Forma Urbis dei Mercati di Traiano

«Forma Urbis» è una pubblicazione dedicata ai Mercati di Traiano, al Museo dei Fori Imperiali, agli interventi di restauro, alle indagini archeologiche, al Giardino delle Milizie, ai materiali di deposito della Basilica Ulpia, alle mostre e alla didattica. L’edizione del 2014 appartiene alla collana «Forma Urbis - Itinerari nascosti di Roma Antica» ed è pubblicata da Editorial Service System - ESS - Roma.

Il tema si inserisce nella storia del Foro di Traiano e del complesso dei Mercati Traianei, uno dei principali organismi monumentali della Roma imperiale, oggi sede del Museo dei Fori Imperiali. La pubblicazione documenta il rapporto tra conoscenza archeologica, conservazione, restauro, valorizzazione museale e comunicazione del patrimonio.

La pubblicazione «Forma Urbis»

di Aa.Vv. Anno Edizione: 2014 Collana/Rivista: Forma Urbis - Itinerari nascosti di Roma Antica - ISSN 1720-8840 Casa Editrice: Editorial Service System - ESS - Roma Argomento: Archeologia e tutela del patrimonio archeologico - Saggi e Ricerche.

La pubblicazione contiene il contributo «I Mercati di Traiano e il Museo dei Fori Imperiali: un esempio di buone prassi tutto italiano» di Lucrezia Ungaro, con contributi di Massimo Vitti e Marina Milella; con l’apporto - ne «Il museo va in città» - di Stefano Marotti e Alessia Trasatti.

  • «Il cantiere di restauro della parte inferiore dei Mercati di Traiano e le nuove scoperte scientifiche sul cantiere traianeo» di Massimo Vitti.
  • «Il Giardino delle Milizie e le strutture del convento di Santa Caterina» di Massimo Vitti.
  • «I materiali di deposito della Basilica Ulpia: dietro le quinte del lavoro degli archeologi» di Marina Milella.
  • «Le mostre e la didattica» di Maria Paola Del Moro.

Il Foro di Traiano e il complesso dei Mercati

Il Foro di Traiano, l’ultimo e il più grande dei fori di Roma, fu costruito tra il 107 ed il 113 d.C. e per far posto al grande complesso, fu addirittura tagliato il colle che univa il Campidoglio e il Quirinale, aprendo un varco verso il Campo Marzio.

Il foro si articolava in una piazza di forma rettangolare con il lato adiacente al Foro di Augusto curvilineo, e gli altri rettilinei e al centro la statua equestre dell’imperatore Traiano; sui lati lunghi l’area era inquadrata da due grandi esedre semicircolari, ad imitazione di quelle del foro augusteo.

Da questo complesso si accedeva verso nord alla Basilica Ulpia, destinata a funzioni di pubblica utilità quali processi, mercati ecc., e da questa si accedeva in seguito alle due sale simmetriche della biblioteca greca e della biblioteca latina, contenenti i volumina con testi filosofici, letterari ed artistici.

Le due biblioteche inquadravano la celebre Colonna Traiana, monumento funerario dell’imperatore, l’unico di Roma perfettamente conservato.

Planimetria del Foro di Traiano

Il progetto complessivo del Foro di Traiano e anche i cosiddetti Mercati Traianei furono realizzati con molta probabilità dal grande architetto siriano Apollodoro di Damasco.

I Mercati costituiscono un prezioso gioiello incastonato sul colle Quirinale che testimonia i fasti della Roma imperiale e che aveva molteplici funzioni, prima tra tutte essere il punto nevralgico della vita politica, amministrativa e commerciale durante il regno dell’imperatore Traiano.

Il grande edificio, composto da un insieme di tabernae destinate al commercio al dettaglio, era stato edificato per volere dell’architetto proprio accanto alla piazza del foro, tra questa e la Via Biberatica.

