Marco Panichi: carriera, metodo e collaborazione con Novak Djokovic, Jannik Sinner e Holger Rune

Marco Panichi è un coach e massofisioterapista professionista, specializzato nella preparazione fisica e nella costruzione atletica dei tennisti di alto livello. Laureato in Sport Coaching e Psicologia nello Sport presso la NSU University della Florida, ha maturato un’esperienza internazionale lavorando con campioni come Novak Djokovic, Jannik Sinner, Holger Rune, Fabio Fognini, Angelique Kerber, Li Na e Daniela Hantuchova.

Il momento più importante della sua carriera è stata la collaborazione con Novak Djokovic, al cui fianco è rimasto per oltre sei anni: prima dall’aprile 2017 all’aprile 2018, poi da metà 2019 fino alla primavera del 2024, quando il campione serbo ha annunciato la fine della collaborazione e il rinnovamento del proprio staff.

Chi è Marco Panichi

Panichi ha 61 anni e un’esperienza sconfinata nel preparare dal punto di vista fisico i tennisti di altissimo livello, con l’apice raggiunto con la lunga collaborazione con Novak Djokovic (2017-2024) e poi con Sinner (dal settembre 2024 al giugno 2025).

Due volte campione italiano di salto in lungo, Panichi è un coach e massofisioterapista professionista. La sua formazione unisce quindi l’esperienza diretta nello sport agonistico alla preparazione accademica nell’ambito del coaching e della psicologia sportiva.

Ha lavorato come consulente e associato per molte Accademie Sportive Internazionali, come la Sanchez-Casal, la IMG di Bradenton, la Beijing Guangzhou e le federazioni nazionali di tennis di Italia, Germania, Cina, Israele e Hong Kong.

Le collaborazioni con i grandi tennisti

Prima di Djokovic, ha lavorato con tanti tennisti come Kohlshreiber, Bolelli, Fognini, Kerber, Li Na, Hantuchova.

Il suo percorso professionale lo ha portato a seguire atleti con caratteristiche tecniche, fisiche e personali molto diverse, sviluppando una visione ampia della preparazione nel tennis professionistico. La sua esperienza non si limita infatti alla gestione della condizione atletica, ma comprende anche il lavoro quotidiano necessario per costruire un campione Slam.

Il lungo rapporto con Novak Djokovic

Panichi, laureato in Sport Coaching e Psicologia nello Sport presso la NSU University della Florida, è stato per oltre sei anni al fianco di Novak Djokovic, il campione con più titoli Slam in singolare e più settimane da numero 1 del mondo all'attivo.

Ha fatto parte del suo staff, infatti, prima dall'aprile 2017 all'aprile 2018, poi da metà 2019 fino alla primavera di quest'anno, quando Nole ha annunciato la fine della collaborazione che ha concluso il totale rinnovamento del suo staff.

La collaborazione con Djokovic ha rappresentato l’apice della sua carriera e gli ha permesso di lavorare all’interno di uno dei team più competitivi del tennis mondiale. L’esperienza maturata con il campione serbo è diventata in seguito uno degli elementi che hanno attirato l’interesse di altri giocatori di vertice.

Il lavoro con Jannik Sinner

Marco Panichi spiega di essere tuttora vincolato dalla clausola di riservatezza che era inserita nel contratto con Jannik Sinner, poi però il preparatore atletico una cosa la dice sull’altoatesino.

Marco Panichi sicuramente ha sofferto per il benservito datogli all'improvviso da Jannik Sinner lo scorso giugno, prima del torneo di Wimbledon che poi il campione azzurro avrebbe vinto.

Il preparatore atletico romano fu fatto fuori assieme al fisioterapista Ulises Badio (figure oggi rimpiazzate dal rientrante Umberto Ferrara e dalla new entry Alejandro Resnicoff), nell'impazzare delle voci più disparate sui motivi della drastica decisione dell'altoatesino.

Panichi oggi è nello staff di Holger Rune (alle prese con la riabilitazione dopo la rottura del legamento crociato) e oppone un fermo rifiuto quando gli si mette davanti l'argomento Sinner: "Del mio rapporto con Jannik non posso parlare, per ragioni contrattuali".

Poi però non tiene fede a questa premessa e dice una cosa molto bella sul periodo trascorso col numero due al mondo.

“Uno dei momenti più belli della mia vita professionale”

"Una cosa credo di poterla dire: i tre mesi della sua squalifica sono stati uno dei momenti più belli della mia vita professionale. Abbiamo lavorato a fondo, sempre divertendoci e scambiando molte cose con grande rispetto", è quello che Panichi si sente di dire sul suo rapporto con Sinner.

Era primavera di quest'anno, poi evidentemente qualcosa si è rotto, ma i bei ricordi col passare del tempo leniscono le ferite.

Il periodo di lavoro con Sinner è stato breve rispetto alla lunga collaborazione con Djokovic, ma ha avuto un significato particolare per Panichi. La preparazione durante i tre mesi di squalifica viene descritta come una fase intensa, fondata sul lavoro, sul rispetto reciproco e sul piacere di allenarsi insieme.

