Apostoli della pace: Via Crucis per pregare e diventare operatori di pace

Gesù, donandoci la sua pace, ci ha donato se stesso. Egli, infatti, è la nostra pace (Ef 2,14), e lo è diventato abbattendo i muri che ci dividevano dal Padre e dall’umanità.

Accogliamo Gesù e il suo dono di vita, quando, seguendolo sulla via della croce, diventiamo con lui e in lui operatori di pace nel mondo.

La Via Crucis accompagna da sempre la preghiera cristiana in Quaresima, ma non solo, e permette di meditare sulla passione di Gesù alla luce delle sofferenze, delle ingiustizie e delle speranze dell’umanità.

Preghiera iniziale

Nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo. Amen.

Prima di offrire se stesso sulla croce, Gesù disse ai suoi discepoli: «Vi lascio la pace, vi do la mia pace. Non come la dà il mondo, io la do a voi. Non sia turbato il vostro cuore e non abbia timore».

O Signore, che ti sei acquistato una moltitudine di figli con l’unico e perfetto sacrificio di Cristo, concedi a noi, nella tua Chiesa, il dono dell’unità e della pace. Amen.

O alto e glorioso Dio, illumina le tenebre del cuore mio. Dammi una fede retta, speranza certa, carità perfetta e umiltà profonda. Dammi, Signore, senno e discernimento per compiere la tua vera e santa volontà. Amen.

Come pregare la Via Crucis degli Apostoli della pace

Ogni stazione può essere celebrata proclamando il titolo, ascoltando la lettura biblica, sostando nella meditazione e concludendo con le invocazioni e il canto alla Madre dolorosa.

La celebrazione può essere accompagnata dal Padre nostro, dall’Ave Maria e dal Gloria. Dopo ogni stazione si può ripetere: «Abbi pietà di noi, Signore. Abbi pietà di noi».

Prima stazione: Gesù è condannato a morte

Ti adoriamo, o Cristo, e ti benediciamo.
Perché con la tua santa croce hai redento il mondo.

Lettura biblica. Pilato, dopo aver fatto flagellare Gesù, lo consegnò perché fosse crocifisso.

Cristo patì per voi, lasciandovi un esempio, perché ne seguiate le orme: egli non commise peccato e non si trovò inganno sulla sua bocca; insultato, non rispondeva con insulti, maltrattato, non minacciava vendetta, ma si affidava a colui che giudica con giustizia; dalle sue piaghe siete stati guariti.

Gesù è condannato dai potenti di questo mondo, da coloro che non hanno pace in se stessi e non diffondono pace intorno a loro.

Con il suo silenzio e la sua pazienza ci insegna l’atteggiamento corretto per essere uomini e donne di pace.

Seguire Gesù sulla via della croce ci pone dalla parte dei deboli secondo la mentalità terrena, ma ci dà la forza di restare sereni anche nei momenti più difficili.

Le prime vittime di una guerra sono i bambini, sempre. E spesso si ignora chi vive sotto le bombe o le sofferenze delle guerre dimenticate, quelle meno occidentali.

Rivivremo il cammino dell’Agnello innocente immolato per la nostra salvezza. Porteremo nella mente e nel cuore le sofferenze dei malati, dei poveri, degli scartati di questo mondo; ricorderemo gli “agnelli immolati” vittime innocenti delle guerre, delle dittature, delle violenze quotidiane, degli aborti.

Da quando Gesù ha preso su di sé le piaghe dell’umanità e la stessa morte, l’amore di Dio ha irrigato questi nostri deserti, ha illuminato queste nostre tenebre.

In questo Calvario di morte, è Gesù che soffre nei suoi discepoli.

Invocazioni. Il frutto dello Spirito è amore, gioia, pace, benevolenza, mitezza (Gal 5,22). Chiediamo al Signore di vivere nel suo Spirito di pace, per scorgere sempre il sole oltre ogni tenebra.

