La Bibbia può aiutare a spezzare una dipendenza orientando la persona verso Dio, la preghiera, il rinnovamento della mente, il sostegno di persone affidabili e, quando necessario, le cure mediche e psicologiche. La fede cristiana insegna che nessuna situazione è senza speranza e che la libertà può essere trovata attraverso la verità della Parola di Dio.
Superare una dipendenza non è facile, ma Dio sta aspettando che tu Gli chieda aiuto. A prescindere da come tu ti senta in questo momento, è importante ricordare che NON sei solo. Dio ti ama. Tu sei prezioso per Lui!
La dipendenza non annulla il valore della persona
Ognuno di noi lotta con le proprie difficoltà personali. Per molti, i comportamenti compulsivi o dettati da una dipendenza possono costituire una di queste prove. Non si parla sempre apertamente di dipendenza o di comportamenti compulsivi nella società e né tantomeno in Chiesa.
Se voi o una persona cara state lottando contro una dipendenza, probabilmente provate vergogna o imbarazzo, oppure vi preoccupate del giudizio degli altri. Se state lottando contro una dipendenza, potreste sentirvi di essere persone sbagliate o cattive.
Questo tipo di prova può sembrare soverchiante, imbarazzante o insormontabile. Tuttavia, nessuna delle nostre azioni può cambiare il nostro valore agli occhi di Dio. Tutti noi abbiamo un valore infinito. E non siete soli nelle vostre prove.
Tutte le cose, compreso guarire da una dipendenza, sono possibili grazie a Cristo. Ciò vale anche per coloro che lottano con il dolore o le conseguenze causate dalle azioni degli altri.
Il presidente M. Russell Ballard ha insegnato: “Se siete vittime di una qualsiasi dipendenza, sappiate che c’è speranza, perché Dio ama tutti i Suoi figli e perché l’Espiazione del Signore Gesù Cristo rende possibile ogni cosa. Ho visto la meravigliosa benedizione della guarigione che può liberare dalle catene della dipendenza. Il Signore è il nostro Pastore e non ci mancherà nulla se riponiamo la nostra fiducia nel potere dell’Espiazione. So che il Signore può liberare e libererà la vittima dalla schiavitù della dipendenza perché, come ha proclamato l’apostolo Paolo: ‘Io posso ogni cosa in Colui che mi fortifica’ (Filippesi 4:13)”1.
Che cos’è una dipendenza
La dipendenza, che sia da una sostanza psicoattiva come alcol o droghe, o da un comportamento come il gioco d’azzardo, il sesso o la pornografia, è un problema sempre più grande nella società odierna.
La diagnosi di una dipendenza secondo l’ICD-10 (“International Classification of Diseases and Related Health Problems”) è formulata se, nel corso dell’ultimo anno, la persona è stata interessata da tre o più di una serie di fenomeni clinici, tra cui: difficoltà a controllare il comportamento, impulsi, sintomi da astinenza, tolleranza verso la sostanza e persistenza nell’uso/comportamento nonostante la consapevolezza delle dannose conseguenze.
È importante sottolineare che la ricerca di attività piacevoli è del tutto normale se ciò avviene in maniera controllata e bilanciata. Nel caso della dipendenza, al contrario, la ricerca del piacere avviene in maniera incontrollata e spesso a spese delle normali attività e del proprio benessere.
Il punto fondamentale è che in questi casi l’attività piacevole diventa un’ossessione e viene continuamente ricercata in quanto porta ad uno stato di sollievo, sebbene temporaneo, dal dolore. Questo vale per tutte le forme di dipendenza, sia da sostanze che da comportamenti.
Dipendenze da sostanze e dipendenze comportamentali
Il dramma della dipendenza contempla non solo la dipendenza da droghe, alcool e tabacco, che continuano ad essere le cause di dipendenza prevalenti nella società. Questo dramma assume oggi forme nuove e diverse: secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità, il crescente utilizzo di Internet, computer, smartphone e altri dispositivi elettronici si associa non solo a chiari ed enormi benefici per gli utenti e le società, ma anche a casi documentati di un uso eccessivo che spesso sfocia in dipendenze con conseguenze negative per la salute, che hanno a che vedere con il gioco compulsivo e le scommesse, con la pornografia, l’uso eccessivo di videogiochi e la presenza quasi costante sulle piattaforme del mondo digitale.
L’uso smisurato delle piattaforme interessa in larga misura la qualità dei rapporti quotidiani e più prossimi. Di fronte a questi “pericoli dello spazio virtuale”, il Santo Padre spiega che “basandoci sul ‘Vangelo della Misericordia’ possiamo alleviare, curare e guarire le tante sofferenze legate alle nuove dipendenze”, ad esempio attraverso la prevenzione, la riabilitazione e i progetti di reinserimento.
Dipendenze da sostanze e dipendenze comportamentali possono includere alcol, tabacco, droghe, farmaci, gioco d’azzardo, pornografia, sesso, shopping, videogiochi e Internet. Anche quando l’oggetto della dipendenza cambia, il problema può manifestarsi attraverso perdita di controllo, impulsi persistenti, ricadute e continuazione del comportamento nonostante le conseguenze dannose.