La valutazione degli atleti più completi

Quando gli si chiede chi sono i migliori atleti con cui ha lavorato, il romano fa un nome a sorpresa oltre ai due fuoriclasse: "Il tennista deve essere come un bravo decatleta, non troppo resistente o esplosivo - spiega a ‘Repubblica' - Una via di mezzo.

Novak e Jannik sono fisicamente i più adatti. Ma a livello di capacità atletiche, Fognini era impressionante.

Come Rune: non puoi ‘fregarlo' con una smorzata. È un piacere vedere come si muove Jasmine Paolini: ha una forza incredibile.

Le gambe di Iga Swiatek sono le migliori del circuito. Pure Emma Navarro ha grandi potenzialità".

TennistaValutazione di Marco Panichi
Novak DjokovicFisicamente tra i più adatti
Jannik SinnerFisicamente tra i più adatti
Fabio FogniniCapacità atletiche impressionanti
Holger RuneGrande capacità di movimento
Jasmine PaoliniForza incredibile
Iga SwiatekLe gambe migliori del circuito
Emma NavarroGrandi potenzialità

Il metodo di preparazione atletica

Per Panichi, il tennista ideale deve avere un equilibrio tra resistenza ed esplosività. Il paragone con un bravo decatleta descrive un atleta completo, capace di combinare qualità diverse senza essere necessariamente il migliore in una singola caratteristica.

La preparazione fisica diventa così parte integrante del rendimento in campo, insieme alla capacità di muoversi, recuperare, cambiare direzione e sostenere l’intensità degli scambi. Le valutazioni espresse su Djokovic, Sinner, Fognini, Rune, Paolini, Swiatek e Navarro mostrano quanto il metodo di Panichi tenga conto delle caratteristiche individuali di ogni giocatore.

La collaborazione con Holger Rune

L'italiano inizierà a lavorare con il danese dal Masters-1000 di Cincinnati: era stato allontanato da Jannik prima di Wimbledon.

I coetanei volano, lui non ha mai fatto il salto di qualità definitivo. E quindi ha deciso di cambiare qualcosa nel suo staff.

Marco Panichi, fino a qualche settimana fa al fianco di Jannik Sinner insieme al fisioterapista Ulises Badio, dal Masters 1000 di Cincinnati lavorerà con Holger Rune, come ufficializzato dalla mamma manager Aneke.

«Diamo il benvenuto a Marco Panichi nel team. Porta con sé un'esperienza enorme, non solo dal punto di vista fisico, ma anche in tutto ciò che riguarda la costruzione di un campione Slam.

Questo porta l'idea a un livello superiore. Conosciamo Marco molto bene e abbiamo sempre avuto un ottimo rapporto con lui.

E lui ha sempre apprezzato Holger. Il modo in cui lavora, e il modo in cui ha collaborato con Novak Djokovic, rispecchia molto il modo in cui vediamo un preparatore atletico in una squadra.

Sarà anche attivo negli allenamenti».

Gli obiettivi del nuovo staff

Dopo l'exploit della primavera del 2023 (finali perse a Montecarlo e Roma, finale vinta a Monaco), il danese ha raggiunto solo altre tre volte l'atto decisivo di un torneo, e non è bastata la vittoria su un Alcaraz non al 100% a Barcellona per accendere una volta per tutte la carriera.

Così Rune, nei giorni scorsi e prima dell'Atp 500 di Washington che si disputa questa settimana, ha chiesto una mano ad Andre Agassi.

La scelta di affiancare Panichi a Rune nasce dalla volontà di aggiungere al gruppo una competenza specifica nella preparazione fisica e nella costruzione progressiva di un atleta da vertice. Il preparatore italiano sarà anche attivo negli allenamenti, non soltanto nella pianificazione del lavoro atletico.

Il contributo di Andre Agassi

«È stato bello - ha detto Rune al sito dell'Atp -. Siamo in contatto da un po' di tempo e abbiamo trascorso un paio di giorni insieme qui a Washington, dove mi ha aiutato con alcune cose, dando la sua opinione.

È stato davvero un grande piacere. È un uomo molto saggio. Non ho mai incontrato una persona che vede il gioco in questo modo.

Lui ha una risposta incredibile ovviamente, ma anch'io ho una buona risposta: lui mi ha dato alcuni consigli su come migliorare un po' in quel fondamentale e in generale sul gioco, è stato un periodo molto breve, ma sicuramente mi ha fatto capire dove mi vede in futuro, dove mi vede ora e ovviamente ci sono molte cose da migliorare».

La posizione sul doping

Quanto al doping, Panichi dice che è "un gran pericolo: moralmente, e per le ripercussioni sul fisico degli atleti.

Ma nel tennis ci sono così tanti controlli che stento a credere che qualcuno possa truccare le carte.

Meglio lavorare sodo, ogni giorno. Con la fantasia. E il sorriso".

Per lui ritrovato, dopo aver assorbito la botta.

Marco Panichi allenamento tennis professionistico

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