Il Giubileo dei Detenuti si è svolto dal 12 al 14 dicembre 2025 a Roma, con la partecipazione di detenuti, familiari, operatori penitenziari, volontari, rappresentanti del Ministero della Giustizia e dell’Amministrazione Penitenziaria. Tra le delegazioni presenti alla celebrazione nella Basilica di San Pietro figuravano anche rappresentanze dagli istituti penitenziari per adulti di Brescia, Teramo, Pescara, Rieti, Varese e Forlì.
Da venerdì 12 a domenica 14 dicembre si è tenuto a Roma l’ultimo grande evento dell’Anno Santo, il Giubileo dei detenuti. L’evento, al quale sono iscritti circa 6000 pellegrini, è rivolto ai reclusi, con i loro famigliari, agli operatori delle carceri, alla polizia e all’amministrazione penitenziaria.

Il Giubileo dei Detenuti nel contesto dell’Anno Santo
Iniziato ufficialmente con l’apertura della porta santa della basilica di San Pietro il 24 dicembre 2024, il Giubileo 2025 è il ventisettesimo giubileo universale ordinario della storia della Chiesa e il secondo giubileo inaugurato da Papa Francesco dopo quello straordinario del 2015. L’intero periodo giubilare è caratterizzato da un ricco calendario di eventi religiosi, culturali e sociali: oltre alle celebrazioni e ai rituali rivolti a tutti i fedeli, l’Anno Santo è scandito da diversi “giubilei” dedicati a diverse categorie di persone, individuate in base a specifiche professioni o al loro ruolo all’interno della famiglia, della Chiesa e della società.
Ognuno di essi prevede momenti di confronto e di spiritualità, con una messa conclusiva celebrata dal papa o da un suo delegato. Per coinvolgere tutta la popolazione carceraria nel Giubileo della Speranza, la prima porta santa aperta da Papa Francesco dopo quella di San Pietro è stata nel carcere di Rebibbia.
L’ultimo evento tematico dell’anno giubilare è dedicato proprio ai detenuti: una giornata di preghiera e solidarietà a cui sono invitati a partecipare non solo i carcerati ma anche i loro familiari, il personale carcerario e i volontari che lavorano all’interno del sistema penitenziario. Il Giubileo dei Detenuti si svolge domenica 14 dicembre.
La presenza del carcere di Pescara
Per la Santa Messa di Papa Leone XIV nella Basilica di San Pietro, sono presenti anche delegazioni dalla Casa circondariale Rebibbia Nuovo Complesso, dalla Casa circondariale di Rebibbia femminile e dall’Istituto penale minorile di Casal del Marmo di Roma. E poi rappresentanze dagli istituti penitenziari per adulti di Brescia, Teramo, Pescara, Rieti, Varese, Forlì e dal minorile Ferrante Aporti di Torino.
I gruppi presenti Al Giubileo saranno presenti anche rappresentanti dalla Casa Circondariale Rebibbia Nuovo Complesso, dalla Casa Circondariale di Rebibbia femminile e dall’Istituto penale minorile di Casal del Marmo di Roma, da carceri di Brescia, Teramo, Pescara, Rieti, Varese, Forlì, dal carcere minorile San Vittore di Torino.
Inoltre, arriveranno a Roma delegazioni di pellegrini organizzate dalla Pastorale penitenziaria del Portogallo, dalle diocesi spagnole di Barcellona, Siviglia, Asidonia-Jerez, Merida-Badajoz, Valencia, Cordoba, da Malta, dal Cile, e un gruppo di 500 pellegrini sarà accompagnato dall’Ispettorato Generale dei Cappellani delle carceri italiane.
Partecipanti e dimensione internazionale
Sono arrivati a Roma da tutto il mondo per l’ultimo grande evento giubilare, il Giubileo dei Detenuti. Detenuti, familiari di detenuti, ma anche operatori presenti nelle carceri, insieme a personale del Ministero della Giustizia, dell’Amministrazione Penitenziaria e del Corpo di polizia penitenziaria.
Migliaia di persone che, in veste di pellegrini, provengono da circa 90 Paesi, tra cui Spagna, Portogallo, Regno Unito, Polonia, Germania, Indonesia, Messico, Madagascar, Brasile, Colombia, Stati Uniti, Guinea Bissau, Filippine, Taiwan, Australia. Oltre, ovviamente, agli italiani.
Saranno anche presenti gruppi di volontari che fanno servizio nei penitenziari, come il Coordinamento enti e associazioni di volontariato penitenziario ODV (SEAC) e l'Associazione Giovanni XXIII. In più prenderanno parte all’evento anche alcune autorità italiane del Ministero della Giustizia e del Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria italiana.
