Anna Rosaria Toma è stata dirigente scolastica dell’Istituto di Istruzione Superiore Primo Levi di Torino, una scuola tecnica e scientifica situata nel quartiere Mirafiori, in corso Unione Sovietica. Nel suo ruolo ha rappresentato l’istituto in iniziative dedicate alla formazione tecnologica, allo sport, al rapporto tra scuola e territorio, alla partecipazione degli studenti e alla costruzione di una comunità educante.
Il Primo Levi è una scuola nata alla fine degli anni ’70 proprio seguendo la richiesta crescente dell’allora modello economico e in particolare dello sviluppo dell’insutria automobilistica a Torino. E infatti questo istituto sorge a pochi metri dall’ingresso di una delle storiche fabbriche Fiat, oggi Stellantis, ospitando diversi indirizzi tecnici.
Il profilo dell’Istituto Primo Levi
L’istituto ospita diversi percorsi di studio: non solo il liceo scientifico Scienze Applicate, ma anche l’istituto tecnico per Elettronica ed elettrotecnica, e per Informatica e Telecomunicazioni. Rimane la matrice d’origine, quella più tecnica.
E’ una scuola questa “ricchissima di tecnologia e di formazione tecnologica. La lettura della tecnologia e i linguaggi tecnologici oggi sono indispensabili per qualsiasi tipo di lettura trasversale dei progetti formativi”, aggiunge il dirigente scolastico del Primo Levi.
| Ambito | Caratteristiche dell’istituto |
|---|---|
| Collocazione | Quartiere Mirafiori, Torino |
| Indirizzi | Liceo scientifico Scienze Applicate, Elettronica ed elettrotecnica, Informatica e Telecomunicazioni |
| Profilo formativo | Formazione tecnica, scientifica e tecnologica |
| Elemento distintivo | Attenzione a tutto tondo per lo sport |
Anna Rosaria Toma e la centralità dello sport
C’è però una particolarità, che rende il Primo Levi una scuola unica. L’attenzione, a tutto tondo, per lo sport.
Non solo questa è una delle poche sedi in Italia del Liceo Scientifico a Indirizzo sportivo, ma tanti corsi hanno adottato anche la cosiddetta “Curvatura Sportiva” per applicare le più disparate materie a questa disciplina.
“La scelta dello sport è una scelta valoriale - spiega il dirigente scolastico Anna Rosaria Toma - Attraverso lo sport aiutiamo questi studenti atleti a essere performanti sia nell’impegno sportivo sia nell’impegno scolastico. La rivoluzione culturale che vogliamo proporre consiste in questo: eccellenza scolastica e sportiva possono convivere”.
Formazione, tecnologia e consapevolezza personale
Che, appena ricevuta la richiesta di portare il progetto CampBus nel suo istituto, ha detto sì con convinzione: “Il nostro sogno è quello di consegnare ai ragazzi, insieme al diploma, anche l’idea di chi sono, delle loro fragilità, potenzialità e talenti. L’idea di come andare a collocarsi nel mondo.
In questo la tecnologia è fondamentale perché è uno dei linguaggi essenziali per decodificare il reale. CampBus porta l’idea che sulla tecnologia e sui sistemi di comunicazione attuali gli studenti devono accelerare la formazione delle loro competenze“.
Un valore fondamentale anche per i professori: “Ai docenti questo progetto porta l’idea che la tecnologia va velocemente, che i ritmi a cui i docenti sono abituati non sono più compatibili oggi. Devono accelerare nella formazione per stare dietro ai ragazzi e alle sfide del mondo contemporaneo”, conclude Anna Rosaria Toma.
Il progetto CampBus e il laboratorio sul disagio giovanile
Il video realizzato dagli studenti di CampBus dell’Istituto Primo Levi di Torino all’interno del laboratorio di associazione Mirmica.
