Parroco di Castelfranco di Sotto: parrocchia, Collegiata di San Pietro e informazioni utili

Il parroco di Castelfranco di Sotto opera presso la Parrocchia di San Pietro apostolo, ufficialmente intitolata Collegiata Arcipretura, situata nel centro storico del comune in provincia di Pisa. La chiesa ha sede in Via Cavour, 4/6, 56022 Castelfranco di Sotto, Toscana, Italia.

La parrocchia è ospitata nella Collegiata di San Pietro, edificio di origine duecentesca trasformato nei secoli da restauri e ampliamenti, con un interno di carattere barocco, una sola navata, cappelle laterali, opere lignee e scultoree di rilievo e un Crocifisso ligneo del primo Quattrocento.

Informazioni sulla Parrocchia di San Pietro

VoceInformazione
Denominazione ufficialeCASTELFRANCO DI SOTTO - Parrocchia di S.Pietro apostolo
IntitolazioneCollegiata Arcipretura
IndirizzoVia Cavour, 4/6, 56022 Castelfranco di Sotto PISA
LocalitàCASTELFRANCO DI SOTTO
CittàCastelfranco di Sotto
CAP56022
RegioneToscana
PaeseItalia
Telefono0571 478123
Fax0571 478123

La Parrocchia di San Pietro può essere contattata al numero 0571 478123. L’indirizzo indicato è Via Cavour, 4/6, nel centro di Castelfranco di Sotto.

Dove si trova la Collegiata di San Pietro

La Collegiata di San Pietro si trova nel centro storico di Castelfranco di Sotto, con l’ingresso che si affaccia su Via Cavour e il lato destro su Piazza Bertoncini, di fronte al Palazzo Comunale (ex Palazzo dei Priori).

Collegiata di San Pietro Castelfranco di Sotto

Orari delle Sante Messe

Gli orari delle celebrazioni possono variare in relazione al periodo dell’anno e alle esigenze pastorali della parrocchia. Verificare sempre validità contattando il parroco.

Orario feriale

  • ore 07.15 [Chiesa Collegiata (dal Lunedì al Venerdì)]
  • ore 08.00 [Chiesa Collegiata (solo il Sabato)]
  • ore 15.30 [Cimitero (ogni primo Giovedì del mese)]
  • ore 18.00 [Chiesa Collegiata (dal Lunedì al Venerdì)]
  • ore 21.15 [Chiesa Collegiata (ogni 13 del Mese, Rosario e Messa votiva della Madonna)]

Un’indicazione parrocchiale riporta inoltre il seguente orario: Feriale da Lunedì a Venerdì: 8.00 Collegiata 18.00 Collegiata. Feriale del Sabato: 8.00 Collegiata.

Orario prefestivo

  • ore 16.30 [Ospedalino]
  • ore 18.00 [Chiesa Collegiata]

La celebrazione prefestiva è indicata anche come segue: Pre-Festiva (Festiva della vigilia della Domenica e Solennità): 18.00 Collegiata.

Orario festivo

  • ore 08.00 [Chiesa Collegiata]
  • ore 10.00 [Chiesa Collegiata]
  • ore 11.30 [Chiesa Collegiata]
  • ore 18.00 [Chiesa Collegiata (eccetto luglio e Agosto)]

Per il periodo estivo è riportata una variazione specifica: Festiva: 8.00 Collegiata 10.00 Collegiata (sospesa dalla seconda settimana di Giugno fino al 13 Settembre) 10.30 Collegiata (dalla seconda settimana di Giugno fino al 13 Settembre) 11.30 Collegiata (sospesa dalla seconda settimana di Giugno fino al 13 Settembre) 18.00 Collegiata.

Confessioni e momenti di preghiera

Ogni giorno feriale mezz'ora prima della S.Messa delle 18.00. Sabato alle ore 10.00 alle ore 12.00. Domenica e Festivi prima delle SS.Messe.

La storia della Collegiata

L’unione di quattro cappelle

La costruzione della Chiesa risale al sec. XIII. L´intenzione dei fondatori era di sostituire con una Parrocchiale in città le quattro piccole cappelle sparse nella campagna poi scomparse.

Sono sopravvissuti i loro nomi che oggi designano le contrade del palio dei barchini: San Pietro a Vigesimo, San Martino in Catiana, San Bartolomeo a Paterno e San Michele in Caprugnana. La scomparsa graduale delle cappelle significò il trasferimento dei loro beni alla Chiesa.

