Vivere il tempo di Avvento significa prepararsi a celebrare la venuta del Figlio di Dio nel mondo. In questa preparazione, tuttavia, non siamo da soli ma accompagnati da guide autorevoli che ci indicano quale strada percorrere.
Modello e testimone per eccellenza di questi atteggiamenti è la vergine Maria, colei che esulta di gioia nel suo Signore e si rende disponibile a cambiare la propria vita, per dedicarla pienamente al compimento del disegno di salvezza voluto da Dio.
Adorazione eucaristica: in cammino verso il Natale con Maria
Avvento: tempo di attesa, di gioia, di speranza. Il Signore viene a visitarci dove siamo, nella nostra vita scandita dal ritmo del tempo.
E noi, come l’antico Israele, viviamo l’attesa e custodiamo la speranza. Vogliamo camminare verso la grotta di Betlemme in comunione con tutta la Chiesa, per contemplare e adorare il Verbo fatto carne.
La concretezza del Mistero dell’Incarnazione è qui, davanti ai nostri occhi, nell’Eucaristia. Essa è pegno del compimento del piano di Salvezza, quando il Signore Gesù verrà nella gloria.
In questo tempo di Avvento, vogliamo soffermarci nella contemplazione e nell’adorazione di Cristo Gesù nostro Signore, presente nel mirabile sacramento dell’Eucaristia.
Questo umile incontro con il Signore Gesù nell’Eucaristia ci renda desti e vigilanti in attesa della sua venuta nella gloria.

Il significato dell’Avvento: attesa, vigilanza e accoglienza
Dalla predicazione del profeta Isaia all’annuncio di Giovanni il Battista, l’avvento del Signore è annunciato, da una parte, come un tempo di gioia e di esultanza; l’inizio di una nuova relazione di Dio con il suo popolo, all’insegna della pace, della giustizia e della misericordia.
Dall’altra, esso chiama in causa la nostra vita, ci chiede una profonda conversione e l’apertura alla salvezza che viene da Dio.
Gioia universale e vigilanza per la conversione: sono questi i caratteri che segnano la vita di coloro che si preparano al Natale del Signore, alla sua manifestazione in questo mondo quale luce per tutte le genti.
«Avvento è essere convinti che il Signore viene ogni giorno, ogni momento nel qui e nell’ora della storia, viene come ospite velato. E, qui, saperlo riconoscere: nei poveri, negli umili, nei sofferenti. Avvento significa in definitiva: allargare lo spessore della carità!».
Il percorso delle domeniche di Avvento
| Tempo liturgico | Cammino spirituale |
|---|---|
| Prima domenica di Avvento | Vigilanti per il futuro |
| Seconda domenica di Avvento | Il giorno che porta la conversione |
| Immacolata Concezione | Maria, un inedito dono di grazia |
| Terza domenica di Avvento | La gioia profetica della venuta del Signore |
| Quarta domenica di Avvento | Un evento fatto di profezia, carne e Spirito |
La preparazione a celebrare la prima venuta del Signore, ci invita a guardare alla sua prossima venuta nella gloria. Dobbiamo essere vigilanti, perché l’ultimo giorno tutti i popoli saranno radunati, ma ciascuno, singolarmente, verrà giudicato dal Figlio dell’uomo.
Isaia descrive il giorno del Signore con immagini apocalittiche di gioia, pace e armonia. È questa la nuova creazione inaugurata dall’avvento del Figlio, ma essa è anche un richiamo al giudizio ultimo e alla conversione, come dice il Battista.
L’annuncio dell’angelo a Maria e la sua accoglienza del piano divino inaugurano un inedito dono di grazia: il Signore si fa presente nella storia dell’umanità, si crea una tenda per camminare con il suo popolo e redimerlo.
La gioia pervade l’odierna liturgia della Parola. Il profeta Isaia reca un messaggio di speranza e di giubilo annunciando il giorno del Signore; Gesù lega a sé questa felicità ed elogia l’operato del Battista, ultimo profeta a riconoscere l’avvento di Dio nel mondo.
L’annuncio di Isaia al re Acaz trova compimento nell’annuncio dell’angelo a Giuseppe. La venuta del Salvatore è un evento che porta in sé il compimento delle profezie, è il farsi carne della promessa per opera dello Spirito.
Preparazione dell’adorazione
Lucernario
Il Rito del lucernario inizia con la processione d’ingresso, opportunamente accompagnata da un brano eseguito con organo. Le luci possono essere poche o soffuse.
Uno dei ministri porta la prima lampada d’Avvento spenta e colui che presiede, dal fondo della navata, saluta l’assemblea:
C. O Dio vieni a salvarmi.
A. Signore, vieni presto in mio aiuto.
Gloria al Padre …
C. Invochiamo la venuta di Cristo, Sole che sorge, perché illumini la nostra esistenza e ci sostenga nella ricerca del bene.
