Secondo l’insegnamento attribuito a padre Gabriele Amorth, augurare il male a una persona è contrario al Vangelo e all’atteggiamento cristiano, perché alimenta rancore, odio e desiderio di vendetta. Gesù ci ha detto: “Benedite coloro che vi maledicono” (Lc 6,28).
La risposta indicata da padre Amorth davanti a una maledizione non è un’altra maledizione, ma la benedizione: “Perciò - dice padre Amorth - benediciamo in cuor nostro se qualcuno ci ha maledetto”. Questo piccolo aneddoto ci insegna come il bene sia più forte del male e come all’odio, un cristiano, debba sempre rispondere con l’amore.
Che cosa significa augurare il male
Chi augura il male desidera che un’altra persona soffra, perda qualcosa, si ammali, fallisca o venga colpita da una disgrazia. Dal punto di vista cristiano, un simile atteggiamento contraddice il precetto dell’amore e può trasformarsi in una forma di maledizione, soprattutto quando è accompagnato da odio, intenzione persistente e volontà di danneggiare.
Gesù ha raccomandato molto di benedire anche i propri nemici. Ricordiamoci il precetto “benedite e non maledite coloro che vi perseguitano affinché siate figli, veri figli del vostro Padre Celeste”.
“Chi si chiude al dono di Cristo si maledice da solo, perché si autoesclude dalla benedizione: “Se qualcuno ascolta le mie parole e non le osserva, io non lo condanno; perché non sono venuto per condannare il mondo, ma per salvare il mondo. Chi mi respinge e non accoglie le mie parole, ha chi lo condanna: la parola che ho annunziato lo condannerà nell’ultimo giorno”. (Gv. 12,47-48)”
La differenza tra un augurio ostile e un maleficio
Non ogni parola pronunciata con rabbia equivale automaticamente a un maleficio. Le parole possono tuttavia rivelare e rafforzare un atteggiamento interiore: il rancore, l’odio e il desiderio di vendetta allontanano dal precetto cristiano dell’amore.
Le maledizioni più tremende sono quelle fatte dai genitori o dai parenti stretti. Non sono da sottovalutare anche se sono fatte da altre persone.
È possibile che una persona si rivolga a un mago, a uno stregone o a qualcuno in relazione con il demonio e lo paghi per realizzare un maleficio su una persona. Il più delle volte l’azione straordinaria del demonio dipende da un maleficio; in questo caso non è colpevole l’uomo che lo subisce, ma l’uomo che lo fa o che lo commissiona a un mago o ad altra persona collegata con Satana.
Le maledizioni possono essere pronunciate in un momento di collera oppure perseguite intenzionalmente attraverso pratiche occulte. La tradizione esorcistica distingue quindi tra l’augurio ostile, che riguarda anzitutto la responsabilità morale di chi lo formula, e il maleficio, che viene descritto come un’azione deliberata affidata a persone o pratiche legate alla magia.
Il punto centrale: il male non si combatte con altro male
Padre Amorth ci spiega qual’è il giusto atteggiamento e come comportarsi da cristiani nei confronti di una maledizione. “Perciò - dice padre Amorth - benediciamo in cuor nostro se qualcuno ci ha maledetto.”
Un sincero perdono, la preghiera per loro, la celebrazione di messe a loro favore, sono stati i mezzi che hanno sbloccato una situazione e accelerato la guarigione.
Un cenno particolare per la sua efficacia va fatto riguardo a quello che è uno dei più duri precetti evangelici: il perdono dato ai nemici. Nel nostro caso i nemici sono rappresentati, il più delle volte, dalle persone che hanno fatto il maleficio e che, talvolta, continuano a farlo.
Mettersi alla presenza di Dio, chiedere a Gesù che ci conceda di pregare attraverso il Suo Cuore perché la nostra preghiera venga pienamente accettata presso la Divina Misericordia. Sgomberare il cuore da rancori, odi e qualsiasi sentimento che è in contrasto con il precetto divino dell’amore e se non riusciamo appieno, umiliarsi profondamente chiedendo che Gesù abbia misericordia anche di questo.
