Abbazia di Praglia: cariche storiche, artistiche e spirituali

L’Abbazia di Praglia è un monastero benedettino situato nella campagna padovana, alle falde del monte Lonzina, nei Colli Euganei, nel comune di Teolo e in prossimità di Abano Terme. È un luogo di preghiera, di vita comunitaria, di studio e di conservazione del patrimonio storico-artistico, nel quale l’architettura del monastero, la basilica, i chiostri, la biblioteca e le attività monastiche formano un insieme unitario.

La visita dell’Abbazia di Praglia rappresenta senza dubbio un’esperienza imperdibile che permette di calarsi nella realtà quotidiana della comunità monastica ma anche di apprezzare le bellezze dell’antico monastero benedettino spaziando tra Medioevo, tardo gotico e Rinascimento. Durante il percorso nel complesso abbaziale i visitatori potranno ammirare tre dei quattro chiostri (pensile, botanico e rustico), la chiesa abbaziale, la loggetta Fogazzaro, il refettorio monumentale e la sala del capitolo.

Abbazia di Praglia e Colli Euganei

Posizione, identità e comunità monastica

L’abbazia di Praglia è un monastero benedettino situato nella campagna padovana, alle falde del monte Lonzina (Colli Euganei) nel comune di Teolo e in prossimità di Abano Terme. Ospita attualmente la Biblioteca nazionale, che è un monumento nazionale italiano.

È attualmente retta dall’abate don Stefano Visintin e la comunità conta 49 monaci. La Comunità Benedettina di Praglia è attualmente la più numerosa d’Italia (comunità maschile) e conta circai 40 membri. La maggior parte dei monaci vive stabilmente a Praglia mentre alcuni di essi vivono nelle tre case dipendenti (San Giorgio Maggiore di Venezia, Monte della Madonna di Teolo, Sadhu Benedict Math in Bangladesh).

Attualmente l’Abate è il P.D. Stefano Visintin. “Monaco è colui che guarda solo a Dio, desidera solo Dio, si dedica solo a Dio, sceglie di servire solo Dio e, vivendo in pace con Dio, diventa autore di pace per gli altri” Teodoro Studita.

Origini e sviluppo storico

Nel luogo che i romani chiamarono Pratalea per le distese erbose, un lungo viale alberato conduce al complesso monastico benedettino di cui la tradizione storica assegna la fondazione a Maltraverso dei Maltraversi tra l’XI e il XII secolo. Posto sotto la giurisdizione del monastero di Polirone (San Benedetto Po, Mantova) nel 1124, fu eretto in feudo da Federico II nel 1232 e divenne autonomo nel 1304.

Nel 1448 l’abbazia fu unita alla congregazione di Santa Giustina di Padova, che dal 1469 ne promosse la ricostruzione e la rinascita spirituale e culturale. Due le soppressioni: nel 1810 a opera di Napoleone e (dopo il ripristino effettuato nel 1834 da Francesco I) nel 1866; tornò ai benedettini nel 1904.

La parte più antica dell’abbazia, unico reperto del primo edificio, è la torre campanaria; iniziata nel 1292, crollò nel 1299 e fu subito ricostruita. L’attuale complesso architettonico, invece, risale alla nuova costruzione realizzata tra la seconda metà del XV secolo e la prima metà del XVI.

La sequenza cronologica nell’edificazione dei quattro chiostri stabilì le linee direttrici di un edificio che si articolò in maniera razionale ed equilibrata, divenendo realizzazione di uno “spazio teologico eloquente”.

La vita monastica benedettina

Pace a te che entri in questa casa, antico monumento d’arte, ma anzitutto “casa di Dio”, luogo in cui ancora oggi degli uomini vivono insieme nella ricerca del Signore.

“Nella comunità ognuno conservi il posto che gli spetta secondo la data del suo ingresso o l’esemplarità della sua condotta o la volontà dell’abate. … Dunque i monaci si succedano nel bacio di pace e nella comunione, nell’intonare i salmi e nei posti in coro, secondo l’ordine stabilito dall’abate o a essi spettante. E in nessuna occasione l’età costituisca un criterio distintivo o pregiudizievole per stabilire i posti, perché Samuele e Daniele, quando erano ancora fanciulli, giudicarono gli anziani.” San Benedetto (RB, 63).

