Preghiera per gli sposi di Sant’Agostino

La preghiera per gli sposi ispirata a Sant’Agostino affida il matrimonio all’amore di Dio, alla fedeltà, al rispetto, al perdono e alla capacità di camminare insieme nelle prove della vita. Il suo messaggio centrale è racchiuso nelle parole: «La misura dell'amore è amare senza misura».

Per gli sposi, Sant’Agostino indica un amore concreto, paziente e fedele: un amore capace di guardare l’altro con misericordia, di riconoscerne le qualità, di sostenerlo nelle difficoltà e di ringraziare insieme Dio per il dono della vita condivisa.

Preghiera a Sant’Agostino per gli sposi

Agostino, padre nostro e fratello di tutti, tu che hai cercato senza sosta la verità, che hai sperimentato le vie tortuose e buie degli uomini e poi hai ben conosciuto i luminosi sentieri di Dio, fatti nostro maestro di vita e compagno di viaggio perchè con te possiamo camminare dalle tenebre dell’errore alla Luce della Verità.

Nella Verità scopriremo la grandezza di ogni cosa creata e la bellezza che abita ogni uomo, fatto a immagine e somiglianza di Dio. Padre Agostino, vieni a ricondurci “a casa”, mettici in pellegrinaggio verso le profondità del nostro cuore là dove l’uomo non trova pace finché non incontra Dio.

Ti chiediamo il coraggio di percorrere la via del ritorno in noi stessi, nel nostro uomo interiore, dove l’Amore ci attende e con gioia ci viene incontro. Aiutaci a camminare insieme nell’amicizia vera, nel perdono e nella fiducia, felici di costruire insieme la famiglia della Chiesa, la città santa di Dio.

Sant’Agostino, prega per noi!

La preghiera di Sant’Agostino per il marito e la moglie

Giovane amico, se ami questo è il miracolo della vita. Entra nel sogno con occhi aperti e vivilo con amore fermo. Il sogno non vissuto è una stella da lasciare in cielo.

Ama la tua donna senza chiedere altro all’infuori dell’eterna domanda che fa vivere di nostalgia i vecchi cuori. Ma ricordati che più ti amerà e meno te lo saprà dire.

Guardala negli occhi affinché le dita si vincolino con il disperato desiderio di unirsi ancora; e le mani e gli occhi dicano le sicure promesse del vostro domani. Ma ricorda ancora, che se i corpi si riflettono negli occhi, le anime si vedono nelle sventure.

Non sentirti umiliato nel riconoscere una sua qualità che non possiedi. Non crederti superiore poiché solo la vita dirà la vostra diversa sventura. Non imporre la tua volontà a parole, ma soltanto con l’esempio.

Questa sposa, tua compagna di quell’ignoto cammino che è la vita, amala e difendila, poiché domani ti potrà essere di rifugio. E sii sincero giovane amico, se l’amore sarà forte ogni destino vi farà sorridere.

Amala come il sole che invochi al mattino. Rispettala come un fiore che aspetta la luce dell’amore. Sii questo per lei, e poiché questo deve essere lei per te, ringraziate insieme Dio, che vi ha concesso la grazia più luminosa della vita! (S. Agostino)

Il significato dell’amore secondo Sant’Agostino

Nella concezione agostiniana dell’amore, l’uomo è in grado di amare grazie all’Amore di cui Dio gli ha fatto dono. Un uomo che non avesse conosciuto l’Amore di Dio prima di farne esperienza umana, non sarebbe in grado di provarne appieno la gioia.

È per questa ragione che l’amore tra un uomo ed una donna è descritto da Sant’Agostino con parole così ispirate, nonostante il Santo fosse pienamente consapevole dei rischi correlati agli equivoci della possessività, del desiderio, della cupiditas, di tutto quanto sembra oro, insomma, ma non luccica.

«La misura dell'amore è amare senza misura.»

La nostra vocazione e la nostra profezia di sposi sono raccontate benissimo da sant’Agostino che commentando la Prima Lettera di Giovanni ebbe a dire: Se niente altro a lode dell’amore fosse stato scritto nel resto della Lettera, o meglio nel resto della Scrittura, e noi avessimo udito dalla bocca dello Spirito di Dio solo quella dichiarazione “Dio è amore”, non dovremmo cercare nient’altro.

Dio è amore. Questa è la sintesi più autentica di tutto il Vangelo e di tutta la Sacra Scrittura. Il nostro compito di cristiani è questo. Dare un volto e concretezza all’amore di Dio.

