La colonna della preghiera nella Cattedrale di Santiago: il Botafumeiro e il significato del rito

La colonna della preghiera nella Cattedrale di Santiago de Compostela è rappresentata simbolicamente dal Botafumeiro, il grande incensiere che oscilla sopra i pellegrini durante le celebrazioni solenni. Il suo profumo richiama la preghiera e la purificazione spirituale: “Come incenso salga a te la mia preghiera” (Salmo 141:2).

Il Botafumeiro è il più grande incensiere del mondo ed è il simbolo della cattedrale di Santiago de Compostela. È uno degli emblemi più rappresentativi della Cattedrale e uno dei simboli più famosi del Cammino di Santiago.

La Cattedrale di Santiago e il significato del pellegrinaggio

La Cattedrale di Santiago di Compostela è uno dei luoghi di culto più importanti al mondo e rappresenta la meta finale del celebre Cammino di Santiago, il pellegrinaggio che da secoli conduce milioni di viandanti verso la Galizia. Situata nel cuore della città, domina la Plaza del Obradoiro, una delle piazze più scenografiche d’Europa, sorprendendo i visitatori con la sua imponenza e la ricchezza artistica che racchiude.

Dichiarata Patrimonio dell’Umanità UNESCO, la Cattedrale è molto più di un monumento religioso: è un simbolo di incontro, spiritualità e cultura. Qui si intrecciano storie di fede, arte e tradizioni che affondano le radici nel Medioevo e che ancora oggi si respirano tra le sue navate.

La Cattedrale di Santiago de Compostela custodisce nella sua cripta le spoglie mortali dell’apostolo Giacomo di Zebedeo, detto anche Giacomo il Maggiore, patrono di Spagna, venerato in questo paese come Santiago (da Sancti Jacobi, in spagnolo Sant-Yago).

La tomba del santo venne scoperta fin dal IX secolo e i lavori per la costruzione della grandiosa Cattedrale di Santiago di Compostela cominciarono nel 1075. La Cattedrale di Santiago si sviluppò nel tempo, venne arricchita di numerose reliquie, e divenne la tappa finale di uno dei pellegrinaggi di fede più noti e diffusi fin dal Medioevo: il Cammino di Santiago di Compostela.

La Cattedrale di Santiago di Compostela fu ufficialmente consacrata il 25 luglio 1211, alla presenza del re Alfonso IX di León. Questo evento segnò l’apice della sua importanza religiosa e sancì Santiago come una delle principali mete di pellegrinaggio cristiano, al pari di Roma e Gerusalemme.

Il Cammino di Santiago e l’arrivo nella Cattedrale

Il Cammino di Santiago di Compostela si tratta di un tragitto di 800 km da percorrersi in un mese. Il Cammino attraversa Francia e Spagna, anche se esiste un Cammino alternativo detto Cammino portoghese, da conduce da Lisbona a Santiago.

Esistevano diverse possibilità per i pellegrini che volevano raggiungere Santiago di Compostela. Tali tragitti erano raccolti nel Codex calixtinus (il Liber Sancti Jacobi) e vengono utilizzati ancora oggi.

  • La via Francigena era quella scelta da chi giungeva dall’Italia.
  • C’era poi la via Podense, da Lione e Le Puy-en-Velay, che attraversava i Pirenei all’altezza di Roncisvalle.
  • La via Lemovicense partiva da Vézelay.
  • La via Turonensis passava all’altezza di Tours, dove si riunivano i pellegrini provenienti dall’Inghilterra, dai Paesi Bassi e dalla Germania del nord.
  • I pellegrini che giungevano dai porti atlantici dell’Europa del Nord potevano scegliere l’antico cammino della Ruta de la Costa.

La traversata dei Pirenei avveniva e avviene tuttora o a Roncisvalle in direzione Estella (Camino francés, ancora oggi il più utilizzato), o a Somport (Camino aragonés). Il Camino aragonés tocca Jaca, Sangüesa, Enériz; il Camino francés Pamplona, Logroño, Burgos e León.

