il rapporto tra la Parola di Dio, le norme ecclesiastiche e le interpretazioni delle diverse comunità cristiane. Ci sarebbe subito da dire che non vi è solo la Sacra Scrittura, ma anche la Sacra Tradizione.

Solo qualcosa di ciò che Dio ha detto e che Cristo ci ha comunicato è passato nei testi sacri i quali, soprattutto per il Nuovo Testamento - a parte i Vangeli - sono scritti occasionali, le lettere degli Apostoli.

Dire che la Bibbia non nomina direttamente una pratica non significa automaticamente che la pratica sia lecita o illecita. Molti comportamenti moderni, infatti, non vengono nominati nei testi biblici, ma possono essere valutati alla luce dei principi generali contenuti nella Scrittura.

La questione, dunque, non si risolve soltanto cercando una parola precisa, ma richiede di esaminare il significato dei passi biblici citati, il loro contesto e il modo in cui vengono applicati alla sessualità.

Il passo di Onan parla della masturbazione?

Il racconto di Onan viene talvolta utilizzato per sostenere che la Bibbia condanni la masturbazione. Tuttavia, il testo non descrive la masturbazione.

Dio giustiziò Onan per aver ‘sciupato il suo seme per terra’. Si trattava, comunque, di coito interrotto, non di masturbazione.

Inoltre Onan fu giustiziato per avere egoisticamente mancato di compiere il matrimonio del cognato e di portare così avanti la linea di discendenza del fratello morto. (Genesi 38:1-10)

Il brano di Genesi 38 riguarda quindi una specifica situazione familiare e matrimoniale, non l’autoerotismo. Usarlo come prova diretta contro la masturbazione significa attribuire al testo un contenuto che il testo non espone.

Le emissioni seminali in Levitico 15

Un altro testo citato nella discussione è Levitico 15:16-18: «L’uomo da cui sarà uscito seme genitale si laverà tutto il corpo nell’acqua e sarà impuro fino a sera».

Che dire dell’“emissione seminale” menzionata in Levitico 15:16-18? Sembra si riferisca non alla masturbazione, ma a una polluzione notturna e ai rapporti sessuali fra coniugi.

Il passo parla di una condizione di impurità rituale prevista dalla legislazione dell’Antico Testamento. Nel libro di Deuteronomio ci sono una miriade di situazioni in cui l’uomo risulta impuro davanti a Dio e molte di queste sono per cause sia naturali che comportamentali dell’uomo.

Per esempio nel giorno del lutto, se tu tocchi il morto sei considerato impuro fino a sera secondo questa legge. Se tu sei malato o hai macchie gravi sulla pelle sei impuro. Se tu mangi animali impuri sei impuro anche tu.

Il concetto di impurità rituale non coincide automaticamente con quello di colpa morale grave. La Scrittura distingue tra impurità cultuale, peccato, trasgressione intenzionale e condizioni fisiche o naturali.

Ma oggi non siamo nel Vecchio Testamento e nemmeno facciamo parte del popolo Ebraico da poterci avvalere in maniera autoritaria e precisa a queste regolamentazioni.

Oggi viviamo nel nuovo patto con Dio, dove anche noi gentili veniamo salvati per grazia per mezzo di Gesù e non per opere.

I testi biblici sulla concupiscenza e sull’impurità

La principale argomentazione di chi considera la masturbazione peccaminosa non si fonda su un versetto che la nomini direttamente, ma sull’applicazione di testi relativi alla concupiscenza e all’impurità.

Matteo 5,27-28: il desiderio nel cuore

Prima di tutto, c’è il comandamento biblico alla purezza (Matteo 5:27-28). Gesù Cristo dice che avete udito che fu detto di non commettere adulterio. Ma io vi dico che chiunque guarda una donna per desiderarla ha già commesso adulterio con lei nel suo cuore.

Gesù sta insegnando che la purezza sessuale non riguarda solo le azioni esteriori, ma anche ciò che accade nel cuore. Non è permesso coltivare desideri sessuali per una persona che non sia il proprio coniuge.

In altre parole, la purezza non è solo un fatto comportamentale, ma è anche una questione interiore; ha origine nell’anima.

Secondo questa interpretazione, il problema morale della masturbazione non sarebbe soltanto il gesto fisico, ma anche ciò che normalmente lo accompagna: fantasie, immagini, desideri rivolti a persone che non sono il proprio coniuge o una ricerca deliberata dell’eccitazione sessuale.

La realtà è che è impossibile praticare la masturbazione senza alimentare desideri impuri nel proprio cuore.

Questa affermazione, tuttavia, esprime una posizione interpretativa, non una citazione biblica diretta. La Bibbia condanna il desiderio lussurioso in Matteo 5,27-28; non descrive in quel passo l’atto della masturbazione.