  • Per i poveri e i sofferenti, Ascoltaci, Signore.
  • Per chi ha una malattia incurabile, Ascoltaci, Signore.
  • Per i popoli devastati dalla guerra, Ascoltaci, Signore.

Chiusa in un dolore atroce, eri là sotto la croce, dolce Madre di Gesù. Santa Madre, deh, voi fate che le piaghe del Signore siano impresse nel mio cuore.

Seconda stazione: Gesù porta la croce al Calvario

Ti adoriamo, o Cristo, e ti benediciamo.
Perché con la tua santa croce hai redento il mondo.

Lettura biblica. Gesù, portando la croce, si avviò verso il luogo detto del Cranio, in ebraico Golgota.

Gesù porta la croce verso il Calvario. Abbandonato da tutti potrebbe apparire desolato e sconfitto.

In realtà i suoi piedi sono quelli del messaggero di una buona notizia: Dio è lì dove ogni uomo e ogni donna portano in silenzio la loro fedeltà al bene e all’amore di Dio.

È proprio nella sua apparente sconfitta che Gesù ci annuncia la pace profonda di chi si inchina alla volontà di Dio.

Signore Gesù, aiutaci a vedere nella tua croce tutte la croci del mondo: la croce delle persone affamate di pane e di amore; la croce delle persone sole e abbandonate perfino dai propri figli e parenti; la croce delle persone assetate di giustizia e di pace; la croce delle persone che non hanno il conforto della fede.

La croce degli anziani che si trascinano sotto il peso degli anni e della solitudine; la croce dei migranti che trovano le porte chiuse a causa della paura e dei cuori blindati dai calcoli politici; la croce dei piccoli, feriti nella loro innocenza e nella loro purezza.

La croce dell’umanità che vaga nel buio dell’incertezza e nell’oscurità della cultura del momentaneo; la croce delle famiglie spezzate dal tradimento, dalle seduzioni del maligno o dall’omicida leggerezza e dall’egoismo.

La croce dei consacrati che cercano instancabilmente di portare la tua luce nel mondo e si sentono rifiutati, derisi e umiliati; la croce dei tuoi figli che, credendo in te e cercando di vivere secondo la tua parola, si trovano emarginati e scartati perfino dai loro famigliari e dai loro coetanei.

La croce delle nostre debolezze, delle nostre ipocrisie, dei nostri tradimenti, dei nostri peccati e delle nostre numerose promesse infrante; la croce della tua Chiesa che, fedele al tuo Vangelo, fatica a portare il tuo amore perfino tra gli stessi battezzati.

La croce della nostra casa comune che appassisce seriamente sotto i nostri occhi egoistici e accecati dall’avidità e dal potere.

Seguire Gesù significa tendere alla perfezione della carità e vivere in pace con tutti (2Cor 13,11). Se facciamo così il Dio dell’amore e della pace sarà sempre con noi.

  • Per chi è in pericolo di vita, Ascoltaci, Signore.
  • Per le famiglie divise da tensioni, Ascoltaci, Signore.
  • Per chi ha perso la fede, Ascoltaci, Signore.

Il tuo cuore desolato fu in quell’ora trapassato dallo strazio più crudel. Santa Madre, deh, voi fate che le piaghe del Signore siano impresse nel mio cuore.

Terza stazione: Gesù cade la prima volta

Ti adoriamo, o Cristo, e ti benediciamo.
Perché con la tua santa croce hai redento il mondo.

Lettura biblica. Egli si è caricato delle nostre sofferenze, si è addossato i nostri dolori.

Gesù cade sotto il peso di una croce che appartiene a noi. Gesù si è caricato delle nostre sofferenze per guarire il nostro cuore e per mostrarci che tutto è prezioso nella nostra vita, poiché tutto è suo dono.

È solo in questa accettazione che l’amarezza diventa pace e la fossa in cui siamo caduti diventa il luogo dell’incontro tra la nostra povertà e l’amore di Dio.

