App native per salvare URL e articoli: quale tecnologia scegliere

Per salvare URL e articoli su smartphone e tablet, la scelta dipende soprattutto da come devono essere raccolti, consultati, aggiornati e sincronizzati i contenuti. Le app native offrono le prestazioni più elevate, l’integrazione più completa con il dispositivo, notifiche push e un funzionamento offline affidabile; le Progressive Web App permettono invece di accedere al servizio tramite URL, installarlo sulla schermata Home e ridurre tempi e costi di sviluppo.

Se l’obiettivo è realizzare un’applicazione dedicata al salvataggio di articoli, una PWA o un’app ibrida può essere sufficiente quando servono soprattutto autenticazione, organizzazione dei contenuti, ricerca, lettura offline e sincronizzazione online. Un’app nativa diventa più indicata quando il progetto richiede prestazioni elevate, integrazione profonda con il sistema operativo, notifiche affidabili, condivisione avanzata o accesso esteso alle funzionalità hardware e software del dispositivo.

Che cosa significa app nativa

Una App nativa è un’applicazione sviluppata con linguaggio nativo del dispositivo che le ospita, ovvero con viste e funzionalità create appositamente per il sistema operativo del telefono o tablet. La maggior parte sono per le due piattaforme più diffuse: Android (scritte in linguaggio Java) e iOS (scritte in Objective C).

Le app native sono così chiamate poiché vengono appositamente sviluppate per un sistema operativo; ciò vuol dire che un’applicazione per iOS non potrà girare su Android e viceversa. Per funzionare, esse necessitano di un’installazione sul dispositivo utilizzato.

Attualmente, come molti di noi sapranno, il mercato è dominato da due sistemi operativi mobile: iOS, sviluppato da Apple, e Android, sviluppato da Google. Ognuno utilizza differenti linguaggi di programmazione: iOS Objective-C, XCode e Swift; Android Java o Kotlin.

In passato, infatti, l’unico modo per sviluppare un’app era quello di scrivere il codice nativamente. Oggi, grazie ai progressi compiuti dalla tecnologia, non è più così.

Perché usare un’app nativa per salvare articoli

Le app native girano sui dispositivi e loro prerogativa è la possibilità di sfruttare appieno le capacità software e hardware del dispositivo (come fotocamere, GPS, bluetooth, notifiche) e l’interazione con altre app o risorse del sistema operativo (ad esempio contatti, telefono, app social).

I vantaggi delle app native sono:

  • migliori prestazioni (aspetto da non sottovalutare nel caso di giochi, realtà aumentata e contenuti multimediali);
  • accesso immediato alle componenti hardware (fotocamera e microfono) e software (file system, rubrica, ecc.) del device;
  • notifiche push che consentono di attirare l’attenzione dell’utente;
  • funzionamento offline.

Le App Native usano un linguaggio di programmazione differente da un sistema operativo all’altro: iOS utilizza in gran parte il linguaggio Objective-C, Android usa Java. Ognuno con le sue specificità.

I vantaggi dello sviluppo di App Native: velocità, affidabilità, migliore reattività, risoluzione superiore che assicurano un’esperienza migliore all’utente; accesso all'hardware e al software installato nel device: fotocamera, file system, rubrica; notifiche push che permettono di avvisare gli utenti e di attirare la loro attenzione (anche a fini promozionali); funzionamento offline nativo.

Una App Nativa non permette solo di avere ottime performance e di sfruttare appieno le funzionalità del telefono, ma si adatta a ciascuna piattaforma per fornire agli utenti un’esperienza ideale.

Le virtù fondamentali di queste tipologie di applicazione sono:

  • Maggiore velocità, affidabilità e migliore reattività.
  • Maggiore usabilità, grazie a una migliore interattività e alla risoluzione superiore che assicura un’esperienza migliore all’utente.
  • Migliore integrazione con il sistema, integrandosi con le funzionalità native del sistema operativo.
  • Accesso più facile a tutte le funzionalità del telefono, dall’accelerometro alla fotocamera o al microfono, sfruttando tutte le capacità del dispositivo (tra i quali i sensori).
  • Le notifiche push sono possibili solo nel caso di app native.
  • Non necessitano obbligatoriamente di una connessione internet per funzionare, il che costituisce certamente un vantaggio.

