Abbazia di Chimay in Belgio: storia, spiritualità e tradizione trappista

L’Abbazia Notre-Dame de Scourmont si trova negli splendidi boschi fra Forges-lez-Chimay e Scourmont, vicino al confine francese, nel sud della provincia dell’Hinaut. È stata un’esperienza che ha superato tutte le aspettative: immersa nella quiete della campagna belga, l’abbazia rappresenta sia un luogo di produzione birraria, ma ancora di più un microcosmo di storia, tradizione e spiritualità.

L’Abbazia di Scourmont appartiene all’ordine cistercense della stretta osservanza, conosciuto anche come Ordine Trappista, e intorno al monastero sono stati creati una fattoria, un birrificio e un caseificio. La sua storia è strettamente legata alla birra Chimay, ai formaggi prodotti con latte locale e alla vita monastica fondata sulla preghiera, sul lavoro manuale e sulla semplicità.

Dove si trova l’Abbazia di Chimay

L’Abbaye de Notre Dame de Scourmont si trova negli splendidi boschi fra Forges-lez-Chimay e Scourmont, vicino al confine francese, nel sud della provincia dell’Hinaut. L’abbazia Notre-Dame de Scourmont si trova a 500 m dall’Espace Chimay.

La regione è chiamata anche “Botte du Hainaut” e più in generale “Pays des Lacs”. È percorsa da sentieri per escursionisti e ciclisti. Parzialmente incuneata nel territorio francese, Chimay si trova a uguale distanza da Mons e Charleroi, a circa un’ora di strada.

È a meno di due ore da Bruxelles, Liegi e Reims e a tre ore da Parigi. Sul posto, prendete il tempo di rigenerarvi, contemplare e meditare in una regione di foreste, laghi e spazi verdeggianti.

Abbazia di Scourmont tra boschi belgi

La fondazione del monastero nel 1850

Fu durante l’estate del 1850 che un piccolo gruppo di monaci venne a stabilirsi sull’altopiano selvaggio di Scourmont, vicino a Chimay. La storia del monastero inizia nel 1850, quando viene posta la prima pietra di quello che sarà il futuro monastero da parte di 17 monaci, provenienti dall’abbazia consorella di Westvleteren.

Nel 1863 i lavori terminano, ma solo nel 1871 l’abbazia viene riconosciuta come tale per decreto papale, che nomina anche il primo abate “ufficiale”. L’Abbazia di Scourmont ha sviluppato diverse attività economiche, aumentando l’occupazione regionale.

L’abbazia Notre-Dame de Scourmont appartiene all’ordine cistercense della stretta osservanza ed è ispirata alle regole di vita trappiste definite nel XVII secolo dall’abate di Rancé nella sua abbazia de “La Grande Trappe”, in Normandia.

La tradizione cistercense e la vita dei monaci

Questa corrente monastica affonda le sue radici nella regola e nella tradizione definite da San Benedetto nel VI secolo. Il monastero di Cîteaux e in particolare l’abate Robert de Molesmes sono all’origine dell’Ordine Cistercense.

Le sue comunità sono autonome ma unite dalla Charta Caritatis, il che significa che si sostengono reciprocamente. I Cistercensi vogliono vivere con grande autenticità la Regola di san Benedetto, che si riassume in queste due parole latine “ora et labora”, che significano “prega e lavora”.

Facendo voto di vita semplice, i monaci trappisti si dedicano alla preghiera e al lavoro manuale. Presso di loro, la sobrietà e il lavoro manuale sono particolarmente valorizzati.

Ciò garantisce la loro sussistenza e permette loro di praticare l’aiuto umanitario reciproco, sia nella loro regione che attraverso missioni create in tutto il mondo. Per i monaci, il lavoro è sacro tanto quanto la preghiera.

La visita dell’abbazia

Appena arrivato, l’imponente struttura dell’abbazia cattura subito l’attenzione. Il silenzio che avvolge il luogo è interrotto solo dai passi dei monaci, che sette volte al giorno si raccolgono in chiesa per la preghiera.

