L’ambone è il luogo della chiesa dal quale, durante le celebrazioni liturgiche, viene proclamata la Parola di Dio, mentre l’altare è il centro dell’azione di grazie che si compie con l’Eucaristia. Insieme rendono visibile la duplice mensa della Parola e del sacramento eucaristico.
La loro disposizione intorno al presbiterio non risponde soltanto a esigenze estetiche o funzionali: esprime un preciso significato teologico e orienta l’attenzione dell’assemblea verso i momenti fondamentali della celebrazione. L’ambone e l’altare devono quindi avere pari dignità, essere stabili e inserirsi in modo armonico nell’architettura della chiesa.
Che cos’è l’ambone
L’ambone è il luogo da cui nelle chiese, durante le celebrazioni liturgiche si proclama la Parola di Dio. È situato al bordo del presbiterio, ed è il corrispettivo del pulpito, presente nelle chiese costruite prima del Concilio Vaticano II.
L’ambone è una struttura rialzata, realizzata in marmo, pietra o legno, chiusa su tre lati da un parapetto e accessibile tramite una scala situata sul quarto lato. Anticamente, l’ambone era spesso caratterizzato dalla presenza di due scale, una per salire e una per scendere. Questa caratteristica era particolarmente diffusa nell’architettura romanica e gotica.
La parola ambone deriva dal greco ambon, che sta a indicare una superficie convessa e panciuta. Infatti molti amboni presentano una convessità in corrispondenza del leggio. Un sinonimo di Ambone è pergamo, derivato dal greco pergamon, che significa “luogo elevato”.
Il nome stesso dell’Ambone e la sua origine (anabaino: salire) identifica un luogo elevato, che faciliti l’ascolto e l’attenzione dei fedeli. L’Ambone è un elemento architettonico fondamentale all’interno di una chiesa. Rappresenta un punto di connessione tra i fedeli e la Parola di Dio, un simbolo della presenza divina che si manifesta attraverso l’annuncio della Parola.
Origine e sviluppo storico
L’Ambone ha origini antiche e si ricollega quasi sicuramente alla cultura e ai rituali ebraici. Anche nelle sinagoghe la Parola veniva annunciata da una posizione sopraelevata, in modo che ricadesse sul capo dei fedeli in ascolto.
Quando i cristiani poterono finalmente costruire edifici di culto, grazie all’editto di Milano emesso da Costantino nel 313 d.C., imitarono l’architettura delle sinagoghe, creando un luogo sopraelevato da cui potesse essere diffusa degnamente la Parola di Dio. Nacquero così i primi Amboni.
L’ambone è l’erede della “tribuna di legno costruita per l’occorrenza” sulla quale lo scriba Esdra lesse al popolo d’Israele il libro della legge. Nelle chiese paleocristiane o romaniche, erano presenti due amboni ai lati dell’altare, uno a destra e uno a sinistra.
Quello sulla destra era quello dell’Epistola ed era solitamente più piccolo. Quello a sinistra aveva una dimensione superiore ed era dedicato alla lettura del Vangelo.
Nell’Alto Medioevo, l’Ambone acquisì una forma più definita, spesso costruito in marmo o pietra, decorato con bassorilievi che rappresentavano scene bibliche o simboli cristiani, come il pesce (Ichthys) o l’agnello. Durante il Medioevo, in alcune chiese l’Ambone era posizionato a metà della navata, anziché accanto all’altare maggiore.
Nel rito bizantino, con il termine ambone viene indicato il gradino antistante l’iconostasi dove il diacono si posizionava per cantare il brano evangelico. Nel basso Medioevo, il trasporto del lezionario verso l’ambone era accompagnato da un canto processionale chiamato conductus.
Ambone e pulpito: differenze
L’ambone si differenzia dal pulpito, presente nelle chiese a partire dal XIV secolo, poiché aveva una struttura completamente slegata dall’altare ed era decisamente più alto rispetto all’ambone.
Qui il sacerdote si recava per la predicazione che, a partire dal Medioevo, non era più solo un momento di celebrazione liturgica ma si era trasformato in un momento di istruzione per il popolo.
L’Ambone e il pulpito, pur essendo entrambi elementi architettonici presenti nelle chiese e utilizzati per la comunicazione, presentano differenze significative sia dal punto di vista funzionale che storico.