I due cammini si congiungono a Puente la Reina, dove sorge il Monumento al Peregrino, su cui è inciso questa frase: “Y desde aquí todos los Caminos a Santiago se hacen uno solo”, Da questo punto tutti i cammini per Santiago diventano uno solo.

La Cattedrale di Santiago di Compostela rappresenta il traguardo del Cammino di Santiago, una delle esperienze spirituali e culturali più intense al mondo. L’arrivo in Plaza del Obradoiro, davanti alla maestosa Cattedrale, è un momento carico di emozioni che ripaga ogni fatica e lascia ricordi indelebili.

La preghiera dei pellegrini

Sono molte le preghiere dei pellegrini scritte nel corso dei secoli e diventate parte della tradizione del Cammino di Compostela. Ce ne sono per ogni fase del viaggio, dalla partenza, all’arrivo, davanti alla tomba di San Giacomo.

In particolare, vogliamo citare la preghiera affissa nella chiesetta romanica di S. Maria La Real a O Cebreiro: la preghiera del pellegrino. Quand’anche avessi percorso tutti i sentieri, superato montagne e valli da est a ovest, se non ho scoperto la libertà di essere me stesso, allora non sono ancora arrivato.

Un altro dei punti più significativi del Cammino è La Cruz de Hierro, che si trova nei Montes de Leon, vicino a Foncebadón, a 250 km da Santiago de Compostela. È un luogo pervaso di grande forza simbolica e vi si consuma un rituale antico e suggestivo: ogni pellegrino, al momento della partenza per il Cammino, sceglie una pietra delle dimensioni adeguate rispetto ai peccati per i quali vuole essere graziato, e la porta fino alla Cruz de Hierro, per aggiungerla al mucchio di pietre ai piedi della croce.

Che cos’è il Botafumeiro

Il termine botafumeiro è il nome in galiziano dato a un incensiere. Il suo nome Botafumeiro significa letteralmente “chi fuma”.

È un incensiere da chiesa, o turibolo (dal latino thuribulum, la cui radice thur significa incenso), ovvero un grosso contenitore nel quale viene bruciato l’incenso in grani.

Il Botafumeiro è adornato dalla conchiglia di Santiago e dalla croce di Santiago, pesa 53 kg ed è lungo 1,50 m ed è sospeso ad un’altezza di 20 metri. Un’altra descrizione indica un’altezza di 1,60 m e un peso di circa 50 kg, anche se riempito di carbone e incenso supera i 100 kg.

Il Botafumeiro è un enorme incensiere di oltre 50 chili sospeso a più di 20 metri d’altezza. Utilizzato fin dal Medioevo per purificare l’aria e diffondere un profumo intenso durante le celebrazioni, è oggi una delle attrazioni più spettacolari per i visitatori della Cattedrale.

Botafumeiro sospeso nella Cattedrale

Il simbolismo dell’incenso

L’incensiere è un elemento comune a molte religioni antiche e moderne. Per millenni si è creduto che i fumi liberati dall’incenso risultassero particolarmente graditi agli dei, nell’ambito delle celebrazioni religiose.

Gli incensieri sono stati utilizzati in vario modo nelle cerimonie religiose di ogni epoca e cultura, per profumare, sanare, purificare e proteggere. Nell’ambito della liturgia cristiana cattolica, l’incenso viene bruciato per simboleggiare la preghiera e la venerazione verso Dio.

Inoltre, è anche un dono, un onore reso a Lui, una sorta di sacrificio riservato a Qualcuno di davvero importante e unico. Il suo profumo ha un significato simbolico collegato con la preghiera e con la purificazione spirituale.

Secondo la tradizione, l’incenso serviva anche a purificare l’aria e a liberarla dalla negatività spirituale. In origine, secondo il Codice Callistino, il Botafumeiro non era propriamente un incensiere utilizzato durante le cerimonie, ma un grande recipiente usato per bruciare l’incenso e coprire l’odore dei pellegrini che, di notte, si affollavano nella cattedrale in cerca di ricovero.

