Il rosario mostrato e baciato da Matteo Salvini durante il comizio di piazza Duomo a Milano nel febbraio 2018 gli era stato regalato da un sacerdote: «Me lo ha regalato un don, lo ha fatto da una donna che combatte in strada, e non lo mollo più».
In un’altra occasione, durante un convegno al Palazzo delle Stelline di Milano, Salvini ricevette invece un rosario direttamente da una signora, sua ammiratrice. Dopo averla ringraziata, il vicepremier baciò il rosario e spiegò su Twitter: «Grazie alla signora che mi ha regalato un rosario. Da ultimo dei peccatori lo bacio e lo porto con me».
Il rosario ricevuto durante il comizio di Milano
Sabato, Matteo Salvini è apparso invece in una sorta di svolta mistica. Il nuovo corso si annuncia alla manifestazione di Milano, all’inizio senza dar troppo nell’occhio.
Le nubi del mattino si sono dissolte al sole poco prima dell’inizio dell’appuntamento e il leader leghista, con insolita cravatta sotto al piumino blu, commenta : «Qualcuno in alto ci sta dando una mano».
Potrebbe sembrare un commento d’occasione e invece il candidato premier prosegue: «Mai uteri in affitto, mai bambini in vendita». Quindi, annuncia che «nel governo Salvini», che sarà «un governo buono», ci sarà un «ministro ai disabili»: «Con noi gli ultimi saranno i primi».
Ed esibisce un rosario: «Me lo ha regalato un don, lo ha fatto da una donna che combatte in strada, e non lo mollo più».

Anche l’appuntamento elettorale viene giocato in chiave religiosa: perché la «prossima, per credenti e non credenti, sarà una vera Pasqua di resurrezione».
Per arrivare al gran finale. Quando invita la piazza piena di militanti a unirsi a lui in un giuramento: «Mi impegno e giuro di essere fedele al mio popolo, a 60 milioni di italiani, di servirlo con onestà e coraggio, giuro di applicare davvero la Costituzione italiana, da molti ignorata. E giuro di farlo rispettando gli insegnamenti contenuti in questo sacro Vangelo. Io lo giuro, giurate insieme a me?».
Dal giuramento di Pontida a quello di piazza Duomo.
Il rosario regalato da una signora
Matteo Salvini riceve un rosario da una signora, una sua ammiratrice, durante un convegno al Palazzo delle Stelline di Milano. Il vicepremier, dopo aver ringraziato la signora, ha baciato il rosario.
Una scena che ricorda quella di piazza Duomo, del febbraio scorso, quando, in piena campagna elettorale per le politiche, il segretario della Lega aveva giurato 'da premier' sul Vangelo e con il rosario in mano.
Su Twitter il vicepremier ha poi postato le immagini dell'incontro, scrivendo: "Grazie alla signora che mi ha regalato un rosario. Da ultimo dei peccatori lo bacio e lo porto con me"
Il dono portato da Fatima agli altri leader
Al termine del vertice di centrodestra andato in scena alla Camera Vittorio Sgarbi ha mostrato ai giornalisti presenti il rosario di Fatima ricevuto in dono da Matteo Salvini.
Il numero uno del Carroccio ha infatti voluto omaggiare gli altri leader con un presente portato dalla recente visita al santuario portoghese.

Questo episodio, avvenuto il 2 giugno 2021, riguarda quindi un rosario diverso da quello ricevuto dalla signora durante il convegno milanese e da quello mostrato nel comizio di piazza Duomo.
Il regalo consegnato a Barbara d’Urso
Matteo Salvini, ospite a “Pomeriggio Cinque”, ha regalato un rosario a Barbara d'Urso.
“Me lo ha dato una signora di Vercelli che ho incontrato oggi - spiega il vicepremier alla conduttrice - e mi ha detto di consegnarlo a te”.
Un gesto per provare a smorzare le critiche: “Vuole essere un dono senza polemiche, volevo dartelo personalmente”. Barbara d’Urso ha accettato il regalo e ha subito chiesto a Salvini della sua fidanzata Francesca.
Perché il rosario divenne un simbolo politico
Molata, moltissima acqua è passata nel Po da quando Umberto Bossi la raccoglieva nella «sacra ampolla» sul Monviso. Sabato, Matteo Salvini è apparso invece in una sorta di svolta mistica.
Un’intuizione di mercato alla Salvini: anche i suoi comizi offrono merce varia ma su tutta egli alza la corona del Rosario.
Il rosario e le croci di Matteo Salvini servono a marcare un’identità forte: la religione non c’entra.
Al numero 28 della piazza di Santa Maria Maggiore, in Roma, c’è un negozio per turisti che vende foulards, magliette e cappelli, borse, cartoline, poster, calendari e ogni tipo di statuine, portachiavi, autoadesivi.
La botteguccia ha un’insegna sulla porta che dice “Rosario”, il logo che vende di più.
Le reazioni del mondo cattolico
Reazioni ferme e durissime. Il mondo cattolico italiano non ci sta a un uso platealmente strumentale della fede per fini politici.
Sabato 18 maggio, in piazza Duomo a Milano, a conclusione del comizio elettorale dei partiti sovranisti e di estrema destra europei, il leader della Lega e ministro degli Interni Matteo Salvini ha baciato la corona del Rosario, con un’invocazione alla Madonna: «Io personalmente affido la mia e la vostra vita al cuore immacolato di Maria che sono sicuro che ci porterà alla vittoria».
Un invito a non mescolare la fede con la politica è venuto dal Segretario di Stato vaticano, cardinale Pietro Parolin, interrogato dai giornalisti in margine alla Festa dei popoli in piazza San Giovanni a Roma: «Io credo che la politica partitica divida, Dio invece è di tutti. Invocare Dio per se stessi è sempre molto pericoloso».
