La Madonna delle Vipere è una cappella situata in località Sponda, sul sentiero per Fela e Chiarone. In origine si chiamava Cappella del Boschetto, mentre la denominazione “delle vipere” è posteriore e potrebbe essere stata introdotta dai villeggianti, poiché ancora oggi la zona è considerata caratterizzata dalla presenza di questi rettili.
La cappella è dedicata a Sant’Antonio, raffigurato su un lato, e custodiva fino agli anni ’90 una statua lignea della Madonna che schiaccia un serpente. La statua, scolpita da un certo “Almin di Michèe”, è ora conservata nella Chiesa Parrocchiale.

La cappella e la tradizione religiosa
Alla Cappella del Boschetto, diventata in seguito Madonna delle Vipere, si recava in processione tutta la popolazione durante i periodi di siccità, “tòo l’acqua”, e ci si fermava durante le Rogazioni.
La presenza della raffigurazione mariana nell’atto di schiacciare un serpente collega la devozione locale a un’immagine religiosa tradizionalmente associata alla protezione dal male e dai pericoli. Nella cappella è inoltre raffigurato Sant’Antonio, a cui l’edificio è dedicato.
La Cappella è stata restaurata dal Gruppo alpini di Malesco, che ha anche commissionato al pittore Mattei di S. Maria Maggiore una nuova raffigurazione.
La Madonna delle Vipere a Oltre il Colle
Un’altra cappella denominata Madonna delle Vipere si trova a Oltre il Colle, in Alta Val Serina. La passeggiata raggiunge la cappella partendo dal rione Grimoldo e attraversando un ambiente boschivo con brevi tratti su strada e sentiero.
Dal rione Grimoldo si prende Via Vanini e dopo pochi passi si trova l’indicazione per la Madonna del Buon Consiglio, che si raggiunge dopo aver attraversato un ponticello e percorso un tratto nel fresco del bosco, in circa 10 minuti.
La cappella, in ottimo stato, si trova in una radura circondata da alberi. Si ritorna poi sui propri passi fino a Via Vanini e si svolta a sinistra per proseguire lungo la via che a Ca’ Palasì si trasforma in sentiero e dopo pochi minuti conduce alla Madonna delle Vipere.

Anche questa cappella è molto ben tenuta, con aiuole fiorite e panchine per fare una sosta. La passeggiata continua nel bosco su un sentiero ora un poco più stretto fino ad arrivare a un bivio in un piccolo spiazzo.
Al bivio si prende a destra in salita e, quando si esce dal bosco, si arriva ad una bella casa; sulla sinistra, un po’ più in alto, si trova il particolare grande toro di legno. A questo punto si prende la sterrata che scende dolcemente portando alla Chiesa di Grimoldo e quindi al punto di partenza.
Dati essenziali dell’escursione
| Voce | Dato |
|---|---|
| Data | 24/07/2022 |
| Partenza | Oltre il Colle |
| Punto intermedio | Madonna delle Vipere |
| Quota massima | circa 1100 m |
| Dislivello in salita | circa 120 m |
| Sviluppo totale | 5 km circa, semi-anello |
| Difficoltà | T |
| Tempo impiegato | 1:15 circa, escluse soste |
| Parcheggio | ampia disponibilità di parcheggi a Oltre il Colle nel Piazzale degli Alpini |
Perché le vipere hanno dato il nome alla cappella
I serpenti sono tra gli animali più temuti dall’uomo e nella regione mediterranea le vipere sono, giustamente, considerate pericolose per le conseguenze del loro morso. La vipera comune, Vipera aspis, non è un animale aggressivo e attacca l’uomo solo se disturbata o calpestata.
Il veleno viene iniettato tramite due denti ed è sufficiente ad uccidere, in breve tempo, i piccoli animali di cui si nutre. Per un uomo il tempo d’azione del veleno è di 3-6 ore e quindi lo sfortunato, o meglio sbadato, escursionista ha tutto il tempo di fasciare e immobilizzare la zona, per poi recarsi nel più vicino ospedale.
L’azione del veleno sull’uomo è raramente mortale e dipende dalle condizioni del morsicato, dalla zona interessata e dalla quantità di veleno inoculata, ma generalmente non è sufficiente per uccidere una persona. Un eccessivo allarmismo è da condannare perché può essere più dannoso del morso del rettile.
Come riconoscere la vipera comune
Potremmo essere certi di trovarci davanti ad una vipera comune se osserviamo il muso distintamente rivolto all’insù, la testa subtriangolare e appiattita, la coda tozza e tronca e l’occhio con iride giallastra e pupilla verticale, come fosse una fessura.
La vipera comune adulta ha una lunghezza media di circa 60 cm, mentre la lunghezza massima registrata in Italia è di 82 cm. Il corpo è tozzo e la coda corta.