La storia del Botafumeiro

Il primo riferimento documentale del Botafumeiro appare in una nota marginale del XIV secolo del Codex calixtinus, dove è denominato “Turibulum magnum”. La data esatta di creazione di questo rituale è sconosciuta, ottenendo il primo riferimento scritto in un margine del famoso Codice.

Non si sa esattamente quando il primo Botafumeiro sia stato installato nella Cattedrale di Santiago. Tuttavia, si ritiene che il suo utilizzo risalga all’XI secolo, poiché il Codex Calixtinus, il più antico libro sul Cammino di Santiago, fa già riferimento all’enorme turibolo (Turibulum Magnum).

Si ritiene che le sue origini siano molto più antiche, risalenti al dodicesimo o tredicesimo secolo e, infine, dimostrandone l’uso dal XIV secolo, contemporaneamente alla realizzazione del busto reliquiario dell’Apostolo.

Nel XV secolo Re Luigi XI di Francia fece una donazione alla cattedrale, che permise la costruzione del turibolo nel 1554. All’epoca si trattava di una grossa pignatta d’argento.

Un’altra tradizione vuole che sia stato il Re in persona a donare la pignatta alla Cattedrale. In ogni caso, essa venne successivamente rubata dalle truppe napoleoniche.

Nel 1809, durante la Guerra d’Indipendenza, le truppe napoleoniche rubarono il Botafumeiro dalla Cattedrale di Santiago. Quarant’anni dopo, nel 1851, l’attuale Botafumeiro fu realizzato in ottone.

L’attuale incensiere risale al 1851 ed è stato realizzato in ottone poi ricoperto d’argento. Questa replica è opera di José Losada. L’enorme incensiere misura un metro e 60 centimetri e pesava originariamente 60 chili.

Nel 1971, la Confraternita degli Alfieri Provvisori regalò alla Cattedrale di Santiago un’altra copia del Botafumeiro preso dalle truppe napoleoniche. Questa è interamente in argento e pesa 52 kg.

Nel 2006 il Botafumeiro del XIX secolo è stato restaurato e argentato. Di conseguenza, il suo peso è aumentato a 62 chilogrammi quando è vuoto. Oggi, il Botafumeiro generalmente utilizzato è quello più antico.

ElementoDato
Nome storicoTuribulum magnum
Materiale dell’attuale BotafumeiroOttone ricoperto d’argento
Anno dell’attuale esemplare1851
Peso indicato53 kg
Altezza indicata1,50 m
Altezza di sospensione20 metri
Addetti al funzionamento8 tiraboleiros

Il meccanismo e il funzionamento

Viene messo in funzione facendolo dondolare da parte di 8 uomini, chiamati “tiraboleiros”, dalla cupola centrale della cattedrale, da dove è appeso, mediante un complesso sistema di pulegge, verso le navate laterali a una velocità che raggiunge i 68 Km orari.

Durante le messe solenni, il Botafumeiro viene riempito di carbone e incenso, quindi fatto oscillare da otto tiraboleiros, gli addetti al meccanismo, che con grande abilità lo spingono fino a compiere ampie oscillazioni a oltre 60 km/h lungo il transetto.

Per mettere in funzione il Botafumeiro de Santiago, il pezzo viene riempito con circa 400 grammi di carbone e incenso. Il bruciatore di incenso viene poi legato strettamente alla lunga corda che pende dal soffitto.

Il suo movimento è possibile grazie al meccanismo di pulegge e all’impulso iniziale fornito dai tiraboleiros, il nome dato agli 8 uomini che danno la prima spinta al Botafumeiro per metterlo in moto.

In seguito, ognuno dei tiraboleiros tira i vari fili della corda per dare velocità al Botafumeiro. Il suo volo può raggiungere i 68 km/h, in appena un minuto e mezzo.

Una volta in funzione, il Botafumeiro compie 17 oscillazioni, dalla porta Azabachería alla porta Platerías. Vola a un’altezza massima di 21 metri.

La corda che sostiene il Botafumeiro dal soffitto della Cattedrale di Santiago, come se fosse un pendolo, è bene precisare che attualmente è di origine sintetica e non di canapa ed erba sparto, come era secoli fa. La corda pesa 90 kg ed è lunga 65 metri.

