Come piantare il grano per il dossier catechista

Tra le tradizioni della Quaresima e della Settimana Santa di Pasqua c’è quella di preparare i piattini con i germogli di grano da portare in Chiesa o al cimitero per allestire i Sepolcri. Ecco cosa fare per ricordare questa tradizione e preparare in classe il grano santo.

I bambini si divertiranno a veder crescere una piantina che dovranno curare da soli, annaffiandola e facendo attenzione a poche semplici regole. Il grano solitamente si fa germogliare, perché destinato ad adornare l’altare della reposizione del Giovedì Santo.

Piattino con germogli di grano pasquali

Il significato del grano santo

La Pasqua sta arrivando, ma voi conoscete i "sepolcri", ovvero i piattini con i germogli di grano? Un'antica tradizione religiosa che simboleggia la rinascita di Gesù e che è ancora oggi diffusa anche a Reggio Calabria e non solo.

Ricordate che la tradizione vuole che i germogli vengano coltivati e fatti crescere al buio, per simboleggiare il passaggio dalle tenebre alla luce della Resurrezione di Cristo. Si tratta di un rito metaforico, infatti il grano cresciuto al buio di colore bianco-giallo simboleggia il corpo di Gesù morto nel sepolcro.

Questo diventerà verde nel giorno di Pasqua riprendendo vita e colore e dunque risorgerà come Gesù. Ogni volta che si annaffiano, viene recitata la preghiera che ricorda il sacrificio del seme che, solo morendo sotto terra, porterà un frutto migliore.

Materiale necessario

  • Un piattino, o un vaso, meglio se decorato
  • Ovatta o cotone.
  • In alternativa della tela
  • Semi di grano
  • Uno spruzzino o nebulizzatore

In alternativa potete utilizzare una tela ripiegandola su sè stessa per creare spessore e poi bagnarla in acqua. Sul fondo di una ciotola si dispongono i semi di grano, su un letto di ovatta o terriccio imbevuta di acqua.

Come preparare il piattino con i germogli

1. Preparare il cotone o la tela

Per preparare la crescita dei germogli, occorre prendere del terreno e inserire i semi di grano. Niente fertilizzanti ma un batuffolo di cotone delle dimensioni di circa 10cm x 10cm.

Prendete il cotone, in alternativa la tela ripiegata, bagnateli con abbondante acqua e poi strizzatelo per far fuoriuscire l’acqua in eccesso. Si parte mettendo in ammollo i semi di grano per una notte o un giorno, è necessario stendere poi in un contenitore uno strato di cotone alto circa due cm.

2. Disporre i semi

Poi coprite la terra e cercate di inserire i semi di grano tra le fibre di cotone. bisogna bagnarlo e poi disporre sul cotone i semi di grano a distanza di un centimetro l’uno dall’altro.

Rispettate la distanza di circa un centimetro tra un seme e l’altro per favorire la crescita dei germogli. Questa disposizione permette ai germogli di avere spazio sufficiente per svilupparsi senza diventare troppo ammassati.

3. Sistemare il piattino al buio

Dopo aver seminato mettete il piatto in un luogo buio e non ventilato. A questo punto bisogna porre il piattino in un luogo buio e non ventilato, si sceglie il buio perché simboleggia il passaggio dalle tenebre alla luce della resurrezione di Cristo.

Il buio favorisce anche la crescita dei germogli chiari, che nella tradizione assumono un valore simbolico legato al sepolcro e all’attesa della Risurrezione.

Grano germogliato al buio in cotone

Quando piantare il grano

Il piattino con i germogli di grano va preparato circa 20/25 giorni prima del mercoledì santo. Il grano solitamente si fa germogliare (dalla II settimana di Quaresima in poi), perché destinato ad adornare l’altare della reposizione del Giovedì Santo.

La tradizione vuole che il piattino con i germogli di grano venga preparato circa 20-25 giorni prima del mercoledì santo ovvero il 5 aprile e si comincia a seminare dopo la seconda domenica di quaresima ovvero il 5 marzo.

Le date indicate possono essere utilizzate come riferimento per organizzare l’attività del catechismo: l’obiettivo è avere le piantine pronte per essere portate in parrocchia e collocate presso il Sepolcro del Giovedì Santo.

Come prendersi cura del grano

Dopo 2 giorni dalla corretta semina inizierai a vedere i semi di grano che germogliano. Una volta completata la semina dopo due giorni i semi di grano cominceranno a germogliare.

Ora devi solo aspettare e avere cura di annaffiare il grano a giorni alterni, utilizzando di preferenza un nebulizzatore o uno spruzzino. Questi devono, poi, essere regolarmente innaffiati (una volta ogni due giorni circa) scolando sempre l’acqua in eccesso, e riposti il più possibile al buio.

