Via Suor Anna Cantalupo 1 si trova a Catania, in provincia di Catania. L’indirizzo è legato alla Casa della Carità e alle attività dell’Opera di Soccorso Infermi Poveri a Domicilio, istituzione che continua a operare sul territorio catanese attraverso servizi di ascolto, assistenza e solidarietà.
La strada e il centro sociale sono intitolati a Suor Anna Cantalupo, religiosa delle Figlie della Carità che dedicò gran parte della propria vita ai poveri, agli infermi, agli orfani e alle persone emarginate. Il suo corpo riposa nella cappella della Medaglia Miracolosa delle Figlie della Carità in via San Pietro.

Il Centro Sociale “Suor Anna Cantalupo”
Strumento prezioso dell’Opera di Soccorso Infermi poveri a domicilio è il Centro sociale Suor Anna Cantalupo. È un punto d’incontro per quanti desiderano operare insieme, per rispondere alle diverse forme di marginalità sociale, promuovendo cultura e solidarietà.
“L’Opera di Soccorso Infermi Poveri a Domicilio” continua ancora oggi, sulle orme di Suor Anna, ad operare su tutto il territorio catanese, attraverso vari servizi. La sua preoccupazione è raggiungere l’uomo bisognoso nel suo ambiente, calarsi nella sua realtà, condividere le sue difficoltà, farsi vicina creando rapporti di fiducia, base su cui costruire la sua promozione, la sua crescita, la sua autonomia.
Le Figlie della Carità e i Volontari si pongono al servizio dei fratelli attraverso il Centro ascolto, dove avviene il primo importante incontro che precede la visita domiciliare. Una piccola Farmacia, dove alcuni medici volontari offrono con generosità il loro prezioso aiuto, viene in aiuto di quanti, forniti già di prescrizione medica, hanno bisogno di farmaci.
Chi era Suor Anna Cantalupo
La Venerabile Serva di Dio Anna Cantalupo, al secolo Pia, nacque a Napoli il 3 settembre 1888. Venne battezzata due giorni dopo, nella parrocchia di Santa Maria delle Grazie a Montesanto, dallo zio, il sacerdote Ernesto Cantalupo.
Quest’ultimo ne curò la prima formazione cristiana culminata a 9 anni, con la ricezione della prima Comunione e della Cresima. Quarta di sei sorelline si distingue per la sua vivacità di carattere.
Vanitosa, le piace ballare, cantare, ricevere complimenti; tuttavia è anche attenta alla preghiera. Spesso si presentava nello studio del padre avvocato e ne profittava per raccomandare ai clienti, in cambio delle loro carezze, la recita delle preghiere, la partecipazione alla Santa Messa e soprattutto l’osservanza del precetto Pasquale.
A circa 13 anni, sentì il desiderio di una consacrazione totale al Signore e, guidata dal redentorista padre Antonio Di Coste, il 31 maggio 1902 emise privatamente il voto di verginità.
Un incontro fortuito nello studio del padre con una Figlia della Carità sarà per lei il segno di Dio. Mentre la Suora tergiversa ritenendo opportuno non incoraggiarla per la sua giovane età, e le prospetta le innumerevoli difficoltà della vita comunitaria Pia si impunta e con uno scatto tutto suo protesta: “se la sua comunità è un inferno, ebbene io voglio venire in quell’inferno!”.
La formazione tra Napoli e Parigi
Nel 1908, entrò tra le Figlie della Carità. A 20 anni fa il Postulato all’istituto Montecalvario di Napoli e alla casa centrale inizia il seminario che termina a Parigi alla casa madre.
Accolta come aspirante, vestì l’abito, a Parigi il 14 novembre 1909 e venne mandata alla Scuola elementare della Casa Centrale di Napoli. Alla presa d’abito è destinata alla scuola elementare della casa centrale a Napoli, ma non è capace di mantenere la disciplina per cui, dopo un anno tempestoso, con sollievo di tutti passa all’Albergo dei poveri in P.za C.arlo III, al servizio delle anziane povere ricoverate.
