Il Monastero dello Spirito Santo delle Monache Benedettine a Cesena nel progetto di Ilario Fioravanti

Il Monastero dello Spirito Santo delle Monache Benedettine è il grande edificio collettivo a vocazione sacra progettato da Ilario Fioravanti a Cesena tra il 1982 e il 2004, una delle architetture selezionate per documentare il rapporto tra arte, architettura e territorio nella sua opera.

Il complesso, destinato all’ordine delle monache Benedettine, custodisce molte opere sacre realizzate da Fioravanti e rappresenta una tappa fondamentale per comprendere la varietà della sua esperienza professionale, che comprende progetti civili e religiosi, spazi pubblici e privati, edifici esterni e interni.

Il monastero nel percorso architettonico di Fioravanti

La mostra Ilario Fioravanti. Architettura come Arte propone una selezione di cinque architetture edificate nella città di Cesena e un progetto non realizzato per il Comune di Mercato Saraceno, allo scopo di valorizzare l’opera dell’architetto attraverso disegni originali, lucidi, schizzi e documenti utili ad evidenziare tutte le fasi del progetto, dall’ideazione al dettaglio.

Tra le opere selezionate figura il Monastero dello Spirito Santo, accanto al Progetto Vigne INA Casa del 1957, alla Casa studio in via Uberti del 1958, al progetto di Palazzo Almerici iniziato nel 1958 e portato a termine nei primi anni Settanta, all’edificio per quattro appartamenti in Via Madonna delle Rose del 1961 e al grande Mercato coperto di Mercato Saraceno, progettato tra il 1962 e il 1966 ma mai realizzato.

Obiettivo dell’esposizione è, pertanto, chiarire il metodo di lavoro dell’architetto cesenate attraverso una selezione mirata di progetti alle diverse scale:

  • il quartiere, con il Progetto Vigne INA Casa (Cesena, 1957);
  • il lotto urbano e la sua trasformazione, con la Casa studio in via Uberti (Cesena, 1958);
  • l’isolato urbano, con il progetto di Palazzo Almerici (Cesena, 1958 - primi anni Settanta);
  • la palazzina residenziale, con il progetto di un Edificio per quattro appartamenti in Via Madonna delle Rose (Cesena, 1961);
  • il grande edificio collettivo, con il Monastero dello Spirito Santo (Cesena 1982-2004);
  • lo spazio pubblico, con il progetto del grande Mercato coperto (opera non realizzata, Mercato Saraceno 1962-1966).

I progetti esposti intendono raccontare la varietà, la complessità e l’ampiezza di un’esperienza professionale che, evolvendosi nel corso degli anni, preserva la volontà di una continua ricerca sui caratteri dell’architettura in relazione al luogo.

Monastero Benedettino di Cesena esterno

Localizzazione e caratteristiche del complesso

Il monastero è indicato nella schedatura architettonica con l’indirizzo via Isei, 12, Cesena, in provincia di Forlì-Cesena, Emilia-Romagna, Italia.

VoceInformazione
Oggettomonastero
LocalizzazioneCesena (FC) - Emilia Romagna, ITALIA
Indirizzovia Isei, 12, Cesena (FC)
TipologiaArchitettura
Condizione giuridicaproprietà privata
Codice di catalogo nazionale0800305914
Ente competente per la tutelaSoprintendenza Archeologia, belle arti e paesaggio per le province di Ravenna, Forlì-Cesena e Rimini
Data di compilazione1994
Data di aggiornamento2018

Il corpo principale e la chiesa si affacciano su contrada Isei e gli altri tre bracci stretti e lunghi chiudono la corte.

L’impianto è quindi organizzato attorno a una corte interna, definita dai diversi corpi edilizi e raggiunta attraverso un ingresso passante. La chiesa e il corpo principale costituiscono il fronte rivolto verso contrada Isei, mentre i tre bracci completano la configurazione chiusa del complesso.

La chiesa e gli spazi interni

La chiesa ha un piccolo abside semicircolare a cui si accede da un ampio arcone sorretto da due colonne di marmo.

È decorata con stucchi. Un solo soffitto al piano terra è decorato con paesaggi e figure incorniciate a formare un motivo di ampi cassettoni.

La scala principale è di forma ellittica con gradini di arenaria ed elegante balaustra in ferro.

L’ingresso è passante fino alla corte interna. Quattro colonne in cemento intonacate sottolineano il vano scala.

Interno chiesa monastero Cesena stucchi

Il monastero come architettura collettiva e religiosa

Nel progetto di Fioravanti il monastero appartiene alla scala del grande edificio collettivo, una dimensione diversa da quella della casa, della palazzina residenziale o dell’isolato urbano.

Il grande edificio collettivo a vocazione sacra destinato all’ordine delle monache Benedettine costituisce una delle opere attraverso cui la mostra intende mettere in evidenza il passaggio dalla scala urbana alla scala comunitaria e religiosa.