Le conseguenze per chi augura il male
Secondo la prospettiva esposta da padre Amorth, la prima conseguenza ricade sul rapporto della persona con Dio: il rancore e l’odio sono sentimenti in contrasto con il precetto divino dell’amore. Chi sceglie deliberatamente il male si allontana dalla benedizione e dalla vita evangelica.
La spinta verso il peccato è descritta in questi termini: «Quella che al demonio preme di più è quella di spingere l’uomo al peccato (mandando tentazioni alla persona), ma il maligno non ha il potere di farci cadere nel peccato perché cadere nel peccato dipende solo da noi uomini mediante il libero arbitrio che Dio ci ha dato».
«Attraverso le tentazioni - conclude l’esorcista - il maligno cerca di farci cadere nel peccato. L’uomo cadendo nel peccato non sta più con Dio ma con Satana. Se moriamo in uno stato di peccato grave, si va dritti all’inferno. Dio non vuole mai la morte del peccatore, ma vuole che quest’ultimo si converta e fin quando saremo su questa terra, Dio ci manda in continuazione, occasioni di conversione».
In questa visione, l’augurio di male non produce automaticamente l’effetto desiderato sulla vittima, ma può diventare per chi lo formula un’abitudine interiore di ostilità, una scelta consapevole contro l’amore e un’occasione di peccato.
Le conseguenze per chi riceve una maledizione
Padre Amorth raccontava di persone convinte di essere state colpite da maledizioni. “Forse ve l’ho già detto un’altra volta - inizia l’esorcista - a Roma c’era una donna che abitava al secondo piano e, al di là della strada, una strada stretta, al secondo piano, quindi allo stesso piano, ci abitava una maga con tanto di cartello alla porta: MAGA.”
“Ogni tanto questa donna si accorgeva che affacciandosi alla finestra, la maga faceva degli strani segni verso di lei e, dopo questi segni, le capitavano sempre delle sfortune, delle sventure”. La signora si rivolse a padre Amorth perché non sapeva come liberarsi di questa continua iattura.
“E io - prosegue il sacerdote - gli ho insegnato: sai cosa devi fare? Appena ti accorgi che la maga fa dei segni verso di te, tu con i vetri chiusi in maniera che lei non veda quello che fai, mandale delle benedizioni chiedendo con fede al Signore di benedirla”.
Nonostante la perplessità la donna obbedì alle parole pronunciate dal sacerdote e così dopo di allora, non ha più avuto alcun incidente.
Il racconto viene presentato come un esempio dell’atteggiamento da assumere davanti alla paura di una maledizione: non rispondere con aggressività, non alimentare il conflitto e rivolgersi a Dio con una preghiera di bene anche per la persona ritenuta ostile.
“Le benedizioni annullano le maledizioni”
“Perciò - dice padre Amorth - benediciamo in cuor nostro se qualcuno ci ha maledetto. I genitori possono benedire i loro figli. Penso che ognuno di noi possa benedire una persona dicendo: ti benedica il Signore nel nome del Padre, del Figlio, dello Spirito Santo. Questo lo si può sempre fare”.
Invocare la benedizione di Dio è il compito di ogni cristiano perché Gesù ha raccomandato molto di benedire anche i propri nemici. Noi non solo possiamo, ma dobbiamo benedire ogni creatura con rendimento di grazie e in ogni situazione della vita anche se avversa.
Le benedizioni possono essere fatte sia su di sé che su gli altri, anzi per sofferenze dovute ad azioni esterne è bellissimo e porta tanto giovamento a se stessi il benedire chi ci è stato causa di sofferenze fisiche o morali.
Queste bellissime benedizioni possono essere invocate sia su di sè che sugli altri sostituendo il “discenda su di me” con “discenda su di te o su di voi” e si consiglia molto ai genitori sui propri figli e familiari malati e non.
Come pregare davanti a una persona ostile
La preghiera di benedizione non è una formula magica e non dovrebbe essere usata come strumento di vendetta o di controllo. Il suo significato è affidare quella persona a Dio, chiedendo il bene e rifiutando l’odio.