Entro il chiostro doppio si sviluppano le celle dei singoli monaci. È questo lo spazio della vita personale, dove si impara a stare da soli (è il significato originario della parola “monaco”), dove è recuperato l’uomo a sé stesso.

Il chiostro pensile (così chiamato perché poggia sulla roccia) è il più piccolo dei quattro chiostri ma dà accesso ad ampi locali che accolgono i momenti della vita comunitaria: la chiesa, il capitolo, la biblioteca, lo scriptorium e l’archivio, il refettorio. Dalla dimensione personale, dunque, si passa a quella cenobitica, della vita in comune.

La chiesa è il centro spirituale della vita del monastero, dove la preghiera personale si fonde con quella comunitaria e la comunità prega per i singoli. Qui la comunità monastica, segno della chiesa orante, offre l’ospitalità liturgica ai fedeli che vengono all’abbazia.

La chiesa abbaziale di Santa Maria Assunta

La chiesa abbaziale di Santa Maria Assunta è stata elevata da papa Pio XII nel febbraio del 1954 alla dignità di basilica minore. La chiesa, costruita su disegno di Tullio Lombardo a partire dal 1490, è il centro spirituale della vita del monastero, dove la preghiera personale si fonde con quella comunitaria e la comunità prega per i singoli.

La comunità monastica, segno della chiesa orante, offre l’ospitalità liturgica ai fedeli che vengono all’abbazia. La basilica costituisce quindi il cuore religioso del complesso e il punto in cui l’esperienza architettonica si unisce alla celebrazione benedettina.

I quattro chiostri

Il monastero, sul retro e a sinistra della chiesa, è articolato in quattro chiostri: doppio o della clausura, botanico, pensile e rustico. Alla seconda metà del XV secolo risalgono il chiostro botanico, un tempo destinato alla coltivazione delle piante medicinali e oggi elegante giardino, il chiostro doppio circondato dalle celle dei monaci e il chiostro pensile o “del Paradiso”, collocato al primo piano e caratterizzato da colonne e capitelli finemente lavorati.

Più tardo il chiostro rustico su cui affacciano la foresteria e il centro per conferenze e attività culturali. La sequenza cronologica nell’edificazione dei quattro chiostri stabilì le linee direttrici di un edificio che si articolò in maniera razionale ed equilibrata, divenendo realizzazione di uno “spazio teologico eloquente”.

Chiostro doppio o della clausura

Il chiostro doppio è circondato dalle celle dei monaci. Entro il chiostro doppio si sviluppano le celle dei singoli monaci. È questo lo spazio della vita personale, dove si impara a stare da soli (è il significato originario della parola “monaco”), dove è recuperato l’uomo a sé stesso.

Chiostro pensile o del Paradiso

Il chiostro pensile, o “del Paradiso”, è collocato al primo piano ed è caratterizzato da colonne e capitelli finemente lavorati. È così chiamato perché poggia sulla roccia ed è il più piccolo dei quattro chiostri.

Il chiostro pensile dà accesso ad ampi locali che accolgono i momenti della vita comunitaria: la chiesa, il capitolo, la biblioteca, lo scriptorium e l’archivio, il refettorio.

Chiostro botanico

Il chiostro botanico, così chiamato perché un tempo vi si coltivavano le erbe medicinali, è il primo che si incontra entrando in monastero: è il luogo dell’accoglienza e dell’interscambio tra dentro e fuori.

Alla seconda metà del XV secolo risale il chiostro botanico, un tempo destinato alla coltivazione delle piante medicinali e oggi elegante giardino. Affacciato a esso è l’appartamento abbaziale, con ciclo pittorico di Ludovico Toeput detto il Pozzoserrato.

Chiostro rustico

Il chiostro rustico è più tardo rispetto agli altri chiostri. In origine era aperto verso la campagna e serviva da deposito degli attrezzi agricoli; oggi è caratterizzato dalla foresteria, cioè “locale per gli ospiti”.

Sul chiostro rustico affacciano la foresteria e il centro per conferenze e attività culturali.

Quattro chiostri dell’Abbazia di Praglia

Refettorio monumentale

Altro ambiente suggestivo è il refettorio monumentale, al cui interno si notano, oltre al magnifico arredo ligneo, una grande “Crocifissione” dipinta da Bartolomeo Montagna alla fine del ‘400 e un pulpito in marmo utilizzato per la lettura delle Sacre Scritture durante i pasti.