Per un’app dedicata agli articoli, questi vantaggi possono tradursi in un archivio locale consultabile anche senza rete, un’apertura rapida dei contenuti, notifiche relative a nuovi articoli e una maggiore integrazione con i comandi di condivisione del telefono.

App native, framework e sviluppo multipiattaforma

Il concetto di app nativa si è allargato molto negli ultimi anni, soprattutto con l’avvento di framework quali Swift (di Apple, 2014), React Native (di Facebook, 2015) e Flutter (di Google, 2017) che consentono di sviluppare un’unica app ibrida, che chiameremo “cross-platform”, e compilarla in più versioni native per le piattaforme interessate.

Questo ha permesso di velocizzare enormemente la realizzazione di applicazioni native ridimensionando sia costi sia tempi di produzione, allargando al contempo lo sviluppo a un pubblico più ampio, come ad esempio chi opera nel settore web.

Questa diffusione, la crescente domanda di app, e i livelli di astrazione introdotti nello sviluppo da linguaggi di larga diffusione, hanno permesso a questi framework di crescere rapidamente e di raggiungere livelli di qualità apprezzabili, tanto da far risultare indistinguibili queste app cross-platform dalle app scritte in linguaggio nativo.

Per un’app che salva URL e articoli, lo sviluppo cross-platform può rappresentare un compromesso tra le prestazioni delle app native e la necessità di mantenere una base di codice condivisa tra Android e iOS.

Come funziona un’app per salvare URL e articoli

Un’app di questo tipo può raccogliere collegamenti e contenuti provenienti dal web e conservarli per una consultazione successiva. Le app native hanno la possibilità di interagire con altre app e account sul device, oltre a funzionalità di deep linking, e share fra app.

Le funzionalità da valutare includono:

  • salvataggio di un URL dal browser o da un’altra applicazione;
  • archiviazione degli articoli sul dispositivo;
  • consultazione offline;
  • organizzazione dei contenuti;
  • sincronizzazione dei dati;
  • ricerca degli articoli salvati;
  • notifiche push;
  • condivisione dei contenuti con altre app;
  • accesso tramite account;
  • aggiornamento dei contenuti già archiviati.

Si pensi ad esempio a un login social con Google o Facebook: questo può essere fatto in automatico sfruttando la sessione attuale dell’app sul device senza introdurre credenziali.

La possibilità di accedere ai contenuti offline è particolarmente importante per un’app che salva articoli. Non necessitano obbligatoriamente di una connessione internet per funzionare, il che costituisce certamente un vantaggio.

Spesso vi sarà capitato di lamentare un malfunzionamento della rete e non poter avere accesso ai contenuti di vostro interesse. Con le App Native questo fastidioso intoppo sarà solo un lontano ricordo.

App ibride e app multipiattaforma

App ibride

Si tratta di app più rapide e meno care da sviluppare. Sostanzialmente, si genera un unico codice utilizzando linguaggi di markup, quali HTML, CSS e JavaScript.

Le app ibride non sono altro che siti web all’interno di browser eseguiti a schermo intero, in altre parole website dentro un contenitore nativo. Ciò permette di poter avere un approccio multipiattaforma.

I vantaggi delle app ibride sono:

  • un codice per tutte le piattaforme, a prescindere dall’OS;
  • costi inferiori rispetto alle app native, dato che occorrono soltanto competenze di front-end web;
  • a parità di funzionalità, garantiscono performance simili alle app native, seppur inferiori;
  • l’aggiornamento è più semplice.

Le app ibride, quindi, rappresentano un’ottima via di mezzo, comportano investimenti minori e sono più versatili.