Dal monumento antico al Museo dei Fori Imperiali

Nel 2007, dopo circa tre anni di lavori e ristrutturazioni sono stati riaperti al pubblico i Mercati di Traiano, divenendo sede del Museo dei Fori Imperiali.

Questa iniziativa affonda le radici negli anni Trenta del secolo scorso quando fu avviata una campagna di reintegro delle strutture danneggiate, condotta utilizzando anche materiali originali.

Le indagini archeologiche avviate grazie ai finanziamenti del Giubileo del Duemila, hanno dato come risultato un cospicuo incremento delle conoscenze scientifiche, ma ha anche reso più difficoltosa la percezione delle antiche piazze forensi.

Ed è proprio per questa ragione che è stata avanzata l’idea di dar vita ad un museo dedicato all'apparato decorativo e scultoreo dei Fori, attraverso un percorso espositivo che mira a restituire la visione finale originale del complesso.

Il progetto museale si è posto l’obiettivo primario di ricostruire i motivi architettonici tenendo a mente il principio fondamentale della reversibilità degli interventi e degli allestimenti, nel rispetto delle parti originali e in previsione di future acquisizioni di nuovi frammenti.

Il cantiere di restauro

La visita si propone di valorizzare e rendere comprensibili gli importanti interventi di restauro avviati a partire dal febbraio 2004 con l'adeguamento statico e antisismico del monumento in previsione dell'apertura nel 2007 come sede museale.

Illustrerà inoltre gli attuali interventi, funzionali alla prossima apertura di tutto il complesso fino al piano del Foro di Traiano, e ad una nuova sezione dedicata all'allestimento della collezione di anfore Dressel.

Il cantiere di restauro della parte inferiore dei Mercati di Traiano costituisce uno dei nuclei scientifici della pubblicazione, insieme alle nuove scoperte sul cantiere traianeo.

Gli studi sui problemi conservativi e sulle opere strutturali hanno riguardato anche la Grande Aula dei Mercati di Traiano e l’incremento della sicurezza sismica del complesso.

Il Giardino delle Milizie e il convento di Santa Caterina

Un contributo specifico è dedicato al Giardino delle Milizie e alle strutture del convento di Santa Caterina.

Gli interventi di restauro e le indagini archeologiche nel Giardino delle Milizie hanno ampliato la conoscenza delle trasformazioni del complesso e dei rapporti tra le strutture antiche e le presenze di età post-classica.

Il Giardino delle Milizie rappresenta quindi un settore nel quale la lettura archeologica comprende stratificazioni differenti e mette in relazione il monumento romano con le successive trasformazioni urbane e conventuali.

I materiali di deposito della Basilica Ulpia

«I materiali di deposito della Basilica Ulpia: dietro le quinte del lavoro degli archeologi» presenta il lavoro archeologico svolto sui reperti conservati nei depositi.

La documentazione dei materiali di deposito consente di seguire una fase spesso non immediatamente visibile al pubblico: la selezione, lo studio, la catalogazione e l’interpretazione dei reperti provenienti dal complesso dei Fori Imperiali.

La Basilica Ulpia, destinata a funzioni di pubblica utilità quali processi, mercati ecc., costituisce uno dei principali contesti monumentali collegati al Foro di Traiano.

Mostre, didattica e comunicazione

La pubblicazione comprende inoltre un contributo sulle mostre e sulla didattica, con particolare attenzione alle modalità attraverso le quali il museo rende comprensibili l’architettura, la decorazione e la storia dei Fori Imperiali.

Il Museo dei Fori Imperiali è stato concepito come uno spazio nel quale frammenti, ricostruzioni, integrazioni e apparati di comunicazione concorrono alla comprensione di complessi antichi ormai privi della loro configurazione originaria.

Il progetto di esposizione dei Fori Imperiali si fonda sul rapporto tra le ragioni della conservazione e quelle della fruizione, mantenendo distinta la materia originale dalle integrazioni necessarie alla leggibilità.