1 Corinzi 6,18-20: fuggire l’immoralità sessuale

Un altro testo centrale è 1 Corinzi 6,18-20: «Non sapete che i vostri corpi sono membra di Cristo? … Qualsiasi peccato l’uomo commetta è fuori del suo corpo; ma chi si dà all’impudicizia, pecca contro il proprio corpo. O non sapete che il vostro corpo è tempio dello Spirito Santo che è in voi e che avete da Dio, e che non appartenete a voi stessi? Infatti siete stati comprati a caro prezzo. Glorificate dunque Dio nel vostro corpo».

Una seconda ragione per cui i cristiani non dovrebbero masturbarsi è il comandamento biblico di fuggire dall’immoralità sessuale. In 1 Corinzi 6:18, l’apostolo Paolo afferma con chiarezza che si deve fuggire l’immoralità sessuale.

Il comando di Paolo è che, quando ci troviamo di fronte al peccato sessuale, dobbiamo fuggire nella direzione opposta.

La masturbazione, invece di allontanare i cristiani dall’immoralità sessuale, li porta sempre più vicini ad essa. La Bibbia ci esorta a correre lontano dal peccato, non ad avvicinarci ad esso attraverso pratiche come la masturbazione.

Chi considera questo passo applicabile alla masturbazione osserva che l’attività sessuale coinvolge il corpo e che il corpo del credente appartiene a Dio. Per questa ragione, la sessualità non dovrebbe essere vissuta come una ricerca individuale di piacere separata dal disegno biblico del matrimonio.

1 Tessalonicesi 4,3-8: santificazione e impurità

Il più forte è il seguente: «Perché questa è la volontà di Dio, la vostra santificazione: che vi asteniate dall’impudicizia, che ciascuno sappia mantenere il proprio corpo con santità e rispetto, non come oggetto di passioni e di libidine, come i pagani che non conoscono Dio; che nessuno offenda o inganni in questa materia il proprio fratello, perché il Signore è vindice di tutte queste cose, come già vi abbiamo detto e attestato. Dio non ci ha chiamati all’impurità, ma alla santificazione. Perciò chi disprezza queste norme, non disprezza un uomo, ma Dio stesso, che ci dona il suo santo Spirito» (1 Ts 4,3-8).

Questo brano non usa la parola masturbazione. Parla invece di impudicizia, di mantenere il proprio corpo con santità e rispetto, di passioni, libidine e impurità.

Il testo viene applicato alla masturbazione da coloro che ritengono che essa sia un’espressione di passione sessuale non ordinata secondo la santificazione e il rispetto del corpo.

Romani 6,12-13: non sottomettere il corpo al peccato

San Paolo scrive: «Non regni più il peccato nel vostro corpo mortale, sì da sottomettervi ai suoi desideri; non offrite le vostre membra come strumenti di ingiustizia al peccato, ma offrite voi stessi a Dio come vivi tornati dai morti e le vostre membra come strumenti di giustizia per Dio» (Rm 6,12-13).

Il passo esorta a non lasciarsi dominare dai desideri e a offrire il corpo a Dio. Per chi considera la masturbazione una pratica che può diventare compulsiva o dominare la persona, questo testo costituisce un principio rilevante.

Il testo, però, non identifica specificamente quali atti concreti siano compresi nei «desideri» e nelle «membra» da non offrire al peccato. L’applicazione alla masturbazione appartiene quindi all’interpretazione morale del passo.

Colossesi 3,5-6: passioni e desideri cattivi

San Paolo dice: «Mortificate quella parte di voi che appartiene alla terra: fornicazione, impurità, passioni, desideri cattivi e quell’avarizia insaziabile che è idolatria, cose tutte che attirano l’ira di Dio su coloro che disobbediscono» (Col 3,5-6).

Va ricordato che questo peccato nella Sacra Scrittura non viene chiamato masturbazione ma impudicizia, impurità.

La masturbazione stimola l’“appetito sessuale”. «Fate morire perciò le membra del vostro corpo», esorta la Bibbia, «rispetto a . appetito sessuale». (Colossesi 3:5)

Questo “appetito sessuale” si riferisce non alle normali sensazioni di natura sessuale, ma alla passione sfrenata.

Tale “appetito sessuale” può quindi portare la persona ad abbandonarsi ad azioni vergognose, come quelle descritte da Paolo in Romani 1:26, 27.

Secondo questa lettura, la masturbazione non aiuta a mettere a morte il desiderio, ma può rafforzarlo, soprattutto quando è accompagnata da fantasie immorali o da pornografia.

Galati 5,19-21 ed Efesini 5,5: la gravità dell’impurità

«Del resto le opere della carne sono ben note: fornicazione, impurità, libertinaggi e cose del genere; circa queste cose vi preavviso, come ho già detto, che chi le compie non erediterà il Regno di Dio» (Gal 5,19-21).

E anche: «Perché sappiatelo bene, nessun fornicatore o impuro,… avrà parte del Regno di Cristo e di Dio» (Ef 5,5).