Il programma del 12 dicembre
La tre giorni giubilare avrà inizio venerdì 12 dicembre, con il Convegno dal titolo "Il diritto alla speranza nel cinquantennale dell'Ordinamento Penitenziario, nell'anno del Giubileo della Speranza e nel triduo del Giubileo dei Detenuti", che si terrà dalle ore 9.00 alle ore 18.00 presso l’ Università LUMSA di Roma.
| Orario | Iniziativa | Luogo |
|---|---|---|
| 09.00-18.00 | Convegno "Il diritto alla speranza nel cinquantennale dell'Ordinamento Penitenziario, nell'anno del Giubileo della Speranza e nel triduo del Giubileo dei Detenuti" | Università LUMSA di Roma |
| 17.00 | Accoglienza | Fraterna Domus di Sacrofano |
| 18.50 | Ascolto del podcast “Il rapporto tra Papa Francesco e il Mondo del Carcere” | Cappella della Fraterna Domus |
| 19.00 | Celebrazione Eucaristica | Fraterna Domus di Sacrofano |
| 21.00 | Incontro di riflessione sul volume “I Volti della Povertà in Carcere” | Fraterna Domus di Sacrofano |
Venerdì 12 e sabato 13 dicembre, poi, presso la Fraterna Domus di Sacrofano (via Sacrofanese, 25), si terranno due giornate di studio, preghiera e confronto a cura dell’Ispettorato Generale dei Cappellani delle Carceri Italiane.
La giornata presso Fraterna Domus di Sacrofano, in Via Sacrofanese n.25 - Roma, è curata dall’Ispettorato Generale dei Cappellani delle Carceri Italiane. Alle 17.00 è prevista l’accoglienza.
Alle 18.50, in Cappella, prima della Celebrazione, è previsto l’ascolto del Podcast Radio Vaticana a cura della dott.ssa Roberta Barbi: “Il rapporto tra Papa Francesco e il Mondo del Carcere”. Alle 19.00 si tiene la Celebrazione Eucaristica presieduta da Sua Ecc.za Rev.ma Mons. Gian Franco Saba, Ordinario Militare per l’Italia e da Sua Ecc.za Rev.ma Mons. Carlo Roberto Maria Redaelli, Vescovo di Gorizia.
Alle 21.00 è previsto l’incontro di riflessione sul Volume “I Volti della Povertà in Carcere”.
Il programma del 13 dicembre
| Orario | Iniziativa |
|---|---|
| 09.00-12.30 | Saluti, interventi, preghiera per la pace e testimonianze |
| 15.30-17.00 | “Papa Francesco e i fratelli carcerati” a cura di TV 2000 e testimonianza sulla giustizia riparativa |
| 17.00-18.30 | Momento festa animato dalla corale del R.N.S. |
| 19.00 | Adorazione Eucaristica |
Sabato 13 dicembre, presso la Fraterna Domus di Sacrofano, è previsto il saluto e l’intervento del Dott. Stefano Carmine Di Michele, Capo Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria. Il programma comprende inoltre la preghiera per la pace con testimonianze, guidata da Mons. Marco Gnavi, Parroco di Santa Maria in Trastevere Roma.
La mattinata prevede anche i saluti del Sen. Andrea Ostellari, Sottosegretario di Stato al Ministero della Giustizia, del Dott. Stefano Carmine Di Michele, Capo Dipartimento dell'Amministrazione Penitenziaria, della Dott.ssa Irma Conti, Componente del Collegio del Garante Nazionale dei Detenuti.
È prevista una testimonianza sulla giustizia riparativa di una vittima e di un detenuto. Nel pomeriggio, dalle 15.30 alle 17.00, si tiene l’incontro “Papa Francesco e i fratelli carcerati” a cura di TV 2000, con una testimonianza sulla Giustizia Riparativa.
Dalle 17.00 alle 18.30 è previsto un momento festa animato dalla corale del R.N.S. La giornata si conclude alle 19.00 con l’Adorazione Eucaristica.
ROMA, il PAPA con i detenuti. Applausi, baci all'anello e l'urlo: "Libertà! Libertà
La celebrazione del 14 dicembre
Domenica 14 dicembre, alle ore 10, Leone XIV celebrerà la Messa nella Basilica di San Pietro. Alle 9 è possibile effettuare il pellegrinaggio alla porta santa della basilica di San Pietro mentre alle 10 il pontefice presiede alla celebrazione della Santa Messa nella basilica di San Pietro.
Il programma della domenica prevede alle 8.30 il pellegrinaggio alla Porta Santa di S. Pietro e alle 10.00 la Santa Messa presieduta dal Santo Padre nella Basilica di S. Pietro.
