Madonna delle Grazie a Chieri: storia, cappella e informazioni

La Cappella della Beata Vergine delle Grazie è un santuario situato all’interno della collegiata di Santa Maria della Scala, il Duomo di Chieri, in Piemonte. La sua origine è legata al voto pronunciato dalla comunità chierese nel 1630 durante la grande epidemia di peste bubbonica, quando i Conservatori della Sanità promisero di erigere una cappella in onore della Madonna se, per sua intercessione, il contagio fosse cessato.

Dopo il pronunciamento del voto nel 1630, l’epidemia di peste cessò in modo repentino e inspiegabile. Da allora la cappella e la seicentesca statua della Madonna sono al centro della devozione dei chieresi, mentre la festività votiva della Beata Vergine delle Grazie rappresenta per Chieri un momento di profonda devozione e partecipazione civile.

Origine del voto durante la peste del 1630

Il 26 luglio 1630, nel pieno della peste, i Conservatori della sanità della città di Chieri, riconoscendosi ormai incapaci di far fronte all’emergenza, decisero come solenne voto alla Beata Vergine delle Grazie, per la liberazione dalla peste, di erigere una cappella in duomo.

Il voto venne ratificato dal consiglio comunale il 3 agosto successivo. Il giorno successivo, secondo una diversa ricostruzione documentaria, il Consiglio Comunale ratificò il voto.

Non essendoci nella chiesa uno spazio libero, nel mese di agosto i Consiglieri incaricati presero contatto con Aurelio Valimberti, nobile chierese, per ottenerne la cessione di metà, una delle due campate delle quali era composta, della sua cappella dedicata a San Giuliano, situata nella navata sinistra, poco oltre l’ingresso.

La cappella della Beata Vergine delle Grazie, all’interno della collegiata di Chieri, fu quindi edificata su una precedente cappella dedicata a san Giuliano. Ottenuta la cessione, fra il 1630 e il 1631 venne trasformata in cappella votiva municipale.

L’anno seguente l’amministrazione comunale dotò la cappella di dieci giornate e 28 tavole di terreno. Da Pietro Botto di Savigliano fece scolpire la statua della Madonna da collocare sull’altare; ai fratelli Cerutti, nipoti di Francesco Fea, affidò invece la decorazione pittorica.

Nel febbraio del 1636 avvenne l’inaugurazione della cappella, che da allora in poi è stata, ed è, al centro della devozione dei chieresi.

La statua lignea della Madonna

La statua lignea della Vergine fu realizzata nel 1642 da Pietro Botto. La cappella conserva al centro la statua della Madonna, che viene illuminata da una finestra retrostante.

La statua è stata arricchita da un putto che regge un cuscino su cui siede Gesù. L’opera seicentesca è ricordata come il principale oggetto della particolare devozione che la cittadinanza riponeva nella Madonna delle Grazie a ricordo delle tragiche vicende della peste del 1630.

La cessazione del morbo nel settembre di quell’anno nefasto fu interpretata dalla comunità come una risposta all’invocazione rivolta alla Vergine. Il Comune si reca ancora nella giornata stabilita a rinnovare il ringraziamento a colei che aveva arrestato la pestilenza, durante la funzione della Salve.

L’ampliamento settecentesco di Bernardo Vittone

Poco più di un secolo dopo, il Comune decise di trasformare e ampliare la cappella. Non si conosce il motivo di una tale decisione, ma lo si può supporre: nel Duomo, Confraternite come quella del Corpus Domini e famiglie prestigiose come i Bertone si erano costruite grandi e lussuose cappelle, nei confronti delle quali quella del Comune appariva ben poca cosa.

Donde, probabilmente, la decisione di costruire qualcosa di più competitivo. A metà del XVIII secolo, l’abate Giuseppe Antonio Buschetti, prevosto della collegiata, permise che si allungasse la cappella, prolungandola nel giardino della prevostura.

Nel 1756 ne diede l’incarico a Bernardo Antonio Vittone. Il capitolo cattedrale, in accordo con il comune, nel 1757-59 affidò l’incarico di realizzare il progetto a Bernardo Vittone.

La cappella venne prolungata sfruttando una porzione di orto ceduta al Comune dal prevosto del momento. Vittone la rivestì completamente di marmi policromi, costruì sul nuovo altare marmoreo un’elegante edicola e progettò l’illuminazione naturale della statua.

