Per ricercare gli antenati di Enego è necessario individuare la parrocchia competente e verificare dove siano conservati i registri storici di battesimo, matrimonio, morte e stato d’anime. L’Archivio Storico Diocesano è principalmente un luogo di ricerca e consultazione, mentre l’emissione dei certificati storici è curata dagli uffici competenti della Curia o dalla parrocchia interessata.
Le richieste di certificati di nascita e/o battesimo o di altra documentazione per l’ottenimento della cittadinanza italiana iure sanguinis, da parte di discendenti di italiani emigrati all’estero, devono essere presentate secondo la procedura stabilita dall’ufficio diocesano competente e corredate, quando possibile, da informazioni che aiutino a identificare l’antenato, la data di nascita e la parrocchia d’origine.
Quali documenti cercare nei registri parrocchiali
Gli archivi parrocchiali possono conservare i registri dei battesimi, i registri delle cresime, i registri dei matrimoni, i registri dei morti e gli stati d’anime. Questi documenti sono particolarmente utili per ricostruire la storia di una famiglia, verificare i rapporti di parentela e documentare le origini di persone emigrate all’estero.
La consultazione dei registri è aumentata per il sempre più diffuso desiderio di conoscere le radici della propria comunità e della propria famiglia e per le richieste provenienti da discendenti di nostri conterranei emigrati all’estero, desiderosi di provare le proprie origini per ottenere la cittadinanza italiana.
| Documento | Utilità nella ricerca genealogica |
|---|---|
| Registro dei battesimi | Permette di individuare la nascita religiosa dell’antenato e i nomi dei genitori. |
| Registro delle cresime | Può fornire ulteriori elementi per confermare l’identità e la permanenza nella comunità. |
| Registro dei matrimoni | Aiuta a ricostruire i legami familiari e a verificare i nomi degli sposi. |
| Registro dei morti | Può indicare la morte dell’antenato e altri dati utili alla sua identificazione. |
| Stato d’anime | Consente di seguire la composizione dei nuclei familiari e la loro presenza nella parrocchia. |
Il ruolo dell’Archivio Storico Diocesano
L’Archivio Storico Diocesano, di proprietà della Diocesi, conserva i documenti prodotti nel corso dei secoli dai Vescovi, dalla Curia, da altri organismi centrali della Diocesi e dalle parrocchie.
L’Archivio Storico Diocesano provvede alla conservazione e alla consultazione dei documenti da parte della Curia, e, nello stesso tempo, assicura la consultazione e lo studio delle carte conservate nella sezione storica, risalenti all’XI secolo in originale, a ricercatori e ad altre persone interessate.
L’Archivio Storico è solamente luogo di ricerca, mentre l’emissione dei certificati è curata dalla Cancelleria di Curia all’indirizzo sopra indicato.
Per questo motivo, chi cerca un antenato di Enego deve distinguere tra la ricerca genealogica, la consultazione degli inventari e dei registri e la richiesta formale di un certificato destinato a un procedimento amministrativo.
Conservazione e digitalizzazione dei registri
La continua manipolazione di questi registri può arrecare ulteriori gravi danni ai registri stessi, oltre a quelli già subiti nei tempi passati.
Di qui la necessità di preservarli accuratamente, evitando la loro consultazione diretta, possibile invece tramite cd rom e personal computer.
La digitalizzazione di tutti i registri antecedenti il 1929, anno del Concordato tra lo Stato italiano e la Santa Sede, riguarda documentazione di carattere storico.
Tale operazione permette di creare una preziosa e necessaria banca dati informatica a livello diocesano.
Il deposito, presso l’Archivio diocesano, dell’originale dei supporti informatici consente di conservare una copia digitale, consegnandone una copia alla parrocchia.

Come preparare la ricerca di un antenato
Prima di inviare una richiesta è importante raccogliere tutte le informazioni già disponibili sull’antenato: nome e cognome, eventuali varianti del nominativo, luogo presunto di nascita, anno o intervallo di anni, nomi dei genitori, nome del coniuge, data dell’emigrazione e località di destinazione.
Le richieste potranno essere accompagnate da estratti delle liste di leva, da precedenti certificati o altra documentazione che possa essere di aiuto per individuare l’effettiva data e parrocchia di nascita.
