La Collegiata di San Michele Arcangelo domina Piazza Vittorio Emanuele II, nel cuore di Contigliano Alto, con una facciata monumentale in pietra locale e un’imponente architettura barocca. Edificata tra la fine del Seicento e il Settecento sul sito dell’antica parrocchiale, fu iniziata dopo la posa della prima pietra nel 1683 e solennemente consacrata nel 1747.
Il complesso comprende la Chiesa Superiore, con un’unica navata, sei cappelle laterali, altari in marmi policromi, decorazioni in stucco, opere pittoriche, arredi lignei e un organo monumentale settecentesco, e la Chiesa Inferiore, o Cripta, situata oltre la Porta dei Santi. La Collegiata rappresenta uno degli esempi più importanti dell’architettura barocca nel territorio della Sabina reatina.

Origini e presenza di San Michele nel territorio di Contigliano
Nel territorio di Contigliano sono i tre luoghi consacrati a San Michele arcangelo: si tratta dell’eremo di Sant’Angelo in Vetica già annoverato tra le chiese della diocesi reatina nelle bolle di Anastasio IV (1153) e di Lucio III (1182), registrato alla fine del XIV secolo come cappella di San Filippo della val Canera, più tardi abbandonato e ridotto a beneficio semplice, della chiesa di Sant’Angelo de Quintiliano registrata nel 1398 come cappella della chiesa di San Lorenzo e nel 1614 come chiesa del Vicariato di Poggio Fidoni, e della monumentale chiesa arcipretale e collegiata il cui transetto absidato domina la pianura sottostante includendo i resti degli antichi bastioni difensivi.
La Collegiata fu edificata sul sito dell’antica parrocchiale del XIII secolo. La posizione della chiesa, sulla sommità del colle e in prossimità delle strutture difensive medievali, spiega il suo rapporto diretto con il tessuto urbano di Contigliano Alto e con la pianura sottostante.
Intorno al 1680 il centro di Contigliano visse un periodo di particolare splendore. La posizione privilegiata, al centro di valli importanti e a ridosso del valico di Fontecerro, ne favorì lo sviluppo e indusse gli abitanti a costruire una chiesa parrocchiale adeguata all’accresciuta importanza civile del paese.
La chiesa preesistente e la visita apostolica del 1574
Dagli Atti della Visita Apostolica condotta a dieci anni dalla conclusione del concilio di Trento nel territorio diocesano reatino da monsignor Pietro Camaiani, vescovo di Ascoli Piceno, conosciamo a grandi linee l’assetto della preesistente chiesa di Sant’Angelo, già insignita del titolo di prepositura collegiata.
Il Visitatore trascorse il 28 gennaio 1574 tra Collebaccaro e Contigliano, definito come una terra fortificata ben popolata, dotata di una chiesa insigne retta da un arciprete, due canonici ed un buon numero di chierici.
L’arciprete in carica, don Matteo Pesti, era nativo del luogo e giudicato appena tolerabilis quanto a formazione culturale e pastorale, dimostrando di leggere stentatamente il latino del catechismo e i repertori dei casi di coscienza.
La chiesa era grande e ben tenuta, ma piuttosto scura: era dunque il caso di scialbare e dipingere con immagini sacre le pareti entro la prossima mietitura. Se tutto ciò non fosse stato realizzato, il Visitatore rimetteva al vescovo di Rieti, al tempo monsignor Alfonso Binarini, l’incarico di multare l’arciprete ed i canonici di 50 scudi da applicare al Seminario Diocesano, che vantava il primato dell’istituzione post tridentina.
Eppure la chiesa vantava quattro altari, rispettivamente intitolati all’Arcangelo Michele, alla Madonna del SS.mo Rosario, a San Vincenzo Ferrer, a San Tommaso.
L’altare di Sant’Angelo era spettante alla confraternita di Sant’Angelo del sacco, titolare dell’Oratorio omonimo in cui compiva le proprie riunioni e custodiva tuniche e stendardi.
Nel 1587, la Visita effettuata nelle diocesi umbre da monsignor Innocenzo Malvasia enumerava l’arciprete don Girolamo Picella, anch’egli contiglianese di nascita, i canonici don Giovanni Battista Tusco e don Simone Nerone, i chierici monsignor Giovanni Felice Sonanti, patrizio reatino, e don Antonino Totti da Spoleto.