Raccontare con la nostra vita che Dio è amore. Se paradossalmente per un disastro dovessero scomparire tutte le Bibbie e non ci fosse più memoria di esse e del loro contenuto, Dio continuerebbe a parlare al mondo fino a quando esisteranno degli sposi che si ameranno autenticamente.

Il matrimonio come vocazione all’amore

Dio ha creato l’uomo a sua immagine e somiglianza (cfr. Gen 1,26s): chiamandolo all’esistenza per amore, l’ha chiamato nello stesso tempo all’amore.

Dio è amore (1Gv 4,8) e vive in se stesso un mistero di comunione personale d’amore. Creandola a sua immagine e continuamente conservandola nell’essere, Dio iscrive nell’umanità dell’uomo e della donna la vocazione, e quindi la capacità e la responsabilità dell’amore e della comunione (cfr. «Gaudium et Spes», 12).

L’amore è, pertanto, la fondamentale e nativa vocazione di ogni essere umano. In quanto spirito incarnato, cioè anima che si esprime nel corpo e corpo informato da uno spirito immortale, l’uomo è chiamato all’amore in questa sua totalità unificata.

L’amore abbraccia anche il corpo umano e il corpo è reso partecipe dell’amore spirituale. La Rivelazione cristiana conosce due modi specifici di realizzare la vocazione della persona umana, nella sua interezza, all’amore: il Matrimonio e la Verginità.

Sia l’uno che l’altra nella forma loro propria, sono una concretizzazione della verità più profonda dell’uomo, del suo «essere ad immagine di Dio».

Matrimonio e verginità sono le due strade attraverso cui l’uomo può comunicare l’amore di Dio stesso a tutti. Il matrimonio è una chiamata naturale. Esiste quindi fin dalle origini.

Queste due vocazioni sono entrambe necessarie e tra loro complementari. Gli sposi esprimo due di queste qualità. Sono chiamati ad amare per primi. Non possono aspettare di ricevere dall’altro/a.

Dovrebbero desiderare di gareggiare nell’amore e nell’essere primi a donarsi l’uno all’altra. Sono chiamati poi ad amare per sempre nell’indissolubilità del vincolo matrimoniale.

Nella fedeltà alla promessa. Non possono però amare tutti allo stesso modo. L’amore sponsale, dove ci si dona totalmente in anima e corpo, è per sua natura esclusivo.

Gli sposi come testimonianza dell’amore di Dio

Sposi e vergini consacrati sono profezia dell’amore totale di Dio. Lo sono insieme. I consacrati ci ricordano che non siamo fatti solo per questa terra, che la nostra vita in questa terra è un cammino verso l’abbraccio con Cristo, verso le nozze eterne con Cristo, e loro ne sono anticipatori e profeti.

Noi sposi invece cosa possiamo insegnare ai consacrati? Noi mostriamo ai nostri fratelli e sorelle consacrati come possono amare Cristo e come Cristo li ama.

Guardando come noi sposi ci amiamo, possono capire tanto della loro sponsalità. Noi sposi diamo un volto all’amore di Dio. Almeno dovremmo provarci.

Sicuramente ne abbiamo le capacità in quanto sostenuti dal sacramento. I consacrati ci indicano il fine della nostra vita, noi indichiamo loro il modo.

Il signore ci ha dato doni diversi affinchè ognuno di noi possa rispondere alla sua chiamata all’amore.

Amore coniugale, fedeltà e vita quotidiana

Il Signore chiama solo per rendere felici. Le possibili scelte di vita, il matrimonio e la vita consacrata, la dedizione al ministero del prete e del diacono, l'assunzione della professione come una missione possono essere un modo di vivere la vocazione cristiana se sono motivate dall'amore e non dall'egoismo, se comportano una dedizione definitiva, se il criterio e lo stile della vita quotidiana è quello del Vangelo.

L'amore che ha persuaso al matrimonio non si riduce all'emozione di una stagione un po' euforica, non è solo un'attrazione che il tempo consuma. L'amore sponsale è vocazione: nel volersi bene, marito e moglie possono riconoscere la chiamata del Signore.

Il matrimonio non è solo la decisione di un uomo e di una donna: è la grazia che attrae due persone mature, consapevoli, contente, a dare un volto definitivo alla propria libertà. Il volto di due persone che si amano rivela qualcosa del mistero di Dio.

Vorrei pertanto invitare a custodire la bellezza dell'amore sponsale e a perseverare in questa vocazione: ne deriva tutta una concezione della vita che incoraggia la fedeltà, consente di sostenere le prove, le delusioni, aiuta ad attraversare le eventuali crisi senza ritenerle irrimediabili.