Quando divenne Collegiata

Nel 1633 al titolo di Propositura fu aggiunto quello di Collegiata, per decreto del Vescovo di San Miniato. E proprio l´Opera della Collegiata promosse, nel ‘700, i lavori per un radicale restauro e ammodernamento della chiesa, su progetto dell’architetto Giuseppe Broccetti.

I restauri di stile barocco nascondono quasi del tutto l´aspetto originario dell’interno della chiesa, mentre all’esterno restano tracce più chiare sulla costruzione originaria.

Caratteristiche architettoniche e artistiche

Oggi la Chiesa ha un´altezza di 20 metri e una superficie di 2600 metri, ai quali si aggiungono i 2120 metri della Cappella del Santissimo Sacramento, che è l´ex-Oratorio di San Michele Arcangelo soppresso nel 1785 e accorpato alla Chiesa per aumentarne la capienza a metà Ottocento.

L’interno ha una sola navata, tre cappelle sul presbiterio, rialzato di tre gradini rispetto al piano-terra; due altari su ogni lato della navata, uno nella Cappella del Santissimo. Gli altari sono fiancheggiati da colonne in stucco con capitelli corinzi.

Sopra le porte di facciata si trova l’organo, con cantoria in legno intagliato. Notevoli sono le due statue lignee del gruppo dell’Annunciazione, attribuite a Nino Pisano e San Pietro in marmo. Particolarmente venerato è un Crocifisso ligneo del primo Quattrocento.

Interno barocco Collegiata San Pietro

Il titolo di San Pietro Apostolo e la Via Francigena

Il titolo “San Pietro Apostolo” era in passato molto sfruttato per lucrare le indulgenze dei pellegrini che si trovavano a passare lungo la Via Francigena per recarsi a Roma a onorare la tomba di San Pietro.

Il beato Gherardo Bonamici

Il Bonamici, di famiglia sanminiatese, fu Parroco della ex-Chiesa dei Santi Martino e Barbara in Catiana; terziario francescano, operò molti miracoli e morì nella sua sede il 28 Novembre 1292.

Si narra che quando morì le campane della Chiesa suonarono a festa da sole. Insieme a San Severo, Patrono principale, è Compatrono di Castelfranco di Sotto.

Lo storico santacrocese Giovanni Lami (1697-1770) lo cita nel suo libro di antichi aneddoti: ". il Beato Gherardo Bonamici , Terziario di San Francesco pure lui di San Miniato , il di cui corpo riposa nella Chiesa di Castelfranco del Valdarno di Sotto". (Deliciae Eruditorum Seu Veterum Anekdotōn Opusculorum Collectanea)

Attività pastorali e organizzazione parrocchiale

La parrocchia comprende diverse aree dedicate alla vita liturgica, alla formazione, alle attività per le famiglie e all’impegno associativo. Tra le sezioni pastorali sono indicate Catechismo, Famiglie, Ministranti, Cultura, Liturgia e Benedizioni Pasquali.

Tra le associazioni, i gruppi e i movimenti sono indicati Azione Cattolica Italiana, Rinnovamento nello Spirito, Cammino Neo Catecumenale, Focolarini, Comunione e Liberazione, Scout AGESCI, Dopo Cresima e Caritas.

La parrocchia dispone inoltre dell’Oratorio San Severo, con attività e prenotazioni, e del Consiglio degli Affari Economici, con componenti, statuto e bilancio.

Sono indicate anche pubblicazioni e comunicazioni parrocchiali: La Lanterna, Il lanternino, Il lanternino-ino-ino e Avvisi Settimanali.

Il parroco e il dibattito pubblico del 2025

Nel luglio 2025 il parroco di Castelfranco di Sotto, don Ernesto Testi, è stato al centro di un dibattito pubblico riguardante la sicurezza, il decoro urbano, l’accoglienza e il rapporto tra la comunità locale e le persone provenienti da altri Paesi.

La vicenda è iniziata dopo un fatto di cronaca, in merito a una rissa tra tre persone avvenuta in centro a Castelfranco. È il 17 luglio e sulle pagine de Il Tirreno, don Testi prende posizione dicendo "ci chiamano fascisti perché vogliamo stare tranquilli a casa nostra" affermando inoltre che "la sinistra ha fatto finta di non vedere".

In quell'occasione parla anche di una polemica sollevata dal sindaco Fabio Mini, di centrodestra alla guida del Comune dal 2024, in cui è intervenuta Nardini. La discussione in quel caso era sui rifiuti e partiva da un post dello stesso Mini, del 13 luglio, con fotografie di spazzatura e materassi abbandonati in centro storico nel quale aveva scritto "questo è il risultato dell'integrazione amata tanto dai sinistroidi" parlando di "lotta al degrado" e di "Castelfranco ai castelfranchesi".

