Don Vincenzo Esposito, parroco di Scanzano di Castellammare di Stabia

Don Vincenzo Esposito (junior) è nato il 18 ottobre 1975 a Castellammare di Stabia, è stato ordinato il 23 settembre 2009 e svolge il suo ministero pastorale come parroco nella parrocchia Santissimo Salvatore in Scanzano Castellammare di Stabia.

L’arcivescovo Mons. Francesco Alfano in data 8 dicembre 2018 ha nominato il nuovo Cancelliere nella persona di don Vincenzo Esposito. In seguito alle dimissioni dall’incarico di Cancelliere presentate da don Vincenzo Donnarumma, l’Arcivescovo ha provveduto ad affidare l’incarico a don Vincenzo Esposito (Junior).

Il ministero pastorale a Scanzano

Il 20 luglio 2013 sono state annunciate, durante le celebrazioni eucaristiche, le nomine di nuovi parroci nell’arcidiocesi di Sorrento-Castellammare di Stabia. Non è stato ancora definito quando queste nomine saranno operative, perché dipenderà dai casi specifici.

Tra le nomine figurava anche Don Vincenzo Esposito, parroco di “Santissimo Salvatore” a Scanzano.

La parrocchia del Santissimo Salvatore si trova a Scanzano, frazione di Castellammare di Stabia, e rappresenta il contesto del ministero pastorale svolto da don Vincenzo Esposito (Junior) nel territorio dell’arcidiocesi di Sorrento-Castellammare di Stabia.

L’incarico di Cancelliere della Curia

Esprimiamo a don Enzo la gratitudine e l’incoraggiamento e allo stesso tempo ringraziamo don Vincenzo Donnarumma che nei mesi scorsi, con spirito di profondo amore alla chiesa diocesana, ha offerto la sua disponibilità. Auguriamo a don Vincenzo di poter vivere l’incarico con gioia e spirito di servizio.

In ogni Curia deve essere costituito un Cancelliere (can. 482 par. 1) e, se necessario, può essergli dato un collaboratore con la qualifica di “vice cancelliere” (can. 482 par. 2). Essi sono automaticamente notai (can. 482 par. 3) e segretari di Curia con il compito principale di far pubblica fede dei documenti ecclesiali.

Il Cancelliere deve provvedere a che gli atti di Curia siano redatti compiutamente e che essi siano custoditi in archivio in ordine cronologico e ben schedati. Egli deve essere presente quando il vescovo prende possesso canonico della diocesi. La stessa cosa deve fare quando un nuovo parroco prende possesso della parrocchia.

È suo dovere: stendere per iscritto gli atti e gli strumenti riguardanti i decreti, le disposizioni, gli obblighi e le altre questioni per le quali si richiede il suo intervento, come le problematiche matrimoniali, decreti e dispense; redigere altresì fedelmente per iscritto le pratiche in corso e approvare la firma insieme con l’indicazione del luogo, del giorno, del mese e dell’anno.

La vicenda giudiziaria relativa al sacerdote di San Feliciano

Un sacerdote di Caltavuturo e parroco di una chiesa in provincia di Perugia è stato arrestato a inizio agosto con l’accusa di prostituzione minorile. Il sacerdote era padre Vincenzo Esposito, 64 anni, ex parroco di San Feliciano, l’imputato condannato in primo grado a cinque anni di reclusione dal Tribunale siciliano di Termini Imerese.

Il sacerdote di 64 anni, originario di Caltavuturo, ma assegnato alla parrocchia di San Feliciano Magione, era accusato dalla procura di Termini Imerese di prostituzione minorile. La sentenza è stata emessa dai giudici del Tribunale di Termini Imerese presieduti da Vittorio Alcamo.

I giudici del tribunale di Termini Imerese lo hanno riconosciuto colpevole di aver preteso da quattro sedicenni prestazioni sessuali a pagamento attraverso delle videochiamate. Prestazioni che il sacerdote avrebbe pagato con somme comprese tra i dieci ed i trenta euro.