Mettersi alla presenza di Dio, chiedere a Gesù che ci conceda di pregare attraverso il Suo Cuore perché la nostra preghiera venga pienamente accettata presso la Divina Misericordia.
Egli sa che fummo tratti dal fango e non siamo ancora come Lui merita.
Una formula breve riportata nel materiale è la seguente: “Ti benedica il Signore nel nome del Padre, del Figlio, dello Spirito Santo”.
Tra le preghiere riportate compaiono anche queste invocazioni:
- Mi benedica la potenza del Padre Celeste + la sapienza del Figlio divino + l’amore dello Spirito + Santo. Amen.
- Mi benedica Gesù crocifisso, per mezzo del suo preziosissimo Sangue. Nel nome del Padre + e del Figlio + e dello Spirito + Santo. Amen.
- Mi benedica Gesù dal tabernacolo, per mezzo dell’amore del suo Cuore divino, Nel nome del Padre + e del Figlio + e dello Spirito + Santo. Amen.
- Mi benedica Maria dal Cielo, Madre celeste e Regina e riempia la mia anima di un più grande amore a Gesù. Nel nome de Padre + e del Figlio + e dello Spirito + Santo. Amen.
- Mi benedica il mio angelo custode, e tutti i santi Angeli vengano in mio aiuto per respingere gli attacchi degli spiriti maligni. Nel nome del Padre + e del Figlio + e dello Spirito + Santo. Amen.
- Mi benedicano i miei Santi patroni, il mio santo patrono di battesimo e tutti i Santi del Cielo. Nel nome del Padre + e del Figlio + e dello Spirito + Santo. Amen.
- Mi benedicano le anime del Purgatorio e quelle dei miei defunti. Che siano i miei intercessori presso il trono di Dio affinché io possa raggiungere la patria eterna. Nel nome del Padre + e del Figlio + e dello Spirito + Santo. Amen.
Discenda su di me la benedizione della santa Madre Chiesa, del nostro Santo Padre , la benedizione del nostro vescovo………., la benedizione di tutti i vescovi e sacerdoti del Signore, e questa benedizione, così come viene diffusa da ogni Santo Sacrificio dell’altare, discenda su di me tutti i giorni, mi preservi da ogni male e mi dia la grazia della perseveranza e di una santa morte. Amen.
Che cosa può fare un cristiano e che cosa no
Le benedizioni possono essere fatte sia su di sé che su gli altri. I genitori possono benedire i loro figli.
Non possiamo però benedire con consacrazione le cose o le persone che servono o serviranno in modo permanete al culto divino o alla liturgia. Solo i presbiteri e diaconi possono farlo.
La distinzione è importante: una persona può pregare per sé o per un’altra persona, mentre gli atti liturgici e le consacrazioni appartengono al ministero della Chiesa.
Ci sono due forme di lotta contro il demonio nella sua azione straordinaria. Da un lato, l’esorcismo, che è un sacramentale istituito dalla Chiesa, riservato ai sacerdoti che hanno l’autorizzazione dei loro Vescovi. E poi ci sono le preghiere di liberazione, che sono preghiere private, e queste le può fare chiunque.
Maledizione, maleficio e azione del demonio nella prospettiva di Amorth
È un angelo, e pertanto uno spirito puro creato buono da Dio e che si è pervertito, perché si è ribellato. Se non si fosse ribellato, continuerebbe ad essere un angelo nel paradiso.
Possiede un’intelligenza molto grande, immensamente superiore alla nostra. È un essere personale. Inoltre, i diavoli sono molti, basti pensare ad un cielo stellato.
Ha una doppia attività: una normale ed una straordinaria. Quella normale è portare l’uomo al male per farlo peccare. È l’attività che il demonio preferisce, e tutti ne siamo soggetti dalla nascita alla morte.
L’azione straordinaria, che è più rara, è quella di dare mali particolari che possono culminare nella possessione diabolica.
La prima, quella che a lui preme di più, è la tentazione. In odio a Dio, i demoni tentano l’uomo al male, ossia cercano di allontanare gli uomini da Dio portandoli a vivere in uno stato di peccato, in modo poi da trascinarli dove loro si trovano: all’inferno.