Uno dei momenti più spettacolari di questo processo è l’istante in cui cominciano a muoversi, a poco a poco e sfruttando la propria inerzia del bruciatore d’incenso grazie a un sistema di corde e pulegge.

Infine, sono anche i tiraboleiros che sono responsabili di rallentare il loro percorso, praticamente appesi su di esso per abbassare la velocità.

Schema del meccanismo del Botafumeiro

Quando viene utilizzato

Il Botafumeiro viene messo in funzione nelle cerimonie principali e tutti i venerdì (tranne il Venerdì Santo) alla messa delle 19:30. La Messa del Pellegrino invece nella Cattedrale di Santiago di Compostela si celebra sull’altare maggiore tutti i giorni alle ore 12.

Il Botafumeiro viene utilizzato in occasione delle festività più importanti, come il 25 luglio, giorno di San Giacomo, o a Natale, ma è possibile vederlo in funzione anche in altre date su richiesta speciale.

Date delle messe solenni

  • 6 gennaio: Epifania.
  • Domenica di Pasqua.
  • Ascensione del Signore, 40 giorni dopo la Risurrezione.
  • Pentecoste, 50 giorni dopo la Resurrezione.
  • 23 maggio: anniversario della battaglia di Clavijo.
  • 25 luglio: Festa di San Giacomo Apostolo.
  • 15 agosto: Assunzione.
  • 1 novembre: festa di Ognissanti.
  • Solennità di Cristo Re, in una data variabile tra il 20 e il 26 novembre.
  • 8 dicembre: Immacolata Concezione.
  • 25 dicembre: Natale.
  • 30 dicembre: Traslazione del Santo Apostolo.

Il Botafumeiro inoltre viene messo in funzione in alcune date fisse, tra cui l’Epifania, la Domenica di Pasqua, la Pentecoste, l’anniversario della battaglia di Clavijo, la festa di San Giacomo Apostolo, l’Assunzione, Ognissanti, Cristo Re, l’Immacolata Concezione, Natale e la Traslazione del Santo Apostolo.

Durante gli Anni Santi aumenta anche il numero di Messe del pellegrino celebrate al giorno. Pertanto, è anche più facile vedere il Botafumeiro in funzione.

La Messa del Pellegrino

È un rituale che ha lo scopo di dare il benvenuto ai pellegrini che giungono nella capitale compostelana attraverso il Cammino di Santiago. A tal fine, durante il rito verrà letto l’elenco dei pellegrini che hanno raccolto la loro Compostela in un periodo antecedente alle 24 ore al massimo.

L’elenco indicherà i nomi dei pellegrini, la loro nazionalità e l’inizio del loro pellegrinaggio alla Cattedrale. Per omaggiare i pellegrini giunti a Santiago de Compostela, all’inizio della messa, viene letto l’elenco di tutti i pellegrini giunti quel giorno e che sono passati dall’Ufficio del Pellegrino.

La Messa del Pellegrino si tiene ogni giorno nella Cattedrale di Santiago. Una è prevista alle 12:00 del mattino e un’altra alle 19:30.

Il Botafumeiro viene iniziato dopo la Comunione. In questo momento, gli organi barocchi del tempio iniziano a suonare, con l’Inno dell’Apostolo.

Il rito del Botafumeiro nella Cattedrale colma di pellegrini e viandanti è il fulcro dell’intero cammino di Santiago. Il Botafumeiro, enorme e luccicante incensiere, incombe dall’alto, con le sue volute d’argento, al centro dell’area presbiteriale, legato a poderose gomene a loro volta ancorate all’incrocio delle lesene che innervano la cupola chiusa sopra la navata centrale in corrispondenza del transetto.

Nella cattedrale stracolma in ogni posto vi era un silenzio profondo di partecipazione e comunione. All’invito a scambiarsi un segno di pace prima della partecipazione al banchetto eucaristico, la cattedrale è stata invasa da un movimento corale sussultorio ed ondulatorio, in ogni parte.