Progetti di spazi pubblici e privati, civili e religiosi, esterni e interni, chiese, conventi, caserme, scuole, abitazioni, arredi di interni e urbani, attività commerciali, negozi e alberghi sviluppati dal 1949 al 2011 dimostrano, attraverso schizzi e disegni a mano libera, come la rappresentazione sia sempre stata una costante della sua vita.

L’archivio di Ilario Fioravanti Architetto restituisce l’immagine di un professionista colto, attento al disegno dello spazio pubblico così come al controllo del dettaglio architettonico.

Arte e architettura nel lavoro di Ilario Fioravanti

Ilario Fioravanti (Cesena 1922 - Savignano sul Rubicone 2012) unisce l’attività di scultore e pittore con la professione di architetto, che ha esercitato dal conseguimento della laurea nel 1949 fino al 2011.

Dopo il diploma all’Istituto Tecnico Commerciale (1941), si concentra nello studio autonomo per il conseguimento del diploma presso il Liceo Artistico di Bologna (1942-1943), che gli permetterà l’iscrizione alla facoltà di Architettura di Firenze dove si laureerà con una tesi per un mercato ortofrutticolo per la città di Cesena, con Giorgio Gori come relatore.

Dopo alcuni anni di collaborazione con l’architetto Saul Bravetti, che lo vedono all’inizio degli anni Cinquanta coautore dei progetti di sistemazione dell’area della Biblioteca Malatestiana e del Cimitero monumentale di Cesena, Fioravanti intraprende una carriera professionale autonoma, senza tralasciare l’interesse per la figurazione e le arti.

All’attività professionale di architetto affiancherà quella di insegnante di disegno di scuola media (fino al 1977) e le attività di pittore, incisore, disegnatore e scultore, che lo vedranno impegnato fino alla sua morte con esposizioni nazionali e internazionali.

La prima sezione della mostra è dedicata al periodo della formazione e raccoglie disegni sviluppati durante gli anni di studio, progetti non realizzati e primi lavori professionali.

Un’installazione video permette di sfogliare e di visionare i contenuti di un singolare quaderno di appunti, composto dopo aver conseguito il diploma all’Istituto tecnico commerciale nel 1941 per sostenere, privatamente, gli esami di ammissione e ottenere il diploma al Liceo artistico di Bologna nel 1943, necessario per l’iscrizione alla Facoltà di Architettura di Firenze.

Questo prezioso documento dimostra come il mondo dell’arte fosse, per Fioravanti, inscindibile da quello dell’architettura.

ILARIO FIORAVANTI INTERVISTA di Sara Lauricella alla nipote dell'artista.

Materiali, dettagli e rapporto con il territorio

Ilario Fioravanti ha saputo comprendere e integrare la natura del territorio e delle città romagnole impiegando i materiali da costruzione come strumento per progettare edifici dotati di carattere, mai eccessivi e mai banali.

Le architetture selezionate, corredate da disegni e schizzi di ‘opere analoghe’, cercano pertanto di rendere tangibile la consistenza e la qualità del lavoro dell’architetto cesenate.

La mostra intende esplorare l’opera dell’architetto cesenate Ilario Fioravanti che, con le sue architetture, ha saputo comprendere e integrare la natura del territorio e delle città romagnole interpretando i materiali da costruzione come strumento per progettare edifici “poveri”, ma ricchi di dettagli, mai eccessivi e mai banali.

Nel Monastero dello Spirito Santo questa attenzione si legge nella compresenza di elementi diversi: la corte interna, i corpi edilizi stretti e lunghi, il fronte della chiesa, l’abside semicircolare, l’arcone sostenuto dalle colonne di marmo, gli stucchi, la scala ellittica, i gradini di arenaria, la balaustra in ferro e le colonne in cemento intonacate.

Il monastero nella mostra alla Galleria del Ridotto

La mostra Ilario Fioravanti. Architettura come Arte è stata allestita presso la Galleria del Ridotto per volontà del Comune di Cesena, che, attraverso l’Assessorato alla Cultura, ha affidato al Dipartimento di Architettura dell’Università di Bologna nuovi studi sull’opera di Ilario Fioravanti e la curatela di un evento espositivo.

Realizzata con il supporto degli eredi Fioravanti, la mostra rappresenta la prima grande esposizione dedicata alla valorizzazione della figura di Ilario Fioravanti architetto proponendo una selezione di opere e progetti per il territorio della Romagna e per la città di Cesena.

La mostra, curata da Stefania Rössl, Ulisse Tramonti e Annalisa Trentin, comprende disegni originali selezionati attraverso un lavoro di riordino e catalogazione di più di 500 progetti conservati presso lo studio dell’architetto, in via Uberti 71 a Cesena.

Il corpus dei documenti è legato alla ricognizione condotta tra il 2013 e il 2014 dalla Soprintendenza archivistica e bibliografica dell’Emilia-Romagna e dal Dipartimento di Architettura dell’Università di Bologna - sede di Cesena.

In mostra, con una serie di disegni originali e documenti, ne sono stati selezionati sei, cinque realizzati a Cesena e uno, non realizzato, a Mercato Saraceno.