C. Benedetto il Veniente nel nome del Signore. Benedetto il Regno che viene.
A. Benedetto il Veniente nel nome del Signore.
C. Dio nostro il tuo Regno è vicino: gli occhi dei ciechi si aprono, ogni sguardo riconosce la tua Venuta.
A. Benedetto il Veniente nel nome del Signore.
C. Dio nostro il tuo Regno è vicino: gli orecchi dei sordi ti ascoltano, ogni cuore obbedisce alla tua Parola.
A. Benedetto il Veniente nel nome del Signore.
C. Dio nostro il tuo Regno è vicino: la lingua dei muti si scioglie ogni bocca ti prega e ti canta.
Viene accesa la prima delle lampade d’Avvento. Dopo l’accensione della lampada, prosegue la processione verso l’altare, dove viene collocata la lampada e si accendono le luci della chiesa.
Durante la processione si canta:
Camminiamo incontro al Signore
Camminiamo incontro al Signore, camminiamo con gioia,
Egli viene non tarderà, Egli viene ci salverà.
Egli viene il giorno è vicino e la notte va verso l’aurora.
Eleviamo a Lui l’anima nostra, non saremo delusi.
Egli viene vegliamo in attesa, ricordando la sua parola.
Rivestiamo la forza di Dio, per resistere al male.
Al termine del canto:
C. Noi ti ringraziamo, Dio onnipotente, perché ci doni la luce della sera quando il giorno ormai è tramontato: illumina anche i nostri cuori con la luce del tuo Spirito Santo, affinché restiamo vigilanti e in preghiera nell’attesa del giorno del Messia, Gesù Cristo tuo Figlio, nostro Signore, benedetto ora e nei secoli dei secoli.
A. Amen.
Esposizione del Santissimo Sacramento
Durante l’esposizione della Santissima Eucaristia si può eseguire un canto di adorazione.
Adoro te
Sei qui davanti a me, o mio Signore,
sei in questa brezza che ristora il cuore,
Roveto che mai si consumerà,
presenza che riempie l’anima.
Adoro Te, fonte della Vita,
adoro Te, Trinità infinità.
I miei calzari leverò su questo santo suolo,
alla presenza Tua mi prostrerò.
Sei qui davanti a me, o mio Signore,
nella tua grazia trovo la mia gioia.
Io lodo, ringrazio e prego
perché il mondo ritorni a vivere in Te.
Invocazione dei nomi di Gesù
Cel. Gesù, Figlio della Vergine
Tutti. Abbi pietà di noi.
- Gesù, Signore eterno di tutte le cose
- Gesù, che sarai il nostro eterno giudice
- Gesù, divina maestà
- Gesù, completa e perfetta bontà
- Gesù, infinito amore
- Gesù, infinita sapienza
- Gesù, autore e fonte di ogni benedizione
- Gesù, nostro perfetto ed eterno bene
- Gesù, nostra salvezza
- Gesù, nostro aiuto e sostegno
- Gesù, nostro Mediatore
- Gesù, nostro cibo e compagno nel pellegrinaggio
- Gesù, bello e amabile
- Gesù, povero e umile
- Gesù, fatto obbediente per il nostro bene
- Gesù, sprofondato nel dolore
- Gesù, nudo sulla croce
- Gesù, nostro consolatore
- Gesù, nostra pace
- Gesù, nostra gioia
- Gesù, nostra vita
- Gesù, nostra ricompensa senza misura
- Gesù, vera vita del mondo
- Gesù, nostro modello e guida
- Gesù, capo della Chiesa tuo corpo
- Gesù, sposo della Chiesa tua sposa
- Gesù, àncora della nostra speranza
Sia benedetto il nome di Gesù ora e sempre.
Prima parte: svegliarsi alla luce di Cristo
La Parola di Dio
Dalla Lettera di san Paolo apostolo ai Romani (13,11-12)
Fratelli, è ormai tempo di svegliarvi dal sonno, perché adesso la nostra salvezza è più vicina di quando diventammo credenti. La notte è avanzata, il giorno è vicino. Perciò gettiamo via le opere delle tenebre e indossiamo le armi della luce.
Silenzio.
Sono potenti le tenebre e hanno numerosi alleati: la violenza di chi vuol vincere a qualsiasi costo, il rifiuto di parlare per mettersi d’accordo, lo sfruttamento del prossimo per essere sempre serviti, l’intenzione di piegare gli altri, la certezza di aver sempre ragione…
È per questo che abbiamo bisogno di una luce per andare avanti e per non cadere nelle trappole disseminate lungo il percorso. Abbiamo bisogno di una luce, per credere che non siamo abbandonati a noi stessi e per riconoscere le tracce che Dio ci offre.
Abbiamo bisogno di luce, ma la luce è già venuta ed è in mezzo a noi! È Gesù Cristo questa luce che ha brillato in mezzo alle tenebre del mondo.
Ecco la ragione del Natale! Con la sua nascita Gesù ha portato la luce di Dio nella nostra storia e ha offerto a ognuno di noi la splendida possibilità di abbandonare per sempre le tenebre e di diventare i figli della luce.
Abbiamo acceso la prima candela dell’Avvento, perché la sua fiamma scacci la pigrizia e la stanchezza, perché la sua luce ci tenga svegli lungo il cammino verso il Natale.
