La preghiera di Madre Teresa «Irradiare Cristo», adattata dalle «Meditazioni e preghiere» del Cardinale J.H. Newman, venne scelta da Madre Teresa come prima preghiera da recitare ogni giorno dopo la Santa Comunione. Durante il Rosario di Lourdes, questa preghiera richiama il desiderio di lasciare che Gesù viva nel cuore e risplenda attraverso la propria vita.
Per Madre Teresa, la preghiera non era separata dal servizio: «Il frutto della preghiera è la fede. E il frutto della fede è l’amore. E il frutto dell’amore è il servizio». Il Rosario diventava così una preghiera di affidamento a Maria, di unione con Cristo e di apertura concreta verso i poveri e ogni persona incontrata.
«Irradiare Cristo»: il testo della preghiera
Caro Gesù, Aiutami a diffondere la Tua fragranza ovunque io vada. Inonda la mia anima con il Tuo Spirito e la Tua vita. Penetra e possiedi tutto il mio essere così completamente che la mia vita non sia che un riflesso luminoso della Tua.
Risplendi attraverso di me, e sii così presente in me, che ogni anima con cui io vengo a contatto possa sentire la Tua presenza nella mia anima. Che alzino gli occhi e vedano non più me, ma Gesù soltanto!
Rimani con me, e allora comincerò a risplendere come Tu risplendi; a risplendere così da essere luce per gli altri. La luce, Gesù, provverrà tutta da Te; niente di essa sarà mio. Sarai Tu a risplendere sugli altri attraverso di me.
Fa che, così, io Ti lodi nel modo che più ami: risplendendo di luce su coloro che sono attorno a me. Fà che Ti annunci senza predicare, non a parole, ma con l’esempio, con una forza che trascina, con l’influenza benevola di ciò che faccio, con la pienezza tangibile dell’amore che il mio cuore porta per Te. Amen.

Il significato della preghiera nel Rosario
La preghiera del Rosario ha una sua storia particolare, nella quale si dispiega tutto l’amore che da sempre ha suscitato, proprio perché così tanto ci avvicina a Dio tramite Maria.
Inizialmente, la parola «Rosario» deriva da un’usanza medioevale di adornare statue della Madonna con delle rose, i fiori associati alla Madre di Dio. Le rose simboleggiano le preghiere dei suoi fedeli, che vengono rappresentate con una collana di grani.
Dal 1200 in poi questa preghiera prenderà quindi il nome di Rosario, che significa letteralmente «corona di rose». Siamo nei monasteri del tardo Medioevo, e prima della preghiera come la conosciamo oggi, vige l’usanza di recitare i 150 salmi di Davide.
Questa pratica prende via via forme diverse, sostituita prima con la recita di altrettanti Padre nostro, poi con l’aggiunta del Saluto dell’Angelo a Maria e lo sviluppo dei misteri, per arrivare intorno al 1500 alla forma che conosciamo.
In tutto questo svolgersi nascono quindi l’Ave Maria e il Rosario, preghiera amatissima dei cristiani e potente rifugio sotto la protezione di Maria Santissima.
Il Rosario e le apparizioni della Madonna
La sua devozione si diffonde in particolare grazie a san Domenico di Guzman il quale riceve nel 1214 un’apparizione della Madonna che gli consegna una coroncina come aiuto dei cristiani contro le eresie.
La festa della Madonna del Rosario, istituita da Papa Gregorio XIII è il 7 di ottobre perché in quel giorno, nel 1571, viene sventato un pericoloso attacco turco-ottomano. In questa importante vittoria si è vista l’intercessione della Vergine Maria, invocata con questa celeste preghiera.
Il Rosario è legato in modo particolare anche ai luoghi delle apparizioni mariane:
- «alla Salette l’Immacolata ha il rosario tra le mani e al braccio»;
- «a Lourdes l’Immacolata recita la corona con la Bernadetta»;
- «a Fatima insegna ai bambini a recitare il Santo Rosario e gli invita in modo particolare a propagare questa devozione per eccellenza».
«Sei apparizioni a Fatima e sei volte l’Immacolata raccomanda ai bambini di recitare fedelmente la corona». Alla corona lega anche le grazie temporali che gli ammalati chiedono, alla corona lega anche la pace del mondo, alla corona lega anche il titolo alla sua Persona.