Sr Caterina, come ormai viene chiamata, si mette all’opera con il suo abituale entusiasmo e tanto tanto amore come richiedeva appunto il suo ufficio. Non mette limiti alla donazione, al lavoro e alla pratica della virtù tanto che la salute ne rimane scossa e deve fare i conti con una brutta bronchite asmatica. che diventerà purtroppo cronica.
Alla fine dell’anno scolastico, fu trasferita al “Reale Albergo dei Poveri”, sempre a Napoli, e destinata al servizio delle anziane bisognose. Emise la professione il giorno di Natale del 1913.
La notte di Natale del 1913 pronunzia con grande fervore i santi voti il che accresce la sua capacità di donazione piena e gioiosa.
Il servizio durante la Prima Guerra Mondiale
Nel corso della Prima Guerra Mondiale, nel 1916, venne chiamata a prestare servizio presso l’Hotel Hassler, dove era stato aperto un Istituto per la rieducazione delle persone rimaste invalide a causa del conflitto.
Qualche anno dopo, a causa della Guerra 1914-1918, si organizzano le ambulanze e Sr Caterina è inviata all’ “Istituto Hesler” di Napoli per la rieducazione dei mutilati di guerra.
Il suo amore e la sua dedizione si moltiplicano verso quei giovani per i quali le ore di sconforto sono frequenti, ma basta che Sr Caterina intoni un inno al Sacro Cuore o pronunzi una parola di conforto per riportare il sorriso sulle loro labbra.
L’arrivo a Catania nel 1918
Terminata la guerra, nel novembre 1918 venne mandata a Catania dove iniziò a collaborare con l’Opera di assistenza per gli infermi a domicilio, creata alla fine del XIX secolo con la collaborazione dei laici e la cui gestione era stata affidata alle Figlie della Carità.
Finita la guerra nel Dicembre 1918 e chiuse le ambulanze, Sr Caterina giunge a Catania attesa dalla zelante b.ssa Anna Zappalà, nipote del Cardinale Giuseppe Francica Nava, Arcivescovo di Catania.
La b.ssa Anna, anima straordinaria per la sua carità e l’impegno nell’opera fondata dal santo cardinale G. Dusmet, da tanto tempo richiedeva la collaborazione di Suore capaci di comprenderla e seguirla nel servizio organizzato presso il collegio della Provvidenza, attuale Istituto Pio IX, tenuto dalle FdC.
Per volere della b.ssa Anna, Sr Cantalupo si chiamerà Sr Anna. Sr Cantalupo si chiamerà Sr Anna e insieme inizieranno “l’opera di soccorso infermi poveri a domicilio”.
L’Opera di Soccorso Infermi Poveri a Domicilio
Nel 1905 la b.ssa Anna Zappalà viene eletta presidente dell’opera e subito il padre Luigi della Marra gliene affida la direzione. La presidente avendo ottenuto altre 2 Suore, con la collaborazione entusiastica di Sr Anna, chiede l’affiliazione delle socie alla Compagnia delle Dame della Carità di Parigi.
Il nome dell’ “OPERA DEL CARDINALE DUSMET” viene cambiato in “OPERA DI SOCCORSO INFERMI POVERI A DOMICILIO”, iniziando la pubblicazione di un giornalino con lo stesso titolo che sostituirà il notiziario diocesano “La Campana”.
Contemporaneamente sorgono tutte le altre iniziative: l’associazione dei cooperatori e i Soci Perpetui, che con le loro somme versate una tantum assicurano una santa messa annuale per i soci defunti e un cespite in aiuto ai poveri.
La b.ssa Anna riunisce le socie in casa sua e le mette a lavoro mentre Sr Anna si occupa delle riunioni nella Chiesa dell’Ogninella, senza tralasciare le visite ai poveri.
Le prime attività sociali a Catania
Nel 1915 la b.ssa, avendo accettato la presidenza dell’Opera Nazionale Orfani di Guerra e mettendo a disposizione del ministero una sua proprietà in periferia dove vi lavorava già con impegno, all’arrivo di Sr Anna non trova di meglio che coinvolgerla in questa assistenza così impegnativa.
