Madonna della Seggiola Montessori: il simbolo delle Case dei Bambini

La Madonna della Seggiola di Raffaello fu scelta da Maria Montessori come emblema delle “Case dei Bambini”, perché nel dipinto riconobbe un’immagine intensa della maternità, della protezione dell’infanzia e dell’umanità che rende omaggio alla madre. Una riproduzione del quadro troneggiava sulla parete della prima Casa dei Bambini fondata dalla Montessori e, in seguito, il dipinto sarebbe stato affisso nelle nuove Case dei Bambini.

Per Montessori, l’opera non rappresentava soltanto un capolavoro dell’arte italiana, ma esprimeva anche il significato umano e sociale dell’educazione: la valorizzazione della donna, la tutela dei bambini e il progresso dell’umanità. La Madonna con il Bambino e San Giovannino offriva inoltre ai bambini un’immagine capace di suscitare un’esperienza affettiva e spirituale, anche prima della comprensione del suo significato simbolico.

Madonna della Seggiola di Raffaello

Il dipinto scelto come emblema delle Case dei Bambini

La Madonna della Seggiola troneggiava su una parete della prima Casa dei bambini fondata dalla Montessori. Il quadro ne divenne il simbolo e in seguito, in tutte le nuove Case dei Bambini sarà affissa una riproduzione.

Un grande quadro a colori che riproduce la Madonna della Seggiola di Raffaello è poi troneggiante sulle pareti e noi lo abbiamo scelto a raffigurare come emblema e simbolo delle “Case dei Bambini”. Infatti le “Case dei Bambini” rappresentano non solo un progresso sociale, ma un progresso dell’umanità; esse sono collegate strettamente con l’elevazione materna, col progresso della donna, e con la protezione della posterità.

Per Montessori, l’ambiente educativo non era formato soltanto da arredi, materiali e attività, ma comprendeva anche immagini selezionate con attenzione, in grado di parlare alla sensibilità infantile. Above the blackboards are hung attractive pictures, chosen carefully, representing simple scenes in which children would naturally be interested.

Among the pictures in our “Children’s Houses” in Rome we have hung a copy of Raphael’s “Madonna della Seggiola,” and this picture we have chosen as the emblem of the “Children’s Houses.” For indeed, these “Children’s Houses” represent not only social progress, but universal human progress, and are closely related to the elevation of the idea of motherhood, to the progress of woman and to the protection of her offspring.

La maternità e l’umanità nel simbolismo di Raffaello

La Madonna ideata dal divino Raffaello è non solo bella e dolce come una sublime Vergine e madre col suo Bambino adorabile; ma accanto a così perfetto simbolo della maternità viva e reale, sta la figura di Giovanni precursore, che ci presenta nella fresca bellezza di un bambino i duri sacrifici di chi prepara la vita.

In questa lettura, la Madonna rappresenta la maternità, mentre San Giovanni rappresenta l’umanità che si avvicina a essa con rispetto e devozione. In questo modo, il dipinto diventa una rappresentazione della relazione tra la madre, il bambino e la comunità umana che ha il compito di proteggere e accompagnare la crescita.

In this beautiful conception, Raphael has not only shown us the Madonna as a Divine Mother holding in her arms the babe who is greater than she, but by the side of this symbol of all motherhood, he has placed the figure of St. John, who represents humanity. So in Raphael’s picture we see humanity rendering homage to maternity, -maternity, the sublime fact in the definite triumph of humanity.

Il significato attribuito da Montessori alla scena è quindi strettamente connesso alla sua idea di educazione. La Casa dei Bambini non viene presentata soltanto come luogo di istruzione, ma come spazio nel quale la società riconosce il valore dell’infanzia e della maternità.

La scelta della Madonna della Seggiola collegava inoltre il progetto educativo a una concezione più ampia del progresso. La protezione dell’infanzia, l’elevazione della donna e la trasformazione della società erano aspetti inseparabili di un’unica idea di sviluppo umano.