Le app ibride rappresentano una terza tipologia di applicazione, più rapida e meno onerosa rispetto alle app native. Esse però, allo stesso tempo, offrono più possibilità di una web app.

Volendo riassumere, un’applicazione ibrida permette di coniugare i principali vantaggi delle app native e di quelle web a un costo accessibile, con una parte fisica installata sul device e un contenuto erogato e aggiornato via web.

Un altro importante vantaggio dello sviluppo ibrido sta nel fatto che permette di generare una sola versione universale, funzionale a qualsiasi piattaforma o sistema operativo.

Per questa ragione, anche la manutenzione dell’applicazione è più facile, dal momento che esiste una sola versione da aggiornare per le diverse piattaforme.

Naturalmente, tutte queste facilitazioni hanno un costo tecnologico: le performance delle app ibride risultano, in generale, inferiori rispetto alle app native. Per ogni progetto va però valutata l’entità di queste minori performance che, spesso, si rivela irrisoria e trascurabile.

Le virtù fondamentali di queste tipologie di applicazione sono:

  • Si può raggiungere un pubblico più vasto su più sistemi operativi;
  • Si possono creare più versioni dell’app con lo stesso codice;
  • Manutenzione facile su tutte le piattaforme.

Per un archivio di articoli, un’app ibrida può essere adeguata quando le funzioni principali sono la gestione dei contenuti, la sincronizzazione con un servizio online, la ricerca e la lettura, senza esigenze particolarmente intensive sul piano grafico o hardware.

Web app per salvare articoli

Nel caso delle web app gli utenti non devono scaricare e installare alcun’app; sono semplicemente versioni mobile di un sito.

Una web app si trova all’estremo opposto di un’app nativa; per cui per “funzionare” necessita unicamente della connessione a Internet.

Le web app presentano anche alcuni vantaggi:

  • vengono scritte direttamente in HTML ma, al contrario delle app ibride, non sono rinchiuse dentro alcun “involucro”;
  • essendo delle app “in Rete” non vengono sottoposte al processo di approvazione degli store;
  • hanno tempi di sviluppo assai brevi.

Considerando, però, che le web app non consentono l’invio di notifiche push e che consumano una notevole quantità di traffico dati potrebbero non essere la soluzione migliore.

In altri termini, le web app rendono il processo di “fidelizzazione” più complesso.

Le Web App sono applicazioni web-based, quindi accessibili attraverso un browser web, che non richiedono alcun download o installazione.

Le web app sono create utilizzando tecnologie web standard e possono essere eseguite su qualsiasi dispositivo con un browser compatibile siccome sono programmate, sviluppate e funzionanti come un comune sito web.

Ciò significa che da una parte gli utenti non dovranno installare l’applicazione sui loro smartphone, senza intaccare la memoria fisica del dispositivo (un indubbio punto di forza), ma dall’altra la Web App non può funzionare senza connessione internet e, in linea generale, è anche più lenta e si adatta meno a ciascuna piattaforma rispetto ad app native e ibride.

Tuttavia, è da rimarcare il costo minore di produzione di una App di questo genere, caratteristica che rimane a oggi il più importante pregio di una web app.

Le virtù fondamentali di queste tipologie di applicazione sono:

  • Accessibilità da qualsiasi dispositivo che abbia un browser.
  • Nessun vincolo di sistema operativo.
  • Nessun download previsto, quindi non occuperanno la memoria del dispositivo.

Progressive Web App per salvare URL e articoli

PWA è l’acronimo di Progressive Web App. Una PWA è un applicativo web, quindi tecnicamente un sito web a tutti gli effetti, che si prefigge lo scopo di offrire agli utenti un’esperienza molto simile ad un’app mobile nativa in termini di interfaccia, interazioni e performance.

PWA è l’acronimo di Progressive Web App, ovvero applicazioni web progressive che rappresentano soluzioni “ibride” tra pagine web ed APP.