La colorazione e i disegni del corpo sono molto variabili: superiormente può presentarsi da grigia a giallastra, da nera a rossastra, con disegni trasversali variamente sviluppati; inferiormente può essere da nera a giallastra, con gola biancastra e coda con apice normalmente giallo o rosso.
Questa variabilità nella colorazione, a cui si deve la differenziazione in varie sottospecie, sembra legata all’habitat, all’età e alla stagione. La variabilità dei disegni dorsali della Vipera aspis ha dato origine alla classificazione di una serie di sottospecie.
Distribuzione e sottospecie
Le popolazioni elbane sono morfologicamente simili a quelle presenti nel resto della Toscana e dell’Italia centro settentrionale e vengono ascritte alla sottospecie Vipera aspis francisciredi.
Si tratta quindi di una discendenza della popolazione originaria giunta sull’isola nel Quaternario, quando esisteva ancora il collegamento con il continente.
La vipera di Montecristo si differenzia per alcuni caratteri morfologici ed osteologici e viene uguagliata alla Vipera aspis hugyi presente nell’Italia meridionale e nella Sicilia. La sua presenza è quindi spiegabile solamente ipotizzandone l’introduzione operata da parte dell’uomo in epoca storica.
La leggenda narra che i Cartaginesi solevano scagliare i rettili a bordo delle navi nemiche, prima dell’abbordaggio.
Habitat e periodo di attività
I luoghi preferiti da questi serpenti sono gli spazi aperti e assolati con scarsa vegetazione, come sassaie e muretti.
Da ottobre ai primi giorni di marzo le vipere, da sole o con altri rettili e anfibi, si rifugiano in tane sotterranee, fessure del terreno o muri a secco ed entrano in uno stato di latenza, isolate dall’esterno quanto basta per impedire alla temperatura di scendere sotto la soglia tollerabile.
Il fatto di essere un animale a sangue freddo rende la vipera dipendente dalle temperature esterne. La temperatura minima che può sopportare è di -2°C ed è capace di muoversi solo se la temperatura esterna è compresa tra i 5°C e i 37°C.
La vipera necessita comunque di una temperatura di almeno 15°C per attivare la digestione delle prede ingerite. È questa dipendenza dalla temperatura esterna che determina in generale il comportamento dei serpenti.
Alimentazione e ruolo nell’ecosistema
La vipera comune si nutre principalmente di piccoli roditori, come topi e arvicole, e di lucertole e contribuisce attivamente nell’impedire un’esplosione demografica di questi animali.
Ha bisogno di mangiare un pasto delle dimensioni di una piccola preda, da 7 a 25 g, ogni 4-12 giorni.
Il veleno, con cui uccide le sue prede, viene inoculato tramite due denti superiori canalicolati ed in connessione con la ghiandola del veleno, che a riposo tiene ripiegati nel palato.
Riproduzione e ciclo vitale
Ad aprile-maggio si hanno gli accoppiamenti. Il maschio riconosce la presenza di femmine riproduttive da speciali stimoli olfattivi e dopo combattimenti ritualizzati con altri esemplari dello stesso sesso inizia la fase di accoppiamento, che dura circa 2-3 ore.
I maschi escono dai rifugi invernali in media 15 giorni prima delle femmine; entrambi cercano un luogo soleggiato e passano alcuni giorni a riscaldarsi ai raggi solari.
Si tratta di una specie vivipara e le femmine partoriscono mediamente 4-9 piccoli, con valori estremi di 2-20, del peso di circa 9 g e lunghi 12-22 cm.
I piccoli nascono da metà agosto a ottobre, dopo 3-4 mesi di gestazione, e sono perfettamente autosufficienti. La madre dopo il parto o cerca un rifugio per l’inverno oppure, se le condizioni climatiche sono favorevoli, si prepara a un secondo periodo di accoppiamento autunnale.
I piccoli di vipera già alla nascita hanno un apparato velenifero funzionante ed un veleno più attivo di quello degli adulti e dopo aver compiuto la prima muta cercano un luogo adatto in cui svernare.
Una vipera comune adulta effettua nell’arco di un anno 2-3 mute e non di rado capita di imbattersi nella pelle abbandonata di questo o di altri serpenti.
La vipera comune allo stato naturale vive in media 8-9 anni, ma può arrivare anche a 25 se tenuta in cattività. Raggiunge la maturità sessuale dopo il quarto anno il maschio ed al terzo-quarto anno la femmina.
Predatori e rapporto con l’uomo
La vipera comune non sembra avere predatori abituali, ma occasionalmente può essere il pasto di carnivori come la martora, il cinghiale e il riccio, o di alcuni uccelli, tra cui corvi, aquile e fagiani.
L’uomo costituisce il suo nemico più temuto, infatti, reputando questi serpenti pericolosi non esita ad ucciderli quando li incontra.
Ne sa qualcosa la biscia dal collare, Natrix natrix, presente anche all’isola d’Elba, che anche se innocua e non mordace assomiglia talmente alla vipera da essere spesso confusa e per questo uccisa.