In una lettera Vittone affermava di aver disegnato la nicchia della statua della Vergine sul modello di quelle che sono nella navata maggiore di San Giovanni in Laterano a Roma, affinché la statua collocata al suo interno non restasse in un nicchio chiuso e poco visibile ai devoti.

La finestra retrostante, disegnata da Vittone, illumina la statua con una luce naturale nascosta. La cappella, rifinita con marmi pregiati, conserva così al centro l’immagine della Madonna in una scenografica edicola marmorea.

A Ignazio Perucca fu affidata la decorazione scultorea e a Giuseppe Sariga quella pittorica. Il risultato fu il gioiello architettonico e decorativo che si può tuttora ammirare.

La cappella dedicata alla Beata Vergine delle Grazie è un’importante testimonianza storico-artistica del barocco piemontese. Venne riprogettata dall’architetto Bernardo Vittone negli anni 1758-1771.

Cappella Madonna delle Grazie Chieri interno

Architettura e apparato decorativo

Le dimensioni della cappella di Santa Maria delle Grazie, in origine, erano modeste e più limitate rispetto all’attuale cappella. L’ampliamento settecentesco ne modificò profondamente lo spazio, l’aspetto e il rapporto con la luce.

L’apparato decorativo comprende marmi policromi, stucchi, superfici lignee policrome e dorate, dipinti a olio su tela e affreschi. La cancellata in ferro battuto venne disegnata da Giuseppe Antonio Buschetti e realizzata da Antonio Carrera.

A Giuseppe Sariga, forse indicato dallo stesso Bernardo Vittone, fu affidata anche la decorazione del cupolino. L’artista vi affrescò angioletti svolazzanti fra le nubi sullo sfondo di un cielo azzurro.

Il compenso che Sariga percepì per questo ulteriore lavoro fu di 130 lire. Per i due dipinti collocati ai lati dell’altare ottenne un compenso di 300 lire.

I dipinti di Giuseppe Sariga

All’interno della cappella si trovano due quadri di Giuseppe Sariga, ticinese, priore della Compagnia di San Luca in Torino, rappresentanti il voto e la pestilenza con vedute di Chieri sullo sfondo.

I due quadri della cappella della Madonna delle Grazie furono eseguiti attorno al 1760, in occasione dell’ampliamento eseguito da Bernardo Vittone. Nella cappella municipale della Madonna delle Grazie del Duomo, due quadri collocati ai lati dell’altare descrivono altrettante fasi della peste che devastò Chieri nel 1630.

Quello a sinistra dell’altare descrive l’infuriare della peste, con in primo piano una folla di malati e moribondi e sullo sfondo carri che trasportano cadaveri. Un angelo che sorvola la città brandendo una spada di fuoco suggerisce la lettura del tragico evento come castigo di Dio.

Nel quadro di destra la scena è completamente diversa: il clero, le autorità, le confraternite e il popolo, radunati in piazza, invocano dalla Madonna delle Grazie la fine della peste. L’angelo che rinfodera la spada simboleggia l’esaudimento delle preghiere e la fine del castigo.

I dipinti mettono quindi in relazione due momenti distinti: da una parte la devastazione dell’epidemia, dall’altra la preghiera collettiva e la cessazione del contagio. Le vedute di Chieri sullo sfondo collegano la narrazione sacra alla storia concreta della città.

Giuseppe Sariga era un pittore nato nei dintorni del lago di Lugano ma vissuto e attivo in Piemonte, dove lasciò molte opere. A Chieri c’è una sua pala anche nella chiesa di San Bernardino e ne esistevano due, oggi andate disperse, nella distrutta chiesa di San Francesco.

Una sua opera si trova nella chiesa parrocchiale di Andezeno e ricerche recenti, del 2014, hanno rivelato essere di sua mano una bellissima Immacolata Concezione nella parrocchiale di Riva presso Chieri.

Restauri della cappella

Nel corso del tempo la cappella è stata oggetto di restauri nel 1840, nel 1875-80, nel 1950 e, da ultimo, nel 2010.

Prima del restauro erano percepibili solo i volumi, mentre i dati di superficie, le policromie e i partiti decorativi erano occultati dai numerosi rifacimenti e ridipinture del passato.