Non aver parte al Regno di Dio o non ereditare il Regno di Dio è la stessa cosa che rimanerne fuori e cioè all’inferno.

Questi versetti descrivono la gravità della fornicazione, dell’impurità e dei libertinaggi. Il testo non fornisce però un elenco dettagliato di ogni comportamento incluso nella parola «impurità» e non nomina la masturbazione.

Per applicare questi versetti alla masturbazione è quindi necessario stabilire che l’atto rientri nell’impurità sessuale descritta da Paolo. Questa è una conclusione teologica sostenuta da alcune tradizioni cristiane, ma non una formulazione letterale del testo.

Matteo 5,29: il linguaggio radicale di Gesù

Gesù stesso parla di questo in termini ancora più forti in Matteo 5, il capitolo che abbiamo già citato. Nel versetto 29 dice: «Se dunque il tuo occhio destro ti fa cadere in peccato, cavalo e gettalo via da te; poiché è meglio per te che uno dei tuoi membri perisca, piuttosto che tutto il tuo corpo sia gettato nella geenna.»

Qui Gesù parla chiaramente delle conseguenze eterne della lussuria: essa porta alla perdizione.

Questo è l’effetto ultimo del peccato sessuale lasciato incontrollato. I cristiani devono fuggire dall’immoralità sessuale perché la conseguenza ultima di abbracciare il peccato sessuale non è altro che il giudizio eterno.

Il brano usa un linguaggio volutamente radicale per sottolineare la serietà del peccato e la necessità di interrompere ciò che conduce alla caduta. Non contiene però una menzione esplicita della masturbazione.

La sessualità secondo il disegno biblico

Il sesso è un atto di unione dato da Dio per benedire la creazione nel contesto del matrimonio.

Nella Bibbia, il sesso è presentato come un atto che esiste all’interno del matrimonio tra un uomo e una donna, con lo scopo di rafforzare la loro unione.

In 1 Corinzi 7:5, l’apostolo Paolo scrive di smettere di privarsi l’uno dell’altro, se non di comune accordo per un tempo, per dedicarsi alla preghiera; poi tornate di nuovo insieme, affinché Satana non vi tenti a motivo della vostra mancanza di autocontrollo.

Questo versetto è interessante perché la Bibbia spesso utilizza espressioni figurative per parlare della sessualità. Ad esempio, a volte dice che «Adamo conobbe sua moglie Eva».

L’eufemismo che Paolo usa in 1 Corinzi 7:5 è «tornare di nuovo insieme». Sta parlando di coniugi che, per un periodo di tempo e di comune accordo, si sono astenuti dai rapporti sessuali per dedicarsi alla preghiera.

Alla fine di quel tempo, egli dice: «Ora potete tornare di nuovo insieme». Qui, il sesso è descritto come un atto che unisce profondamente marito e moglie.

La masturbazione come atto solitario

Questo è il motivo per cui anche le coppie sposate non dovrebbero praticare la masturbazione, nemmeno se, nel farlo, pensano al proprio coniuge.

Il sesso è un atto unitivo, il che significa che ogni pratica sessuale che favorisce la distanza o l’isolamento individuale non è in linea con la prospettiva biblica.

La masturbazione è, per sua natura, un atto solitario che non favorisce l’unità con il proprio coniuge, ma permette all’individuo di vivere la sessualità in modo indipendente.

Questo è in contrasto con il disegno biblico per la sessualità, secondo l’interpretazione che identifica il rapporto sessuale con un atto essenzialmente unitivo e matrimoniale.

Autocontrollo e dominio di sé

Un quarto motivo per i cristiani di evitare la masturbazione è l’idea biblica dell’autocontrollo. Uno dei frutti dello Spirito menzionati in Galati 5:22 è l’autocontrollo.

La Bibbia ci chiama a vivere con un atteggiamento di dominio di sé, un’attitudine resa possibile dalla grazia di Gesù Cristo.

Egli ci ha donato la capacità di esercitare l’autocontrollo e non siamo costretti a soddisfare ogni desiderio che proviamo. Al contrario, dobbiamo imparare a dire di no a certe cose.

Per questo motivo, il comandamento biblico dell’autocontrollo implica che i cristiani non dovrebbero praticare la masturbazione.

Il problema in se legato a tale pratica è l’egocentrismo, il pensiero che ti puoi fare in quel momento o il grado di continuità che può portare a dipendenza.

Il tema dell’autocontrollo riguarda soprattutto il rapporto della persona con il desiderio: una pratica può diventare moralmente e psicologicamente problematica quando domina la volontà, viene utilizzata compulsivamente o diventa un mezzo abituale per fuggire dalle difficoltà.

Desiderio sessuale, età e corpo

Quando si è nel fiore della giovinezza, si svegliano forti desideri sessuali. L’organismo libera potenti ormoni che agiscono sugli organi della riproduzione.