Galimberti e il disagio giovanile: «Senza futuro, sballottati dalle emozioni»
Nelle scuole italiane sono presenti molte forme di disagio che sono state aggravate dalla pandemia e dalle restrizioni che hanno impedito agli studenti di vivere sino in fondo la propria adolescenza e i rapporti con i propri coetanei.
Di fronte a queste difficoltà si può avere la tentazione di voltare la testa per non guardare il senso di ansia, tristezza, oppressione, vergogna che caratterizza la vita di molti ragazzi.
Tutto il contrario di quello che hanno fatto le ragazze e i ragazzi dell’IIS Primo Levi di Torino che sono partiti invece dalla convinzione che parlarne sia il primo passo per creare un clima accogliente in cui ognuno possa condividere con gli altri le proprie difficoltà senza avere paura del giudizio altrui.
Proprio così, nel confronto, può iniziare un percorso di trasformazione che a volte ci fa scoprire come la gioia fosse già lì, a un metro da noi, e che noi non la riuscivamo a riconoscere perché si confondeva con il contesto delle altre emozioni e sensazioni.
Scritto, realizzato e interpretato da: Norhan Ammar, Michelangelo Delfino, Luca Di Pasquale, Beatrice Fantolino, Lorenzo Ferrone, Lorenzo Flore, Sasha Hubacech, Valentino Lamagna, Leonardo Manganotti, Luigi Qijun Zhang.
All’interno di Campbus Videolab 2021 - LogIn Corriere della Sera Laboratorio a cura di Mirmica.
Grazie a tutta la scuola per la grande disponibilità e supporto ricevuto nella realizzazione del video, in particolare al Dirigente Scolastico Anna Rosaria Toma, al responsabile dell’ufficio tecnico Leonardo Carusillo e al supporto di tutto il personale tecnico e ATA.
Il rapporto tra scuola e territorio
Per costruire una Comunità Educante che accompagni gli studenti nel processo di crescita è necessario tenere in considerazione non solo gli attori del mondo scolastico, ma anche le potenzialità del territorio in cui l’istituto è inserito, in una prospettiva di educazione diffusa.
Il rapporto con il territorio può dunque essere una risorsa importante sia dal punto di vista dei servizi integrati (come i trasporti) sia dal punto di vista delle esperienze che esso può offrire.
La convinzione che anima la volontà di entrare in rete con il territorio è infatti quella per cui il fine della scuola sia favorire l’apprendimento degli studenti nel modo più efficace.
Forse oggi questo significa superare il mero insegnamento frontale e coinvolgere lo studente in esperienze formative e arricchenti.
La condizione di possibilità per la riuscita di un tale progetto educativo è la condivisione di un sistema valoriale fra i diversi attori che vi prendono parte.
Anna Rosaria Toma nella riflessione sulla comunità educante
Torino Scuola Aperta è una rubrica che nasce all’interno del progetto TERRITORI EDUCATIVI, dalla collaborazione tra ACMOS e il MOVI per il progetto Scuole Aperte e Partecipate in rete.
L’obiettivo è quello di accendere i riflettori sul tema scuola anche nella nostra città, Torino.
La Scuola di Quartiere è un’esperienza di scuola aperta e partecipata nata nell’estate del 2020 negli spazi della Circoscrizione 6 ed evoluta nel giugno del 2021 con l’apertura estiva del Liceo Einstein.
Gli obiettivi che hanno mosso l’esperienza sono due: da una parte tornare a occupare lo spazio scolastico in presenza e in sicurezza sottolineando il valore della collettività e delle relazioni, dall’altra costruire spazi di confronto e responsabilizzazione in un momento storico segnato dall’isolamento e dalla paura.
A lungo termine l’ambizione è inevitabilmente più grande: ridiscutere insieme alla comunità scolastica il senso e il ruolo della scuola pubblica mettendo in luce gli aspetti critici e le possibili soluzioni, costruire una sinergia con il territorio affinché la scuola diventi un punto di riferimento non solo per la comunità scolastica ma per tutto il quartiere, generando un luogo in cui gli studenti, le famiglie, le associazioni, i semplici cittadini possano organizzare insieme la vita sociale del territorio.
