Il Santuario di Santa Maria delle Grazie è una delle chiese più antiche di Voghera, e l’unica, con i dovuti restauri, a giungere integra fino ai nostri giorni nelle sue forme tardogotiche-rinascimentali. Il pregevole edificio di culto fa inoltre parte dell’omonimo convento, presieduto dai padri Francescani.
La chiesa offre un’importante testimonianza della storia religiosa e architettonica della città: dalle origini benedettine alla presenza domenicana, dalla soppressione napoleonica alla trasformazione in struttura militare e civile, fino alla restituzione al culto e alla cura dei Frati Francescani.
Informazioni essenziali
| Informazione | Dato |
|---|---|
| Nome | Chiesa o Santuario di Santa Maria delle Grazie |
| Denominazioni storiche | Santa Maria della Pietà; Santa Maria del Rosario |
| Località | Voghera, Oltrepò pavese |
| Indirizzo | Corso Fratelli Rosselli - Voghera (PV) - Oltrepò pavese |
| Complesso | Chiesa e convento francescano |
| Stile | Romanico gotico, con elementi tardogotici e del primo Rinascimento |
| Ordine attuale | Padri Francescani |
| Accesso | Accesso tramite strada; apertura laterale per l’ingresso senza barriere architettoniche |
Le origini e la presenza benedettina
La prima testimonianza di un edificio di culto nel luogo dell’attuale chiesa di Santa Maria delle Grazie risale al 1153, quando papa Anastasio IV conferma la dipendenza di un insediamento di monaci benedettini dall’abbazia di S. Marziano di Tortona. Inizialmente un monastero benedettino, la chiesa ha subito significative trasformazioni nel corso dei secoli.
Questo monastero passò nel 1410 all’Ordine dei frati Predicatori, comunemente detti Domenicani. Il passaggio ai Domenicani aprì una nuova fase nella storia del complesso, destinato a essere profondamente rinnovato tra la fine del Quattrocento e l’inizio del Cinquecento.
La ricostruzione domenicana
La chiesa, insieme al convento, fu costruita dai Padri Domenicani negli anni 1492 - 1508, su un precedente luogo di culto ed è stata dedicata a Santa Maria della Pietà. Nel 1492 vi fu sicuramente un intervento edilizio di un certo rilievo, possibilmente una ristrutturazione dell’edificio precedente, che venne riconsacrato nel 1511 venendo dedicato a Santa Maria del Rosario.
Riedificata alla fine del Quattrocento per volontà di Vincenzo I Bandello di Castelnuovo, generale dell'ordine e zio del novelliere Matteo Maria, fu completata nel 1505. La struttura attuale deve molto della sua forma ai frati domenicani, in particolare a Vincenzo Bandello, che ha svolto un ruolo cruciale nella sua ricostruzione.
Il luogo di culto si mantenne in buono stato per tutta l’età moderna, ospitando nel 1518 il giovane Antonio Ghislieri, poi diventato papa col nome di Pio V, e poi santo. Qui vesti’ l’abito nel 1518 e studiò per due anni Michele Ghislieri, il futuro Papa Pio V.
Dalla soppressione napoleonica alla restituzione al culto
Con l’avvio dell’età napoleonica si concluse invece un lungo periodo di tranquillità per le chiese, e non solo quelle vogheresi. In questo caso particolare, finì il secolare possesso del monastero da parte dei Predicatori: nel 1805 il convento, soppresso, viene ceduto alla città di Voghera, e da allora svolse alternativamente la funzione di abitazione, stalla, di nuovo chiesa e ancora magazzino militare.
Chiusa al pubblico nel 1805, in età napoleonica, passò ai Frati Francescani nel 1819. La chiesa fu riaperta al culto nel 1858 e due anni dopo ritornarono i francescani.
Nel 1849 fu adibita con il convento a magazzino militare e ad asilo infantile. Nel 1870 il complesso cambia ancora destinazione, divenendo in parte di uso militare e in parte asilo infantile: quest’ultimo nel 1871 contava 220 bambini ricoverati.
Chiusa al pubblico in età napoleonica e adattata in tempi diversi ad asilo, a maneggio e a magazzino militare, venne restaurata dall'ingegnere vogherese Mario Cattaneo, riconsacrata nel 1927 e affidata ai Padri Francescani.
Circa cinquant’anni dopo, nel 1926, avvenne l’ennesimo cambio di utilizzo, quando i Francescani ottennero di poter occupare il convento, che così venne restaurato e restituito al culto il 1° luglio 1927, dedicandolo a Santa Maria delle Grazie.
