Desiderio desideravi: la Lettera apostolica di papa Francesco sulla formazione liturgica del Popolo di Dio

La Lettera apostolica Desiderio desideravi, indirizzata da papa Francesco a vescovi, presbiteri, diaconi, persone consacrate e fedeli laici, propone alcune riflessioni sulla Liturgia, dimensione fondamentale per la vita della Chiesa. Il suo scopo è invitare tutta la Chiesa a riscoprire, custodire e vivere la verità e la forza della celebrazione cristiana attraverso una seria e vitale formazione liturgica.

Il documento non intende trattare la questione liturgica in modo esaustivo, ma offre alcuni spunti per contemplare la bellezza e la verità del celebrare cristiano. La formazione liturgica viene presentata come un compito dell’intero Popolo di Dio e come un intreccio tra carità, catechesi e liturgia, capace di collocare quest’ultima alla base di ogni processo di evangelizzazione.

Che cos’è la Lettera apostolica Desiderio desideravi

Desiderio desideravi è la Lettera Apostolica del Santo Padre Francesco sulla formazione liturgica del Popolo di Dio. Il testo è stato indirizzato ai vescovi, ai presbiteri e ai diaconi, alle persone consacrate e ai fedeli laici.

La Lettera Apostolica del Santo Padre Desiderio Desideravi offre le indicazioni per rilanciare il compito della formazione liturgica di tutta la Chiesa, in un intreccio tra carità, catechesi e liturgia che collochi quest’ultima alla base di ogni processo di evangelizzazione. Papa Francesco condivide con tutti i fedeli “alcune riflessioni sulla Liturgia, dimensione fondamentale per la vita della Chiesa”.

Il Papa stesso definisce queste riflessioni come “spunti per contemplare la bellezza e la verità del celebrare cristiano”. Il tema è molto vasto e merita un’attenta considerazione in ogni suo aspetto: tuttavia, con questo scritto non intendo trattare la questione in modo esaustivo.

Il significato del titolo

Il titolo Desiderio desideravi riprende le prime due parole nella loro versione latina del versetto del Vangelo di Luca «Ho tanto desiderato mangiare questa Pasqua con voi, prima della mia passione» (22,15).

Si apre così il racconto dell’Ultima cena, alla quale i discepoli sono andati attratti dalla volontà ardente che Gesù aveva di condividere la Pasqua con loro. Ancora oggi non tutti lo sanno, ma ognuno è invitato a questo banchetto, espressione del Suo infinito desiderio di stabilire una comunione con ogni individuo.

Come i discepoli, chi va a messa lo fa perché è attirato dal suo desiderio di noi, che va ricambiato arrendendosi al Suo amore. Il titolo richiama dunque il desiderio di Cristo di celebrare la Pasqua con i suoi discepoli e orienta la riflessione verso il mistero dell’incontro tra Dio e l’uomo nella Liturgia.

La Liturgia come luogo dell’incontro con Cristo

L’incontro con Dio è un dono fatto agli uomini e come tale appartiene a tutti i fedeli che in Lui si riuniscono: luogo di questo incontro - ribadisce Francesco - è la Liturgia. La fede cristiana o è incontro con Lui vivo o non è.

Se la Risurrezione fosse per noi un concetto, un’idea, un pensiero; se il Risorto fosse per noi il ricordo del ricordo di altri, per quanto autorevoli come gli Apostoli, se non venisse data anche a noi la possibilità di un incontro vero con Lui, sarebbe come dichiarare esaurita la novità del Verbo fatto carne.

Invece, l’incarnazione oltre ad essere l’unico evento nuovo che la storia conosca, è anche il metodo che la Santissima Trinità ha scelto per aprire a noi la via della comunione. La Liturgia ci garantisce la possibilità di tale incontro.

A noi non serve un vago ricordo dell’ultima Cena: noi abbiamo bisogno di essere presenti a quella Cena, di poter ascoltare la sua voce, mangiare il suo Corpo e bere il suo Sangue: abbiamo bisogno di Lui.

Assemblea cristiana durante la celebrazione eucaristica

La celebrazione cristiana e il mistero pasquale

La Lettera invita a vivere la Liturgia davvero come un’esperienza spirituale e a leggere le parole di Papa Francesco come una meditazione che contribuisce alla crescita della nostra vita cristiana. Al centro della celebrazione si trova lo stupore per il mistero pasquale, parte essenziale dell’atto liturgico.