Gesù viene, ma non può entrare nella nostra vita se ci dimentichiamo di accendere la luce del nostro cuore. Gesù viene, ma non può abitare in mezzo a noi se non gli facciamo posto.
La prima candela sarà la luce del mio sorriso offerto a tutti, ogni giorno, come un regalo, perché tu, Signore, vieni per la gioia di tutti!
Dio ci benedica tutti e le tenebre non invadano mai la nostra vita. Arda dentro di noi la speranza, come un fuoco, da tenere sempre acceso.
Salmo 140
Antifona: Date l’annunzio ai popoli: Ecco, Dio viene, il nostro Salvatore.
Preghiera nel pericolo
E dalla mano dell’angelo il fumo degli aromi salì davanti a Dio, insieme con le preghiere dei santi.
A cori alterni
Signore, a te grido, accorri in mio aiuto;
ascolta la mia voce quando t’invoco.
Come incenso salga a te la mia preghiera,
le mie mani alzate come sacrificio della sera.
Poni, Signore, una custodia alla mia bocca,
sorveglia la porta delle mie labbra.
Non lasciare che il mio cuore si pieghi al male
e compia azioni inique con i peccatori:
che io non gusti i loro cibi deliziosi.
Mi percuota il giusto e il fedele mi rimproveri,
ma l’olio dell’empio non profumi il mio capo;
tra le loro malvagità continui la mia preghiera.
A te, Signore mio Dio, sono rivolti i miei occhi;
in te mi rifugio, proteggi la mia vita.
Preservami dal laccio che mi tendono,
dagli agguati dei malfattori.
Gloria …
Antifona: Date l’annunzio ai popoli: Ecco, Dio viene, il nostro Salvatore.
Seconda parte: Maria ci insegna a vegliare
Il Vangelo secondo Marco
In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Fate attenzione, vegliate, perché non sapete quando è il momento.
È come un uomo, che è partito dopo aver lasciato la propria casa e dato il potere ai suoi servi, a ciascuno il suo compito, e ha ordinato al portiere di vegliare.
Vegliate dunque: voi non sapete quando il padrone di casa ritornerà, se alla sera o a mezzanotte o al canto del gallo o al mattino; fate in modo che, giungendo all’improvviso, non vi trovi addormentati.
Quello che dico a voi, lo dico a tutti: vegliate!».
La vigilanza come attenzione e amore
L’Avvento è come una porta che si apre, un orizzonte che si allarga, una breccia nelle mura, un buco nella rete, una fessura nel soffitto, una manciata di luce che la liturgia ci getta in faccia.
Non per abbagliarci, ma per svegliarci. Per aiutarci a spingere verso l’alto, con tutte le forze, ogni cielo nero che incontriamo.
Una cosa è certa: che arriverà. Ma intanto Isaia lotta, a nome nostro, contro il ritardo di Dio: ritorna per amore dei tuoi servi… se tu squarciassi i cieli e discendessi.
Non è l’essere umano che dà la scalata al cielo, è il Signore delle Alleanze che discende, in cammino su tutte le strade, pellegrino senza casa, che cerca casa, e la cerca proprio in me.
Finisce la ricerca di Dio e inizia il tempo dell’accoglienza: ecco, io sto alla porta e busso…
«Le cose più importanti non vanno cercate, vanno attese».
Anche un essere umano va sempre atteso. Ci sembra poca cosa, perché noi vogliamo essere attivi, fare, costruire, determinare le cose e gli eventi.
Invece Dio non si merita, si accoglie; non si conquista, si attende.
Gesù non si stanca di ripetere il ritornello di due atteggiamenti, nostro equipaggiamento spirituale per il percorso dell’attesa: state attenti e vegliate.
L’attenzione ha la stessa radice di attesa: è un tendere a…
Tutti abbiamo conosciuto giorni in cui la vita non tendeva a niente; sappiamo tutti cos’è una vita distratta, fare una cosa ed avere la testa da un’altra parte; incontrare una persona e non ricordare il colore dei suoi occhi; camminare sulla terra e calpestare tesori di bellezza.
Distratti. L’amore è attenzione. L’attenzione è già una forma di preghiera, ed è la grammatica elementare che salva la mia vita interiore.
Il secondo atteggiamento: vegliate. Non permettete a nessuno di addormentarvi o di comprarvi.
Vegliate sui primi passi della pace, della luce dell’alba che si posa sul muro della notte. Vegliate e custodite tutti i germogli, tutto ciò che nasce e spunta porta una carezza e una sillaba di Dio.
Silenzio. Preghiera personale.
Salmo 141
Antifona: Ecco, il Signore viene e con lui tutti i suoi santi: quel giorno brillerà una grande luce, alleluia.
Sei tu il mio rifugio
Con la mia voce al Signore grido aiuto,
con la mia voce supplico il Signore;
davanti a lui effondo il mio lamento,
al tuo cospetto sfogo la mia angoscia.
Mentre il mio spirito vien meno,
tu conosci la mia via.
Nel sentiero dove cammino
mi hanno teso un laccio.
Guarda a destra e vedi:
nessuno mi riconosce.
