La comunione nella Diocesi di Pinerolo si esprime attraverso il senso di appartenenza alla comunità, la celebrazione dell’Eucaristia, il cammino dell’Iniziazione cristiana e il servizio dei Ministri Straordinari della Comunione. «Abbiamo assolutamente necessità di recuperare il senso di appartenenza, che vuole dire il senso di comunità».
Questo orientamento unisce la vita liturgica delle parrocchie, la formazione dei fedeli, l’accompagnamento delle famiglie e la partecipazione alle iniziative diocesane. La comunione non è quindi soltanto un momento celebrativo, ma un percorso che radica le persone nella comunità e le rende capaci di testimoniare la fede nella vita quotidiana.
Il senso di appartenenza come fondamento della comunione
Così il vescovo Derio presenta il contesto nel quale sarà riproposta a Pinerolo, il prossimo 6 settembre, la “Giornata dell’Appartenenza”, promossa dalla Diocesi e dal Comune di Pinerolo, in collaborazione con la Pro Loco e il Lions Club Pinerolo Acaja. Dalle 10.00 alle 18.00 in piazza Vittorio Veneto vi saranno gli stand espositivi e l’animazione di numerose associazioni locali oltre alla presenza di associazioni sportive che permetteranno a chiunque di provare i vari sport nell’ambito della rassegna “Porte aperte allo sport”.
Alle 18.30 in cattedrale la celebrazione eucaristica presieduta dal vescovo ed animata dal coro Laudato Sì per festeggiare il santo patrono di Pinerolo a cui seguirà la consegna del premio “Testimoni del Tempo” e i saluti del vescovo e del sindaco Luca Salvai. Alle 20:15 in piazza Roma, si svolgerà la Cena Etnica con il menù che prevede antipasti di tacchino e formaggi, pasta e couscous, dolce Galup e acqua minerale.

La celebrazione eucaristica nella comunità di San Donato
La facciata della cattedrale di San Donato a Pinerolo. Veduta dell’aula dall’ingresso. Veduta dell'aula dal presbiterio. Il pulpito del XVII sec.
La festa patronale della parrocchia è San Donato, che viene festeggiato la seconda o la terza domenica di ottobre. La celebrazione eucaristica rappresenta il centro della vita comunitaria e il luogo nel quale la comunione ecclesiale diventa esperienza concreta di preghiera, ascolto e partecipazione.
| Giorno | Orario | Celebrazione |
|---|---|---|
| Sabato e giorni prefestivi | 18:30 | Santa Messa |
| Domenica e festivi | 8:30 e 10:30 | Santa Messa |
| Lunedì e venerdì | 17:30 | Santo Rosario |
| Lunedì e venerdì | 18:00 | Vespri e Liturgia della Parola con comunione |
| Martedì, mercoledì e giovedì | 17:30 | Santo Rosario |
| Martedì, mercoledì e giovedì | 18:00 | Santa Messa |
| Primo venerdì del mese | 18:00 | Santa Messa |
| Istituto Maria Immacolata | 9:30 | Messa domenica e festivi |
Il cammino dell’Iniziazione cristiana
La Prima Comunione è una cosa seria. Non è un momento isolato, ma il punto più alto del cammino dell’Iniziazione Cristiana, il quale, appunto, si compie mediante i sacramenti che pongono i fondamenti della vita cristiana: “i fedeli rinati nel Battesimo, sono corroborati dalla Confermazione e vengono nutriti dall’Eucaristia”.
Già da alcuni anni nella nostra diocesi si sta lavorando al nuovo progetto catechistico. Numerose parrocchie si sono messe in questa nuova direzione che prevede un anno di pre-evangelizzazione, per passare poi all’evangelizzazione vera e propria, cioè la scoperta di chi è Gesù per poter diventare suo discepolo.
C’è poi il tempo del catecumenato con l’approfondimento delle verità della fede professate nel “Credo” e con la gioia di chiamare Dio con il nome di Padre, gustando la bellezza della preghiera che Gesù ci ha insegnato, come pure sperimentando il volto misericordioso di Dio nel sacramento della Penitenza.
Giunge, poi, l’anno in cui si celebrano i due sacramenti che completano l’Iniziazione cristiana, cioè la Confermazione e l’Eucaristia. Poi si prosegue il cammino nel tempo chiamato “mistagogia”, che consiste nell’approfondimento della vita cristiana, nel radicamento all’interno della comunità e nella testimonianza della vita.
La Prima Comunione e il legame con la comunità
Mese di maggio, tempo di Prime Comunioni. Nelle parrocchie c’è fermento di preparativi. Catechiste preoccupate perché la celebrazione sia impeccabile e i bambini siano come dei piccoli attori; mamme indaffarate per preparare al meglio la festa (pranzo, confetti, fotografie ricordo); parenti imbarazzati nella scelta del regalo; cantoria alla ricerca di canti i più esotici possibile, riducendo la liturgia a spettacolo; parroco che si aggira per la sacrestia sconsolato, con la testa tra le mani.