La comunicazione museale permette di collegare i reperti alle architetture dalle quali provengono e di ricomporre, attraverso un percorso di studio e di ricostruzione, l’immagine dei monumenti antichi.

Allestimento del Museo dei Fori Imperiali

La Forma Urbis severiana

La pianta marmorea, o Forma Urbis severiana, è una grande planimetria di Roma antica incisa su lastre di marmo tra il 203 e il 211 d.C.

Era esposta sulla parete di un’aula nel Foro della Pace che fu in seguito inglobata dal complesso dei SS. Cosma e Damiano, che si è conservata in tutta la sua altezza ed è ancora oggi visibile a chi percorre via dei Fori Imperiali.

Lo studio delle tracce presenti sulla parete ha consentito di ricostruire ingombro e dimensioni della Forma Urbis: la pianta era incisa su 150 lastre di marmo applicate alla parete con perni di ferro ed occupava 18 x 13 m circa.

ElementoDato
Periodo di incisionetra il 203 e il 211 d.C.
Numero di lastre150 lastre di marmo
Dimensioni complessive18 x 13 m circa
Supportoparete di un’aula nel Foro della Pace
Fissaggioperni di ferro

Allestito all’interno dell’Ex Palestra della Gioventù Italiana del Littorio, il Museo della Forma Urbis custodisce i frammenti superstiti di una grande planimetria di Roma incisa su 150 lastre di marmo tra il 203 e il 211 d.C., originariamente esposta sulla parete di un’aula nel Tempio della Pace, in seguito inglobata nel complesso dei SS. Cosma e Damiano.

Si tratta di uno dei più rari documenti giunto a noi dall’antichità, che restituisce un panorama unico del paesaggio urbano di Roma antica.

Nella sua integrità, su di una superficie di 18x13m circa erano rappresentati almeno 13.550.000 m2 di città attraverso una moltitudine di sottili incisioni che raffiguravano le planimetrie degli edifici di Roma, a una scala media di circa 1:240.

Considerata la posizione, la difficile leggibilità e la generale assenza di dettagli, è probabile che la pianta marmorea avesse, più che una finalità pratica, una funzione di propaganda e di celebrazione del potere, fornendo all’osservatore una visione generale della città e dei suoi grandiosi monumenti, le cui sagome erano facilmente individuabili anche grazie all’uso del colore.

Anche se rinvenuti a centinaia, a partire dal 1562 e fino ai pezzi scoperti più di recente, i frammenti della Forma Urbis costituiscono circa un decimo della pianta originale, in uno stato di conservazione che varia da piccole schegge a settori di lastra con interi quartieri, case, portici, templi e botteghe.

Solamente per circa 200 frammenti circa è stato finora possibile raggiungere un’identificazione e un’ideale collocazione sulla topografia moderna.

Il nuovo allestimento della Forma Urbis

A distanza di un secolo dall’ultima sistemazione complessiva degli originali nel Giardino del Palazzo dei Conservatori, tra il 1903 e il 1924, il nuovo allestimento del Museo della Forma Urbis restituisce la pianta marmorea a una piena fruizione tanto per la comunità scientifica quanto per i visitatori, con un progetto espositivo mirante a favorire la leggibilità di un documento che per ingombro e condizioni frammentarie poco si presta a una comprensione immediata.

Negli spazi interni dell’edificio museale, sui pavimenti delle sale sono collocati i frammenti della Forma Urbis, sovrapposti, come base planimetrica, alla Pianta Grande di Giovanni Battista Nolli del 1748.

I visitatori possono così effettuare un vero e proprio viaggio nella città antica, apprezzando i particolari delle planimetrie con una visione il più possibile ravvicinata e zenitale.

Frammenti della Forma Urbis sul pavimento

Il frammento relativo alla lastra 31

Un nuovo prezioso tassello va a incastonarsi nel vasto e complesso mosaico che racconta la topografia della Roma antica.