Non c’è per me via di scampo,
nessuno ha cura della mia vita.
Io grido a te, Signore;
dico: Sei tu il mio rifugio,
sei tu la mia sorte nella terra dei viventi.
Ascolta la mia supplica:
ho toccato il fondo dell’angoscia.
Salvami dai miei persecutori
perché sono di me più forti.
Strappa dal carcere la mia vita,
perché io renda grazie al tuo nome:
i giusti mi faranno corona
quando mi concederai la tua grazia.
Gloria …
Antifona: Ecco, il Signore viene e con lui tutti i suoi santi: quel giorno brillerà una grande luce, alleluia.
Maria, donna dell’attesa e dell’accoglienza
Durante l’Avvento abbiamo tre grandi guide che ci preparano ad accogliere il Salvatore Gesù: il profeta Isaia, il precursore Giovanni Battista, e oggi, Maria SS., la creatura più umile e più grande, che prepara, accoglie, e porta al mondo il Figlio di Dio.
Maria per prima ha vissuto il mistero della Redenzione, del compimento delle promesse di Dio.
La Chiesa la venera nel Mistero della sua Immacolata Concezione: Per singolare grazia, Maria è stata resa immune da ogni macchia di peccato originale “in vista dei meriti di Gesù Cristo”.
Umile collaboratrice dell’opera di salvezza del Padre, ha detto il suo sì e il progetto di Dio si è fatto storia.
In questa adorazione vogliamo chiederLe di aiutarci a contemplare sempre più profondamente il mistero dell’Eucaristia.
Il Vangelo dell’Annunciazione
L’angelo Gabriele fu mandato da Dio in una città della Galilea, chiamata Nazaret, a una vergine, promessa sposa di un uomo della casa di Davide, di nome Giuseppe.
La vergine si chiamava Maria. Entrando da lei, disse: «Rallegrati, piena di grazia: il Signore è con te».
A queste parole ella fu molto turbata e si domandava che senso avesse un saluto come questo.
L’angelo le disse: «Non temere, Maria, perché hai trovato grazia presso Dio. Ed ecco, concepirai un figlio, lo darai alla luce e lo chiamerai Gesù.
Sarà grande e verrà chiamato Figlio dell’Altissimo; il Signore Dio gli darà il trono di Davide suo padre e regnerà per sempre sulla casa di Giacobbe e il suo regno non avrà fine».
Allora Maria disse: «Ecco la serva del Signore: avvenga per me secondo la tua parola». E l’angelo si allontanò da lei.
Parola del Signore.
Il “sì” di Maria
Questi testi vengono proclamati dalla liturgia nel cammino di Avvento. In essi risuona, come un ritornello, una parola: «Non temere».
I protagonisti sono coinvolti in una vicenda straordinaria: la nascita del Salvatore. Gli evangelisti sottolineano il loro stupore, il loro disagio e la loro paura davanti alla proposta inattesa e anche alla consapevolezza di quanto essa cambierà la loro vita.
Ben diverso invece è il comportamento di Maria e di Giuseppe. Dopo l’iniziale smarrimento, quando si rendono conto che si tratta di un intervento del Signore, si fidano, anche se il contenuto del messaggio va ben oltre i loro progetti umani.
Danno credito a Dio e al suo progetto. Consegnano la propria libertà che, invece di perdere, ritrovano in pienezza.
Si lasciano coinvolgere in un cammino che non avrebbero mai immaginato.
Ed è seguendo la novità del Signore che scoprono la grandezza del suo amore per l’umanità e una nuova dignità: partecipano alla sua missione di salvezza.
Questa sconosciuta coppia di Nazaret, invece di chiudersi dentro la povertà della propria condizione sociale, sa capire di essere oggetto di una particolare predilezione e missione, frutto della gratuità del Signore.
Con fiducia accolgono Gesù come loro figlio e salvatore dell’umanità, credono che nulla è impossibile a Dio.
Un invito ad aprirci al futuro
«Non temere!», è l’invito che il Signore rivolge anche a noi, un invito a credere che ci è offerta una dignità che va oltre ogni immaginazione, che ci è donata una sicurezza che supera di gran lunga ciò che possediamo o progettiamo.
È un invito ad aprirci con speranza al futuro liberandoci dai soli calcoli umani, a non rimanere prigionieri delle nostre povertà, età, salute, livello sociale, soldi o altro, perché la nostra vera ricchezza è ora essere diventati figli di Dio, in Cristo.
È vero che ogni persona può sentirsi indegna della bontà di Dio o avere paura della sua onnipotenza.
Ma la Parola del Signore ci assicura dell’amore di Dio per noi e che la sua onnipotenza non umilia né distrugge, bensì eleva a nuova dignità e grandezza.
Il Figlio di Dio che appare nella fragilità di un bambino, in povertà, indifeso da ogni potere umano, ci rivela la tenerezza di un Dio che fa sua la nostra esperienza umana del nascere e del morire.
Come Maria e Giuseppe, siamo chiamati a confessare «le grandi cose» che Dio può fare anche in ciascuno di noi.