«Vogliamo sapere chi tu sia», così aveva chiesto la Bernadetta a Lourdes e l’Immacolata risponde: «io sono l’Immacolata Concezione», però nota la Bernadetta, che mentre diceva: io sono l’Immacolata Concezione, la Madonna ha fatto scorrere il rosario lungo il braccio ed è rimasta a mani giunte.
A Fatima la Madonna invitata a dire il Suo nome dice: «Io sono la Regina del Santo Rosario». Se noi consideriamo le parole che la Madonna ha pronunciato a Lourdes e a Fatima, non sono molte, se consideriamo il tempo impiegato dalla Vergine Santa alle apparizioni vediamo invece che il tempo è lungo.
Come la Vergine Santa ha impegnato questo tempo? Nella preghiera e nell’insistere che si pregasse bene: con la Bernadetta, richiamandola positivamente sulla lentezza in cui va recitata la Corona; con i bambini di Fatima, abituandoli a recitare per intero la corona e non soltanto dire: «Ave Maria, santa Maria e poi andare a giocare».

Madre Teresa e la recita quotidiana del Rosario
Madre Teresa di Calcutta, parlando del lavoro delle sue suore con i più poveri, precisava: «Noi non andiamo mai dai poveri senza dire il Rosario. Lo recitiamo sempre, anche camminando».
In un’occasione in cui le chiedevano: «È vero che le sue suore pregano quattro ore al giorno?», lei rispose: «Sì, cominciamo alle quattro e mezzo del mattino. E quando sono per strada sgranano continuamente il Rosario».
Ed ecco un suo invito: «Aggrappatevi al Rosario come l’edera si attacca all’albero, perché senza la Vergine non possiamo reggerci in piedi».
«Recitate ogni giorno il Rosario, per le strade con una tenera devozione a Maria. Bisogna volare da lei per averne aiuto, quando il nostro lavoro per le anime si fa difficile».
Queste parole mostrano il legame tra la preghiera «Irradiare Cristo» e la devozione mariana: il cristiano non è chiamato a mettere se stesso al centro, ma a permettere che Gesù sia riconosciuto nella propria vita, nelle proprie azioni e nel proprio servizio.
La preghiera come presenza di Gesù
Madre Teresa spiegava che il miglior modo di pregare è lasciare che Gesù preghi in noi, permettendogli di essere in noi, con noi e attraverso di noi.
Penso che il miglior modo di pregare è lasciare che Gesù preghi in noi, permettendogli di essere in noi, con noi e attraverso di noi. E’ pure essere alla sua presenza, perché egli ha detto: «Ero affamato, e mi avete dato da mangiare, nudo e mi avete vestito, senza casa e mi avete accolto».
La preghiera è essere operosi: toccarlo, servirlo, amarlo. Perché se non lo conosciamo, se non lo conosciamo nei poveri, non si è capaci di pregare.
Ecco perché, se preghiamo crederemo, perché il frutto della preghiera è la fede. E il frutto della fede è l’amore. E il frutto dell’amore è il servizio.
Se realmente preghiamo, se lasciamo che Gesù preghi in noi, saremo capaci di donarlo agli altri, perché egli è la luce che deve splendere attraverso di noi, in noi; e attraverso di noi a tutti coloro con cui veniamo in contatto.
Ed ecco perché Gesù si è fatto pane della vita, per poter soddisfare la fame che il cuore ha di Dio, dell’amore. Ma la sua umiltà era così grande, così infinita che egli si è fatto l’affamato, così che noi potessimo soddisfare la sua fame con il nostro amore, con la nostra preghiera, con il nostro sacrificio, con il nostro servizio ai più poveri dei poveri.
«Maria, Madre mia carissima»
Alla Madonna vorremmo dedicare la prima preghiera.
Maria, Madre mia carissima, getta il tuo manto di purezza sulla mia anima; dammi il tuo cuore così bello, così puro, così immacolato, il tuo cuore tanto pieno di amore e di umiltà, così che io sia capace di ricevere e portare Gesù con gli stessi tuoi sentimenti.