Il refettorio è la “mensa dei fratelli”. Ha un affresco di Bartolomeo Montagna che rappresenta la Crocifissione e stalli lignei barocchi, sormontati da intagli di Bartolomeo Biasi raffiguranti massime allegoriche che si richiamano alla regola di san Benedetto.

Altre tele dello stesso artista, con temi biblici, si trovano ora nel refettorio. Il refettorio conserva così la memoria della tradizione comunitaria benedettina, nella quale il pasto è accompagnato dall’ascolto delle Sacre Scritture.

Sala del capitolo

La sala del capitolo, con un grande affresco di Girolamo del Santo raffigurante la Deposizione di Cristo, è il luogo dell’ascolto e della parola, del consiglio e delle elezioni, a cui accedono i monaci membri effettivi del monastero, e perciò “con voce in capitolo”.

La sala del capitolo appartiene agli ambienti che il chiostro pensile mette in relazione con la vita comunitaria, insieme alla chiesa, alla biblioteca, allo scriptorium, all’archivio e al refettorio.

Biblioteca Monumentale Nazionale

Ospita attualmente la Biblioteca nazionale, che è un monumento nazionale italiano. Meta di un costante turismo religioso, ospita al suo interno anche una Biblioteca Monumentale Nazionale, che contiene circa 100.000 volumi.

La biblioteca è il luogo dello studio. Nella parte antica ha soffitto a cassettoni con tele di Giovan Battista Zelotti e arredo di scaffali settecenteschi; è ricca di circa 100 mila volumi.

La sala al piano superiore è impreziosita da 17 tele di G.B. Zelotti, pittore del tardo Cinquecento, inserite negli scomparti del soffitto in legno. Altre tele dello stesso artista, con temi biblici, si trovano ora nel refettorio.

Il laboratorio di restauro dei libri e codici antichi è un altro fiore all’occhiello dell’Abbazia. A Praglia ha sede anche il laboratorio di restauro del libro, uno dei più importanti centri del settore esistenti al mondo.

Accesso alla biblioteca

L’accesso alla biblioteca monumentale è previsto il secondo e quarto sabato del mese. Solitamente il 2° e il 4° sabato del mese, integrata nella visita d’orario, sarà possibile visitare anche la biblioteca monumentale.

L’accesso alla biblioteca prevede la salita di una scala di circa 50 gradini.

Visite alla bibliotecaOrari indicati
10 e 24 Ottobre15:30 e 16:30
14 e 28 Novembre15:00 e 16:00
12 e 26 Dicembre15:00 e 16:00
9 e 23 Gennaio15:00 e 16:00
13 e 27 Febbraio15:00 e 16:00
13 Marzo15:00 e 16:00
10 e 24 Aprile15:30 e 16:30
8 e 22 Maggio15:30 e 16:30

Visite guidate all’Abbazia di Praglia

Durante il percorso nel complesso abbaziale i visitatori potranno ammirare tre dei quattro chiostri (pensile, botanico e rustico), la chiesa abbaziale, la loggetta Fogazzaro, il refettorio monumentale e la sala del capitolo.

L’accesso alle visite guidate avviene senza bisogno di prenotazione. Non è previsto un biglietto d’ingresso ma si suggerisce una donazione per i restauri del complesso monastico (chi dona almeno € 5,00 verrà omaggiato di una guida fotografica del monastero).

Il punto di partenza delle visite guidate è la portineria del monastero: presentarsi con un leggero anticipo rispetto all’orario indicato.

Orari delle visite nei giorni feriali

Le visite guidate sono sospese: tutti i lunedì; vigilia e giorno di Natale; Capodanno; Mercoledì delle Ceneri; dal giovedì santo alla domenica di Pasqua; San Benedetto (11 luglio); Assunzione (15 agosto).

Giorni feriali (escluso il lunedì): Orario Invernale (ora solare): Pomeriggio: 15:00; 16:00. Orario Estivo (ora legale): Pomeriggio: 15:30; 16:30.

Sabato mattina (dal 10 Ottobre 2026 al 29 Maggio 2027) ore 11.00.

