Il convento di suore di clausura ad Alcamo: storia, comunità e vita monastica

Ad Alcamo il principale convento di suore di clausura ancora attivo è il monastero di Santa Chiara, fondato nel XVI secolo e tuttora sede di una comunità di Clarisse. Accanto a Santa Chiara, la città conserva la memoria della Badia Nuova, monastero delle Benedettine di San Francesco di Paola, mentre il monastero del Sacro Cuore, un tempo comunità claustrale di Alcamo, è stato trasferito a Erice per esigenze logistiche e strutturali.

La storia della clausura ad Alcamo è quindi legata a una presenza religiosa secolare, ma anche alla crisi contemporanea delle vocazioni. Quindici le monache che oggi vivono nel monastero di Santa Chiara specializzate soprattutto nel restauro di paramenti sacri. Nel monastero delle benedettine di San Francesco di Paola, Badia Nuova, oggi sono rimaste solo in quattro e tutte in età avanzata.

Monastero Santa Chiara Alcamo facciata

Il monastero di Santa Chiara

Il Monastero S. Chiara è stato fondato il 18-7-1545 da tre sorelle alcamesi di nobile famiglia: Antonina, Angela e Alberta Mompilleri, che ristrutturarono “un largo tenimento di case” di proprietà familiare, e vi iniziarono la vita religiosa, ottenendo la Chiesa dei SS. Cosma e Damiano adiacente al Monastero.

Riferendoci esclusivamente al Monastero Santa Chiara, c’è da dire che la nascita di questa istituzione è fatta risalire al 18 luglio 1545; data in cui tre nobili sorelle (Antonina, Angela e Alberta Mompilleri), assieme ad altre devote, istituirono un monastero di Clarisse ed ebbero assegnata la chiesa adiacente dei Santi Cosma e Damiano.

Fu in tale data, infatti, che la madre delle tre sorelle, volendo accontentare le figlie che conducevano vita monastica, donò loro l’edificio che gli permetteva di dedicarsi alla vita di preghiera e a consacrarsi a Dio. A tale scopo, questo complesso di case fu quindi ristrutturato dalle proprietarie in modo da trasformarlo in monastero, ottenendo la facoltà di valersi stabilmente della suddetta chiesa.

L’esempio delle tre pie donne fu seguito da altre giovani vergini di Alcamo e dei paesi limitrofi, dando così inizio ad una regolare vita monastica. La prima Abbadessa del Monastero intestato alla Fondatrice dell’Ordine Francescano S. Chiara di Assisi, fu Sr. Antonina Monpilleri, la maggiore delle tre sorelle.

L’erezione canonica si fa risalire al 27-5-1547, poco prima della scoperta ad Alcamo dell’immagine di Maria SS.ma dei Miracoli (21-6-1547). Col passare degli anni la fama del monastero si diffuse parecchio, così da suscitare numerose vocazioni tanto da non essere più sufficiente ad accoglierne, per cui nel sec. XVIII fu necessario ingrandirlo.

Un centro di diffusione della vita clariana

Il Monastero Santa Chiara di Alcamo, oltre ad incrementare le proprie vocazioni, fu una sorgente feconda che favorì la fondazione di altri monasteri in Sicilia. Primo il Monastero di Clarisse nella stessa città di Alcamo, dedicato al Sacro Cuore di cui si è detto; secondo il Monastero di S. Chiara di Caltanissetta; terzo, fu di aiuto al Monastero di S. Chiara nel quartiere di Giostra a Messina.

Al Monastero “S. Chiara” è legata la storia di alcuni monasteri siciliani; il Monastero Beata Vergine del Buon Cammino ad Iglesias (Cagliari-Iglesias) e la recente fondazione del monastero Klera Kintana Manajava ad Ambanja (Madagascar). Dal Monastero è sorta anche la Fraternità OFS S. Chiara.

Dal Monastero è sorta anche la Fraternità OFS S. Chiara. Benediciamo il Signore per le sue meraviglie e preghiamo che i nostri propositi di bene possano portare frutti di pace e di gioia.

La forma di vita delle Clarisse

La Forma di Vita delle Sorelle Povere è questa: Osservare il Santo Vangelo del Signore nostro Gesù Cristo, vivendo in Santa Unità e Altissima Povertà, in clausura.

La vita monastica è organizzata attorno alla preghiera, alla celebrazione liturgica, al lavoro comunitario e alla cura reciproca. Lavorare con le nostre mani è un aspetto importante nella nostra forma di vita che dà equilibrio alla nostra preghiera e ci permette di servirci a vicenda, prendendoci cura le une delle altre con i nostri doni e talenti.

Così, dalla cucina alla sacrestia, dalla portineria alla lavanderia, dalla sartoria all’infermeria, si eleva la nostra intercessione continua. L’aspetto creativo è un’esplosione di bellezza: candele e ceri pasquali; ricamo e cucito di paramenti; decoupage; benedizioni su legno.