Gli estratti delle liste di leva e i precedenti certificati possono quindi essere utilizzati per ridurre l’incertezza sull’identità dell’antenato e per indirizzare la ricerca verso il registro corretto.
Quando la data di nascita non è certa, è preferibile indicare un intervallo temporale e fornire tutti gli elementi disponibili, evitando di limitare la ricerca a un solo anno non documentato.
Richieste per la cittadinanza italiana iure sanguinis
A partire dal 1° ottobre 2023, le richieste all’Archivio Diocesano di certificati di nascita e/o battesimo o di altra documentazione per l’ottenimento della cittadinanza italiana iure sanguinis, da parte di discendenti di italiani emigrati all’estero, che si riferiscano al periodo anteriore al 1° settembre 1871, possono essere effettuate mediante la procedura prevista dall’ufficio.
Le richieste devono essere effettuate mediante il modulo specifico.
Saranno considerate solamente le richieste pervenute mediante compilazione dello specifico modulo.
La documentazione allegata dovrebbe consentire all’ufficio o alla parrocchia competente di verificare più facilmente il nominativo, la località e il periodo storico indicati dal richiedente.
Modalità di invio della richiesta
Le richieste devono essere inviate esclusivamente all’indirizzo email dell’Archivio Diocesano oppure spedendo la richiesta cartacea all’indirizzo dell’Archivio Diocesano, via Sichirollo 74, 45100 Rovigo.
Le richieste potranno essere inoltrate solamente all’indirizzo email o all’indirizzo postale dell’Archivio Diocesano, via Sichirollo 74, 4500 Rovigo.
Le richieste inviate ad altri uffici diocesani, così come quelle inviate tramite PEC o tramite il sistema di messaggistica sulla Scrivania Virtuale dei Beni Culturali, non verranno evase.
Chiunque si rivolga direttamente alla Cancelleria o all’Archivio senza un previo accordo per l’emissione del certificato potrà soltanto depositare la richiesta presso la portineria della Curia, via Sichirollo 18, oppure presso la segreteria dell’Archivio o della Biblioteca, via Sichirollo 74, Palazzo Ex Angelo Custode.
| Elemento della richiesta | Indicazione |
|---|---|
| Modulo | È obbligatorio utilizzare lo specifico modulo. |
| Invio | Email dell’Archivio Diocesano oppure richiesta cartacea. |
| Documentazione utile | Estratti delle liste di leva, precedenti certificati e altra documentazione identificativa. |
| Richieste tramite PEC | Non vengono evase. |
| Richieste inviate ad altri uffici | Non vengono evase. |
Tempi di risposta
L’Archivio Diocesano evaderà le richieste in non meno di 45 giorni, facendosi carico della ricerca nei propri fondi o dell’inoltro alla parrocchia competente.
I tempi di rilascio, qualunque sia il tipo di richiesta, sono almeno di 45 giorni.
Dato l’elevato numero delle richieste, non sarà in nessun modo possibile accelerare tali tempistiche, considerato che il personale che risponde alle richieste è del tutto volontario ed è pure impegnato in altri ambiti.
Il richiedente dovrebbe quindi presentare la domanda con un adeguato anticipo rispetto alla procedura amministrativa per la quale il certificato è necessario.
Rimborso spese e spedizione
Per ogni certificato verrà richiesto un rimborso spese pari a € 60, così come indicato dalla Conferenza Episcopale Triveneta in data 9 maggio 2023, comprensivo di vidimazione della firma da parte della Curia ed invio postale.
L’invio tramite corriere, ad esempio DHL o UPS, sarà eventualmente conteggiato a parte, su richiesta dell’interessato.
Le indicazioni per il rimborso verranno fornite nella busta assieme al certificato oppure verranno indicate tramite email.
| Voce | Indicazione |
|---|---|
| Rimborso spese per certificato | € 60 |
| Vidimazione della firma | Compresa |
| Invio postale | Compreso |
| Invio tramite corriere | Eventualmente conteggiato a parte, su richiesta dell’interessato. |
Certificati anteriori e posteriori al 1° settembre 1871
Per le richieste relative al periodo anteriore al 1° settembre 1871, il richiedente può rivolgersi all’Archivio Diocesano secondo la procedura indicata, soprattutto quando la documentazione è necessaria per dimostrare la discendenza italiana.