Orari delle visite la domenica e nei giorni festivi

Periodo o festivitàOrari
Dicembre/Gennaio15:00; 16:00
Febbraio/Marzo e Novembre15:00; 15:30; 16:00; 16:30
Aprile/Maggio e Settembre/Ottobre15:30; 16:00; 16:30; 17:00; 17:30
Giugno/Luglio/Agosto16:00; 17:00
Epifania (6 gennaio)15:00 e 16:00
Lunedì di Pasqua15:30; 16:00; 16:30; 17:00; 17:30
25 aprile10:30; 15:30; 16:00; 16:30; 17:00; 17:30
1° maggio10:30; 15:30; 16:00; 16:30; 17:00; 17:30
Pentecoste (16 maggio)15:30; 16:30; 17:30
1° giugno15.30; 16.30
2 giugno10:30; 15:30; 16:30; 17:30
Tutti i Santi (1° novembre)15:00; 16:00
Immacolata (8 dicembre)15:00; 16:00
Santo Stefano (26 dicembre)15:00; 16:00

Sospensioni temporanee

Dal 28 al 31 Gennaio 2025 le visite guidate sono sospese per esercizi spirituali. Riprenderanno regolarmente dal 1 Febbraio 2025.

Le visite guidate riprenderanno regolarmente dal 27 GENNAIO.

Scolaresche e gruppi organizzati

Durante l’anno è possibile prenotare le visite guidate all’Abbazia di Praglia. Le visite (sempre guidate da un monaco) sono rivolte ai ragazzi in età scolare e a gruppi organizzati (gite sociali, pellegrinaggi, ecc.; minimo 25 persone) e si effettuano esclusivamente al mattino dei giorni feriali (dal martedì al venerdì) alle ore 9:30 e alle ore 11:00.

I gruppi non devono superare il numero di 60 persone. Per prenotare la propria visita è necessario scegliere il giorno sul calendario qui sotto, compilare in ogni sua parte il modulo qui di seguito e attendere la conferma che sarà inviata via email.

Attività culturali e ricerca

Il progetto CoenoBIuM indaga la cultura architettonica e artistica della Congregazione Benedettina Cassinese dalla fondazione alla fine del XVIII secolo, adottando un approccio comparativo e una metodologia innovativa basata sul Building Information Modeling (BIM).

La riforma della Regola di san Benedetto promossa da Ludovico Barbo nel 1419 trasformò profondamente la vita monastica, orientandola alla contemplazione.

Nel 2022 un gruppo di astronomi ed astrofisici veneti, attenti alle ricchezze culturali dell’Abbazia di Praglia, proposero all’Abate p. Stefano Visintin un progetto di ripristino della vecchia specola cinquecentesca, realizzando un osservatorio astronomico di moderna concezione completamente remotizzato e dotato di un ragguardevole telescopio professionale con specchio da 50cm di diametro.

Sabato 26 settembre 2026, alle ore 16.00, presso il Centro convegni dell’Abbazia di Praglia, sarà presentato il volume di Paola Vettore, I monasteri dei Colli Euganei, realizzato con la collaborazione di Giannino Carraro.

Il volume offre un viaggio alla scoperta della presenza monastica nei Colli Euganei, attraverso la storia e le vicende dei monasteri che […]

Case dipendenti dell’Abbazia di Praglia

Abbazia di San Giorgio Maggiore a Venezia

La fondazione dell’Abbazia di San Giorgio Maggiore sull’omonima Isola lagunare, affacciata sul bacino San Marco, risale al 982 d.C. In quell’anno il doge in carica Tribuno Memmo, appartenente alla famiglia che possedeva l’intera Isola, decise di donarla al monaco benedettino Giovanni Morosini - che costruì un Monastero adiacente alla preesistente chiesa, divenendone primo Abate.

Il prestigio dell’Abbazia sorse ben presto, tanto che divenne uno dei maggiori centri europei in campo teologico, culturale e artistico. Questo primo complesso abbaziale andò però distrutto nel 1223 durante un terremoto, e venne poi più volte riedificato - fino all’imponente e definitivo progetto architettonico affidato all’architetto Andrea Palladio, avviato dagli anni ’60 del Cinquecento.

La Basilica da egli concepita venne contestualmente arricchita di numerose e pregevoli opere d’arte, eseguite da Maestri del tenore di Jacopo Tintoretto e suo figlio Domenico, Sebastiano Ricci, Girolamo Campagna, Jacopo e Leandro Bassano, e il fiammingo Albert de Brule.