Adorare l’Eucaristia con gli occhi di Maria
Contempliamo, con gli occhi di Maria, l’Eucaristia, Corpo di Cristo.
«I magi, entrati nella casa, videro il bambino con Maria sua Madre, e prostratisi lo adorarono».
Chi meglio di Maria conosce il Corpo del suo Figlio Gesù? E chi meglio di lei, la prima dei credenti, è ancora capace di riconoscerlo?
Contempliamo l’Eucaristia con gli occhi della Madre, riscoprendo ogni giorno che Lui è vivo, presente per noi, salvatore del mondo.
Eucaristia, mistero dell’Incarnazione
Senza dubbio, mio Dio, il primo risultato dell’incarnazione e della nascita di Gesù è stata la tua gloria; e il bene degli uomini non è stato che il secondo.
Ma non è stato tuttavia il desiderio di vedere la tua gloria aumentata che ti ha fatto creare il mondo, incarnare il tuo Verbo e far nascere Gesù: ciò che ti ha portato all’incarnazione di tuo Figlio, a farlo nascere, è il desiderio di far partecipare altri esseri oltre a te alle ricchezze della tua felicità, di effondere dei benefici, di fare dei beati….
Hai dato agli uomini, Dio di bontà, un segno di bontà, d’amore incomparabile, inviando sulla terra il tuo verbo unito a una natura umana, a vivere tra gli uomini, a istruirli, a soffrire e morire per loro!
Padre nostro - 10 Ave Maria - Gloria.
Eucaristia, mistero della nuova ed eterna alleanza
Contempliamo, con gli occhi di Maria, l’Eucaristia, Mistero della nuova ed eterna alleanza.
Ora, mentre essi mangiavano, Gesù prese il pane e, pronunziata la benedizione, lo spezzò e lo diede ai suoi discepoli dicendo: “Prendete e mangiate: questo è il mio corpo”.
Poi prese il calice e, dopo aver reso grazie, lo diede loro, dicendo: “Bevetene tutti, perché questo è il mio sangue dell’alleanza, versato per molti, in remissione dei peccati”.
Maria, la fanciulla di Nazareth, membro del popolo di Israele, conosceva l’Alleanza e la promessa fatta ad Abramo: una terra, la discendenza e la salvezza a tutte le genti.
Maria riconosce nel Figlio morto e risorto la nuova Alleanza. Una terra: il paradiso; una discendenza: la Chiesa, e la salvezza che si realizza per tutti i popoli, per ogni uomo.
Padre nostro - 10 Ave Maria - Gloria.
Eucaristia, sacrificio nuovo ed eterno
Contempliamo, con gli occhi di Maria, l’Eucaristia, sacrificio nuovo ed eterno.
Entrando nel mondo, Cristo dice: Tu non hai voluto né sacrificio né offerta, un corpo invece mi hai preparato.
Non hai gradito né olocausti né sacrifici per il peccato. Allora ho detto: Ecco, io vengo - poiché di me sta scritto nel rotolo del libro - per fare, o Dio, la tua volontà.
Gli antichi sacrifici erano immolazioni di animali, il Nuovo sacrificio è offerta di sé.
E Maria vede il Figlio morire sulla croce, partecipa, lo offre al Padre e si unisce in questo Nuovo ed Eterno sacrificio di Amore.
“Sacrificio significa, da un lato, che qualcosa di terreno viene innalzato nell’ambito divino, che viene restituito a Dio perché gli appartiene.”
“Oggigiorno, quando tutto deve avere uno scopo e tutto deve avere un ritorno, nell’eucaristia noi riconosciamo la nostra vita come proprietà di Dio, da lui l’abbiamo ricevuta, la liberiamo e la sottraiamo da tutto ciò che deve per forza avere una finalità: essa appartiene a Dio.”
“Il secondo significato di sacrificio è dedizione totale.”
“Gesù non ha inteso la sua morte come un fallimento, ma come dedizione totale.”
“Nella celebrazione eucaristica noi proclamiamo la nostra disponibilità a progredire nell’atteggiamento della donazione totale, il cui modello supremo è Cristo.”
Padre nostro - 10 Ave Maria - Gloria.
Eucaristia, Pane di vita
Contempliamo, con gli occhi di Maria, l’Eucaristia, Pane di vita.
Io sono il pane vivo, disceso dal cielo. Se uno mangia di questo pane vivrà in eterno e il pane che io darò è la mia carne per la vita del mondo.
Maria che come madre dà la vita al Figlio e che tante volte lo ha visto perdonare, guarire, dare amore e tenerezza, è la madre della vita.
Lei ci faccia scoprire che solo in Gesù abbiamo la vera Vita.
“Tu sei sempre con noi mediante la santa Eucaristia, sempre con noi mediante la tua grazia, sempre con noi mediante la tua Provvidenza che ci protegge senza interruzione, sempre con noi mediante il tuo Amore…”
“La santa Eucaristia è Gesù, è tutto Gesù! Nella santa Eucaristia tu sei tutto intero, completamente vivo, o mio amato Gesù.”