Per i certificati posteriori al 1° settembre 1871 gli interessati dovranno rivolgersi esclusivamente alle anagrafi comunali.
Fa eccezione il caso di fondato dubbio sul nominativo dell’antenato, per cui si renda necessaria la copia del battesimo.
In questo caso si prega di far presente la problematica al momento della richiesta.
| Periodo del documento | Ufficio indicato |
|---|---|
| Anteriore al 1° settembre 1871 | Archivio Diocesano o parrocchia competente, secondo la procedura prevista. |
| Posteriore al 1° settembre 1871 | Anagrafi comunali. |
| Posteriore al 1° settembre 1871 con fondato dubbio sul nominativo | Può essere richiesta la copia del battesimo, segnalando la problematica. |
Verifica della parrocchia competente
La corretta individuazione della parrocchia è uno dei passaggi essenziali della ricerca genealogica, perché i registri possono essere conservati presso l’archivio diocesano, presso la parrocchia oppure presso una diocesi diversa da quella inizialmente considerata.
Per le parrocchie site nei comuni di Loreo, Rosolina, Taglio di Po, Porto Viro, Porto Tolle, Pettorazza Grimani, nonché per le parrocchie di Fasana, Ca’ Emo, Mazzorno è competente la Diocesi di Chioggia.
Per la Parrocchia di Villa d’Adige, già Villabona, in Comune di Badia Polesine, è competente la Diocesi di Verona.
Quando la ricerca riguarda Enego, è quindi necessario verificare l’effettiva appartenenza ecclesiastica della parrocchia e non basarsi soltanto sul comune indicato nei documenti familiari.

Consultazione, inventari e censimento degli archivi
In occasione della Visita pastorale svolta dal vescovo mons. Cesare Nosiglia, sospesa per il suo trasferimento all’Arcidiocesi di Torino, la Direzione diocesana degli archivi ha riordinato i documenti di tutti gli archivi parrocchiali della città di Vicenza e della Diocesi, avvalendosi di un’équipe di persone preparate, tra cui due esperti informatici.
Un lavoro continuato e concluso per mandato del vescovo mons. Beniamino Pizziol.
Si prevede, come fase successiva al riordino cartaceo, l’inventariazione di tutta la documentazione delle parrocchie con programma informatico.
Il censimento di tutta la documentazione delle 355 parrocchie è consultabile on line.
Grazie alla collaborazione tra l’Archivio Storico Diocesano e l’Associazione per il Recupero e la Salvaguardia degli Archivi Storici, sono ora disponibili sul web più di 37.000 schede, delle quali più di 17.000 descrivono i registri parrocchiali.
| Dato del censimento | Informazione |
|---|---|
| Parrocchie censite | 355 parrocchie. |
| Schede disponibili sul web | Più di 37.000 schede. |
| Schede relative ai registri parrocchiali | Più di 17.000. |
Il progetto di recupero e salvaguardia degli archivi storici
L’Associazione per il Recupero e la Salvaguardia degli Archivi Storici ha fatto propria l’esigenza espressa dalla Direzione dell’Archivio diocesano di garantire la conservazione dei registri canonici della popolazione di tutte le parrocchie della Diocesi di Vicenza.
In questa prospettiva, l’Associazione, in ottemperanza alle proprie finalità statutarie e in accordo e previo nulla osta della Diocesi di Vicenza, nel rispetto delle normative civili ed ecclesiastiche vigenti, tutelando il diritto di proprietà, intende proporre alle parrocchie la realizzazione del “Progetto Libri Canonici” in concomitanza col censimento di tutti gli archivi parrocchiali della Diocesi.
Il progetto risulta provvidenziale ed urgente a causa della precarietà in cui si trova la maggioranza degli archivi parrocchiali, dell’invecchiamento naturale dei documenti e dei danni procurati da consultazioni non corrette.
La digitalizzazione consente di consultare le informazioni senza sottoporre gli originali a manipolazioni ripetute e potenzialmente dannose.
Sede e consultazione dell’Archivio Storico Diocesano di Vicenza
Da gennaio 2011 è aperta la nuova sede in Piazza Duomo 7, vicino alla Curia, con importanti lavori che hanno permesso di dotare i locali di tutti gli impianti previsti dalla legge e di attrezzarli con scaffalature adatte alla conservazione e fruizione dei documenti.