L’interno, essenziale e privo di decorazioni sfarzose, riflette perfettamente la loro filosofia con semplicità e spiritualità, piuttosto che apparenza. Dietro la chiesa, un piccolo giardino offre un rifugio per chi cerca un momento di pace e meditazione, lontano dalle folle di visitatori.

L’organizzazione impeccabile dei monaci mantiene un perfetto equilibrio tra accoglienza e riservatezza. Proprio dietro l’abbazia si trova un piccolo cimitero, un luogo di grande suggestione e raccoglimento.

Qui riposano tutti i frati che nel corso degli anni hanno fatto parte della comunità monastica. Una visita a questo angolo silenzioso è un’occasione per riflettere sulla vita monastica e sul profondo legame che questi uomini hanno avuto con l’abbazia e con la birra Chimay, a cui hanno dedicato la loro esistenza.

La biblioteca dell’abbazia

Uno degli aneddoti più interessanti riguarda la biblioteca dell’abbazia, che custodisce oltre 100.000 libri, molti con preziose copertine in pelle. Purtroppo, un incendio nel 1990 ha distrutto gran parte di questo patrimonio, ma i monaci, con dedizione e pazienza, hanno ricostruito l’intera collezione.

La nascita della birra Chimay

Sul versante “birrario”, è il 1861 la data che segna l’inizio della produzione a Chimay: in quell’anno l’allora superiore della comunità Hyacinthe Bouteca autorizza la costruzione del birrificio, completata nel 1862. Nel 1863 vengono acquistati tutti i macchinari necessari alla produzione.

I monaci cominciano a produrre e commercializzare le loro birre, imbottigliate nelle cucine dell’abbazia e conservate nelle cantine, a partire dal 1864-1865. La produzione viene interrotta, o solo diminuita, nei periodi coincidenti con le due guerre mondiali.

Nel 1948 la fabbrica viene riaperta, secondo nuovi criteri produttivi, che coniugano il rispetto della tradizione monastica con nuove tecniche produttive, “insegnate” ai monaci dal professor De Clerck dell’università di Lovanio.

L’altro protagonista della “rinascita” produttiva di Chimay è Padre Theodore, che coltiva e isola in quegli anni il famoso “lievito di Chimay” e che supervisiona, nel ruolo di mastrobirraio, la produzione dal 1954 al 1988.

1001Birre 🍺 - Chimay (Ita)

Come viene prodotta la birra Chimay

Entrando nella birrificio, si percepisce subito la meticolosità con cui ogni fase del processo produttivo viene curata. La produzione della birra segue ancora oggi le antiche regole trappiste con ingredienti naturali, nessun additivo chimico e un controllo rigoroso della qualità.

Le birre Chimay sono prodotte in cinque varianti, tutte ad alta fermentazione con rifermentazione in bottiglia. Le birre del birrificio trappista Chimay comprendono Chimay Dorée, Chimay tappo bianco, Chimay tappo blu, Chimay tappo rosso e Chimay 150, con tappo verde.

Chimay è la seconda birreria trappista del Belgio in ordine di grandezza, dopo Westmalle, e la produzione rimane tutt’ora all’interno dell’abbazia mentre l’imbottigliamento del prodotto lo si effettua in una moderna fabbrica a Baileux, a 10 km dall’abbazia.

Il birrificio, invece, non è accessibile al pubblico. Dopo il pranzo, la visita continua fino allo stabilimento di imbottigliamento, poco distante. Qui si assiste a un continuo via vai di cisterne che trasportano la birra dal birrificio a questa struttura, dove viene imbottigliata o confezionata in fusti.

È qui che avviene la seconda fermentazione, prima che la birra venga distribuita in tutto il mondo. Le birre sono tutte rifermentate in bottiglia e non pastorizzate; la Cinq Cents la si trova anche alla spina.