Gli eventi si concluderanno domenica pomeriggio, alle ore 13.30 presso l’Auditorium Conciliazione, con la Commedia musicale "Oltre le grate", a cura di CGS Life. L’ingresso è libero fino a esaurimento posti.
| Orario | Iniziativa | Luogo |
|---|---|---|
| 08.30 | Pellegrinaggio alla Porta Santa | Basilica di San Pietro |
| 10.00 | Santa Messa presieduta dal Santo Padre | Basilica di San Pietro |
| 13.30 | Commedia musicale “Oltre le grate” | Auditorium della Conciliazione |
Le iniziative collegate alla pastorale carceraria
Nell'ambito di questo giubileo, sono state organizzate diverse iniziative. Il Dicastero per il Servizio dello Sviluppo Umano Integrale (DSSUI) ha promosso i “Giochi della Speranza” organizzati dalla Fondazione Giovanni Paolo II per lo sport, dal Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria (DAP) e dalla rete di magistrati “Sport e Legalità”.
I Giochi della Speranza sono pensati per essere una "piccola olimpiade in carcere”. L’evento sportivo coinvolge detenuti, polizia penitenziaria, magistrati e rappresentanti della società civile che si sfidano in diverse discipline sportive.
A Roma la prima edizione si è tenuta “al maschile” il 13 giugno 2025, mentre la seconda edizione avrebbe dovuto svolgersi il 12 dicembre nel carcere femminile di Rebibbia, ma è stata rinviata.
A questo riguardo, Sr Alessandra Smerilli FMA, segretario del DSSUI, ha affermato che "per chi vive la detenzione, lo sport assume un valore importante perché educa al rispetto, alla disciplina, al lavoro di squadra; aiuta a riconoscere i propri limiti ed a scoprire nuove energie. In carcere lo sport non è solo movimento: è un’esperienza di libertà possibile, di relazione, di fiducia restituita”.
Ricordando il tema del Giubileo 2025, Sr Alessandra ha aggiunto che "al centro di tutto rimane la speranza: la speranza di qualcuno che attende oltre le mura, la speranza di una conversione interiore che spesso anticipa la liberazione esterna. La speranza di chi sceglie di rialzarsi”.
Infine, la Fondazione Giovanni Paolo II per lo sport ha spiegato che l’iniziativa “Giochi della Speranza” vorrebbe creare “un modello replicabile anche in altri istituti di pena, per permettere anche alle persone recluse di vivere in armonia e serenità questo momento di gioco ma soprattutto per valorizzare sempre di più lo sport come strumento di crescita personale e reinserimento sociale dei detenuti”.
Convegni, cultura e giustizia riparativa
Sono state inoltre realizzate iniziative di riflessione. Il 19 novembre 2025 si è tenuto presso l'Università Europea di Roma il convegno dal titolo: “La funzione rieducativa della pena e il valore dello sport nel trattamento penitenziario” per offrire “un momento di riflessione condivisa sui principi della giustizia, del recupero e della dignità della persona, inserendosi nel cammino dell’Anno Giubilare come espressione della missione formativa e sociale dell’Università”.
Mentre che il 12 dicembre si è tenuto il Congresso "Il diritto alla speranza nel cinquantennale dell'Ordinamento Penitenziario, nell'anno del Giubileo della Speranza e nel triduo del Giubileo dei Detenuti" nell’Università LUMSA di Roma. D'altra parte, il 14 dicembre c'è stata la Commedia musicale “Oltre le grate” presso l’Auditorium Conciliazione, a pochi passi da Piazza San Pietro.
I simboli realizzati negli istituti penitenziari
L’impegno dell’intera Amministrazione penitenziaria per il Giubileo dei Detenuti non si esaurisce con le persone che presenziano alla celebrazione di domenica. Ma è testimoniato anche da diversi e importanti simboli di fede con i quali dagli istituti penitenziari hanno voluto manifestare la volontà di esserci comunque.
Ecco quindi che le ostie per la celebrazione provengono dalla Fondazione Casa dello Spirito e delle Arti attraverso il progetto “Il senso del Pane”, che dal 2016 coinvolge più di 300 detenuti ogni anno nella creazione di ostie destinate a oltre 15mila diocesi italiane e straniere, congregazioni religiose, parrocchie, monasteri e realtà cristiane.
Quelle che consacrate durante l’Eucaristia del Giubileo dei Detenuti arrivano dai laboratori eucaristici degli istituti penitenziari milanesi di Opera, San Vittore e Bollate. Le ostie per la celebrazione saranno donate dalla Fondazione Casa dello Spirito e delle Arti attraverso il progetto "Il senso del Pane".
Un grande crocifisso di cartapesta é stato collocato non lontano dall’Altare per essere benedetto dal Pontefice nel corso della Santa Messa. È opera di Gennaro, un detenuto della Casa circondariale di Tolmezzo non nuovo a creazioni di questa natura, fra le quali una rappresentante Papa Francesco che, venutone a conoscenza, gli aveva personalmente indirizzato una lettera di ringraziamento.