Il quinto appuntamento della serie era dedicato al ruolo del dirigente scolastico e al rapporto tra istituzione scolastica e territorio.
Ne abbiamo parlato con Anna Rosaria Toma, dirigente scolastico dell’ I.I.S. Primo Levi.
Quanto la scuola è ancora in grado di interrogarsi su quale idea di mondo, di società e di cittadino vuole proporre alle nuove generazioni? E quanto è in grado di farlo dialogando con le altre realtà del territorio, presenti in ogni caso nella quotidianità dei ragazzi?
Il Primo Levi e il quartiere Mirafiori

“Mirafiori dopo il Mito” dà voce all’indagine che ha coinvolto tutti gli abitanti, gli studenti, le realtà produttive presenti e meno conosciute, su cosa rappresenta oggi Mirafiori: come vivono i suoi abitanti, quali sono i modi di fruire il territorio, quali sono gli indicatori economici e sociali, quali i ricordi legati al cambiamento del quartiere e quali le prospettive.
Emerge l’immagine di un quartiere oggi focalizzato alla rigenerazione e alla trasformazione, attraverso la tecnologia, lo sviluppo di una nuova coscienza green, la ricerca, la moltitudine di realtà aggregative e la vivacità delle forme di socialità che rendono vitale e unica questa area della città.
“Mirafiori dopo il Mito” racconta «il miracolo di una storia che continua a dispetto della storia».
La trama che lega l’assetto della Mirafiori di ieri e quella di oggi, quartiere dal nome evocativo di una storia industriale nota, emblematico paradigma di una transizione urbana analoga a quella di altri centri industriali nel mondo, ha come veri protagonisti gli abitanti che quotidianamente tessono i mutamenti.
Al Polo del ‘900 dall’11 al 25 ottobre “Mirafiori dopo il Mito” porta nel centro di Torino un capitolo del racconto della città.
Anna Rosaria Toma nel confronto sul futuro delle nuove generazioni
Venerdì 18 ottobre ore 18.00 TAVOLA ROTONDA “Costruire un futuro possibile per le nuove generazioni”.
L’incontro tra i professionisti che oggi hanno il ruolo educativo dei giovani del quartiere è l’opportunità per fare un bilancio sulle caratteristiche della popolazione dei prossimi 20 anni.
Modera Maria Teresa Martinengo, La Stampa.
Intervengono: Elena Carli, Segretario Generale Fondazione Mirafiori Luca Cordaro, Presidente Cooperativa Mirafiori Emanuela Golzio, Direttore Engim San Luca Paola Merlino, Ass. A.p.E.F. Don Gianmarco Suardi, Parrocchia San Barnaba Anna Rosaria Toma, Dirigente Istituto Primo Levi.
Il progetto di agricoltura fuori suolo
Oggi abbiamo pubblicato l'intervista a ANNA ROSARIA TOMA nell'ambito di DROP CITY.
Ci ha raccontato del progetto di agricoltura fuori suolo che hanno avviato presso l'Istituto Statale di Istruzione Superiore Primo Levi di Torino di cui è stata Dirigente scolastica.
Da alcuni mesi stiamo lavorando al progetto DROP CITY che analizza e valorizza esempi virtuosi di agricoltura fuori suolo.
Le nuove tecnologie di coltivazione fuori suolo, oltre ad adattarsi alla forma della città, hanno numerosi vantaggi in termini ambientali e sociali.
Nel corso del progetto abbiamo intervistato diversi attori qualificati (ricercatori, consulenti, imprenditori e policy maker) e abbiamo chiesto a ciascuno di loro che cosa fosse l’agricoltura fuori suolo, i suoi punti di forza e di debolezza e ci siamo concentrati sulle esperienze realizzate all’interno dei contesti urbani.
Abbiamo domandato se si possa prefigurare un futuro in cui parte del cibo che consumiamo sia prodotto davvero a km0 e quali sono gli ostacoli da affrontare.