Perché l’immagine parla ai bambini

I fanciullini non potranno comprendere il significato simbolico della Madonna della Seggiola; ma vi vedranno qualcosa di più grande che negli altri quadri raffiguranti madri, padri, nonni e bambini: e lo ravvolgeranno nel loro cuore in un sentimento e aspirazione religiosi.

Questa osservazione mostra la distinzione tra la comprensione intellettuale di un’immagine e la sua ricezione emotiva. Il bambino può non conoscere il significato teologico o storico del dipinto, ma può percepire la vicinanza dei corpi, la protezione della madre, la presenza del bambino e l’atmosfera di affetto.

L’immagine non viene quindi proposta come una lezione da spiegare immediatamente, ma come una presenza nell’ambiente. La sua funzione consiste anche nel creare un’esperienza estetica e affettiva che il bambino può interiorizzare secondo i propri tempi.

La composizione ravvicinata della scena favorisce questa esperienza. La Madonna, Gesù e San Giovannino non sono figure distanti collocate in uno spazio astratto, ma formano un gruppo umano raccolto, nel quale la relazione e la prossimità diventano immediatamente percepibili.

La relazione tra ambiente, sensibilità e interiorizzazione

Maria Montessori attribuiva grande importanza all’ambiente preparato, nel quale ogni elemento doveva essere scelto in rapporto ai bisogni e alla sensibilità del bambino. Le immagini collocate sulle pareti dovevano essere attraenti, comprensibili nella loro presenza concreta e capaci di suscitare interesse.

La Madonna della Seggiola svolgeva una funzione particolare perché univa il valore artistico alla forza del soggetto rappresentato. La scena familiare della madre con il bambino poteva essere avvicinata all’esperienza infantile, mentre la qualità dell’opera introduceva nell’ambiente una presenza di bellezza e di cultura.

La pittura non aveva perciò un ruolo puramente decorativo. In una Casa dei Bambini, la riproduzione di Raffaello poteva contribuire a costruire un ambiente nel quale il bambino incontrava immagini di maternità, cura, umanità e armonia.

Questo modo di intendere l’ambiente è coerente con l’idea montessoriana secondo cui il bambino assorbe dall’ambiente ciò che lo circonda. Le immagini, gli oggetti e le relazioni presenti nella scuola partecipano alla formazione della sensibilità, dell’attenzione e della vita interiore.

La Madonna della Seggiola e la dimensione religiosa

La scelta del dipinto rivela anche la dimensione spirituale del pensiero di Maria Montessori. È una preghiera scritta non da una catechista o da una santa, ma dalla geniale Maria Montessori, laureata in medicina e specializzata in psichiatria, di cui il 6 maggio ricorrono i 70 anni dalla morte.

Della sua passione educativa molto è stato detto, ma non altrettanto della sua profonda fede che l’accompagnò non solo nelle vicende personali, ma che ha irrorato e ispirato molti aspetti del suo metodo. «Una copia del celebre dipinto di Raffaello “La Madonna della Seggiola”, che troneggiava su una parete della prima “Casa dei bambini”, la sua prima scuola, ne divenne il simbolo.

E per la sua grande apertura mentale, Maria pensava che non ci fosse incompatibilità tra il suo approccio razionale e la religione che sua madre le aveva trasmesso. Nelle conferenze e negli scritti, non esita a fare largo uso di esempi tratti dalla Bibbia, dalle vite dei santi e dai Padri della Chiesa. Era una donna profondamente spirituale, abitata dal senso del sacro».

La presenza della Madonna della Seggiola non significa però che il bambino debba ricevere subito una spiegazione dottrinale dell’immagine. Nel pensiero montessoriano, l’esperienza può precedere la spiegazione e l’interiorizzazione può svilupparsi gradualmente.

La Montessori criticava «il metodo tradizionale di insegnare la religione “con le parole”: riteneva infatti che la religione dovesse far parte della vita». Anche perché, come lei stessa scrive, «i bambini sono così capaci di distinguere fra le cose naturali e le cose soprannaturali, che la loro intuizione ci ha fatto pensare ad un periodo sensitivo religioso: la prima età sembra congiunta con Dio come lo sviluppo del corpo è strettamente dipendente dalle leggi naturali che lo stanno trasformando».

