Il canto di accoglienza al Vangelo accompagna la proclamazione della Parola e aiuta l’assemblea a disporsi all’ascolto di Gesù Cristo. Deve favorire la partecipazione comune, esprimere la gioia dell’incontro con il Signore e condurre dalla preghiera cantata all’annuncio evangelico.
Tra le proposte più adatte rientrano i canti di acclamazione al Vangelo, come «Alleluia», «Alleluia. Ed oggi ancora», «Alleluia chi ascolta la parola», «Alleluia Dio ha visitato il suo popolo», «Alleluia è risorto», «Alleluia, rendete grazie» e «Il Signore è la luce».
Il significato del canto al Vangelo
La musica e il canto sono linguaggi per “testimoniare il Vangelo” e per “arrivare al cuore di tutti, anche a quanti sono lontani dalla Chiesa o dalla fede”. Il canto è un linguaggio che porta alla comunione dei cuori.
Nel coro si sperimenta la gioia e il fascino della polifonia. Vi esorto ad essere “polifonici” anche nella vita di ogni giorno, sia tra di voi che con gli altri.
Il canto cristiano che anela anch’esso, antropologicamente, all’affrancamento dal concetto, non articola più la sua natura melica in suoni insignificanti ma plasma la melodia sul ritmo del Verbo che è tutta la dicibilità di Dio, la possibilità di un dialogo prima impensabile, di una conoscenza interpersonale prima preclusa.
I Padri della Chiesa, cito per tutti Clemente Alessandrino e Basilio, erano concordi nel ritenere il canto cristiano, per la catalizzazione della fede, una possente azione dello Spirito Santo, e per Giovanni Crisostomo è stato Dio stesso ad aver consegnato alla musica il suo straordinario potere.
La sua strumentalità pedagogica in senso trasfigurante le deriva dalla sua stessa inconsistenza materiale che non consente rappresentazioni idoliche ma solo pungoli all’anima chiamata ad ascoltare il logos melodico del Verbo che le proferisce la verità dell’amore salvifico.
Quando proporre il canto di accoglienza al Vangelo
Il canto si colloca normalmente dopo la prima e la seconda lettura, prima della proclamazione del Vangelo. In questo momento l’assemblea si alza in piedi e manifesta con il canto la propria disponibilità ad ascoltare la Parola del Signore.
Il canto può essere eseguito dall’intera assemblea, dal coro o da un solista con la risposta dell’assemblea. La scelta dipende dalla struttura della celebrazione, dall’età dei partecipanti, dalle capacità musicali del gruppo e dal livello di partecipazione previsto.
La musica è sacra quando riposa compiaciuta di sé nelle sue qualità ancestrali; quando si supera e si fa apposizione al Verbo diviene, in senso tomista, strumento dell’ammaestramento dell’anima alla rivelazione divina.
Proposte di canti al Vangelo
| Momento liturgico | Proposte |
|---|---|
| Acclamazione al Vangelo | Alleluia; Alleluia. Ed oggi ancora; Alleluia chi ascolta la parola; Alleluia Dio ha visitato il suo popolo; Alleluia è risorto; Alleluia, rendete grazie; Il Signore è la luce |
| Canti d’ingresso collegati alla Parola | Acclamate al Signore; Camminiamo incontro al Signore; Cantiamo a te; Canzone della speranza; Chiamati per nome; Dall’aurora al tramonto; È giunta l’ora; Festa con te; Il mio canto sale a te; Noi canteremo gloria a te; Quale gioia mi dissero; Veniamo da te |
| Canti mariani e del Magnificat | Come Maria; Giovane donna; La mia anima canta; Magnificat - Dio ha fatto in me cose grandi; Maria porta dell’Avvento; Maria, tu che hai atteso |
| Canti di Taizé e adorazione | Adoramus te Domine; Laudate omnes gentes; Ubi caritas; Misericordias Domini; Nulla ti turbi |
Il Vangelo di Marta e Maria come filo conduttore
Il Vangelo di Marta e Maria è il filo conduttore di questo tempo di festa con i ragazzi che segna l'inizio dell'anno catechistico. Due i momenti: il primo celebrativo; il secondo di giochi e condivisione.
Il cammino, che realizzeremo, ci aiuterà a incontrare e a conoscere Gesù, ad approfondire e vivere l'amicizia con lui. Ci guideranno nientemeno che due sorelle: Marta e Maria.
Sono donne che hanno accolto Gesù in maniera speciale. Anche noi, come loro, desideriamo scegliere di accogliere Gesù e gli altri nella nostra vita, prendendole a modello.
Proclamazione del Vangelo
Dal Vangelo secondo Luca (10,38-42)
Mentre erano in cammino, entrò in un villaggio e una donna, di nome Marta, lo ospitò. Ella aveva una sorella, di nome Maria, la quale, seduta ai piedi del Signore, ascoltava la sua parola. Marta invece era distolta per i molti servizi.