Lo ha realizzato pressando e modellando 186 quotidiani, 36 cartoncini cilindrici interni ai rotoli di carta assorbente e di carta igienica, le strisce in microfibra di uno straccio per la pulizia del pavimento e un lenzuolo.
Le delegazioni della pastorale carceraria internazionale
In Germania la pastorale carceraria tedesca ha raccolto nel libro intitolato “Pilgrims of hope in prison: painting life in new colour” i contributi di speranza, sotto forma di dipinti, poesie, canzoni e scritti, delle donne detenute in Germania.
Il libro è stato donato a Papa Leone XIV, in occasione dell’udienza generale del 10 dicembre, dal Presidente dell’Associazione della Pastorale Carceraria tedesca, il Sig. Andreas Bär, dalla Responsabile delle Relazioni Internazionali, la Sig.ra Doris Schäfer, e dal Vescovo Ausiliare emerito di Würzburg, S. E. Mons. Ulrich Boom.
In aggiunta, la pastorale carceraria dell’India è rappresentata a Roma nei giorni giubilari da una delegazione della pastorale carceraria dell’India (Prison Ministry India) composta da Fr Francis Kodiyan MCBS, Fr Varghese Karipperi, Sr Amalorpava Lourdu Mary Arokiyasami e Prof Frank Edmung John Bernard.
Di recente si è tenuta a New Delhi, la Prison Ministry India Jubilee Convention che si è conclusa con un appello a restituire nuovamente dignità e speranza ai detenuti.
Al Giubileo dei detenuti partecipa anche l’International Commission for Catholic Prisoners Pastoral Care (ICCPCC) International Commission of Catholic Prison Pastoral Care - ICCPPC con il Presidente, Canon Brian Gowans, con il Segretario Generale ad interim, la Sig.ra Doris Schäfer e il membro dell’Executive Board Fr. Elie Nasr dal Libano.
Desiderano omaggiare il Santo Padre con un libro contenente articoli e scritti redatti dai cappellani delle carceri, pubblicato in occasione del 70° anniversario di ICCPPC.
Infine, la responsabile della pastorale carceraria del Brasile, Suor Petra Pfaller, è presente a Roma per il Giubileo con il desiderio profondo di portare al Santo Padre il saluto delle donne nelle carceri dell’America Latina ed il loro grido di sofferenza.
La conclusione del Giubileo e il richiamo alle condizioni carcerarie
Si è concluso in Vaticano il Giubileo dei detenuti. È l’ultimo grande evento dell’anno dell’anno santo. In 6000 arrivati da 90 paesi del mondo, hanno pregato con Papa Leone e hanno attraversato la porta Santa.
Delegazioni anche dal carcere femminile di Rebibbia, dal minorile di Casal del Marmo e dalla Casa Circondariale di Rieti. ll Papa ha ricordato l’apertura della porta Santa di Rebibbia voluta da Francesco e ha parlato di amnistia e condono della pena e di sovraffollamento.
L’appello del Papa al giubileo dei detenuti ci richiama, ancora una volta, all’urgenza di un impegno collettivo verso forme di amnistia e di indulto in grado di restituire ai detenuti condizioni di vita dignitose.
Anche una delegazione dell’Osservatorio carcere ha preso parte a questo momento di riflessione dedicato ai circa 12 milioni di incarcerati nel mondo e, ancor prima, ai circa 64.000 detenuti, costretti, in Italia, a vivere in condizioni di grave sofferenza.
Forte la tensione e la preoccupazione per le drammatiche notizie di morte, abbandono, degrado e disperazione che ogni giorno giungono dai penitenziari. Anche in questa occasione, facendo proprio l’auspicio del suo predecessore espresso alla fine dello scorso anno in occasione della bolla di indizione giubilare, il Papa ha richiamato i governanti delle nazioni, Italia in primis, a una immediata adozione di “forme di amnistia o di condono della pena volte ad aiutare le persone a recuperare fiducia in sé stesse e nella società” e ad offrire a tutti reali “opportunità di reinserimento”.
Oggi più di ieri, con un carcere gravato da tanti “problemi da affrontare… Pensiamo al sovraffollamento, all’impegno ancora insufficiente di garantire programmi educativi stabili di recupero e opportunità di lavoro”, il Papa chiede a tutti di adottare il linguaggio della carità e dell’amore e invita la politica e la comunità tutta a sentimenti di solidarietà e di inclusione perché “una sola è la cosa importante, che nessuno vada perduto”.
Parole preziose che si scontrano con una concezione imperante che sembra volere gli Istituti di pena sempre più distanti dal consesso sociale, sempre più luoghi di segregazione che di effettiva restituzione.