La fede del bambino e il “periodo sensitivo religioso”

Secondo questa prospettiva, il bambino non è considerato estraneo alla dimensione religiosa, ma viene visto come capace di accogliere simboli, racconti e valori attraverso esperienze concrete. L’immagine della Madonna con il Bambino può inserirsi in questo processo come una presenza visiva legata alla cura, alla protezione e all’amore.

«Maria Montessori diceva che il bambino è portato naturalmente a conoscere Dio, a partire dall’ambiente che lo circonda. Attraverso i sensi portava i bambini a uno sviluppo, la stessa cosa avviene nella catechesi. Bisogna offrire materiali sensoriali per assorbire questi valori, anche con i diorami (riproduzioni di varie scene in scala ridotta, ndr): così nei bambini scaturisce il contatto con il loro maestro interiore.

Si pongono loro delle domande, si chiede cosa ne pensano, si stimola l’interiorizzazione e autoanalisi senza portarli dove vogliamo noi. Possono esprimere i loro pensieri con disegni o durante il colloquio».

La riproduzione del dipinto può quindi essere osservata senza imporre una sola interpretazione. Il bambino può concentrarsi sui colori, sui volti, sulla posizione dei personaggi o sul gesto con cui la Madonna tiene il Bambino, mentre l’adulto accompagna l’osservazione con discrezione.

Con un atteggiamento costante da adottare: «La pedagogia dell’attesa. Ce l’ha trasmessa Maria Montessori», convinta che i bambini fossero capaci «di distinguere fra le cose naturali e le cose soprannaturali».

Il significato dell’opera nella pedagogia montessoriana

La Madonna della Seggiola riunisce alcuni temi centrali della pedagogia montessoriana: il rispetto per il bambino, l’importanza dell’ambiente, la protezione dell’infanzia, il valore della maternità e la fiducia nei processi interiori di crescita.

La sua collocazione nella Casa dei Bambini rende visibile una concezione dell’educazione nella quale l’infanzia non è un’età da dominare, ma una fase della vita da comprendere e servire. La preghiera montessoriana esprime questa disposizione: «Aiutaci, o Dio, a penetrare nel segreto del bambino, affinché possiamo conoscerlo, amarlo e servirlo secondo le Tue leggi di giustizia e secondo la Tua divina volontà».

L’immagine di Raffaello poteva essere letta anche come una rappresentazione della responsabilità degli adulti. La madre protegge il bambino, San Giovanni osserva e rende omaggio alla maternità, mentre l’ambiente della Casa dei Bambini si propone come luogo di accoglienza e di accompagnamento.

In questo senso, l’opera non è soltanto il simbolo di un sentimento religioso, ma anche il simbolo di una responsabilità sociale. Educare significa riconoscere la dignità dell’infanzia e creare condizioni nelle quali il bambino possa svilupparsi con libertà, sicurezza e rispetto.

La composizione circolare del tondo

La Madonna della Seggiola è un dipinto a forma di tondo, cioè una composizione circolare. In the form of a “tondo” (a circular painting), the artist preserves and emphasizes the curve with his genial adaptation of the figures to the outline of the painting.

And yet, the composition is in no way forced, but on the other hand the figures in following the curve become more closely entwined together. Questa disposizione accentua il senso di vicinanza tra i personaggi e rende il gruppo ancora più raccolto.

This grouping, this closing around the fulcrum of the tondo, coincides with the center of affection, the Christ child, the spiritual center of the picture. Il Bambino costituisce quindi il centro visivo e affettivo della scena, mentre la disposizione degli altri personaggi contribuisce a proteggerlo e a concentrarsi intorno a lui.

La forma circolare rafforza anche l’impressione di continuità e di abbraccio. Le figure sembrano chiudersi intorno al bambino, creando una struttura nella quale la maternità è espressa non soltanto dal gesto della Madonna, ma dall’intera organizzazione dello spazio.

Colori, vicinanza e umanità della scena

Food For Your Soul "Madonna della Seggiola (Madonna of the Chair) This oil-on-panel painting by the Italian renaissance artist Raphael dates from c. 1513-14. It depicts Mary embracing the child Jesus, while the young John the Baptist devoutly watches.