Alla caduta della Repubblica, nel 1797, il Monastero venne gravemente depredato. Ma la sua importanza era ancora tale che nel 1800 ospitò il Conclave al termine del quale venne eletto papa Pio VII, al secolo Gregorio Barnaba Chiaramonti, monaco benedettino cassinese di Cesena.

Nel 1806 il Monastero venne soppresso dalle leggi napoleoniche, e molti dei beni rimasti vennero venduti o rubati. Solamente pochi monaci ottennero di restare per amministrare la Basilica, mentre il Monastero diventava un deposito d’armi.

La Basilica e alcuni ambienti del complesso monastico a essa adiacenti vennero quindi affidati alla Comunità Benedettina dell’Abbazia di Praglia, che li ripopolò nel 1957. Dopo alcuni decenni di autonomia, dal 2007 l’Abbazia di San Giorgio Maggiore è tornata a essere casa dipendente dell’Abbazia di Praglia.

Il Campanile di San Giorgio Maggiore venne interamente ricostruito nel 1791 dal frate somasco bolognese Benedetto Buratti, a seguito del crollo nel 1774 dell’originale torre campanaria quattrocentesca. Oggi comodamente agibile grazie a un ascensore, il Campanile offre un suggestivo panorama sulla città di Venezia e sulla sua Laguna.

Santuario del Monte della Madonna a Teolo

Il Monte della Madonna è noto principalmente per il Santuario mariano che sorge sulla vetta. Antica meta di pellegrinaggi e dimora di uomini alla ricerca di Dio nella preghiera e nella solitudine della vita eremitica.

È sicuramente uno dei più antichi centri di devozione mariana della diocesi di Padova. Il primo documento, che attesta l’esistenza della chiesa del Monte, risale all’11 ottobre del 1253; si tratta del testamento di un certo Wirixolo, ricco mercante padovano, che donò alcuni dei suoi beni alla “chiesa Santa Maria del Monte”.

Fu il Papa Giulio II, con la bolla del 15 giugno 1508, affidò ai monaci Benedettini di Praglia la chiesa del Monte. In chiesa, al centro dell’abside, è posta la statua della Madonna, scolpita in pietra di Avesa (Verona).

È di proporzioni leggermente inferiori al naturale. Non si sa con certezza chi ne sia l’autore. Pare che anticamente la Madonna tenesse con la mano destra, rifatta di recente, uno scettro regale.

Un’ampia veste e un ricco manto pieghettato policromi, scendono dalle spalle e si ripiegano ai piedi. L’attuale Monastero, progettato dall’Architetto L. Pavan, è stato costruito in due riprese: il primo lotto ebbe inizio nel settembre 1966 e si concluse nella primavera dell’anno successivo; il secondo corpo della fabbrica monastica venne realizzato negli anni 1972-73.

Sadhu Benedict Moth in Bangladesh

Il monastero di S. Benedetto, in bengalese Sadhu Benedict Moth, è un monastero benedettino situato a Maheswarapasha, in provincia di Khulna, nel sud-ovest del Bangladesh.

I suoi inizi si rifanno al gennaio 1978, quando un giovane missionario italiano, Carlo Rubini, ed un giovane bengalese, Premanondo Karmaker, decisero di dar avvio alla vita monastica cristiana in Bangladesh.

Dopo dieci anni, trascorsi nell’approfondimento dell’esperienza monastica, sia cristiana che indù, e in un suo possibile adattamento alla realtà del Paese, fu acquistato un appezzamento di terreno a Maheswarapasha, che significa ‘Delizia di Dio’, e nel 1989 si diede inizio alla costruzione del piccolo monastero che nel 1990 veniva riconosciuto come monastero dipendente dell’Abbazia di Praglia in Italia.

Come ogni istituzione monastica benedettina il ritmo di vita del monastero segue l’antico detto latino Ora et labora. Il monastero cerca di offrire, in seno alla chiesa, un suo contributo religioso/culturale attraverso un proprio programma specifico.

Il frutto più importante di tale impegno è stato la traduzione, dall’ebraico e dal greco, in lingua bengalese della Bibbia, la cosiddetta ‘Jubilee Bible’, adottata e pubblicata dalla Conferenza Episcopale del Bangladesh nell’Anno Giubilare 2000; come pure la traduzione della Liturgia delle Ore, contenente un migliaio di testi patristici, pubblicata nel 2004.