L’Ambone è stato concepito fin dalle origini come luogo elevato da cui si proclamavano le letture bibliche e si cantavano i salmi durante la liturgia. Data la sua centralità nella celebrazione, era posto all’interno del presbiterio, la parte della chiesa riservata al clero officiante, in prossimità dell’altare, in un punto ben visibile e accessibile a tutti i fedeli.
Il Pulpito si è sviluppato in un periodo successivo, ed era principalmente destinato alla predicazione, ovvero all’esposizione e all’interpretazione della parola di Dio. Posizionato in una zona più visibile della chiesa, come la navata centrale o una cappella laterale, era dunque posto fuori dal presbiterio, in un punto che permettesse al predicatore di essere ben udito da tutti i fedeli.
Dunque l’Ambone è il luogo della Parola, legato alla liturgia, all’interno del presbiterio. Il Pulpito è il luogo della predicazione, più orientato all’insegnamento, spesso fuori dal presbiterio.
Il significato liturgico dell’ambone
L’ambone ha una particolare rilevanza simbolica nel corso della liturgia perché rappresenta il punto da cui parte l’annuncio della Parola di Dio verso i fedeli. Più che un semplice arredo, l’Ambone rappresenta un punto di incontro tra il divino e l’umano, il luogo da cui Dio comunica la sua Parola e guida il suo popolo.
Attraverso l’Ambone, la comunità dei fedeli viene nutrita dalla Parola di Dio, che illumina e orienta il cammino della fede. Dal punto di vista simbolico, l’Ambone è visto come il luogo da cui Dio stesso parla alla sua comunità.
L’Ambone è spesso paragonato alla montagna da cui Gesù proclamava il Vangelo, come nel famoso discorso della montagna. In questo senso, rappresenta anche un luogo di elevazione spirituale, da cui la Parola di Dio scende sul popolo per illuminarne le vite.
Il fatto che l’Ambone sia sopraelevato non è solo una questione pratica, ma ha un valore spirituale: l’idea è che la Parola di Dio, annunciata dall’alto, possa raggiungere tutti i fedeli, ispirandoli e guidandoli.
L’ambone ha una funzione molto importante perché consente al sacerdote e a coloro che sono chiamati a leggere le Scritture di mettersi in una posizione di rilievo e di portare a sé l’attenzione dei fedeli.
La teologia delle due mense
La Chiesa, popolo di Dio, riceve il pane della vita dalla tavola della Parola e dalla tavola del Corpo di Cristo; in questo modo essa onora le sacre Scritture come il Corpo del Signore stesso.
La Chiesa ha sempre venerato le divine Scritture come ha fatto per il corpo stesso di Cristo, non mancando mai, soprattutto nella sacra liturgia, di nutrirsi del pane di vita dalla tavola sia della parola di Dio che del corpo di Cristo, e di porgerlo ai fedeli.
Da queste autorevoli dichiarazioni emergono due cose molto importanti: la tavola del pane, cioè l’altare, e la tavola della Parola, cioè l’ambone, sono due elementi costitutivi e indispensabili della chiesa-edificio.
Sia alla tavola della Parola, sia alla tavola del corpo di Cristo viene offerto il “pane della vita”. Quindi ambedue gli arredi, l’ambone e l’altare, nella loro struttura debbono avere pari dignità.
La Parola di Dio, quindi, ha un luogo in parallelismo complementare rispetto alla liturgia eucaristica. L’ambone e l’altare sono un forte richiamo della presenza di Cristo, presenza costante e perenne che orienta tutta la comunità cristiana.
Tra le due tavole si stabilisce un certo parallelismo sacramentale: nella tavola della Parola s’annuncia e s’anticipa il mistero che si celebra e si attualizza nella tavola eucaristica; in entrambe si fa presente Cristo stesso.
Il rapporto tra ambone e altare
L’ambone risulta completamente integrato nell’altare, insieme al fonte battesimale. Per questo motivo deve essere abbastanza stabile ed architettonicamente armonico nel luogo e nel contesto in cui è inserito.
La sua funzione non è solo quella di leggio, ma rappresenta la postazione di proclamazione che unisce il senso dell’Eucaristia alla Parola Sacramentale. È per questo che nella liturgia l’ambone dispone di una connotazione di tutto rispetto, molto importante e concatenato a quello centrale dell’altare.
La strutturazione del presbiterio costituisce una catechesi, in cui il monumento della Parola rappresenta un linguaggio unitario e una teologia visiva con tutta la celebrazione liturgica.