“Dacci il nostro pane quotidiano”, dallo a tutti gli uomini, questo vero pane che è l’Ostia santa; fa’ che tutti gli uomini l’amino, lo venerino, l’adorino, e che il loro culto universale ti glorifichi e consoli il tuo cuore.
Padre nostro - 10 Ave Maria - Gloria.
Eucaristia, presenza continua e cibo della missione
Contempliamo con gli occhi di Maria l’Eucaristia, presenza continua e cibo della Missione.
Andate dunque e ammaestrate tutte le nazioni, battezzandole nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo, insegnando loro ad osservare tutto ciò che vi ho comandato.
Ecco, io sono con voi tutti i giorni, fino alla fine del mondo.
Cristo è sempre presente, la Madre lo sente e lo vive; questa presenza diventa non solo consolazione ma sprone, invita ad andare, annunciare, edificare la Chiesa, occuparsi con tenerezza di ogni uomo e donna, nostro fratello e sorella in Cristo.
“L’Eucaristia non sopporta la sedentarietà. Non tollera la siesta. Non permette l’assopimento della digestione. Ci obbliga a un certo punto ad abbandonare la mensa. Ci sollecita all’azione”.
“Sarebbe più facile per la luce essere tenebra, che per un cristiano non diffondere luce intorno a sé”.
Padre nostro - 10 Ave Maria - Gloria.
Preghiera litanica
- Gesù, tu sei il Pane di vita: donaci forza.
- Gesù, tu sei la vite vera: dacci gioia.
- Gesù, tu sei l’Emmanuele: resta con noi.
- Gesù, tu sei il Dio forte: aiutaci.
- Gesù, tu sei il Salvatore degli uomini: donaci la vita divina.
- Gesù, tu sei il buon pastore: guidaci.
- Gesù, tu sei la luce del mondo: illuminaci.
- Gesù, tu sei l’Agnello di Dio: perdonaci.
- Gesù, tu sei il fuoco di Dio: consumaci.
- Gesù, tu sei il medico delle anime: guariscici.
- Gesù, tu sei il Figlio di Dio: abbi pietà di noi.
- Gesù, tu sei il re della gloria: vogliamo servirti.
- Gesù, tu sei nostro fratello: vogliamo amarti.
Maria, donna eucaristica
L’Eucaristia è tensione verso la meta, pregustazione della gioia piena promessa da Cristo; in un certo senso, essa è anticipazione del Paradiso, “pegno della gloria futura”.
Tutto, nell’Eucaristia, esprime l’attesa fiduciosa che “si compia la beata speranza e venga il nostro Salvatore Gesù Cristo”.
Colui che si nutre di Cristo nell’Eucaristia non deve attendere l’aldilà per ricevere la vita eterna: la possiede già sulla terra, come primizia della pienezza futura, che riguarderà l’uomo nella sua totalità.
L’Eucaristia è davvero uno squarcio di cielo che si apre sulla terra. È un raggio di gloria della Gerusalemme celeste, che penetra le nubi della nostra storia e getta luce sul nostro cammino.
Maria ha vissuto più di qualunque altra persona un’esistenza pienamente eucaristica.
Con gli occhi di Maria, l’adorazione eucaristica diventa contemplazione del Figlio realmente presente, memoria dell’Incarnazione, partecipazione al sacrificio di Cristo e disponibilità alla missione.
Con Maria, davanti al mistero dell’Emmanuele
Il Vangelo secondo Matteo
Così fu generato Gesù Cristo: sua madre Maria, essendo promessa sposa di Giuseppe, prima che andassero a vivere insieme si trovò incinta per opera dello Spirito Santo.
Giuseppe suo sposo, poiché era uomo giusto e non voleva accusarla pubblicamente, pensò di ripudiarla in segreto.
Mentre però stava considerando queste cose, ecco, gli apparve in sogno un angelo del Signore e gli disse: «Giuseppe, figlio di Davide, non temere di prendere con te Maria, tua sposa.
Infatti il bambino che è generato in lei viene dallo Spirito Santo; ella darà alla luce un figlio e tu lo chiamerai Gesù: egli infatti salverà il suo popolo dai suoi peccati».
Tutto questo è avvenuto perché si compisse ciò che era stato detto dal Signore per mezzo del profeta: «Ecco, la vergine concepirà e darà alla luce un figlio: a lui sarà dato il nome di Emmanuele, che significa Dio con noi».
Quando si destò dal sonno, Giuseppe fece come gli aveva ordinato l’angelo del Signore e prese con sé la sua sposa.
Senza che egli la conoscesse, ella diede alla luce un figlio ed egli lo chiamò Gesù.
Parola del Signore.
Il disorientamento
La narrazione della nascita di Gesù comincia con un fatto imbarazzante: Maria, promessa sposa di Giuseppe, è incinta!
Come avrà reagito Giuseppe alla notizia? Stupore? Preoccupazione? Ansia? Dubbi? Sicuramente avrà vissuto giorni di disorientamento.
Come a Giuseppe, anche a noi può capitare di essere disorientati da avvenimenti incomprensibili.
Per questo ripetiamo insieme: Aiutaci, Signore.
- Quando le nostre famiglie entrano in crisi.