La gestione delle emergenze al Primo Levi
Nel febbraio 2022 l’Istituto Primo Levi è stato interessato da una serie di falsi allarmi bomba inviati tramite e-mail anonime.
Quattro falsi allarmi bomba in dieci giorni: il 10, il 18, il 21 e oggi, martedì 22 febbraio 2022, per l'istituto di istruzione superiore Levi di corso Unione Sovietica a Torino.
Tutti sono stati originati da e-mail anonime, scritte in italiano, provenienti però da un sito svizzero, protonmail.com, che serve proprio a rendere anonimi gli invii.
Non ci sono rivendicazioni.
"Siamo stanchi - commenta la dirigente scolastica Anna Rosaria Toma, sentita da TorinoToday - anche perché la procedura è sempre quella di allertare le forze dell'ordine, non si possono assumere iniziative di altra natura.
La procedura prevede che questi messaggi vadano sempre presi in considerazione, con tutto ciò che questo comporta".
La conseguenza è nella quasi totalità delle volte (anche se ieri, quando le e-mail arrivate sono state due, non è accaduto) l'evacuazione dell'edificio, con i ragazzi costretti a rimanere in cortile.
"Nei messaggi si parla di vittime, di luoghi dove sono stati lasciati questi ordigni - spiega ancora la preside -. Ormai, dopo tutti questi episodi, siamo diventati esperti.
Stamattina abbiamo cercato di imbastire l'attività didattica all'aperto con piccoli gruppi, qualcuno ci è riuscito.
Non abbiamo dubbi sul fatto che siano dei ragazzi a inviare le e-mail e che lo scopo sia esclusivamente destabilizzante: creare caos e bloccare l'attività didattica".
Dopo i ripetuti interventi delle forze dell'ordine, la scuola ha presentato denuncia alla polizia postale, che naturalmente sta indagando per risalire all'autore o agli autori delle e-mail.
"Ci siamo anche rivolti all'ufficio legale di questo sito - conclude Toma - anche se al momento il nostro principale obiettivo è tentare di rendere il più possibile ordinata l'attività scolastica.
I ragazzi delle classi quarta e quinta sono quelli più arrabbiati di tutti: stanno perdendo ore di lezione che ritengono fondamentali, come lo sono naturalmente quelle degli altri".
L’evacuazione dell’istituto e il coordinamento con le forze dell’ordine
Evacuato l'istituto Primo Levi di Torino per un allarme bomba che poi si è rivelato falso.
Poco dopo le 10 di oggi, vigili del fuoco e polizia sono intervenuti nella struttura per un presunto allarme bomba.
A farlo scattare, stando alle prime informazioni, sarebbe stata una mail.
Gli agenti delle forze dell'ordine hanno fatto uscire i ragazzi dalla struttura di corso Unione Sovietica 490 e delimitato l'area per procedere con i controlli e la bonifica.
“Immaginiamo non sia niente. Abbiamo ricevuto una comunicazione su cui non voglio dire di più per consentire le operazioni delle forze dell’ordine ma per precauzione questa mattina mi sono sentita di dover chiamare il numero di emergenza perché è un momento congestionato ed è bene essere cauti”, spiega la dirigente del Primo Levi, Anna Rosaria Toma.
Al momento i ragazzi sono ancora fuori “ed è tutto molto tranquillo, gli studenti sono ordinati e divisi per classi mentre dentro I vigili del fuoco stanno facendo un controllo per verificare eventuali elementi di pericolo. Aspettiamo di sapere quando rientrare”.
Le conseguenze degli allarmi sulle attività didattiche
«Abbiamo piazzato molteplici ordigni esplosivi nell’edificio, esploderanno entro le 11,30».
Questo è il frammento di un messaggio, l’ennesimo, recapitato ieri mattina alle mail di vicepresidenza e dirigenti della scuola Primo Levi, in corso Unione Sovietica.
Undici allarmi bomba in un mese, tutti falsi per fortuna.