Un altro Sentiero delle Vipere: Monte Altissimo di Nago
Il nome Sentiero delle Vipere indica anche un facile percorso attrezzato sul Monte Altissimo di Nago, una delle appendici settentrionali del Monte Baldo che si spingono verso il Trentino.
La dorsale del Monte Baldo si frappone con asse nord-est - sud-ovest fra il Lago di Garda e il solco del Fiume Adige. È un gruppo montuoso piuttosto articolato che culmina ai 2218 m della Cima Valdritta, in territorio veneto.
Il colore dominante è sicuramente il verde, quello che con tonalità diverse dipinge estesi boschi e praterie alpine, luoghi in cui prosperano le innumerevoli specie botaniche che hanno reso famoso questa montagna ai botanici di tutto il mondo.
Il Monte Altissimo di Nago ne è una delle appendici settentrionali che si spingono verso il Trentino, altura facilmente raggiungibile seguendo una strada bianca che deposita direttamente al rifugio di vetta.

Accesso al sentiero
L’abitato di San Valentino si raggiunge da Avio, uscita del casello autostradale Ala-Avio, risalendo tutta la valle del Torrente Aviana. La strada, sempre comoda e larga, supera un importante salto ascensionale che dalla Val d’Adige porta alla zona in cui si dipartono più percorsi.
Il punto di partenza può essere comodamente raggiunto anche da Brentonico, con uscita autostradale Rovereto Sud consigliata. Poco prima del paese si trova uno slargo con area picnic e cartelli, su cui si può lasciare l’auto.
Caratteristiche del percorso attrezzato
Seguire le indicazioni per il Sentiero delle Vipere, segnavia 650, risalendo un breve e ripido tratto su bosco di faggio.
In circa 10-15 minuti si giunge alla prima tabella che indica il sentiero attrezzato. Qui, con il supporto di un paio di serie di staffe e di una corda fissa, si vince un breve e facile salto roccioso di qualche metro.
Un terzo e sempre facile punto attrezzato fa guadagnare altri metri, fino a una cengia che si sposta verso destra, faccia a valle, per alcune centinaia di metri.
La vegetazione nasconde in parte l’esposizione; occorre fare attenzione, anche se la traccia è sempre comoda e la corda fornisce un’ottima sicurezza. A maggio e giugno, proprio qui, si possono ammirare delle splendide fioriture di peonia.
Dalla Malga Bes alla vetta
Al termine di questo lungo traverso, delle ripide svolte portano all’uscita della paretina, presso dei muri a secco che contornano la splendida e verde conca della Malga Bes, a 1507 m.
Fin qui occorrono circa 50 minuti. Aggirando il lato orientale della Corna Piana, in modesta salita si raggiunge, in circa 30 minuti, il Rifugio Graziani, a 1638 m, alla Bocca di Creer, raggiungibile anche in auto e classico punto di partenza per la salita al Monte Altissimo di Nago.
Non resta ora che seguire la comoda stradina, segnavia 633, che con ampie svolte risale tutto il versante orientale della montagna e raggiunge il Rifugio Damiano Chiesa, in 3.10 h totali.
Una comoda scorciatoia a metà percorso consente di accorciare il cammino. L’ambiente è superbo, specie a inizio estate, quando i mille colori dei fiori sembrano voler giocare con l’azzurro intenso delle acque del Garda che via via si materializza oltre i pendii appena risaliti.
Dal rifugio è imperdibile la salita alla vicinissima vetta, da cui si potranno ammirare, oltre il lago, i ghiacciai dell’Adamello e le architetture rocciose delle Dolomiti di Brenta.
Si tratta di un panorama di ampio respiro, guadagnato senza eccessive fatiche. Il ritorno consigliato è per la via di salita, anche se sono possibili alcune varianti che però allungherebbero non di poco il cammino.
Dati dell’itinerario sul Monte Altissimo
| Voce | Dato |
|---|---|
| Partenza | San Valentino, 1329 m |
| Arrivo | Monte Altissimo di Nago, 2078 m |
| Lunghezza | 13,6 km, andata e ritorno |
| Dislivello | +845 m |
| Durata | 4.40 h, andata e ritorno |
| Difficoltà | EEA |
| Punto d’appoggio | Rifugio Damiano Chiesa |
Lago di Garda: Monte Altissimo di Nago e sentiero delle Vipere
Come comportarsi in presenza di una vipera
La vipera comune non è un animale aggressivo e attacca l’uomo solo se disturbata o calpestata. Per questo è importante non avvicinarsi, non tentare di catturarla e non cercare di ucciderla.
Un eccessivo allarmismo può essere più dannoso del morso del rettile. In caso di morso, il tempo d’azione del veleno per un uomo è di 3-6 ore e lo sfortunato, o meglio sbadato, escursionista ha tutto il tempo di fasciare e immobilizzare la zona, per poi recarsi nel più vicino ospedale.