Il legame tra dipendenza, sofferenza e trauma
Gli studi dimostrano che alla base di una forma di dipendenza spesso ci sono fattori come solitudine, stress, ansia e depressione. Se provi questi sentimenti, la Bibbia può aiutarti ad affrontarli in modo che non ti portino a sviluppare una dipendenza.
I fattori sottostanti a una dipendenza sono spesso numerosi e variegati. Ma alla radice di quasi tutte le forme di dipendenza, c’è un dolore profondo dovuto a una perdita, un rifiuto, un abuso, una separazione o altri tipi di trauma.
Molti dei pazienti che frequentano le cliniche per questi problemi riconoscono che alla radice della loro dipendenza ci sia un dolore. Quelli invece che inizialmente non riconoscono alcuna forma di trauma emotivo, riescono solitamente ad identificare -più avanti nel tempo- almeno una mancanza di serenità o uno stato generale di insoddisfazione.
È proprio questa forma di dolore che viene attenuata dalla dipendenza. La dipendenza può offrire un sollievo temporaneo, ma continuare a conviverci sarà sempre più faticoso e continuerà ad avere un effetto negativo sulla nostra vita.
Il sistema limbico è costituito da una serie di strutture cerebrali profonde ed interconnesse tra loro, implicate nell’integrazione delle emozioni e dell’umore, dove vengono mediati sia il dolore emotivo che lo stato di benessere generale dell’individuo.
L’effetto che si ottiene con l’uso improprio di sostanze stupefacenti è proprio questo. Che si tratti di alcol o altre sostanze calmanti, come eroina o cannabis, o che si tratti di sostanze stimolanti come la cocaina, il risultato è la stimolazione dei recettori del sistema limbico.
Un rilascio analogo di dopamina è stimolato anche dallo svolgimento di attività piacevoli, come quando mangiamo o durante l’attività sessuale, ma anche da tutti quei comportamenti che possono portare alla dipendenza, come il gioco d’azzardo, lo shopping, i videogiochi ecc.
Spesso le dipendenze sono il risultato di sofferenza emotiva o abusi subiti in passato. Se hai subito qualche tipo di abuso o hai bisogno di guarigione in qualsiasi area della tua vita, Dio ti può guarire.
Dio, Cristo e la possibilità di essere liberati
La buona notizia del Vangelo non si limita alla salvezza dal peccato e alla promessa di vita eterna: Gesù ha pagato il prezzo necessario per permetterci di vivere una vita libera dalle situazioni in cui il peccato può intrappolarci - incluse le dipendenze.
Gesù ha comprato la nostra libertà con il suo sangue. La libertà è una cosa potente, ed è proprio ciò di cui abbiamo bisogno quando ci rendiamo conto di avere delle dipendenze.
Se scegliamo di “camminare” o “vivere secondo lo Spirito”, potremo vivere liberi dall’impulso di dover soddisfare i desideri della carne. (1) Dio ci ha dato un obiettivo raggiungibile, alla nostra portata (2) - ma dobbiamo metterlo in pratica nella nostra vita.
Quando le cose si fanno difficili, scegli come prima cosa di trovare conforto nella Parola di Dio e nel trascorrere tempo con Lui. In Giovanni 8:31, 32 è scritto: “Gesù allora disse a quei Giudei che avevano creduto in lui: «Se perseverate nella mia parola, siete veramente miei discepoli; conoscerete la verità e la verità vi farà liberi»”.
Quando Gesù parlava di “conoscere la verità”, si riferiva a una relazione intima e profonda con la verità, e non a una semplice conoscenza intellettiva delle parole.
Gesù ci sta dicendo che quello che ci rende liberi è un rapporto intimo con la verità. Quindi, per essere trasformati e resi liberi dalla verità biblica, ciò che serve è molto più che la semplice memorizzazione della Scrittura: è necessario il rifiuto delle nostre false convinzioni di fondo e una totale dedizione alla Parola di Dio in quanto verità, a prescindere dalle circostanze e dalle emozioni.
Se crediamo fermamente nella parola di Dio, è assolutamente impossibile ritenere che qualunque situazione sia senza speranze. Quando Paolo incoraggia i suoi lettori ad essere “trasformati attraverso il rinnovamento della loro mente” (3) lo fa con la certezza che una trasformazione radicale sia possibile attraverso un cambiamento di mentalità.
Allo stesso modo, Gesù dice ai suoi ascoltatori: “conoscerete la verità e la verità vi farà liberi” (4), sapendo che potremo sperimentare la vera libertà seguendo la Sua parola.
Quattro passi biblici per liberarsi da una dipendenza
1. Conoscere Dio
Conosci Geova Dio (Giovanni 17:3). Lui è il Creatore e ha potenza illimitata. Soprattutto, è il tuo Padre celeste e ti vuole bene.