Chi vive il suo matrimonio come una vocazione professa la sua fede: non si tratta solo di rapporti umani che possono essere motivo di felicità o di tormento, si tratta di attraversare i giorni con la certezza della presenza del Signore, con l'umile pazienza di prendere ogni giorno la propria croce, con la fierezza di poter far fronte, per grazia di Dio, alle responsabilità.

Pregare insieme nel matrimonio

Non sempre gli impegni professionali, gli adempimenti di famiglia, le condizioni di salute, il contesto in cui si vive, aiutano a vedere con lucidità la bellezza e la grandezza di questa vocazione.

È necessario reagire all'inerzia indotta dalla vita quotidiana e volere tenacemente anche momenti di libertà, di serenità, di preghiera.

Invito pertanto a pregare insieme: una preghiera semplice per ringraziare il Signore, per chiedere la sua benedizione per sé, i figli, gli amici, la comunità: qualche Ave Maria per tutte quelle attese e quelle pene che forse non si riescono neppure a dire tra i coniugi.

Invito ad aver cura di qualche data, a distinguerla con un segno, come una visita a un santuario, una messa anche in giorno feriale, una lettera per dire quelle parole che inceppano la voce: la data del matrimonio, quella del battesimo dei figli, quella di qualche lutto familiare, tanto per fare qualche esempio.

Invito a trovare il tempo per parlare l'uno all'altro con semplicità, senza trasformare ogni punto di vista in un puntiglio, ogni divergenza in un litigio: un tempo per parlare, scambiare delle idee, riconoscere gli errori e chiedersi scusa, rallegrarsi del bene compiuto, un tempo per parlare passeggiando tranquillamente la domenica pomeriggio, senza fretta.

E invito a stare per qualche tempo da soli, ciascuno per conto suo: un momento di distacco può aiutare a stare insieme meglio e più volentieri.

Il perdono e lo sguardo misericordioso

Alcuni giorni fa il Vangelo del giorno riproponeva l'episodio dell'adultera. Un episodio molto conosciuto e che si presta alle più svariate interpretazioni.

Bellissima la riflessione di Sant’Agostino. Sant’Agostino probabilmente si sentiva particolarmente toccato da questo episodio, considerato che lui è stato particolarmente adultero con il suo corpo.

Quante volte non ce ne siamo serviti per amare, ma per ricercare un piacere fine a se stesso o solo mascherato d’amore.

Una volta che Gesù ha zittito e disperso gli accusatori della donna con la semplice frase Chi di voi è senza peccato, scagli per primo una pietra contro di lei, resta solo con la peccatrice.

In quel momento di eternità Sant’Agostino riconosce l’incontro decisivo che può cambiare la vita ad ognuno di noi. Sant’Agostino dice: Rimasero soltanto loro due: la misera e la misericordia.

La peccatrice ha incrociato lo sguardo di Cristo. Non l’ha incrociato in un momento qualsiasi.

Ha incontrato Cristo quando era a terra, nella polvere, condannata dagli uomini, forse lei stessa si condannava e non si perdonava quella vita lontana dalla verità dell’amore.

Lì avviene il miracolo. Lì l’adultera non evita solo la morte per lapidazione. Lì l’adultera nasce a vita nuova.

Era spiritualmente morta e Gesù le ridona vita. Le ridona la verità di se stessa. Le ridona dignità e regalità.

Lo fa solo con uno sguardo. E’ bastato lo sguardo di un innamorato. Lo sguardo di Dio che va oltre la miseria e la fragilità dell’uomo e riesce a vederne la bellezza costitutiva, che è fatta da Dio, fatta ad immagine di Dio.

Questo è lo sguardo che io e Luisa abbiamo imparato a scambiarci. Anche quando non sono l’uomo perfetto e mostro le mie fragilità e le mie durezze, lei non smette mai di guardarmi con lo sguardo di Cristo.

Uno sguardo che va oltre la miseria e diventa misericordia. Uno sguardo che tocca profondamente il mio cuore.

Uno sguardo che mi permette di innamorarmi di lei sempre di più e di ringraziare Dio per avermela donata.

La famiglia affidata alla protezione di Dio

Credo nella famiglia, o Signore: quella che è uscita dal tuo disegno creativo, fondata sulla roccia dell'amore eterno e fecondo; tu l'hai scelta come tua dimora tra noi, tu l'hai voluta come culla della vita.

Credo nella famiglia, o Signore: anche quando nella nostra casa entra l'ombra della croce, quando l'amore perde il fascino originario, quando tutto diventa arduo e pesante.