Devo comunicare il tuo Gesù dovunque vado. La tua anima, con il tuo spirito e la tua vita, rafforzi e possegga tutto il mio essere, così che la mia vita sia tutta e solo per Gesù, così che ogni gioia che il cuore prova possa sentire la tua presenza nella mia anima.
Il contenuto di questa invocazione è vicino a quello di «Irradiare Cristo»: Maria è invocata come Madre e modello, mentre Gesù resta il centro della vita, della preghiera e della testimonianza.
La preghiera contro la tentazione
Gesù sei nel mio cuore. Io credo nel tuo amore fedele per me. Proteggimi come una madre. Aiutami ad essere pura come te, ad essere povera come te, obbediente come te e servire gli altri come tu hai servito.
Proteggimi dal male che mi vuole distruggere, custodiscimi nel tuo cuore, perché io ti appartenga. Nulla mi separerà dal tuo amore.
Gesù, mite e umile di cuore, rendi il mio cuore mite e umile come il tuo. Io ti appartengo, e poiché ti appartengo così totalmente tu puoi fare di me qualsiasi cosa ti piaccia, tu mi puoi usare, tu mi puoi mandare, tu mi puoi tenere nascosta, tu mi puoi dare gioia e sofferenza.
Io ti appartengo, e nulla mi separerà dal tuo amore.
Pregare per i poveri e per chi soffre
O Dio, rendici degni di servire i nostri fratelli, da un capo all’altro del mondo, dove vivono e muoiono in povertà e di fame.
Dona loro, in questo giorno, attraverso le nostre mani, il loro pane quotidiano e il tuo confortevole amore, dona loro pace e gioia.
Donami la grazia di vedere i bisogni degli altri e che io possa dividere con loro i doni che mi hai dato.
La preghiera di Madre Teresa lega la contemplazione alla responsabilità verso gli altri. L’incontro con Gesù non rimane soltanto interiore, ma diventa attenzione ai bisogni, condivisione dei doni ricevuti e disponibilità al servizio.
Il silenzio del cuore
Con Gesù io parlo nel silenzio del cuore. Quando riusciamo ad ascoltarti i nostri cuori sono colmi di te, nei nostri cuori regna la pienezza delle tue parole.
Insegnaci il silenzio della tua passione e ti rendiamo grazie per il tuo silenzio nell’eucaristia.
Il Rosario, recitato con attenzione, conduce a un silenzio interiore che non consiste semplicemente nell’assenza di parole. Il silenzio diventa uno spazio nel quale il cuore si rivolge a Gesù e a Maria.
Il vero silenzio interiore consiste essenzialmente nel fare tacere il proprio «io», che è il fondamento per seguire Cristo.
Chi vuole venire dietro di Cristo deve smettere di ragionare con la mente del mondo, deve smettere di desiderare le cose della terra, deve smettere di volere affermare il proprio «io» e far morire di anemia il proprio «io» e la propria «superbia» per fare sì che la vita di Cristo cresca nelle anime nostre.
Il Rosario come cammino di santificazione
Il Rosario è per noi essenzialmente il mezzo della nostra santificazione.
Il primo frutto del Santo Rosario è la propria santificazione: impegnarsi a meditare nella recita della corona le virtù dimostrate e praticate dal Cuore di Gesù e dal Cuore Immacolato di Maria, viste nei propri personali riguardi.
Se noi nella recita della corona, delle tre corone, impariamo a specchiarci nello specchio infinitamente santo del Cuore di Gesù; nello specchio senza macchia del Cuore Immacolato di Maria, a poco a poco le scaglie che ci sono sui nostri occhi cadranno.
Noi impareremo a guardare il Cuore di Gesù, impareremo a fissare lo sguardo sull’Immacolata e vedremo quanto siamo diversi da loro e come dobbiamo realmente insistentemente pregare prima di tutto per la nostra santificazione.
Questa è la volontà: che voi siate santi!
Questo mezzo di santità, che è la recita del Santo Rosario, deve essere innanzi tutto per la nostra personale vita santa, per la nostra personale vitalità.