Si tratta di un frammento della Forma Urbis severiana, la grande planimetria di Roma antica incisa su lastre di marmo tra il 203 e il 211 d.C che rimarrà in esposizione all'Ara Pacis fino al 17 marzo.

Il nuovo frammento è stato rinvenuto durante i lavori che hanno interessato, negli anni scorsi, l’interno del Palazzo Maffei Marescotti, un edificio extraterritoriale di proprietà della Santa Sede situato in Via della Pigna.

Il tassello “vaticano” consente ora una più esaustiva lettura della topografia antica dell’area dell’odierno Ghetto e del Teatro Marcello.

La Forma Urbis severiana è da secoli parte integrante delle collezioni capitoline; la ricomposizione dei contesti storico-archeologici è ritenuta di estrema importanza dalle due istituzioni (Musei Capitolini e Musei Vaticani).

Il nuovo frammento costituisce un apporto prezioso per la ricostruzione della storia topografica di Roma antica la quale, nonostante i numerosi frammenti disponibili, non può dirsi ancora risolta in modo definitivo e ogni nuovo elemento contribuisce ad arricchire il quadro d’insieme con ulteriori, significativi dettagli, utili ad accrescere la conoscenza della civiltà millenaria che si è sviluppata sulle sponde del Tevere.

La ricollocazione di questo frammento nel suo contesto di origine si inserisce in un più ampio progetto in atto volto a sciogliere il nodo della sistemazione espositiva della pianta marmorea.

Da sempre il principale problema di musealizzare la Forma Urbis è costituito dalla sua stessa mole: un numero altissimo di frammenti, la grande maggioranza dei quali non posizionabili sulla pianta cittadina.

Un problema di spazio, quindi, che potrà risolversi nell’ambito del progetto, da anni in atto, di riqualificare la centralissima area del Celio.

La lastra 31 e il Circo Flaminio

Il nuovo frammento è relativo alla lastra 31 della Forma, che rappresenta l’odierna area del Ghetto, uno dei settori monumentali della città antica, dominato dal Circo Flaminio, edificato nel 220 a.C., per ospitare i ludi plebei, e sul quale si affacciavano numerosi importanti monumenti pubblici.

Tra questi sono ancora oggi noti e visibili il portico di Ottavia e il teatro di Marcello.

Oltre che una sezione del teatro, il nuovo frammento vaticano reca un’iscrizione che completa la dicitura Circus Flaminius, agganciandosi come il pezzo di un grande puzzle ai frammenti già noti e scoperti nel 1562.

Frammento della Forma Urbis con Circus Flaminius

Bibliografia sui Mercati di Traiano

Per una bibliografia esaustiva sui Mercati di Traiano, si vedano le abbreviazioni bibliografiche in BCom CIV (2003), pp. 373-376. Qui di seguito è riportata la bibliografia dei contributi più significativi e posteriori al 2003.