La giornata nel monastero di Santa Chiara

La giornata delle monache segue un orario scandito dalla Liturgia delle Ore, dalla meditazione, dalla celebrazione eucaristica, dall’adorazione e dai momenti comunitari. L’orario feriale prevede l’alzata alle 5,30, le Lodi alle 6,00, la meditazione alle 6,30, la celebrazione eucaristica e Terza alle 7,30, la colazione alle 8,15, Sesta alle 12,00 e il pranzo alle 12,30.

MomentoOrario feriale
AlzataOre 5,30
LodiOre 6,00
MeditazioneOre 6,30
Celebrazione eucaristica e TerzaOre 7,30
SestaOre 12,00
PranzoOre 12,30
Nona e RosarioOre 15,00
AdorazioneOre 17,30
VespriOre 18,30
CenaOre 19,00
CompietaOre 21,00

Nel pomeriggio l’orario prevede Nona e Rosario alle 15,00, l’adorazione alle 17,30, i Vespri alle 18,30, la cena alle 19,00 e la Compieta alle 21,00. L’Ufficio delle Letture è previsto alle 0,00 il venerdì e nelle solennità.

L’orario festivo, delle solennità, dell’Ottava di Natale, dell’Ottava di Pasqua e della Novena di S. Chiara (2-12 agosto) prevede l’alzata alle 6,00, le Lodi alle 6,30, la meditazione alle 7,00, Terza alle 8,00, la colazione alle 8,15, la Corona francescana alle 11,30, Sesta alle 12.00 e il pranzo alle 12,30.

Nel pomeriggio festivo sono previsti Nona alle 15,15, adorazione alle 17,00, Vespri alle 17,30, celebrazione eucaristica alle 18,00, cena alle 19,00 e Compieta alle 21,00. L’Ufficio delle Letture completa il ritmo della preghiera.

Orario preghiera monastero Clarisse

Il lavoro manuale e il restauro dei paramenti

Le monache di Santa Chiara sono specializzate soprattutto nel restauro di paramenti sacri. Il lavoro manuale non è separato dalla preghiera, ma viene vissuto come parte dell’esistenza comunitaria e come servizio svolto attraverso i talenti personali.

L’aspetto creativo è un’esplosione di bellezza: candele e ceri pasquali; ricamo e cucito di paramenti; decoupage; benedizioni su legno. Gli oggetti richiesti possono essere confezionati come bomboniere per occasioni particolari.

Preghiera, musica e spiritualità francescana

I Santi godono della gloria di Dio e presso la Trinità intercedono per noi e per il mondo intero. La loro intercessione è il più alto servizio che rendono al disegno di Dio. Come unica famiglia e come unico Corpo mistico di Cristo la grazia di cui godono arriva a noi, ci aiuta e ci sostiene.

Per i Santi è gioia profonda sostenere e soccorrere i fratelli ancora pellegrini nella vita terrena! Con questa certezza affidati all’intercessione di S. Chiara, ne sperimenterai l’amorevole sollecitudine.

La musica è in grado di esprimere i sentimenti del cuore e ne tocca le corde più profonde molto più di quanto sappiano fare le sole parole; nella liturgia essa facilita la preghiera e dona di gustare un’armonia che è riflesso della bellezza della Trinità, ci dona di pregustare il cielo.

L’accoglienza e il rapporto con i fedeli

La clausura non elimina il rapporto con il mondo esterno, ma lo organizza attraverso forme compatibili con la vita monastica. Se piace al Signore siamo davvero felici di condividere con te la gioia che il Signore ci dona, accogliendoti nel nostro parlatorio per incontri di gruppo, per un confronto spirituale, o ospitandoti nella nostra foresteria per condividere qualche giorno di preghiera e ritiro spirituale.

La comunità mantiene quindi un legame con chi desidera incontrare le monache, vivere un momento di confronto spirituale o dedicarsi a un periodo di preghiera e ritiro.

La comunità benedettina di Badia Nuova

Ad Alcamo è ancora attivo anche il monastero delle Benedettine di San Francesco di Paola, Badia Nuova. Il suono delle campane scandisce le giornate e alle 16,30 richiama i fedeli a partecipare alla celebrazione della messa.

Il tempo si è fermato nei due monasteri oggi funzionanti in città: Santa Chiara e Badia Nuova. Il monastero delle benedettine sino alla fine degli anni ’50 ha ospitato 45 monache, famose per la preparazione di dolci ed oggetti in ceroplastica.

Oggi sono rimaste solo in quattro e tutte in età avanzata. Anche questo immenso monastero, oltre 3 mila metri quadrati con annessa chiesa è destinato a svuotarsi.

«Ad Alcamo all’inizio del ‘900 funzionavano quattro monasteri benedettini di clausura ed ospitavano- dice lo storico Roberto Calia- oltre 200 monache».

Oriana Milazzo diventa suor Chiara Luce

Un mese fa nel monastero di Santa Chiara di Alcamo, dopo un lungo percorso formativo, è diventata monaca Oriana Milazzo, 33 anni, con una brillante carriera in serie A-1 di basket. Lei di Canicattì oggi si chiama suor Chiara Luce.