Le colpe involontarie delle anime non impediscono il Mio amore, né Mi sono d’ostacolo nell’unirMi ad esse, invece le colpe anche le più piccole, ma volontarie, ostacolano le Mie grazie e non possono colmare tali anime dei Miei doni.

O mio Gesù, sono tanto propensa al male e questo mi costringe ad una vigilanza continua su di me, ma nulla mi scoraggia, ho fiducia nella grazia di Dio, che abbonda dove è la più grande miseria.

La promessa di Dio ci dice che sorgerà un sole divino, Cristo Signore, che dirigerà i nostri passi sulla via della pace, affinché dall’ombra di morte risaliamo alla luce della vita (Lc 1,79).

  • Per le donne che subiscono violenza, Ascoltaci, Signore.
  • Per la concordia nei luoghi di lavoro, Ascoltaci, Signore.
  • Per chi cerca di rinascere a nuova vita, Ascoltaci, Signore.

Quanto triste, quanto affranta ti sentivi, o Madre santa del divino Salvator. Santa Madre, deh, voi fate che le piaghe del Signore siano impresse nel mio cuore.

Quarta stazione: Gesù incontra sua madre

Ti adoriamo, o Cristo, e ti benediciamo.
Perché con la tua santa croce hai redento il mondo.

Lettura biblica. Vedendo la madre e il discepolo che egli amava, Gesù disse: «Donna, ecco tuo figlio!».

Sulla via della croce, Gesù non tiene nulla per sé. Ci dona anche Maria, sua madre, come stella del mattino, luce chiara che ci guida sulle vie del bene.

Maria diventa, per noi, madre della grazia, madre della speranza, affinché impariamo a seguire quelle vie di pace che, per espandersi tra i popoli e le nazioni, devono iniziare dal cuore di ciascuno di noi.

L’esempio di Maria ci sprona a cercare la giustizia, la fede, la carità, la pace (2Tm 2,22). Con Maria impariamo a invocare il Signore e a purificare ogni giorno il nostro cuore.

Maria di Nazaret può definirsi a pieno titolo donna profetica e coraggiosa.

Maria considera la pace come un valore da sviluppare e perseguire per collaborare al progetto divino di rappacificazione del mondo con Dio e con i fratelli.

Maria di Nazaret così si dimostra una donna nuova e profetica in quanto ritiene che per liberare l’uomo e riconsegnargli la sua libertà di pensiero, di opinione e di credo è necessario costruire una cultura di pace ed educare tutti ad azioni non violente.

Siamo chiamati a rimetterci in discussione perché nessuno dimentichi che nelle cruente guerre che insanguinano il mondo, i morti civili sono il 93% del totale.

Dobbiamo avere una certezza: la guerra riduce in miseria interi popoli.

Pur sapendo che il Calvario è una collocazione provvisoria, resta sempre la tappa da cui partire per costruire la risurrezione di tutti.

  • Per le donne che attendono una vita nuova, Ascoltaci, Signore.
  • Per quanti si adoperano per la pace, Ascoltaci, Signore.
  • Per chi sente venire meno la speranza, Ascoltaci, Signore.

Con che spasimo piangevi, mentre trepida vedevi il tuo Figlio nel dolor. Santa Madre, deh, voi fate che le piaghe del Signore siano impresse nel mio cuore.

Quinta stazione: Gesù è aiutato da Simone di Cirene

Ti adoriamo, o Cristo, e ti benediciamo.
Perché con la tua santa croce hai redento il mondo.

Lettura biblica. Fermarono un certo Simone di Cirene e gli misero addosso la croce da portare dietro a Gesù.

Forse nessuno di noi vorrebbe trovarsi nei panni di Simone di Cirene, costretto a portare una croce non sua. Eppure è quello che capita a tutti coloro che seguono la via di Gesù.