Il termine PWA è stato inventato da Google e le sue funzionalità permettono di sfruttare contenuti pubblicati su siti web che possono essere scaricati come una applicazione sullo smartphone o tablet, così da avere comodamente un contenuto direttamente sullo schermo del proprio dispositivo mobile senza dover accedere al relativo sito web.

Questa soluzione è disponibile da qualche anno ma nell’ultimo periodo stanno soppiantando sempre più le APP native, che sono quelle che tutti quanti scarichiamo dagli Apple Store per gli iPhone o Google Play per i dispositivi Android.

Come funziona una PWA

L’aggettivo Progressive indica diversi aspetti del comportamento di una PWA, principalmente si riferisce alla tecnica di “progressive enhancement” ovvero suddividere il caricamento iniziale (il primo in assoluto) in due fasi, la prima, quasi istantanea per il “guscio” dell’app ovvero per gli elementi indispensabili al suo utilizzo (quali menu, barre navigazione, footer ecc.), e una successiva “lazy” che comprende tutti i contenuti dinamici e pesanti.

Dopo questo primo rendering (fatto una tantum), la PWA mette a disposizione degli strumenti per fare caching specifico dei contenuti, per ottenere dal secondo rendering in poi una versione istantanea dell’app, ripristinata dai contenuti memorizzati in cache, mentre in sottofondo viene lanciato in “lazy load” l’aggiornamento dei nuovi contenuti.

Queste tecnica progressiva permette, tramite un tuning aggressivo del caching, di arrivare ad avere un’app completa di contenuti disponibile anche in modalità offline.

Per salvare articoli, questa architettura consente di memorizzare localmente le pagine già consultate e di mostrare rapidamente i contenuti archiviati, mentre il sistema aggiorna in sottofondo le informazioni disponibili online.

Caratteristiche principali delle PWA

Le PWA hanno svariati vantaggi ma le principali caratteristiche che ne hanno reso possibile la diffusione sono queste:

  • Installabili, ovvero possibilità di aggiungere un’icona alla schermata di home
  • Ricevere notifiche tramite push dal browser
  • Remote, ovvero girano su un server e non sul device dell’utente.
  • Sviluppate con HTML, CSS, e JavaScript.

Di seguito le caratteristiche principali che definiscono una PWA riportate da Wikipedia:

  • Progressive - Funzionano per ogni utente, a prescindere dal browser scelto perché sono costruite alla base con principi di miglioramento progressivo.
  • Responsive - Si adattano alle varie dimensioni dello schermo: desktop, mobile, tablet, o dimensioni che potranno in seguito rendersi disponibili.
  • Indipendenti dalla disponibilità della connessione - I Service worker consentono di far funzionare l'applicazione offline, in mancanza di connessione o con connessioni a bassa qualità.
  • App-like - Si comportano con l'utente come se fossero delle app native, in termini di interazione e navigazione.
  • Aggiornate - Le informazioni sono sempre aggiornate grazie al processo di aggiornamento dei dati offerto dai service worker.
  • Sicure - Vengono esposte su protocollo HTTPS per evitare che la connessione esponga informazioni o che i contenuti vengano alterati.
  • Discoverable - Vengono identificate come “applicazioni” grazie al manifesto W3C[10] e al service worker registration scope che consente ai motori di ricerca di trovarle.
  • Riattivabili - Rendono facile la riattivazione dell'applicazione grazie a capacità quali le notifiche push.
  • Installabili - Consentono all'utente di "salvare" le app che considera più utili con la corrispondente icona sullo schermo del proprio terminale mobile (home screen) senza che si debba affrontare tutti i passaggi e problemi legati all'uso dell'app store.
  • Linkabili - Facilmente condivisibili tramite l'URL e non richiedono complesse installazioni.

Quindi le PWA e le App Native sono due mondi distinti, ma vengono confrontate perchè sono due strumenti per arrivare allo stesso fine… ovvero realizzare un prodotto in grado di raggiungere gli innumerevoli utenti del mondo mobile.

Salvare un URL nella schermata Home

Una Progressive Web App è installabile in maniera molto semplice, basta aprire con il proprio browser mobile la pagina web associata e verrà mostrato sul display la dicitura: ”Aggiungi (nome pagina) alla schermata Home”.