Il giovane prende quindi coscienza del fatto che questi organi possono procurare sensazioni piacevoli. E talvolta accade che si ecciti sessualmente senza neppure pensare al sesso.

Per esempio, le tensioni prodotte da preoccupazioni, timori o frustrazioni di varia natura possono influire sul sensibile sistema nervoso del ragazzo e provocargli eccitazione sessuale.

L’accumulo di liquido seminale può a sua volta farlo svegliare sessualmente eccitato, o può causare una polluzione notturna, di solito accompagnata da un sogno erotico.

In modo analogo, alcune ragazze possono sentirsi stimolate involontariamente. Nel caso di molte, il desiderio sessuale è più forte poco prima o poco dopo il periodo mestruale.

Pertanto, se hai provato questi stimoli, non essere turbato. È una reazione normale in un corpo giovane.

Queste sensazioni, anche se molto intense, non hanno niente a che vedere con la masturbazione, poiché sono essenzialmente involontarie.

È importante distinguere tra eccitazione involontaria e azione deliberata. Un’emissione notturna, uno stimolo fisico spontaneo o un desiderio che compare senza essere cercato non equivalgono automaticamente a una decisione volontaria di masturbarsi.

Le fantasie, la pornografia e i fattori scatenanti

La Bibbia descrive un giovane che incontra una donna immorale. Lei lo bacia e dice: «Vieni, . godiamo l’un dell’altro con espressioni d’amore». Poi cosa accade? «All’improvviso egli le va dietro, come un toro che va fino al macello». (Proverbi 7:7-22)

Ovviamente le passioni di questo giovane furono stuzzicate non solo dal fatto che i suoi ormoni erano all’opera, ma da ciò che vide e udì.

In modo simile, un giovane ammette: «Alla base del mio problema della masturbazione c’era quello che mettevo nella mente».

Sì, spesso è ciò che si legge, si guarda o si ascolta, nonché ciò di cui si parla o su cui si medita, che dà esca alla masturbazione.

Film, libri e spettacoli televisivi erotici sono spesso il ‘carburante mentale’ per masturbarsi.

Una venticinquenne ha confessato: «Sembrava proprio che non riuscissi ad abbandonare questa abitudine. Comunque, ero una lettrice di romanzi rosa e questo aggravava il problema».

La masturbazione stimola spesso fantasie immorali che intensificano il piacere sessuale. «Quando ci si masturba la mente si sofferma su desideri errati, e questo non fa altro che accrescere l’appetito di tali cose».

Spesso fantasticherie immorali sono il mezzo per intensificare il piacere sessuale. (Matteo 5:27, 28)

Per questo motivo, diverse letture cristiane concentrano l’attenzione non soltanto sull’atto finale, ma anche sulle immagini, sui pensieri e sulle abitudini che lo precedono.

La masturbazione come sollievo dallo stress

Una venticinquenne ha confessato: «Di solito mi masturbavo per alleviare lo stress, la tensione o l’ansia. Quel fuggevole piacere era come il bicchiere che l’alcolista beve per calmare i nervi».

I ricercatori Suzanne e Irving Sarnoff scrivono: «Per alcuni la masturbazione può diventare un vizio a cui ricorrono per avere sollievo ogniqualvolta si sentono mortificati o provano apprensione per qualcosa».

Altri invece vi si rifugiano forse solo ogni tanto, quando la tensione emotiva a cui sono sottoposti è molto intensa.

È chiaro che altri fanno similmente ricorso a questo vizio quando si sentono turbati, depressi, soli o molto stressati. Esso diventa un «tranquillante» usato per dimenticare i propri guai.

A livello psicologico è una attività istintiva che viene svolta sin da bambini in quanto gradita. Costituisce un auto segnale piacevole.

A livello psicologico è una cura per sé stessi, una consolazione rispetto alla solitudine.

Queste osservazioni distinguono il dato fisiologico e psicologico dalla valutazione religiosa. Una pratica può essere descritta come naturale dal punto di vista corporeo e, nello stesso tempo, essere valutata diversamente da una tradizione religiosa.

Effetti fisici e mentali: che cosa si può dire?

Molti giovani sono tormentati da questi pensieri. La ragione? La masturbazione è molto diffusa.

Inoltre, a questa pratica è stata attribuita ogni sorta di mali: da verruche e palpebre arrossate a epilessia e disturbi mentali.

I ricercatori medici del XX secolo non fanno più queste asserzioni allarmanti. Anzi, oggi i medici credono che la masturbazione non causi nessun male fisico.

I ricercatori William Masters e Virginia Johnson aggiungono che «clinicamente non esiste nessuna prova fondata che la masturbazione, qualunque sia la frequenza con cui è praticata, sia all’origine di disturbi mentali».