Ma questa vitalità non ha niente a che fare con la vitalità del corpo, vitalità dello spirito, che man mano che si affina, diventa più potente nella comprensione delle cose di Dio e più potente nell’esercizio della carità.
Questa è la santità che noi vogliamo raggiungere attraverso la recita del Santo Rosario, e questa santità è il silenzio interiore.
Il Rosario come preghiera di apostolato
Il Rosario è mezzo per l’apostolato. Ce lo dice l’Immacolata a Fatima e ce lo spiega in tutti i modi.
L’apostolato noi lo vedremo attraverso la dinamica del Cuore di Cristo, l’apostolato lo vedremo nell’amore sollecito di carità, premuroso nella carità fino all’immolazione di se stesso, esercitato nel Cuore Immacolato di Maria.
Vedremo allora l’urgenza di pregare e fare penitenza per la salvezza del genere umano. Queste note di preghiera e di penitenza sono essenzialmente fondamentali nella vita del cristiano, non possiamo camminare senza piedi e i nostri due piedi con cui camminiamo, uno si chiama: «preghiera» e l’altro: «penitenza».
Allora noi camminiamo con lo sguardo fisso al cielo, consapevoli di quello in cui noi abbiamo mancato, ed allora con l’esercizio della penitenza noi ci purifichiamo sempre di più.
Purificandoci, lo sguardo dell’essenza di Dio per noi viene sempre di più maggiormente chiaro, e allora cammineremo più speditamente, perché pregheremo sempre di più.
A chi è stato dato due talenti e questi due talenti, tutti noi li abbiamo avuti e sono:
- il talento della fede che ci porta alla preghiera e all’unione con il Padre;
- il talento della penitenza che ci inserisce in Cristo per portare con Lui la croce per la salvezza del genere umano.
Quindi attraverso la recita del Santo Rosario, noi vedremo le innumerevoli anime che camminano lontane da Dio, le innumerevoli anime che, come camminano, tanto più si allontanano dal Signore, perché non hanno il cuore nelle cose di Dio, ma hanno il cuore nelle cose di questa terra.
«Sacrificatevi per i peccatori dite spesso o Gesù è per il vostro amore».
La preghiera per la pace e per la misericordia
Allora vedremo l’amore misericordioso del Cuore di Gesù il quale vuole esercitare misericordia, è venuto su questa terra unicamente per esercitare misericordia.
L’apostolato ci deve portare ad essere dinamici nel sostituirci agli altri, dobbiamo essere con lo sguardo aperto come quello dell’Immacolata, che a Lourdes guardava sulla folla, spingeva lo sguardo lontano, e diceva: «pregate per i peccatori».
In Dio, l’Immacolata vede tutti i peccatori, e la nostra preghiera che sale a Dio attraverso le mani dell’Immacolata, deve salire al trono di Dio per tutti i peccatori.
Rivolgiamo a Dio una preghiera affinché la pace regni nei nostri cuori.
La pace e l’amore di Cristo vincano tutti i turbamenti, tutti i dolori, tutti i dissensi e l’amarezza nel mondo d’oggi: per farci capire che tu, Gesù, sei la pace, la gioia, la forza, l’amore, la vita.
Illumina i cuori della gente perché vedano il tuo amore e la tua pace.
La preghiera delle Beatitudini
Vogliamo essere Chiesa delle beatitudini, ma perché questo si avveri dobbiamo pregare il Signore affinché in noi avvenga una profonda conversione.
Beati i poveri
Signore rendi il mio cuore così puro che io possa vederti, e vedendoti comprenda la libertà della povertà.
Fautori di pace, perseguitati, ricercatori di giustizia
Aiutami ad essere uno strumento di pace. Dove c'è buio io possa portare luce, dove c'è disperazione io possa portare speranza, dove c'è persecuzione io possa portare unità e confortevole amore.
Afflitti
Aiutami a portare gioia nei cuori di quelli che sono pieni di tristezza, pieni di disperazione. Sii la loro forza, sii la loro gioia.
Aiutami ad essere la loro forza, la loro gioia. Fammi essere come un raggio di sole che dà luce alla loro vita, fammi portare nei loro cuori la luce dell’amore di Dio.
Fammi essere la speranza della felicità eterna. Fammi portare la fiamma ardente del tuo amore nei cuori afflitti e infelici.