Nella dicitura “nome pagina” possiamo inserire il nome scelto all’applicazione e quindi personalizzarlo.

Confermando questa azione, si installerà sul proprio dispositivo l’applicazione e sarà possibile utilizzarla come una normale APP nativa.

Anche solo la capacità di aggiungere un sito come un’app sulla home del telefono ha fatto guadagnare a questa soluzione diversi punti nel “blindatissimo” mercato mobile.

Le PWA sono autonome, indipendenti dalla piattaforma, basta metterle online per essere fruibili istantaneamente, e non sono soggette alle reviews degli store né devono essere scaricate, ma possono essere installate quando si raggiunge l’URL dell’app.

Costi, tempi e manutenzione

Quando si parla di tempi di realizzazione, a parità di features, il costo delle app native supera di molto l’equivalente PWA.

Questo perché gli sviluppi su native sono molto più difficoltosi e lenti, richiedono inoltre una maggiore cura e precisione dell’interfaccia e possono contare su un numero più limitato di integrazioni e plugin.

Quando si parla di app mobile, la domanda che più spesso ci viene posta è: "Fra PWA e Native, chi vince?”

Le domande subito successive che sorgono sono:

  • Quali sono le differenze e i limiti delle due tecnologie?
  • Quali sono i costi e i vantaggi delle due soluzioni?
  • Qual è la soluzione più vantaggiosa per il mio progetto?

Ovviamente non c’è una risposta assoluta, ma una serie di vantaggi e svantaggi per ognuna delle tipologie.

Inoltre, quando si sceglie una tecnologia per un progetto, non si può parlare solo di fattibilità e features disponibili, ma bisogna anche tenere presenti aspetti quali costi di realizzazione, manutenzione, tempi di sviluppo, prestazioni, usabilità, manutenibilità, resilienza, seo, discoverability ecc.

Uno dei grandi punti a favore delle PWA da tenere in considerazione è che, essendo fuori dalla catena degli app store, possono evitare di corrispondere commissioni per servizi compravendita, e non sono soggette ad approvazioni da parte dei big come Google e Apple.

Le app native al contrario hanno bisogno di utilizzare meccanismi di “In-App Purchase” definiti e approvati dagli store.

Le PWA sono autonome, indipendenti dalla piattaforma, basta metterle online per essere fruibili istantaneamente, e non sono soggette alle reviews degli store né devono essere scaricate, ma possono essere installate quando si raggiunge l’URL dell’app.

Mettere online una PWA necessita solo di un hosting https, ed eventualmente di una configurazione DNS; ad oggi hosting come Netlify, Surge e Zeit permettono di farlo gratuitamente e velocemente.

Pubblicazione di un’app nativa

La pubblicazione di un’app su uno store non è impresa da poco, perché richiede questi passaggi:

  1. creare la scheda dell’app;
  2. firmare e caricare l’app sullo store;
  3. gestire le versioni;
  4. abilitare gli user di test;
  5. verificare la compatibilità con i device;
  6. aspettare l’approvazione.

Sono tutte operazioni necessarie per la pubblicazione che allungano i tempi di realizzazione e sono spesso soggette a fallimenti per svariati motivi.

Esistono anche altri canali di distribuzione, come ad esempio store non ufficiali (Aptoide, Amazon Appstore), che permettono di installare le app abilitando l’installazione da terze parti, ma di solito chi realizza un'app native ha tutto l’interesse di farsi trovare sugli store ufficiali.

Aggiornamenti e manutenzione

Per quanto riguarda gli update e gli aggiornamenti delle app native, la procedura è la stessa della pubblicazione.

A fronte di ogni aggiornamento c’è il pericolo di incompatibilità dati o errori con le versioni precedenti; inoltre è l’utente che decide di aggiornare l’app sul proprio dispositivo, e quindi gli update devono essere retrocompatibili.