Nel 1926 tornò definitivamente all’Ordine dei Frati Minori, i quali, su progetto dell’ingegnere vogherese Mario Cattaneo, l’hanno restaurata rispettando, nel presbiterio, le originali decorazioni in stucco e collocandovi l’antico affresco della Madonna delle Grazie, incoronata il 27 maggio 1923, cui il Santuario fu dedicato il 1 luglio 1927, giorno della solenne riapertura della chiesa dei Frati al culto dei fedeli.
La facciata e i materiali
La Chiesa di Santa Maria delle Grazie è un magnifico esempio di architettura gotico-lombarda. L’edificio è interamente costruito in laterizi a vista, e non presenta tracce di intonaco all’esterno.
Dalla strada sono visibili il lato meridionale, la facciata e il campanile. La facciata combina elementi tardogotici e del primo rinascimento.
Ai primi appartengono le decorazioni del sottogronda ad archetti trilobati in cotto, il rosone e i contrafforti, mentre al secondo le due finestre ad arco a tutto sesto e il portale cinquecentesco, forse proveniente da un altro edificio.
Il tutto è scandito da sei contrafforti, due dei quali (quelli interni) non rispecchiano la struttura interna della chiesa, ma hanno una funzione estetica, racchiudendo idealmente il rosone e il portale.
La facciata, adornata con elementi decorativi in terracotta, si ritiene sia stata costruita nella prima metà del XV secolo. Presenta quattro contrafforti, con la coppia centrale che incornicia il rosone e il portale, creando un impatto visivo notevole.
Il lato meridionale e il campanile
Riguardo al già detto lato sulla strada, è diviso orizzontalmente in due parti una superiore e una inferiore; nella prima, scandita da lesene e decorata con un motivo a laterizi nel sottogronda, vi sono aperte delle finestre con arco a sesto ribassato affiancati alle lesene.
Nella seconda troviamo un cleristorio composto da bifore i cui archi interni sono sorretti da una colonnina sempre in laterizi. Dalla strada è inoltre visibile il campanile, collocato sul lato sud-ovest.

L’impianto interno
L’interno dell’edificio è a navata unica, e degli archi ogivali trasversali dividono le sette campate. Ai lati un numero pari di cappelle, cui si accede da archi a tutto sesto sorretti da pilastri a base quadrata.
All’interno, la chiesa presenta una navata unica con archi a sesto acuto che conducono a 15 cappelle, ognuna delle quali rappresenta un mistero del rosario. Il presbiterio e le cappelle offrono una fusione armoniosa di simbolismo spirituale ed eleganza architettonica.
Un recente intervento ha collegato le cappelle tramite aperture praticate nei muri divisori. La particolare orientazione della chiesa, con l’ingresso rivolto a nord-est verso la città anziché a ovest come tradizione, la rende unica.
Per quanto riguarda il rapporto tra la struttura e le decorazioni, l’impianto dell’area presbiteriale risale probabilmente al quattrocento, mentre la copertura, a volta, è da ascrivere forse ad un intervento del secolo successivo.
Presbiterio, affreschi e opere d’arte
Questa presenta una serie di affreschi, tra cui i più interessanti si trovano nelle lunette. Questi ultimi risalgono al XVI secolo e rappresentano vari personaggi, tra cui San Domenico, San Pio V e la Beata Osanna Andreasi.
Nell’arcata trionfale furono eseguiti, a partire dal 1941, un grande affresco ad opera del pittore milanese Cesare Secchi. Un impressionante affresco di C. Secchi del 1941 decora l’arco trionfale, completando la bellezza austera dell’altare maggiore.
Il presbiterio e le cappelle offrono una fusione armoniosa di simbolismo spirituale ed eleganza architettonica. Il recente intervento sull’area presbiteriale ha inoltre riportato l’attenzione sulla semplicità e sulla forza simbolica dello spazio sacro.
L’immagine della Madonna delle Grazie
Tra i tesori più preziosi della chiesa vi è l'immagine miracolosa di Santa Maria delle Grazie. Originariamente custodita nella vicina chiesa di San Michele in Albofassio, questa immagine sacra fu salvata dalla distruzione nel 1876 grazie alle suppliche di una umile figlia di giardiniere.
Oggi si trova nel coro, continuando a ispirare devozione e reverenza. All’interno si può ammirare un affresco raffigurante la Madonna delle Grazie, risalente al XV secolo.
L’antico affresco della Madonna delle Grazie fu collocato nel presbiterio durante il restauro curato dai Francescani. L’immagine fu incoronata il 27 maggio 1923 e il Santuario fu dedicato a Santa Maria delle Grazie il 1 luglio 1927.

L’organo
La chiesa ospita anche un magnifico organo, costruito nel 1927, con 1.500 canne e 25 registri reali. Questo strumento aggiunge una ricca dimensione uditiva all'ambiente spirituale della chiesa, migliorando l'esperienza di culto e riflessione.