Secondo le disposizioni vigenti, l’ambone nell’ambiente celebrativo deve configurarsi come una struttura elevata, stabile e nobile, degna delle Sacre Scritture che vi vengono proclamate: in bipolarità con l’altare, l’ambone rende visibile la duplice mensa della Parola e del sacramento eucaristico.
L’ambone, come l’altare e il fonte battesimale con i quali deve armonizzarsi architettonicamente, deve essere stabile. Perciò l’ambone, grazie ai valori simbolici, non può ritenersi una suppellettile o un arredo che dà solo l’idea di un leggio il quale, anche se stabile, è soltanto funzionale, mentre il luogo della Parola è prima ancora simbolico e architettonico.
Il significato dell’altare
L’altare, sul quale si rende presente nei segni sacramentali il sacrificio della croce, è anche la mensa del Signore alla quale il popolo di Dio è chiamato a partecipare quando è convocato per la Messa. L’altare è il centro dell’azione di grazie che si compie con l’Eucaristia.
L’altare è il segno di Cristo, roccia su cui si fonda la Chiesa. Secondo le direttive della CEI, l’altare deve essere un monoblocco di pietra naturale, di forma quadrangolare i cui lati sono tutti ugualmente importanti.
La mensa dell’altare non è quindi soltanto un elemento funzionale, ma un segno liturgico centrale. La sua forma, la sua solidità e la sua collocazione devono comunicare stabilità e dignità senza ostacolare i movimenti dell’assemblea e dei ministri.
La posizione dell’ambone intorno alla chiesa
L’importanza della parola di Dio esige che vi sia nella chiesa un luogo adatto dal quale essa venga annunciata, e verso il quale, durante la Liturgia della Parola, spontaneamente si rivolga l’attenzione dei fedeli.
L’ambone, secondo la struttura di ogni chiesa, deve essere disposto in modo tale che i ministri ordinati e i lettori possano essere comodamente visti e ascoltati dai fedeli.
Questo requisito è soddisfatto dalla posizione avanzata all’interno del presbiterio, proteso verso l’assemblea. L’ambone deve quindi occupare una posizione riconoscibile, visibile e sufficientemente vicina ai fedeli, senza perdere il rapporto architettonico con l’altare.
In una progettazione contemporanea l’ambone può svolgere una funzione di cerniera tra presbiterio e assemblea, e quale momento di mediazione verticale tra la quota del presbiterio e il pavimento della navata.

Le norme liturgiche sull’ambone
L’ambone deve essere fisso e non mobile. Deve essere poi disposto in modo tale che i ministri possano essere comodamente visti e ascoltati dai fedeli.
Dall’ambone si proclamano le letture, il Salmo responsoriale e il Preconio Pasquale. Vi si può tenere la preghiera universale o preghiera dei fedeli.
Dall’ambone si proclamano unicamente le letture, il salmo responsoriale e il preconio pasquale; ivi inoltre si possono proferire l’omelia e le intenzioni della Preghiera universale o Preghiera dei fedeli.
La dignità dell’ambone esige che ad esso salga solo il ministro della Parola. Non conviene però che all’ambone salga il commentatore, il cantore o l’animatore del coro.
L’ambone non è un leggio mobile, né tantomeno un piano d’appoggio o una libreria. Esso deve configurarsi non come un oggetto, un leggio, che sia mero supporto dei libri liturgici, ma quale luogo di proclamazione della Parola di Dio e “Monumento della Resurrezione”.
Chi usa l’ambone
Durante la celebrazione liturgica, hanno accesso all’ambone diversi ministri tra cui:
- Il lettore, che ha il compito di leggere la pericope dell’Antico Testamento e l’Epistola.
- Il salmista, con il compito di cantare le strofe del salmo responsoriale.
- Il diacono, che proclama il Vangelo.
La persona che proclama la Parola di Dio dall’Ambone ha una responsabilità speciale. Non si tratta di una semplice lettura pubblica, ma di un vero e proprio ministero, in cui il lettore diventa strumento dell’annuncio divino.
Quando la Parola è proclamata, secondo la teologia cattolica, Dio stesso parla al suo popolo, e per questo motivo è essenziale che il lettore o il diacono svolga questo servizio con consapevolezza e devozione.
La figura del Lettore è quella più strettamente associata all’Ambone. È il ministro incaricato di proclamare le letture bibliche durante la Messa. Il suo ruolo è fondamentale per trasmettere la Parola di Dio all’assemblea.