Inoltre con il passare del tempo l’applicazione può soffrire di incompatibilità e ritrovarsi funzionalità deprecate o non compatibili con classi di device per aggiornamenti degli SDK, introduzione di nuove permissions, e nuovi sistemi operativi delle piattaforme.

In tal caso è necessario rimettere mano allo sviluppo per aggiornare l’app.

Lato PWA invece è tutto molto più semplice, dato che l’app è remota (e non su ogni singolo device come le app native): basta aggiornare l’applicazione e tutti avranno immediatamente la nuova versione.

Inoltre è svincolata dall'incompatibilità dei device, e non hackable perché su https.

Aggiornamenti costanti. Una PWA non necessita di scaricare continuamente gli aggiornamenti, perché ogni volta che ci si collega all’applicazione e si è collegati ad internet sia con connessione wireless che mobile, si hanno sempre i dati aggiornati, al contrario delle applicazioni native che necessitano di frequenti upgrade dagli store che se mancanti potrebbero provocare malfunzionamenti per problemi di compatibilità o dati “non freschi” perché non allineati con quelli attuali.

Prestazioni, peso e consumo di batteria

Le dimensioni medie delle app native sono intorno ai 40 MB, mentre una PWA in media è di qualche mega al massimo, ovvero il peso della pagina web iniziale.

Le PWA da questo punto di vista sono molto più immediate come utilizzo, dato che non necessitano di essere scaricate e aperte.

Inoltre uno dei punti di forza delle PWA sono le performance di caricamento anche al primo utilizzo.

Uno dei grandi inconvenienti delle PWA è il consumo di memoria e processore, che comporta un grosso dispendio in termini di batteria.

Questo è dovuto al fatto che il browser mobile che le ospita deve lavorare duramente per interpretare il javascript, e i browser mobile non sono esattamente fatti per questo.

App ibride e web app possono quindi ridurre il peso iniziale dell’applicazione, mentre le app native possono risultare più adatte quando sono richieste animazioni complesse, gestione intensiva di contenuti multimediali o interazioni molto fluide.

Accesso a fotocamera, file, notifiche e altre funzioni

Un’applicazione nativa in media accede a una o più delle seguenti funzionalità del device: camera, bluetooth, GPS, media player, contatti, microfono, accelerometro, NFC e molte altre.

Inoltre le app native hanno la possibilità di interagire con altre app e account sul device, oltre a funzionalità di deep linking, e share fra app.

Fare la stessa cosa con le PWA non è altrettanto immediato, le funzionalità a cui può accedere sono principalmente quelle per cui esiste un equivalente web-api e che sono supportate dal browser che si sta utilizzando.

Alcune feature non sono disponibili per nessun browser, come leggere contatti o SMS da device o interagire con app installate.

Diverse feature sono disponibili per Chrome e Firefox, mentre su Safari molte meno, che per esempio non supporta le notifiche push.

Premesso che entrambe le soluzioni PWA e Native possono inviare notifiche push e costruire interfacce ricche, funzionali e belle da vedere, ci sono delle limitazioni per quanto riguarda le PWA su entrambi questi due punti.

Mentre le app native hanno pieno controllo su questo strumento, le PWA si basano un push web, che dipende dal browser che le ospita.

Attualmente Safari non supporta il push web, mentre Chrome sì, quindi per funzionare su IOS, l’utente dovrebbe installare le PWA con un browser diverso da quello di default.

Probabilmente in futuro anche Safari supporterà questa feature, ma non sembra che succederà a breve.

La flessibilità e l'accesso a tutte le funzionalità dello smartphone offrono alle app native due punti in questo round.

Le PWA rischiano il KO nel caso tali funzionalità siano fondamentali per il funzionamento dell’app.

Interfaccia e usabilità

Le app native hanno pieno accesso ai componenti dell’interfaccia previsti dal sistema operativo e possono adattare la navigazione alle convenzioni di Android e iOS.