- Quando non comprendiamo il comportamento di chi ci sta accanto.
- Quando notizie improvvise sconvolgono la nostra vita.
- Quando siamo turbati o preoccupati.
Nell’adorazione presentiamo a Gesù le persone che in questo momento affrontano situazioni difficili.
L’indecisione
Giuseppe inizialmente pensa di farsi da parte. Matteo dice che è uomo giusto.
Non è una giustizia legalista, che avrebbe imposto di ripudiare pubblicamente la sposa; non è nemmeno una giustizia annacquata di falso buonismo, che avrebbe chiesto di far finta di niente; è la giustizia di chi cerca, s’interroga su cosa fare.
Di fronte all’incomprensibile mistero che si sta compiendo, Giuseppe crede di non essere al posto giusto, si sente piccolo e inadatto, e per questo pensa di mettersi da parte.
Come a Giuseppe, anche a noi può capitare di non sentirci al posto giusto.
Per questo preghiamo: Indicaci il nostro posto, Signore.
- Quando confondiamo i ruoli in casa e in famiglia.
- Quando siamo chiamati a collaborare in Chiesa e nella società.
- Quando ci sentiamo inadatti e insicuri.
- Quando la superbia ci spinge a pretendere oltre.
L’annuncio: «Non temere»
L’angelo raggiunge Giuseppe nel silenzio del sogno. Sa che ha bisogno di rassicurazione, per questo la prima parola è: «Non temere!».
Il santo timore non è paura delle conseguenze per la decisione da prendere, ma fame e sete di giustizia, desiderio di fare la scelta migliore secondo Dio.
Il concepimento di Maria è qualcosa di straordinario e impensabile, ma ciò non significa che Giuseppe debba mettersi da parte: dovrà dare il nome a Gesù.
Così è chiaro fin dall’inizio che quel bimbo è figlio di Dio, e Giuseppe ne sarà padre giuridico, con il compito di accoglierlo, proteggerlo, accompagnarlo, aiutarlo.
Come Giuseppe, anche noi siamo chiamati ad accogliere, custodire e accompagnare il progetto di Dio.
Per questo ripetiamo insieme: Custodisci, Signore.
- Le cose belle che ci hai affidato.
- La vita di chi è disperato.
- L’amore di chi è innamorato.
- I progetti di chi è impegnato.
Nell’adorazione presentiamo a Gesù eucaristia ciò che siamo chiamati a custodire: il creato, il bene comune, i legami familiari, le amicizie, la fede, la Chiesa, le persone che ci ha affidato.
Emmanuele: Dio con noi
Con il concepimento di Maria si adempie la profezia di Isaia: «La vergine partorirà un figlio».
Il nome Emmanuele, «Dio con noi», è evocato da Gesù stesso nel saluto ai discepoli prima di essere definitivamente assunto in Cielo: «Io sono con voi fino alla fine dei secoli».
Tutta la sua vita, pertanto, è aperta e chiusa da questa inclusione letteraria con cui si sottolinea che in lui Dio è con noi, nella nostra vita: non ci abbandona, non ci lascia soli.
Come Giuseppe, anche noi abbiamo bisogno di sentire la presenza di Dio con noi e per noi.
Per questo ripetiamo: Rimani con noi, Signore Gesù.
- Quando ci sentiamo soli negli affetti.
- Quando ci sentiamo soli nella sofferenza.
- Quando ci sentiamo soli nelle responsabilità.
- Quando ci sentiamo soli nelle decisioni.
La scelta: accogliere Gesù nella vita
Giuseppe fece come l’angelo gli aveva ordinato. La sua è un’obbedienza pronta e fiduciosa; scandalosa agli occhi della sapienza umana; molto simile a quella di Abramo.
Nel silenzio accoglie il mistero. Dicendo “sì” a Maria dice sì al dono di Dio che è in lei.
Come Giuseppe, anche noi siamo chiamati a rinnovare il nostro “sì” perché attraverso noi Gesù nasca ancora.
Per questo diciamo: Vieni, Gesù.
- Nei nostri cuori, perché amiamo ciò che viviamo.
- Nelle nostre menti, perché siamo saggi in ciò che diciamo.
- Nelle nostre azioni, perché siamo benedetti in ciò che facciamo.
- Nelle nostre vite, perché gustiamo il bene che desideriamo.
Nell’adorazione presentiamo a Gesù le nostre attività quotidiane. Chiediamogli di venire in esse, illuminandole, ricolmandole di benedizione, indirizzandole nella carità e nella giustizia.
Il Magnificat: la preghiera di Maria
Preghiamo con il canto di Maria.
Rit. L’anima mia magnifica il Signore.
L’anima mia magnifica il Signore
e il mio spirito esulta in Dio, mio salvatore,
perché ha guardato l’umiltà della sua serva.
D’ora in poi tutte le generazioni mi chiameranno beata.
Rit. L’anima mia magnifica il Signore.
Grandi cose ha fatto in me l’Onnipotente
e Santo è il suo nome;
di generazione in generazione la sua misericordia
per quelli che lo temono.