La costruzione della Collegiata barocca
Ancora un secolo, e la chiesa sarebbe stata ricostruita dalle fondamenta: nel 1683 il vescovo Ippolito Vincentini, patrizio reatino che resse la diocesi dal 1671 al 1701, benedisse solennemente la prima pietra della chiesa di San Michele Arcangelo concepita da Michele Chiesa, capomastro e architetto, come un monumentale edificio barocco capace di portare a sintesi i tratti peculiari dell’ambiente naturale e gli elementi architettonici preesistenti.
Alla costruzione della nuova chiesa, dedicata a San Michele Arcangelo e già insignita del titolo di Collegiata, furono scelti i sette «deputati» (ad onore delle sette allegrezze della Beata Vergine Maria) che curavano i rapporti con il «Pio Governo» e seguivano il cantiere in ogni fase dell’ambizioso progetto, affidato a Michele Chiesa «Capomastro ed Architetto».
La chiesa, la cui splendida facciata realizzata in pietra locale e decorata da semicolonne si erge imponente sulla Piazza Vittorio Emanuele II, nel cuore di Contigliano Alto, è stata iniziata nel 1689 e terminata nel 1747, su progetto di Antonio de Rossi.
La Collegiata è stata sottoposta a vari interventi di restauro e consolidamento nel corso dei secoli, soprattutto dopo il terremoto del 1915.
Progettata dall’architetto romano Giovanni Antonio De' Rossi e realizzata dal capomastro ticinese Michele Chiesa da Moribo Inferiore, questo interessante esempio di architettura barocca vanta degli interni impreziositi da decorazioni eseguite da maestranze e artisti di indiscusso prestigio, tra i quali i pittori Filippo Zucchetti e Onofrio Avellino, l’intagliatore Venanzio di Nanzio di Pescocostanzo (AQ) e l'organaro Adriano Fedeli.
Il cantiere fu sottoposto alla vigilanza dei sette deputati scelti ad onore delle sette allegrezze della Vergine Maria, incaricati di curare i rapporti con il Pio Governo e di sovrintendere ai lavori, conclusi solo dopo decenni: ma i risultati furono eccellenti, resi ancor più degni dalla raffinatezza degli arredi lignei, opera dell’ebanista Venanzio di Nanzio da Pescocostanzo e dal pregevole organo realizzato nel 1748 dai maestri organari Adriano e Ranuccio Fedeli.
Fu davvero il capolavoro di Michele Chiesa, morto a Contigliano ottantenne nel 1735
La facciata e il rapporto con il borgo
La Collegiata di San Michele Arcangelo domina Piazza Vittorio Emanuele II a Contigliano (RI), con una facciata in pietra locale che sembra sproporzionata rispetto al borgo. Ma è questo il punto: intorno al 1680 il paese viveva un momento di prosperità e i contiglianesi desideravano una chiesa all’altezza, la cui realizzazione fu sostenuta proprio dalla comunità.
Il complesso della Collegiata ha la facciata principale suddivisa in due ordini raccordati da due ampie volute, liberamente ispirate ai modelli rinascimentali del Vignola.
La costruzione della chiesa iniziata alla fine del 1700, lo stile barocco con una architettura imponente è impreziosito da alcuni particolari come l'imponente campanile ed il portale in pietra rosa all'esterno, all'interno merita l’organo settecentesco realizzato nel 1748 incastonato in una stupenda cantoria in legno intagliata come il coro grande e del coro d’inverno in noce locale ed i locali della sacrestia.
In particolare la basilica inferiore, dalle notevoli dimensioni, non assolveva soltanto al compito usuale di cella confessionis ma colmava il dislivello del piano stradale consentendo di aprirsi sulla piazza principale del paese al bel portale impaginato da semicolonne sulla facciata in pietra locale.
La Chiesa Superiore: architettura e decorazione
Da qui si accede ancor oggi alla basilica superiore concepita ad aula, su cui si aprono le cappelle gentilizie dalla pregevole decorazione in stucco.
L’interno presenta una navata unica coperta da volta a botte, decorata con stucchi bianchi che diventano dorati nell’abside.
La volta è riccamente decorata da stucchi bianchi, sfarzosamente associati agli stucchi dorati nell’abside.
Entrando, di particolare interesse sono le due acquasantiere in marmo rosa di Cottanello, realizzate nel Settecento.
Nella navata unica, ricoperta da volta a botte, si aprono le cappelle laterali e due altari alle estremità del transetto.
Le sei cappelle laterali
Sei cappelle laterali (tre per lato) con gli stemmi delle famiglie committenti.