Il Salmista, spesso affiancato da un coro o da strumenti musicali, si reca all’Ambone per cantare i salmi responsoriali. Il salmo, in quanto preghiera ispirata, coinvolge attivamente l’assemblea nella liturgia della Parola.
Il Diacono, in quanto ministro ordinato, ha un ruolo più ampio e può svolgere diverse funzioni liturgiche, tra cui la proclamazione del Vangelo. L’Ambone è quindi un luogo a lui familiare.
L’ambone durante la celebrazione
L’ambone viene usato attivamente durante diversi momenti della celebrazione per rivolgere ai fedeli la parola del Signore. Ecco perché nella storia del cristianesimo questa struttura ha sempre mantenuto una certa importanza durante la santa messa.
Oggi viene usato dallo stesso prete per parlare direttamente con i fedeli, sia durante la lettura del Vangelo che durante la predicazione. L’omelia è tenuta dall’ambone oppure dalla sede del celebrante.
L’ambone è il luogo dell’annuncio della Parola rivolta da Dio all’assemblea riunita in chiesa. È il luogo dove i lettori leggono i testi biblici e la preghiera dei fedeli, dove il salmista alterna con l’assemblea il salmo responsoriale, è il luogo dove nella veglia pasquale del sabato santo viene proclamato l’Exultet.
Nel contesto celebrativo della veglia pasquale, il diacono sale sull’ambone e canta l’Exultet, seguono le letture profetiche, quelle apostoliche e la proclamazione del Vangelo.
Ambone, fonte battesimale e altri poli liturgici
Fondamentale è anche lo stretto rapporto esistente tra l’ambone, luogo della proclamazione e dell’annunzio della Parola di Dio, ed il battistero, luogo della nascita e dell’incorporazione a Cristo.
Dopo il Concilio Ecumenico Vaticano II si compie la benedizione del fonte battesimale: allo splendere della Luce che promana dall’ambone si innesta l’acqua battesimale che scaturisce dal fonte: è la Parola di Dio che dona la vita.
La relazione con il fonte battesimale impone una corrispondenza anche nelle forme, oltre ad un’armonia generale anche con la forma del Tabernacolo. Si ritrova pertanto la “mandorla mistica” segno della Madonna e di Cristo stesso.
Il fonte battesimale è il luogo in cui si celebra il Battesimo, primo sacramento della Nuova Alleanza, in forza del quale gli uomini, aderendo nella fede a Cristo Signore, ricevono lo Spirito di adozione a figli.
La Parola di Dio, infatti, aleggia sull’ambone, sulla sede della presidenza, sull’altare e sul fonte battesimale. Il fonte battesimale, l’ambone e l’altare non sono elementi isolati, ma poli che concorrono a rappresentare il cammino della vita cristiana.
La sede della presidenza
All’ambone, oltre l’immagine della “tavola”, possono essere accostate altre immagini come quella della “cattedra della Parola”. L’immagine della “cattedra” presenta l’ambone come il luogo dal quale si proclama e si spiega la Parola di Dio.
Questa immagine insiste non solo sulla missione liturgica dei lettori delle Scritture, ma anche sul magistero del sacerdote che presiede la celebrazione liturgica.
Per comprendere il significato simbolico di questo luogo bisogna tener presente che la presidenza liturgica è un elemento costitutivo ed essenziale dell’assemblea cristiana riunita per celebrare.
Pertanto il luogo della presidenza è la sede del sacerdote celebrante che ha il compito di presiedere l’azione liturgica e di guidare la preghiera del popolo santo di Dio.
Non bisogna considerare la sede di colui che presiede come un terzo polo da sommare ai due poli, l’altare e l’ambone. Di per sé, infatti, la sede di presidenza non possiede la medesima natura teologica dell’altare e dell’ambone.
Materiali e caratteristiche dell’ambone
L’ambone si presenta in diversi materiali e può essere più o meno decorato in base allo stile della chiesa e alle esigenze della comunità religiosa.
Per quanto riguarda la dimensione, è bene ricordare che l’ambone costituisce un vero e proprio spazio liturgico da cui si proclama, in modo pratico e simbolico, la Parola di Dio e delle Sacre Scritture.
Per questo motivo in genere la struttura dell’ambone è in legno, ma ne esistono diverse varianti anche in marmo o in pietra. Questo può dipendere anche dallo stile della chiesa per ottenere un risultato armonico e piacevole.