Fotografie, video e documenti

Le opere selezionate sono accompagnate da disegni e schizzi di architetture analoghe in altri Comuni e da fotografie eseguite nell’ambito di una campagna fotografica dedicata a Fioravanti e commissionata a Guido Guidi, Michele Buda, Francesco Raffaelli e Massimo Sordi.

Per meglio evidenziare la relazione che sussiste tra materia e opera architettonica e artistica, sia in ambito privato che pubblico, la mostra propone un’importante sezione fotografica che accompagna l’intero percorso espositivo.

Eseguite nell’ambito di una campagna commissionata nel 2023 a Guido Guidi, Michele Buda, Francesco Raffaelli e Massimo Sordi, le immagini fotografiche delle opere architettoniche sono completate da un lavoro corale dedicato alla Casa dell’Upupa.

Accanto alle fotografie, un’installazione video permetterà di visitare la Casa studio in Via Uberti a Cesena e la Casa dell’Upupa a Sorrivoli.

Nei due luoghi, abitati da Ilario Fioravanti e particolarmente cari all’artista, si continua a percepire il valore di una ricerca in costante equilibrio tra arte e architettura, paesaggio e natura.

Le passeggiate dedicate alle architetture di Fioravanti

Il progetto Ilario Fioravanti. Architettura come Arte prosegue attraverso una seconda e ulteriore iniziativa immersiva e di studio tesa a far conoscere più da vicino il genio del maestro cesenate scomparso nel 2012.

A questo proposito, il Dipartimento di Architettura dell’Università di Bologna, in collaborazione con Comune di Cesena, Archivio Architetto Ilario Fioravanti e Casa dell’Upupa, propongono una serie di passeggiate ed incontri pubblici dedicati alle architetture di Ilario Fioravanti presenti in città.

Il primo appuntamento, del tutto gratuito, è per sabato 13 gennaio, dalle ore 14:00 alle 17:00, a cura di Serena Orlandi, Pasqualino Solomita.

Nel corso della passeggiata sarà possibile studiare da vicino le architetture realizzate da Ilario Fioravanti: il quartiere con il Progetto Vigne INA Casa del 1957; il lotto urbano e la sua trasformazione con la casa studio in via Uberti del 1958; l’isolato urbano con il progetto di Palazzo Almerici iniziato nel 1958 e portato a termine nei primi anni Settanta; la palazzina residenziale con il progetto di edificio per quattro appartamenti in Via Madonna delle Rose datato 1961; il grande edificio collettivo a vocazione sacra destinato all’ordine delle monache Benedettine.

Il tour prenderà avvio dalla Galleria del Ridotto (Corso Mazzini).

Ai partecipanti saranno riconosciuti 3 CFP con accreditamento a cura dell’Ordine degli Architetti P.P.C. di Forlì-Cesena tramite la compilazione del registro disponibile all’interno della galleria d’arte comunale.

Il percorso della durata di tre ore non prevede almeno oggi di prendere visione del monastero di via Celincordia, un grande edificio collettivo destinato a suo tempo all’ordine delle monache Benedettine, che custodisce molte opere sacre realizzate da Fioravanti.

In programma nei giorni a venire anche una destinazione extra urbana, con destinazione Sorrivoli, dove Fioravanti aveva creato la “Casa dell’upupa”, casa-laboratorio nella quale hanno preso forma le visioni e le tante idee dell’artista.

Mostra e tutela del monastero

La mostra nella Galleria del Ridotto è visitabile giovedì e venerdì dalle 16 alle 19; sabato, domenica e festivi dalle 10.30 alle 12.30 e dalle 16 alle 19.

Il percorso espositivo comprende le fotografie di Michele Buda, Guido Guidi, Francesco Raffaelli e Massimo Sordi. Le fotografie degli itinerari sono a cura di Enrico Mambelli.

Il monastero rientra inoltre nell’ambito della tutela architettonica. La descrizione dell’intervento autorizzato riguarda l’ex Monastero dello Spirito Santo delle Monache Benedettine a Cesena, tutelato ai sensi della Parte Seconda del D.Lgs. 42/2004 con Decreto Ministeriale del 17 maggio 1991.

L’autorizzazione riguarda la realizzazione di un soppalco nella zona giorno e altre opere.

Il procedimento è stato definito come autorizzazione per interventi su beni culturali ad esclusione di quelli indicati, con autorizzazione ai sensi dell’articolo 21, comma 4, del D.Lgs. 42/2004.

VoceInformazione
Ambitotutela
Settorearchitettonica
Tipologia attoAutorizzazione
Protocollo / Repertorio8415
Data atto16-05-2025
Decreto di tutela17/05/1991
Autorizzazioneai sensi dell’art. 21, comma 4, del D.Lgs. 42/2004
DestinatarioAl Comune di Cesena Settore Governo del Territorio

La tutela riconosce il valore storico e architettonico dell’ex monastero e stabilisce il quadro entro cui devono essere valutate le trasformazioni dell’edificio.

Il provvedimento è stato firmato dal Soprintendente Dott.ssa Federica Gonzato e pubblicato il 31-01-2026, con aggiornamento alla stessa data.

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