Sr Anna con entusiasmo comincia ad organizzare le colonie marine e montane per i bambini, la distribuzione di medicinali, di indumenti e di calzature alle famiglie, con il suo senso di organizzazione arricchito di carità, rispetto e cordialità vincenziana.
Sr Anna con entusiasmo comincia ad organizzare le colonie, la distribuzione di medicinali, di indumenti e di calzature alle famiglie, con il suo senso di organizzazione arricchito di carità, rispetto e cordialità vincenziana.
Nel 1920 propone un corso dì esercizi spirituali per tutti gli assistiti ìn preparazione alla Pasqua dando così vita ad una pratica che durerà decenni.
La Casa della Carità di via San Pietro
L’11 Aprile 1923 con il consenso dei superiori Sr Anna insieme alle sue consorelle addette al servizio dei poveri lascia il collegio Pio IX e si stabilisce nella casa che la b.ssa Anna ha preparato per loro in via S. Pietro e che si chiamerà “Casa della carità”.
Nel 1923, insieme alle consorelle, si trasferì presso la “Casa della Carità” dove, oltre all’assistenza degli infermi poveri, le Suore proponevano varie iniziative caritative ed apostoliche, a partire dall’assistenza civile e religiosa agli orfani di guerra.
Suor Anna vi rimase fino alla morte, acquisendo in città una fama sempre maggiore di suora santa. L’11 Aprile 1923 con il consenso dei superiori Sr Anna insieme alle sue consorelle addette al servizio dei poveri lascia il collegio Pio IX e si stabilisce nella casa che la b.ssa Anna ha preparato per loro in via S. Pietro e che si chiamerà “Casa della carità”, dove rimarrà fino all’ultimo giorno vivendo con gioia.
E’ un’esplosione di attività: catechismo ai bambini e agli adulti, oratorio festivo per giovani, associazione mariana per la formazione della gioventù femminile, Battesimi di adulti, Matrimoni da regolarizzare, visite e assistenza materiale e spirituale: Catania ha individuato in quella casa un rifugio sicuro per ogni necessità.

Scuola, ambulatorio e farmacia
L’anno 1925 segna la svolta decisiva per la casa: l’assistenza civile e religiosa che si è svolta per tanti anni agli orfani di guerra è finita.
La presidente che si è prodigata insieme alle Suore riceve un attestato di benemerenza e di lode e rientra nel possesso del suo terreno con aggiunti 3 padiglioni in legno allestiti dal ministero.
La b.ssa Anna Zappalà con una donazione in vita accettata dal consiglio provinciale, dona i locali ad esclusivo uso della casa che si chiamerà definitivamente: CASA DELLA CARITA’ - Sede dell’OPERA DI SOCCORO INFERMI POVERI A DOMICILIO.
Intanto sorge un problema: venuta meno l’assistenza della Prefettura, per non stornare neppure una Lira dalle offerte ricevute per i poveri, la presidente nei 3 padiglioni inizia un asilo infantile, una scuola elementare e un laboratorio di ricamo per giovinette.
Le socie procureranno gli alunni pagando le rette e risolvendo il problema della casa. L’ambulatorio e la farmacia continueranno a funzionare ogni mattina con medici volontari collaborati da una suora.
Il voto di vittima d’amore
Ancora l’anno 1925 segna per Sr Anna una data luminosa: risale, infatti, a quell’anno la sua consacrazione di vittima d’amore per i sacerdoti, la sua donazione ai poveri diviene incessante, percorrerà a piedi tutta la città in cerca di ammalati, disperati, affamatL.
Questo pensiero, scritto dalla Serva di Dio Anna Cantalupo nell’aprile 1970 a 82 anni di età, ben sintetizza la sua vita e il suo messaggio: “Essere sempre più e sempre meglio vittima d’amore del Sacro Cuore di Gesù deve essere l’unico mio desiderio, l’unica aspirazione del mio cuore”.
Infatti, già nel 1925 a 37 anni di età, nella Casa della Carità dove sarebbe rimasta fino alla morte occupandosi dell’assistenza ai bisognosi e della catechesi, aveva fatto il voto di vittima d’amore al Sacro Cuore di Gesù in favore dei sacerdoti.