L’interno della Collegiata, o Chiesa Superiore, è costituito da una unica grande navata, su ciascun lato della quale si trovano tre cappelle, ognuna decorata dallo stemma della famiglia committente.
La serie delle cappelle a sinistra rappresenta il percorso dei sacramenti, dove la prima cappella ospita il fonte battesimale, la seconda è dedicata allo Spirito Santo e la terza al Santissimo Sacramento.
A destra è invece indicato il percorso della santità: la prima cappella a destra è dedicata ai Santi Francesco e Filippo Neri, la seconda a S. Giuseppe, la terza alla Madonna del Rosario.
| Lato della navata | Organizzazione delle cappelle |
|---|---|
| Sinistra | Fonte battesimale, Spirito Santo, Santissimo Sacramento |
| Destra | Santi Francesco e Filippo Neri, San Giuseppe, Madonna del Rosario |
L’altare maggiore e le opere pittoriche
L’altare maggiore è dedicato a San Michele Arcangelo, che potrete ammirare in una grande tela del Settecento del pittore reatino Filippo Zucchetti.
Sull’altare maggiore barocco, realizzato in marmi policromi, si trova un dipinto raffigurante S. Michele Arcangelo, patrono del paese.
La pala dell’altare maggiore, intitolato a San Michele Arcangelo, è una ricca tela dalla cornice mistilinea opera dell’artista reatino Filippo Zucchetti (1640-1712) mirabilmente consolidata e riportata alle cromie originali agli inizi del Duemila sotto l’alta sorveglianza SABAP dalla compianta restauratrice Cecilia Gugliandolo, su incarico di monsignor Ercole Lapietra, per lunghi anni parroco di Contigliano e vicario generale della diocesi di Rieti.
Si tratta di un maestoso edificio barocco dall’architettura imponente, impreziosito da pregevoli decorazioni, come le tele settecentesche: la grande pala dell’altare maggiore che rappresenta San Michele Arcangelo, opera del pittore reatino Filippo Zucchetti; il miracolo di S. Vincenzo Ferreri, opera del pittore Onofrio Avellino, in cui è inserita una bella immagine del paese così com’era nel 1707; il San Girolamo nel deserto, opera di un anonimo caravaggesco; il Sant’Antonio da Padova del pittore Pasqualino da Casperia ed altre tele della scuola barocca umbro-toscana, romana, napoletana.
Di autore ignoto sono invece gli affreschi sulle pareti e sul soffitto, raffiguranti l’Ultima Cena e la Pentecoste.
Notevole è anche il ciborio in legno scolpito e dorato.
La Chiesa Inferiore o Cripta
Oltrepassata la Porta dei Santi, si scende alla Chiesa Inferiore. Più sobria, ha svolto il ruolo parrocchiale dal 1705 mentre venivano terminati i lavori soprastanti.
All'entrata del borgo si trova la Chiesa Inferiore - o Cripta - dove i fedeli hanno celebrato l'eucarestia domenicale dal 1705, quando la Chiesa Collegiata era ancora in costruzione.
All’esterno della collegiata, oltrepassata la Porta dei Santi, si giunge alla Crypta, la cosiddetta Chiesa Inferiore, contemporanea alla chiesa madre ma dall’architettura più sobria e decorata nel 1750 da Germano Nicoletti.
La chiesa di San Michele Arcangelo e' stata edificata tra il 1689 e il 1777 su progetto dell'arch. romano Giovanni Antonio de' Rossi e corredato di cripta decorata nel 1750 dal pittore Gennaro Nicoletti.

Il campanile e le strutture medievali
La torre campanaria, venne edificata nel Seicento sui resti di una delle torri sopravvissute delle sei appartenenti alla medievale cinta muraria.
Il transetto absidato domina la pianura sottostante includendo i resti degli antichi bastioni difensivi.
Il campanile e la facciata contribuiscono a rendere riconoscibile la Collegiata nel profilo urbano di Contigliano Alto, evidenziando la continuità tra l’architettura religiosa settecentesca e il sistema fortificato del borgo.
L’organo monumentale settecentesco
Ma il pezzo che vale la visita è l’organo: 31 canne, tastiera in ebano e avorio, costruito da Adriano e Ranuzio Fedeli.
Di grande pregio e grandiosità è l’organo monumentale settecentesco, realizzato da Adriano Fedeli con trentuno canne e tastiera in ebano e avorio.
Quest’ultimo è l’autore del monumentale organo a trentuno canne del 1748 e tastiera in avorio ed ebano, situato nella stupenda cantoria in legno intagliato, sopra l’ingresso.