Painted during his Roman period, the warm colors seem to suggest the influence of Titian and Sebastiano del Piombo. The color, in spite of its vividness, has a fusion and warmth which Raphael attains with genial and personal mastery.

Previous works by Raphael show holy and heavenly figures far from the painting and usually showcasing their superiority over other beings. In this painting, however, the audience is to look at the close-up image of the Virgin as though she were a very ordinary woman caring for young children.

Questa vicinanza rende la scena particolarmente adatta a essere accolta in un ambiente destinato ai bambini. La Madonna appare come una madre che tiene il proprio figlio vicino a sé, mentre la presenza di San Giovannino introduce un secondo bambino nella relazione.

La rappresentazione conserva la dimensione sacra, ma la esprime attraverso un gesto quotidiano e immediatamente riconoscibile. Il divino e l’umano non vengono presentati come realtà completamente separate: la maternità, la cura e la tenerezza diventano il punto di accesso alla dimensione spirituale.

Dati essenziali dell’opera

ElementoInformazione
TitoloMadonna con Bambino e San Giovannino, detta Madonna della seggiola
ArtistaRaffaello Sanzio
Datazione1513
TecnicaOlio su tavola
FormaTondo
CollocazioneGalleria Palatina (Firenze)

La storia del dipinto e la sua collocazione

Although Raphael painted this picture in Rome, it soon passed into the Medici collections. It was already there by 1589 and has been in the Pitti Palace since the 18th century.

It was carried off to Paris by the Napoleonic troops in 1799 and brought back to Florence in 1815. La storia della tela comprende quindi il passaggio dalle collezioni medicee alla permanenza nel Palazzo Pitti, l’allontanamento durante le campagne napoleoniche e il ritorno a Firenze.

La collocazione alla Galleria Palatina lega l’opera alla storia artistica di Firenze e alle collezioni della corte medicea. Questo ulteriore elemento aiuta a comprendere perché la riproduzione del dipinto potesse rappresentare, nelle Case dei Bambini, anche un riferimento alla cultura italiana.

La Madonna della Seggiola come immagine della cultura italiana

In addition to this beautiful symbolism, the picture has a value as being one of the greatest works of art of Italy’s greatest artist. And if the day shall come when the “Children’s Houses” shall be established throughout the world, it is our wish that this picture of Raphael’s shall have its place in each of the schools, speaking eloquently of the country in which they originated.

È l’opera del maggiore artista italiano e se un giorno le “Case dei Bambini” si diffondessero nel mondo, il quadro di Raffaello sarebbe a parlare eloquentemente della loro patria d’origine.

La riproduzione dell’opera aveva dunque una doppia funzione. Da un lato rappresentava la maternità e l’umanità; dall’altro ricordava l’origine italiana delle Case dei Bambini e il legame del metodo con la cultura, l’arte e la storia del Paese.

La presenza del quadro nelle scuole montessoriane diffuse nel mondo avrebbe potuto rendere riconoscibile l’identità originaria del movimento educativo. L’immagine di Raffaello avrebbe parlato della patria d’origine senza rinunciare al carattere universale del messaggio.

La fortuna del dipinto nell’arte europea

Jean August Ingres (1780-1867), a French neoclassical painter, greatly admired Raphael and paid tribute to him by including this painting in many of his works, such as in the background of Henry IV playing with his children, on the table in front of the subject in his Portrait of monsieur Rivière, and worked into the carpet in Napoleon I on his Imperial Throne.

La fortuna dell’opera mostra che la Madonna della Seggiola non fu importante soltanto per la pedagogia montessoriana. Il dipinto divenne anche un’immagine riconoscibile nella cultura artistica europea, al punto da essere ripreso e citato in altre composizioni.

Il riferimento a Ingres evidenzia la persistenza dell’ammirazione per Raffaello e la capacità del quadro di funzionare come immagine autonoma, capace di essere inserita in contesti differenti senza perdere il proprio valore simbolico.