Dieci, venti, trenta euro al massimo, questo avrebbe versato il prete ad alcuni ragazzini per farsi vedere in chat a sfondo sessuale o ricevere video osé. L’avvocato difensore del prete ha già preannunciato appello.

Tribunale di Termini Imerese esterno

L’arresto e lo sviluppo delle indagini

In seguito ad un’indagine condotta dai Carabinieri di Termini Imerese, lo scorso 2 agosto è stato arrestato e tradotto presso la Casa di reclusione di Spoleto don Vincenzo Esposito, parroco di San Feliciano, al quale sono stati contestati reati di carattere sessuale.

Esposito era stato arrestato dai carabinieri ad agosto dell’anno scorso insieme alla madre di una delle presunte vittime, assistita dall’avvocato Giuseppe Minà. Per la donna le indagini sono ancora in corso.

L’inchiesta è nata tra aprile e luglio. L’inchiesta era nata per caso, quando i militari avevano captato alcune telefonate, tra aprile e luglio dell’anno scorso, nell’ambito di un’altra indagine.

Da alcune intercettazioni telefoniche per un’altra vicenda, infatti, sono emersi i sospetti sul sacerdote. Che in primavera ha iniziato ad essere intercettato, così come due minori coinvolti negli episodi di prostituzione minorile online.

Le intercettazioni, prima telefoniche e poi anche telematiche, hanno portato a contestare a don Vincenzo nove diversi episodi di chiamate e videochiamate con i ragazzi, tutti della zona di Termini Imerese.

Le contestazioni dell’accusa

Il sacerdote avrebbe compiuto atti sessuali a distanza, sfruttando le chat dei social network. I carabinieri della compagnia di Termini Imerese lo hanno intercettato mentre effettuava delle videochiamate hard con quattro ragazzini di 16 e 17 anni.

In cambio dava loro dei soldi, tramite ricariche telefoniche o Postepay. Agli atti dell’inchiesta erano presenti anche dei video, oltre agli accertamenti sul conto corrente bancario del prete.

Don Vincenzo avrebbe ricaricato delle Postepay, recandosi in una tabaccheria di San Feliciano, ai ragazzi con somme tra i 10 e i 30 euro ciascuno, in un caso anche 50.

Elemento dell’inchiestaInformazione riportata
Minori coinvoltiQuattro sedicenni; in alcuni atti sono indicati ragazzi di 16 e 17 anni
Modalità contestataChat, chiamate e videochiamate a sfondo sessuale
Somme indicateTra 10 e 30 euro; in un caso anche 50
Strumenti di pagamentoRicariche telefoniche e Postepay
TribunaleTribunale di Termini Imerese
Sentenza di primo gradoCinque anni di reclusione

Le vittime, per lo più ragazzini di famiglie indigenti, sarebbero state pagate, secondo quanto emerso, anche con i soldi delle offerte dei parrocchiani. Per gli investigatori avrebbe attinto anche alle offerte domenicali della parrocchia lacustre.

Le vittime, tutte siciliane, sarebbero state in una condizione di disagio economico e avrebbero utilizzato il denaro ricevuto in cambio delle chat a sfondo sessuale per comprare sigarette, tagliarsi i capelli o banalmente andare a mangiare una pizza con la fidanzata.

Almeno quattro, come detto, i ragazzini siciliani coinvolti nel giro di pedopornografia via internet. Ed alcuni di loro avrebbero sollecitato don Vincenzo, chiamato con parole amorevoli, ad inviare soldi con urgenza per comprarsi le sigarette, essendo rimasti senza.

La posizione della madre di uno dei ragazzi

Sotto inchiesta c’è anche la madre di uno dei ragazzini: secondo l’accusa sapeva cosa stava accadendo e avrebbe indotto il figlio a prostituirsi con il sacerdote.