Vuole che tu sia suo amico e desidera usare la sua potenza per aiutarti (Isaia 40:29-31; Giacomo 4:8). Ha in mente per te un futuro meraviglioso, se scegli di accettare il suo amore (Geremia 29:11; Giovanni 3:16).
La Bibbia ti spiega come puoi stringere un’amicizia con Dio (Salmo 25:14). Con il suo aiuto puoi superare i problemi che potrebbero sembrarti insormontabili (Marco 11:22-24).
Molto spesso la mancanza di speranza e il dolore di una persona intrappolata nelle dipendenze sono dovuti alla loro identità profonda. “Io sono un drogato o un alcolista. Questo è quello che sono e non c’è via di uscita.”
Ma se si riesce a identificarsi con la verità, cioè il fatto di essere figli di Dio (6), se si capisce che si è diventati una “nuova creatura” quando si è accettato Gesù, e se si accetta il fatto che Dio ci ha giustificati, tutto questo porta alla libertà. (7)
2. Chiedere aiuto a Dio
Chiedi aiuto a Geova. Prega Dio e chiedigli di aiutarti a liberarti dalla tua dipendenza, in modo che tu possa essere “santo [o puro] e gradito a [lui]” (Romani 12:1).
Grazie al suo spirito santo, cioè la sua forza attiva, lui ti darà “potenza oltre il normale” (2 Corinti 4:7; Luca 11:13). Questa potenza ti aiuterà a smettere di drogarti e a sviluppare una nuova personalità che ti renderà gradito a Dio (Colossesi 3:9, 10).
Poiché io sono il Signore tuo Dio che ti tengo per la destra e ti dico: «Non temere, io ti vengo in aiuto».
Non affannatevi dunque per il domani, perché il domani avrà gia le sue inquietudini. A ciascun giorno basta la sua pena.
3. Rinnovare la mente attraverso la Parola
Riempi la tua mente con i pensieri di Dio (Isaia 55:9). Lui ti aiuterà a “[rinnovarti] nel modo di pensare”, cioè a cambiare i tuoi schemi mentali. Questo ti aiuterà a liberarti dalla dipendenza (Efesini 4:23).
I pensieri di Dio si trovano nella Bibbia. Quindi è fondamentale leggerla regolarmente (Salmo 1:1-3).
Trascorri tempo con Lui e studia la Sua Parola, la Bibbia, quotidianamente. Puoi fidarti del fatto che lo Spirito Santo ti guiderà (ved. Giovanni 16:13).
Permettigli di aiutarti a perdonare coloro che ti hanno ferito e di darti una speranza per il futuro. Conoscere Dio in maniera personale e passare regolarmente tempo con Lui ti aiuterà a rimanere forte.
4. Scegliere con attenzione le compagnie e l’ambiente
Scegli bene con chi stare in compagnia. Mentre lotti per liberarti dalla tua dipendenza, i tuoi amici possono avere una forte influenza su di te, sia in bene che in male (Proverbi 13:20).
Dio ti dà la possibilità di fare amicizia con persone che lo adorano e che possono avere un effetto positivo su di te (Salmo 119:63; Romani 1:12).
Anche quando guardi, ascolti o leggi qualcosa è come se stessi in compagnia dei personaggi che vengono presentati. Quindi fai attenzione a come scegli di passare il tuo tempo libero.
Evita tutto ciò che ti rende difficile fare ciò che è giusto (Salmo 101:3; Amos 5:14).
Identità, verità e menzogne interiori
È di fondamentale importanza riuscire a capire che non dobbiamo fidarci di tutti i nostri pensieri e sentimenti. Non solo ci troviamo spesso a credere a delle bugie riguardo la nostra identità, ma capita addirittura che molti nostri pensieri ed emozioni abbiano alla base una nostra esperienza personale anziché la realtà delle cose.
Il persistente e duraturo trauma emotivo dovuto all’abuso sessuale, per esempio, è probabilmente legato alla convinzione della vittima, in seguito al l’avvenimento, di essere “sporca” e di “non valere nulla”, più che all’atto stesso.
Può essere difficile da capire, ma è di estrema importanza per poter ottenere guarigione e liberazione. Il dolore che una persona sperimenta in seguito a un rifiuto, è solitamente dovuto alla falsa convinzione che ne risulta, ossia di essere “impossibili da amare” e che si verrà sempre respinti dagli altri.
E anche noi dobbiamo capire che queste convinzioni, che così spesso tengono le persone prigioniere del dolore, della mancanza di speranza e quindi delle dipendenze, sono tutte contrarie alla Parola di Dio.
Per esempio, una persona potrebbe sentirsi respinta e non amata perchè un genitore ha abbandonato la famiglia durante la sua infanzia. Sono cose di questo genere che spesso stanno alla base delle dipendenze.
Ma in questi casi, respingere la menzogna che li porta a non sentirsi amati e scegliere di credere che il nostro Padre Celeste ci ama di un amore smisurato, può portare a guarigione, specialmente se si accetta di perdonare - in questo caso, il genitore che ha abbandonato la famiglia.