A livello fisiologico non c’è nulla di anomalo nella masturbazione. È una attività istintiva che viene svolta sin da bambini in quanto gradita.

Queste affermazioni riguardano la valutazione medica e psicologica, non la valutazione teologica. Il fatto che una pratica non produca necessariamente un danno fisico non risponde da solo alla domanda se essa sia conforme a una determinata concezione religiosa della sessualità.

Quando una pratica diventa compulsiva

La questione cambia quando la persona non riesce più a scegliere liberamente e vive la masturbazione come un obbligo, un impulso incontrollabile o un comportamento utilizzato sistematicamente per affrontare ansia, solitudine e depressione.

Per alcuni la masturbazione può diventare un vizio a cui ricorrono per avere sollievo ogniqualvolta si sentono mortificati o provano apprensione per qualcosa.

Il caso di questa giovane donna fa luce su quella che è indubbiamente la ragione principale per cui è così difficile togliersi questo vizio.

La masturbazione, inoltre, esercita una lenta influenza corruttrice sulla mente. (Confronta 2 Corinti 11:3)

Quando si masturba, la persona è assorbita dalle sue sensazioni fisiche: pensa esclusivamente a se stessa.

Chi si masturba tende inoltre a considerare gli appartenenti all’altro sesso come semplici oggetti sessuali, mezzi con cui soddisfarsi sessualmente.

Questa mentalità errata che la masturbazione porta ad adottare contamina lo «spirito» o inclinazione mentale predominante della persona.

In alcuni casi i problemi causati dalla masturbazione persistono anche dopo il matrimonio.

Queste affermazioni descrivono possibili conseguenze psicologiche e relazionali attribuite alla pratica, ma non autorizzano a concludere che ogni persona che si masturba sviluppi necessariamente una dipendenza, una distorsione relazionale o un danno mentale.

La posizione secondo cui la masturbazione è peccato

Una posizione cristiana sostiene che i cristiani non dovrebbero praticare la masturbazione.

So che questa affermazione può risultare controversa in alcuni contesti. Ci sono persone che ritengono che la masturbazione sia una pratica accettabile e altre che pensano addirittura che possa essere un beneficio per gli adolescenti, ad esempio, che non hanno ancora la possibilità di esprimere la sessualità nel contesto del matrimonio.

Altri ancora cercano di trovare delle giustificazioni per questa pratica.

Tuttavia, io affermo con convinzione che i cristiani non dovrebbero praticare la masturbazione e voglio presentarvi cinque motivi per cui credo sia così.

  1. La purezza riguarda anche il cuore e non soltanto il comportamento esteriore.
  2. La Bibbia ordina di fuggire dall’immoralità sessuale.
  3. La sessualità è presentata come un atto di unione matrimoniale.
  4. L’autocontrollo è un frutto dello Spirito.
  5. L’immoralità sessuale produce conseguenze spirituali e morali.

Secondo questa posizione, la masturbazione non è compatibile con l’insegnamento biblico perché normalmente coinvolge desideri lussuriosi, ricerca deliberata dell’eccitazione, isolamento sessuale e mancanza di dominio di sé.

Non credo che ci sia una posizione intermedia su questo argomento: i cristiani devono essere completamente dedicati a combattere il peccato sessuale, a estirparlo dal proprio cuore e ad evitare la pratica della masturbazione.

La posizione secondo cui la Bibbia non la condanna esplicitamente

Un’altra posizione osserva che la Bibbia non specifica direttamente l’autoerotismo e che occorre distinguere tra il testo biblico e le interpretazioni costruite successivamente.

Sulla Bibbia non è mai stata citata esplicitamente la masturbazione. Il fremere nella carne è normale e quindi per questo è consigliato il matrimonio.

La Bibbia specifica due fattori gravi, fornicazione e adulterio. Adulterio è il tradire il proprio marito o la propria moglie per andare con un’altra persona.

Fornicazione è l’avere rapporti sessuali senza aver fatto matrimonio.

Poi si parla di concupiscenza e atti impuri che vengono affrontati come avvertimenti per limare il rapporto diretto con il Signore, affinché possiamo noi sentirci fortificati ed irreprensibili di fronte agli altri ma soprattutto davanti al Signore.

Per atti impuri s’intende tutte quelle cose che macchiano la santità del cristiano.

Però Dio non specifica esattamente l’autoerotismo, quindi ne va a discrezione del credente che deve rendersi conto lui se è buono per lui farlo o meno, lasciandosi guidare dallo Spirito Santo.

La Bibbia non va interpretata ne tanto meno allargata o stretta. Le Scritture vanno prese alla lettera e da queste parole non si legge alcun altra specificazione in merito.

Questa posizione non sostiene necessariamente che ogni forma di masturbazione sia positiva o priva di problemi. Sostiene piuttosto che non si può presentare come citazione biblica diretta ciò che nella Bibbia non è formulato direttamente.