Le persone si cercavano, pur non conoscendosi, per stringersi la mano, abbracciarsi, sorridersi, augurarsi ogni bene. L’assemblea era diventata un mare increspato da tenere onde che giungevano e partivano da ogni dove prima di tornare al precedente stato di quiete.

Il Botafumeiro e la colonna della preghiera

La colonna della preghiera nella Cattedrale di Santiago non è soltanto un elemento architettonico, ma un’immagine spirituale: la preghiera sale verso l’alto come il fumo dell’incenso, mentre il Botafumeiro attraversa lo spazio della chiesa collegando l’altare, il transetto, la cupola e l’assemblea.

Due angeli alle sue spalle gli rendono omaggio con il profumo dell’incenso che proviene dai loro turiboli. Il riferimento alla preghiera è presente anche nel Portico della Gloria, dove due anziani hanno in mano le fiale, “le coppe d’oro colme di profumi, che sono le preghiere dei santi” (Ap 5,8).

Il Botafumeiro rende visibile questo simbolismo attraverso il movimento. Il fumo si diffonde nella cattedrale, raggiunge le navate e avvolge simbolicamente i pellegrini, mentre l’oscillazione del grande turibolo trasforma la liturgia in un’esperienza collettiva di preghiera, memoria e purificazione.

Il Portico della Gloria e la preghiera scolpita

Il Portico della Gloria è uno dei capolavori più straordinari della scultura medievale e rappresenta l’ingresso principale della Cattedrale. Realizzato dal Maestro Mateo tra il 1168 e il 1188, è un trionfo di arte romanica, ricco di simbolismi teologici e di dettagli che ancora oggi lasciano i visitatori senza fiato.

La sua struttura a tre arcate raffigura le principali scene dell’Apocalisse, con oltre 200 figure scolpite: apostoli, profeti, angeli musicanti e una maestosa immagine del Cristo Giudice al centro.

Sul pilastro centrale la figura di San Giacomo accoglie i pellegrini che entrano in chiesa. Nell’arco centrale e nel timpano è rappresentata la Gloria di Dio, presieduta dal Cristo in Maestà, circondato dai quattro evangelisti, dai beati, dagli angeli con le arma Christi e dai ventiquattro anziani dell’Apocalisse.

Nel timpano è descritta la visione apocalittica del Cielo. Cristo ha la corona regale sul capo e siede nella sua maestà sulla sella curulis del giudice.

In basso otto angeli mostrano gli strumenti della passione di Gesù: la colonna della flagellazione, la grande croce, la corona di spine, i chiodi, la lancia di Longino, la brocca di Pilato, il cartello dell’Inri, la frusta con i flagelli, la canna con la spugna dell’aceto.

Sopra la sfilata degli angeli si affolla il popolo dei beati. Un angelo pone sul loro capo la corona di giustizia. Sull’arco appaiono seduti i ventiquattro anziani dell’Apocalisse, con gli strumenti musicali che accordano in preparazione al concerto in onore di Dio.

La Cripta dell’Apostolo e il centro della devozione

Sotto l’altare maggiore della Cattedrale si trova la Cripta dell’Apostolo Giacomo, il luogo più sacro dell’intero santuario. Qui sono custodite le reliquie di San Giacomo Maggiore, scoperte nel IX secolo e meta di venerazione per milioni di pellegrini nei secoli.

La cripta è accessibile attraverso una scalinata situata dietro l’altare. L’ambiente, semplice e raccolto, è dominato da un’urna d’argento che contiene le ossa dell’Apostolo.

Molti pellegrini, dopo aver percorso il Cammino, si fermano in preghiera davanti all’urna o compiono il tradizionale gesto dell’abbraccio alla statua dell’Apostolo, posta sopra l’altare.

La zona presbiteriale è dal canto suo delimitata da un ampio porticato che la dilata ulteriormente creando un effetto labirinto con gli ingressi che portano giù nella cripta dove si trova il sarcofago con le spoglie dell’Apostolo ed in cima all’altare dove si trova il trono dello stesso.