Il perdono come parte della guarigione
Uno dei passi più importanti verso il tuo benessere emotivo è il perdono. È molto importante, per la tua salute emotiva, spirituale e fisica, perdonare chi ti ha ferito.
Chiedi a Dio di aiutarti a vedere le cose attraverso i Suoi occhi. Il non riuscire a perdonare ci tiene infatti in prigione (8), e l’unico modo per uscirne è proprio il perdono.
Perdonare non significa dimenticare, e certamente non legittima i mali commessi, ma è un passaggio fondamentale per ottenere liberazione.
Per essere efficace, la verità dovrà essere messa in pratica ed “esercitata” più e più volte, costantemente, spesso avvalendosi di un aiuto esterno per riuscire a sostituire la menzogna che si è portata dentro di sé per così tanto tempo.
Gestire lo stress e le emozioni
Innanzitutto, dobbiamo gestire meglio lo stress. Se minimizziamo lo stress, il bisogno di dipendenza è indebolito.
Un modo per mettere ciò in atto è il riordinare le cose nella giusta prospettiva: Dio è in controllo e ti ama. Ciò significa che Dio ha uno scopo e un piano per te anche quando la vita è dura.
In secondo luogo, dobbiamo essere consci delle nostre emozioni. Se permettiamo ai nostri sentimenti di controllare le nostre azioni, essi possono portarci ad avere abitudini distruttive.
Le emozioni sono come un sistema di allarme che ci avverte quando qualcosa non va. Se condividiamo con Dio le nostre emozioni, non dovremmo ricorrere alle dipendenze per consolarci.
Fidati del piano che Dio ha per la tua vita. Egli dà forza allo stanco e moltiplica il vigore allo spossato.
Quando dicevo: «Il mio piede vacilla», la tua grazia, Signore, mi ha sostenuto. Nell’angoscia ho gridato al Signore, mi ha risposto, il Signore, e mi ha tratto in salvo.
Confessare la dipendenza e rompere il segreto
Infine, e forse é il pinto più importante, confessa a Dio la tua dipendenza e il tuo peccato prima possible. La confessione toglie alla dipendenza il suo punto forte, il suo potere e il suo segreto.
Cercare qualcuno che ti aiuti a combattere è una delle migliori armi che hai a disposizione. Se non riesci a identificare o interrompere la tua dipendenza, chiedi a chi ti è più vicino oppure cerca aiuto da un professionista.
La dipendenza è difficile da vincere ma continuare a conviverci sarà sempre più faticoso e continuerà ad avere un effetto negativo sulla nostra vita.
In terzo luogo- riconoscere che le dipendenze condizionano tutta la nostra vita. Non creano solamente un problema dal punto di vista spirituale, ma anche relazionale, economico e professionale.
Il sostegno degli altri e il Programma di recupero
Per superare una dipendenza sarà quasi sempre necessario avvalersi dell’aiuto di altre persone.
Esiste una varietà di trattamenti per i comportamenti che creano dipendenza. Il Programma di recupero dalle dipendenze (PRD) de La Chiesa di Gesù Cristo dei Santi degli Ultimi Giorni è un percorso di guarigione che offre un luogo sicuro e di sostegno a chiunque si impegni per superare comportamenti compulsivi o dettati dalla dipendenza.
Il programma è costituito da gruppi di sostegno tenuti di persona oppure online che seguono un approccio in dodici passi con un’impronta evangelica.
Ogni gruppo è composto da partecipanti impegnati nel percorso di recupero, da missionari di servizio del PRD e da facilitatori che a loro volta si sono ripresi e sono guariti grazie al programma.
Ci sono due tipi di riunioni per il recupero dalle dipendenze: 1) riunioni incentrate sulle dipendenze in generale e 2) riunioni incentrate sul superamento della dipendenza dalla pornografia.
Ci sono anche gruppi di sostegno a cui possono partecipare i coniugi e i familiari della persona con dipendenze.
Lo scopo del Programma di recupero dalle dipendenze è quello di sostenersi e relazionarsi con altre persone per superare le dipendenze, ma soprattutto è quello di instaurare un rapporto con il Salvatore, Gesù Cristo.
Egli desidera aiutarci nelle nostre prove ed è la fonte della guarigione.
Come partecipare a una riunione
Ogni settimana si tengono circa 2.800 riunioni del programma in trenta nazioni e in diciassette lingue diverse.
Queste riunioni si tengono sia di persona che online. Se nella vostra zona non ce ne sono o se vi sentite più a vostro agio a partecipare virtualmente, potete collegarvi online o telefonicamente.
Potete anche chiedere ai vostri dirigenti della Chiesa se è possibile organizzare una riunione di persona nella vostra zona.
Nei gruppi del PRD non c’è alcuna pressione a partecipare più di quanto lo si desideri. Si può iniziare partecipando a una riunione e limitarsi ad osservare, ascoltando gli altri e sentendo lo Spirito.