La discussione sulla parola «fornicazione»

Nella Bibbia, ogni atto sessuale fuori dal matrimonio è chiamato fornicazione.

La masturbazione è una pratica sessuale sì, ma non è stata definita esattamente nella Scrittura come pratica da evitare o per lo meno non lo è intesa direttamente.

Se la masturbazione è sesso, allora ti sei risposto da solo, non è voluta da Dio fuori dal matrimonio.

Ci sono molte altre pratiche sessuali che non sono descritte nella Bibbia. Tipo i rapporti orali. Quindi? Che vuol dire? Che possiamo praticarli guidati dallo Spirito Santo?

I rapporti orali te li fai da solo? No! Con un’altra persona e quindi fai fornicazione o adulterio se sei sposato.

Il punto della discussione è stabilire se la parola «fornicazione» indichi esclusivamente un rapporto sessuale tra persone oppure se possa comprendere anche un atto sessuale individuale. La Bibbia non offre una definizione tecnica esplicita della masturbazione all’interno di questa categoria.

Perciò, l’argomentazione secondo cui la masturbazione sarebbe fornicazione dipende da due passaggi interpretativi: considerare la masturbazione un atto sessuale e poi includere ogni atto sessuale individuale nella categoria biblica della fornicazione.

La masturbazione senza fantasie sessuali

Una questione discussa è se sia possibile praticare la masturbazione senza immagini, fantasie o desideri rivolti a un’altra persona.

Perdonami ma il peccato è nel pensiero, non nell’atto. Se lo faccio ma non ho immagini o azioni impure, dov’è che sbaglio?

La risposta opposta sostiene che la masturbazione viene fatta per arrivare ad un orgasmo e poi ne deriva un vizio peccaminoso che molte volte rende schive le persone.

La masturbazione non è fornicazione ma autocompiacimento. Fatto sta che ognuno di noi si lascerà guidare in merito se tale pratica è positiva o meno al fine del buon rapporto con il Signore.

Io ho smesso di praticarla non tanto per l’atto in se, ma quanto per come io ne fossi ossessionato, attratto e molto spesso schiavo.

Questa sorta di dipendenza mi faceva sentire miserabile, cosa che invece non provavo quando mi capitava di praticarla di rado.

La posizione più rigorosa risponde che è difficile immaginare una masturbazione completamente priva di immaginazione sessuale e che la ricerca dell’orgasmo costituisce comunque una ricerca deliberata di piacere sessuale individuale.

La posizione più permissiva osserva invece che il pensiero lussurioso, la pornografia, la dipendenza e l’egocentrismo devono essere distinti dall’atto fisico considerato in sé.

La coscienza e il senso di colpa

Molti giovani, pur riuscendo in genere a vincere questa brutta abitudine, di tanto in tanto ci ricadono.

Siamo grati che Dio sia molto misericordioso. «Poiché tu, o Geova, sei buono e pronto a perdonare», disse il salmista. (Salmo 86:5)

Quando un cristiano cede e si masturba, di solito il suo cuore lo condanna. Tuttavia la Bibbia dichiara che «Dio è maggiore del nostro cuore e conosce ogni cosa». (1 Giovanni 3:20)

Dio vede al di là dei nostri peccati. La vastità della sua conoscenza è tale che egli può ascoltare con comprensione le nostre preghiere sincere con cui imploriamo perdono.

Una giovane donna ha scritto: «Ho provato un certo grado di colpa, ma il fatto di sapere che Geova è un Dio amorevole, che può leggere nel mio cuore e conoscere tutti i miei sforzi e le mie intenzioni, mi impedisce di sentirmi troppo depressa quando a volte vengo meno».

Se combatti il desiderio di masturbarti, è improbabile che tu commetta il grave peccato della fornicazione.

La Torre di Guardia del 15 febbraio 1960 affermava: «Possiamo riscontrare che inciampiamo e cadiamo molte volte in qualche cattiva abitudine che ha inciso sul nostro precedente modello di vita più profondamente di quanto credessimo. Non disperate. Non concludete di aver commesso il peccato imperdonabile».

È proprio così che Satana vi vorrebbe far ragionare. Il fatto stesso che dentro di voi vi sentite addolorati e afflitti dimostra che non avete passato il limite.

Non vi stancate mai di rivolgervi con umiltà e zelo a Dio, cercando il suo perdono, la sua purificazione e il suo aiuto.

Rivolgetevi a lui come un figlio si rivolge al padre suo quando è in difficoltà, non importa quanto spesso lo imploriate per la stessa debolezza, e Geova vi darà misericordiosamente l’aiuto a motivo della sua immeritata benignità e, se siete sinceri, vi farà ottenere una coscienza pura.

Peccato, peccato grave e peccato mortale

La domanda usa l’espressione «peccato mortale». È necessario distinguere tra ciò che la Bibbia afferma direttamente e la classificazione teologica della gravità del peccato.