Fa sue con cuore di sorella tutte le sofferenze dei fratelli e con il pensiero ben preciso: arrivare alle anime per confortarle, dare loro speranza e condurle a Dio. La Gloria di Dio, la Volontà di Dio, ecco il suo obbiettivo costante.
Assistenza religiosa e sociale
Quante conversioni!… L’arcivescovo accorre spesso alla Casa della Carità per funzioni straordinarie: il Battesimo di otto fratellini, l’abiura dal Protestantesimo di un giovane di 18 anni e due sorelle convertiti per mezzo della Medaglia Miracolosa: altre volte su richiesta di Sr Anna, si reca nelle case dei poveri per il conferimento della Cresima ad ammalati gravi.
Nel periodo quaresimale organizza corsi di esercizi spirituali per tutte le categorie: bancari, impiegati comunali, netturbini, ferrovieri, vigili del fuoco, vigili urbani, tassisti etc.
Inoltre, organizzava esercizi spirituali in preparazione del precetto pasquale per varie categorie di lavoratori, cercando di scuoterli da una fede abitudinaria e poco vissuta e di coinvolgerli in un cammino di autentica conversione.
Presta una particolare cura per i sordomuti che lavorano in genere come lustrascarpe, riunendoli e cercando il sacerdote capace di capirli e farsi capire e anche per loro organizza il Precetto Pasquale.
Il rapporto con i poveri
Non tutti evidentemente applaudivano Sr Anna. Un giorno mentre con la borsa raccoglieva le offerte per i poveri sulla strada, un tale dandole uno spintone le gridò in faccia: “Fannullona: non ti vergogI a chiedere l’elemosina? Vai a lavorare!” e Sr Anna con molta calma gli rispose: “non mi sento tanto onorata come quando stendo una mano per i miei fratelli poveri”.
La Venerabile Serva di Dio, per le numerose iniziative benefiche a favore degli orfani, degli infermi e dei poveri, riuscì a farsi apprezzare dalla gente, tanto da diventare un punto di riferimento per la città.
Il suo apostolato risultò veramente capillare, tale da coinvolgere molti laici che gravitavano attorno alla Casa della Carità. Incarnò il carisma vincenziano donando tutta se stessa a Dio attraverso l’amore al prossimo.
Durante la Seconda Guerra Mondiale
Intanto scoppia la Seconda Guerra Mondiale. Subito Sr Anna prende l’iniziativa, benedetta dall’arcivescovo, di assistere i soldati dei vari reggimenti che transitano da Catania per raggiungere le zone di guerra affinché, confortati da una parola di fede, purificati dai sacramenti e muniti della Medaglia Miracolosa partano serenamente per le zone di conflitto.
Ottenuta l’autorizzazione del comandante generale Sr Anna fa il giro delle caserme seguita da un piccolo numero di signore: in ogni caserma ottiene il raduno dei soldati, parla affettuosamente, manifesta il suo programma e ad ognuno offre la Medaglia Miracolosa.
Il cappellano padre Ricceri e altri 3 sacerdoti assegnati dall’arcivescovo si rendono disponibili. Non solo nelle caserme ma soprattutto alla stazione ferroviaria alle 4 del mattino si celebra la Santa Messa sul marciapiede, si ascoltano le confessioni e Sr Anna avvicina uno ad uno i soldati del treno ospedale, del treno armato, del il comando Marina, della capitaneria di porto, della Milizia contraerea e a tutti offre un sorriso, un conforto.
e soprattutto li ascolta, poiché ognuno di quei soldati confida a Sr Anna le preoccupazioni per la moglie, i figlioletti, il padre ammalato, la madre anziana. Sr Anna raccoglie notizie, lacrime, speranze e annota tutto in piccoli foglietti con nomi e indirizzi.
Quando il treno parte subito si mette in cammino per soddisfare tutte le richieste dei soldati che partono forse per non più tornare. C’è chi scrive di avere sperimentato la protezione della Madonna, chi ringazia perché la famiglia lo ha rassicurato dell’interessamento e dell’aiuto di Sr Anna.