L’esperienza di Dorinda: superare l’alcolismo
Ho incominciato a bere in giovane età. Nel paese in cui vivevo era socialmente accettato e mi sentivo spinta a dover bere per essere accettata.
Dopo il matrimonio, io e mio marito abbiamo sviluppato una forte dipendenza dall’alcol cosa che preoccupava molto i miei genitori. La nostra dipendenza dall’alcol non è venuta meno neanche dopo che io e mio marito abbiamo avuto il nostro primo figlio.
Poco dopo la sua nascita divenni membro de La Chiesa di Gesù Cristo dei Santi degli Ultimi Giorni; smisi di bere e iniziai a fare progressi per superare la mia dipendenza.
Questi cambiamenti irritarono mio marito che si arrabbiava perché non volevo bere e far festa con lui. Dopo molta preghiera e digiuno, nel mio tentativo di stabilire quale fosse la volontà del Signore, lasciai mio marito e mi trasferii negli Stati Uniti.
Sforzandomi di vivere il vangelo di Gesù Cristo, riuscii a superare il mio alcolismo; tuttavia, continuavo a far fatica a gestire ansia e disperazione.
Trascorso del tempo mi risposai con un membro della Chiesa, ma continuavo ad avere problemi. Fui invitata a un gruppo del Programma di recupero dalle dipendenze da una sorella della Chiesa.
Non ho dubbi che il Padre Celeste mi conosca perché ciò che ho imparato in quel contesto era esattamente ciò di cui avevo bisogno. Abbiamo parlato di come la sensazione di isolamento sia un elemento comune per coloro che hanno avuto problemi di dipendenza.
Questo isolamento era qualcosa che mi ero autoimposta e contro cui combattevo. Durante il Programma di recupero dalle dipendenze, mi sono resa conto che non devo vivere isolata da Dio e dagli altri.
Ho la forza e la fede per affrontare le difficoltà e superarle. Ora so di non essere sola.
Partecipo ancora alle riunioni di gruppo e, a volte, mio marito vi partecipa con me. Alle riunioni online partecipano persone provenienti da ogni dove, impariamo dalle esperienze gli uni degli altri e ci offriamo sostegno reciproco.
Anche il mio vescovo, mio marito e i miei figli sanno che ho bisogno del loro sostegno. Soprattutto, so che è grazie all’Espiazione di Cristo che posso vincere la mia dipendenza.
L’esperienza di Ashly: uscire dalla dipendenza dalla droga
Non mi sono resa conto della sicurezza che il vangelo di Gesù Cristo mi dava fino a quando non ho ceduto il mio arbitrio alla mia dipendenza. Ho iniziato a bere e a fumare erba all’età di 14 anni.
Quando avevo sedici anni, sono stata chiusa per quindici mesi in una comunità di recupero per adolescenti. Una volta uscita, ho avuto una ricaduta.
Rubavo per procurarmi il denaro per la droga e avevo pochi contatti con la mia famiglia. A un certo punto sono andata a vivere con una famiglia in cui tutti spacciavano e si drogavano.
La situazione in cui mi trovavo era buia e spaventosa. Avevo davvero toccato il fondo. A diciannove anni, ero diventata dipendente dall’eroina.
Per molto tempo, ho pensato di non poter essere in grado di disintossicarmi per sempre né di poter vivere una vita di pace o di soddisfazione.
Ciononostante, ho visto la mano di Dio nella mia vita tramite piccoli miracoli, come trovare un segnalibro del Libro di Mormon in una vecchia Bibbia o avere l’amore e il sostegno infiniti del mio papà.
Attraverso questi piccoli messaggi, ho udito la voce di Dio. Mi sono disintossicata dall’eroina e ho deciso di provare a vedere cosa sarebbe successo se avessi fatto tutto ciò che Dio mi chiedeva di fare (vedere Alma 32:27).
Avevo deciso che se osservare i comandamenti poteva rendermi felice, sarei rimasta sobria. Smettere di fumare e di bere caffè e affrontare il processo di pentimento è stato difficile.
Dopo averlo fatto, però, mi sono sentita diversa. Ho iniziato a sentirmi sicura.
Durante i miei anni di dipendenza, ho partecipato alle riunioni del Programma di recupero dalle dipendenze della Chiesa. Ho persino incontrato il mio futuro marito a una di quelle riunioni.
Ogni volta che partecipavo, venivo accolta a braccia aperte. Lì ero al sicuro. Durante una riunione, un uomo si offrì di dire una preghiera speciale per me.
Quella sera sentii l’amore che il Padre Celeste provava per me. Mi sentivo degna di essere pura. Un mese dopo sono diventata sobria.
Da quasi cinque anni ormai sono una facilitatrice nel Programma di recupero dalle dipendenze. Delle riunioni, la parte che preferisco è poter vedere in me stessa e negli altri il vangelo di Gesù Cristo in azione.
Non senti di doverti paragonare ad altri né hai paura di non essere accettato. Le persone sono lì perché hanno bisogno di Dio.