Le principali birre Chimay

BirraCaratteristiche
Chimay RougeBirra scura dal colore ambrato, con sapori fruttati, note di pane tostato e un delicato tocco di caramello dolce.
Chimay BleueMarrone scuro, aromi intensamente fruttati con sentori di cioccolato e spezie. Il suo sapore evolve magnificamente con il passare degli anni.
Chimay TripleChiara e forte, con un gusto fruttato, floreale e speziato, perfettamente bilanciato dall’amaro e dal profumo intenso del luppolo.
Chimay DoréeChiara e leggera, con eleganti note speziate e floreali, arricchite da un tocco agrumato.
Chimay 150Birra chiara, rinfrescante e fruttata, potente e gustosa al palato.
Chimay Grande Réserve BarriqueUna versione della Bleue che migliora con il tempo, con aromi di frutta e cioccolato, evolvendo in una dolce moka dal carattere speziato.

Chimay Grande Réserve Barrique è una versione della Bleue che migliora con il tempo. Unisce aromi di frutta e cioccolato, evolvendo in una dolce moka dal carattere speziato.

Subisce anche una terza fermentazione in bottiglia. Nel caso della Grande Réserve Barrique, i bicchieri hanno tre linee, a simboleggiare la terza fermentazione, che avviene in botti di legno.

Il significato dei bicchieri Chimay

Un dettaglio curioso riguarda i bicchieri Chimay. Sotto lo stelo, poco prima del calice, si trovano due linee che rappresentano le due fermentazioni a cui ogni birra Chimay è sottoposta: una durante la produzione e una in bottiglia.

Queste botti vengono utilizzate due volte per il processo di fermentazione, dopodiché vengono riciclate come elementi d’arredo nello spaccio Chimay, il ristorante situato poco distante dal monastero. I dipendenti, inoltre, possono portare a casa una botte in comodato d’uso.

Il formaggio Chimay e il ruolo delle fattorie locali

L’Abbazia di Chimay non si dedica solo alla produzione della birra, ma è rinomata anche per il suo formaggio. Questo prelibato prodotto viene realizzato con latte proveniente da fattorie locali, tutte situate entro un raggio di 30 chilometri.

La produzione segue un processo rigoroso, molto simile a quello della birra, nessun conservante e una cura meticolosa della qualità. Per ottenere un solo chilo di formaggio sono necessari ben 10 litri di latte.

I monaci collaborano con circa 200 fattorie locali, creando un vero e proprio ecosistema economico che sostiene la comunità e valorizza le risorse del territorio. Intorno al monastero sono stati creati una fattoria, un birrificio e un caseificio.

Chimay Experience

Una mostra interattiva Chimay Experience t’invita a tuffarti nel cuore della sua esposizione permanente alla scoperta dei segreti di fabbricazione dei prodotti trappisti di Chimay. Vari moduli ti guideranno in modo interattivo: la riproduzione animata dell’Abbazia Notre-Dame de Scourmont, il libro d’oro virtuale, l’armadio degli ingredienti, il giardino di fragranze.

T’invitiamo a completare la visita di Chimay Experience con la scoperta del giardino dell’abbazia, della chiesa e del cimitero dei monaci. L’Abbazia Notre-Dame de Scourmont si trova a 500 m dall’Espace Chimay.

La visita è libera in francese, neerlandese e inglese. Il birrificio non è accessibile al pubblico.

Il paese di Chimay e l’esperienza del viaggio

Il viaggio a Chimay inizia proprio a Chimay. Non è un gioco di parole, ma parlo del paesino da cui prende il nome la birra. Con poco meno di 10 mila abitanti, qui il senso di appartenenza si respira ovunque.

Non volevo limitarmi a un tour de force solo in abbazia, mi piaceva l’idea di vivere Chimay come paese. E la verità è che qui non c’è molto: solo una vita lenta e tranquilla, di quelle che ti portano inevitabilmente a fermarti in una delle poche brasserie per bere una birra Chimay.

L’esperienza parte proprio da questo momento, con le aspettative di visitare il monastero che crescono sempre di più man mano che ci si addentra nelle campagne circostanti. L’atmosfera del monastero ha qualcosa di magico.