In tutta questa frenesia di preparativi l’unico che non può dire la sua è proprio lui, il parroco! Caso mai si azzardasse di esprimere un suo consiglio sarebbe subito zittito da certe mamme super dinamiche, le quali come donna Prassede - di manzoniana memoria - sono sicure “di assecondare i voleri del cielo” con quello che stanno facendo.
In questo caso, però, fanno uno grosso sbaglio, quello “di prendere per cielo il proprio cervello”. Nel pacchetto “Prima Comunione” ci sta di tutto. Ma a volte manca l’essenziale. Del fallimento ci si accorge nelle domeniche seguenti.
Dopo la Messa di Prima Comunione, la frequenza si fa ad intermittenza. A volte si interrompe del tutto. È questo un percorso molto bello, che comincia a dare i suoi frutti.
Il coinvolgimento delle famiglie e dei catechisti
Gli stessi genitori, coinvolti in questa nuova esperienza, riconoscono che insieme ai loro figli c’è un risveglio della fede nella loro vita. Ringrazio i catechisti, che pur con fatica, si inseriscono in questo cammino e aiutano ad attuarlo nelle loro parrocchie.
Siamo tutti spettatori delle crepe irreparabili che oggi sperimentiamo nel modo di fare catechismo. Voler continuare senza tener conto che il clima sociologico e culturale in cui viviamo è cambiato, è miopia.
A tutti dico: coraggio! In questa fase di rinnovamento non siamo soli. Molte diocesi d’Italia sono al lavoro come noi nel proporre per genitori e figli un cammino di “primo annuncio della fede”.
Lo dico con convinzione: non è più il tempo della conservazione. Una pastorale solo preoccupata di conservare, prima o poi vedrà cadere l’edificio. Occorre evangelizzare! A questo mira il nuovo progetto di Iniziazione cristiana.
Il Mandato Diocesano per i Ministri Straordinari della Comunione
Sabato 5 aprile 2025, la Diocesi di Pinerolo celebrerà il Mandato Diocesano per i Ministri Straordinari della Comunione. L’evento si terrà presso la Parrocchia Cuore Immacolato di Maria a Pinerolo, in Via San Lazzaro 3, dalle ore 15 alle 17.
L’incontro sarà un’occasione di formazione e spiritualità per i ministri, con un programma ricco di momenti significativi. Ore 15: Introduzione a cura dell’Ufficio Liturgico diocesano. Ore 15:15: Formazione per i ministri, suddivisi in due gruppi: i nuovi con Don Mauro Roventi Beccari e quelli già in servizio con Don Alex Sandro Moreira (“Ripartiamo dall’Eucaristia”).
Ore 15:45: Condivisione a gruppi. Ore 16:30: Saluto e riflessione del Vescovo Derio, benedizione e rinnovo del mandato (consegna e/o timbro dei tesserini).
I nuovi ministri dovranno portare una lettera di presentazione personale preparata dal proprio parroco o superiore religioso.
Ministri della Comunione/2 - Il "sacramento" della visita e della consolazione
Il servizio dei ministri nella vita diocesana
Il mandato richiama il valore dell’Eucaristia come centro della vita della Chiesa e collega la formazione personale al servizio concreto nelle parrocchie. La preparazione, la condivisione a gruppi, la benedizione e il rinnovo del mandato delineano un servizio vissuto nella comunione con il vescovo, i parroci e la comunità.
La formazione per i ministri, nuovi e già in servizio, è inserita nel cammino di rinnovamento della Diocesi. L’approfondimento dell’Eucaristia sostiene la consapevolezza del compito affidato e rafforza il legame tra celebrazione, preghiera e vita comunitaria.
La comunione come percorso di evangelizzazione
La comunione ecclesiale si costruisce attraverso diversi momenti collegati tra loro: l’appartenenza alla comunità, la celebrazione eucaristica, l’accompagnamento dei bambini e delle famiglie, la formazione dei catechisti e il servizio liturgico.
La mistagogia consiste nell’approfondimento della vita cristiana, nel radicamento all’interno della comunità e nella testimonianza della vita. Il percorso dell’Iniziazione cristiana mira così a evitare che la Prima Comunione rimanga un momento isolato e a favorire una partecipazione stabile alla vita della Chiesa.
La Giornata dell’Appartenenza, le celebrazioni patronali, il nuovo progetto catechistico e il Mandato Diocesano per i Ministri Straordinari della Comunione mostrano forme diverse di una stessa esigenza: recuperare il senso di comunità e rendere visibile la comunione nella preghiera, nella formazione, nel servizio e nella vita del territorio.