A questa azione ordinaria del demonio siamo tutti soggetti, dalla nascita alla morte. Facendosi uomo, Gesù ha accettato di subire come noi le tentazioni del maligno.
Le quattro forme dell’azione straordinaria
Le varie forme di questa attività diabolica, che hanno una vastissima gamma di intensità e di gravità, sono quattro.
Possessione diabolica
È la forma più grave. Il demonio si impossessa di una persona e agisce usando le membra di questa persona: la bocca per pronunciare bestemmie e insulti; le parti del corpo per fornire una forza sovrumana e manifestarsi furiosamente; la mente, per riempirla di empietà e di concetti contrari al Vangelo.
Mai il demonio può impadronirsi dell’anima; per cui una persona può essere posseduta dal demonio ma essere spiritualmente santa e benemerita a Dio, anche se non lo dimostra con le sue azioni esterne. Tanti santi sono stati posseduti dal demonio.
Vessazione diabolica
La vessazione diabolica. Si ha quando il demonio, senza entrare nel possesso della persona, le infligge i disturbi più vari.
Il demonio può colpire una persona nella salute, negli affetti, negli affari, nella carriera e sul lavoro, in qualunque forma.
Alle volte sono disturbi dolorosi, che una persona può offrire a Dio per la salvezza delle anime, ma che possono anche allontanare da Dio, immettendo nell’individuo sentimenti di ribellione.
Ossessione diabolica
L’ossessione diabolica. Si ha quando il demonio colpisce una persona nella mente, con pensieri ossessivi invincibili, influendo anche attraverso i sogni e in ogni momento della giornata.
Così uno si trova nell’impossibilità di condurre una vita normale, si lascia sempre più prendere dal pessimismo e dalla disperazione, pensando al suicidio come unico rimedio.
Infestazione diabolica
Infine parliamo delle infestazioni diaboliche. Queste non colpiscono direttamente una persona, ma case, oggetti, animali.
È possibile che una casa sia infestata, e lo si capisce dalle cose strane che accadono: colpi alle porte e ai soffitti, specie di notte; finestre e porte che si aprono e chiudono da sole, senza che nessuno le tocchi; luci che si accendono e spengono, così pure il televisore e tutti gli strumenti collegati alla luce elettrica.
Il rapporto tra maledizioni e pratiche occulte
Altre volte, invece, si entra in possessione del demonio o sotto la sua influenza, e si hanno certi disturbi anche senza giungere alla possessione, per colpa nostra, quando si pratica l’occultismo.
Oggi, purtroppo, con la caduta della fede, crescono di più le superstizioni, e abbiamo tanti giovani e non così giovani che fanno sedute spiritiche, satanismo, magia.
Il demonio può anche esercitare un’azione straordinaria sugli uomini. Questa sua attività è più rara, e dipende in parte dalla colpa dell’uomo che, andando contro il volere di Dio, abbandona il Creatore per darsi alle varie forme di occultismo: magia, cartomanzia, maledizione, vudù, macumba, sedute spiritiche, sette sataniche, ecc…
Così facendo è l’uomo che si allontana da Dio, per darsi a Satana.
Padre Amorth rifiuta ogni distinzione tra magia bianca e magia nera. Nel linguaggio comune, la magia bianca consisterebbe nel togliere malefici, mentre la magia nera li produrrebbe. Per l’esorcista questa distinzione risulta illusoria: ogni forma di magia opera attraverso il demonio, quindi tutta la magia possiede intrinsecamente natura oscura.
Come discernere tra sofferenza spirituale e malattia
Prima che venga da me una persona chiedo che prima si faccia una diagnosi medica. Normalmente, quando una persona sente questi mali e problemi, la prima cosa che si fa è andare dal medico e dallo psichiatra.
La cosa più difficile è distinguere il male malefico dal male psichico. Il percorso normale è andare dallo psichiatra, ma non ottengono alcun risultato.
Altre volte non si tratta di nulla di malefico. Sono solo malattie fisiche che la scienza non riesce ancora a guarire.