L’organo Monumentale, la cui mostra di 12 piedi rimane unica nella provincia reatina, è stato costruito nel 1747 da Adriano Fedeli, anche per merito del mecenatismo operato dalla nobile famiglia dei Varano (vedasi il vicino castello di Terria).
L'organo monumentale della Chiesa ha una mostra di 12 piedi unica nella provincia di Rieti.
La cassa, la cantoria e gli arredi lignei
La cassa dell'organo ha un volume sproporzionato rispetto allo strumento stesso, dovuto presumibilmente alla scarsa disponibilità economica dell'epoca.
La cassa e' assolutamente imponente, realizzata in noce, caratterizzata dalle grandi colonne classiche a lato della mostra ad ali divergenti e cuspide centrale (stessa foggia userà Fedeli per la mostra dell'organo in Santa Chiara in Rieti) e irta di volute, a legno naturale.
La cantoria in legno intagliato è di Venanzio di Nunzio da Pescocostanzo, lo stesso artigiano del coro in noce, ulivo e ciliegio.
Una particolare menzione merita l’organo settecentesco firmato dai maestri organari Adriano e Ranuzio Fedeli, realizzato nel 1748 e incastonato in una stupenda cantoria in legno intagliata dall’artigiano Venanzio di Nunzio da Pescocostanzo, autore anche del coro grande e del coro d’inverno in noce locale, con intarsi in olivo e ciliegio.
Da segnalare anche il pregevolissimo coro ligneo situato nella sagrestia.
Il coro ligneo situato nella sagrestia e gli arredi in noce locale completano il patrimonio di falegnameria artistica della Collegiata.
Caratteristiche tecniche
Lo strumento è basato infatti sul Principale di 16 piedi (reale di 12' in facciata, e si estende fino alla XXXVI; Cornetta, Flauti 8', 4' e in XVII completano la consueta disposizione dell'epoca.
Sono presenti accessori come il Tiratutti a pedale, l'Uccelliera e 3 Zampogne pastorali.
La tastiera, di grande estensione (Do1 - Do6) ha 57 tasti e la prima ottava scavezza, è in avorio finemente lavorata con chioccioline e intarsi sui tasti cromatici, ornata da modiglioni, di foggia tipica della famiglia camerte.
La disposizione fonica dei tiranti è ordinata in 2 colonne alla destra della consolle (eccetto 2 pomelli di accessori posti a sinistra) a finestra con tiranti in ferro e pomelli in ottone tornito, è disposta come da originale:
- RINFORZI AL PEDALE 16'
- principale i 16' (reale dal la1 IN FACCIATA)
- voce umana (S, 8)
- principale ii 16'
- flauto in ottava
- ottava 8'
- FLAUTO IN XII
- quintadecima 4'
- CORNETTA I S dal sol# 3
- decimanona (rit.Fa#5)
- CORNETTA II
- vigesimaseconda (RIT.dO#5)
- vigesimasesta (rIT fA#4,5)
- vigesimanona (rIT. dO#4,5)
- TRIGESIMATERZA (RIT. fA#3,4,5)
- TRIGESIMASEstA (rIT. dO#3,4,5)
- tira tutti (dalla XIX)
Accessori: Uccelliera, Zampogna in Sol, Zampogna in Re (Forte), tiratuttI a pomello e 2 pedaletti a dx della pedaliera
Pedaliera a leggio di 17 tasti
Corista 444 Hz a 26°c
Restauri e condizioni dello strumento
Lo strumento e' stato oggetto di restauro da parte della ditta Ruffatti negli anni '70.
Nel 2021 un intervento di manutenzione dell'organaro Becchetti di Perugia ha tentato di ridare decenza all'impianto fonico, ma i gravi problemi del somiere non possono essere risolti da interventi di ordinaria manutenzione e le problematiche relative all'intonazione purtroppo permangono.
I problemi sono principalmente insorti a causa dell'architettura del larghissimo somiere all’Italiana, che essendo costruito in un unico blocco è particolarmente critico alle modificazioni del legno.
Attualmente questo comporta grossi problemi di strasuono, facilmente riscontrabili chiudendo tutti i registri e premendo i tasti del manuale: si udiranno numerosi strasuoni (In gergo l'organo "piange") che nel caso di Contigliano sono veramente impressionanti.
Cio' causa fughe d'aria tra un registro e l'altro, rendendo praticamene impossibile la corretta accordatura e pregiudica l'effetto complessivo, che attualmente è molto modesto e sgradevole nel pieno.