L’eterogeneo apparato decorativo della cappella presentava differenze conservative dovute ai vari interventi di restauro subiti nel passato. Per quanto riguarda le sculture lignee policrome, a causa di vicissitudini diverse erano di fatto scomposte e ciascuna opera costituiva elemento separato e dissonante da un altro.

Quasi tutte le opere lignee erano ricoperte da una ridipintura molto sottile ed omogenea che nascondeva la policromia originale eseguita su gesso-colla ad imitazione del marmo.

In via preliminare si è proceduto al reperimento del maggior numero d’informazioni in merito alle stratificazioni degli intonaci e delle decorazioni sottostanti quelle visibili. I saggi stratigrafici hanno rilevato che sotto le ridipinture, sia acriliche che a tempera, si celava la colorazione vittoniana.

Le ridipinture avevano di fatto ripreso, ma con tinte più sorde, la pittura antica, caratterizzata da una trasparenza e brillantezza superiore. Queste considerazioni hanno suggerito di riportare alla luce la pittura originale, eliminando le stratificazioni successive.

Il restauro della cappella è stato completato con la manutenzione dei due dipinti ad olio del Sariga, Il Contagio e Il Solenne Voto. L’intervento è stato essenzialmente di carattere estetico e si è proposto di restituire la corretta leggibilità delle opere, ritrovando la cromia e i volumi della pittura offuscati dalla vernice superficiale e dai ritocchi pittorici alterati.

I lavori di restauro delle superfici dipinte, degli intonaci storici, degli apparati lapidei, degli stucchi, delle superfici lignee policrome e dorate e dei dipinti ad olio su tela si sono svolti da ottobre 2009 a maggio 2010.

Il voto e le pratiche liturgiche

Il voto del 1630 stabiliva di celebrare una messa solenne ogni primo giorno del mese di settembre, in seguito variato, di celebrare una messa ogni sabato di ciascuna settimana e nella stessa sera di cantare le litanie della Madonna nella cappella stessa.

La pratica rituale più significativa è la funzione della Salve. L’amministrazione comunale dal 1630 si reca nella giornata stabilita a rinnovare il ringraziamento alla Vergine che, secondo la tradizione cittadina, aveva arrestato la pestilenza.

La festività principale ricorre la domenica precedente al secondo lunedì di settembre. Le celebrazioni uniscono la dimensione religiosa alla partecipazione delle autorità e dell’intera comunità chierese.

La festa della Madonna delle Grazie a Chieri

Gli ultimi tre giorni della novena precedono la festa patronale della Madonna delle Grazie a Chieri. In occasione delle celebrazioni del 2024, da giovedì 5 fino a sabato 7 settembre in Duomo furono celebrate Messe alle 8 e alle 9, all’altare della Madonna delle Grazie; alle 20.30 veniva recitato il Rosario e alle 21 la Messa con meditazione di don Giorgio Garrone, rettore del Seminario di Torino.

Per le omelie della novena don Garrone non aveva scelto il tradizionale tema mariano, ma aveva attinto all’Apocalisse, dove si parla delle «sette chiese». Nonostante si tratti di chiese reali del passato, queste hanno un significato spirituale per le chiese e i credenti di oggi.

Le meditazioni affrontavano tematiche attuali come le persecuzioni, la necessità di ravvedersi, i falsi profeti e l’esigenza di dare vitalità alla fede se si è assopita o intiepidita.

La festa entrava nel vivo la domenica 8 settembre, con Messe in Duomo alle 8, 9.30 e 11. Alle 15 veniva recitato il Rosario, seguito alle 15.30 dalla Messa per anziani e ammalati organizzata dall’Oftal.

Alle 18 approdava in chiesa il corteo partito dal Municipio. Le autorità cittadine partecipavano alla funzione votiva della Salve, durante la quale i chieresi rinnovavano il loro voto alla Vergine.

Seguiva alle 18.45 la Messa celebrata dal collaboratore parrocchiale don Antonio Appendino. Il lunedì era il giorno centrale, con Messe alle 8, alle 9.30 e alle 11, quest’ultima solenne, presieduta dal vescovo di Asti, mons. Marco Prastaro, e animata dal coro del Duomo diretto da Enzo Cerrato.