I ministri ordinati hanno quindi il compito di prendere per mano i fedeli battezzati e iniziarli allo “stupore per il mistero pasquale: parte essenziale dell’atto liturgico”, alla “meraviglia per il fatto che il piano salvifico di Dio ci è stato rivelato”.

La celebrazione cristiana non è quindi riducibile a un’idea, a una spiegazione o a un ricordo. Essa rende possibile una partecipazione reale all’evento pasquale e apre alla comunione con Cristo vivo.

Il rapporto con il Concilio Vaticano II

Nella lettera apostolica molti sono i riferimenti alla Sacrosanctum Concilium, la costituzione sulla sacra liturgia emanata dal Concilio Vaticano II. Il Papa afferma che dobbiamo a esso, e al movimento che l’ha preceduto, la riscoperta della comprensione teologica della liturgia e della sua importanza nella vita della Chiesa.

Egli invita a riscoprire continuamente la ricchezza dei principi esposti nel documento conciliare, anche per non tornare alla precedente forma rituale che è stata riformata sotto la guida dello Spirito e secondo la loro coscienza di pastori.

Il riferimento al Concilio Vaticano II mostra che la formazione liturgica non consiste soltanto nell’apprendere le norme della celebrazione, ma richiede una comprensione teologica della Liturgia e del suo ruolo nella vita della Chiesa.

Riscoprire, custodire e vivere la celebrazione

«Con questa lettera vorrei semplicemente invitare tutta la Chiesa a riscoprire, custodire e vivere la verità e la forza della celebrazione cristiana. Vorrei che la bellezza del celebrare cristiano e delle sue necessarie conseguenze nella vita della Chiesa non venisse deturpata da una superficiale e riduttiva comprensione del suo valore o, ancor peggio, da una sua strumentalizzazione a servizio di una qualche visione ideologica, qualunque essa sia.

La preghiera sacerdotale di Gesù nell’ultima Cena perché tutti siano una cosa sola (Gv 17,21) giudica ogni nostra divisione attorno al Pane spezzato, sacramento di pietà, segno di unità, vincolo di carità».

La Liturgia è così presentata come dono comune e come spazio nel quale la Chiesa è chiamata a vivere l’unità. La celebrazione non può essere ridotta a uno strumento per sostenere una visione ideologica, perché la sua verità rimanda al mistero di Cristo e alla comunione ecclesiale.

La necessità della formazione liturgica

Papa Francesco invita tutta la Chiesa a intraprendere seri cammini di formazione liturgica che conducano l’uomo contemporaneo a divenire nuovamente capace del simbolo. Per viverla e comprenderla appieno è necessario “una seria e vitale formazione liturgica”.

Infatti, «la post-modernità (…) è ancora gravata dalla pesante eredità che l’epoca precedente ci ha lasciato, fatta di individualismo e soggettivismo (…) come pure di uno spiritualismo astratto che contraddice la natura stessa dell’uomo, spirito incarnato e, quindi, in se stesso capace di azione e di comprensione simbolica» (Desiderio Desideravi, 28).

È importante, quindi, attivare percorsi di formazione liturgica, non solo basati sulla spiegazione, ma capaci di tenere in considerazione la natura della liturgia, il suo essere azione simbolico rituale.

La capacità di comprendere il simbolo

L’uomo moderno… ha perso la capacità di confrontarsi con l’agire simbolico che è tratto essenziale dell’atto liturgico. La formazione liturgica deve quindi aiutare a riconoscere il valore dei gesti, delle parole, dei silenzi, dei segni e dei ritmi propri della celebrazione.

La Liturgia coinvolge la persona nella sua interezza, perché l’uomo è spirito incarnato, capace di azione e di comprensione simbolica. Per questo la formazione non può limitarsi a una trasmissione teorica o a una spiegazione esterna dei riti.

Formazione, iniziazione e vita cristiana

La settimana liturgica di Camaldoli si propone di approfondire la questione della formazione liturgica da una molteplicità di prospettive, nell’orizzonte della Desiderio Desideravi: il punto di vista della storia, l’ars celebrandi, le potenzialità della liturgia stessa nell’ambito della formazione cristiana, e il ruolo che la formazione liturgica occupa nell’iniziazione cristiana, nei seminari e nelle case religiose.

La formazione liturgica riguarda dunque l’intero cammino cristiano: l’iniziazione alla fede, la preparazione dei ministri ordinati, la vita consacrata e la partecipazione dei fedeli laici. Essa accompagna la crescita della vita cristiana e contribuisce a rendere la celebrazione una reale esperienza spirituale.