Non sono le tribolazioni esteriori a farci inciampare, soprattutto se le affrontiamo per il bene degli altri. Se operiamo per la pace e la diffondiamo, siamo sul cammino che porta alla vita.

La vita cristiana è un cammino in cui cerchiamo ciò che porta alla pace e all’edificazione vicendevole (Rm 14,1): è così che portiamo gli uni i pesi degli altri e ci sosteniamo a vicenda.

Quel Cristo che ci ha salvato sulla croce dai nostri peccati, con lo stesso potere del suo totale dono di sé continua a salvarci e redimerci oggi.

Se pecchi e ti allontani, egli di nuovo ti rialza con il potere della sua croce. Non dimenticare mai che «egli perdona settanta volte sette».

Nessuno potrà toglierci la dignità che ci conferisce questo amore infinito e incrollabile. Egli ci permette di alzare la testa e ricominciare, con una tenerezza che mai ci delude e che sempre può restituirci la gioia.

Signore, rendici portatori di speranza, perché dove c’è oscurità regni la tua luce, e dove c’è rassegnazione rinasca la fiducia nel futuro.

Signore, rendici strumenti della tua giustizia, perché dove c’è esclusione fiorisca la fraternità, e dove c’è ingordigia prosperi la condivisione.

Signore, rendici costruttori del tuo Regno insieme con i migranti e i rifugiati e con tutti gli abitanti delle periferie.

  • Per chi è chiamato a educare i minori, Ascoltaci, Signore.
  • Per chi si occupa degli anziani, Ascoltaci, Signore.
  • Per i governanti e i politici, Ascoltaci, Signore.

Se ti fossi stato accanto forse che non avrei pianto, o Madonna, anch’io con te? Santa Madre, deh, voi fate che le piaghe del Signore siano impresse nel mio cuore.

Sesta stazione: una donna asciuga il volto di Gesù

Ti adoriamo, o Cristo, e ti benediciamo.
Perché con la tua santa croce hai redento il mondo.

Lettura biblica. Il mio cuore ripete il tuo invito: «Cercate il mio volto!». Il tuo volto, Signore, io cerco.

Veronica asciuga il volto di Gesù e gli dona conforto. Ma è nulla quello che ella dà in confronto a quello che riceve: lo sguardo amorevole e benedicente di Gesù.

Nel portare agli altri consolazione e pace è più quello che riceviamo che quello che diamo, poiché lo stesso Signore, che sta nascosto nelle pieghe dei nostri giorni, volgerà verso di noi il suo volto e ci donerà il centuplo che ci ha promesso.

Gesù ci proclama beati se ci adoperiamo per la pace (Mt 5,9) e possiamo farlo nel quotidiano, nelle relazioni di tutti i giorni, poiché è da lì che devono nascere i veri frutti della pace.

Un grande amore trasforma le piccole cose in cose grandi e solo l’amore dà valore alle nostre azioni.

In nome di Dio che ha creato tutti gli esseri umani uguali nei diritti, nei doveri e nella dignità, e li ha chiamati a convivere come fratelli tra di loro, per popolare la terra e diffondere in essa i valori del bene, della carità e della pace.

In nome dell’innocente anima umana che Dio ha proibito di uccidere, affermando che chiunque uccide una persona è come se avesse ucciso tutta l’umanità e chiunque ne salva una è come se avesse salvato l’umanità intera.

In nome dei poveri, dei miseri, dei bisognosi e degli emarginati che Dio ha comandato di soccorrere come un dovere richiesto a tutti gli uomini e in particolar modo a ogni uomo facoltoso e benestante.

In nome degli orfani, delle vedove, dei rifugiati e degli esiliati dalle loro dimore e dai loro paesi; di tutte le vittime delle guerre, delle persecuzioni e delle ingiustizie; dei deboli, di quanti vivono nella paura, dei prigionieri di guerra e dei torturati in qualsiasi parte del mondo, senza distinzione alcuna.