Rit. L’anima mia magnifica il Signore.
Ha spiegato la potenza del suo braccio,
ha disperso i superbi nei pensieri del loro cuore;
ha rovesciato i potenti dai troni,
ha innalzato gli umili;
ha ricolmato di beni gli affamati,
ha rimandato i ricchi a mani vuote.
Rit. L’anima mia magnifica il Signore.
Ha soccorso Israele, suo servo,
ricordandosi della sua misericordia,
come aveva detto ai nostri padri,
per Abramo e la sua discendenza, per sempre.
Rit. L’anima mia magnifica il Signore.
Dall’adorazione alla carità
Il tempo dell’Avvento è per sua essenza il tempo dell’attesa, un tempo di innamoramento forte per prepararsi all’incontro con l’Amore che si fa carne, che si fa uomo, Gesù, l’Emmanuele, il Dio con noi.
Attendere … voce del verbo AMARE.
Amare è il primo e il più grande atto di fede che possiamo vivere nei confronti degli altri e anche nei confronti di Dio e della sua Parola.
Chi ama l’altro in modo vero, non lo giudica, ma gli offre piuttosto la possibilità di esprimersi, gli mostra stima, lo fa sentire amato.
Permettere a qualcuno di raccontarsi perché tu gli offri ascolto, è uno straordinario dono d’amore che tutti noi possiamo dare a chi desidera incontrarci.
Ho avuto fame e mi avete dato da mangiare
Ho avuto sete e mi avete dato da bere
Ero forestiero e mi avete ospitato
Ero nudo e mi avete vestito
Ero malato e mi avete visitato
Ero carcerato e siete venuti a trovarmi.
Un parola di conforto, la vicinanza, il trovare insieme una soluzione, sapere che c’è qualcuno che condivide e sostiene il nostro cammino ci permette di aprire le ali del cuore per librarci nell’infinito amore del Padre.
Il bene è la possibilità, che Dio dà a me, suo figlio, di essere oggi un riflesso della sua presenza nella vita dell’altro.
Il bene è l’opportunità di vivere, oggi, la mia vita, quella della mia comunità, delle mie relazioni, dei miei affetti, secondo la logica del dono.
Siamo chiamati a divenire “fornitori di speranza”… anche questo è un modo per attendere il Natale!
Preghiera per vivere l’attesa
Padre buono, ripeti anche per noi oggi ciò che hai detto a Zaccaria, a Maria e a Giuseppe: «Non temere!».
La forza di queste tue parole faccia sentire nei nostri cuori il tuo incoraggiamento. Sostienici nelle situazioni più difficili.
Aiutaci e guidaci sempre, soprattutto quando gli eventi della vita ci fanno dubitare e vacillare.
Te lo chiediamo per Cristo, nostro Signore. Amen.
Preghiera conclusiva dell’adorazione
Signore Gesù, rendi certa e forte la nostra fede; apri i nostri occhi alla tua Luce, apri le nostre orecchie all’ascolto delle tue parole di Vita.
Solo così potremo vederti ed incontrarti… Tu che sei qui e ci aspetti!
Tu hai preso del pane per chiamarlo “tuo Corpo”, Tu hai preso del vino per chiamarlo “tuo Sangue”.
La sera di quel giovedì, Tu rivelasti un modo nuovo di amare. Quello di dare la tua stessa Vita, quello di farsi mangiare, quello di diventare sacrificio d’amore.
Così, il nostro amare sarà vero solo se anche noi saremo pronti a donarci.
Fa’ che l’incontro con Te nel Mistero silenzioso della Tua presenza, entri nella profondità dei nostri cuori e brilli nei nostri occhi perché siano trasparenza della Tua carità.
Fa’, o Signore, che la forza dell’Eucaristia continui ad ardere nella nostra vita e diventi per noi santità, onestà, generosità, attenzione premurosa ai più deboli.
Rendici amabili con tutti, capaci di amicizia vera e sincera perché molti siano attratti a camminare verso di Te.
Venga il Tuo regno, e il mondo si trasformi in una Eucaristia vivente. Amen.
Affidamento a Maria
All’intercessione della tua Santa Madre, affidiamo, o Gesù, la nostra preghiera.
Maria, donna dell’attesa, aiutaci a custodire la speranza.
Maria, serva del Signore, insegnaci a dire il nostro “sì”.
Maria, Madre dell’Eucaristia, accompagnaci a riconoscere Gesù vivo e presente.
Maria, donna della gioia, rendi il nostro cuore capace di magnificare il Signore.
Maria, Madre del Salvatore, conducici verso il Natale del Signore e rendici disponibili alla carità.
Padre nostro, che sei nei cieli…
Preghiamo: Padre buono, ripeti anche per noi oggi ciò che hai detto a Zaccaria, a Maria e a Giuseppe: «Non temere!». La forza di queste tue parole faccia sentire nei nostri cuori il tuo incoraggiamento. Sostienici nelle situazioni più difficili. Aiutaci e guidaci sempre, soprattutto quando gli eventi della vita ci fanno dubitare e vacillare. Te lo chiediamo per Cristo, nostro Signore. Amen.
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