L’ambone in legno è quello scelto più di frequente poiché il legno è il materiale che esprime meglio il senso della Chiesa e del suo compito in una struttura architettonica.
Al di là del materiale, l’ambone ha una struttura tipica caratterizzata da un parapetto che chiude su tre lati la piattaforma della tribuna e permette l’accesso grazie a un quarto lato aperto e comunicante con una scaletta.
In altri casi, è possibile scegliere una versione più semplice rappresentata da un leggio senza parapetti che svolge la stessa funzione dell’ambone. Tuttavia, un leggio funzionale non esprime necessariamente il valore simbolico e architettonico richiesto dal luogo della Parola.
In alcune chiese sono presenti più amboni ma ne vengono posizionati due ai lati dell’altare con funzioni diverse tra loro. Rispetto al pulpito, l’ambone ha un ruolo integrativo della cerimonia religiosa ed ecco perché viene visto come un componente indispensabile, con un grande valore simbolico e strutturale.
Progettare la relazione tra ambone e altare
La progettazione dei poli liturgici deve tenere conto della centralità dell’altare, della visibilità dell’ambone e della possibilità di movimento nel presbiterio. L’obiettivo è ottenere una soluzione nella quale ogni elemento possieda una propria individualità, mantenendo tuttavia la continuità con lo spazio esistente.
Per l’altare la richiesta è di trovare le giuste proporzioni, evitando eccessi dimensionali e tenendo conto che non deve avere forme particolari. Forte di una nudità materica, agisce per via della sua stabilità e della sua solidità.
Per l’ambone la richiesta è di accentuare la prossimità con l’assemblea e di avvicinargli il cero pasquale, attualmente situato presso il fonte battesimale. Anche le quote alle quali si trovano attualmente i poli liturgici vanno riconsiderate.
In un progetto di adeguamento, l’ambone può essere disposto in posizione avanzata verso l’assemblea, sullo stesso lato sul quale si trova attualmente. In questo modo esso si pone quale cerniera tra presbiterio e assemblea.
La nuova pavimentazione in marmo chiaro aumenta la luminosità del presbiterio e in tal modo di per sé contribuisce a offrire la percezione di una maggiore ampiezza.
La sede del presidente non vescovo può essere prevista in legno, mobile e sul lato opposto a quello della cattedra. La cattedra può rivolgersi diagonalmente sia verso l’altare sia verso l’assemblea.
Decorazioni dell’altare e dell’ambone
Moderazione, misura, buon gusto e contenuto appropriato sono le regole per ogni ornamento in chiesa. Moderazione, misura, buon gusto e contenuto appropriato sono le regole per ogni ornamento nelle chiese e in modo speciale per l’altare.
Nell’ornare l’altare si agisca con moderazione. Nel Tempo di Avvento sia ornato di fiori con quella misura che conviene alla natura di questo Tempo, evitando di anticipare la gioia piena della Natività del Signore.
Nel Tempo di Quaresima è proibito ornare l’altare con fiori. Fanno eccezione la domenica Laetare, le solennità e le feste. L’ornamento di fiori sia sempre misurato e, piuttosto che sopra la mensa dell’altare, si disponga attorno ad esso.
Sopra la mensa dell’altare possono disporsi solo le cose richieste per la celebrazione della Messa: l’Evangeliario dall’inizio della celebrazione fino alla proclamazione del Vangelo; il calice con la patena, la pisside, se è necessaria, il corporale, il purificatoio, la palla e il Messale siano disposti sulla mensa solo dal momento della presentazione dei doni fino alla purificazione dei vasi.
Vi sia sopra l’altare, o accanto ad esso, una croce, con l’immagine di Cristo crocifisso, ben visibile allo sguardo del popolo radunato. Conviene che questa croce rimanga vicino all’altare anche al di fuori delle celebrazioni liturgiche, per ricordare alla mente dei fedeli la salvifica Passione del Signore.
Sarà inoltre auspicabile, come tradizione consolidata della parrocchia, adornare la base dell’ambone con composizioni floreali, a ricordo del giardino in cui si trovava il sepolcro di Gesù, che l’ambone simbolicamente riproduce.
Esempi storici di amboni
Tra gli amboni antichi più famosi nel mondo troviamo quello romanico della basilica di San Giulio, sul lago d’Orta in provincia di Novara, costruito all’inizio dell’XI secolo in serpentino verde di Oira, un’antica e prestigiosa pietra locale.