In nome dei popoli che hanno perso la sicurezza, la pace e la comune convivenza, divenendo vittime delle distruzioni, delle rovine e delle guerre.

  • Per chi porta conforto ai bisognosi, Ascoltaci, Signore.
  • Per le nazioni divise da guerre interne, Ascoltaci, Signore.
  • Per chi si sente smarrito nelle prove, Ascoltaci, Signore.

Dopo averti contemplata col tuo Figlio addolorata, quanta pena sento in cuor! Santa Madre, deh, voi fate che le piaghe del Signore siano impresse nel mio cuore.

Settima stazione: Gesù cade la seconda volta

Ti adoriamo, o Cristo, e ti benediciamo.
Perché con la tua santa croce hai redento il mondo.

Lettura biblica. Egli si è addossato i nostri dolori e noi lo abbiamo ritenuto castigato, percosso da Dio e umiliato.

Gesù non si è sottratto alle sofferenze, ed è proprio così che ci ha insegnato a sopportarle, nella pazienza e nell’attesa di Dio.

A volte la notte ci sembra troppo lunga e sentiamo venire meno le forze: è un’altra pace quella che ci attende, non del corpo, ma dello spirito.

È una pace che proviene dall’alto e sa allargare gli orizzonti del cuore per farli coincidere con quelli di tutta l’umanità.

La causa delle tue cadute dipende dal fatto che conti troppo su te stessa e ti appoggi troppo poco su di Me.

Sappi che da sola non puoi fare nulla. Senza un Mio aiuto particolare, non sei nemmeno capace di ricevere le Mie grazie.

Gesù, non lasciarmi sola nella sofferenza; Tu, Signore, sai quanto sono debole, sono un abisso di miseria, sono il nulla stesso.

La pace di Dio supera ogni intelligenza (Fil 4,7) e non possiamo governarla o imporla con i nostri mezzi.

La pace è un dono che Dio ci dà per crescere in santità, fino alla misura di Cristo.

O Signore, fa’ di me uno strumento della tua pace. Dov’è odio ch’io porti l’amore, dov’è offesa ch’io porti il perdono, dov’è discordia ch’io porti l’unione, dov’è dubbio ch’io porti la fede, dov’è errore ch’io porti la verità, dov’è disperazione ch’io porti la speranza, dov’è tristezza ch’io porti la gioia, dov’è tenebra ch’io porti la luce.

Oh! Maestro, fa’ che io non cerchi tanto ad essere consolato, quanto a consolare; ad essere compreso, quanto a comprendere; ad essere amato, quanto ad amare.

  • Per chi viene meno nel cammino, Ascoltaci, Signore.
  • Per chi ripone solo in te la sua speranza, Ascoltaci, Signore.
  • Per i popoli segnati da conflitti e povertà, Ascoltaci, Signore.

Santa Vergine, hai contato tutti i colpi del peccato nelle piaghe di Gesù. Santa Madre, deh, voi fate che le piaghe del Signore siano impresse nel mio cuore.

Ottava stazione: Gesù incontra le donne in pianto

Ti adoriamo, o Cristo, e ti benediciamo.
Perché con la tua santa croce hai redento il mondo.

Lettura biblica. «Figlie di Gerusalemme, non piangete su di me, ma piangete su voi stesse e sui vostri figli».

Non è in questa vita che le lacrime avranno fine, ma nell’altra. Finché siamo pellegrini su questa terra, avremo qualcosa per cui piangere.

Scopriremo, però, che le lacrime che versiamo non fanno altro che tergere gli occhi, affinché siano puri e pronti per la grande visione: il Signore verrà dal cielo, e porterà con sé quella pace che non vedrà tramonto.

Gesù piange anche sul nostro tempo, poiché non comprendiamo le vie della pace (Lc 19,42). Solo nell’umiltà riusciremo a vedere e a seguire le vie della pace che lui ci ha mostrato.