Tutto sembra distante dal mondo frenetico a cui siamo abituati. Silenzio, calma e una vita tranquilla avvolgono ogni angolo. Assaggiare la Chimay in questo contesto rende l’esperienza dieci volte più intensa.

Degustazione, ristorante e spaccio

Chimay vanta anche un ristorante, Auberge de Poteaupré, situato a poca distanza dall’abbazia. Qui, oltre a gustare le birre alla spina in tutta la loro freschezza, è possibile fare una degustazione completa dei formaggi Chimay, serviti come aperitivo perfetto.

Annesso al ristorante si trova uno spaccio dove si possono acquistare birra, formaggi e gadget a tema. Il ristorante e lo spaccio sono aperti al pubblico, offrendo l’opportunità di assaporare e acquistare le specialità del monastero.

Prima di concludere la visita al monastero, ho avuto l’onore di esplorare la loro cantina segreta. Qui sono custodite tutte le edizioni delle birre Chimay, anno dopo anno, in ogni formato possibile.

Il tour è poi proseguito nella sala 150°, una sorta di TapRoom riservata esclusivamente alle riunioni interne. Ho avuto la fortuna di assaggiare la Chimay Blue alla spina, direttamente dalla fonte.

La vera sorpresa, però, è stata la degustazione di una Chimay Blue del 2007. Nonostante la minore carbonazione, i sapori erano incredibilmente intensi, con sfumature che ricordano la liquirizia fondente.

Sostenibilità e risorse naturali

Un aspetto affascinante dell’abbazia è il suo impegno verso la sostenibilità. Il monastero è autosufficiente dal punto di vista energetico, grazie al calore recuperato dal processo di produzione della birra e ai pannelli solari installati sul tetto.

L’acqua utilizzata proviene da sorgenti naturali, con un pH ideale, regolato in modo completamente naturale senza l’aggiunta di additivi chimici.

L’Abbazia Notre-Dame de la Paix

A dieci chilometri dalla famosa abbazia di Scourmont, nell’incantevole città vallona di Chimay, vive una piccola comunità di suore trappiste la cui ospitalità, i cui biscotti e la cui preghiera suscitano grande ammirazione.

L’abbazia Notre-Dame de la Paix è la continuazione diretta dell’antica abbazia di Gomerfontaine, fondata nel 1205 e situata allora nel Vexin francese, ai confini della Normandia, a 89 km a nord-ovest di Parigi.

Fu fondata da una coppia di signori, Hugues e Pétronille de Chaumont, genitori di sei figli maschi e di una figlia, la quale, naturalmente, si fece monaca. Contrariamente alla maggior parte delle comunità monastiche scomparse durante la rivoluzione francese, non vi fu rottura tra la comunità dell’Ancien Régime e la comunità attuale, ma soltanto un’interruzione di una dozzina d’anni, dal 1792 al 1804, seguita da una lunga peregrinazione.

Dalla Francia al Belgio

Un’antica monaca di Gomerfontaine, Pauline Ducastel, discendente diretta di Christine de Pisan, ottenne il sostegno dell’antica badessa e, insieme a quattro religiose di origini diverse, raccolse la sfida di far rinascere la vita monastica cistercense così come era a Gomerfontaine, nel dipartimento dell’Oise.

Questo piccolo gruppo si stabilì a Nesles, nel dipartimento della Somme, poi a Saint-Paul-aux-Bois, nel dipartimento dell’Aisne. La comunità si dedicò allora all’insegnamento, unico mezzo che trovò per assicurarsi il sostentamento.

Nel 1877 ottenne la propria affiliazione all’ordine trappista. In seguito, l’Assemblea Nazionale invitò migliaia di religiosi all’esilio. Esso condusse le “bernardine di Saint-Paul-aux-Bois” dalla Piccardia francese fino in Belgio.

Le suore si stabilirono dapprima in un rifugio che avevano preparato a Fourbechies, un piccolo villaggio dell’Hainaut belga. Lì, in un’antica birreria costruita su due piani, vissero poveramente, seguirono fedelmente la Regola benedettina e pregarono con grande fervore.