L’assistenza ai profughi e alle famiglie colpite
Arrivano ancora i profughi da Biserta in condizioni pietose e allora si impone altra mobilitazione di medici, farmacisti, dame e damine della carità per procurare materiale infermieristico, indumenti e generi alimentari.
Sempre in moto per sollecitare Enti e persone a donare aiuto. Esauriti ormai tutte le scorte, carica di debiti Sr Anna organizza con l’infaticabile presidente un Bazar di carità per i soldati.
A cominciare dalla consorte del podestà fino all’ultima donna del popolo, tutti entrano alla Villa Bellini e comprano qualche cosa per i soldati che sono in guerra… si raccoglie la somma di 27000 £.
Ormai Catania ha riposto in loro la sua fiducia. Nell’Agosto del 1941 uno spaventoso bombardamento mette in ginocchio la città: con tante case distrutte, molte famiglie senza tetto vengono accolte nel seminario di Porta Uzeda.
Il rettore chiama Sr Anna e immediatamente scattano i soccorsi. In mezzo a tanta miseria gli ammalati di TBC aumentano paurosamente ed è impresa ardua procurare medici, cibo… e disbrigo di documenti per i ricoveri in sanatorio.
Tutte la porte però si aprono quando arriva Sr Anna: dal podestà, all’ECA e all’ultimo impiegato tutti si sentono coinvolti in questa battaglia di carità.
Lo sfollamento e la ricostruzione
Purtroppo il peggio deve ancora venire: a causa dello sfollamento Sr Anna è costretta a lasciare Catania trasferendosi a Viagraride.
Accanto vi è la caserma degli avieri a cui estende come al solito il suo interessamento e la richiesta di essere accompagnate a Catania per continuare l’assistenza ai poveri che lottano con le malattie e la miseria.
Finalmente la Guerra finisce e comincia l’opera della ricostruzione. Il 17 Febbraio 1947 Sr Anna è nominata superiora della casa con suo grande rammarico perché vede la sua attività limitata.
Riesce a prezzo di lavoro notturno a scrivere, chiedere interessamento per i poveri, senza tralasciare le esigenze della comunità.
Contemporaneamente è sollecita per migliorare le condizioni della casa: i 3 padiglioni lasciati dal ministero sono ormai cadenti e rosi dalle termiti.
Chiede con insistenza ai suoi amici aiuto per interessare il Ministero ed infatti ottiene la costruzione di due locali semplici ma funzionali per la scuola materna e di un locale per tutti gli usi: refettorio per i poveri, sala di riunioni per le dame e, all’occorrenza, Cappella per gli esercizi spirituali o qualsiasi altra occorrenza.
Il servizio come superiora
Il 1° marzo 1947 venne nominata Superiora della Casa della Carità, carica ricoperta fino al 1959. Dal 1° marzo 1947 al 1959 svolse il servizio di Superiora.
Sr Anna, aperta alle trasformazioni del lavoro della dame, le segue nel loro inserimento nelle Parrocchie che via via si aprono e richiedono interventi più adatti ai tempi.
Accoglie i servizi sociali e lascia che le giovani vengano formate e inserite nei gruppi parrocchiali.
Ben presto è però raggiunta da un altro importante lavoro: il Congresso Eucaristico Nazionale del 1959 si terrà a Catania. E l’arcivescovo assegna a Sr Anna la preparazione di tutti i settori che avvicina per gli esercizi spirituali in preparazione alla missione.
E’ un lavoro che assolve con entusiasmo e impegno.
Le opere per i minori
Il 1960, tricentenario della morte dei santi fondatori, offre a Sr Anna l’occasione di realizzare un suo grande desiderio: un ricovero temporaneo per minori perché la madre è ricoverata in ospedale o impossibilitata ad occuparsi dei figli per diversi motivi.
L’Ente Case Popolari riceve l’incarico di occuparsene e Sr Anna vede con gioia ristrutturare alcuni antichi locali per realizzare quest’altra opera a favore dei piccoli ospiti a riparo ormai dai pericoli della strada.
Riconoscimenti civili ed ecclesiali
In tanta attività quello che la sorprende e la disturba è l’arrivo delle… tante onorificenze che le vengono conferite dal 1958 al 1968: Cavaliere della Repubblica, la cittadinanza onoraria di Catania con medaglia d’oro, la croce propontificie et ecclesia… commendatore.