Le precisazioni durante gli avvisi parrocchiali

Qualche giorno dopo don Testi ritorna sull'argomento alla fine della messa del 20 luglio. Durante gli avvisi parrocchiali, di fronte ai fedeli riuniti in Chiesa, decide di approfondire la questione con "una serie di precisazioni" dopo le affermazioni nei giorni precedenti.

Le sue parole sono riprese, integralmente, in un video che in questi giorni è rimbalzato sui social: "Perché mi sono arrabbiato tanto, e ho inveito contro qualcuno. Perché è un po' di anni che qualcuno tenta di minimizzare o nascondere dei fenomeni che purtroppo ci sono. Martedì sera io sono rincasato alle 23, e c'erano degli amici extracomunitari che si prendevano a bottigliate e hanno tirato fuori anche un coltello. Ho trovato una bambina straniera che piangeva in lacrime spaventata".

"Perché - continua - tutte le volte si deve far metter bocca all'assessore regionale, che tra l'altro è mia compaesana (Capannoli ndr), per negare una cosa evidente. Sono stato tacciato di razzismo, di fascismo. Ma cos'è il fascismo? è non sopportare che qualcuno la pensi diverso da te. Ragionate e vedete chi è che non sopporta che ci sia un pensiero diverso dal suo, tanto da negare l'evidenza".

Sui rifiuti in mezzo al paese dice: "Se voler star puliti e voler dormire la notte è esser razzisti allora sono razzista in questo senso, non in altri sensi. Scusate ma mi sembrava doveroso dirlo, perché mi hanno trattato di tutti i titoli".

Poi dall'altare conclude: "La devono far finita queste persone a ragionare con l'ideologia, ad applicare le loro idee alla realtà e se la realtà non torna con le loro idee allora è sbagliata la realtà. Ma non è così che funziona la vita. E se continuano io continuo. I problemi ci sono e vanno risolti. Bisogna tentare di farlo. Accogliere non vuol dire lasciare che la gente faccia quello che gli pare, e violenti la vita di chi c'è già. Vuol dire vivere in pace, volersi bene".

Uno sfogo che, dalla Chiesa, si è concluso con un applauso dei presenti.

La posizione del vescovo di San Miniato

San Miniato, 25 luglio 2025 - Pubblichiamo le parole di Mons. Vescovo relative alle polemiche suscitate dall’intervento di don Ernesto Testi, parroco di Castelfranco di Sotto.

In merito alle polemiche relative alle parole che il parroco di Castelfranco ha pronunciato domenica scorsa (non all’omelia ma negli avvisi parrocchiali), per difendersi da offese gravissime ricevute per aver espresso le sue considerazioni sulla situazione difficile dell’ordine pubblico e del decoro nel centro di Castelfranco, invito tutti in primo luogo ad ascoltare quello che Don Ernesto ha detto e che si può facilmente rinvenire in Internet.

Nelle sue parole non è ravvisabile altro che la preoccupazione di un pastore e il disagio che un popolo intero vive. E questo è uno dei compiti fondamentali di ogni pastore, che ha inoltre anche il diritto di difendersi pubblicamente di fronte ad accuse ingiuste rivoltegli pubblicamente.

Ribadisco la mia stima per Don Ernesto ed invito tutti ad abbassare i toni del confronto, per farne un dialogo utile a crescere insieme nell’accoglienza di tutti, nel rispetto di ognuno, nella costruzione di una convivenza pacifica e ordinata.

Saremo così un piccolo segno di dialogo e di costruzione della pace in questo mondo che sembra allontanarsi sempre più da questi valori fondamentali che ci sono stati insegnati da Gesù e dal suo Vangelo.

+ Giovanni Paccosi Vescovi di San Miniato

Le repliche nel dibattito politico

Non si placa il botta e risposta sulla polemica che ha superato i confini di Castelfranco di Sotto, arrivando anche in Valdera. Lo scontro, tra post su facebook e dichiarazioni pubbliche, va avanti ormai da settimane e in particolare vede al centro della discussione il parroco del comune del Cuoio don Ernesto Testi e l'assessora regionale Alessandra Nardini.

Alessandra Nardini ha dichiarato: "Non avrei voluto tornare sopra alla vicenda dell'attacco ingiustificato del parroco di Castelfranco di Sotto nei miei confronti, perché non voglio in alcun modo alimentare una polemica che avrei preferito non fosse mai nata, e che non ho certo innescato io".