La Bibbia parla di peccato, impurità, fornicazione, concupiscenza, desideri cattivi e opere della carne. Non presenta però, nei passi citati, una classificazione diretta della masturbazione come «peccato mortale».

Il più forte è il seguente: «Dio non ci ha chiamati all’impurità, ma alla santificazione» (1 Ts 4,7).

Che si tratti di peccato grave emerge chiaramente da san Paolo: «Del resto le opere della carne sono ben note: fornicazione, impurità, libertinaggi e cose del genere; circa queste cose vi preavviso, come ho già detto, che chi le compie non erediterà il Regno di Dio» (Gal 5,19-21).

Questa argomentazione considera grave qualsiasi atto che rientri nell’impurità sessuale descritta da Paolo. Tuttavia, per applicarla alla masturbazione, è necessario prima identificare la masturbazione con quella impurità.

La Scrittura citata non analizza inoltre le diverse condizioni personali: età, maturità, conoscenza, libertà, pressione psicologica, abitudine, dipendenza, intenzione e capacità concreta di resistere.

Quando si parla di responsabilità morale, il senso di colpa soggettivo non coincide automaticamente con la colpa oggettiva. Una persona può sentirsi devastata dalla vergogna anche quando non ha compiuto un peccato grave, mentre un’altra può agire con piena consapevolezza e deliberazione.

La gravità morale non dovrebbe essere stabilita soltanto dall’intensità del disagio provato dopo l’atto.

La coscienza scrupolosa e la ricerca compulsiva di risposte

Una persona può avere difficoltà a masturbarsi anche quando era con la propria ex ragazza perché ha la convinzione di non doverlo fare in quanto peccato contro la Chiesa e contro Dio in generale.

Il problema può manifestarsi anche dopo l’atto, quando compare una colpa interna che fa stare male per alcune ore e induce a cercare continuamente su internet se masturbarsi sia peccato mortale.

Un giovane può arrivare a stare due mesi senza masturbarsi e poi sperimentare un desiderio molto forte, seguito da senso di colpa se cede.

In questi casi occorre distinguere la questione teologica dalla sofferenza psicologica. Il conflitto può diventare ossessivo quando la persona cerca continuamente conferme, interpreta ogni impulso come una colpa e non riesce a interrompere il ciclo di paura, verifica e rassicurazione.

La parola «peccato» attiene alla sfera religiosa, non a quella psicologica.

Considerato che Lei si dichiara cattolico praticante, i registri del problema che ci pone sono due: ideologico, che attiene alla religione e relativi divieti, e psicologico, per quanto riguarda il conflitto che Lei sperimenta tra pulsioni e relativi comportamenti masturbatori e ideologia, cioè la religione a cui aderisce.

Quando Lei ci chiede «per voi è peccato o no?», è corretto che io Le risponda così: come psicologa non sono un’esperta di peccati, di sensi di colpa sì, ma essi non corrispondono ai peccati.

Se la colpa, la vergogna o i pensieri ricorrenti diventano invasivi, può essere utile affrontare la situazione con un professionista della salute mentale e, se la persona desidera una risposta religiosa, con una guida spirituale equilibrata.

Indicazioni spirituali per chi sta lottando

Dopo aver detto che i cristiani non dovrebbero masturbarsi, dobbiamo riconoscere anche una seconda realtà: molti cristiani lo fanno.

Alcuni di voi che stanno ascoltando o leggendo questo contenuto lottano con questo problema, altri conoscono persone che affrontano questa stessa battaglia.

La vera domanda è la terza: come rispondiamo a questa sfida? Cosa possiamo dire per aiutare chi sta lottando?

Prima di tutto, i cristiani non dovrebbero masturbarsi: è peccato. Proprio per questo, dobbiamo ricordare sempre il Vangelo di Gesù Cristo.

Gesù ha vissuto in perfetta obbedienza al Padre, ha pagato il prezzo che noi non potevamo pagare ed è risorto, ascendendo al cielo per donarci la sua stessa vita di resurrezione.

Quindi, per ogni cristiano che lotta con questo peccato, c’è perdono attraverso il sangue di Gesù Cristo.

La Bibbia ci dice che dove il peccato aumenta, la grazia è ancora più sovrabbondante.

C’è sempre grazia per coprire il nostro peccato quando ci rivolgiamo a Cristo con cuore pentito.

La grazia di Dio è sufficiente per te. Che tu stia lottando con la masturbazione o con altre sfide nella tua vita da single, il Suo amore non vacilla mai.

Invece di concentrarti solo sulla modifica del comportamento, cerca di trasformare il tuo cuore.

Cerca di onorare Dio con la tua mente, il tuo corpo e il tuo spirito e confida che Lui ti guiderà nel tuo cammino.

Passi pratici per affrontare la difficoltà

Inizia ad approfondire il tuo rapporto con Dio attraverso la preghiera e lo studio della Bibbia.