Ascoltare la Parola e accogliere Gesù
All'inizio di quest'anno catechistico ci ispiriamo a due personaggi: Marta e Maria. Sono, innanzi tutto, «donne»; al tempo di Gesù la donne non contavano, la loro parola non valeva nemmeno come testimonianza in un processo.
Gesù dedica, invece, un'attenzione particolare proprio a chi sembra non contare molto: Gesù risorto, infatti, si mostra, per prima, alle donne che manda ad annunciare a tutti che lui è vivo!
Maria e Marta erano sorelle, amiche di Gesù; anche Lazzaro, il loro fratello, era amico di Gesù. L'amicizia con Gesù è più forte e fa superare ogni differenza.
E noi riusciamo ad essere amici di Gesù e fra noi?
Schema di una celebrazione con canto al Vangelo
Nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo.
Tutti: Amen.
Il Signore sia con voi.
E con il tuo Spirito.
Carissimi bambini, ragazzi, genitori, catechisti e animatori, oggi siamo riuniti assieme, come grande famiglia, per iniziare un nuovo anno catechistico.
Il cammino, che realizzeremo, ci aiuterà a incontrare e a conoscere Gesù, ad approfondire e vivere l'amicizia con lui.
Canto: La pace vera
Preghiera di lode
Preghiamo, alternando voci maschili e femminili, il cantico proclamato da Maria, la mamma di Gesù. Il Magnificat è un canto di lode a Dio, che si pone in alternativa rispetto alla logica del mondo!
L'anima mia magnifica il Signore e il mio spirito esulta in Dio, mio salvatore, perché ha guardato l'umiltà della sua serva.
D'ora in poi tutte le generazioni mi chiameranno beata.
Canto: Ogni mia Parola
Acclamazione prima del Vangelo
L’acclamazione può essere scelta tra i canti di Alleluia e le altre proposte di canto al Vangelo. È opportuno che il ritornello sia conosciuto dall’assemblea e facilmente ripetibile.
Canto: Alleluia
La proclamazione del Vangelo può essere preceduta da una breve introduzione che inviti all’ascolto e seguita da un momento di silenzio.
Il segno con Marta e Maria
Sul cartellone sono rappresentate le due sorelle, Marta e Maria, e Gesù è al centro.
Proviamo a capire, ora, come siamo noi. Sul post-it, che ci viene consegnato, scriviamo, poi, una nostra caratteristica e lo attacchiamo sul cartellone, vicino alla figura di Marta o di Maria, scegliendo quella che ci rappresenta di più.
Canto: Tempo di salvezza
Chiediamo al Signore il dono di fare spazio nella casa della nostra vita. Uno spazio che desideriamo offrire a Gesù, perché si renda presente in noi, ma anche ai tanti amici, fratelli e sorelle che incontriamo ogni giorno.
E chiediamo di saper scegliere ciò che è meglio per la nostra vita.
Padre Nostro.
Il canto come linguaggio di accoglienza
Nel 1968, ha ricordato il Pontefice, il fondatore di questa Associazione, il gesuita padre Giuseppe Arione, ha opposto alla contestazione “l’atteggiamento dell’accoglienza”: “si dedicò ad una forma di apostolato che utilizzava la musica e il canto come linguaggi capaci di trasmettere in modo universale la bellezza” dell’amore cristiano.
La musica e il canto sono linguaggi per “testimoniare il Vangelo” e per “arrivare al cuore di tutti, anche a quanti sono lontani dalla Chiesa o dalla fede”.
Il canto, come dato espressivo immediato, è poiesi autonoma dell’antropo che coincide con lo stesso stupore del possesso di una dimensione trascendente che lo inabita, che si coagula in linguaggio simbolico: arte, mito, religione ne sono le risultanti.
Nasce in tal modo «il linguaggio del sentimento e delle emozioni; oltre al linguaggio logico e scientifico esiste quello dell’immaginazione poetica».
Il canto nella liturgia della Parola
Il discorso sul canto e sulla musica è intrinseco al discorso sulla liturgia in quanto antropologicamente è intrinseco a quello rituale.
Possediamo amplissima documentazione antropologica dell’azione sinergica di canto e musica nel rituale antropico.
Qui basta rammentare la consistenza ritmica del canto e della musica; il farsi pura durata, scansione temporale, pausa, silenzio e suono, tono, timbro, ritmo che in sé ha lo stesso etimo di rito, dal sanscrito rtá.
La liturgia, nel suo farsi, è il monte della Trasfigurazione su cui avviene l’epifania dello Spirito Santo come luce increata.
Di questo mistero ci rende partecipi la liturgia della Chiesa, luogo pensato per il coinvolgimento salvifico dell’uomo e per la trasfigurazione dei suoi sensi, momento propizio per partecipare alla salvezza.
Criteri per scegliere il canto al Vangelo
- Partecipazione: il canto deve permettere all’assemblea di unirsi facilmente all’acclamazione.
- Coerenza con la celebrazione: il testo deve richiamare la Parola di Dio, l’ascolto, la luce, la presenza di Cristo o la gioia dell’annuncio.
- Semplicità: il ritornello deve essere breve e riconoscibile.