Fatto sta che dallo scorso 10 febbraio i quasi 1.300 studenti dell’istituto si sono abituati a evacuare le classi, per consentire le operazioni di bonifica di vigili del fuoco e artificieri della polizia.
In Procura è stato aperto un fascicolo d’indagine, ma ora fra gli alunni stessi comincia a prevalere una certa insofferenza per le ripetute interruzioni delle attività.
La preside dell’istituto, Anna Rosaria Toma, ieri al suono della campanella commentava in ufficio la nuova minaccia fake.
«Non è più una ragazzata, parliamo di un concorso di reati diversi. Dietro queste azioni c’è una mente malata, con una grandissima forma di disagio - dice - I falsi allarmi non sono mai stati seguiti da rivendicazioni, non comprendiamo il perché di tutto questo».
All’inizio la minaccia della bomba tirava in ballo i locali interni, poi si è allargata al perimetro dell’ampio cortile.
Nelle ultime settimane gli spazi esterni sono stati svuotati anche dei posti auto.
«Da quel momento gli allarmi hanno riguardato di nuovo gli ambienti interni, questo ci fa pensare che ci siano occhi dentro l’istituto, che vedono cosa succede», dice Toma.
Qui ci sono studenti che conoscono la materia, di certo non studiano per diventare hacker.
Dopo ogni mail di quel tenore, la prassi è obbligata: via al piano di evacuazione degli studenti e attesa in cortile per il tempo necessario alle ricognizioni degli artificieri.
Spesso le classi portano con sé le sedie, per proseguire le lezioni all’aperto.
«Ragazzi e docenti stanno rispondendo con impegno e serietà, la stragrande maggioranza di loro è stufa della situazione».
Oggi pomeriggio si terrà un’assemblea pubblica durante cui il corpo docente e la preside incontreranno i genitori, fra cui serpeggia qualche preoccupazione.
Il mittente degli allarmi bomba cambia ogni volta, utilizza un sito svizzero che rende anonimi i dati di invio.
Nell’istituto ci sono diversi indirizzi didattici, il liceo scientifico e l’istituto tecnico con le specializzazioni in elettronica, ma anche in informatica e telecomunicazioni.
«Ci sono studenti che conoscono la materia, ma di certo qui non studiano per diventare degli hacker», dice la preside Toma.
Le reazioni degli studenti
Anche fra gli studenti si percepisce un certo malcontento.
«Stamattina l’allarme è partito intorno alle 9, abbiamo potuto rientrare in classe soltanto alle 10,30 - dice Stefanel - Ormai ce lo aspettiamo ogni giorno, stiamo saltando troppe ore di lezione».
Un problema per tanti ragazzi.
«L’altro giorno avevamo due ore per preparare la verifica di matematica, ma almeno quaranta minuti sono volati via così, dopo l’ennesimo allarme - commenta Alex - Prima poteva essere un divertimento, adesso è una scocciatura».
A detta degli studenti, negli ultimi due mesi non sono mancati nemmeno gli attacchi hacker: in un caso sono stati rubati dati dei professori, in un altro sono stati modificati i voti scolastici di cinque classi.
La dirigente scolastica e la responsabilità educativa
Il dirigente scolastico Anna Rosaria Toma: "Il nostro sogno è consegnare ai ragazzi insieme al diploma anche l’idea di chi sono, delle loro potenzialità".
La scuola non viene presentata soltanto come luogo di trasmissione delle conoscenze, ma anche come spazio in cui gli studenti possono riconoscere le proprie fragilità, potenzialità e talenti.
Il progetto formativo del Primo Levi unisce la preparazione tecnica, l’uso consapevole della tecnologia, la pratica sportiva e il confronto con il territorio.
In questa prospettiva, il ruolo di Anna Rosaria Toma si lega alle diverse dimensioni dell’istituto: la direzione scolastica, la promozione dell’innovazione didattica, il sostegno alla partecipazione degli studenti, la collaborazione con le realtà territoriali e la gestione delle situazioni di emergenza.