Il terreno deve essere sempre umido per favorire la crescita delle piantine. È importante evitare di lasciare acqua stagnante nel piattino, perché l’eccesso di acqua può compromettere la crescita dei semi.

Regole semplici per i bambini

  1. Controllare il piattino ogni giorno.
  2. Annaffiare a giorni alterni.
  3. Usare poca acqua alla volta, preferibilmente con uno spruzzino.
  4. Verificare che il cotone o la tela restino umidi.
  5. Scolare sempre l’acqua in eccesso.
  6. Tenere il piattino al buio e in un luogo non ventilato.
  7. Attendere la crescita senza spostare continuamente i semi.

I bambini si divertiranno a veder crescere una piantina che dovranno curare da soli, annaffiandola e facendo attenzione a poche semplici regole. L’attività permette di affidare a ciascun bambino una responsabilità concreta e di osservare quotidianamente le trasformazioni del seme.

La preghiera durante la cura del grano

Ogni volta che si annaffiano, viene recitata la preghiera che ricorda il sacrificio del seme che, solo morendo sotto terra, porterà un frutto migliore. “Se il seme di grano non scende nella terra e non muore, non porta frutto”.

Preghiera

“Questo grano che cresce nell’ombra sia, Signore, il segno della nostra segreta penitenza, dell’amore segreto per il prossimo, della vita tua che misteriosamente, attraverso la morte, cresce dentro di noi per una divina resurrezione. Amen”

Il collegamento con la Quaresima e la Pasqua

All’inizio della quaresima verrà consegnata una bustina di semi di frumento da piantare e coltivare per portarne in Chiesa le piantine alla S. Messa del Giovedì Santo. Ad accompagnare bambini e ragazzi del catechismo assieme alle loro famiglie sarà un percorso da completare un’immagine alla volta dalla prima alla quinta Domenica di Quaresima.

Ogni Domenica durante la S. Messa delle ore 11.00, particolarmente dedicata alle famiglie che frequentano catechismo, verrà consegnato un adesivo che ricorda un episodio della vita di san Francesco (da inserire sul pannello quaresimale a forma di spiga) insieme a un foglietto settimanale per accompagnare la preghiera quotidiana in famiglia.

“Come un chicco di grano caduto nella terra, San Francesco d’Assisi è divenuto seme fecondo capace di germogliare e portare frutto nel tempo: la sua esistenza, donata interamente all’amore, alla riconciliazione e alla fraternità, continua a parlare al cuore dell’umanità anche a ottocento anni dalla sua morte.”

Portare il grano in parrocchia

Il terzo step vuole che si porti il grano in parrocchia dopo averlo decorato con fiori, ovetti colorati e altre decorazioni e diventerà parte del sepolcro. Tra le tradizioni della Quaresima e della Settimana Santa di Pasqua c’è quella di preparare i piattini con i germogli di grano da portare in Chiesa o al cimitero per allestire i Sepolcri.

Il piattino può essere consegnato al catechista o portato direttamente in chiesa secondo le indicazioni della parrocchia. La piantina può essere decorata con elementi semplici, mantenendo visibili i germogli e senza coprire il contenitore.

Preparazione del grano per il Sepolcro.

Un’attività per il catechismo

La preparazione del grano santo può essere proposta in classe come attività manuale, simbolica e di osservazione. I bambini possono preparare insieme i contenitori, distribuire i semi, stabilire i turni per l’annaffiatura e annotare giorno dopo giorno i cambiamenti della piantina.

Il percorso può essere completato con un’immagine alla volta dalla prima alla quinta Domenica di Quaresima. Il grano diventa così un segno concreto per accompagnare la preghiera quotidiana in famiglia e il cammino verso la Pasqua.

La crescita del seme consente di spiegare ai bambini il rapporto tra attesa, cura, trasformazione e vita nuova. L’esperienza del seme che cresce nell’ombra può essere collegata alla morte e alla Risurrezione di Gesù, senza separare il gesto concreto della semina dal significato religioso della tradizione.

Il grano e il suo significato nella vita cristiana

Il grano, chiamato anche frumento, è il cereale alla base della nostra alimentazione, viene coltivato per farne farina da cui si ottengono pane, pasta, pizza, dolci e altro ancora. Come per altri cereali, si tratta di una tipica coltivazione da agricoltura intensiva, spesso attuata senza rispetto per l’ambiente, sfruttando il suolo.

Il grano o frumento appartiene alla nota e numerosa famiglia delle graminacee, chiamate anche poacee. A questa famiglia appartengono i cereali, che prendono il loro nome da Cerere, la dea delle coltivazioni.