Oh, quanto Mi è gradita la fede viva! Desidero che nel momento presente ci sia in voi più fede.

Prego ardentemente il Signore che si degni di fortificare la mia fede, affinché nella grigia vita quotidiana non mi regoli secondo considerazioni umane, ma secondo lo spirito.

Maria, madre addolorata ai piedi della croce, resta accanto a chi soffre e insegna a custodire la speranza.

  • Per chi non riconosce le vie della pace, Ascoltaci, Signore.
  • Per chi si impegna a favore degli altri, Ascoltaci, Signore.
  • Per chi ricerca pace e giustizia per il mondo, Ascoltaci, Signore.

E vedesti il tuo Figliuolo così afflitto, così solo, dare l’ultimo respir. Santa Madre, deh, voi fate che le piaghe del Signore siano impresse nel mio cuore.

Nona stazione: Gesù cade la terza volta

Ti adoriamo, o Cristo, e ti benediciamo.
Perché con la tua santa croce hai redento il mondo.

Lettura biblica. Gesù, pur essendo Figlio, imparò l’obbedienza da ciò che patì.

Gesù è il Figlio totalmente rivolto al Padre. È questo mistero di umiltà e di obbedienza che Gesù ci ha rivelato con la sua vita e la sua passione.

Ed è in questo mistero che sono benedetti i poveri della terra, poiché anch’essi, non avendo titoli o grandezze terrene, possono accogliere senza intralci l’amore di Dio.

Gesù ci ha insegnato che nell’umiltà e nell’obbedienza è nascosto il grande bene della pace perfetta.

Sappi che l’ostacolo più grande alla santità è lo scoraggiamento e l’inquietudine ingiustificata, che ti toglie la possibilità di esercitarti nelle virtù.

Io sono sempre disposto a perdonarti. Ogni volta che Me lo chiedi, esalti la Mia misericordia.

Vivere nella pace (1Ts 4,11) significa occuparci dei nostri doveri quotidiani e partecipare alla costruzione della casa comune, in obbedienza alla volontà del Signore.

Signore misericordioso, ti offro ciò che è soltanto mio, cioè il peccato e la debolezza umana. Ti supplico, che la mia miseria scompaia nella Tua insondabile misericordia.

  • Per i giovani che si stanno aprendo alla vita, Ascoltaci, Signore.
  • Per chi ha responsabilità di governo, Ascoltaci, Signore.
  • Per gli insegnanti e gli educatori, Ascoltaci, Signore.

Dolce Madre dell’amore, fa’ che il grande tuo dolore io lo senta pure in me. Santa Madre, deh, voi fate che le piaghe del Signore siano impresse nel mio cuore.

Decima stazione: Gesù è spogliato delle vesti

Ti adoriamo, o Cristo, e ti benediciamo.
Perché con la tua santa croce hai redento il mondo.

Lettura biblica. I soldati, quando ebbero crocifisso Gesù, presero le sue vesti e ne fecero quattro parti.

Il Signore è spogliato delle vesti, ma non della sua fedeltà al Padre.

Con la sua passione, Gesù ci insegna a rimanere saldi nella fede, pur in mezzo a situazioni prive di ogni apparente speranza.

È in questa fedeltà che sperimentiamo la profonda alleanza di pace che Dio vuole instaurare con noi: vuoto e silenzio possono diventare misteriosi veicoli di grazia per chi sa rimanere fedele all’amore di Dio.

Gesù si è presentato improvvisamente davanti a me privo di vesti, coperto di piaghe su tutto il corpo, con gli occhi inondati di sangue e di lacrime, col volto deturpato, coperto di sputi.

La mia somiglianza con Gesù deve avvenire attraverso la sofferenza e l’umiltà.

Gesù silenzioso e dal Cuore umile, forma il mio cuore secondo il Tuo.

Il Signore ci chiede di stare saldi e di rivestire i nostri fianchi con la verità (Ef 6,14). È così che potremo propagare nel mondo il lieto annuncio della pace.