Il lavoro comprende inoltre omelie patristiche per le Domeniche e le Feste liturgiche, musica per salmi e inni, commentari biblici e altri testi. Grazie a questi strumenti anche il lavoro tra i catecumeni ne ha risentito in modo molto positivo.

Un’attenzione particolare viene posta al dialogo interreligioso in quanto il Bangladesh è un paese di religione prevalentemente islamica dove risiede anche una significativa minoranza di religione induista.

Essendo il Bangladesh un paese povero, l’attività umanitaria caritativa dei monaci è rivolta a quegli strati di società che per vari motivi non possono beneficiare di opportunità generali. Va da sé che, in questo campo, Musulmani, Indù e Cristiani vengono tutti trattati allo stesso modo.

San Benedetto vuole che i monaci non vivano di carità ma del frutto del proprio lavoro. Seguendo questa regola, oggi come oggi, mediante la vendita dei prodotti della propria mini-azienda agricola, ortaggi, latte delle mucche, concime e di tanto in tanto una mucca, la comunità è autosufficiente.

Spiritualità, preghiera e accoglienza

“La luce del Cristo che risorge glorioso disperda le tenebre del cuore e dello spirito” (dalla Liturgia della Veglia pasquale).

Signore Gesù, luce del mondo, le tue ferite sono il mio orgoglio, ma la tua luce mi rende umile, le tue ferite sono la mia superbia, ma la tua luce mi fa attento all’altro, le tue ferite sono la mia presunzione, ma la tua luce mi rivela la mia pochezza, le tue ferite sono i miei errori, ma la tua luce corregge, le tue ferite sono il mio sconforto, ma la tua luce scalda il cuore, le tue ferite sono la mia solitudine, ma la tua luce fa compagnia, le tue ferite sono la mia condanna, ma la tua luce offre salvezza, le tue ferite sono i miei fallimenti, ma la tua luce ricostruisce.

Grazie per la tua luce che trasforma le mie miserie, facendole diventare luogo della tua misericordia! Chi non può riprendere a vivere e sperare?

La foresteria del chiostro rustico costituisce il “locale per gli ospiti”. La comunità monastica offre inoltre l’ospitalità liturgica ai fedeli che vengono all’abbazia.

La giornata del monaco benedettino

Informazioni per la visita

Le visite guidate sono sospese: tutti i lunedì; vigilia e giorno di Natale; Capodanno; Mercoledì delle Ceneri; dal giovedì santo alla domenica di Pasqua; San Benedetto (11 luglio); Assunzione (15 agosto).

L’accesso alle visite guidate avviene senza bisogno di prenotazione. Il punto di partenza delle visite guidate è la portineria del monastero: presentarsi con un leggero anticipo rispetto all’orario indicato.

Per scolaresche e gruppi organizzati, le visite sono sempre guidate da un monaco e si effettuano esclusivamente al mattino dei giorni feriali, dal martedì al venerdì, alle ore 9:30 e alle ore 11:00. I gruppi non devono superare il numero di 60 persone.

Le visite guidate alla cantina dell’abbazia e la degustazione dei vini dell’abbazia sono indicate per Sabato 10 e 24 ottobre 2026, Sabato 7 e 21 novembre 2026, Sabato 5 e 19 dicembre 2026, Sabato 9 e 23 gennaio 2027, Sabato 6 e 20 febbraio 2027, Sabato 6 e 20 marzo 2027, Sabato 3 e 24 aprile 2027, Sabato 8 e […]

Il punto vendita del monastero presenta variazioni di orario in alcuni giorni. Dal 30/07 al 02/08: 9:30 - 12:30 / 14:45 - 17:45; dal 06/08 al 09/08: 9:30 - 12:30 / 14:45 - 17:45; dal 13/08 al 14/08 e il 16/08: 9:30 - 12:30 / 14:45 - 17:45.

Le celebrazioni e il calendario monastico

“La luce del Cristo che risorge glorioso disperda le tenebre del cuore e dello spirito” (dalla Liturgia della Veglia pasquale).

Auguri di una Pasqua di pace e speranza a tutti voi! Ab. Stefano Visintin osb e comunità monastica di Praglia.

La comunità è impegnata con gli esercizi spirituali quando le visite turistiche sono temporaneamente sospese.

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