Per l’attività del catechismo non è necessario coltivare un campo: sono sufficienti pochi semi, un piattino, ovatta o cotone, acqua e attenzione quotidiana. Il valore dell’esperienza sta nell’osservare la trasformazione del seme e nel collegarla al significato della Pasqua.

Distinzione tra grano tenero e grano duro

Prima ancora di addentrarsi nel vasto panorama delle varietà di frumento, è importante avere chiara la prima grande distinzione tra grano tenero e grano duro.

Tipo di granoCaratteristicaUtilizzo
Grano teneroha chicco (cariosside) a consistenza farinosaè quello che si coltiva per ottenere la farina
Grano duroi chicci hanno consistenza vitreasi coltiva per la semola, con cui si produce la pasta

Sicuramente prima iniziare un progetto di coltivazione del grano, piccolo o grande che sia, è fondamentale avere chiaro che cosa si vuole ottenere e quello che serve per raggiungere lo scopo desiderato. Per il grano santo destinato alla germinazione pasquale, l’obiettivo non è ottenere farina o raccogliere spighe, ma far crescere rapidamente germogli da utilizzare per il Sepolcro.

La coltivazione del grano su scala agricola

Vale la pena seminare grano anche in scala più piccola: in piccole aziende agricole e persino per appassionati che vogliono sperimentare la soddisfazione di autoprodurre il proprio grano su poche migliaia di metri quadri. Può diventare anche un modo per riscoprire grani antichi.

Il frumento fa parte del genere Triticum, come il farro, si tratta di una pianta erbacea annuale, il cui ciclo di coltivazione va dalla semina autunnale, di norma praticata tra ottobre e dicembre, e la raccolta a luglio.

Clima e terreno

Il grano tenero ha una buona resistenza al freddo, mentre il grano duro soffre maggiormente gli inverni rigidi, infatti è una coltivazionepiù adatta al sud e al centro Italia. La scelta tra i due tipi è anche legata necessariamente al luogo, come latitudine e altitudine.

Il grano è una graminacea, ovvero una coltura depauperante, che richiede un terreno fertile, ben concimato e lavorato prima della semina. Per il piattino del catechismo, invece, si utilizzano cotone o tela e non sono necessari fertilizzanti.

Semina e crescita

Il grano di norma viene seminato tra ottobre e dicembre a seconda dei luoghi, e per farlo è sicuramente consigliato utilizzare una seminatrice. La semina a file è sicuramente preferibile a quella a spaglio perché la seminatrice distribuisce i semi ad una densità ottimale, e li interra alla giusta profondità, aspetto che almeno in parte li preserva dai piccioni o altri uccelli.

Il frumento durante i primi mesi dopo la germinazione accestisce, ovvero genera culmi laterali e per un certo tempo la singola pianta assume l’aspetto di piccolo cespuglietto di erba. Successivamente inizia la fase della levata, quella in cui gli steli iniziano ad allungarsi fino a raggiungere l’altezza tipica della varietà.

Durante la fase di levata la spiga inizia a salire all’interno degli internodi, fino alla cosiddetta fase di “botticella”, quando cioè la spiga è in cima ma ancora avvolta dalla guaina dell’ultima foglia. Infine la spiga emerge, in quella che viene per l’appunto chiamata fase di spigatura.

Il frumento è maturo quando le piante sono dorate, ovvero ben asciutte. Di norma è nel mese di luglio che avviene questo momento.

Cure e rotazioni

Il frumento non deve essere irrigato, e di norma le piogge autunno-invernali e quelle primaverili assicurano un sufficiente apporto idrico, sebbene inizi estate molto siccitosi possano penalizzare poi il raccolto.

La pratica delle rotazioni deve essere sempre applicata nella coltivazione dei cereali, sia per evitare il fenomeno della “stanchezza del terreno”, sia il proliferare di patogeni come quelli della ruggine, del carbone e altre tipiche avversità del grano.

Essendo il grano una coltura depauperante, è importante prevedere una leguminosa nella rotazione. Tra le leguminose più adatte ai sovesci ci sono vecce, trifogli, favino e lupino.

Raccolta e conservazione

La raccolta del frumento da decenni si realizza con le mietitrebbie, macchine che in un passaggio tagliano le piante e sgranano le spighe. Per piccole superfici coltivate si può far venire un contoterzista, oppure prevedere per tempo una raccolta con mini mietitrebbie, di cui esistono modelli però attualmente piuttosto costosi.

Per l’uso del raccolto, esistono da tempo in commercio piccoli mulini per macinare le cariossidi per una produzione di farina ad uso domestico in piccole quantità. Bisogna anche pensare ad un’adeguata conservazione del raccolto, in sacchi da tenere in luoghi freschi, asciutti e inaccessibili ai topi.

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