Alle 16 venivano celebrati i Vespri, alle 18 la Messa celebrata da don Brugnolo e alle 21 la Messa celebrata da don Marco Di Matteo. Il martedì erano previste Messe alle 8 e alle 9 e alle 10 una funzione in suffragio di tutti i benefattori defunti del Duomo.

Calendario delle celebrazioni 2026

Dal 5 al 15 settembre 2026 sono previste le celebrazioni della patrona di Chieri. La data di inizio indicata è il 5 settembre 2026, mentre la data di fine delle celebrazioni principali è il 14 settembre 2026; il 15 settembre è prevista una Messa votiva in suffragio.

DataOrario celebrazione o attività
5-12 settembre8.00Santa Messa votiva della Madonna delle Grazie
5-12 settembre20.30Preghiera del Santo Rosario
5-12 settembre21.00Santa Messa con meditazioni guidate da don Michele Roselli
12 settembre10.00-12.00 e 16.00-18.00Esposizione del Tesoro del Duomo
13 settembre8.00, 9.30 e 11.00Sante Messe votive della Madonna delle Grazie
13 settembre15.00Preghiera del Rosario
13 settembre15.30Santa Messa per anziani e ammalati organizzata dall’OFTAL
13 settembre18.00Funzione votiva della Salve
13 settembre18.45Santa Messa presieduta da don Antonio Appendino
14 settembre8.00, 9.30 e 11.00Solennità della Beata Vergine delle Grazie
14 settembre18.00Santa Messa presieduta da don Antonio Appendino
14 settembre21.00Santa Messa presieduta da don Marco Di Matteo
15 settembre8.00Santa Messa votiva in suffragio di tutti i benefattori defunti del Duomo

Durante la novena, dal 5 al 12 settembre, alle 8.00 è prevista la Santa Messa votiva della Madonna delle Grazie, alle 20.30 la preghiera del Santo Rosario e alle 21.00 la Santa Messa con meditazioni guidate da don Michele Roselli, Vicario Episcopale per la formazione.

Sabato 12 settembre, presso la sacrestia del Duomo, è prevista dalle 10.00 alle 12.00 e dalle 16.00 alle 18.00 l’esposizione del Tesoro del Duomo, con le ritrovate statue della Madonna col Bambino e di San Giuliano. La visita sarà introdotta e guidata da Roberto Toffanello.

Domenica 13 settembre sono previste alle 8.00, alle 9.30 e alle 11.00 le Sante Messe votive della Madonna delle Grazie. Alle 15.00 si svolgerà la preghiera del Rosario, seguita alle 15.30 dalla Santa Messa per anziani e ammalati organizzata dall’OFTAL.

Alle 18.00 avrà luogo la funzione votiva della Salve, alla presenza delle Autorità Civili e Militari della Città e di tutto il popolo chierese. Alle 18.45 sarà celebrata la Santa Messa presieduta da don Antonio Appendino, collaboratore del Duomo.

Lunedì 14 settembre sarà celebrata la solennità della Beata Vergine delle Grazie. Alle 8.00 è prevista la Santa Messa presieduta da don Francesco Araiudi, viceparroco delle parrocchie di Chieri; alle 9.30 la Santa Messa presieduta da don Nino Oliviero, collaboratore parrocchiale.

Alle 11.00 si svolgerà la solenne concelebrazione eucaristica presieduta da Sua Ecc. Mons. Alessandro Giraudo, Vicario generale e Vescovo ausiliare. Alle 18.00 sarà celebrata la Santa Messa presieduta da don Antonio Appendino e alle 21.00 la Santa Messa presieduta da don Marco Di Matteo, parroco di Chieri.

Martedì 15 settembre alle 8.00 sarà celebrata la Santa Messa votiva della Madonna delle Grazie in suffragio di tutti i benefattori defunti del Duomo.

Dove si trova

Il santuario consiste in una cappella situata all’interno della collegiata di Santa Maria della Scala di Chieri. L’indirizzo indicato è 10023 Chieri, Piemonte, Italia.

La cappella si trova quindi nel Duomo di Chieri, noto anche come chiesa di Santa Maria della Scala, e rappresenta uno spazio di culto municipale profondamente legato alla storia religiosa e civile della città.

Duomo Santa Maria della Scala Chieri esterno

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