Attirarono numerose vocazioni. Nel 1919, con l’aiuto dei monaci di Scourmont, acquisirono a Chimay una proprietà dove in precedenza era stata installata una scuola normale chiamata “Institut de France”.

Vi si stabilirono e, rapidamente, sempre grazie ai monaci, vi fu costruito un nuovo monastero. La chiesa abbaziale fu consacrata nel 1925, il 13 ottobre precisamente, in memoria della dedicazione della chiesa di Gomerfontaine avvenuta il 13 ottobre 1266.

D’allora in poi le monache non si spostarono più, se non durante un breve esilio a Sainte-Anne-d’Auray quando, nel 1940, i nazisti costrinsero tutti gli abitanti della regione a evacuare verso la Francia. La peregrinazione era giunta al termine.

Una comunità internazionale

Non c’è da stupirsi, tuttavia, che la comunità abbia conservato e accentuato il proprio carattere internazionale. Nel 1928, una giovane olandese entrò nell’abbazia delle monache di Chimay per formarsi alla vita monastica.

Nel 1937, la badessa e 45 religiose lasciarono La Paix per fondare l’abbazia di Koningsoord nei Paesi Bassi. Da lì nacquero tre fondazioni: due in Germania e una in Uganda.

Nel 2011, Madre Catherine Pagano, di nazionalità italiana, in Belgio dall’età di dieci anni, fu incaricata della responsabilità dell’abbazia con la missione di accompagnare le ultime suore verso la chiusura.

Nel 2016, una parte del monastero fu quindi affittata per 30 anni a due associazioni che si prendono cura di bambini con disabilità. Ma un soffio di primavera e di apertura cominciò a spirare e invertì la tendenza.

Il canto liturgico si rinnovò, gli uffici delle veglie e poi quello di nona furono ristabiliti, importanti lavori di ristrutturazione furono realizzati nella foresteria, furono organizzate visite guidate, fu allestita una sala conferenze, fu avviata una biscotteria, l’orto tornò a dare frutti e verdure.

La vita delle monache e la chiesa abbaziale

La comunità delle monache di Chimay appartiene all’Ordine Cistercense della Stretta Osservanza, conosciuto anche con il nome di Ordine Trappista. A Chimay, le monache confezionano ornamenti e paramenti liturgici, una tradizione antichissima, nonché vari articoli in tessuto.

Producono pane, marmellate e deliziosi biscotti alla pasta di mandorle, senza lattosio né glutine. Nel loro negozio vendono numerosi prodotti monastici di qualità.

Nel 1927, il giovane priorato di Chimay ricevette il titolo di abbazia Notre-Dame de la Paix. Attualmente, in questi tempi travagliati, vi si prega ogni mese per la pace.

Molti visitatori, credenti o no, avvertono, nella chiesa abbaziale, un profondo senso di pace. La comunità è composta da cinque monache di cinque nazionalità diverse, provenienti da tre continenti.

Tre monache provenienti da altre abbazie hanno scelto di emettere il voto di stabilità nell’abbazia di Chimay, dove si parlano il francese, il neerlandese, l’italiano, lo swahili, l’hindi, il malayalam e l’inglese.

Le suore trappiste amano cantare e la loro chiesa è dotata di una buona acustica. Sotto le alte volte dell’abbaziale, le loro voci fervorose risuonano con grande intensità.

Ritiro spirituale a Notre-Dame de la Paix

La piccola comunità delle trappiste di Chimay accoglie gli ospiti per un tempo di abbandono e di riposo. Nella meditazione e nell’orazione, ciascuno potrà ridestare la propria vita interiore, ritrovare in sé il proprio spazio di pace e di gratuità, per riprendere poi serenamente il proprio cammino in mezzo ai rumori del mondo.

I ritiri comunitari sono aperti a tutti. Sono accolti anche gruppi che organizzano autonomamente il proprio tempo di ritiro. Allo stesso modo, le famiglie, le coppie e gli studenti sono i benvenuti per un tempo di rigenerazione personale o familiare, per un periodo di studio o di stage.