L’interfaccia delle PWA è HTML e CSS creato ad hoc per somigliare a un'app; per fare questo si ricorre spesso a librerie Material Design, che prevedono barre di navigazione , componenti con feedback touch e altri accorgimenti, ma spesso il risultato ottenuto non è soddisfacente come una versione native.

Inoltre, come già detto, le PWA sono siti web che girano in un browser: questo fa sì che in alcuni casi il feel risulti poco morbido e poco performante, ad esempio nell’utilizzo di mappe, scroll e swiping, pinch, animazioni troppo pesanti… e altri casi particolari.

Le app native assicurano un’esperienza ottimale all’utente, adattandosi di volta in volta a ciascuna piattaforma.

Visibilità, ricerca e condivisione tramite URL

Il canale principale per trovare un’applicazione nativa sono gli “App Store”, e rappresentano delle armi a doppio taglio: da una parte sono una certificazione di garanzia della bontà dell’app, e permettono all’utente di avere un luogo centralizzato dove cercare app e capirne dalle review la qualità, dall’altra il crescente numero di app sugli store (si stima oltre 2.5mln su Google e 1.8mln Apple) non facilita molto la vita a chi crea le app e vuole essere cercato.

Spesso le app native hanno anche una pagina web dedicata per compensare le ricerche tramite motori di ricerca.

Le PWA hanno l'opportunità di utilizzare tag SEO e vengono indicizzate automaticamente, inoltre una PWA ha un file di Manifest, che è un descrittore dell’app che la rende ricercabile e la categorizza come app fruibile da mobile, il loro canale di discovery è solo web.

Le PWA sono facilmente condivisibili tramite l’URL e non richiedono complesse installazioni.

Per un’applicazione che raccoglie URL e articoli, la condivisione diretta tramite link è particolarmente utile: l’utente può aprire la pagina, leggere il contenuto e aggiungerla alla schermata Home senza passare necessariamente da uno store.

Avete mai pensato di avere una applicazione posizionata sui motori di ricerca? Ebbene una PWA può essere posizionata e quindi giovare di questo vantaggio per la visibilità e se si è consigliati da un SEO, potreste avere una applicazione presente nelle ricerche organiche e quindi gratuite.

Sicurezza e requisiti tecnici di una PWA

Per poter disporre del proprio sito web di una PWA, è necessario che abbia sia un protocollo SSL nel dominio, i cui vantaggi abbiamo già parlato in questo sito riguardo l’HTTPS e di una grafica responsive, ovvero che è correttamente visibile su tutti i dispositivi mobili.

Con solo queste due caratteristiche, ogni sito web può essere dotato di una applicazione web.

Una PWA necessita come sopra indicato di un sito web che abbia un protocollo SSL, quindi è utilizzabile solo se si dispone del HTTPS, ovvero del Hyper Text Trasfer Protocol Secure, che garantisce l’integrità e la riservatezza dei dati scambiati.

Questa caratteristica non è presente per le APP native e quindi le PWA risultano sicuramente più sicure.

Per trasformare un sito o un servizio online in una PWA sono necessari alcuni elementi tecnici:

  • un dominio configurato con HTTPS;
  • un’interfaccia responsive;
  • un file manifest.json;
  • un Service Worker;
  • immagini e loghi compatibili con i browser;
  • test di funzionalità e compatibilità.

A questo punto il consiglio è di rivolgersi ad un professionista del web come lo Studio Tarantelli, che potrà predisporre il vostro sito web di tutti i files necessari alla creazione della PWA, come il manifest.json e procedere alla creazione del Service Worker, senza dimenticare immagini e loghi necessari per la compatibilità con tutti i browser.

Una volta configurato tutto all’interno del server del vostro provider, sarà necessario eseguire alcuni test di funzionalità e compatibilità.

Poiché molti siti web ad oggi sono realizzati con CMS come Wordpress o Drupal o Magento, etc, è possibile anche utilizzare plugin già predisposti, ma può capitare che questi risultino incompatibili con il vostro tema e quindi le attività dovranno essere svolte “a mano” mediante il codice.