I restauri e la conservazione
Nel corso degli anni, la Chiesa di Santa Maria delle Grazie ha subito numerosi restauri per preservarne l'integrità storica e architettonica. Il primo significativo restauro fu guidato da Padre Pier Girolamo Cavagna all'inizio del XIX secolo, concentrandosi sugli altari principali e laterali.
I successivi restauri hanno affrontato sia gli aspetti strutturali che estetici, garantendo che la chiesa rimanga una parte vibrante del paesaggio culturale e spirituale di Voghera.
Gli sforzi di restauro più recenti, iniziati nel 1989, miravano a rivitalizzare l'area del presbiterio. Sotto la guida di Padre Costantino Ruggeri, il progetto ha enfatizzato la semplicità e la forza simbolica, creando uno spazio sacro che risuona di profondità spirituale e chiarezza architettonica.
Recentemente l’edificio è stato restaurato nel suo complesso, e in particolare nel 2009 furono restaurati tre antichi crocefissi, uno dei quali risalente al XV secolo.
Il significato storico e culturale
La Chiesa di Santa Maria delle Grazie occupa un posto speciale nei cuori dei residenti di Voghera. È stata un testimone silenzioso della storia della città, ospitando figure di rilievo come Antonio Michele Ghislieri, che sarebbe poi diventato Papa Pio V.
Le mura della chiesa riecheggiano storie di fede, resilienza e comunità, rendendola un punto di riferimento caro. La lunga successione di usi religiosi, civili, militari e assistenziali riflette i cambiamenti attraversati da Voghera nel corso dei secoli.
La chiesa e il convento francescano hanno rappresentato per lungo tempo un punto di riferimento per i fedeli e per la comunità locale. La presenza francescana ha mantenuto un legame tra la funzione spirituale del santuario e l’aiuto concreto alle persone in difficoltà.
La Casa di accoglienza Santa Maria delle Grazie
Da secoli, la comunità francescana di Voghera rappresenta un punto di riferimento per i fedeli e la comunità locale, garantendo sempre un aiuto a chi bussa alle porte del convento.
Negli anni, sono sempre di più le persone e le famiglie che, a causa della crisi economica e della povertà crescente in Italia, si rivolgono ai frati francescani perché privi di un posto dove stare perché incapaci di far fronte al costo di un alloggio, anche provvisorio.
Nel 2020 i frati di Voghera hanno deciso di ripristinare la vecchia ala del convento, abbandonata ormai da sessant’anni, per farne una casa di accoglienza che possa rispondere ad una pluralità di urgenze sociali diffuse sul territorio.
Nella nuova Casa di accoglienza Santa Maria delle Grazie i frati offrono accoglienza, ascolto e l’aiuto che permette ad adulti in difficoltà economiche o sociali di superare una fase problematica che attraversano.
La comunità francescana di Voghera offrirà accoglienza a chi ha un familiare ricoverato negli ospedali della zona, alle famiglie sfrattate in attesa di trovare una nuova casa, ai padri separati che non possono permettersi una casa, a chi ha un padre, un marito o un figlio in carcere da visitare e viene da lontano.
Casa Santa Maria delle Grazie si accredita sempre di più come punto di riferimento per tutte le persone in difficoltà. La prossima fase di ristrutturazione prevede l’abbattimento delle barriere architettoniche, la realizzazione del muro perimetrale che delimita la proprietà, la bonifica degli spazi destinati ad uso magazzino e la creazione di uno spazio all’aperto con giochi per i bambini.
La comunità francescana svolge inoltre durante tutto l’anno un servizio di distribuzione di pacchi alimentari destinati alle famiglie in difficoltà economiche.
Visitare la chiesa
Per i visitatori di Voghera, la Chiesa di Santa Maria delle Grazie offre un rifugio tranquillo e uno sguardo sul ricco patrimonio religioso e culturale dell'Italia. Che tu sia un appassionato di architettura, un amante della storia o semplicemente in cerca di un momento di pace, questa chiesa offre un'esperienza memorabile.
L’accesso avviene dalla strada e il complesso dispone di un’apertura laterale per l’ingresso senza barriere architettoniche. L’indirizzo indicato è Via Pietracqua, 27058 Voghera PV, Italia, mentre il complesso è noto anche come chiesa e convento francescano.
Mentre esplori la chiesa e i suoi dintorni, prenditi un momento per apprezzare i dettagli intricati del suo design e il profondo senso di storia che permea l'aria. La Chiesa di Santa Maria delle Grazie non è solo un edificio; è una testimonianza vivente dello spirito duraturo di fede e comunità a Voghera.