Impegnati nella comunità attraverso la tua chiesa locale.

Medita sulle Scritture. Riempire la tua mente con la Parola di Dio può aiutarti a combattere la tentazione e a riorientare la tua attenzione.

Evita i fattori scatenanti. Fai attenzione ai media, agli ambienti e ai pensieri che ti portano alla tentazione.

Pratica l’autocontrollo. Galati 5:22-23 evidenzia l’autocontrollo come frutto dello Spirito, incoraggiando la disciplina in tutti gli ambiti della vita.

Cerca la responsabilità. Trovare un mentore o un amico cristiano di fiducia può aiutarti a mantenere la responsabilità nelle aree di tentazione.

Sviluppa relazioni sane. Investi in amicizie divine e cerca la comunione con altri credenti.

Impegnati in attività salutari. Sostituisci le abitudini malsane con hobby e attività che glorificano Dio e favoriscono la comunità.

Prega per la forza. Una preghiera regolare può aiutarti a rafforzarti contro le tentazioni.

Confessa le tue difficoltà. 1 Giovanni 1:9 ci ricorda che se confessiamo i nostri peccati, Dio è fedele nel perdonarci e purificarci.

Abbraccia la grazia di Dio. Non permettere che la vergogna ti impedisca di cercare il perdono e la guarigione di Dio.

Concentrati sullo scopo di Dio per la tua singletudine. Usa questa stagione per crescere spiritualmente ed emotivamente in preparazione alle relazioni future.

Considera gli effetti a lungo termine. Chiediti come le tue azioni di oggi influenzeranno la tua crescita spirituale e le tue relazioni future.

Il ruolo della preghiera e dell’aiuto degli altri

Se vi trovate in questa categoria, potreste essere tentati di credere che la masturbazione possa darvi un po’ di sollievo o portarvi un po’ di pace rispetto a questa tensione interiore, ma voglio dirvi chiaramente che questa è un’illusione.

Se state pensando che il riposo e il sollievo vengano dalla masturbazione, vi invito a cambiare prospettiva, perché non è così.

Non si può ricevere la grazia di Dio facendo qualcosa di contrario alla sua volontà.

Al contrario, la grazia e la benedizione di Dio arrivano quando, con la potenza di Cristo, scegliamo di essere fedeli nella nostra obbedienza.

La vera esperienza della grazia è invece Gesù che si manifesta nella tua vita e ti dona la forza di essere fedele, anche quando il tuo corpo arde di desiderio, anche quando brami qualcosa di buono che però, per il momento, Dio non ti ha concesso di vivere.

Se in questo momento fai fatica a sperimentare questa benedizione, voglio invitarti a chiedere aiuto subito.

Per prima cosa, rivolgiti a Gesù Cristo. Lui è presente. Ti ascolta. Ha il potere di aiutarti, ha una misericordia reale e concreta che proviene dal suo trono, ed è pronto ad aiutarti ogni volta che lo invochi.

Se ti avvicini a Lui con fede, ti aiuterà.

Poi, rivolgiti a qualcuno di fiducia. Potresti prendere il telefono, mandare un messaggio o fare una chiamata dicendo: «Ehi, sto lottando. Sono tentato di reagire alla tentazione nel modo sbagliato. Puoi aiutarmi?»

Potresti contattare subito un fratello o una sorella in Cristo, qualcuno saggio e di fiducia.

Come leggere correttamente la risposta biblica

Alla luce dei testi esaminati, si possono distinguere tre livelli di risposta.

  • Livello testuale: la Bibbia non nomina esplicitamente la masturbazione.
  • Livello dei principi: la Bibbia parla di purezza, concupiscenza, impurità, autocontrollo, santità del corpo e sessualità matrimoniale.
  • Livello interpretativo: alcune tradizioni cristiane ritengono che questi principi condannino anche la masturbazione; altre sottolineano che l’atto non è direttamente specificato e valutano soprattutto pensieri, pornografia, dipendenza e coscienza.

La risposta non dovrebbe quindi confondere una conclusione teologica con una citazione biblica. È corretto dire che molti cristiani considerano la masturbazione peccaminosa sulla base dei principi biblici; non è corretto dire che esista un versetto in cui la Bibbia la nomina direttamente come peccato mortale.

È altrettanto importante non confondere una reazione fisiologica involontaria con un atto deliberato, né confondere un senso di colpa intenso con una prova automatica della gravità morale.

La valutazione cristiana dipende anche dal modo in cui si comprendono parole come impurità, fornicazione, concupiscenza, autocontrollo e santità del corpo.

La Bibbia non offre una frase diretta sul tema, ma offre una visione complessiva della sessualità e della vita cristiana: custodire il cuore, fuggire l’immoralità sessuale, onorare Dio con il corpo, esercitare l’autocontrollo, cercare la santità e affidarsi alla grazia quando si cade.

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