Nel 1958, ricevette le onorificenze di Cavaliere della Repubblica e la Croce pro Ecclesia et Pontifice. In occasione del 50° anniversario del suo ingresso tra le Figlie della Carità, nel 1958, le vennero conferiti vari riconoscimenti a livello civile ed ecclesiale fra i quali, tra l’altro, la Croce pro Ecclesia et Pontefice e la cittadinanza onoraria di Catania.
Per il suo apostolato fra gli ultimi, suor Anna era stata insignita della cittadinanza onoraria di Catania e nominata prima cavaliere e poi commendatore della Repubblica.
La cappella della Medaglia Miracolosa
1968, altra data importante per il sessantesimo della vocazione religiosa: le dame della carità prendono l’iniziativa di una sottoscrizione per iniziare con la posa della prima pietra la costruzione di una cappella grande per accogliere i poveri che ancora si radunano alla Casa della Carità intitolata alla Madonna della Medaglia Miracolosa.
La costruzione sarà continuata e ultimata per interessamento della Regione siciliana.

Gli ultimi anni
Purtroppo da quell’ anno comincia il declino fisico di Sr Anna, già non più superiora. Un edema polmonare ne limita l’attività ma Sr Anna non si arrende e si rimette a lavoro puntando ormai più alla corrispondenza e al telefono per difendere, incoraggiare, chiedere sempre a favore di chi soffre.
con molta preghiera. E’ il suo nuovo modo di servire, sicura che questa è la volontà di Dio che la mette in pace e che le da la capacità di spendersi giorno per giorno con amore e gioia.
Terminato il servizio di Superiora, continuò la sua opera caritativa e assistenziale verso i più bisognosi, pur dovendo rallentare il ritmo a causa dell’età e di varie infermità.
Sì, gioia: perché Sr Anna è sempre serena. Dal mattino alla sera è sempre occupata e spesso si concede qualche sosta in Cappella dove riesce a versare nel cuore di Dio tutti i bisogni di quelli che si rivolgono a lei.
Vigile sino agli ultimi giorni accetta la sua sofferenza con dolce abbandono. Al termine della Santa Messa che il sacerdote celebra accanto al suo letto, con un “Amen” chiaro e ben presente accoglie l’Eucaristia e subito entra in coma per non svegliarsi che nell’eternità.
Morì a Catania il 17 marzo 1983. E’ l’alba del 17 Marzo 1983.
Il riconoscimento delle virtù eroiche
Suor Anna Cantalupo è venerabile. La notizia del riconoscimento, riportata dall'Ansa, delle "virtù eroiche" della suora animatrice per 60 anni della Casa della Carità di via San Pietro a Catania, è arrivata oggi dalla sala stampa Vaticana, dopo che Papa Francesco ha autorizzato il Dicastero delle Cause dei Santi a promulgare il relativo decreto.
Assieme a suor Anna è stata dichiarata venerabile anche suor Lucia dos Santos, una dei tre "pastorelli" che assistettero alle apparizioni di Fatima. L'arcivescovo di Catania ha espresso "gioia per la firma di Papa Francesco al decreto di venerabilità della serva di Dio Anna Cantalupo".
"La venerabile, di origine napoletana, che ha svolto la gran parte del suo servizio tra i poveri di Catania - scrive l'arcivescovo Renna - ha lasciato ovunque il profumo della sua santità. L'Arcidiocesi tutta si rallegra con le Figlie della carità e ringrazia il Santo Padre".
Il Santo Padre ha dichiarato che lei ha praticato le virtù in grado eroico. Lo dice il Decreto autorizzato dal Papa il 22 giugno 2023.
Preghiamo in attesa di un suo miracolo, necessario per arrivare alla sua Beatificazione.
Il decreto del Dicastero delle Cause dei Santi
Il 23 giugno 2022 i Consultori Teologi hanno espresso il loro voto favorevole. I Padri Cardinali e Vescovi, nel corso della Sessione Ordinaria del 20 giugno 2023, hanno riconosciuto che la Serva di Dio ha esercitato eroicamente le virtù teologali, cardinali ed annesse.