  • AA.VV., I luoghi del consenso imperiale. Il foro di Augusto. Il foro di Traiano. Introduzione storico-topografica, Roma 1995, pp. 125-165.
  • AA.VV., Mercati di Traiano: restauri, funzionalizzazione, studio del complesso. Note preliminari, in BCom CI, 2000, pp. 303-317.
  • AA.VV. I Mercati di Traiano alla luce dei recenti restauri e delle indagini archeologiche, (Giornata di studio presso l’Istituto Archeologico Germanico di Roma), in BCom CIV 2003 (2005), pp. 183-376.
  • M. Bianchini, I Mercati di Traiano, in BdArch 8, marzo-aprile 1991, pp.103-121.
  • M. Bianchini, Mercati Traianei. La destinazione d’uso, in BdArch, 16-18, 1992, pp. 145-163.
  • L. Lancaster, Building Trajan’s Markets 2: the Costruction Process, in AJA, 104, 4, 2000, pp. 755-785.
  • R. Meneghini, Roma- Mercati di Traiano: ricerche nell’area della Torre delle Milizie. Rapporto preliminare, in ArchMed XVII, 1990. pp. 419-433.
  • R. Meneghini, Il Foro e i Mercati di Traiano, Roma 1995.
  • L. Ungaro, Scoprimento dell’emiciclo del Foro di Traiano (1926-1934), in L. Cardilli (a cura di), Gli anni del Governatorato (1926-1944) - Interventi urbanistici scoperte archeologiche arredo urbano restauri, Roma, 1995, pp. 34-46, 197.
  • L. Ungaro, I Mercati di Traiano: elementi per una rilettura del monumento, in G. Calcani et al. (a cura di), Tra Damasco e Roma. L’architettura di Apollodoro nella cultura classica, Roma, 2001, pp. 56-90.
  • L. Ungaro, M.P. Del Moro (a cura di), I Mercati di Traiano a Roma. Dal monumento antico al Museo dei Fori Imperiali, catalogo della mostra, Roma 2006.
  • L. Ungaro, M. Vitti, Sulle pavimentazioni dei Mercati di Traiano, in Atti dell'VIII Colloquio AISCOM (Firenze, 21-23 febbraio 2001) (a cura di F. Guidobaldi, A. Paribeni), Ravenna, 2001, pp. 393-414.
  • L. Ungaro, M. Vitti, I Mercati di Traiano affrontano il nuovo millennio, in Forma Urbis Anno XII, n. 2, febbraio 2007, 4-15.
  • L. Ungaro, M. Vitti, Interventi di restauro e indagini archeologiche ne “Giardino delle Milizie” , in Forma Urbis Anno XII, n.7/8, luglio-agosto 2007, pp. 9-20.
  • L. Ungaro, M.P. Del Moro, M. Vitti (a cura di), I Mercati di Traiano restituiti. Studi e restauri 2005-2007, Roma 2010.
  • G. Croci, A. Viskovc, A. Bozzetti, L. Ungaro, M. Vitti, "The Trajan Markets and their Great Hall - The conservation problems and the structural intervention for the improvement of the seismic safety", in D’Ayala & Fodde (a cura di), Structural Analysis of Historic Construction, London 2008, pp. 1445-53.
  • L. Lancaster, "Building Trajan's Markets", AJA, vol.102, No. 2 (Apr. 1998), pp. 283-308.
  • L. Ungaro, M. Vitti, E. Speranza, "The great hall of the Trajan Markets throughout the centuries", in D’Ayala & Fodde (a cura di), Structural Analysis of Historic Construction, London 2008, pp. 1509-17.