Tra i beneficiari del denaro anche la madre di uno dei minorenni, la donna di 51 anni finita ai domiciliari. I soldi destinati al figlio di questa, un 16enne, sarebbero stati infatti erogati da don Vincenzo sulla Postepay della 51enne, che avrebbe trattenuto parte del denaro per sé in più occasioni, consegnandone poi al figlio ed agli amici di lui, coinvolti nelle videochiamate, una parte.

È per questo che lei è indagata con l’accusa di induzione alla prostituzione, avendo sollecitato il figlio a farsi mandare i soldi per i video porno.

La custodia cautelare e le dichiarazioni difensive

Si è avvalso della facoltà di non rispondere davanti al gip don Vincenzo Esposito, il parroco di San Feliciano di Magione da martedì recluso nel carcere di Spoleto con la pesantissima accusa di sfruttamento della prostituzione minorile.

Il sacerdote, assistito dall’avvocato Renato Vazzana, non ha voluto rispondere al giudice per le indagini preliminari. Il sacerdote ed il legale starebbero prima aspettando di concordare insieme la linea difensiva dopo aver studiato l’ordinanza di custodia cautelare.

Ma tramite l’avvocato, don Vincenzo si è dichiarato sin da ora estraneo alle accuse. L’avvocato difensore di don Vincenzo ha annunciato il ricorso in appello.

La custodia cautelare in carcere per il parroco magionese chiesta dal pm e avallata dal gip è stata emessa per il timore di reiterazione del reato.

Nel processo sono emersi contatti con i minori perfino poco prima della messa e subito dopo un funerale. Come emergeva dall’ordinanza di custodia cautelare, per il prete ogni momento sarebbe stato buono per guardare, anche contemporaneamente, gli adolescenti in atteggiamenti intimi.

Gli incontri e i contatti contestati

Tra le telefonate intercettate c’è anche quella tra don Vincenzo Esposito ed un 16enne, con il sacerdote che invita quest’ultimo a raggiungerlo a San Feliciano di Magione.

Il sacerdote gli avrebbe spiegato che c’erano offerte a pochi euro per i biglietti aerei Palermo-Perugia. Una proposta però di difficile attuazione, essendo stata fatta in primavera con le restrizioni per il Covid-19 che vietavano gli spostamenti tra regioni.

Il sacerdote, che secondo quanto riferito dai parrocchiani si recava spesso in Sicilia dove ha i parenti, avrebbe visto, seppur solo per qualche istante, due dei minori coinvolti nell’inchiesta di persona a Termini Imerese un paio di settimane prima, il 16 luglio.

Anche se i carabinieri, che avevano predisposto un apposito servizio di osservazione, non sono riusciti ad immortalare l’incontro, avvenuto presumibilmente per la consegna di denaro da parte di don Vincenzo ai due giovanissimi.

La posizione della diocesi

Il cardinale arcivescovo di Perugia-Città della Pieve Gualtiero Bassetti, a fronte della gravità della notizia, ha ritenuto doveroso dare avvio all’investigatio previa in ottemperanza a quanto previsto, in casi del genere, dalle norme canoniche.

La vicenda aveva provocato enorme scalpore nella piccola comunità del Trasimeno, tanto che il cardinale Bassetti si era recato in visita a San Feliciano per portare la sua vicinanza ai parrocchiani.

Entro novembre, ha annunciato proprio oggi il cardinale Matteo Zuppi, che succede al cardinale Gualtiero Bassetti alla guida dei vescovi italiani, un rapporto sulla pedofilia nella Chiesa riferito ai casi segnalati tra il 2020 e il 2021.

Don Vincenzo Esposito (Junior), nato a Castellammare di Stabia e parroco del Santissimo Salvatore a Scanzano, è distinto nei materiali disponibili dal sacerdote Vincenzo Esposito originario di Caltavuturo e già parroco di San Feliciano di Magione, coinvolto nel procedimento giudiziario descritto.

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