Il ruolo dei ministri ordinati

I ministri ordinati hanno il compito di prendere per mano i fedeli battezzati e iniziarli allo stupore per il mistero pasquale e alla meraviglia per il fatto che il piano salvifico di Dio ci è stato rivelato.

Questo compito riguarda in modo particolare i presbiteri, chiamati a presiedere l’Eucaristia. È sembrato particolarmente significativo offrire ai presbiteri, chiamati a presiedere l’Eucaristia, questo percorso perché possa diventare cammino di formazione nel ministero e proposta pastorale.

La formazione di chi presiede la celebrazione non riguarda soltanto la corretta esecuzione dei riti, ma anche la capacità di accompagnare l’assemblea nel mistero celebrato e di custodire la bellezza della Liturgia.

La Liturgia nella vita della Chiesa

La Liturgia è una dimensione fondamentale per la vita della Chiesa. Essa non costituisce un ambito separato dalla catechesi, dalla carità e dall’evangelizzazione, ma si intreccia con esse e può collocarsi alla base di ogni processo di evangelizzazione.

La centralità della liturgia per la vita cristiana richiede quindi cammini di formazione liturgica capaci di collegare la celebrazione alla vita concreta dei fedeli. La celebrazione cristiana manifesta la comunione e orienta l’esistenza alla partecipazione al mistero di Cristo.

La preghiera sacerdotale di Gesù nell’ultima Cena perché tutti siano una cosa sola giudica ogni nostra divisione attorno al Pane spezzato, sacramento di pietà, segno di unità, vincolo di carità. La Liturgia richiama così la Chiesa alla comunione e alla carità.

Le meditazioni di mons. Vittorio Francesco Viola

Mons. Vittorio Francesco Viola è Segretario del Dicastero per il Culto Divino e la Disciplina dei Sacramenti. A lui è stato chiesto di accompagnare la lettura meditata della Lettera Apostolica Desiderio Desideravi sulla formazione liturgica del popolo di Dio del 29 giugno 2022.

In cinque “puntate”, sui numeri 2-6 della Rivista di spiritualità pastorale Presbyteri del 2024, mons. Viola ha permesso di entrare nel contenuto e soprattutto nello spirito della Lettera, invitando a vivere la Liturgia davvero come un’esperienza spirituale e a leggere le parole di Papa Francesco come una meditazione che contribuisce alla crescita della nostra vita cristiana.

È stato pensato di raccogliere queste meditazioni per permettere di poterle riprendere tutte insieme e coglierne la ricchezza e i molti stimoli. Il percorso è rivolto in modo particolare ai presbiteri e può diventare un cammino di formazione nel ministero e una proposta pastorale.

Struttura e contenuti essenziali

ElementoContenuto
TitoloDesiderio desideravi
AutoreFranciscus <papa>
Data29 giugno 2022
TemaLa formazione liturgica del Popolo di Dio
DestinatariVescovi, presbiteri, diaconi, persone consacrate e fedeli laici
Riferimento biblico«Ho tanto desiderato mangiare questa Pasqua con voi» (Lc 22,15)
Riferimento conciliareSacrosanctum Concilium
Numero citatoDesiderio Desideravi, 28

Un testo per contemplare la bellezza del celebrare cristiano

Offrire alcuni spunti di riflessione per contemplare la bellezza e la verità del celebrare cristiano: è questo lo scopo dell’ultima lettera apostolica che Papa Francesco ha indirizzato a vescovi, presbiteri, diaconi, persone consacrate e fedeli laici e che ha come tema la formazione liturgica del popolo di Dio.

La Lettera propone una riflessione sulla Liturgia nella vita della Chiesa e di ogni singolo credente. Il suo intento è accompagnare la Chiesa verso una comprensione più profonda della celebrazione cristiana, della sua forza e delle sue conseguenze nella vita ecclesiale.

La Liturgia non è un semplice ricordo dell’ultima Cena, ma la possibilità di essere presenti a quella Cena, di ascoltare la voce di Cristo, di mangiare il suo Corpo e di bere il suo Sangue. In essa la fede cristiana può essere vissuta come incontro con Lui vivo.

Una breve spiegazione della "Desiderio desideravi"

La formazione liturgica proposta da Desiderio desideravi nasce quindi dal desiderio di Cristo, conduce all’incontro con il Risorto, riconosce nella Liturgia il luogo della comunione e orienta l’intera Chiesa a riscoprire, custodire e vivere la verità e la forza della celebrazione cristiana.

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