Bibliografia sui Fori Imperiali

  • E. La Rocca, I Fori Imperiali, Roma 1995.
  • S. Rizzo, Il progetto Fori Imperiali, in S. Baiani, M. Ghilardi (a cura di), Crypta Balbi - Fori Imperiali, Archeologia urbana a Roma e interventi di restauro nell’anno del Grande Giubileo, Roma 2000, pp. 62-78.
  • R. Santangeli Valenzani, I Fori Imperiali in età post-classica: i Fori di Cesare, Nerva e Pace, in S. Baiani, M. Ghilardi (a cura di), Crypta Balbi - Fori Imperiali, Archeologia urbana a Roma e interventi di restauro nell’anno del Grande Giubileo, Roma 2000, pp. 79-82.
  • R. Meneghini, I Fori Imperiali in età post-classica: i Fori di Augusto e di Traiano, in S. Baiani, M. Ghilardi (a cura di), Crypta Balbi - Fori Imperiali, Archeologia urbana a Roma e interventi di restauro nell’anno del Grande Giubileo, Roma 2000, pp. 83-89.
  • M. Ghilardi, I Fori Imperiali in età moderna, in S. Baiani, M. Ghilardi (a cura di), Crypta Balbi - Fori Imperiali, Archeologia urbana a Roma e interventi di restauro nell’anno del Grande Giubileo, Roma 2000, pp. 90-97.
  • P. Giusberti, L’area archeologica centrale di Roma. I Fori Imperiali: oltre lo scavo, in S. Baiani, M. Ghilardi (a cura di), Crypta Balbi - Fori Imperiali, Archeologia urbana a Roma e interventi di restauro nell’anno del Grande Giubileo, Roma 2000, pp. 103-113.
  • A. Viscogliosi, I Fori Imperiali nei disegni d’architettura del primo Cinquecento, Roma 2000.
  • E. La Rocca, S. Rizzo, R. Meneghini, R. Santangeli Valenzani, Fori Imperiali. Relazione preliminare degli scavi eseguiti in occasione del Grande Giubileo del Duemila, in “RM”, 108, 2001, pp. 171-283.
  • R. Meneghini, R. Santangeli Valenzani, I Fori Imperiali nell’alto medioevo, in M.S. Arena et alii (a cura di), Roma dall’antichità al Medioevo: archeologia e storia nel Museo Nazionale Romano Crypta Balbi, Martellago 2001, pp. 34-39.
  • R. Meneghini, R. Santangeli Valenzani, Roma nell’Altomedioevo: topografia e urbanistica della città dal V al X secolo, Roma 2004, pp. 175-187.
  • R. Santangeli Valenzani, Abitare a Roma nell’alto medioevo, in L. Paroli, L. Vendittelli (a cura di), Roma dall’antichità al medioevo, II, Contesti tardoantichi e altomedievali, Roma 2004, pp. 41-59.
  • R. Meneghini, I Fori Imperiali: ipotesi ricostruttive ed evidenza archeologica, in L. Haselberger, J. Humphrey (a cura di), Imaging Ancient Rome. Documentation - Visualization - Imagination, Proceedings of the Third Williams Symposium on Classical Architecture, Rome 20-23 Mai 2004, “JRA”, Suppl. s. 61, Rome 2004, pp. 163-182.
  • R. Leone, A. Margiotta (a cura di), Fori Imperiali. Demolizioni e scavi. Fotografie 1924/1940, Milano 2007.
  • R. Meneghini, R. Santangeli Valenzani, Fori Imperiali, in “Archeo” n. 9, a. 23, settembre 2007, pp. 42-61.