Credo nella famiglia, o Signore: come segno luminoso di speranza in mezzo alle crisi del nostro tempo; come sorgente di amore e di vita, come contrappeso alle molte aggressioni di egoismo e di morte.

Credo nella famiglia, o Signore: come la mia strada verso la piena realizzazione umana come la mia chiamata alla santità, come la mia missione per trasformare il mondo a immagine del tuo Regno. Amen.

La responsabilità di custodire l’amore

La donna che hai al fianco, emozionata, con l'abito da sposa, è mia. Io l'ho creata. Io le ho voluto bene da sempre; ancor prima di te e ancor più di te.

Per lei non ho esitato a dare la mia vita. Ho dei grandi progetti per lei. Te l'affido. La prenderai dalle mie mani e ne diventerai responsabile.

Quando l'hai incontrata l'hai trovata bella e te ne sei innamorato. Sono le mie mani che hanno plasmato la sua bellezza, è il mio cuore che ha messo dentro di lei la tenerezza e l'amore, è la mia sapienza che ha formato la sua sensibilità e la sua intelligenza e tutte le qualità belle che hai trovato in lei.

Però non basta che tu goda del suo fascino. Dovrai impegnarti a rispondere ai suoi bisogni, ai suoi desideri.

Ti renderai conto che ha bisogno di tante cose: ha bisogno di casa, di vestito, di serenità, di gioia, di equilibrio psichico, di rapporti umani, di affetto e tenerezza, di piacere e di divertimento, di presenza umana e di dialogo, di relazioni sociali e familiari, di soddisfazioni nel lavoro e di tante altre cose.

Ma dovrai renderti conto che ha bisogno soprattutto di me, e di tutto quello che aiuta e favorisce questo incontro con me: la pace del cuore, la purezza di spirito, la preghiera, la Parola, il perdono, la speranza e la fiducia in me, la mia vita.

Sono Io e non tu il principio, il fine, il destino di tutta la sua vita. Facciamo un patto tra noi: la ameremo insieme.

Io la amo da sempre. Tu hai incominciato ad amarla da qualche anno, da quando te ne sei innamorato. Sono io che ho messo nel tuo cuore l'amore per lei.

Quando le dirai "prometto di esserti fedele, di amarti e rispettarti per tutta la vita", sarà come se mi rispondessi che sei lieto di accoglierla nella tua vita e di prenderti cura di lei.

Da quel momento saremo in due ad amarla. Dobbiamo però metterci d'accordo: non è possibile che tu la ami in un modo e io in un altro.

Devi avere per lei un amore simile al mio, e devi desiderare per lei le stesse cose che Io desidero. Non puoi pensare nulla di più bello e gioioso per lei.

Io non sono il tuo rivale in amore. Al contrario, sono molui che ti aiuta ad amarla appassionatamente.

Per questo desidero che nel tuo piccolo amore ci sia il mio grande amore. Col tuo amore potrai fare molto per lei, ma è sempre troppo poco.

Io ti rendo invece capace di amare da Dio. È questo il mio dono di nozze: un supplemento di amore che trasforma il tuo amore di creatura e lo rende capace di produrre le opere di Dio nella donna che ami.

Ti assicurò che non ti lascerò mai solo in questa impresa. Sarò sempre con te e farò di te lo strumento del mio amore, della mia tenerezza; continuerò ad amare la mia creatura, che è diventata tua sposa, attraverso i tuoi gesti d'amore, di attenzione di impegno, di perdono, di dedizione.

In una parola: ti renderò capace di amare come io amo, perché ti darò una forza nuova di amare che è il mio stesso amore.

La fedeltà nelle prove della vita

Se vi amerete in questo modo, la vostra coppia diventerà come una fortezza che le tempeste di vita non riusciranno mai ad abbattere.

Un amore costruito sulla mia Parola è come una casa costruita sulla roccia: nessuna vicenda potrà distruggerla.

Ricordatelo, perché molti si illudono di poter fare a meno di me: ma se io non sono con voi nell'edificare la casa della vostra vita e del vostro amore, vi affaticherete invano.

Di più. Se vi amerete in questo modo diventerete forza anche per gli altri.

Oggi si crede poco all'amore vero, quello che dura per sempre, e che offre la propria vita all'amato. Si cercano più le emozioni amorose che l'amore.

Ma le emozioni nascono e muoiono presto, lasciando solo vuoto e nostalgia. Per questo qualcuno ha detto che il matrimonio è solo una grande illusione che si dissolve presto.

Se voi saprete amarvi come io amo, con una fedeltà che non viene mai meno, diventerete come la città sul monte. Sarete una speranza per tutti, perché tutti vedranno che l'amore è una cosa possibile.