Al pianterreno dell’edificio, ex patronato della Cattedrale, si trova il deposito, mentre al primo piano si susseguono varie sale adibite ai servizi per il pubblico: segreteria, sale di consultazione, biblioteca, sala riproduzione e sede dell’Associazione per il Recupero e la Salvaguardia degli Archivi Storici.
L’Archivio Storico è aperto alla consultazione solo su prenotazione con il seguente orario: mercoledì dalle ore 9.00 alle ore 14.00, venerdì dalle ore 9.00 alle ore 12.30 e dalle ore 13.30 alle 17.00, finché durerà l’emergenza pandemica.
Per prenotare le postazioni informatiche, computer, della sala di consultazione, si deve scrivere esclusivamente all’indirizzo indicato dall’Archivio.
L’inventario dell’Archivio Storico, realizzato nell’ambito del progetto Ecclesiae Venetae, è consultabile in Siusa.
Sono allestiti, inoltre, nei piani alti del palazzo vescovile, in Piazza Duomo 10, i locali, con tutti gli impianti a norma di legge, per i documenti dell’Archivio di deposito, cioè le carte degli ultimi 70 anni, ad uso degli uffici di Curia.
Come interpretare i risultati della ricerca
Un certificato o una copia del battesimo deve essere confrontato con gli altri documenti disponibili, soprattutto quando il nome dell’antenato è comune, presenta varianti ortografiche o compare in più parrocchie.
La verifica incrociata con estratti delle liste di leva, precedenti certificati e documentazione familiare può aiutare a distinguere persone omonime e a confermare il corretto collegamento genealogico.
Quando esiste un fondato dubbio sul nominativo dell’antenato, la necessità della copia del battesimo deve essere indicata già al momento della richiesta.
La ricerca è più efficace quando comprende il maggior numero possibile di elementi identificativi e quando la parrocchia viene individuata prima dell’invio della domanda.
Organizzazione dell’Archivio Storico Diocesano
L’Archivio Storico Diocesano è organizzato con un direttore, un archivista e assistenti di sala.
Il direttore è mons. Antonio Marangoni, laureato in storia e archivistica all’Università di Padova e in conservazione dei beni culturali della Chiesa alla Pontificia Università Gregoriana.
L’archivista è il dott. Federico Vezzaro, laureato in beni culturali e in scienze storiche all’Università di Verona.
Gli assistenti di sala sono il rag. Pietro Calegaro e Luigi Bigarella.
La Direzione degli archivi ecclesiastici della Diocesi comprende il direttore degli Archivi ecclesiastici della Diocesi, Marangoni mons. Antonio, il vicedirettore, Pozzer mons. Massimo, e l’archivista, Vezzaro dott. Federico.
Schema pratico della procedura
- Raccogliere il nome completo dell’antenato e ogni possibile variante.
- Individuare il comune e la parrocchia presumibilmente collegati alla nascita o al battesimo.
- Definire, anche approssimativamente, l’anno o il periodo della nascita.
- Verificare se il documento è anteriore o posteriore al 1° settembre 1871.
- Raccogliere estratti delle liste di leva, precedenti certificati e altra documentazione utile.
- Compilare lo specifico modulo previsto per la richiesta.
- Inviare la richiesta esclusivamente all’indirizzo email o postale dell’Archivio Diocesano competente.
- Considerare un tempo di risposta non inferiore a 45 giorni.
- Tenere conto del rimborso spese pari a € 60 per ogni certificato, comprensivo di vidimazione della firma e invio postale.
- Verificare l’eventuale competenza di una diocesi diversa da quella inizialmente individuata.
GENEALOGIA 3 con FamilySearch - I registri parrocchiali
La ricerca di antenati legati a Enego richiede quindi attenzione alla parrocchia, al periodo storico, alla distinzione tra documenti ecclesiastici e anagrafici e alla procedura prevista per il rilascio dei certificati. La documentazione già disponibile e l’uso degli inventari digitali possono aiutare a rendere più precisa la richiesta e a ridurre il rischio di individuare il registro o l’ufficio sbagliato.