E sono disposte a mettere da parte l’orgoglio per sentire la Sua pace. Queste riunioni sono uno dei posti dove ho sentito maggiormente lo Spirito nella mia vita.
Sono un luogo di amore, di sostegno e di speranza. Sono un luogo sicuro in cui il dolore e i problemi vengono condivisi e dove possiamo veramente contribuire a portare i fardelli gli uni degli altri.
Credo che quando le persone sono in fase di recupero, Dio sia molto presente nella loro vita. Si verificano regolarmente piccoli miracoli e si ricevono tenere misericordie, e credo che siano piccoli incoraggiamenti divini per mantenere i partecipanti nella giusta direzione.
È stato un onore per me poter usare la mia esperienza con la dipendenza e la disintossicazione per dare speranza a coloro che ancora lottano.
Se potessi tornare indietro nel tempo, sapendo ciò che so ora, sceglierei di seguire i consigli dei nostri dirigenti della Chiesa. Sceglierei di non fare uso di droga o alcol.
Tuttavia, so che il Signore può operare ogni cosa per il bene di coloro che Lo amano. So che questo è ciò che è accaduto a me.
Ho potuto trasformare la mia sofferenza e il mio dolore in un messaggio di speranza.
L’esperienza di Rachel: sostenere una persona cara
Quando un ragazzo con cui uscivo mi confidò la sua dipendenza dalla pornografia, la prima cosa che dissi fu: “Come posso aiutarti?”. Mi rispose: “Vieni con me alle riunioni per il recupero dalle dipendenze. C’è un gruppo di sostegno per parenti e amici a cui puoi partecipare”.
Conoscevo il Programma di recupero dalle dipendenze in dodici passi, ma non avevo idea che ci fossero dei gruppi di sostegno. All’inizio ero un po’ titubante, ma ricordai a me stessa che gli avevo domandato come avrei potuto aiutarlo, e questo era ciò che lui mi aveva chiesto.
Durante la prima riunione, feci un respiro profondo e mi diressi nella stanza in cui si riuniva il gruppo di sostegno. Entrando nella stanza, mi sentivo pronta a imparare come potevo salvare il mio ragazzo dalla sua dipendenza.
Tuttavia, fui sorpresa da ciò che scoprii. Mi fu dato un libro, Guida di sostegno - Assistenza ai coniugi e ai familiari dei soggetti in riabilitazione, libro dal quale leggevamo a voce alta alcuni passaggi durante ogni lezione.
Non mi venne insegnato neanche una volta come avrei potuto salvare il mio ragazzo. Invece, le dodici lezioni della guida di sostegno mi mostrarono che, prima di poter sostenere chiunque altro, avrei dovuto deporre i miei fardelli ai piedi del Signore e permetterGli di guarire me (vedere 3 Nefi 9:13): di guarirmi dalle mie colpe e dalle mie difficoltà e di portare il peso di sostenere una persona cara che supera la sua dipendenza.
Mi resi conto che dovevo confidare nel Salvatore e rivolgermi a Lui per trovare pace, speranza e forza. E grazie a questo, mi sento molto più preparata a sostenere le persone che mettono in atto comportamenti compulsivi o dovuti alla dipendenza.
“La nostra priorità deve essere quella di avvicinarci personalmente al Signore”, dice la guida di sostegno. “[…] Questo ci porrà in una posizione migliore per sostenere le persone che amiamo. A prescindere da ciò che essi potrebbero scegliere di fare, la pace e la speranza del Salvatore possono accompagnarci” (Guida di sostegno - Assistenza ai coniugi e ai familiari dei soggetti in riabilitazione [2017], iii).
Continuando a frequentare il corso, ho imparato quanto il Salvatore mi ama e come Egli conosce davvero la mia situazione. Ho anche imparato che nessuna dipendenza cambierà mai la misura del Suo amore per ognuno dei figli del Padre Celeste.
Ma penso che la lezione più importante che ho imparato frequentando il gruppo di sostegno sia il fatto che io non posso salvare il mio ragazzo (né chiunque altro). Solo Gesù Cristo può farlo.
Tramite il Suo sacrificio espiatorio, Egli ha il potere di salvare. Sono estremamente grata del fatto che Lui sia il nostro Salvatore, poiché sa come soccorrerci in maniera perfetta (vedere Alma 7:11-12).
Se confidiamo nella Sua grazia, so che riceveremo ciò che è necessario per la nostra guarigione personale. Saremo incoraggiati da Lui e saremo maggiormente in grado di sostenere i nostri cari che affrontano una dipendenza.
Grazie al gruppo di sostegno e alle lezioni del PRD, il mio ragazzo era a suo agio nel dirmi quando si sentiva spinto a usare materiale pornografico perché sapeva che non ero lì per giudicare, ma per amarlo e sostenerlo nei suoi sforzi.