Ha giocato in A2 e A1, ruolo play, dopo essere stata ingaggiata dal Basket Alcamo di Lino Scalco per poi militare in A-1, ai tempi d’oro, nel Priolo, allenato da Santino Coppa. Ma Oriana alla mondanità ha scelto la vita di preghiera.

Una goccia nel deserto della crisi di vocazioni che ha investito anche la cattolicissima Alcamo. Anche Chiara Luce rispetta le regole: alle 5 in punto inizia la preghiera mattutina nel monastero delle Benedettine di San Francesco di Paola, Badia Nuova.

Suor Chiara Luce Oriana Milazzo Alcamo

Il monastero del Sacro Cuore e il trasferimento a Erice

È anche da considerare eccezionale che ad Alcamo abbiano avuto sede due nutrite comunità di clarisse: quella di “Santa Chiara”, più antica, che tuttora vive e prospera nel corso VI Aprile, e quella del “Sacro Cuore” in corso dei Mille, che da qualche anno si è trasferita ad Erice per esigenze dovute a all’insorgenza di problemi logistici.

Chiuso da tre anni invece il monastero del Sacro Cuore di corso dei Mille, Alcamo perse un record nazionale: quello di essere l’unica città italiana ad avere due conventi di clausura. Il trasferimento ad Erice per le precarie condizioni del monastero di corso dei Mille. Oggi vivono nell’Eremo Casa del Sorriso di Erice.

L’ex convento dei Cappuccini ad Erice ritorna a vivere e diventerà monastero di clausura. Lasceranno Alcamo le 22 clarisse del “Sacro Cuore” che si stanno adoperando per il trasferimento nella nuova sede.

“Non sappiamo quando sarà possibile effettuare il trasferimento - spiega l’abbadessa madre Maria Daniela Rolleri -. Sono necessari diversi lavori di adeguamento e ristrutturazione per rendere il convento adatto agli usi di un monastero di clausura.

“Sono passati quasi otto anni di ricerca di una sede idonea ad accogliere la comunità delle Clarisse del Monastero del Sacro di Cuore di Alcamo - afferma il vescovo di Trapani, mons. Pietro Maria Fragnelli -, monastero divenuto ne08l frattempo non più adatto per motivi urbanistici e strutturali; è giunto il momento tanto desiderato, anche se ancora bisogna lavorare per completare l’adeguamento della struttura”.

Una messa di ringraziamento sarà celebrata oggi dal vescovo di Trapani, mons. Pietro Mara Fragnelli. Nelle altre settimane di Quaresima alcune monache raggiungeranno Erice ogni sabato e, a partire dalle 16, reciteranno la corona dei sette dolori di Maria, animeranno la celebrazione eucaristica e i primi vespri della domenica.

Gli altri istituti religiosi di Alcamo

Con la morte di suor Melia sono scomparse ad Alcamo le suore cassinese. Oggi ospita cinque suore nigeriane, Figlie della Misericordia, che si occupano della vicina chiesa Madre.

Altre monache e suore si sono occupate sino al 2006 dell’orfanatrofio San Paolo e gestivano cinque classi elementari parificate. Suore Francescane in via Madonna del Riposo gestivano un asilo. Oggi ospita extracomunitari.

Otto suore assistevano ammalati all’ospedale e alla Casa di Riposo Mangione. Ad assistere anziani al Mangione oggi quattro suore provenienti dal Sudan.

La crisi delle vocazioni

In un periodo in cui nella Chiesa si rileva il fenomeno della crisi delle vocazioni religiose, noto da tempo, per cui ogni sono parecchi i religiosi che abbandonano la strada intrapresa, colpisce che in Sicilia diversi monasteri di clausura sembrano rappresentare un’eccezione in questo panorama negativo.

In particolar modo ad Alcamo, dove sono parecchie le persone che chiedono di essere accolte in comunità religiosa per dedicare la loro vita alla preghiera, rinunciando a tutto quello che può offrire il mondo esterno.

Ma oggi il rischio è che, per mancanza di vocazioni, anche i due monasteri fra qualche anno saranno vuoti. Come è successo all’Angelo Custode quattro anni fa con la morte all’età di 93 anni di suor Maria Pia Melia, ultima badessa e l’unica ad abitare nel monumentale monastero che si trova nel corso VI Aprile-angolo via Rossotti.

Madonna dell’Alto e De Ballis. Crisi di vocazioni; monache e suore ad Alcamo in via di estinzione.

E a questo problema non si sottraggono i sacerdoti: oggi in dodici a un paio gestiscono più parrocchie come per esempio don Mario Bonura alla chiesa dei Cappuccini e San Francesco di Paola.

La presenza dei conventi di clausura ad Alcamo rappresenta così una parte fondamentale della storia religiosa e culturale della città. Il monastero di Santa Chiara continua a custodire la tradizione clariana nata nel 1545, mentre Badia Nuova conserva la memoria della presenza benedettina e il monastero del Sacro Cuore prosegue la propria esperienza nella nuova sede di Erice.

tags: #convento #suore #di #clausura #alcamo