Oltre a ciò, molte note gravi sono flebili.
Il rimedio è solo uno: un restauro del somiere eseguito da maestranze competenti e abilitate, seguito a una re-intonazione dello strumento corretta.
Fortunatamente il grande strumento e' assai usato per le funzioni e per una discreta attività concertistica, grazie alla sensibilità del parroco, Don Ercole La Pietra, che ha terminato il suo ufficio alla Collegiata nel 2022.
Singolare la mancanza di un registro ad ancia per uno strumento di tali dimensioni: nei ricordi di paese si narra (osservazioni di S. Colasanti, ascritte ad un vecchio parroco) di una "bombarda" molto forte: forse una ancia nei bassi della stecca cornetta, presenza insolita ma similare all'uso in molti strumenti romani dell'epoca, che avevano tromba nei bassi e cornetta soprani sempre unita (in molti contratti dell'epoca è descritto questo registro).
Il patrimonio liturgico e artistico
Degni di nota anche un pregevole Calice in argento dorato dell'Ottocento e un Ostensorio del Seicento.
La presenza del calice, dell’ostensorio, del ciborio e degli arredi lignei mostra la ricchezza del patrimonio liturgico conservato nella Collegiata e nella sua sagrestia.
La parrocchia e le celebrazioni
Parrocchia canonicamente costituita il 1° settembre 1986.
Riconosciuta civilmente il 7 ottobre 1986.
Iscritta nel Registro delle persone giuridiche della Prefettura di Rieti il 26 maggio 1987 - n. 74.
Santo Patrono: San Michele Arcangelo.
Festa patronale: 29 settembre.
Altre feste Sant’Antonio dì Padova (13 giugno).
Madonna del Rosario (7 ottobre)- Manifestazione annuale: Venerdì Santo (Processione del Cristo Morto e Sacra Rappresentazione).
La Collegiata e la Cripta di San Michele Arcangelo costituiscono la parrocchiale del borgo, insieme agli altri luoghi di culto presenti nel territorio di Contigliano.
Informazioni essenziali per la visita
| Voce | Informazione |
|---|---|
| Tipologia | sito religioso |
| Sito visitabile | esternamente ed internamente |
| Indirizzo | via Porta dei Santi n.1, 02043 Contigliano (RI) |
| Geolocalizzazione | 42° 24' 32.77'' N, 12° 45' 57.54'' E |
| Festa patronale | 29 settembre |
La Collegiata si trova nel centro storico di Contigliano Alto, in corrispondenza di Piazza Vittorio Emanuele II e della Porta dei Santi, dalla quale si raggiunge la Chiesa Inferiore.
Solenne Incoronazione della venerata effigie della Madonna Addolorata di Ciminà (RC)
La visita permette di leggere in sequenza la relazione tra il borgo fortificato, la facciata barocca, la Chiesa Superiore, la cripta, il campanile, le cappelle gentilizie, le opere pittoriche e il patrimonio organario.
Le altre chiese collegate al territorio parrocchiale
Chiese ed Oratori: Collegiata e cripta di San Michele Arcangelo (parrocchiale); Oratorio San Michele; Sant’Antonio a Contigliano; Madonna della Croce a Contigliano; Madonna delle Grazie («Sant’Anna»); San Tommaso («S. Tomeo») a Fontecerro; L’Annunziata («Madonna del Piano»); San Giovanni (ruderi); Immacolata Concezione a Montisola Bassa; San Vincenzo Ferreri a Montisola Alta; Sant’Andrea a Reopasto (privata chiusa al culto); San Lorenzo a San Lorenzo (ruderi); Cappella al Cimitero; Cappella alla Casa dei Ragazzi dell’ALCIM; Abbazia di San Pastore (privata famiglia Antonacci); Chiesa Santi Francesco e Vincenzo a Terria (privata famiglia Duca Varano).
Confraternite: Pio Sodalizio Sant’Antonio di Padova.
Tra gli altri luoghi di culto del territorio figurano la Chiesa di San Lorenzo a Contigliano, la Chiesa di San Giovanni Battista, la Chiesa di Sant’Antonio, la Chiesa della Madonna della Croce, la Chiesa di San Tommaso a Fontecerro, la Chiesa di San Vincenzo Ferreri a Montisola Alta e la Chiesa dell’Immacolata Concezione a Montisola Bassa.
Il sistema religioso locale comprende inoltre edifici rurali, cappelle, resti di chiese e complessi storici distribuiti tra le diverse frazioni e località del territorio contiglianese.
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