L’ambone della Basilica di Sant’Eufemia di Grado è particolarmente noto per la sua architettura moresca mentre invece quelli del Duomo di Ravello, della Cattedrale di Salerno e della Concattedrale di Bitonto sono riconosciuti per la loro grandezza.
L’ambone della chiesa romanica di Santa Maria del Lago a Moscufo in provincia di Pescara è ricco di sculture particolari caratterizzate da colori magnifici.
Uno dei più antichi è l’ambone nella Pieve di San Michele a Groppoli risalente al 1193 e attribuito a Biduino, con raffigurazioni che ricordano la fuga in Egitto, la Nascita di Gesù e la Visitazione della Beata Vergine Maria.
Materiali e simboli in alcuni progetti
La struttura del nuovo Ambone, in armonia con il materiale utilizzato per tutti gli altri poli liturgici del presbiterio, è realizzata in Peperino di Marino. Il supporto dei libri sacri, messale ed evangeliario, è realizzato con marmo pregiato di tipo Rosso Francia, sempre in sintonia con gli inserti presenti negli altri elementi.
La mensa è un monoblocco di pietra arenaria di Mistretta che poggia su due mensoloni, propri di un vecchio altare realizzato intorno al 1727. Sui mensoloni si innesta un paliotto in pietra decorata con al centro la riproduzione della croce della dedicazione.
L’ambone, sempre in pietra arenaria di Mistretta, è un ottagono irregolare. Al centro è stata collocata una lastra di marmo giallo che vuole esprimere il sepolcro vuoto da cui emana la luce della Resurrezione che viene annunciata dall’angelo su cui si imposta la base del leggio.
L’altare è un blocco monolitico in marmo sulle cui superfici sono intarsiate le figure di foglie il cui colore varia col variare delle stagioni. Sulle superfici marmoree di altare, ambone e cattedra, per rappresentare il trascorrere ciclico delle stagioni sono intarsiate figure di foglie di vari colori.
Una soluzione che intende porsi come segno della vita sempre rinascente nella Resurrezione di Cristo, nella speranza di salvezza per l’umanità. Le stazioni della Via Crucis sono realizzate con intarsi di marmi policromi per comporre figure vestite con abiti di foggia contemporanea ma anche di antico aspetto, a significare come vi sia continuità tra l’epoca della vita terrena di Cristo e i nostri giorni.
Il melograno e il suo frutto sono uno dei simboli biblici più ricchi di significato: è uno dei frutti che la terra promessa produce in abbondanza e in tal senso sono segno della benedizione di Dio.
I suoi frutti rossi, nel corso dei secoli, sono diventati indicativi della Passione e Risurrezione di Gesù Cristo e dell’esercizio del suo sommo sacerdozio. In questa prospettiva, l’altare in pietra di onice è il frutto maturo che lascia intravedere i chicchi al suo interno.
Acustica e ascolto della Parola
La funzione dell’ambone richiede che la voce di chi proclama sia comprensibile da ogni punto dell’aula. La disposizione, l’altezza e l’orientamento devono quindi essere accompagnati da un’adeguata attenzione all’acustica della chiesa.
Un discorso a parte va fatto circa la scelta dell’intero impianto di amplificazione. A volte, il problema è “a monte”: chi ha progettato e poi edificato una chiesa, ne ha trascurato l’acustica.
La parola proclamata e ascoltata ci introduce ad un’altra presenza importante nel presbiterio: l’ambone. La sua collocazione deve permettere ai ministri di essere comodamente visti e ascoltati dai fedeli.
Benedetto XVI - Canto del Vangelo - Messa di Pentecoste 2009
Ambone come monumento della Resurrezione
La funzione è quella di supporto al libro sacro, che viene “elevato” come da due maniche lo sostengono e lo offrono all’ascolto dei fedeli. Il basamento è costituito da due “piedritti” che lasciano un vuoto nel mezzo: paradossalmente è proprio quel vuoto la parte più significativa.
Quando Maria di Magdala e le altre donne si recarono al sepolcro la loro scoperta fu grande: la pietra era stata rotolata ma l’angelo spiega loro la tomba vuota con il lieto annuncio della resurrezione di Gesù; dall’Ambone viene proclamata la “buona novella”.
In questo senso l’ambone non è un semplice sostegno per i libri liturgici. La sua forma può richiamare il sepolcro vuoto, la luce della Resurrezione e l’annuncio dell’angelo, rendendo visibile il legame tra la Parola proclamata e il mistero pasquale.