Bibliografia sul Museo dei Fori Imperiali

  • L. Ungaro, Il Museo dei Fori Imperiali, in S. Baiani, M. Ghilardi (a cura di), Crypta Balbi-Fori Imperiali. Archeologia urbana a Roma e interventi di restauro nell’anno del Grande Giubileo, Roma 2000, pp. 117-123.
  • Ungaro L., Il Museo dei Fori Imperiali nei Mercati di Traiano, in J.M. Iglesias Gil (a cura di), in Actas de Los XI Cursos Monográphicos sobre el Patrimonio Histórico, Reinosa 2000, Reinosa 2001, pp. 53-65.
  • L. Ungaro, M. Milella, M. Vitti, Il sistema museale dei Fori Imperiali e i Mercati di Traiano, in J. Ruiz de Arbulo (a cura di), Simulacra Romae, Roma y las capitales provinciales del Occidente Europeo. Estudios Arqueológicos, Reunión Tarragona, 12-14 diciembre 2002, Tarragona 2004, pp. 11-47.
  • L. Ungaro, Il pubblico e i suoi Musei: il caso del Museo dei Fori Imperiali nei Mercati di Traiano, in Nuevos conceptos y strategias de gestión y comunicación. Actas II Congreso Internacional sobre Musealización de Yacimientos arqueológicos, Museu d’Història de la Ciutat de Barcelona, 7-9 de octubre 2002, Barcelona 2003, pp. 340-346.
  • M. Milella, L. Ungaro, Le Musée des Forums Imperiaux, in De l’art d’être conservateur, du site au musèe, la Préhistoire et l’Antiquité mises en espace, convegno, 6/8 dicembre 2001, Université de Perpignan - musée de Tautavel, Perpignan 2005, pp. 145-155.
  • L. Ungaro, “Esporre” i Fori Imperiali: ricostruzione, ricomposizione, integrazione, comunicazione nel sistema museale. Le ragioni della conservazione, le ragioni della fruizione, in “Palladio,” 36 (2005), Roma 2006, pp. 69-86.
  • M. Milella, Il sistema di comunicazione del Museo dei Fori Imperiali, in “Palladio”, 36 (2005), 2006, pp. 87-90.
  • P. Martellotti, Ricostruzione e ricomposizione museografica: tra la conoscenza delle tecniche antiche e l’uso della tecnologia contemporanea, in “Palladio”, 36 (2005), 2006, pp. 91-98.
  • L. Ungaro, Il Museo dei Fori Imperiali: dai frammenti alle ricostruzioni, in L. Ungaro, M.P. Del Moro (a cura di), I Mercati di Traiano a Roma. Dal monumento antico al Museo dei Fori Imperiali, Catalogo della mostra, Roma 2006, pp. 98-107.
  • M. Milella, Il Museo dei Fori Imperiali: comunicazione e multimedialità, in L. Ungaro, M.P. Del Moro (a cura di), I Mercati di Traiano a Roma. Dal monumento antico al Museo dei Fori Imperiali, Catalogo della mostra, Roma 2006, pp. 108-111.
  • L. Ungaro, Comunicare i Fori Imperiali nel museo: tra immagine e integrazione reale, in L. Haselberger, J. Humphrey (a cura di), Imaging Ancient Rome. Documentation - Visualization - Imagination, Proceedings of the Third Williams Symposium on Classical Architecture, Rome 20-23 Mai 2004, “JRA”, Suppl. s. 61, Rome 2004, pp. 191-201.

Bibliografia tematica sui singoli complessi forensi

Foro di Cesare

  • A. Bardon, A Caesar-forum Ròmàban, Budapest 1990.
  • C.M. Amici, Il Foro di Cesare, Firenze 1991.
  • E. La Rocca, Il foro di Cesare, in “RM” 108, 2001, pp. 174-184.
  • S. Rizzo, Il foro di Cesare, in “RM” 108, 2001, pp. 224-230.
  • R. Santangeli Valenzani, Il Foro di Cesare, in Roma dall’antichità al medioevo 2001, pp. 602-603.
  • M. Vitti, Un pavimento in opus sectile nel Foro di Cesare, in C. Angelelli (a cura di), Atti del X Colloquio dell’Associazione Italiana per lo Studio e la Conservazione del Mosaico, Lecce 18-21 febbraio 2004, Tivoli 2005, pp. 693-706.
  • M. Vitti, Le pavimentazioni in marmo del tempio di Venere Genitrice, in C. Angelelli (a cura di), Atti del XI Colloquio dell’Associazione Italiana per lo Studio e la Conservazione del Mosaico, Ancona 16-19 febbraio 2005, Tivoli 2006, pp. 265-278.
  • P. Maisto, Foro di Cesare: note sulla decorazione architettonica del tempio di Venere Genitrice, in Il Museo dei Fori Imperiali, dallo studio all’allestimento, Giornata di studio presso il DAI di Roma, 5 aprile 2001, in c.s.