- Qualità dell’esecuzione: il coro e gli strumenti devono sostenere il canto senza trasformarlo in un’esibizione.
- Silenzio e ascolto: il canto deve preparare alla proclamazione del Vangelo e non sostituirla.
- Adattamento all’assemblea: per i bambini e i ragazzi sono particolarmente utili melodie immediate, ritornelli ripetuti e gesti sobri.
La sua strumentalità pedagogica in senso trasfigurante le deriva dalla sua stessa inconsistenza materiale che non consente rappresentazioni idoliche ma solo pungoli all’anima chiamata ad ascoltare il logos melodico del Verbo che le proferisce la verità dell’amore salvifico.
A questo scopo le arti trovano luogo nella liturgia: non per sfilare su una passerella estetica mostrando la propria bellezza, ma per farsi canali in cui scorre la Bellezza assoluta, increata.
Solo se ostendono, riflettendola docilmente, la bellezza che è Dio Padre, la bellezza amorosa del Figlio continuamente operante nell’azione del Consolatore, riescono a farsi evento: Dio che è ancora all’opera, nel tempo e nello spazio.
Una proposta per bambini, ragazzi e famiglie
Ci si reca all'aperto, o in un ampio salone. I ragazzi vengono divisi in squadre.
A partire dal numero di squadre si decide se proporre un gioco alla volta, oppure organizzare i giochi come staffetta.
Alla squadra vincente di ogni gioco si consegna una striscia con un pezzo della frase del Vangelo: «Ha scelto la parte migliore».
Al termine dei giochi le parti della frase vengono unite, per costruire uno striscione da appendere nel salone o in un luogo adatto.
Gioco 1: Scambiamoci
Obiettivo: Conoscere e accogliere i compagni di cammino.
Durata: 20 minuti.
I giocatori, in cerchio, si siedono a terra, molto vicini. Al via, l'educatore dà un comando, per esempio: «Cambiano posto tutti quelli che hanno i capelli lunghi»; i giocatori che si riconoscono nel comando cambiano posto, pronunciando, non appena si siedono di nuovo, il proprio nome ad alta voce.
Gioco 2: Mi piace perché ci sei!
Obiettivo: Conoscersi e accogliersi.
Materiale: Cartelli con possibili risposte.
Durata: 20 minuti.
I ragazzi sono al centro del campo da gioco. Si propongono alcune domande generali, ad es.: Che sport preferisci?
In antecedenza si sono già preparati 6 cartelli con possibili risposte, ad es.: calcio, pallavolo, nuoto, basket, danza, pattinaggio, che sono tenuti in mano da altri educatori, attorno al campo da gioco.
Alla domanda dell'educatore i ragazzi, nel minor tempo possibile, raggiungono il cartellone con la loro risposta.
Si formano così gruppi divisi per comunanza di interessi. Si lascia un po' di tempo ai gruppi per lo scambio dei nomi e del perché ognuno ha scelto quella risposta.
Poi si ricomincia con altre domande. Sarà interessante per ciascuno ritrovare gli altri ragazzi più volte: vuol dire che hanno molto in comune!
Gioco 3: La staffetta collaborativa
Obiettivo: Valorizzare le caratteristiche di ciascun componente del gruppo.
Materiale: Strumenti musicali, palloni, nastri e corde.
Durata: 15 minuti.
Si suddividono i ragazzi in squadre con un numero uguale di partecipanti. Si è già predisposto un percorso a tappe.
Ci sono tante tappe quanti sono i ragazzi membri di un gruppo. Scopo del gioco è quello di terminare per primi il percorso.
Un ragazzo alla volta, per gruppo, corre fino a raggiungere la tappa successiva. Giunto in quel luogo il ragazzo deve mettere in atto una propria qualità: chi sa cantare, canta un pezzo di una canzone; chi sa ballare, si esibisce con qualche passo di danza.
La prova per ciascuno deve durare almeno 20 secondi. Ogni ragazzo deve esprimere qualcosa di originale, che altri non hanno fatto.
La festa dell'accoglienza si conclude con la merenda.
Acclamazione, ascolto e missione
Annunciano il Vangelo con la musica e il canto, con concerti in tutta Italia e in Europa.
Il canto cristiano non è soltanto un elemento ornamentale, ma può sostenere la preghiera, unire l’assemblea e rendere percepibile la gioia dell’annuncio.
Vi esorto ad essere “polifonici” anche nella vita di ogni giorno, sia tra di voi che con gli altri. Anzitutto tenete presente che, più ancora che per la bellezza dei vostri canti, vi riconosceranno come discepoli e testimoni di Cristo se vi amate gli uni gli altri come Lui ci ha amati.
Perciò siete chiamati ad essere un cuore solo e un’anima sola.
Conclusione della celebrazione
Il Signore vi benedica e vi custodisca. Mostri a voi il suo volto e abbia misericordia di voi. Volga a voi il suo sguardo e vi dia pace.
Tutti: Amen.
Canto: La tua gioia sia in noi

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