Durissimo il gesuita padre Antonio Spadaro, direttore de La Civiltà cattolica: «Il comandamento di non nominare il nome di Dio invano - ha scritto nei suoi profili Facebook e Instagram - chiede di non usarlo per i propri scopi: la coscienza critica e il discernimento dovrebbe aiutare a capire che non è un comizio politico il luogo per fare litanie e in nome di valori che col Vangelo di Gesù nulla hanno a che fare.
La coscienza cristiana dovrebbe sussultare con sdegno e umiliazione nel vedersi così mercanteggiata e blandita. La reazione di Cristo all’uso strumentale di Dio è la cacciata dei mercanti dal Tempio. Si facciano i propri discorsi, si vincano o perdano le elezioni, ma davanti a Dio bisogna togliersi i sandali».
Non la manda a dire anche il settimanale Famiglia cristiana: «Il Rosario brandito da Salvini e i fischi della folla a papa Francesco, ecco il sovranismo feticista».
«A Milano - prosegue il settimanale - è andato in scena l’ennesimo esempio di strumentalizzazione religiosa per giustificare la violazione sistematica nel nostro Paese dei diritti umani. Mentre il capopolo della Lega esibiva il Vangelo, un’altra nave carica di vite umane veniva respinta e l’Onu ci condannava per il decreto sicurezza».
Le critiche di Avvenire e dei rappresentanti della Chiesa
In un corsivo non firmato, prende posizione anche il quotidiano dei cattolici, Avvenire: «Confronti e graduatorie tra Papi, ostentazione del Rosario per invocare un aiuto celeste nelle urne, proclami identitari: il leader leghista Matteo Salvini ancora una volta si proclama alfiere del cattolicesimo, ma di un cattolicesimo tutto suo, “politicizzato” e contraddittorio, piuttosto distante dal magistero del Papa e della Chiesa universale e italiana.
Non si può discutere la fede che ciascuno afferma di avere, ma neppure è lecito deformare il messaggio evangelico. E col Rosario si prega, non si fanno i comizi».
«Sono profondamente turbato - scrive su Twitter Enzo Bianchi, fondatore della Comunità di Bose - come è possibile che un politico oggi, in un comizio elettorale, baci il Rosario, invochi i santi patroni d’Europa e affidi l’Italia al Cuore immacolato di Maria per la vittoria del suo partito? Cattolici, se amate il cristianesimo non tacete, protestate!».
Un ammonimento arriva anche dal cardinale Angelo Bagnasco, arcivescovo di Genova e presidente del Consiglio delle Conferenze episcopali europee, in una intervista a La Stampa: «Invocare Dio per se stessi è sempre molto pericoloso. Nessuno può appropriarsi dei valori cristiani».
«Ritengo che sia scorretto usare il nome di Dio in questo modo. Non soltanto il suo nome, ma anche quello della Vergine. È una modalità strumentale dalla quale prendere del tutto le distanze».
Lo ha sostenuto il segretario del Consiglio dei cardinali e vescovo di Albano, mons. Marcello Semeraro, in un’intervista a La Repubblica.
Una «uscita esecrabile», di fronte alla quale cita un passaggio del documento sulla fratellanza umana firmato negli Emirati Arabi Uniti da papa Francesco e dal grande imam di Al-Azhar, Ahmad Al-Tayyeb: «Dio, l’Onnipotente non ha bisogno di essere difeso da nessuno e non vuole che il Suo nome venga usato per terrorizzare la gente».
«Chi ha responsabilità di governo - ha aggiunto il vescovo - dovrebbe leggere e studiare questo testo».
Infine, a Salvini mons. Semeraro ricorda che «esiste il timor di Dio. Che da esso occorrerebbe ripartire».
Al Corriere della Sera l’arcivescovo di Chieti mons. Bruno Forte spiega che «il Rosario usato a fini elettorali non rispetta la serietà della fede e ferisce i credenti. La preghiera non può essere usata a fini strumentali. Mi auguro che il ministro Salvini lo comprenda.
Un conto è la fede, che si difende da se stessa e certo non ha bisogno di Salvini per essere difesa. Altro è usare un simbolo sacro a favore della propria parte politica».
«È ora di finirla. Non possiamo più stare zitti di fronte alle sparate di un sempre più arrogante ministro della Repubblica».
Lo ha scritto sul sito della Diocesi di Mazara del Vallo (Trapani), il vescovo mons. Domenico Mogavero.
«Non possiamo più permettere che ci si appropri dei segni sacri della nostra fede per smerciare le proprie vedute disumane, antistoriche e diametralmente opposte al messaggio evangelico», ha aggiunto.
«Chi è con lui non può dirsi cristiano perché ha rinnegato il comandamento dell’amore».
Distinzione tra i diversi rosari ricevuti da Salvini
| Occasione | Chi lo regalò o da dove proveniva | Destinatario o utilizzo |
|---|---|---|
| Comizio di piazza Duomo, Milano | «Me lo ha regalato un don, lo ha fatto da una donna che combatte in strada» | Salvini lo mostrò durante il giuramento e dichiarò di non volerlo più lasciare |
| Convegno al Palazzo delle Stelline, Milano | Una signora, sua ammiratrice | Salvini lo baciò e disse: «Da ultimo dei peccatori lo bacio e lo porto con me» |
| Visita al santuario portoghese | Rosario di Fatima portato da Salvini | Vittorio Sgarbi lo ricevette in dono al termine del vertice di centrodestra |
| Ospitata a “Pomeriggio Cinque” | Una signora di Vercelli | Salvini disse di averlo ricevuto con l’incarico di consegnarlo a Barbara d’Urso |