Foro di Augusto

  • P. Zanker, Forum Augustum, 1969 = Il Foro di Augusto, Roma 1984.
  • G. Capecchi, Protome di divinità dal foro di Augusto in Roma nel Museo Archeologico di Firenze, in Studi di antichità in onore di G. Maetzke, III, Roma 1984, pp. 499-502.
  • F.M. Simón, Iconografia y propaganda ideológica. Iúpiter Amón y Medusa en los foros imperiales, in J.-M. Nero Croissille (a cura di), Neronia IV. Alejandro Magno, modelo de los emperadores romanos, Actes du IVe Colloque International de la SIEN, Madrid 1987, (“Latomus”, 209), Bruxelles 1990, pp. 142-162.
  • S. Lamboglia, F. Musolino, L’edificio romano della Casa dei Cavalieri di Rodi, in I luoghi del consenso imperiale. Il Foro di Augusto. Il Foro di Traiano. Introduzione storico-topografica, catalogo della mostra, Roma 1995, pp. 52-61.
  • E. La Rocca, Il programma figurativo del Foro di Augusto, in I luoghi del consenso imperiale. Il Foro di Augusto. Il Foro di Traiano. Introduzione storico-topografica, catalogo della mostra, Roma 1995, pp. 74-87.
  • L. Ungaro, Foro di Augusto, in I luoghi del consenso imperiale. Il Foro di Augusto. Il Foro di Traiano. Introduzione storico-topografica, Catalogo della mostra, Roma 1995, pp. 38-47.
  • L. Ungaro, Il Foro di Augusto: prospettive di studio, in La ciudad en el mundo romano. Actas XIV Congrés Internacional d’Arqueologìa Clasica, Tarragona 1993, II, Comunicaciones, Tarragona 1995, pp. 410-413.
  • E. Carnabuci, I luoghi dell’amministrazione della giustizia nel Foro di Augusto, Napoli 1996.
  • L. Ungaro, Il Foro di Augusto, in M. De Nuccio, L. Ungaro (a cura di), I marmi colorati della Roma imperiale, catalogo della mostra, Roma 2002, pp. 108-121.
  • U. Santamaria, F. Morresi, M. Delle Rose, Indagini scientifiche dei pigmenti e leganti delle lastre marmoree dipinte dell’Aula del Colosso del Foro di Augusto, in P. Liverani (a cura di), I colori del bianco. Policromia nella scultura antica, Musei Vaticani. Collana di Studi e Documentazione, Roma 2004, pp. 281-289.
  • L. Ungaro, Il rivestimento dipinto dell’‘Aula del Colosso’ nel Foro di Augusto, in P. Liverani (a cura di), I colori del bianco. Policromia nella scultura antica, Musei Vaticani. Collana di Studi e Documentazione, Roma 2004, pp. 275-280.
  • A. Viscogliosi, Il foro di Augusto, II.6.3, in F.P. Fiore (a cura di), La Roma di Leon Battista Alberti. Umanisti, architetti e artisti alla scoperta dell’antico nella città del Quattrocento, Catalogo, Milano 2005, pp. 224-229.
  • R. Meneghini, La nuova Forma del Foro di Augusto: tratto e immagine, in R. Meneghini, R. Santangeli Valenzani (a cura di), Forma Urbis Romae. Nuovi frammenti di piante marmoree dallo scavo dei Fori Imperiali (“BCom”, Suppl., 15), Roma 2006, pp. 157-172.
  • E. Carnabuci, La nuova Forma del Foro di Augusto: considerazioni sulle destinazioni d’uso degli emicicli, in R. Meneghini, R. Santangeli Valenzani (a cura di), Forma Urbis Romae. Nuovi frammenti di piante marmoree dallo scavo dei Fori Imperiali, (“BCom”, Suppl. 15), Roma 2006, pp. 173-195.
  • T. Nogales Basarrate, J. Álvarez, Fora Augustae Emeritae. La Interpretatio provincial de los patrones metropolitanos, in D. Vaquerizo, J.F. Murillo (a cura di), El Concepto de lo Provincial en el Mundo Antiguo, Homenaje a la Profesora Pilar León Alonso, I, Córdoba 2006, p. 419-450.
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Tempio della Pace

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Foro di Nerva

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