Lui non ha ancora smesso di lottare, ma ho visto i miglioramenti e i cambiamenti che i princìpi appresi in queste classi hanno prodotto nella vita di entrambi. E ho sentito costantemente la mano del Signore.
Versetti biblici per affrontare una dipendenza
| Versetto | Messaggio |
|---|---|
| Salmo 27:10 | “Anche se mio padre e mia madre mi abbandonassero, Geova stesso mi accoglierebbe”. |
| Salmo 50:15 | “Invocami nei momenti difficili: io ti libererò e tu mi darai gloria”. |
| Proverbi 3:5, 6 | “Confida in Geova con tutto il tuo cuore e non fare affidamento sulla tua intelligenza. Tieni conto di lui in tutte le tue vie, e lui renderà diritti i tuoi sentieri”. |
| Isaia 41:10 | “Non aver paura, perché io sono con te. Non essere ansioso, perché io sono il tuo Dio. Ti rafforzerò, ti aiuterò, ti sorreggerò con la mia destra di giustizia”. |
| 1 Corinti 15:33 | “Non fatevi ingannare: le cattive compagnie corrompono i sani princìpi morali”. |
| 2 Corinti 7:1 | “Purifichiamoci da ogni contaminazione di carne e di spirito”. |
| Filippesi 4:13 | “Per ogni cosa ho forza grazie a colui che mi dà potenza”. |
Salmo 27:10
“Non ho mai conosciuto il mio padre biologico e questo ha creato un grande vuoto dentro di me. Quando ho capito che Geova Dio è una persona reale e mi vuole veramente bene, la mia vita ha acquistato un senso e sono riuscito a liberarmi dalla mia dipendenza” (Wilby, Haiti).
Salmo 50:15
“Più volte questo versetto mi ha dato la forza di andare avanti, perfino quando ho avuto delle ricadute. Geova ha mantenuto la sua promessa” (Serhij, Ucraina).
Proverbi 3:5, 6
“Questi versetti mi hanno aiutato a fare affidamento su Geova, e non su me stesso. Grazie alla sua forza sono riuscito a cambiare completamente vita” (Michele, Italia).
Isaia 41:10
“Senza droga mi sentivo terribilmente in ansia. Questo versetto mi ha convinto del fatto che Dio vuole aiutarmi a gestire questa mia ansia. Ed è proprio quello che ha fatto” (Andy, Sudafrica).
1 Corinti 15:33
“Ho iniziato a drogarmi per colpa di amicizie sbagliate. Sono riuscito a uscirne quando ho smesso di stare con loro e ho fatto amicizia con persone che avevano sani valori morali e uno stile di vita che ammiravo” (Isaac, Kenya).
2 Corinti 7:1
“Queste parole mi hanno dato la forza di continuare a combattere per purificare il mio corpo e per lasciarmi alle spalle un passato di dipendenze e di abitudini che mi stavano distruggendo” (Rosa, Colombia).
Filippesi 4:13
“Sapevo di non essere abbastanza forte per riuscire a smettere di drogarmi, così ho pregato Dio di aiutarmi. Lui mi ha dato la forza di cui avevo bisogno” (Patrizia, Italia).
La battaglia spirituale e il rinnovamento della mente
La chiave per una liberazione duratura dalle dipendenze, e da qualunque altro problema mentale, è riconoscere che ci troviamo nel mezzo di una battaglia spirituale.
“Il nostro combattimento infatti non è contro sangue e carne”, scrive Paolo, “ma contro […] le forze spirituali della malvagità” (9).
Molto spesso il campo di battaglia è proprio la nostra mente. Nel momento in cui capiamo di avere una posizione di autorità sul nemico, (10) saremo in grado di resistere l’oppressore e scegliere invece la speranza, la gioia e la pace.
Dobbiamo seguire l’esempio di Paolo e “demolire i ragionamenti e tutto ciò che si eleva orgogliosamente contro la conoscenza di Dio, facendo prigioniero ogni pensiero fino a renderlo ubbidiente a Cristo”. (12)
Tutto questo è ciò di cui di occupa anche la moderna psicoterapia cognitivo-comportamentale, un processo che si trovava nella Bibbia molto tempo prima che gli psicologi la descrivessero!
La dipendenza sessuale e la pornografia
La dipendenza dal sesso esiste davvero. Ciò non cambia il fatto che l'immoralità sia peccato. È importante riconoscere la dipendenza dal sesso come un peccato e non giustificarla come un disturbo psicologico.
Allo stesso tempo, non dovremmo minimizzare la potente presa che la dipendenza dal sesso può avere su una persona. Coloro che sono dipendenti dal sesso dovrebbero cercare una guida spirituale e la consulenza di un terapeuta affidabile.
Come per tutti i peccati, l'unica vera cura per la dipendenza dal sesso è Gesù Cristo. Tutti abbiamo peccato e siamo privi della gloria di Dio (Romani 3:23).
A causa del nostro peccato, meritiamo tutti il giudizio della morte eterna (Romani 6:23). Gesù ha pagato il prezzo del peccato per noi (2 Corinzi 5:21).