La Casa dei Bambini come spazio di protezione

Le Case dei Bambini rappresentano non solo un progresso sociale, ma un progresso dell’umanità; esse sono collegate strettamente con l’elevazione materna, col progresso della donna, e con la protezione della posterità.

Questa definizione colloca la scuola all’interno di un progetto sociale più ampio. La Casa dei Bambini non è soltanto un luogo nel quale il bambino trascorre alcune ore, ma un ambiente connesso alla trasformazione della famiglia, della condizione femminile e della responsabilità collettiva verso le nuove generazioni.

La Madonna della Seggiola rende visibile questo progetto attraverso una scena di protezione. La madre tiene il bambino, il secondo bambino partecipa alla composizione e l’intero gruppo è raccolto in una forma circolare che suggerisce vicinanza e cura.

Il quadro diventa così un riferimento per una pedagogia che considera l’infanzia il centro dell’azione educativa. L’adulto non deve sostituirsi al bambino, ma predisporre un ambiente nel quale il bambino possa crescere e sviluppare le proprie capacità.

La religione come esperienza della vita

Nel pensiero montessoriano, la religione non doveva essere trasmessa soltanto attraverso definizioni e spiegazioni verbali. La Montessori criticava «il metodo tradizionale di insegnare la religione “con le parole”: riteneva infatti che la religione dovesse far parte della vita».

Nel 1922 Maria manifesta il desiderio di creare un Centro cattolico di formazione degli insegnanti e pubblica in Italia I bambini viventi nella Chiesa. Note di educazione religiosa. Nel 1931 vede la luce La vita in Cristo e nel 1932 La Santa messa spiegata ai bambini. I tre volumi, che avevano tutti ricevuto l’imprimatur, costituiscono un metodo di insegnamento religioso.

Così a Roma, dopo la sua morte, l’insegnante montessoriana Gianna Gobbi e la biblista Sofia Cavalletti hanno messo a punto La catechesi del Buon Pastore, rivolta ai bambini a partire dai 3 anni, adottata anche da tanti docenti di religione e di sostegno.

La presenza della Madonna della Seggiola nelle Case dei Bambini si inserisce in questo orientamento: la dimensione spirituale viene accostata attraverso l’ambiente, i simboli, l’esperienza concreta e il rispetto dei tempi interiori del bambino.

Materiali, simboli e apprendimento sensoriale

Come la 67enne Anna Maria Pipoli, per 42 anni maestra di scuola primaria a Foggia. «Maestra» vuole essere definita, anche ora che è in pensione e fa la formatrice montessoriana di altri colleghi: ha sposato il metodo montessoriano anche nelle ore di religione, sperimentando concretamente con materiali bidimensionali e tridimensionali che i bambini apprendono con estrema facilità il linguaggio e il significato delle parabole evangeliche, come la perla preziosa e il seme piantato nella terra, e restano affascinati dalla storia della salvezza, dai simboli presenti nella liturgia.

«I bambini erano sempre attenti e coinvolti, usando i materiali messi a loro disposizione: dalle sagome del pastore con l’ovile e le pecore al cofanetto con la perla preziosa, dal piccolo granello di senape al lievito messo nella farina sul tavolo per fare il pane.

«Siamo chiamati a spargere semi senza indagare e interrogare: nessuna verifica. È il tempo che dice cosa sei riuscita a trasmettere nel profondo, nel cuore del bambino. Siamo come i servi inutili del Vangelo», sottolinea la maestra.

Il rapporto tra materiali concreti e interiorizzazione aiuta a comprendere anche la funzione della riproduzione di Raffaello. Il dipinto è un’immagine bidimensionale, ma può diventare un punto di partenza per l’osservazione, il dialogo, il disegno e la riflessione personale.

Osservare senza imporre una risposta

Si pongono loro delle domande, si chiede cosa ne pensano, si stimola l’interiorizzazione e autoanalisi senza portarli dove vogliamo noi. Possono esprimere i loro pensieri con disegni o durante il colloquio.

Applicata alla Madonna della Seggiola, questa modalità significa lasciare che il bambino descriva ciò che vede prima di ricevere spiegazioni sull’autore, sulla datazione o sul significato religioso. L’adulto può accogliere le osservazioni del bambino e favorire un’attenzione più accurata all’immagine.