"Ci tengo però, anche alla luce di quello che sto leggendo, a ribadire ancora una volta come sono andati i fatti: io non ho attaccato, né menzionato nel mio primo intervento, il parroco. Io ho risposto, e lo rivendico nel mio ruolo politico e istituzionale, al Sindaco Mini che aveva scritto un post che giudico vergognoso e intriso di razzismo".

"Rispetto all'oggetto della discussione, il parroco ha scelto autonomamente di inserirsi nello scontro, dalla parte del sindaco, di esprimere le sue posizioni via social e a mezzo stampa (opinioni che non condivido - né da cittadina laica né da cattolica - ma a cui io non ho mai risposto, dato che non reputo un parroco un interlocutore politico, avendo lui un altro ruolo), poi le ha ribadite dall'altare durante la Messa, chiamandomi direttamente in causa, come si può facilmente riscontrare dal video che gira in rete".

"Lui ha attaccato me, non il contrario. Se poi, come apprendo dal comunicato della Diocesi, le dichiarazioni del parroco hanno causato a lui attacchi personali o offese, me ne dispiaccio sinceramente, ma questo non cambia di una virgola i fatti, l'uso improprio del suo ruolo e quello che ho scritto prima e sostenuto ieri".

"Sono da sempre aperta al dialogo e al confronto, partendo però da un punto imprescindibile: la verità nelle ricostruzioni e il rispetto dei ruoli, che in questa vicenda è venuto meno".

Il coinvolgimento di Pontedera

Una vicenda sulla quale molti si sono espressi. Fino a Pontedera, a partire dal sindaco Matteo Franconi che sempre ieri, 26 luglio, in un post sulla propria pagina Facebook dove comunicava il provvedimento di Daspo urbano emesso dalla questura di Pisa nei confronti di quattro persone "responsabili di gravi condotte in occasione della "Notte Bianca" lo scorso giugno, conclude commentando i fatti del Cuoio.

"Ancora oggi un parroco a Castelfranco, teoricamente un epigono di quell'insegnamento (riferendosi a quelli del "rivoluzionario di Nazareth" citato poco prima ndr), lamentandosi di gesti oggettivamente riprovevoli (da prevenire e sanzionare) ci carica un surplus di intollerabilità per il fatto che siano stati compiuti da "stranieri"; lo fa assecondando la solita sciocca, errata e purtroppo diffusa litania che il buonismo della sinistra li abbia fatti venire e li abbia tollerati".

"Lo fa scivolando nello scontro politico nei confronti di Alessandra Nardini (a cui voglio esprimere vicinanza) che aveva stigmatizzato un post intriso di un oggettivo razzismo neofascista del Sindaco di quel comune. Le opinioni sono sempre libere e tutte legittime, anche quelle politiche, anche quelle dei parroci, anche quelle espresse nei sermoni".

"Ma quella libertà vale quanto quella di coloro che, come me, Alessandra e tanti altri, leggono le sue parole (oltreché inopportune) lontane anni luce dal messaggio che dichiarano di professare".

Per Gian Paolo Quercetani, consigliere di Fratelli d'Italia Pontedera, "l’intervento del sindaco Franconi sui social contro il parroco di Castelfranco di Sotto è un attacco scomposto e profondamente scorretto".

"Travestito da riflessione etica, è in realtà un processo politico a chi osa esprimere un disagio reale, condiviso da molti cittadini. Il parroco ha detto una verità scomoda? Ha denunciato paure e problemi che esistono? Allora, per Franconi, va etichettato, isolato e zittito".

"È la solita logica: chi non si allinea al pensiero dominante viene bollato come razzista o intollerante. Ma il parroco di Castelfranco - continua Quercetani in una nota - non ha fatto altro che dare voce a un disagio che troppi amministratori continuano a negare".

"E no, non spetta al sindaco giudicare chi ogni giorno vive accanto alla gente, ascolta le difficoltà e affronta la realtà che la politica finge di non vedere. Serve rispetto, non sermoni. Serve ascolto, non bavagli. Chi difende davvero la comunità, oggi, ha il coraggio di dire la verità".

Servizi e sezioni della parrocchia

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Tra le attività e le comunicazioni sono presenti anche Piano Offerta Formativa 2014-2015, Festa del ciao parrocchiale e Adorazione Eucaristica per la pace.

La parrocchia è collegata all’Azione Cattolica Italiana, alla Diocesi di San Miniato, alla Delegazione Regionale Toscana e ad altre realtà associative e pastorali.

Nel calendario associativo è indicato Settembre 2026. Appuntamenti: Nessun evento.

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