Miti
Insegnami come dare la tua mitezza, la tua bontà, il tuo pensiero che sazia, cosicché tutti possano capire e vedere quella mitezza, quella bontà, quel pensiero che sazia.
Possano accorgersi che io ti appartengo.
Quelli che piangono
Quanta gente nel mondo, o Gesù, è piena di tristezza. Sii la loro forza, la loro gioia, e la tua forza sia la loro gioia.
Fa' che la loro gioia sia la tua, tienili nel tuo cuore. Anche per loro tu sei morto in croce.
Ringraziamento e amore di Dio
La prima preghiera per un cristiano, forse anche la più difficile, è quella di ringraziamento.
Noi ti rendiamo grazie, Dio onnipotente, per questo e per tutti gli altri benefici che abbiamo ricevuto dalla tua generosità. Per Gesù Cristo nostro Signore. Amen.
Grazie Gesù!
Tutto l’amore che ho nel cuore per te, o Signore, è soltanto un’ombra dell’amore che tu hai per me. I tuoi gesti sono tutti amore.
La gioia che oggi ho nel cuore è solo un’ombra della gioia che tu hai per me. Tu mi ami perdutamente.
Ti amo con tutto il cuore, con tutta l’anima, con tutte le forze, perché tu sei Gesù, e sei Gesù per me.
La preghiera e il servizio ai giovani
Pregate per poter conoscere i poveri; questa conoscenza vi condurrà ad amarli e a servirli.
Industriatevi di trovare i poveri dapprima in casa vostra e tra i vostri vicini e solo dopo nel mondo intorno a voi.
Per essere capaci di amare dovete credere, e per essere capaci di credere dovete pregare. Il frutto della preghiera è la fede, e il frutto della fede è l’amore, e il frutto dell’amore è il servizio.
Perciò, date le vostre mani per servire i poveri, il vostro cuore per amarli; facendo così adempirete il desiderio di Gesù: «Amatevi gli uni gli altri, come io vi ho amati».
Dio vi benedica! Amen.
Come recitare il Rosario secondo lo spirito di Madre Teresa
Il Rosario non è soltanto una successione di formule. La sua recita deve condurre a una trasformazione interiore e a una maggiore disponibilità verso Dio e verso gli altri.
La preghiera, la meditazione, l’ora di adorazione e il Rosario devono portare a modificare i propri difetti. Se nonostante anni di preghiere e anni di recita del Rosario abbiamo ancora i difetti di prima, la nostra preghiera non è ben fatta e il nostro Rosario non è ben recitato.
La nostra preghiera ci deve portare a specchiarci nel Cuore di Gesù, vedere la Sua perfezione, vedere la nostra miseria; ci deve portare a specchiarci nel Cuore Immacolato di Maria, vedere come Ella è, che cosa vuole da noi, come siamo e che cosa facciamo.
Per vivere il Rosario con questo spirito, sono indicate tre disposizioni fondamentali:
- Metterlo al primo posto. Non si dà all’Immacolata i ritagli della giornata, non si dà all’Immacolata gli sbadigli del sonno, diciamo il Rosario in tempi ben definiti.
- Recitarlo con devozione. Bisogna recitarlo attentamente, ricorrendo a tutti i mezzi soprannaturali per recitare con devozione il Santo Rosario.
- Recitarlo meditandolo. Fate passare le virtù del Cuore di Gesù, del Cuore Immacolato di Maria, le nostre necessità, le necessità della Chiesa e le necessità della Gerarchia della Chiesa.
Il Rosario è il breviario dei laici, è il primo breviario dell’Immacolata che siamo invitati a recitare.
La nostra vita spirituale è in proporzione della recita fedele, devota, attenta del Santo Rosario. Se noi viviamo in questa maniera non c’è dubbio porteremo frutti e vedremo la trasformazione della nostra vita spirituale.
La preghiera di Madre Teresa «Irradiare Cristo», recitata durante il Rosario di Lourdes, può essere accolta come una domanda semplice e profonda: che Gesù sia presente nell’anima, che la sua luce attraversi la vita e che ogni incontro diventi occasione di amore, fede e servizio.