Il sottoscritto Cardinale Prefetto ha quindi riferito accuratamente tutte queste cose al Sommo Pontefice Francesco. Sua Santità, accogliendo e ratificando i voti del Dicastero delle Cause dei Santi, ha oggi dichiarato: Constano le virtù teologali Fede, Speranza e Carità verso Dio e verso il prossimo, nonché le cardinali Prudenza, Giustizia, Fortezza e Temperanza ed annesse in grado eroico della Serva di Dio Anna Cantalupo, della Compagnia delle Figlie della Carità di San Vincenzo de’ Paoli, nel caso e per il fine di cui si tratta.
Il Sommo Pontefice ha poi disposto che il presente decreto venga pubblicato e inserito negli atti del Dicastero delle Cause dei Santi. Dato a Roma, il 22 giugno dell’anno del Signore 2023 Marcello Card. Semeraro Prefetto + Fabio Fabene Arciv. tit. di Montefiascone Segretario.
La Serva di Dio godeva già in vita di una notevole fama di santità sia all’interno del suo Istituto che nella città di Catania. Tale fama si è mantenuta costante in morte e dopo la morte.
Dal 27 ottobre 1997 al 22 aprile 2008 si è celebrata l’Inchiesta diocesana presso la Curia ecclesiastica di Catania. Questo Dicastero delle Cause dei Santi ne ha riconosciuto la validità giuridica con decreto emesso il 18 settembre 2009.
Il significato della sua testimonianza
La Venerabile Serva di Dio Anna Cantalupo incarnò il carisma vincenziano donando tutta se stessa a Dio attraverso l’amore al prossimo. Il suo zelo sensibile e delicato era radicato nella fede.
Vedeva l’immagine di Gesù nei poveri, come nei ricchi, che riusciva a coinvolgere nelle opere di carità, favorendo molte conversioni. La sua fede traspare anche dai suoi scritti.
Dotata di forte personalità, non si scoraggiava davanti alle difficoltà, affidandosi alla preghiera. In comunità era molto amata.
Prontezza, creatività e allegria caratterizzavano la sua carità, consentendole di rispondere celermente alle urgenze. I suoi modi di trasmettere la fede, come la diffusione della medaglia miracolosa, lasciarono profonde tracce tra la gente attirata dalla concretezza della sua testimonianza.
La sua fama di santità è giunta sino ad oggi, accompagnata da una certa fama signorum.
Via Suor Anna Cantalupo nel contesto di Catania
Via Suor Anna Cantalupo 1 è quindi associata non soltanto a un indirizzo cittadino, ma anche a una realtà storica e sociale profondamente radicata nella città. La Casa della Carità rappresenta il luogo nel quale Suor Anna svolse il suo servizio per decenni, mantenendo un rapporto diretto con gli infermi, i poveri, gli orfani, i lavoratori e le famiglie in difficoltà.
Il legame con Catania nasce nel 1918 e si consolida con il trasferimento dell’11 aprile 1923 in via San Pietro. Da quella sede partirono attività di assistenza domiciliare, distribuzione di medicinali e beni essenziali, formazione religiosa, sostegno ai minori, accoglienza e mobilitazione durante le emergenze belliche.
Il Centro sociale Suor Anna Cantalupo conserva questo orientamento: raggiungere la persona bisognosa nel suo ambiente, ascoltarne le necessità e costruire rapporti di fiducia capaci di sostenere la crescita e l’autonomia.
Tra le vie più cercate a Catania figurano Via Palermo, Via Plebiscito, Via Etnea, Via Messina, Viale Mario Rapisardi, Via Regina Bianca, Via Vittorio Emanuele II, Via Duca degli Abruzzi, Via Umberto I e Via Caronda.
Il territorio comunale comprende quartieri come Borgo-Sanzio, Centro Storico, Monte Po-Nesima-San Leone-Rapisardi, Picanello-Ognina-Barriera-Canalicchio, San Giorgio-Librino-San Giuseppe La Rena-Zia Lisa-Villaggio Sant’Agata e San Giovanni Galermo-Trappeto-Cibali.