Il bambino può notare la vicinanza della Madonna e del Bambino, il volto di San Giovannino, i colori caldi o la forma rotonda del dipinto. Queste osservazioni non devono essere considerate semplici risposte preliminari, perché costituiscono già una forma di incontro con l’opera.

La pedagogia dell’attesa evita di trasformare il quadro in un test. Il valore dell’immagine non dipende dalla capacità del bambino di ripetere il significato stabilito dall’adulto, ma dalla possibilità di costruire progressivamente un rapporto personale con ciò che osserva.

La dimensione universale del simbolo

Maria Montessori described the picture as a symbol of “humanity [St. John] rendering homage to maternity [Madonna].” Questa lettura rende il dipinto comprensibile anche oltre il contesto confessionale specifico, perché richiama una relazione fondamentale tra l’umanità e la maternità.

La maternità viene presentata come una realtà da riconoscere, rispettare e proteggere. San Giovannino, nella lettura montessoriana, non è soltanto un personaggio religioso, ma rappresenta anche l’umanità che si avvicina alla madre e al bambino.

Il simbolo è quindi composto da diversi livelli: la madre, il bambino, l’altro bambino, la comunità e l’ambiente educativo. La Casa dei Bambini diventa il luogo nel quale questi livelli possono incontrarsi in una pratica concreta di cura e di educazione.

Per questo la scelta di Raffaello non era casuale. L’opera univa la bellezza formale alla possibilità di esprimere una visione della società fondata sulla dignità della maternità, sulla protezione dell’infanzia e sulla responsabilità dell’umanità.

La Madonna della Seggiola nella visione montessoriana dell’infanzia

La Montessori non considerava il bambino un adulto incompleto, ma una persona dotata di una propria attività costruttiva. La sua educazione doveva rispettare i ritmi dello sviluppo e offrire condizioni favorevoli alla concentrazione, all’autonomia e alla formazione interiore.

La riproduzione della Madonna della Seggiola era coerente con questo rispetto. L’immagine non imponeva un’attività manuale né richiedeva una prestazione, ma offriva una presenza stabile nell’ambiente, disponibile all’attenzione spontanea del bambino.

La scena poteva essere guardata in momenti diversi e assumere significati differenti in rapporto all’età, all’esperienza e alla sensibilità di ciascun bambino. Il suo valore non dipendeva da una sola spiegazione, ma dalla ricchezza delle associazioni che poteva suscitare.

In questo modo, il quadro partecipava alla costruzione di un ambiente capace di nutrire non soltanto l’intelligenza, ma anche il sentimento, l’immaginazione, il senso estetico e la vita spirituale.

Un’immagine tra arte, educazione e spiritualità

La Madonna della Seggiola occupa un posto particolare nella storia del metodo Montessori perché mette in relazione tre ambiti: l’arte, l’educazione e la spiritualità. Come opera di Raffaello, rappresenta uno dei vertici della pittura italiana; come immagine collocata nella Casa dei Bambini, diventa parte dell’ambiente educativo; come simbolo, richiama la maternità e l’umanità.

La sua funzione non consiste nel sostituire l’esperienza diretta del bambino, ma nell’offrire una presenza che accompagna l’esperienza. Il quadro può essere visto, osservato, ricordato e interiorizzato senza essere ridotto a un semplice oggetto decorativo.

La scelta montessoriana mostra inoltre che un ambiente educativo può contenere immagini culturalmente e spiritualmente significative senza trasformarle necessariamente in strumenti di imposizione. L’educazione può presentare la bellezza, il simbolo e la tradizione lasciando spazio alla libertà interiore del bambino.

La riproduzione di Raffaello, collocata nella Casa dei Bambini, rendeva quindi visibile l’idea che l’educazione dell’infanzia riguardasse l’intera umanità. La maternità rappresentata dalla Madonna, l’infanzia del Bambino e di San Giovannino e la presenza dell’opera d’arte formavano un’immagine unitaria di cura, crescita e speranza.

Maria Montessori (3) - Le case dei bambini

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