Gli incidenti nella storia del Botafumeiro

Il Botafumeiro ha iniziato presto a oscillare sulle teste dei fedeli raccolti nella Cattedrale di Santiago e, nel corso dei secoli, ci sono stati inevitabili incidenti, in occasione dei quali il grande incensiere si è staccato dalle corde, con conseguenze spesso drammatiche.

Il 25 luglio 1499, giorno di San Giacomo, si stava celebrando una messa in onore della principessa Caterina d’Aragona. Durante il volo del Botafumeiro, le catene che lo tenevano fermo si ruppero ed esso volò via, schiantandosi contro la Puerta de Platerías.

In quell’occasione, nessuno rimase ferito. Il 23 maggio 1622, le corde si ruppero di nuovo. Questa volta, l’enorme dispositivo si schiantò al suolo, mettendo in pericolo la sicurezza dei tiraboleiros.

Fortunatamente nessuno di loro rimase ferito. Nel corso del XX secolo si sono verificati due scontri, anche se le date in cui si sono verificati sono incerte.

Un accolito scese dall’altare senza accorgersi dell’esatta distanza a cui si trovava in quel momento il Botafumeiro, producendo un impatto che ha causato tre costole rotte e doveva essere portato immediatamente in ospedale.

Un gruppo di tedeschi si è avvicinato pericolosamente senza rendersene conto fino a quando, nel loro percorso, il turibolo ha sfiorato il viso di uno dei membri del gruppo, il che gli ha causato la rottura del setto nasale.

La Cattedrale come spazio di comunione

La cattedrale di Santiago, impianto romanico arricchito o compromesso e sopraffatto, a seconda dei punti di vista, da successivi interventi rinascimentali e quindi barocchi e rococò, è a croce latina. Entrambi i bracci, quello verticale e quello orizzontale, contengono tre navate.

Quando entri ti senti sopraffatto dalla enormità degli spazi che ti si aprono intorno, da tutte le parti. La fantasmagoria del presbiterio raccolto intorno all’altare monumentale immerso nello splendore dell’oro che accende i fregi, gli stucchi, le nicchie, le volute, le ampie vesti degli angeli, ti affascina.

Ma quando oltrepassi il portone d’ingresso della Cattedrale di Santiago, tutto questo scompare e tu ti ritrovi immerso in un mondo ancestrale che senti appartenere alla tua anima e che riflette il destino dell’umanità in cammino, alla ricerca di un approdo che sia autentico, non finto, non turistico, profondamente primordiale.

Quando entri nella Cattedrale senti di appartenere, al di là delle tue convinzioni religiose o laiche, atee o agnostiche, ad una comunità integra che si riconosce e che senza proclami si pone in comunione come una barriera di compassione, misericordia, tolleranza.

Il Botafumeiro condensa questa esperienza in un’immagine unica: il fuoco produce il profumo, il profumo accompagna la preghiera, il movimento attraversa la chiesa e la comunità dei pellegrini si riconosce nello stesso spazio sacro.

Visita e comportamento nella Cattedrale

L’abbigliamento non è rigidamente controllato, soprattutto durante i mesi estivi, quando il caldo porta a scegliere vestiti più leggeri e comodi. Tuttavia, è importante mantenere un certo rispetto, in particolare quando si visitano luoghi religiosi, monumenti storici o siti di rilevante valore culturale.

Si consiglia di evitare abiti troppo corti o vistosi e di optare per un abbigliamento decoroso e adeguato, come segno di rispetto per le tradizioni locali e per vivere l’esperienza in modo più autentico e consapevole.

Una visita completa alla Cattedrale di Santiago de Compostela richiede solitamente non meno di un’ora e mezza. All’interno spiccano diverse cappelle, la bellissima basilica principale, il mitico Botafumeiro, la cripta, il tesoro e il Museo della Cattedrale.

All’esterno, la facciata dell’Obradoiro e il Pórtico de la Gloria sono i primi luoghi che tutti i pellegrini vedranno dopo aver completato il Cammino di Santiago. Tutti i percorsi di pellegrinaggio finiscono qui.

ore 12:00 - Santa Messa del Pellegrino - Cattedrale di Santiago de Compostela - 10/09/2022

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