  • Per chi attraversa il deserto della prova, Ascoltaci, Signore.
  • Per chi ha smarrito ogni riferimento al bene, Ascoltaci, Signore.
  • Per chi annuncia la pace ed è emarginato, Ascoltaci, Signore.

Fa’ che il tuo materno affetto per il Figlio benedetto mi commuova e infiammi il cuor. Santa Madre, deh, voi fate che le piaghe del Signore siano impresse nel mio cuore.

Undicesima stazione: Gesù è crocifisso

Ti adoriamo, o Cristo, e ti benediciamo.
Perché con la tua santa croce hai redento il mondo.

Lettura biblica. Il Signore disse a uno dei condannati: «In verità io ti dico: oggi con me sarai nel paradiso».

In tutto il Vangelo Gesù parla del suo regno, sarà solo sulla croce che vediamo qualcuno entrare in esso.

Il Signore sa annunciare la pace e la vita laddove gli uomini non fanno altro che seminare la morte.

Questo ci dice quale sia l’annuncio che dobbiamo accogliere e propagare se vogliamo stare con Gesù: l’annuncio della buona novella della pace, della luce, della vita che supera le ombre del peccato e della morte.

Gesù: Mia discepola, abbi un grande amore per coloro che ti fanno soffrire, fa’ del bene a coloro che ti odiano.

O mio Gesù, Tu sai quanta fatica occorre per trattare sinceramente e con semplicità con coloro dai quali la natura rifugge, oppure con coloro che consapevolmente od anche inconsapevolmente ci hanno fatto soffrire.

Umanamente la cosa è impossibile. In quei momenti più che in altre circostanze, cerco di scoprire Gesù in quella persona e per amore di Gesù faccio tutto per quelle persone.

Crediamo in Gesù per la virtù dello Spirito Santo, che ci riempie di ogni gioia e pace (Rm 15,13), affinché non ci smarriamo in mezzo alle prove, ma alziamo i cuori al Signore della vita.

  • Per chi ha perso la speranza, Ascoltaci, Signore.
  • Per chi non vede esaudite le sue preghiere, Ascoltaci, Signore.
  • Per chi vuole rialzarsi da una via di errore, Ascoltaci, Signore.

Le ferite che il peccato sul suo corpo ha provocato, siano impresse, o Madre, in me. Santa Madre, deh, voi fate che le piaghe del Signore siano impresse nel mio cuore.

Dodicesima stazione: Gesù muore sulla croce

Ti adoriamo, o Cristo, e ti benediciamo.
Perché con la tua santa croce hai redento il mondo.

Lettura biblica. Era verso mezzogiorno quando il sole si eclissò e si fece buio su tutta la terra fino alle tre del pomeriggio. E Gesù, gridando a gran voce, disse: «Padre, nelle tue mani rimetto lo spirito mio». Detto questo spirò.

Giunti a Gesù, vedendolo già morto, non gli spezzarono le gambe, ma uno dei soldati gli trafisse il fianco con la lancia e subito ne uscì sangue ed acqua.

Tutto questo per la salvezza delle anime. Rifletti, figlia Mia, su quello che fai tu per la loro salvezza.

La morte di Gesù non chiude la via della pace, ma rivela il compimento dell’amore donato fino alla fine.

La Via Crucis come preghiera per la pace

Una Via Crucis per conoscere e pregare per le fatiche, ma anche per le speranze, di un popolo che percorre le strade che Gesù stesso ha calpestato durante la sua passione.

Dalla croce la pace propone di meditare sulla croce come veicolo di pace, specialmente in Terra Santa.

Ognuna delle quattordici stazioni è scandita da tre parole chiave: annuncio, denuncia e rinuncia.

Protagoniste sono le persone che popolano la Terra Santa, da decenni terra di passione vivente in cui tanti soffrono inascoltati per le ingiustizie e le violenze.