La preghiera degli sposi per i figli

Invito infine gli sposi ad avere fiducia nell'incidenza della loro opera educativa: troppi genitori sono scoraggiati dall'impressione di una certa impermeabilità dei loro figli, che sono capaci di pretendere molto, ma risultano refrattari a ogni interferenza nelle loro amicizie, nei loro orari, nel loro mondo.

La vocazione dei genitori a educare è benedetta da Dio: perciò occorre che essi trasformino le loro apprensioni in preghiera, meditazione, confronto pacato.

Educare è come seminare: il frutto non è garantito e non è immediato, ma se non si semina è certo che non ci sarà raccolto.

Educare è una grazia che il Signore fa: occorre accoglierla con gratitudine e senso di responsabilità.

Talora richiederà pazienza e amabile condiscendenza, talora fermezza e determinazione, talora, in una famiglia, capita anche di litigare e di andare a letto senza salutarsi: ma non bisogna perdersi d'animo, non c'è niente di irrimediabile per chi si lascia condurre dallo Spirito di Dio.

Ed esorto ad affidare spesso i figli alla protezione di Maria, a non tralasciare una decina del rosario per ciascuno di loro, con fiducia e senza perdere la stima né di se stessi né dei propri figli.

Educare è diventare collaboratori di Dio perché ciascuno realizzi la sua vocazione.

Il tempo e l’eternità nell’amore degli sposi

E l’amore guardò il tempo e rise, perché sapeva di non averne bisogno. Finse di morire per un giorno, e di rifiorire alla sera, senza leggi da rispettare.

Si addormentò in un angolo di cuore per un tempo che non esisteva. Fuggì senza allontanarsi, ritornò senza essere partito, il tempo moriva e lui restava.

Il tempo non esiste, è solo una dimensione dell’anima. Il passato non esiste in quanto non è più, il futuro non esiste in quanto deve ancora essere, e il presente è solo un istante inesistente di separazione tra passato e futuro.

Noi viviamo solo il presente, perchè il passato ormai è andato e il futuro non esiste, è solo qualcosa nella nostra testa, ma che ancora si deve concretizzare.

Il presente non è che un attimo ed è già volato via, diventato passato. Quante volte ci è capitato di vivere una bel momento, di amore e di gioia, che però passa subito, ci sfugge dalle mani, lasciando magari il ricordo, ma nulla più.

Gesù in quel Natale di circa 2000 anni fa è sceso sulla Terra per dare nuovo valore e significato al tempo.

In Lui il tempo diviene qualcosa che si rispecchia nell’eterno. In Lui il tempo che passa assume il valore di un percorso per giungere a una vita ancora più piena, e non un semplice camminare verso il baratro del nulla.

Ed è così che Gesù diventa il salvatore delle nostre vite, perchè salva il nostro tempo e lo riempie di eternità.

Così anche il nostro matrimonio è destinato a finire su questa terra, ma la relazione tra me la mia sposa non finirà mai, neanche nell’eternità.

Non sarà certamente come ora, ma il nostro amore non sarà cancellato. Mi fido della creatività di Dio.

Solo così non dovremo accontentarci delle briciole, dei piaceri immediati che evaporano subito, ma la nostra vita può essere una continua preparazione ad un abbraccio eterno.

L’abbraccio con Dio Padre che ci ha pensato e desiderato fin dall’inizio dei tempi. L’abbraccio con Dio Figlio che si è fatto come noi per salvarci. L’abbraccio con Dio Spirito Santo, che ha abitato il nostro matrimonio sacramento e che potremo gustare in pienezza e per sempre.

Una preghiera breve per gli sposi

Signore, benedici il nostro matrimonio e rendici capaci di amarci con un amore fedele, paziente e sincero.

Aiutaci a guardarci con misericordia, a riconoscere le qualità dell’altro, a sostenerci nelle difficoltà e a chiedere perdono quando ci feriamo.

Insegnaci a pregare insieme, a custodire la nostra promessa e a trasformare ogni giorno della nostra vita in una testimonianza del tuo amore.

Affidiamo a te la nostra famiglia, i nostri figli, le nostre gioie e le nostre sofferenze.

Per intercessione di Sant’Agostino, guidaci dalle tenebre dell’errore alla Luce della Verità e fa’ che possiamo camminare insieme nell’amicizia vera, nel perdono e nella fiducia.

Sant’Agostino, prega per noi e per tutti gli sposi. Amen.

noimgs

tags: #preghiera #per #gli #sposi #di #sant