Se confidiamo nel Suo sacrificio a nostro favore come pagamento completo per il nostro peccato, accogliendolo come nostro Salvatore per fede, Egli promette di perdonare il nostro peccato.
Dio ci rende allora una nuova creazione (2 Corinzi 5:17) e inizia il processo di conformarci alla Sua volontà (Romani 12:1-2). Questo processo include la capacità di superare il peccato e spezzare qualsiasi dipendenza dal peccato che potremmo avere.
“O miserabile uomo che sono! Chi mi libererà da questo corpo di morte?” chiese Paolo, e poi rispose alla sua stessa domanda: “Io rendo grazie a Dio per mezzo di Gesù Cristo, nostro Signore” (Romani 7:24-25).
La Bibbia e l’aiuto medico
La Bibbia vieta di ricorrere alle cure mediche per liberarsi da una dipendenza? No.
La Bibbia dice: “Non sono quelli che stanno bene ad avere bisogno del medico, ma i malati” (Matteo 9:12).
L’Istituto nazionale americano sull’abuso di droga dice: “La dipendenza dalla droga è un problema complesso. Di solito per liberarsene non bastano buone intenzioni e forza di volontà”.
È vero, l’aiuto che dà Dio è molto più forte della nostra sola forza di volontà. Comunque molti di quelli che si sono liberati da una dipendenza seguendo i consigli della Bibbia, hanno anche avuto bisogno di cure mediche. c
Per esempio, un uomo che si chiama Allen dice: “Quando stavo cercando di smettere di bere, le crisi di astinenza mi provocavano un dolore tremendo. È stato lì che ho capito che, oltre all’aiuto spirituale che stavo ricevendo, avevo bisogno anche di cure mediche”.
Se hai un problema che riguarda l'abuso di sostanze rivolgiti ad una struttura medica.
Uso terapeutico di sostanze che possono creare dipendenza
La Bibbia vieta l’uso a scopo terapeutico di sostanze che possono dare dipendenza? No.
Infatti la Bibbia dice che l’alcol può essere usato per curare certi problemi di salute o per alleviare le sofferenze di chi è in punto di morte (Proverbi 31:6; 1 Timoteo 5:23).
Comunque l’alcol o altre sostanze usate per curare il dolore possono creare una forte dipendenza. Quindi è importante fare attenzione e valutare il potenziale pericolo legato all’uso di alcuni antidolorifici (Proverbi 22:3).
Preghiera, perseveranza e speranza
Isaia 40:31 dice: “Quelli che sperano nel Signore acquistano nuove forze, si alzano a volo come aquile, corrono e non si stancano, camminano e non si affaticano”.
Confida nel Signore con tutto il cuore e non appoggiarti sulla tua intelligenza; in tutti i tuoi passi pensa a lui ed egli appianerà i tuoi sentieri.
La mente dell'uomo pensa molto alla sua via, ma il Signore dirige i suoi passi. Vengono meno la mia carne e il mio cuore; ma la roccia del mio cuore è Dio, è Dio la mia sorte per sempre.
Alzo gli occhi verso i monti: da dove mi verrà l'aiuto? Il mio aiuto viene dal Signore, che ha fatto cielo e terra.
Molte sono le idee nella mente dell'uomo, ma solo il disegno del Signore resta saldo. Io sono la vite, voi i tralci.
Chi rimane in me e io in lui, fa molto frutto, perché senza di me non potete far nulla.
Non dico questo per bisogno, poiché ho imparato a bastare a me stesso in ogni occasione. Non lascerà vacillare il tuo piede, non si addormenterà il tuo custode.
Io pongo sempre innanzi a me il Signore, sta alla mia destra, non posso vacillare. Il Signore è il mio pastore: non manco di nulla; su pascoli erbosi mi fa riposare ad acque tranquille mi conduce.
Abbiate i medesimi sentimenti gli uni verso gli altri; non aspirate a cose troppo alte, piegatevi invece a quelle umili. Non fatevi un'idea troppo alta di voi stessi.
Se il Signore non costruisce la casa, invano vi faticano i costruttori. Se il Signore non custodisce la città, invano veglia il custode.
Il Signore combatterà per voi, e voi starete tranquilli. La benedizione del Signore arricchisce, non le aggiunge nulla la fatica.
Nel giorno lieto stà allegro e nel giorno triste rifletti: «Dio ha fatto tanto l'uno quanto l'altro, perché l'uomo non trovi nulla da incolparlo».
E chi sono io e chi è il mio popolo, per essere in grado di offrirti tutto questo spontaneamente? Ora tutto proviene da te; noi, dopo averlo ricevuto dalla tua mano, te l'abbiamo ridato.
Proteggimi, o Dio: in te mi rifugio. Quelli che vivono secondo la carne non possono piacere a Dio.
Poiché io sono il Signore tuo Dio che ti tengo per la destra e ti dico: «Non temere, io ti vengo in aiuto».
Testimonianza Cristiana straordinaria! dalla droga a Gesù
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