Annuncio: sciogliere le catene inique

Signore, tu hai posto sopra ogni legge la legge dell’amore verso ogni vivente. Infondi a tutte le donne e a tutti gli uomini di buona volontà l’audacia della franchezza di fronte all’ingiustizia.

Dona alla tua Chiesa il coraggio di porsi a fianco dei sopraffatti dalla croce.

Donaci il coraggio di obbedire in piedi.

Gesù, come tutti gli agnelli innocenti di ogni latitudine, rinuncia puntualmente alla violenza, affrontando con la forza della mitezza la sua condanna.

In un’efficacissima battuta, Gesù fa scuola ai suoi e scrive il capitolo decisivo del manuale del nonviolento.

Il maestro delle beatitudini getta un ponte di dialogo apparentemente impossibile tra vittima e carnefice.

Denuncia: non restare indifferenti

Se Dio è giustizia e noi ci riteniamo cristiani, non possiamo restare indifferenti a tutta la violenza che vediamo inflitta al popolo palestinese.

Dobbiamo pregare, e insieme dobbiamo gridare, gridare forte in loro nome.

Da quando il muro soffoca la città di Betlemme, le suore recitano il Rosario lungo questa barriera di cemento alta nove metri, con la stessa fede di chi attendeva che crollassero le mura di Gerico.

Non ne ha colpa, se non le segue. Il suo tour tutto compreso non includeva la sosta della condivisione, la preghiera per gli oppressi locali.

Rinuncia: condividere la sofferenza

«In corteo non si va da soli», diceva don Tonino Bello.

È tempo che ognuno di noi compia un passo verso la croce degli altri, non certo per sentire più leggero il proprio fardello di smarrimento, dolore e fatica, ma per rendere condivisa la sofferenza.

Lungo queste strade deserte si continua a pregare e a invocare il Dio della pace con quella «buona ostinazione» che fa bagnare di lacrime i volti delle suore di Betlemme, che per prime in questa giornata hanno creduto.

Scuotici dal nostro torpore complice.

  • Tu che hai accettato di essere legato mentre dicevi la verità, tu che hai lasciato che fermassero il tuo andare di uomo libero, per somma coerenza d’amore.
  • Tu che hai parlato al mondo apertamente, che ci hai insegnato a dire sì, sì e no, no di fronte ai tentennamenti del nostro agire.
  • Tu che ti sei lasciato schiaffeggiare non certo per codardia, ma per rimanere al tuo posto in corteo, a fianco di tutti gli oppressi di ieri e di oggi.

Essere apostoli della pace nella vita quotidiana

Accogliere la pace di Cristo significa diventare operatori di pace nelle relazioni di tutti i giorni, nelle famiglie, nei luoghi di lavoro, nella comunità e nella società.

La pace non è soltanto assenza di guerra: è giustizia, verità, misericordia, perdono, fraternità e cura dei più fragili.

Seguire Gesù sulla via della croce significa stare dalla parte dei deboli, portare gli uni i pesi degli altri, soccorrere chi soffre e non rassegnarsi davanti all’ingiustizia.

Gesù ci proclama beati se ci adoperiamo per la pace (Mt 5,9) e possiamo farlo nel quotidiano, nelle relazioni di tutti i giorni, poiché è da lì che devono nascere i veri frutti della pace.

La vita cristiana è un cammino in cui cerchiamo ciò che porta alla pace e all’edificazione vicendevole.

Poiché è dando che si riceve. Perdonando che si è perdonati. Morendo, che si risuscita a Vita Eterna.

O Maria, tu risplendi sempre nel nostro cammino come segno di salvezza e di speranza.

Aiutaci, Madre del Divino Amore, a conformarci al volere del Padre e a fare ciò che ci dirà Gesù, che ha preso su di sé le nostre sofferenze e si è caricato dei nostri dolori per condurci, attraverso la croce, alla gioia della risurrezione.

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