Compatibilità con i dispositivi

Le PWA funzionano per ogni utente, a prescindere dal browser scelto perché sono costruite alla base con principi di miglioramento progressivo.

Le PWA si adattano alle varie dimensioni dello schermo: desktop, mobile, tablet, o dimensioni che potranno in seguito rendersi disponibili.

L’unico svantaggio che a nostro avviso ha attualmente una PWA rispetto ad una APP nativa è la minore integrazione per chi utilizza vecchi dispositivi della APPLE, visto che per i vecchi browser dell’iPhone non è possibile salvare l’applicazione sul telefono.

Questo ovviamente è valido solo per i vecchi iOS fino alla versione 11.3 e quindi con il passare del tempo e con l’avvento già dei nuovi dispositivi verrà superato, considerando che l’azienda di Cupertino ha tutto l’interesse a partecipare a questa nuova tecnologia.

Ricordiamo che le PWA sono state ideate da Google e quindi tutti i dispositivi Android sono conformi all’utilizzo.

Confronto tra app native, ibride, web app e PWA

CaratteristicaApp nativaApp ibridaWeb app o PWA
InstallazioneNecessariaNecessariaNon necessaria; la PWA può essere aggiunta alla schermata Home
Sistemi operativiSviluppo specifico per ciascuna piattaformaUn codice per tutte le piattaformeAccessibile tramite browser
PrestazioniMassimeSimili alle native, seppur inferioriDipendono dal browser e dalla rete
Funzionamento offlineNativoPossibilePossibile con caching e Service Worker nelle PWA
NotificheNotifiche pushPossibiliDipendono dal browser
Accesso all’hardwareCompletoParziale o tramite pluginLimitato alle web API supportate
AggiornamentiDistribuiti tramite storePiù semplici rispetto alle nativeDisponibili direttamente online
SEO e URLRichiede spesso una pagina web dedicataDipende dalla soluzione adottataIndicizzabile e condivisibile tramite URL
PesoLe dimensioni medie delle app native sono intorno ai 40 MBInferiore rispetto alle native in molti casiUna PWA in media è di qualche mega al massimo

Quale soluzione scegliere per salvare URL e articoli

La scelta dell’app giusta dipende da diversi fattori: budget, obiettivo, target.

La risposta non è univoca: dipende dal target dell’app, dalle sue funzionalità e caratteristiche, dal budget a disposizione e soprattutto dagli obiettivi che vogliamo perseguire.

Le App Native offrono prestazioni superiori e un’ottima integrazione con il sistema operativo, ma richiedono sviluppo separato per ogni piattaforma.

Le Web App sono ideali per progetti che richiedono accessibilità su diverse piattaforme senza la necessità di funzionalità avanzate del dispositivo.

Le App Ibride combinano la flessibilità delle Web App con alcune caratteristiche delle App Native.

Se ti occorre un videogioco è meglio protendere per un’app nativa; se vuoi un’app semplice e accessibile, ma che non rinunci alle notifiche push, meglio un’app ibrida; se, infine, ti serve un’app che si adatti a qualsiasi device, una web app.

Per un’app che salva URL e articoli, la PWA è adatta quando il servizio deve essere raggiungibile da qualunque dispositivo, condivisibile tramite link, indicizzabile sui motori di ricerca e aggiornabile centralmente.

Un’app ibrida è indicata quando si desidera una presenza installabile su più piattaforme, mantenendo un unico codice e un accesso più diretto alle funzioni del dispositivo rispetto a una semplice web app.

Un’app nativa è preferibile quando la lettura offline deve essere particolarmente solida, le notifiche sono centrali, la condivisione deve integrarsi profondamente con il sistema o il prodotto deve offrire prestazioni e usabilità massime.

In definitiva possiamo dire che le PWA sono valide alternative alle app native, con molti vantaggi accessori, e un futuro luminoso davanti.

Confronto app nativa e PWA

Progressive Web App: migliora l'esperienza offline con la sincronizzazione in background (PWA)

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