Padre Amorth sottolinea con insistenza un principio fondamentale: ogni persona dovrebbe consultare i medici prima di rivolgersi all’esorcista.
La possessione demoniaca presenta manifestazioni che possono facilmente confondersi con patologie psichiatriche, in particolare con quelle di natura epilettica o dissociativa.
Il discernimento tra malattia e possessione richiede tempo e competenza. Le cure mediche vengono tentate per prime.
La certezza arriva solamente attraverso l’esorcismo stesso.
Il significato dell’esorcismo
È una preghiera ufficiale fatta in nome della Chiesa, pertanto un sacramentale. E serve per liberare le persone dalla possessione diabolica o da mali causati dal demonio.
Da un lato, l’esorcismo, che è un sacramentale istituito dalla Chiesa, riservato ai sacerdoti che hanno l’autorizzazione dei loro Vescovi. E poi ci sono le preghiere di liberazione, che sono preghiere private, e queste le può fare chiunque.
Se un persona non vuole, non ci si può imporre e in tal caso non si può fare nulla.
Gli esorcismi sono molto lenti. Generalmente, per liberare una persona ci vogliono molti anni.
Ma è pur vero che, anche se non sempre si giunge alla liberazione totale, sempre si ottiene un certo sollievo.
E diminuisce l’azione del demonio, a tal punto che si lascia sentire solo nei momenti di crisi.
Per la buona riuscita è fondamentale la collaborazione del paziente.
Le conseguenze dopo una benedizione o un esorcismo
Se la persona aveva delle negatività, anche senza che queste manifestassero dei segni particolari durante l’esorcismo, spesso il soggetto ne ha subito dei vantaggi.
Generalmente non si tiene conto del giorno in cui l’esorcismo è stato fatto: possono esserci benesseri o malesseri, intontimento o sonnolenza, comparsa di lividi o scomparsa di dolori; sono cose prive d importanza.
È invece importante valutare le conseguenze dal giorno dopo in poi.
In qualche caso uno sta male per un giorno o due e poi sta meglio per un certo periodo; in genere sente subito un beneficio, che può durare pochi giorni o molti giorni, secondo la gravita del male.
Se uno non ha dimostrato nessun segno di negatività durante la benedizione e se non sente nessun effetto dopo, vuoi dire il più delle volte che non ha nessuna negatività; i suoi disturbi dipendono da altre cause.
Può accadere che fin dalla prima volta l’influenza malefica abbia già mostrato tutta la sua forza, molta o poca che sia. Si nota allora un progressivo attenuarsi dei fenomeni.
Altre volte invece è come se il disturbo malefico cercasse di nascondersi ed emergesse solo poco per volta in tutta la sua estensione; poi inizia la fase di regresso.
Qualche cosa bisognerebbe dire sulle ricadute: non si verificano spesso, ma possono accadere.
La collaborazione personale secondo padre Amorth
Io sono solito dire che l'effetto degli esorcismi influisce per il 10% sul male; l'altro 90% deve mettercelo l'interessato.
In che modo? Con molta preghiera, con la frequenza ai sacramenti, con una vita conforme alle leggi del Vangelo, con l’uso dei sacramentali parleremo a parte dell’acqua, olio, sale esorcizzati, facendo pregare altri efficacissima la preghiera di tutta la famiglia, o di comunità parrocchiali o religiose, di gruppi di preghiera. , facendo celebrare messe.
Molto utili i pellegrinaggi, le opere di carità. Ma soprattutto occorre tanta preghiera personale, tanta unione con Dio in modo che la preghiera diventi abituale.
Un sincero perdono, la preghiera per loro, la celebrazione di messe a loro favore, sono stati i mezzi che hanno sbloccato una situazione e accelerato la guarigione.
Ho visto superare ostacoli alla guarigione con decisa generosità: alle volte era di ostacolo una situazione matrimoniale irregolare; altre volte l’impedimento era dato dal non riuscire a perdonare torti ricevuti o dal non riuscire a riconciliarsi con persone, per lo più parenti stretti, con cui si era rotto ogni rapporto.
Perché non bisogna rispondere alla maledizione con un’altra maledizione
Il demonio ha il potere di mandare tentazioni, facendoci negare a volte la stessa presenza di Dio o i comandamenti di Dio.