Desiderate lanciarvi in un “digiuno digitale” per disconnettervi dal mondo digitale e riconnettervi a voi stessi e agli altri? Lasciate pure il vostro telefono cellulare all’ingresso dell’abbazia e ritiratelo all’uscita.

Tutto è pensato affinché possiate trascorrere un tempo di ritiro sereno nell’abbazia. RITRIT dà all’abbazia una nuova visibilità: gli ospiti e i visitatori sono ogni anno più numerosi e più giovani.

Orari della preghiera e soggiorno

Senza che ciò costituisca una condizione per recarvisi, gli ospiti hanno la possibilità di unirsi alla preghiera della comunità e sono i benvenuti a tutti gli uffici proposti.

Nei giorni feriali, iniziano alle 05:30 del mattino con le veglie e terminano alle 20:00 con la compieta. L’Eucaristia è celebrata la domenica alle 10:15 e tutti gli altri giorni della settimana alle 09:00.

In concreto, la foresteria conta 10 camere, di cui due a due letti e una accessibile alle persone a mobilità ridotta. È inoltre possibile aggiungere brande in alcune camere.

Una grande sala riunioni e altre due sale, nelle quali è possibile conversare, sono messe gratuitamente a disposizione degli ospiti. I pasti sono condivisi e ciascuno partecipa al servizio e al riordino.

È accessibile anche un parco. Durante il soggiorno, gli ospiti potranno acquistare prodotti di artigianato monastico, scoprire, attraverso una visita guidata, i principali aspetti del monachesimo occidentale e dell’arte cistercense.

La visita permette inoltre di conoscere la straordinaria e rara storia di una comunità di oltre 800 anni, l’architettura e la planimetria di un monastero tipicamente cistercense e, infine, un “Cristo Regale” contemporaneo del 1997 dell’artista Yves Bosquet.

Cosa visitare nei dintorni di Chimay

L’abbazia Notre-Dame de la Paix è situata al confine franco-belga, ai margini della città medievale di Chimay, in una regione di foreste, laghi e spazi verdeggianti. A poche centinaia di metri dall’abbazia, ritrovate l’atmosfera del tempo dei cavalieri.

Chimay è una piccola città che ospita dal IX secolo un castello situato su uno sperone roccioso. Questo castello, tuttora abitato dai principi di Caraman-Chimay, è stato distrutto e ricostruito un gran numero di volte.

Costituisce oggi una delle principali attrazioni turistiche della zona. La collegiale Saints-Pierre-et-Paul di Chimay attira anch’essa numerosi visitatori.

Di stile gotico, custodisce il notevole giacente di Charles de Croÿ, primo principe di Chimay, cavaliere del Toson d’Oro e padrino di Carlo V. La piazza principale, il monumento principesco, la porta trionfale, le belle case canonicali e gli antichi lavatoi conferiscono fascino a questa piccola città arroccata sulle alture di un modesto fiume chiamato Eau Blanche.

Foreste, laghi e percorsi naturali

Per gli amanti della natura, segnaliamo che, dal punto di vista geologico, la parte settentrionale del comune di Chimay è situata sulla Calestienne, una lunga e stretta fascia calcarea che attraversa il Belgio da est a ovest.

La parte meridionale del suo territorio occupa i terreni scistosi ai margini delle Ardenne. Il rilievo è quindi accidentato e la flora, ricca e variegata.

Chimay è anche divisa tra due bacini idrografici: Notre-Dame de la Paix fa parte del bacino della Mosa ed è vicina al Lago di Virelles, mentre Notre-Dame de Scourmont è ancorata alle sorgenti dell’Oise, affluente della Senna.

Proprio nelle vicinanze si trova il famoso lago, una riserva ornitologica di grande valore. I dintorni dell’abbazia sono diventati accoglienti, armoniosamente illuminati la sera, dotati di un parcheggio fiorito e alberato.

Lago di Virelles e paesaggio del Pays des Lacs

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