«Quella che al demonio preme di più è quella di spingere l’uomo al peccato (mandando tentazioni alla persona), ma il maligno non ha il potere di farci cadere nel peccato perché cadere nel peccato dipende solo da noi uomini mediante il libero arbitrio che Dio ci ha dato».
Rispondere a un’offesa con un’altra offesa, o a un augurio di male con una maledizione, mantiene la persona dentro la stessa logica di ostilità. Per questo la benedizione viene presentata come una scelta spirituale opposta alla vendetta.
La Chiesa non vuole che soffriamo, ma ci offre gli strumenti per accettare con rassegnazione la croce: le parole di Gesù e la fede in Lui.
Le sofferenze sono inevitabili nella vita, ma un cuore che si sforza di essere in comunione con Gesù affronta meglio le difficoltà.
La protezione attraverso la fede
Se la persona è in Grazia di Dio, se prega, è difficile che quel maleficio abbia effetto. Ma se la persona è meno protetta dal punto di vista spirituale, è più facile che il maleficio lo colpisca.
La sua protezione, secondo questa prospettiva, non consiste nella paura di formule, oggetti o persone, ma nella vita cristiana, nella preghiera, nei sacramenti e nella fiducia in Dio.
La prima domanda che io faccio sempre alla persona è se va a Messa, se si confessa, se prega.
Per questo è molto importante la fede, sia nell’esorcista, sia nella persona che viene esorcizzata, negli amici, nelle persone che l’accompagnano, in coloro che pregano per lei.
Gesù ci ha detto: “Benedite coloro che vi maledicono” (Lc 6,28).

La Vergine Maria viene indicata come una figura di protezione spirituale: “Maria aiuta moltissimo. Il demonio ha terrore della Madonna”.
“L’intercessore più efficace di tutti è la Vergine Maria”.
“Naturalmente la Vergine è la più efficace. E quando la invochi come Maria!”
Padre Amorth ha inoltre collegato la lotta contro il male alla vittoria di Cristo: “Contro i pregiudizi sulla potenza del demonio, voglio dire che Gesù ha vinto il demonio”.
Una lettura prudente delle sofferenze personali
Non ogni disgrazia, malattia, conflitto o periodo difficile deve essere attribuito a una maledizione. Altre volte non si tratta di nulla di malefico. Sono solo malattie fisiche che la scienza non riesce ancora a guarire.
La cosa più difficile è distinguere il male malefico dal male psichico.
Il percorso normale è andare dallo psichiatra, ma non ottengono alcun risultato. Iniziano a sospettare che il loro male non è naturale.
In questo momento è possibile che una persona con più pratica in queste questioni suggerisca loro di andare dall’esorcista.
La diagnosi medica e il sostegno psicologico non sono in contrasto con la fede. Prima che venga da me una persona chiedo che prima si faccia una diagnosi medica.
La persona che teme di essere stata colpita da una maledizione dovrebbe quindi evitare decisioni impulsive, accuse non verificate e ricorso a maghi o guaritori. La preghiera può accompagnare, ma non sostituisce, la valutazione medica e psicologica.
Il messaggio cristiano essenziale
Il male, il demonio, le maledizioni: come agiscono? Quali sono le conseguenze sugli uomini?
La risposta di padre Amorth insiste su tre direzioni: non desiderare il male, non alimentare la paura e non reagire con la vendetta.
“Perciò - dice padre Amorth - benediciamo in cuor nostro se qualcuno ci ha maledetto.”
Chi si trova davanti a parole ostili può chiedere la benedizione di Dio, pregare per la persona che lo ha ferito, cercare il perdono e mantenere il ricorso ai normali aiuti medici e psicologici quando esistono sofferenze concrete.
Se l’uomo si ribella contro Dio e per colpa sua cade nel peccato, Dio gli dà mille occasioni per convertirsi.
Dio non vuole mai la morte del peccatore, ma vuole che quest’ultimo si converta e fin quando saremo su questa terra, Dio ci manda in continuazione, occasioni di conversione.